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Il Cielo del mese di Novembre – Astronomia.com

Prelevo e ripubblico questo articolo da Astronomia.com, per chi volesse programmarsi delle uscite astronomiche. Cool

 

Sole

Sole
Si trova nella costellazione della Bilancia fino al giorno 23, quando entra nello Scorpione.

  • 1 novembre: sorge alle 06:43, tramonta alle 17:04
  • 15 novembre: sorge alle 07:00, tramonta alle 16:49
  • 30 novembre: sorge alle 07:17, tramonta alle 16:40
  • effemeridi complete

la durata del giorno diminuisce di circa un’ora dall’inizio del mese.

3 novembre: ECLISSI TOTALE DI SOLE IN AFRICA E OCEANO ATLANTICO
Si tratta di una eclisse ibrida: inizia come anulare nell’oceano Atlantico occidentale e diventa totale nell’Atlantico centrale. Purtroppo la geometria dell’evento non favorisce molto l’Italia ed in particolare solo la parte meridionale della penisola potrà godere di uno spettacolo parziale. Tutti i dettagli nell’articolo di Pierluigi Panunzi

Luna

Luna
Il giorno 6 alle ore 09:40 la Luna raggiunge il perigeo (365.361 Km di distanza), mentre il giorno 22 alle ore 09:34 si troverà nel punto più lontano dalla Terra nel corso della sua orbita, l’apogeo (405.446 km).

  • Luna Nuova il 3 (ore 12:52)
  • Primo Quarto il 10 (ore 05:59)
  • Luna Piena il 17 (ore 15:18)
  • Ultimo Quarto il 25 (ore 19:30)

sorgere e tramontare:

  • 1 novembre: sorge alle 04:16, tramonta alle 15:48
  • 15 novembre: tramonta alle 04:37 , sorge alle 15:38
  • 30 novembre: sorge alle 04:07, tramonta alle 14:54
  • effemeridi complete

Come ruota la Luna? – di Vincenzo Zappalà

Posizione dei pianeti

Mercurio

Mercurio

Mercurio

Il pianeta inizia il mese in congiunzione con il Sole, pertanto per alcuni giorni è inosservabile. Mercurio tuttavia si allontana velocemente dal Sole avviandosi verso il proprio periodo di miglior visibilità nel cielo del mattino. La massima elongazione (con distanza angolare di 19° 29’ dal Sole) viene raggiunta il 18 novembre. Quel giorno Mercurio sorge 1 ora e 43 minuti prima del Sole. A fine mese questo intervallo di tempo si riduce a poco più di un’ora.

ATTENZIONE: se si usa uno strumento ottico per osservare il pianeta, NON inquadrare MAI il Sole se non si è dotati di apposito filtro. Ciò comporterebbe danni irreparabili alla vista! [Per saperne di più]

Venere

Venere

Venere

Il pianeta più luminoso raggiunge le migliori condizioni di osservabilità serale per l’anno in corso. Il 1° novembre si trova alla massima elongazione dal Sole (alla distanza angolare di 47° 04’). La data non coincide però con il giorno in cui si verifica il massimo ritardo nell’orario del tramonto del pianeta rispetto al Sole, prolungando così il tempo a disposizione per osservarlo ad occidente nelle prime ore della sera. Questo si verifica a fine mese, quando Venere, la sera del 30 novembre, tramonta 2 ore e 51 minuti dopo il Sole. Venere lascia la costellazione dell’Ofiuco e dal 2 novembre lo osserviamo nel Sagittario, dove rimane per tutto il resto del mese. [Per saperne di più]

Marte

Marte

Marte

Prosegue il trend degli ultimi mesi. Gradualmente Marte continua ad anticipare il proprio sorgere, ma il tempo utile per osservarlo cresce lentamente e anche a fine mese lo possiamo riconoscere sull’orizzonte a Est solo intorno alle 2 del mattino. Nelle ultime ore della notte lo si può osservare man mano più alto in cielo in direzione Sud-Est. Marte attraversa la parte finale della costellazione del Leone e il 25 novembre entra nella Vergine. [Per saperne di più]

Giove

Giove

Giove

Con il progressivo anticipo dell’orario in cui sorge Giove, alla fine del mese si giunge ad una sorta di staffetta tra i due pianeti più luminosi. Pochi minuti dopo il tramonto di Venere, Giove sorge ad oriente, sostituendosi al primo nel ruolo di astro più luminoso della volta celeste. E’ quindi possibile osservare Giove per gran parte della notte, inizialmente ad Est, poi culminanate a Sud nelle ultime ore della notte. Il 7 novembre Giove inverte la direzione e inizia a spostarsi di moto retrogrado nella costellazione dei Gemelli, dove rimane per tutto il mese.

