Archivio mensile:settembre 2012

Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – I Protagonisti: Il Gruppo SBRG

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1. Introduzione – LINK

1.1 Lettera aperta al direttore del SBRG – LINK

2. I Protagonisti: la Fondazione – LINK

2.1. I Protagonisti: Semir Osmanagic: l’Indiana Jones bosniaco – LINK

 

2.2  I Protagonisti: Il gruppo SBRG

Cos’è il gruppo SBRG? Come ci è stato riferito dal Dr. Debertolis, uno dei suoi principali componenti, SB Research Group è un gruppo di ricerca multidisciplinare internazionale Italo-Croato-Finlandese, che pone l’obiettivo di studiare i siti archeologici su cui lavora da prospettive non-ortodosse, poiché (secondo loro) gli archeologici tradizionali trascurerebbero importanti aspetti tecnologico-costruttivi, non avendo le conoscenze per comprenderli.

Il gruppo nasce a fine 2010, occupandosi proprio delle “Piramidi” bosniache, ma si estende ben presto in altri siti, quali alcuni templi neolitici in Gran Bretagna e altrove, specializzandosi in ricerche di archeo-acustica, e si ispira al Gruppo PEAR dell’università di Princeton, nato negli anni 90.

Il nome del gruppo deriva dalla parola bosniaca SB, che dovrebbe significare fantasmi, per cui il gruppo dovrebbe essere “gruppo di ricerca sui fantasmi”.

I componenti del SBRG, una decina, essendo appunto un gruppo multidisciplinare, sono diversi per professionalità e competenze spaziando dall’antropologo medico, all’architetto, passando per geologi e tecnici del suono. Il sito sul quale vengono rese pubbliche le notizie e le parziali conclusioni è questo, disponibile in 4 lingue, anche se non tutto il materiale è stato tradotto.

Il gruppo opera in un apparentemente encomiabile spirito di condivisione e trasparenza, pubblicando ogni evoluzione sul proprio sito, “Ciò ovviamente sottopone il gruppo a critiche feroci nel caso di errori durante il cammino, ma esprime anche la volontà dei membri del gruppo di non nascondere nulla” dice Debertolis.

Personalmente non sono d’accordo con questa politica, poiché la scienza e la ricerca hanno bisogno di basi solide a supporto delle proprie affermazioni, e rilasciare in rete dichiarazioni avventate e basate più sulla sensazione personale che sull’evidenza oggettiva, rischia di trarre in inganno il lettore magari interessato all’argomento, ma non abbastanza ferrato in materia da poter discernere l’ipotesi dall’affermazione o dalla teoria. Se nella stesura delle proprie dichiarazioni l’autore non specifica se le sue affermazioni sono ipotesi di lavoro o conclusioni, quindi fatti presumibilmente accertati, si rischia di far fare confusione al lettore, lasciando alla fine il dubbio sul fatto che quella che viene presentata come “evidenza” non si tratti in realtà di una sola sensazione o intuizione. Probabilmente questo è il motivo principale, al di là dei contenuti, da cui derivano le “feroci critiche” che sono state mosse negli anni da chi ha qualcosa da dire in merito, poiché è raro vedere dei ricercatori che nel giro di un anno o due arrivano a sostenere con la stessa forza  una tesi e il suo esatto contrario. Quando questo avviene ci si chiede se tra un anno magari non si sarà giunti ad una diversa conclusione, rendendo di fatto difficile abbandonare un sano scetticismo nei confronti di conclusioni cosi volatili.

Debertolis aggiunge ancora che “Le stesse critiche che giungono da un serbatoio di utenti molto ampio permettono di correggere il tiro in un tipo di ricerca sicuramente di punta”. In realtà durante il nostro scambio di mail, non abbiamo visto alcuna disponibilità ad accettare critiche, così come non l’abbiamo vista in nessuno dei forum che il Debertolis ha frequentato, nella maggior parte dei casi. Ma del Dr. Debertolis parleremo prossimamente.

Il gruppo, stando sempre alle parole del suo direttore, pare non riceva finanziamenti e, per raccogliere fondi, si avvale anche delle donazioni dei componenti. Non ci è stato possibile verificare questo aspetto né smentirlo.

Una cosa interessante è che, sempre secondo il dr. Debertolis e come riportato sul sito, il gruppo SBRG nasce su base universitaria(università di Trieste, Politecnico di Milano, Università di Venezia)

Noi abbiamo cercato di verificare alcune informazioni, prima e dopo aver contattato il dott. Debertolis.

In particolare abbiamo chiesto alle università citate di confermare o meno il loro coinvolgimento nel gruppo, ricevendo risposta solo dal Politecnico di Milano, che molto cortesemente e molto celermente ci ha scritto:

“vi comunico che non esiste alcun legame scientifico o partnership con il gruppo di ricerca SBRG. Abbiamo chiesto immediata rimozione del logo e link al sito ufficiale del Politecnico di Milano.”

L’università di Trieste, invece, ripetutamente contattata, non ha mai fornito una risposta. L’università di Venezia non è stata contattata.

Abbiamo fatto lo screenshot del sito SBRG in data 6 giungo 2012, e la home era la seguente:

 

Home del sito SBRG – data 06-06-2012

 

In data 8 Agosto, il sito si presentava così:

Home del sito SBRG al 08-08-2012

 

Con il logo del Politecnico rimosso.

Nel tempo, lo stesso Debertolis si è vantato più volte di avere rapporti o addirittura il patrocinio delle università citate, con frasi del tipo:

“Quindi un sito che parla della Civiltà di Visoko c’è ed è quello del nostro progetto di ricerca (http://www.sbresearchgroup.eu ).
Sia per me che per la mia collega del Politecnico di Milano esiste il patrocinio delle nostre rispettive università. Come gruppo di ricerca proveniente dall’accordo tra ricercatori di due istituzioni sicuramente libere da influenze economiche (Università di Trieste e Politecnico di Milano) cerchiamo di svolgere delle ricerche con assoluto rigore scientifico.”

Non si capisce quindi per quale motivo il politecnico abbia negato ogni coinvolgimento con il Gruppo SBRG e perché è stato rimosso il logo del Politecnico di Milano se questa collaborazione esiste.

L’unico contatto accertato tra SBRG e il Polimi è la dottoressa Lucia Krasovec Lucas, professoressa al Politecnico di Milano nella facoltà di architettura e un altro dei principali componenti del gruppo SBRG.

Più volte contattata, non ha mai risposto alle nostre email.

Sollecitato, il dott. Debertolis, non ha voluto rispondere alla nostra domanda sulla questione, ma ha provveduto a modificare la seguente frase che si poteva leggere nella home del sito SBRG:

In particolare, hanno manifestato preciso interesse in tal senso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, sezione di Archeologia Odontoiatrica, Università degli Studi di Trieste, e il Dipartimento di Architettura e Pianificazione della Facoltà di Architettura e Società, Politecnico di Milano.

