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Epic Fail!! Scie Chimiche e Marcianò al “La Zanzara” – Radio 24

Spassosissimo intervento di Rosario Marcianò del Comitato Tanker Enemy a “La Zanzara” su Radio 24.

Ecco cosa accade quando certe stupidaggini passano in trasmissioni goliardiche. Buon divertimento tramite l’ascolto di questa ennesima “Epic Fail” di R. Marcianò.

 

Moplen, plastica su Titano ? Oibo’ (by Scienzaltro.it)

Una notizia ha percorso nelle ultime ore il mondo scientifico: Plastica su Titano, il grande satellite di Saturno. Agenzie si sono scorticate le mani e ovviamente su Web si sono sprecate le battute della serie “se fate picnic su Titano riportatevi a casa i Tupperware”

 

Simpatico. Cosa è successo realmente? La sonda Cassini, italo americana è bene ricordarlo, ha trovato il propilene sul grande satellite analizzandone la luce riflessa. Era abbastanza ovvio onestamente, o quanto meno probabile che ci fosse, dato che Titano è ricoperto di laghi e fiumi di metano e il propilene ha molto a che fare con il metano.

 

Il punto è che lo stesso propilene NON è una plastica, ma un componente della plastica, il polipropilene che è valsa a Natta il premio Nobel per la chimica 50 anni fa, quando la scienza contava ancora qualcosa per gli italiani.

 

Poca chimica che si faccia a scuola, o l’abbiano fatta i/le giornalisti/e delle agenzie, e anche poco inglese, “plastic ingredient” , che ci dice correttamente un componente della plastica, è stato  promosso a “plastica”, ma c’è una bella differenza fra un mattone e una casa.

 

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Quattro comete prima del sorgere del Sole (by Focus.it)

La guida per vedere ISON e altre tre spettacolari comete.

A chi è dotato di un piccolo telescopio o di un potente binocolo, il cielo del mattino in questi giorni assicura un bello spettacolo. Poche ore prima del sorgere del Sole, infatti, sono visibili ben quattro comete.

Oltre alla ormai famosa ISON, che potrebbe riservarci delle entusiasmanti sorprese alla fine del mese e durante dicembre, sono visibili la 2P/Encke, la C/2012 X1 LINEAR e l’ultima arrivata, la C/2013 R1 Lovejoy. La LINEAR ha sorpreso tutti gli osservatori quando, all’improvviso, ha aumentato la sua luminosità di circa 250 volte nel corso di pochi giorni.

Immagini delle quattro comete visibili prima dell’alba. A partire dall’immagine in alto a sinistra, in senso orario, la cometa C/2013 R1 Lovejoy, 2P/Encke, ISON e C/2012 X1 LINEAR. (Gerald Rhemann, Damian Peach, Gerald Rhemann e Gianluca Masi)

Poiché è insolito avere quattro comete relativamente luminose nello stesso pezzo di cielo, è bene non perdere questa opportunità. Ora che è periodo di Luna nuova, per la prossima decina di giorni le condizioni sono ideali per osservare al meglio questi affascinanti oggetti celesti.

La mappa del cielo con la posizione delle quattro comete.

La più brillante del gruppo, attualmente di magnitudine 8, è la cometa Lovejoy (guarda altre foto), ma prossimamente la sua luminosità aumenterà fino a magnitudine 6 o 5 (ricordiamo che magnitudini basse equivalgono a maggiore visibilità e 5 è il valore per la visibilità ad occhio nudo), mentre attraverserà la costellazione del Cancro in direzione della costellazione dell’Orsa Maggiore, e,  probabilmente, potrà essere visibile ad occhio nudo da metà novembre. Con un piccolo telescopio la cometa potrà essere osservata con facilità, anche se la sua coda, in via di sviluppo, è ancora molto debole.

La cometa Encke compie un’orbita completa attorno al Sole ogni 3,3 anni  A volte è ben posizionata per poter essere osservata, mentre altre volte no. Questa apparizione è una di quelle favorevoli con la cometa ben posizionata ad Est all’alba durante il periodo di massima luminosità. Attualmente la sua magnitudine è compresa tra 7,5 e 8. Come per la Lovejoy, con un binocolo da 50 millimetri si potrà godere di un ottimo spettacolo. Una settimana prima che raggiunga il suo massimo di luminosità (magnitudine 6 o 7), intorno al 21 novembre, data del passaggio al perielio, sarà visibile nella luce dell’alba. Per poterla osservare, verso Est-Sud-Est e da un luogo con l’orizzonte libero, restano ancora una decina di giorni.