Sempre degni di nota i 4 satelliti galileiani (Io, Europa, Ganimede e Callisto), che si mostrano come piccoli puntini bianchi che danzano da un lato all’altro del pianeta sulla linea dell’equatore creando spettacolari configurazioni. [Per saperne di più]

Saturno

Saturno

Saturno

Il 6 novembre si trova in congiunzione con il Sole, pertanto per alcune settimane è del tutto inosservabile. A fine mese ricompare molto basso sull’orizzonte orientale, dove torna ad essere visibile poco prima del sorgere del Sole, vicino a Mercurio, con cui si trova in congiunzione il giorno 26. Saturno si trova ancora nella costellazione della Bilancia. [Per saperne di più]

Urano

Urano

Urano

Dopo l’opposizione del mese scorso, le condizioni di osservabilità del pianeta sono ancora molto favorevoli. Nel corso delle prime ore della notte lo si può individuare mentre culmina alla massima altezza in direzione Sud. In seguito lo si può seguire mentre si abbassa gradualmente verso Sud-Ovest. La luminosità di Urano è al limite della visibilità occhio nudo e per poterlo osservare è necessario l’uso di un telescopio. Il pianeta rimane ancora nella costellazione dai Pesci. [Per saperne di più]

Nettuno

Nettuno

Nettuno

Le ore a disposizione per tentarne l’osservazione si riducono progressivamente. Nella prima parte della notte lo si può ancora individuare a Sud-Ovest, ma avvicinandosi alla mezzanotte si trova ormai troppo basso sull’orizzonte per poterlo inquadrare. E’ infatti indispensabile l’uso del telescopio per poter osservare Nettuno, la cui luminosità è inferiore ai limiti accessibili all’osservazione ad occhio nudo. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo, fino all’anno 2022. [Per saperne di più]

Plutone

Plutone

Plutone

Preso atto della riclassificazione di Plutone a plutoide da parte della IAU (Parigi, Giugno 2008), la nostra rubrica includerà comunque l’osservabilità dell’astro.

L’osservazione del pianeta è sempre più difficoltosa. Plutone è ormai basso sull’orizzonte occidentale, nella costellazione del Sagittario, la stessa in cui troviamo Venere, ed è destinato a rimanerci ancora quasi 10 anni, fino al 2023.

Con la sua magnitudine 14 sono necessari un cielo scuro, una buona carta stellare e almeno un telescopio da 8″ di apertura (200mm). [Per saperne di più]

 

Fonte: LINK

Pronti all’Eclisse di Sole?

In attesa di un’altra eclissi parziale decisamente più maestosa, nel 2015, accontentiamoci di osservare (o semplicemente di sapere che si verificherà) un’eclissi Totale-Anulare di Sole che interesserà praticamente tutta l’Africa, a parte la zona di Città del Capo: come sappiamo, tutte le eclissi sono fenomeni che si possono osservare sulla terra solamente all’interno di una zona ben determinata e calcolabile con larghissimo anticipo. Per ogni eclissi perciò ci sarà una fascia della Terra particolarmente fortunata, altre zone potranno godere di maggiore o minore copertura del Sole da parte della Luna, mentre in un’altra fascia ci saranno le zone più sfortunate.

la mappa globale di visibilità dell'eclissi del 3 novembre

la mappa globale di visibilità dell’eclissi del 3 novembre

In questo caso la nostra penisola sarà praticamente tagliata in due da quella odiata linea rossa che indica il limite settentrionale di visibilità dell’eclissi: come possiamo vedere nella mappa della Terra realizzata dal mio programma (che utilizzo da sempre in questi articoli) la curva rossa più settentrionale lambisce ma non tocca quella crocetta rossa che identifica Roma. Viceversa tutta la Sardegna, tutta la Sicilia e gran parte dell’Italia Meridionale potrà godere di questo raro evento, superando a stento una percentuale di oscuramento pari al 10%: la zona più fortunata sarà la più meridionale dell’Italia, per intenderci l’Isola di Lampedusa, con un grado di oscuramento pari a 10% alle 13:20.