 

In questo modo:

In particolare, ha manifestato preciso interesse in tal senso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, sezione di Archeologia Odontoiatrica, Università degli Studi di Trieste, che ha assunto definitivamente la direzione del progetto.

Rimuovendo la parte relativa al politecnico di Milano, ma solo dopo la nostre domande, adducendo come motivazione il cambio di direzione del dipartimento di architettura del suddetto istituto.

 

Il rapporto tra il gruppo SBRG e la Fondazione Piramidi Bosniache sembra essere di collaborazione subordinata, nel senso che SBRG ha stipulato una convenzione per avere libero accesso ai siti archeologici, non ha alcuna dipendenza economica od organica con la fondazione ma ha l’obbligo di condividere con la stessa ogni risultato a cui perviene, un modo come un altro per dire che i risultati di SBRG sono in parte anche della fondazione, che può vagliarli, approvarli o rigettarli.

Evidenziamo questo aspetto anche in seguito ai diversi problemi che il gruppo SBRG ha avuto con la fondazione, essendosi visto criticare risultati non in linea con le aspettative della stessa, fino agli ultimi sviluppi del settembre 2012, ovvero la vicenda Mike Tate che racconteremo in seguito in dettaglio, dopo la quale pare che SBRG si stia ritirando in buon ordine dalla bosnia.

Concludiamo la presentazione del SBRG elencando le attività di questo gruppo di ricerca negli anni, le quali sono lo scavo dei tunnel di Ravne, le operazioni di scavo su alcune cosiddette “sonde” sui versanti delle colline, le indagini di misteriosi suoni e radiazioni elettromagnetiche provenienti dalla cima della piramide del sole e altre attività minori.

Nonostante le pressioni che ci sono state fatte per spingerci ad evitare di commentare dettagliatamente alcuni aspetti, pena la chiamata in causa di avvocati, e nonostante questo abbia causato il taglio di alcuni fatti che sarebbe stato interessante discutere in questo paragrafo, la nostra ricerca ha evidenziato la filosofia e il modus operandi del SBRG, alcune avventate dichiarazioni e rivendicazioni nonché il rapporto di dipendenza di SBRG verso la fondazione, che ha portato il gruppo ad allontanarsi dalle vicende bosniache a causa dei contrasti con la stessa. Anche qui, come con la fondazione, è emersa la ricerca del sensazionalismo e della pubblicità attraverso annunci più o meno circostanziati. E’ emblematica in questo senso questa frase: “Più avanti abbiamo anche trovato dei segni di unghie sul muro, come di chi è rimasto intrappolato dentro ed è stato preso dallo sconforto. Ma i segni di unghie avevano solo tre dita.” rilasciata in un forum dal dr. Debertolis, corredata semplicemente da un’immagine che ci è stato vietato di mostrare, ma che trovate sul sito SBRG, e nulla più. Sensazioni e impressioni sembrano avere la prevalenza su argomenti più oggettivi, per cui non ci si può lamentare se alla fine arrivano le critiche. Non commentiamo invece ulteriormente la vicenda legata al Politecnico di Milano.

Approfondimenti:

Interessante discussione su un forum straniero. (Pablito è il dr. Debertolis)

(Segnaliamo questa frase del dr Debertolis, datata 11-09-2012: “It is not possible to have the logo of University on our research without authorization and before this authorization they examined very well our project of research.” (pag. 4) E il logo del politecnico?)

The Dentist, the Architect, their Foreman and the Customer Service Manager

SB Research Group

http://irna.lautre.net/Abacus-tries-again.html

Simplicio

 

AGGIORNAMENTO 23/12/2012

Ci sono delle novità riguardanti i rapporti tra SBRG e le università menzionate nell’articolo.

Abbiamo contattato il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, Università degli Studi di Trieste, nella persona del Direttore, il Dott. Roberto Di Lenarda, il quale ha risposto alle nostra richiesta di chiarimenti con un atteggiamento guardingo e poco collaborativo, chiedendoci prima di mostrargli un documento di identità, manco fossimo in questura, e in seguito, dopo il nostro rifiuto ad identificarci,  troncando la nostra corrispondenza con parole che ci fanno ritenere che il il DSM di Trieste appoggi e approvi tutte le ricerche condotte dal gruppo SBRG.

Ulteriore conferma la si ha leggendo questo paper di dubbio valore scientifico, pubblicato da SBRG ad un “congresso online” sconosciuto, alla sua prima edizione:

http://www.sbresearchgroup.eu/Immagini/Debertolis%20&%20Savolainen%202012.pdf

dove alla fine troviamo:

We are grateful to Department of Medical Sciences of the
University of Trieste (Italy) for supporting in our research and
in particular to the Director, professor Roberto Di Lenarda.

il che, invero, lascia pochi dubbi sulla questione, anche se sul sito dell’Università di Trieste o del DSM non riusciamo a trovare un solo documento ufficiale che parli di questa collaborazione.

Cambiando capitolo, passiamo al Politecnico di Milano.

Il dr. Debertolis ha pubblicato sul sito catastrofista Nibiru2012.it una serie di documenti che chiariscono quanto accaduto con l’università suddetta.

Pare che SBRG abbia mandato una richiesta di collaborazione, articolata in due pagine, che riportiamo di seguito:

Richiesta Collaborazione pag 1

Richiesta Collaborazione pag 2

Debertolis sostiene che questi documenti siano disponibili online da tempo, e ci accusa di averli ignorati volutamente. Noi ci permettiamo rispettosamente di dubitare delle sue parole e vogliamo rassicurarlo sul fatto che, se li avessimo visti, li avremmo pubblicati per tempo.

In ogni caso, da settimane ormai ci è stato negato l’accesso all’area utenti registrati del sito SBRG, con il nostro account bloccato insieme con quelli di tutti coloro i quali hanno formulato critiche alla ricerca del gruppo SBRG. Questo ci impedisce di fare delle verifiche serie su queste affermazioni.

Nei documenti notiamo subito delle cose interessanti. Innanzitutto, al politecnico è stata paventata una collaborazione per uno studio architettonico-urbanistico che non cita mai la presunta età delle strutture, i fenomeni definiti “fantasmini” o la presenza di suoni provenienti dal sottosuolo. All’epoca, febbraio 2011, non si conosceva ancora la storia del macchinario sepolto a km di profondità, che avrebbe di certo aiutato il PoliMi a decidere sulla questione.

L’altra cosa interessante è l’elenco delle richieste.