 

Se la C/2012 X1 LINEAR avesse seguito l’andamento solito di una cometa che si avvicina al perielio, sarebbe passata praticamente inosservata. Invece , un’improvvisa eruzione di vapori e polveri ha formato una gigantesca sfera di materiale luminescente che ha fatto aumentare repentinamente la sua luminosità dalla magnitudine 13,5 a 7,5. Un balzo di luminosità di circa 250 volte!

Eventi di questo genere sono abbastanza rari, il migliore esempio di un fenomeno del genere si ebbe nel 2007, quando la luminosità della cometa 17P/Holmes aumentò in poco meno di due giorni dalla magnitudine 17 alla 2,8, un incremento di circa mezzo milione di volte.

Come per ogni esplosione di questo genere, la nuvola di gas e polveri attorno alla cometa LINEAR continua ad espandersi. Attualmente il suo diametro angolare è di circa 8 minuti d’arco (1/4 delle dimensioni della Luna piena). La chioma di questa cometa quasi certamente continuerà ad aumentare per poi svanire poi con il tempo. Come la Encke , la LINEAR per poter essere osservata al meglio richiede un orizzonte orientale aperto poco prima dell’alba.

La ISON, a meno che non venga distrutta dall’elevatissimo calore (transiterà dalla superficie del Sole a meno di 1,2 milioni di km) e dalle forze mareali della nostra stella durante il suo passaggio al perielio il 28 novembre prossimo, dovrebbe dare il meglio di sé durante le prime tre settimane di dicembre. La cometa ISON attualmente è la più debole delle quattro, intorno magnitudine 9, ma anche in questo caso potrebbero esserci delle sorprese .

La torcia olimpica ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale

La torcia olimpica è giunta sulla Stazione Spaziale Internazionale.

A trasportarla i tre cosmonauti il comandante russo Mikhail Tyurin, l’americano Rick Mastracchio ed il giapponese Koichi Wakata, della Soyuz TMA-11M, decollati alle 5.14 ora italiana dal cosmodromo di Baikonur in Kazhakstan. I tre cosmonauti hanno trovato ad attenderli sulla Stazione i sei colleghi dell’Expedition 37 tra i quali l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Italiana Luca Parmitano. La torcia olimpica che sarà consegnata ai cosmonauti Oleg Kotov e Sergei Ryazansky che il 9 novembre la porteranno fuori dalla ISS, per una passeggiata nello spazio, come tedofori.

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Fonte: LINK

Sarà la prima volta che una torcia olimpica, ovviamente spenta, viaggerà nello spazio aperto. Una volta riportata all’interno verrà presa in consegna dal comandante Fyodor Yurchikhin che insieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano e all’astronauta  NASA Karen Nyberg rientreranno sulla Terra l’11 novembre concludendo così una missione durata 166 giorni.

Giunti a terra la torcia sarà riconsegnata agli organizzatori che la riaccenderanno per portarla, attraverso la Russia, allo stadio di Sochi dove verrà acceso il braciere olimpico.

Il Mio Primo Telescopio – Addendum – Recensione Ziel Galaxy 1 Advanced Evolution

Il Mio Primo Telescopio

Leggi la parte prima: Il Presupposto

Leggi la parte seconda: La Montatura

Leggi la parte Terza: Motorizzazioni

Leggi la parte Quarta: Ottiche

Leggi la parte Quinta: Accessori

Ora veniamo al dunque: per quale motivo un astrofilo neofita come me ha sentito l’esigenza di stendere una serie di articoli contenenti alcune considerazioni relativamente all’acquisto del primo telescopio? Bene, semplicemente perchè ritengo che l’acquisto del primo telescopio rappresenti un punto cruciale per iniziare questa passione nel giusto modo. A livello personale, sono stato fortemente aiutato da alcune persone: nell’acquisto l’aiuto mi è arrivato da alcuni autori di Eclisseforum, ma dal punto pratico (essenziale) l’aiuto maggiore mi è stato concesso dal Gruppo Astrofili Soglianesi Vega, un gruppo di persone davvero preparate e che sono riuscite a farmi riconsiderare il mio acquisto ponendomi nella giusta ottica. Voglio raccomandare anche a voi lettori una raccolta capillare di informazioni, sceglietevi una serie di prodotti e poi metteteli al vaglio di astrofili competenti. Solo ed esclusivamente loro, in questa fase, sapranno indirizzarvi in maniera giusta nella valutazione corretta e spesso potreste trovare delle vere occasioni nell’usato da loro proposto. Anticipato questo concetto, andiamo a vedere nel dettaglio il mio acquisto:

Ziel Galaxy 1 Advanced Evolution

Il telescopio fa parte di quella gamma di prodotti che possiamo definire “Entry Level”, sia per quanto riguarda i costi che per quel che riguarda le opportunità che fornisce. Partiamo, seppur erroneamente, dal prezzo: il costo si aggira intorno ai 630,00 euro nuovo, usato si trova anche sui 300,00 euro e già questo ci fa capire che siamo nella fascia  ultra-economica.

p_153La dotazione di Serie

Uno dei pregi di questo prodotto risiede nella completezza di dotazioni che ne fa uno strumento adattissimo per imparare i rudimenti di questa passione, prendendo contatto con le prime tecniche basilari in termini di stazionamento, puntamento e inseguimento degli oggetti. Viene fornito con i seguenti accessori (in verde quelli che ritengo piu importanti):

  1. Montatura Eq5
  2. Motorini AR + DEC
  3. Bolla di stazionamento sulla montatura
  4. Cannocchiale polare
  5. Raccordo T2 per la foto a fuoco diretto
  6. Cercatore 5×30
  7. N.2 Oculari: da 10mm e 20mm
  8. in alcuni casi si trova anche un filtro lunare in regalo
  9. Scala graduata e disco orario per la ricerca attraverso le coordinate di Declinazione e Ascensione Retta.

Quindi si può dire che già nella configurazione base, il tutto è abbastanza completo e gli accessori (cannocchiale polare, bolla di stazionamento e motorini) spingono noi neofiti verso la comprensione dell’importanza di un posizionamento corretto, che rappresenta la base di ogni visualizzazione corretta.

 

Difetti

Mi preme, prima di elogiare questo telescopio con cui mi trovo molto bene, iniziare le valutazioni elencando quelli che a mio avviso sono i punti “neri” di questo prodotto, comincidando dalla brochure. Nella descrizione prodotto viene specificato quanto segue:

E’ questo uno strumento caratterizzato da una notevole luminosita’, grazie all’ottimo rapporto focale. Particolarmente indicato per le fotografia a lunga posa, sara’ apprezzato dalla maggior parte degli astrofili che ricercano una grande versatilita’ unita ad immagini chiare e definite. La montatura EQ5 garantisce precisione di inseguimento, grande robustezza e una notevole capacita’ di carico.

Cominciamo nella nostra analisi con quanto scritto:

1) particolarmente indicato per la lunga posa: abbiamo già visto nei precedenti articoli come questa frase rappresenti una visione davvero ottimistica del prodotto, perchè bisogna capire poi quale tecnica intendono con “foto a lunga posa”. Va detto immediatamente che se consideriamo come “foto a lunga posa” esposizioni oltre al minuto, il telescopio “così’ come fornito”, non permette l’ottenimento di risultati apprezzabili  per via dei giochi dei leveraggi, di backlash etc.etc. a patto di effettuare allineamenti veramente precisi e spesso sono procedure davvero ardue.Quindi considerando che il telescopio è rivolto al mercato entry level, non si può certo dire che il sistema sia adatto per foto a lunga posa, salvo operare alcune modifiche “homemade” che vedremo in articoli successivi. E’ però da notare che, parlando di prodotto uscito di fabbrica,  è possibile fare foto a breve esposizione (fino al minuto) con una reflex dotata del suo anello T2, e poi eventualmente sommarle etc.etc.

2) . La montatura EQ5 garantisce precisione di inseguimento, grande robustezza e una notevole capacita’ di carico: altra nota che va chiarita..una montatura Eq5 non ha una grande capacità di carico. Come anticipato nell’articolo relativo alle montature, quella fornita con questo telescopio è ottima per il visuale dove l’accoppiamento con l’ottica da 150mm e 750mm di focale permette davvero una grande versatilità. Diverso invece il discorso se si intraprende la strada del “fotografico”: la montatura è al limite del suo utilizzo. Basti pensare che vi sono due strade per le foto a lunga posa..o si monta un telescopio aggiuntivo sopra alla montatura che permetta di effettuare l’autoguida elettronica (e coi pesi si va davvero fuori tolleranza) oppure si tenta la strada della guida manuale fuori asse, ma vi sono enormi dubbi sulla focale che potrebbe risultare davvero corta e quindi non permettere un inseguimento corretto. Quindi occhio a cosa si legge…e teniamo presente che da quel che sto capendo, in questa passione “il compromesso” la fa da padrone e la parola d’ordine è “inventiva”. Quindi si riescono ad ottenere dei risultati nella lunga posa, ma a patto di accettare compromessi e sfruttare una certa inventiva. Io ci sono riuscito mettendo mano all’elettronica dei motorini (semplicissimo intervento di saldatura) e con l’utilizzo di un cercatore di guida anzichè di un telescopio aggiuntivo e questo mi ha permesso di limitare i pesi di carico.