L'Italia divisa in due dal limite settentrionale dell'eclissi

L’Italia divisa in due dal limite settentrionale dell’eclissi

In quest’altro disegno sempre tratto dal mio programma, possiamo vedere in dettaglio quale parte dell’Italia è interessata all’evento, quella a sud della curva rossa superiore. Quella più in basso identifica le zone che osserveranno una grandezza dell’eclissi pari al 10%.

In occasione di questo evento ho usato anche i dati calcolati con il famosissimo programma Occult 4, ben noto a chi si occupa di Occultazioni lunari, ma che non si limita a questa branca dell’Astronomia: avremo occasione di parlarne sia in articoli che nel forum. Basta solo dire che è il programma di riferimento per le Occultazioni e viene utilizzato in tutto il mondo, grazie alla sua potenza e precisione, legata però strettamente ad una non facile utilizzabilità. Utilizzandolo con costanza e capendo sempre bene cosa si fa e cosa fornisce, se ne potranno trarre i benefici.

Aggiungo che il programma si scarica da questo link,  che è gratuito e che si aggiorna costantemente con dati di stelle, asteroidi, pianeti e satelliti, provenienti dai migliori database mondiali: il tutto stavolta con una semplicità estrema! Si deve aggiornare un certo database? Il programma lo comunica non appena lo si esegue, indicando chiaramente qual è il database, per cui non rimane che premere il pulsante corrispondente…

Occult 4 è altamente configurabile (in modo stavolta giustamente più difficile, ma non impossibile) ed in particolare si può creare un file di siti di osservazione per cui lui calcola i dati di un certo fenomeno: sono già presenti file contenenti le coordinate delle principali città mondiali, suddivise per continente, mentre si possono creare elenchi secondo le proprie necessità: è così che ho creato il file contenente le coordinate dei capoluoghi di regione italiani ed altre città importanti.

Ecco gli istanti principali per alcune città del sud Italia

gli orari delle fasi principali dell'eclissi

gli orari delle fasi principali dell’eclissi

in questa tabella vediamo l’ora e l’altezza del Sole sull’orizzonte per l’istante di inizio, del massimo e della fine dell’eclissi:  infine abbiamo la grandezza dell’eclissi, sempre molto piccola.

Visto che il programma lo fornisce, per curiosità vi mostro la mappa di google con inserita la famosa curva del limite settentrionale…

il limite settentrionale dell'eclissi

il limite settentrionale dell’eclissi

Buone osservazioni!”

 

Questo bellissimo articolo è stato scritto da Pierluigi Panunzi, ed è di proprietà e pubblicato su Astronomia.com.

La versione originale la trovere al seguente LINK.

Il Sole e La fine della Terra abitabile

Secondo le nostre attuali conoscenze sull’evoluzione stellare, il Sole dovrebbe terminare la sua vita tra circa 5 miliardi di anni e sinora si pensava che la Terra sarebbe rimasta più o meno nelle condizioni attuali per un periodo un pò inferiore. Fino a quando, terminato il bruciamento dell’idrogeno nel nucleo, il Sole, abbastanza rapidamente, si trasformerà in gigante rossa.