Due su tutte sono da riportare:

È in quest’ottica che si chiede al DiAP la disponibilità a partecipare al progetto, secondo un agreement che verrà delineato assieme in seguito come segue:


1) dichiarare di essere interessato alle attività di progetto e alla collaborazione con gli Enti che hanno già espresso interesse al progetto ed altri che si potranno aggiungere in seguito, e di essere lead partner eleggibile a richiedere un finanziamento a valere sui programmi nazionali, internazionali, comunitari che verranno definiti in seguito;”

[…]

5) di autorizzare l’utilizzo del logo del Politecnico di Milano e Dipartimento sul sito di sbresearchgroup.eu e sugli articoli, pubblicazioni, altro materiale divulgativo afferente il progetto stesso”

Sostanzialmente si chiede la disponibilità del PoliMi a reperire fondi e di autorizzare SBRG ad utilizzare il logo del PoliMi, ma pare che la richiesta non specifichi tutto ciò che ruota attorno al progetto.

Perchè non parlare, ad esempio, del fatto che in quel luogo potrebbe esserci la più grande piramide del mondo, vecchia di 14000 anni, segno tangibile di una civiltà avanzatissima che ha popolato l’europa quando gli egizi non esistevano neppure?

Fin qui abbiamo letto la richiesta.

Ma il Poli ha risposto?

Si: Risposta Politecnico di Milano

Una risposta cortese e molto interessante.

Si manifesta interesse verso il progetto e si impegna a valutare le ipotesi di collaborazione con gli enti citati nella richiesta, nonché la “disponibilità, fatta salva la valutazione di cui sopra, ad assumere la posizione di Lead Partner…”

Cosa manca? Manca tutto.

Non c’è alcuna conferma attestante un’effettiva collaborazione tra DiAP ed SBRG o tra PoliMi ed SBRG.

Non c’è e non può esserci alcuna autorizzazione ad utilizzare il logo del Polimi o del DiAP.

Il capo dipartimento di Architettura, come tutti i capi dipartimento del Politecnico di Milano, non può autorizzare nessuno all’uso del logo del Polimi. Può farlo solo l’ufficio preposto. Il CD può solo autorizzare l’uso del logo del dipartimento, e in questo caso non lo ha fatto.

In ogni caso, forse in seguito alle valutazioni di cui sopra o per il cambio di interessi nei vertici del DiAP, questa collaborazione non ha avuto luogo e il Politecnico di Milano non ha alcun rapporto, di nessun tipo, con il Gruppo SBRG.

Resta però una domanda: chi ha autorizzato SBRG a fregiarsi del logo del politecnico sulla loro home page?

Simplicio

Prossimamente: I protagonisti: Paolo Debertolis

 

 

 

Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – I Protagonisti: Semir Osmanagic

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1. Introduzione – LINK

1.1 Lettera aperta al direttore del SBRG – LINK

2. I Protagonisti: la Fondazione – LINK

Semir Osmanagic: l’Indiana Jones bosniaco

Semir Osmanagic – fonte fast-geheim.yooco.de

Semir Osmanagic è il deus ex machina dell’intera vicenda. Nato in Bosnia nel 1960, ha vissuto negli Stati Uniti per anni, dove è il proprietario di un’azienda che produce leghe metalliche. Stando alle informazioni che è possibile reperire online, dovrebbe avere una laurea in Economia e un dottorato in Sociologia.

Alcuni gli attribuiscono l’appartenenza all’Accademia delle Scienze di Russia, prestigiosissima istituzione russa voluta da Pietro il Grande, in realtà egli appartiene alla Russian Academy of Natural Sciences, ben altra cosa, nata nel 1990, la quale annovera tra i suoi membri onorari anche Ramzan Kadyrov, del quale invitiamo a leggere la biografia.

Nel 2005 inizia la sua avventura tra le Piramidi Bosniache, che gli frutterà il soprannome di Indiana Jones bosniaco, ed entra presto in contrasto con le autorità bosniache.

Nel 2007 infatti presenta un progetto di ricerca interdisciplinare sulle “Piramidi Bosniache” che  viene bloccato dal  ministero della cultura con la firma dell’allora ministro Gavrilo Grahovac.  Il Ministero però sembra non si sia soffermato troppo a motivare il suo stop, avvalendosi dell’opinione negativa data dalla direttrice Lidija  Mičić dell’Ufficio Federale per la Conservazione e Protezione dei Monumenti Culturali. [UFCPMC]
La Mičić spiegò brevemente che non si può emettere parere positivo su tale progetto perché, come risulta dai lavori proposti,  si metterebbero  a rischio le misure previste per la conservazione dei beni culturali e che la modalità di lavoro e approccio non risultano professionali.

Osmanagic si è rivolto al Tribunale preposto, presentando ricorso contro questo rifiuto e all’inizio del 2012 il tribunale si espresso contro l’ UFCPMC, in quanto quest’ultimo avrebbe commesso errori amministrativi di procedura.

Per dare un’idea di come si sia svolto questo confronto, riportiamo il testo di un punto discusso durante il dibattito tra la fondazione e il ministero (tratto da un pdf reperibile solo in bosniaco qui).

La domanda era: Il progetto per la ricerca multidisciplinare e archeologica ha una base scientifica o no?

Ministro:
Si mette in evidenza l’inesistenza  di fondamento scientifico dell’intero progetto, così come la condotta non scientifica (dilettante) e distruttiva durante i lavori archeologici sul territorio, come è stato più volte ribadito dall’Istituto per le ricerche  balcaniche dell’ ANUBIH ( Academy of Sciences and Arts of Bosnia and Herzegovina ndr. ).

Fondazione: 
Sono state fatte delle valutazione molto gravi in base a delle informazioni completamente errate. Da quanto ci è noto, la presidenza di ANUBIH non si è mai ufficialmente occupata del Progetto Valle delle piramidi bosniache.  E il presidente dell’ANUBIH, l’accademico Bozidar Matic non ha firmato alcun “parere professionale”  richiesto dal Ministro per lo sport e la cultura. Il parere è stato firmato dal Prof. dott. Blagoje Govedarica, consulente scientifico del Istituto per ricerche balcaniche ANUBIH. Chi è realmente  Blagoje Govedarica? Rappresenta una figura competente per dare valutazione cosi’ pesanti verso la Fondazione AP BPS?

Come vedete mentre dal ministero sono pervenute critiche che entrano nel merito del lavoro svolto da Osmanagic, la fondazione replica insinuando dubbi sulla competenza del prof. Govedarica, senza peraltro chiarire alcunché.  Per inciso, il prof. Govedarica è professore di archeologia del sud-est europa presso l’istituto di preistoria e protostoria dell’università di Heidelberg

Un approfondimento, qui

Sotto invece trovate un illuminante scambio di mail tra il dottor Govedarica e il dr Nabil Swelim, egittologo.