Infine rilevo una certa imprecisione nelle frizioni della montatura: una volta centrato l’oggetto, quando si agisce per  bloccare la montatura, le frizioni spostano il posizionamento facendo quindi uscire l’oggetto dal centro dell’oculare. E’ necessaria quindi particolare attenzione quando si va ad agire sulle viti di bloccaggio.

3) Focheggiatore: volendo fare le pulci, il focheggiatore rappresenta il difetto piu concreto di tutto il prodotto. Di fabbricazione pessima, va benino nel visuale a patto di non richiedere enormi ingrandimenti ad esempio con l’apposizione della barlow dove il punto di messa a fuoco si sposta su movimenti micrometrici e la scarsa precisione del focheggiatore rende a volte difficile una messa a fuoco corretta. Il focheggiatore inoltre ha diversi giochi che lo rendono un pò ballerino. Anche questo particolare acquisisce una certa importanza nell’ambito dell’astrofotografia, ad esempio per quanto riguarda la capacità di caricare il focheggiatore con una fotocamera reflex. Per quel che riguarda il focheggiatore di serie, con una reflex montata si accusa molta imprecisione, accompagnata da giochi poco simpatici. A volte risulta davvero difficile una messa a fuoco perfetta e in alcuni casi basta un pò di vento per far muovere il focheggiatore e perdere il punto di fuoco. Essendo comunque che questo telescopio, complessivamente, è un prodotto valido può essere una buona considerazione optare per una sostituzione del focheggiatore dopo qualche anno di utilizzo.

4) Altri “Giochi”: altri aspetti meno performanti si trovano in alcuni giochi di accoppiamento. Ad esempio, il cercatore polare non è sempre ben saldo nella sua sede quando si vanno a posizionare i riferimenti delle costellazioni del Grande Carro e Cassiopea e questo a volte può sfalsare un pò l’allineamento. Inoltre i cerchi graduati di Ascensione Retta e Declinazione non sono particolarmente precisi, ogni tanto capita che durante le regolazioni si perdano i riferimenti impostati. Nonostante questo, va detto che un bravo astrofilo riesce comunque ad allineare oggetti utilizzando le coordinate celesti anche su questo telescopio e quindi bisogna sempre tenere presente che l’esperienza è il primo ponte per l’attraversamento del mare di difficoltà.

Veniamo ora ai “pregi” che ho trovato nell’utilizzo, sia in visuale che in fotografico.

In Visuale

Il telescopio è molto luminoso, e fornisce una visione davvero molto nitida. Gli oculari forniti di serie non sono particolarmente performanti, nonostante questo si possono apprezzare anche nel visuale alcuni dettagli di tutto rispetto. Ad esempio è possibile scorgere la fascia nera presente tra il pianeta saturno e i suoi anelli, oltre a numerose lune. Anche Giove regala delle belle visualizzazioni, si possono scorgere le bande scure e diversi suoi satelliti. Ovviamente, se pensate di poter scorgere la grande macchia rossa..beh…diciamolo subito: non c’è una definizione del genere… normalmente è consigliata la visualizzazione dettagliata dei pianeti utilizzato telescopi rifrattori. Ma nel suo “piccolo”, può essere un valido strumento di studio e di osservazione anche planetaria.

Per quel che riguarda il deep sky invece, ho potuto apprezzare un pò tutta la gamma di oggetti che normalmente fanno parte del percorso di crescita di un astrofilo neofita. Quindi ho avuto modo di osservare alcune nebulose (spettacolare orione), qualche galassia (Andromeda, M81, m82, m33) e qualche ammasso stellare come ad esempio M13 e altri.