La Terra ripresa da un’altezza di circa 36.000 km dal satellite metereologico russo Elektro-L il 22 settembre scorso (equinozio di autunno). (Roscosmos/NTSOMZ)

Adesso, però, secondo i risultati di uno studio condotto da un team di astrobiologi della University of East Anglia (Gran Bretagna), il nostro pianeta resterà abitabile per circa 1,75 miliardi di anni al massimo. I dati della ricerca si basano sulle aspettative dei principali parametri di abitabilità, come la presenza di acqua liquida, una consistente atmosfera e delle temperature non troppo alte.
“Abbiamo usato il concetto di “zona abitabile“, cioè la zona intorno alla propria stella in cui il pianeta può avere condizioni tali da possedere acqua liquida, per calcolare quanto la Terra resterà ancora in questa regione. I modelli usati sono quelli dell’evoluzione stellare applicata al Sole e abbiamo stimato che la Terra cesserà del tutto di essere abitabile iniziando da 1,75 miliardi di anni fino ad un massimo di 3,25 miliardi di anni. Dopo questo lasso di tempo, la Terra sarà nella “zona calda” intorno al Sole e le temperature saranno così alte da far evaporare i mari e far estinguere la vita come la conosciamo.” ha affermato Andrew Rushby, coordinatore del gruppo di ricercatori.
“Ovviamente le condizioni per noi umani e altre forme di vita complesse saranno invivibili già molto prima di allora, e questo verrà accelerato dal cambiamento climatico di origine antropica. Il genere umano sarebbe in grave pericolo anche solo con un piccolo aumento nella temperatura, e quasi alla fine dell’abitabilità del pianeta, forse solo alcuni tipi di microbi riusciranno ancora a sopravvivere da resistere in ambienti particolari.” ha continuato Rushby.

Rappresentazione artistica di come apparirebbe la Terra dopo la scomparsa degli oceani.

L’idea generale dietro tutto questo è che il periodo di abitabilità di un pianeta sia solo una delle sue fasi. La Terra non è sempre stata abitabile nei suoi circa 4,5 miliardi di esistenza e tornerà a non esserlo ad un certo punto. Questo momento di grande rigogliosità è solo momentaneo. 400 milioni di anni fa comparivano gli insetti, 300 milioni di anni fa i dinosauri, e i fiori 130 milioni di anni fa. Gli esseri umani, come li conosciamo oggi, solo 200.000 anni fa. Tutto questo ci dice anche che la vita ha bisogno di molto tempo per arrivare a forme molto complesse come noi. Quindi è importante capire quali tra i pianeti che si trovano nella fascia di abitabilità di altre stelle hanno passato più tempo in una zona abitabile del loro sistema. Nel Sistema Solare, Marte potrebbe aver avuto un inizio di attività biologica, ma la cosa è finita dopo poco, e non c’è stato il tempo per arrivare a forme di  vita complessa. Ovviamente, l’evoluzione non è neanche progressiva verso forme determinate come l’intelligenza. Potrebbe benissimo essere solo una delle tante forme possibili di adattamento. Quello che sembra però chiaro è che per arrivare a specie come la nostra serve molto tempo. Non saremmo potuti emergere dopo pochi milioni di anni. Sono serviti miliardi di anni solo per passare da forme unicellulari ad organismi un pò più complessi, come batteri o insetti.
Attualmente conosciamo quasi 1.000 esopianeti. Alcuni si trovano nella zona abitabile intorno alla propria stella, ma nessuno di questi è simile alla Terra. I ricercatori hanno  confrontato la Terra e Marte con 8 altri pianeti scoperti che attualmente si trovano nella loro zona abitabile. Quello che hanno scoperto è che le stelle di massa più piccola tendono ad avere periodi più lunghi di abitabilità intorno a loro. Uno dei pianeti preso in esame è Kepler-22b, che ha un periodo di abitabilità stimato tra 4,3 e 6,1 miliardi di anni. Ancor più sorprendente è Gliese 581d, che ha un periodo di abitabilità estremamente lungo, che va da 42,4 a 54,7 miliardi di anni! Questo pianeta potrebbe rimanere caldo e piacevole per un periodo pari a circa 10 volte l’età dell’intero Sistema Solare!
Se dovessimo spostarci dal pianeta Terra, probabilmente la destinazione migliore sarebbe Marte. Il pianeta rosso rimarrà nella zona abitabile per altri 6 miliardi di anni, cioè abbondantemente fino alla fine della vita del Sistema Solare stesso. E’ anche vero che, se ci saremmo ancora, forse avremmo la tecnologia per controllare il clima in modo tale da mantenere artificialmente la Terra abitabile, o rendere abitabili altri mondi. Se tutto procede in maniera “naturale”, quindi, non abbiamo che 1 miliardo di anni e mezzo circa, ma continuando ad inquinare e a distruggere le risorse naturali come stiamo facendo adesso, moltissimo di meno!