(Il precedente documento è pubblico e già pubblicato qui, lo abbiamo solo reso meglio fruibile.) 

In soldoni, la cosa interessante è che il dr Swelim sostiene che le colline attorno alla città di Visoko siano Piramidi enormi,  il prof Govedarica ha invitato il dr Swelim ad illustrare meglio le sue tesi, pubblicando un articolo scientifico su una prestigiosa rivista bosniaca del settore, ma il dr Swelim ha prima accettato e poi rifiutato, abbastanza inspiegabilmente, o forse no.

Poi però il report scientifico lo ha scritto sul serio, ma ha preferito pubblicarlo “in casa”. Lo trovate di seguito:

(Il precedente documento è pubblico e già pubblicato qui, lo abbiamo solo reso meglio fruibile.) 

Lo lasciamo giudicare a voi. Un indizio: cercate le analisi geologiche.

Approfondimenti:

The Egyptians and Semir Osmanagic

EGYPTOLOGIST DR. SWELIM TO DR. GOVEDARICA: “You are arrogant and have no scientific qualifications

Some thoughts about Dr. Nabil Swelim’s report (commento al report del Dr. Swelim)

 

Tornando ai rapporti tra Osmanagic e le autorità bosniache, come Eclisseforum.it, grazie alla nostra esperta di lingue balcaniche, abbiamo contattato la dr.ssa Lidija Loučka Mićić, chiedendo un parere sulla questione, la quale ci ha cortesemente risposto. Tra le altre cose che riporteremo al momento opportuno,  in merito ai permessi ci ha scritto che la fondazione non ha mai ottenuto i permessi dal UFCPMC per gli scavi sulla collina di Visocica pur essendo questa un monumento nazionale protetto e quindi soggetto alla loro giurisdizione, ma pare che la fondazione si sia rivolta ad altri.

Osmanagic è autore di diversi libri sull’argomento piramidi Bosniache e pare che abbia sostenuto la tesi secondo cui i Maya sarebbero stati i discendenti degli antichi Atlantidei, a loro volta provenienti dalle Pleiadi.

Riportiamo alcuni link ad altri articoli che il lettore potrà utilizzare per approfondire le sue conoscenze del personaggio e del mondo in cui si muove.

http://irna.lautre.net/Semir-Osmanagic,57.html

http://irna.lautre.net/Ghost-scientists.html

http://irna.lautre.net/Google-doesn-t-like-Bosnian.html

http://irna.lautre.net/The-family-circle.html

http://irna.lautre.net/Using-the-appeal-to-authority.html

http://www.bosnianpyramid.com/index_files/Semir.html

http://badarchaeology.wordpress.com/2011/10/30/the-bosnian-%E2%80%98pyramids%E2%80%99-of-semir-osmanagic/

 

Si ringrazia IRNA per la collaborazione e la disponibilità.

 

 Prossimamente: Il Gruppo SBRG

 

Le Sette Religiose: EclisseForum.it intervista la Prof.ssa Raffaella Di Marzio – Seconda Parte

Leggi la PRIMA PARTE

Eccoci al nostro secondo appuntamento riguardante il viaggio all’interno delle sette religiose, accompagnati dalla Professoressa Raffaella Di Marzio.

NOTA: per la particolarità dell’argomento contenuto in questi interventi, la riproducibilità di questo articolo è ESPRESSAMENTE VIETATA se non autorizzata in forma scritta dall’amministrazione di EclisseForum.it.

Ringraziamo la Prof.Di Marzio e gli utenti di EclisseForum per l’enorme partecipazione nella stesura di questo articolo.

L’approccio psicologico e umano

Cosa spinge l’uomo anche di una certa cultura ad avventurarsi e seguire l’irrazionale settario o religioso, anche quando questo è palesemente artefatto agli occhi di tutti?

Credo che la prima considerazione da fare per rispondere a questa domanda è che ci sono molte persone, anche di un ottimo livello culturale, alle quali la ragione non fornisce alcune risposte importanti. La ragione e la scienza e tutto ciò che possiamo toccare con mano non bastano a queste persone. Loro cercano altrove  le risposte sul senso della vita, della morte, della gioia e del dolore. Molto spesso ciò accade perché la ragione e la scienza, nella loro vita, hanno in un certo senso fallito il loro scopo, non hanno soddisfatto i loro bisogni e hanno lasciato molte domande senza risposta.

Il contesto che  qualcuno chiama “irrazionale” è esattamente ciò che queste persone cercano e per loro la parola “irrazionale” non presenta alcuna connotazione negativa. “Irrazionale” per loro non significa “stupido” oppure “magico” oppure “assurdo”, significa “Altro”, ed esprime idee ed emozioni importanti e valide nella loro vita.

Credere all’Assunzione di Maria Vergine in anima e corpo, è palesemente irrazionale , ma questo non impedisce ai cattolici di credervi e, per il fatto di credervi, questi cattolici non diventano automaticamente degli “stolti” o dei “creduloni” o degli “ignoranti”.

Se applichiamo questo ragionamento, condiviso per la religione di maggioranza in Italia, a culti e credenze minoritarie e “strane” nel nostro contesto, la conclusione rimane la stessa. Credere a eventi “irrazionali” fa parte di un certo modo di essere uomini e donne e questo è vero fin dai primordi della civiltà umana.

Quale tipo di messaggio attira più proseliti?

Credo che la promessa di felicità, salute e benessere siano i messaggi più appetibili e attraenti nella nostra società, ma anche qui bisogna fare dei distinguo, perché felicità, salute e benessere non significano la stessa cosa per tutti. Per esempio, felicità, benessere e salute possono essere intese anche in senso spirituale,  piuttosto che materiale.

Un altro messaggio che attira molti proseliti è quello che contiene un valore fondamentale che dia senso alla vita di una persona. Ci sono gruppi spirituali che danno alle persone qualcosa di importante per cui vivere, una missione universale da conseguire e un senso profondo di responsabilità verso se stessi e gli altri.

Inoltre, quelle dottrine che offrono risposte di senso e speranza di sopravvivenza dopo la morte sono molto seguite, qualsiasi sia la risposta: reincarnazione, resurrezione ecc. Tuttavia ci sarebbero molte altre motivazioni da elencare (Nuove religioni e sette, pp. 25-72).

Appartenere ad una setta è sempre dannoso dal punto di vista psicologico?