Un neo può essere considerato il cercatore, che spesso risulta essere un pò “sottodimensionato” rispetto alle esigenze, ma quello in futuro si potrà pensare di sostituirlo. Diciamo quindi che nell’ambito della visualizzazione il telescopio funziona bene, risultando corretto e luminoso. Inoltre, una volta stabilizzato e ben bilanciato, insegue molto bene gli oggetti e quindi permette di godere di una visuale sicuramente ottimale di gran parte degli oggetti della volta celeste.

In Fotografia

In principio non mi interessava la fotografia. E’ stato grazie ad alcuni membri dell’Associazione Astrofili Soglianesi VEGA che sono venuto a contatto con questo fantastico mondo. Grazie a loro, ho avuto modo di accoppiare una macchina fotografica al mio telescopio per la prima volta, con successo.

Inutile dire che la sorpresa è stata enorme, perchè stiamo comunque parlando di un telescopio che costa “solo” 639,00 euro. E quindi, oltre a tutto ciò che abbiamo elencato a inizio articolo, dobbiamo aggiungerci anche la possibilità di affacciarsi al mondo fotografico.

Il telescopio, come buona parte dei riflettori, soffre purtroppo di un pò di “coma” e cioè la tendenza ad allungare le stelle ai bordi della foto. Consideriamo inoltre che il focheggiatore, come detto prima, non è certo dei migliori.
Bene, tolte queste due “particolarità”, il telescopio si comporta benissimo anche nell’imaging. Grazie alla sua focale permette di ottenere foto di grandi oggetti “in unica soluzione”, e cosi con pochi scatti si può ottenere una bella andromeda o le pleaidi. Ovviamente, poi, va a perdere qualcosa in dettaglio rispetto a telescopi con focali piu lunghe e diametri maggiori..ma per iniziare, direi che è di tutto rispetto. A parte qualche difficoltà di utilizzo dato dall’ammanco del goto (difficoltà comunque superabile) e dal bilanciamento del telescopio quando si vanno a caricare alcuni pesi in piu come la reflex e un cercatore guida, il tutto funziona a meraviglia (sempre tenendo conto il rapporto qualità prezzo) e il telescopio appare essere anche sufficientemente corretto.

Ma bando alle ciance, questa è la galassia di Andromeda, ottenuta con una somma di piu foto e collegando a fuoco diretto una Canon Eos 650D.

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Conclusioni

Per concludere questo piccolo “lavoro” di approccio all’astrofilia, mi ritengo soddisfatto dell’acquisto . Un telescopio facile da trasportare e di basso costo, che permette di togliersi tante “voglie”, dall’osservazione planetaria e lunare fino alla ricerca di oggetti dal cielo profondo. Ottimo per iniziare, senza precludersi totalmente alcune strade. Fatte le dovute considerazioni per quanto concerne i compromessi, ritengo che il sistema possegga tutte le dotazioni e opportunità che un telescopio entry level deve avere. Sia chiaro che questo prodotto non rappresenta nè il miglior compromesso, nè il miglior prezzo. Il mercato è pieno di buoni prodotti, alcuni piu validi di questo mentre altri piu limitati. Non potendo ovviamente recensire ogni prodotto esistente, non mi rimane che consigliarvi la consultazione con astrofili di fiducia.

Buona scelta Big Smile

Spazio, lanciato il razzo per la prima missione indiana su Marte: 1.000 scienziati al lavoro