Articolo di proprietà del sito http://www.Focus.it LINK

Ottobre e novembre: eclissi di sole e di luna! Tutti fuori!

Occhi all’insù per le eclissi, la Luna sarà più scura e il Sole ‘sbeccato’

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Roma, 14 ott. (Ign) – Una Luna ‘spenta’ e un Sole ‘sbeccato’. Questi gli eventi astronomici che gli appassionati potranno scorgere se osserveranno il cielo, rispettivamente, il 18 ottobre e il 3 novembre prossimi.

Il primo appuntamento è con il nostro satellite che apparirà meno luminoso per via di quella che viene chiamata un’eclissi penombrale. In pratica, spiega Marco Galliani, astrofisico dell’Inaf, a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos, ”quando si interpone la Terra tra il Sole e la Luna si vengono a creare due coni d’ombra: uno d’ombra vero e proprio, così quando passa la Luna c’è l’eclissi vera e propria, quella più scura, e poi quello più ampio di penombra”. ”A seconda della posizione dell’osservatore si possono osservare questi due tipi di eclissi – continua l’esperto -. Dall’Italia sarà di penombra: il disco della Luna passerà non nel cono d’ombra ma in quello di penombra quindi ci sarà solo un piccolo abbassamento della luminosità della Luna e sarà più difficile da percepire come fenomeno”.

Per chi non vorrà comunque rinunciare allo spettacolo, visibile da tutta la Penisola, l’inizio dell’evento è previsto ”alle 23.50 del 18 ottobre quando la Terra inizia a entrare nel cono di penombra, il massimo è all’1.50 del 19 e la fine, quindi l’uscita del disco dalla penombra, alle 3.50”. Galliani spiega dove guardare: ”La Luna sta verso Sud abbastanza alta”.

Il prossimo 3 novembre, invece, il protagonista sarà il Sole con un’eclissi ibrida. ”Viene definita ibrida perché anche in questo caso conta molto la posizione dell’osservatore – prosegue Galliani -. A seconda della zona di osservazione si potrà vedere o l’eclissi di tipo anulare: al massimo dell’occultazione, il disco della Luna non copre esattamente quello del Sole ma risulta più piccolo, quindi l’evento è molto spettacolare perché si vede un piccolo anello luminoso dovuto al bordo non occultato del Sole. In altre zone la configurazione è leggermente diversa perché il disco dell’ombra della Luna riesce a coprire il disco del Sole e si vede la classica eclissi totale, con il Sole completamente oscurato”.

Lo spettacolo per gli italiani non sarà però così notevole. ”Purtroppo sia per l’una che per l’altra siamo un po’ sfortunati”, dice l’esperto. In pratica l’evento sarà ”sostanzialmente invisibile dall’Italia a parte una piccolissima frazione che sarà visibile dal Lazio, escluso, in giù: dalla zona di Napoli, dalla Sardegna e dalla parte meridionale dell’Italia. Ma solo per non più del 10%: il disco verrà marginalmente coperto durante il massimo previsto intorno alle 13.20”. Ai bordi del Sole si vedrà al massimo ”uno spicchietto del disco lunare. Come se fosse inciso un pezzetto del Sole”. ”Più fortunato – prosegue Galliani – chi si trova in Africa Centrale dove si troverà la zona ideale per vedere questa eclissi”.

Una raccomandazione: ”Non osservare assolutamente a occhio nudo le eclissi di Sole perché si rischiano danni permanenti alla retina. Non osservare direttamente né, tanto peggio, con binocoli o telescopi guardando all’oculare. Si possono utilizzare gli occhialini certificati che si trovano nei negozi di ottica. Evitare anche il fai da te, oscurando i vetri con una candela o annerendo le pellicole fotografiche con una fiamma”.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Occhi-allinsu-per-le-eclissi-la-Luna-sara-piu-scura-e-il-Sole-sbeccato_32731072112.html