Ho già chiarito che la parola setta, se intesa in senso criminologico, può essere applicata a qualsiasi gruppo come forma di etichettamento della devianza. In ogni caso, supponendo che si stia parlano del gruppo religioso “A”, nel quale c’è un forte indottrinamento e forme di coercizione intensa operata sugli adepti, si può dire che probabilmente l’atmosfera persuasiva di questo gruppo può nuocere a qualcuno degli adepti, ma solo a quelli che presentano determinate caratteristiche di personalità e che hanno una certa tendenza alla passività nei confronti dell’autorità, dovuta sia alle loro disposizioni individuali che alla loro precedente vita di relazione in famiglia. Anche se si verificassero questi danni psicologici essi potrebbero essere  temporanei,  a breve termine, a lungo termine o perenni;  lievi, moderati o rilevanti. Anche se fossero rilevanti potrebbero diminuire nel tempo e scomparire del tutto oppure aggravarsi anche dopo la fuoriuscita dal gruppo a causa di altre variabili  e circostanze particolari.

Sottolineo, inoltre, che stiamo parlando di uno specifico caso, e cioè il gruppo “A”. Non si può generalizzare quello che accade in uno specifico gruppo a tutte le “sette” e spesso non si può generalizzare neanche quello che succede nel gruppo “A”, se questo gruppo ha tre diverse sedi, perché le tre diverse sedi, con diversi adepti e diversi dirigenti, sono molto diverse l’una dall’altra. Dato che le persone sono diverse, le relazioni e i leader agiscono con varie modalità,  ciò che succede nella sede x può non succedere nella sede y dello stesso gruppo “A”.

Come riconoscere se un parente o un amico è inserito all’interno di una setta?

Se un parente si è affiliato a un gruppo religioso o spirituale diverso da quello che frequentava prima o se è diventato un fedele di qualche culto, mentre prima era ateo o agnostico, i familiari dovrebbero notare dei cambiamenti nella sua vita e nelle sue abitudini. Questi cambiamenti molto raramente assumono la forma “negativa”: per esempio, forme di dieta estreme, rifiuto di prendere farmaci necessari, lunghi periodi lontano dalla famiglia senza dare notizie di sé, riduzione sensibile delle ore di sonno, atteggiamenti aggressivi o indifferenti verso persone con le quali intrattenevano relazioni affettive stabili ecc. In questi RARI casi bisogna sempre verificare che ciò che dicono i familiari sia corrispondente alla realtà e non sia viziato dalla loro personale avversione verso le scelte del loro congiunto.

Solo per fare un esempio: alcune volte la fuga da casa di una persona che si rifugia all’interno di un gruppo settario non è dovuta al “rapimento” operato dalla “setta”, ma, piuttosto, al fatto che la vita in famiglia era diventata per quella persona impossibile da vivere.

Nella stragrande maggioranza dei casi i cambiamenti che si possono osservare nei nuovi adepti non creano alcun problema in quelle  famiglie in cui i singoli individui vengono rispettati nelle loro scelte e amati nonostante queste scelte non siano condivise. A questo proposito è importante far notare che l’“allarme sette”, indotto dai media e dai gruppi antisette, causa molte più vittime delle “sette” stesse, perché anche nelle famiglie in cui l’affiliazione del congiunto non ha creato alcun problema, può insorgere il dubbio, dopo aver assistito a una campagna mediatica orchestrata ad hoc, che quella a cui il congiunto si è affiliato sia una “setta pericolosa”. Questi timori possono creare conflitti lì dove prima non ce n’erano.

Cosa può sostanzialmente fare chi si trova ad aver intuito che una persona vicina sia entrato all’interno di una setta?

Se una persona sospetta che un congiunto si sia affiliato a un gruppo religioso minoritario (ribadisco la mia difficoltà a usare il termine setta per i motivi indicati precedentemente) il primo tentativo da fare, a mio avviso, è cercare di comprendere di che gruppo si tratta.

Questo si può fare in due modi: se c’è dialogo con la persona lo si può chiedere apertamente ma non in tono investigativo o sospettoso, si può semplicemente chiedere per capire. Se non c’è dialogo allora si può “indagare” cercando, per esempio, se in casa il congiunto ha portato nuovi libri, dépliant, inviti, pubblicità di corsi, seminari, workshop, ecc. Se si trovano questi documenti, che prima non si erano mai visti, da essi si può dedurre, molte volte, di che gruppo si tratta.

Sarebbe bene contattare un’ associazione o persone che hanno esperienza nel campo della ricerca sui Nuovi Movimenti Religiosi. Il CESNUR di Torino è un Centro Studi in grado di fornire molte informazioni sui gruppi presenti in Italia, basta andare sul sito e cercare la sezione “Religioni in Italia” (http://www.cesnur.org/religioni_italia/default.htmlink).

Se non si trovano notizie allora potrebbe essere un gruppo ancora da censire. In quel caso si può scrivere sia al CESNUR (www.cesnur.org) che ai suoi collaboratori, tra i quali ci sono anche io (rdm@dimarzio.it), segnalando il caso per vedere se è possibile  reperire informazioni e documentazione utile su quel determinato gruppo. Una volta individuato il gruppo a cui il congiunto si è affiliato bisogna fare attenzione a ciò che su Internet si dice a proposito di quel gruppo, perché la Rete non è sempre affidabile e, per questo motivo,  io consiglio di leggere sempre con occhio critico.

In ogni caso il consiglio che è sempre valido è quello di non manifestare mai aperta avversione verso la scelta del familiare. Ovviamente l’opinione contraria è una cosa, l’avversione e la guerra sono un’altra cosa. Mantenere il dialogo, ascoltare e farsi ascoltare rimangono i capisaldi dell’unione familiare. Tuttavia se il dialogo in una famiglia non c’è mai stato non si può dare la colpa alla “setta” se un figlio non parla della sua nuova scelta spirituale con i genitori. In questi casi il problema è a monte, e non dipende dalla nuova affiliazione. In conclusione non ci sono ricette: ogni caso va affrontato come caso singolo e ogni gruppo va valutato, come tale, senza fare generalizzazioni o inserirlo automaticamente tra le “sette criminali”.

Per questo motivo io consiglierei di rivolgersi a una struttura pubblica o privata dove lavorino psicologi e psicoterapeuti specializzati nella gestione dei conflitti familiari. Quello che potrebbe servire, nel caso specifico, è una consulenza mirata, se i professionisti del Centro a cui si sono rivolti i familiari non hanno conoscenza e dimestichezza con le varie tipologie di gruppi spirituali. In questo caso i professionisti incaricati di trattare il caso specifico avrebbero bisogno di una consulenza esterna fornita da un esperto del settore che possa fornire loro la conoscenza necessaria sulla dottrina, il linguaggio specifico e la prassi del gruppo spirituale a cui il congiunto si è affiliato.

Poiché in Italia questi esperti ci sono basta interpellarli e chiedere il supporto informativo necessario. Ho già indicato il Centro studi con il quale collaboro e che ritengo affidabile e attendibile. Io, personalmente, sono sempre disponibile a fornire informazioni a chi mi interpella.