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E’ stato lanciato con successo il primo razzo indiano diretto a Marte con una capsula spaziale per l’esplorazione del Pianeta Rosso. Il razzo è partito dalla base di Sriharikota, nell’Andhra Pradesh. Il progetto, la prima missione spaziale indiana verso Marte, è stato completato in appena 15 mesi al costo, relativamente basso, di 73 milioni di dollari. Dopo il fallimento nel 2011 della prima missione su Marte della Cina, Nuova Delhi punta a scrivere la storia dell’esplorazione interplanetaria, diventando il primo paese dell’Asia a raggiungere il pianeta, a oltre 200 milioni di chilometri dalla Terra. L’obiettivo dovrebbe essere raggiunto tra poco meno di un anno, nel settembre del 2014. Poiché non è previsto un atterraggio ma un viaggio nell`orbita del pianeta rosso, la navicella Mangalyaan (“navicella per Marte”) è dotata di sensori per tentare di misurare la presenza di metano nell’atmosfera e corroborare l’ipotesi di una forma di vita primitiva. “Qualsiasi missione interplanetaria è complessa. Si tratta di Marte, ci sono state 51 missioni nel mondo, di cui 21 riuscite – ha detto alla France presse il direttore dell’Organizzazione indiana per la ricerca spaziale, K. Radhakrishnan – in caso di fallimento impareremo. Il fallimento è una pietra di passaggio per il successo”. Un successo sarebbe però motivo di grande orgoglio per il Paese che conta 1,2 miliardi di persone, protagonista nel 2008 di una missione che contribuì a svelare la presenza di acqua sulla Luna. Inoltre rafforzerebbe la reputazione industriale e tecnologia di un’India che produce la vettura più economica del mondo e si distingue come leader dell’innovazione tecnologica a basso costo. Lanciata nel 2012, la missione su Marte, infatti, è costata solo 4,5 miliardi di rupie (55 milioni di euro), concepita nel rispetto del “Jugaad”, un principio tipicamente indiano che consiste nel trovare la soluzione più conveniente possibile. Il razzo che deve lanciare Mars Orbiter è infatti troppo poco potente per la missione, quindi gli ingegneri indiani hanno avuto l’idea di farlo ruotare attorno alla Terra per un mese per fargli prendere abbastanza velocità per sfuggire alla gravità terrestre. “Non sottovalutatela perché missione a basso costo lanciata per la prima volta – ha ammonito il giornalista scientifico indiano Pallava Bagla – sì, è presente il principio di Jugaad, c’è innovazione… e tutti vogliono lanciare oggi missioni a basso costo”.

Cometa Ison: ecco come osservarla (By Focus.it)

 

La cometa ISON. Foto: Adam Block/Mount Lemmon SkyCenter/University of Arizona

La cometa ISON, scoperta il 21 settembre 2012 dagli astronomi russi Vitali Nevski e Artyom Novichonok quando si trovava a circa 950 milioni di km di distanza dal Sole, al di là dell’orbita di Giove, doveva essere la “cometa del secolo”, ma probabilmente sarà ricordata come la cometa dell’anno 2013.

Quando fu individuata, infatti, la ISON sembrava dover diventare così luminosa da essere visibile di giorno in occasione del suo passaggio in prossimità del perielio (la minima distanza dal Sole). Visto però l’andamento della sua luminosità negli ultimi mesi, questa previsione probabilmente non si avvererà.

È incoraggiante comunque il fatto che il nucleo della cometa, secondo i risultati di uno studio resi noti recentemente, sta rivolgendo uno dei suoi poli dirotazione al Sole. Ciò significa che uno dei suoi emisferi è sempre rivolto in direzione della nostra stella, mentre l’altro rimane in ombra.

Immagine della cometa ISON ripresa dal telescopio spaziale Hubble lo scorso 9 ottobre quando questa si trovava ad una distanza dalla Terra di circa 284 milioni di km. ( NASA/ESA)

La situazione cambierà rapidamente in prossimità del perielio, quando l’emisfero rimasto buio sarà esposto all’intensissima radiazione solare. A questo punto, i ghiacci che sono stati preservati subiranno un’improvvisa e violenta sublimazione, per cui dovremmo aspettarci un improvviso e intenso aumento di luminosità della cometa, che dovrebbe così rispettare le previsioni iniziali e diventare la cometa del secolo.

Ma esiste anche il forte rischio che il passaggio ad una distanza così prossima al Sole e la conseguente fortissima sublimazione dei ghiacci, unita agli stress mareali indotti dall’intensa azione gravitazionale del Sole, possa causare la disgregazione del nucleo cometario, come avvenuto nel caso di altre comete che si sono avvicinate troppo alla nostra stella.

Tutto dipende dalle dimensioni del nucleo, le cui stime attuali lo danno compreso tra 0,5 e 2 km. Secondo i modelli, il limite al di sotto del quale la distruzione è certa e valutato in circa 200 metri.

Come osservarla
Salvo sorprese, la cometa ISON sarà visibile a occhio nudo un pò prima del sorgere del Sole a partire dalla seconda decade di novembre e subire un rapido incremento di luminosità a partire dal 26, raggiungendo il massimo tra il 28 (giorno del passaggio alla minima distanza dal Sole) e il 29, anche se nella quindicina di giorni a cavallo del passaggio al perielio, a causa della sua estrema vicinanza al Sole, sarà di difficilissima osservazione.

Potremo forse vedere la sua coda se questa raggiungerà lunghezze considerevoli. Dovrebbe quindi rimanere ancora visibile a occhio nudo sin verso la metà di gennaio.

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