Questa modalità di affrontare i conflitti familiari, d’altra parte, viene già messa in atto. Per esempio, qualche mese fa ho ricevuto una richiesta di informazioni da un centro di aiuto e sostegno di giovani in difficoltà.

Due coniugi, genitori di una ragazza, erano preoccupati perché la figlia si vestiva sempre di nero e spesso si collegava a siti “dark”. I genitori temevano che la figlia frequentasse ambienti satanisti.

Le assistenti sociali e la psicologa del centro a cui si erano rivolti (un centro dell’Unità sanitaria di Base del luogo) mi hanno interpellato per chiedere informazioni su questi ambienti e approfondire la questione, sempre in riferimento al caso specifico. Ebbene: sono bastati pochi scambi per tranquillizzare i genitori sulle frequentazioni della figlia che non avevano nulla a che fare con satana.

A livello professionale (quindi dal punto di vista dello psicologo), invece, con quali metodi si cerca di riportare alla realtà un adepto caduto nella trappola di qualche setta?

“Riportare alla realtà” qualcuno è una attività molto controversa. Per uno schizofrenico ciò che vede e sente è “realtà”. Se una persona perde il contatto con il mondo esterno può crearsi una propria realtà e chi cerca di aiutarla deve fare in modo di comprendere il suo vissuto (per noi non reale) per rimetterlo in contatto con ciò che per tutti noi è reale. Ciò si può fare in diversi modi, anche con le medicine, ma, non essendo psicoterapeuta né psichiatra, non posso addentrarmi in questo campo. Discorsi a parte vanno fatti anche per coloro che sono affetti da gravi disturbi di personalità o non sono in grado di intendere e di volere. Io mi limiterò a parlare in generale riferendomi a persone “normali”.

Per quanto riguarda l’adepto che sarebbe caduto in qualche “trappola settaria”, io credo che, ammettendo che questo, nel caso “A”, sia vero, e cioè che ci sia una “setta” che inganna i suoi adepti e tende loro delle trappole, ciò che si potrebbe tentare è, prima di tutto, cercare di capire come l’adepto vive la sua affiliazione, cioè inserire la sua affiliazione nel contesto della sua vita, le motivazioni che lo hanno spinto ad affiliarsi o che lo hanno reso “cieco” di fronte alla “trappola”. Questo perché, secondo me, il problema non sta nella setta e nella trappola, ma nella persona che si è fatta intrappolare. E la prova di questo sta in un semplicissimo ragionamento:  la setta “A” tende 10 trappole, ma   solo due persone  vi cadono dentro e diventano “adepti”, mentre gli altri 8 si allontanano dopo aver fiutato l’inganno. Perchè queste 8 persone non sono state intrappolate?

Dal mio punto di vista i comportamenti degli esseri umani vanno inquadrati nel contesto della loro personalità, che è unica e irripetibile, nel contesto delle loro relazioni affettive, che è unico e irripetibile, e nel contesto sociale in cui sono nati, sono stati educati e sono vissuti fino al momento prima di cadere nella “trappola”.

Se lo psicologo agisce in questa prospettiva, rispettosa al 100% dell’individuo e della sua dignità di essere libero e dotato dii capacità di giudizio, allora si potrà intervenire sulle cause profonde della sua “debolezza” e della sua disposizione a “farsi intrappolare” dalla “setta”. Se non si agisce in questo modo e si attribuisce ogni responsabilità alla setta, forse si riuscirà a liberare la persona da questa “trappola”, ma, girando lo sguardo da un’altra parte, si troverà qualcun altro pronto a intrappolarla di nuovo e, non avendo individuato le cause profonde del fenomeno e non avendo compreso le origini del problema,  la storia si ripeterà ancora e ancora e ancora.

Se, invece, in qualche caso, le persone vengono truffate, allora non si tratta di problematiche individuali ma di reati e quindi  ci si deve rivolgere alla polizia e alla magistratura, ma anche questo non è il mio campo e quindi non sono in grado di dare consigli utili.

Per eventuali approfondimenti, rimandiamo alla pubblicazione della Dottoressa Di Marzio:

Nuove religioni e sette. La psicologia di fronte alle nuove forme di culto”. Edizioni Scientifiche Magi, Roma, 2010

(http://nuovereligioniesette.blogspot.it/)

Raffaella Di Marzio è psicologa clinica e di comunità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Psicologia della Religione (SIPR). E’ laureata anche in «Scienze dell’Educazione» (Indirizzo di Psicologia) e Scienze Storico-Religiose. Attualmente è dottoranda presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma. Ha fondato e dirige il Centro di Consulenza online all’indirizzo www.dimarzio.it e collabora con il CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni), e l’ ICSA (International Cultic Study Association), Ha collaborato con questa organizzazione come membro del Comitato scientifico della rivista Cultic Studies Review: An Internet Journal of Research, News & Opinion (CSR) e, dal 2010, ne è corrispondente internazionale, oltre che membro del Comitato Editoriale della rivista ICSA TODAY.

Si ringrazia la Prof.ssa Di Marzio Raffaella per la disponibilità e per la stesura di questo preziosissimo e chiarificatore articolo.

Articolo NON RIPRODUCIBILE 

se non espressamente autorizzato

in forma scritta dall’Amministrazione di

EclisseForum.it

Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – I Protagonisti: la Fondazione

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1. Introduzione – LINK

1.1 Lettera aperta al direttore del SBRG – LINK

 

I protagonisti

Prima di iniziare a parlare di piramidi e tunnel, è necessaria una presentazione dei personaggi e degli enti che andremo a richiamare nel corso della narrazione, per chiarire i loro ruoli e i loro rapporti. Spiegheremo brevemente la storia di alcuni enti e personaggi che lavorano in loco,  il loro modus operandi, vedremo di cosa si occupano, come hanno portato avanti i lavori e come divulgano le loro scoperte.

 

La Fondazione Piramidi Bosniache

 

La fondazione “parco archeologico: piramide bosniaca del sole” è l’ente attorno al quale ruota l’intera vicenda delle Piramidi Bosniache. La fondazione nasce nel 2006, fondata dal Dr. Semir Osmanagic, e fin da subito ha sostenuto l’esistenza delle piramidi bosniache sepolte sotto le colline della valle di Visoko. Essa gestisce tutti i siti di scavo, dai tunnel alle piramidi, più altre ricerche collegate nell’area di Visoko.

La linea di condotta della fondazione è apparsa subito incentrata sulla strategia dell’annuncio sensazionalista, volto più ad attirare l’attenzione sulla vicenda che a divulgare con la dovuta scientificità le loro scoperte. Inoltre le conclusioni che trae dai lavori non sembrano ortodosse, anzi appaiono al limite della fantascienza, spaziando dalla “mano aliena” nella genesi delle strutture, fino all’ipotesi, non molto originale, dell’antica civiltà supertecnologica tragicamente scomparsa. Simili affermazioni sensazionali andrebbero sostenute da evidenze altrettanto sensazionali, di cui al momento non vi è traccia.

Le stesse strutture, ad esempio, erano immediatamente state datate come costruzioni risalenti al 12.000 a.C. senza alcuna base storica o archeologica a supporto. Su che basi è stata fatta una simile affermazione? Quali sono le evidenze che rendono, non tanto incontrovertibile, ma anche solo teorizzabile una simile datazione? A queste domande, purtroppo, non abbiamo risposta.

La fretta nel trarre conclusioni ha da sempre caratterizzato il lavoro della fondazione, la quale sul suo sito: http://www.piramidasunca.ba/eng/home-en.html# si è prodotta in annunci via via più elettrizzanti  e “archeomisterici”, arrivando ad interpellare medium e sensitivi vari, ed effettuando superesperimenti che avrebbero dovuto in qualche modo risvegliare la grande piramide del sole (di cui parleremo nel proseguo degli articoli ).

Da anni, la fondazione organizza campagne di scavo usando volontari provenienti da tutto il mondo, per portare avanti i lavori nelle varie sonde che avrebbero dovuto svelare i segreti della piramide. Parlando con uno dei ragazzi che hanno partecipato ai lavori, ci è stato detto che la preparazione preliminare dei volontari è piuttosto scarsa, limitata ad alcune ore di “addestramento” e che i lavori vengono portati avanti con un metodo più edilizio che archeologico, arrivando ad usare ruspe per rimuovere sassi e terra, rischiando di rovinare gli strati archeologici o perdere importanti manufatti.

A tal proposito, un nostro contatto, che preferisce rimanere anonimo ma che ha avuto esperienza diretta degli scavi e ha dimostrato di essere ben informato sui fatti, ci ha detto che “di archeologia a Visoko se ne parla molto poco, anche se di cose archeologiche ve ne sarebbero molte.” Parole che confermano quelle del volontario e che lasciano un po’ l’amaro in bocca.

Fonte del video

Un ulteriore indizio sul modo con cui vengono gestiti i volontari, viene dalle parole del coordinatore del gruppo di ricerca SBRG, Paolo Debertolis (alias Pablito sui vari forum online), di cui parleremo in seguito, che, pur facendo parte di un’associazione subordinata alla fondazione e lavorando a stretto contatto con la stessa, non le ha mai risparmiato critiche pubbliche, fornendoci in questo modo preziosi indizi su come sono stati condotti gli scavi.  Ad esempio, secondo il dr. Debertolis, l’archeologa che al tempo (giugno 2011) si occupava degli scavi per conto della fondazione, aveva grosse difficoltà a star dietro a dei volontari che vengono definiti “indisciplinati”[1]

 

Lavori dei volontari – Fonte Croatia.ch

Lo stesso dirigente poi ha più volte espresso la sua perplessità nei confronti della fondazione[2], parlando di distorsioni interne alla stessa [3], di illogicità nelle procedure di scavo, confermando l’uso di “un’archeologia distruttiva”[4] e di un modo di procedere sragionato, volto primariamente a favorire più il turista che lo studio serio delle strutture[5].

Dubbi sono stati sollevati anche sulla sicurezza degli operai e dei volontari coinvolti negli scavi dei tunnel. Frasi come questa:

Per la prima volta si sta lavorando all’interno del tunnel in modo da poter procedere in sicurezza tenendo in considerazione anche quelle che sono le esigenze dal punto di vista archeologico.

Agosto 2011 link

Fanno pensare che fino al 2011 gli scavi nei tunnel siano stati portati avanti con metodi poco sicuri, il che appare francamente strano e non molto riguardoso nei confronti degli operai o dei possibili reperti.

Nel 2008 e nel 2011, la fondazione ha organizzato dei convegni, denominati ICBP2008 e ICBP2011 per presentare al mondo i risultati delle loro ricerche.

Il livello delle pubblicazioni, la qualità del dibattito e la congruenza delle tesi esposte, la lasciamo valutare a chi tra i lettori vorrà leggersi gli atti.

I siti ufficiali sono:

http://icbp.ba/2008/

http://www.icbp.ba/

http://www.piramidasunca.ba/eng/latest-news/daily-news/icbp-2011-conference.html

A titolo di esempio, linkiamo uno dei lavori presentati all’ICBP2011:

http://www.n01a.org/pdf/Goran-Marjanovic-Pyramids-Guardians-of-primary-cosmic-vibration-of-the-local-densities.pdf

In buona sostanza, quello che traspare dal contesto e da alcune dichiarazioni [6] è che l’attività della fondazione sia volta primariamente a favorire il turismo nella zona, alimentando dicerie “misteriose” e attirando visitatori e volontari con la promessa di grandi scoperte e facendoli sentire parte di un grande progetto volto alla scoperta di un antico mistero, per di più osteggiato dalla casta degli archeologi ortodossi.

Senza ancora entrare nel merito della nostra storia, ci è parso subito chiaro come una vena di sensazionalismo pervada l’intera vicenda. Gli stessi protagonisti non esitano a definire lo scavo come il più importante sito archeologico del mondo, nonostante di sensazionale e soprattutto di oggettivo vi sia ben poco. Quello che ci siamo chiesti è se per caso questa voglia di suscitare scalpore non abbia in qualche modo fatto passare in secondo piano quello che è il rigore scientifico e la metodologia archeologica indispensabile per affrontare uno scavo di tale portata, e purtroppo abbiamo trovato delle conferme in tal senso. Per di più ci sono chiari segni di ingerenze politiche, volte a soddisfare più il turista che l’addetto ai lavori, il che non giova certo all’archeologia e impedisce al dibattito scientifico di svilupparsi seriamente e serenamente.

Note

[1] http://contact.forumfree.it/?t=52777109&st=195#entry460816356

[2] http://www.nibiru2012.it/forum/archeologia/piramidi-bosnia-datate-12000-a.c-57768.195.html

[3] http://www.nibiru2012.it/forum/archeologia/piramidi-bosnia-datate-12000-a.c-57768.msg170119.html

[4] http://www.nibiru2012.it/forum/archeologia/piramidi-bosnia-datate-12000-a.c-57768.180.html

[5] http://www.nibiru2012.it/forum/archeologia/piramidi-bosnia-datate-12000-a.c-57768.180.html

[6] http://www.nibiru2012.it/forum/archeologia/piramidi-bosnia-datate-12000-a.c-57768.195.html

 

Nota di chiusura

Tutte le dichiarazioni che citiamo da altri siti, in quanto pubbliche, sono state copiate su supporti fissi, sia come testo che come screenshot. Modificarle o rimuoverle ci costringerà ad integrare questa serie di articoli con un pezzo relativo a queste azioni.

Prossimamente: Il dr. Osmanagic, l’Indiana Jones Bosniaco

 

Innovazione energetica Made in Italy: Newtec system e il warm flow: recuperiamo energia dalle acque reflue

Tempo fa, leggendo una delle fonti dalle quali attingiamo notizie, ci siamo imbattuti in un articolo molto interessante scritto da ZeroEmission.eu, riguardante una tecnologia che permette di recuperare calore dalle acque reflue.

Noi di EclisseForum, da sempre particolarmente attenti alle nuove tecnologie di risparmio energetico, abbiamo quindi cercato di saperne di qualcosina di piu ed abbiamo approfittato della disponibilità di Newtec System, la quale ci ha messo a disposizione materiale di interesse necessario per conoscere meglio ciò che gravita attorno a questo nuovo progetto di recupero energetico.

Con il progetto “WARM FLOW” presentato ad aprile 2010, il 12 luglio 2011 Newtec System si è aggiudicata un contributo a valere sul “Bando per il finanziamento di progetti di ricerca finalizzati ad interventi di efficienza energetica e all’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile in aree urbane nazionale” emanato nel dicembre 2009 a livello nazionale dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Obiettivo del progetto è sviluppare nell’arco di due anni un sistema sperimentale innovativo di recupero dell’energia termica contenuta nelle acque reflue di scarico degli edifici caratterizzati da elevato indice di affollamento.

La rilevanza del sistema WARM FLOW consiste nel voler estendere il concetto del risparmio energetico oltre le fasi di produzione, distribuzione, regolazione ed emissione di energia per arrivare a considerarne anche il recupero e il successivo riutilizzo. Tale concezione deve necessariamente tradursi nella formulazione di un piano di efficienza energetica riguardante l’intera filiera di conversione ed utilizzo dell’energia, focalizzando l’attenzione sullo studio di tecniche e soluzioni che consentano il recupero del potenziale termico.

I vantaggi conseguibili da questo progetto sono:

Utilizzo gratuito dell’energia recuperata: il sistema consente di sfruttare il contenuto energetico del calore delle acque reflue che altrimenti andrebbe dissipato

Risparmio nei costi di gestione della macchina durante il funzionamento, ovvero della pompa di calore che è il meccanismo che consente di recuperare il calore

Accumulo dell’energia ed utilizzo dilazionato nel tempo: la peculiarità più consistente è la possibilità di stoccare l’energia in un sistema di accumulo ed utilizzarlo nel tempo a seconda delle necessità

 

L’Ing. Ciampechini ha commentato così lo stato di avanzamento del progetto:

”A luglio 2012 abbiamo consegnato il secondo SAL al Ministero in cui abbiamo presentato i risultati della ricerca industriale ed il progetto tecnico del sistema. La progettazione, frutto del lavoro in team tra Newtec System, UniPG ed Energia+ , è stata seguita da una simulazione matematica del comportamento del sistema , i cui risultati saranno confrontati con gli esiti della fase sperimentale. La sperimentazione sarà realizzata inizialmente nei laboratori dell’Università di Perugia e condurrà alla realizzazione di un prototipo grazie ai componenti impiantistici forniti da Newtec System e da So.ma.c., altro partner del progetto, che produrrà la vasca di contenimento del recuperatore di calore”.

 
Lo sviluppo futuro

Lo sviluppo futuro di questo importante progetto di risparmio energetico riguarderà diversi campi, tra cui:

  • Efficienza in termini di riduzione dei consumi e dei costi di gestione degli impianti termici
  • Replicabilità su altre utenze di diversa dimensione rispetto a quella sperimentale del progetto di ricerca
  • Applicabilità  settore industriale, civile, terziario, strutture ricettive
  • Integrazione possibilità di integrare il warmo flow con impianti termici di nuova costruzioneed impianti già esistenti.

 

Con soddisfazione il progetto si è collocato al ventunesimo posto della graduatoria su un totale di 133 progetti presentati e rappresenta uno degli unici due progetti finanziati all’interno della Regione Marche.

Al momento non ci è possibile fornire dati tecnici e funzionali a riguardo in quanto ancora il sistema è in fase di sviluppo e di ricerca, vi invitiamo quindi a seguirci per novità a riguardo.

 

 

 

Piramidi in Bosnia: Lettera Aperta al Direttore di SbResearch Group.

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Egr.Direttore di SbResearch Group,
abbiamo ricevuto notizia che ha avuto la premura di pubblicare, senza autorizzazione tantomeno consenso alcuno, delle mail private intercorse tra un membro del nostro staff e Lei, contro il rispetto di un principio costituzionale.

Senza soffermarci sulle conseguenze legali che un’azione del genere normalmente comporta, che al momento passano in secondo piano, è nostra intenzione risponderLe in merito al Suo comunicato. Noi siamo fermamente interessati al confronto di quanto fin’ora è emerso per permettere una promettente quanto chiarificatoria discussione.

Ci teniamo infatti ad informarLa che la sola prefazione da noi pubblicata è stata riportata su diversi siti che trattano temi analoghi al nostro forum (ed al suo sito) e quindi immaginiamo siano diversi e provenienti da piu siti gli utenti desiderosi di conoscere qualcosa in piu sull’argomento trattato anche dal gruppo di ricerca che Lei rappresenta.

Ci pregiamo inoltre di comunicarLe che è nostra intenzione invitarLa fin d’ora alla discussione di quanto da noi verrà pubblicato nei giorni a seguire, con una promessa: se qualcosa da noi scritto non sarà rappresentante la reale situazione e dimostrandolo con normali prove a suffragio, sarà nostra cura modificare gli articoli in seguito ai suoi chiarimenti.

La invitiamo pertanto a riflettere sulle domande che Le son state poste via mail, domande educate ma non certo da salotto autocelebrativo, e decidersi una buona volta a rispondere in merito ad un argomento di cui l’esperto è lei.

EclisseForum dal canto suo metterà a Sua disposizione un’area di discussione assolutamente seria ed una moderazione basata sul rispetto del regolamento.

Ne approfittiamo per rivolgerci ai nostri lettori: stiamo rielaborando il materiale sin qui preparato a causa di un sopraggiunto limite di copyright che il gruppo di Ricerca SbResearch ha posto nei nostri confronti una volta venuti a conoscenza della nostra intenzione di approfondire alcune tematiche di grande interesse.

Speranzosi di ricevere,  da qui fino ai prossimi 5 giorni di “pausa”,   un Suo cenno positivo di riscontro nel rispetto di una informazione PLURALE e nel rispetto del DIRITTO DI CRITICA, cogliamo l’occasione per porgerLe i nostri piu cari saluti.

L’amministrazione