Archivio mensile:agosto 2012

Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – Introduzione

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Si apre oggi, con la pubblicazione dell’introduzione, la serie di articoli che dedicheremo alla vicenda delle Piramidi Bosniache.

Sono anni ormai che si sente parlare di presunte piramidi scoperte in Bosnia. Le notizie sono molte, speso confuse e frammentate,  per cui abbiamo deciso di fare il punto della situazione all’agosto del 2012, dopo mesi di ricerche, contatti e raccolta informazioni.

La vicenda ha molti protagonisti, di cui parleremo diffusamente in seguito, ma di per se è molto semplice: un gruppo di persone ha diffuso la notizia  secondo cui le colline attorno alla città di Visoko, cittadina di 17000 abitanti, situata in Bosnia a nord di Sarajevo, siano in realtà delle colossali strutture artificiali simili alle piramidi egizie.

Tutto nasce nel 2005, quando uno dei protagonisti della nostra storia Semir Osmanagic, viene chiamato in Bosnia dal direttore del museo di Visoko per investigare sulle colline che circondano la città. Da li a poco verrà annunciata al mondo la scoperta di un complesso comprendente almeno 3 piramidi: la Piramide del Sole, la Piramide della Luna e la Piramide della Terra.  Oltre alle piramidi, il sito comprenderebbe una complessa rete di tunnel scavati sul fianco di una collina, detti Tunnel di Ravne, che costituirebbero l’entrata della piramide principale. Nel giro di pochi mesi verrà creata la Fondazione Piramide del Sole, con il compito di coordinare e gestire i lavori di scavo sui fianchi delle colline e nei tunnel.

Il sito richiama ogni anno decine se non centinaia di volontari che vengono utilizzati per scavare nelle varie sonde sparse per la valle, oltre che una discreta quantità di visitatori che alimentano una nascente industria del turismo.

La fondazione coordina anche vari altri “gruppi di ricerca”, tra cui uno che ci interessa da vicino, poiché è stato il tramite che ci ha avvicinato alla vicenda.  Il SB Research Group, nato nel 2010, che si è occupato nel tempo delle piramidi, dei tunnel e del suono che fuoriesce dalla cima della piramide del sole. Già, perché come se non bastassero piramidi datate migliaia di anni prima di quelle egizie e tunnel kilometrici costruiti da una civiltà avanzatissima quanto sconosciuta, dalla cima della piramide del sole fuoriuscirebbe un fascio di ultrasuoni. Attualmente, lo studio di questa emissione è pressoché l’unica attività svolta da SBRG nella valle di Visoko, in seguito a vicende che racconteremo nel prosieguo dell’articolo.

La nostra attività in questi mesi ha riguardato lo studio di quasi ogni pubblicazione riguardante il sito di Visoko, blog personali dei ricercatori, articoli di oppositori e critiche, topic di divulgazione su vari forum online, interviste di prima mano, contatti via mail, telefonate, traduzione di articoli dal serbo, contatti con volontari e colloqui informali con persone informate sui fatti, che però preferiscono rimanere anonime.

Il nostro team ha lavorato con solerzia e abnegazione per mesi, nel silenzio e nella discrezione, mordendosi le mani per non poter divulgare con chiarezza quello che via via è emerso, in attesa di questi articoli.

Finalmente ci siamo e possiamo dire di avere una conoscenza della vicenda piuttosto chiara, sia degli aspetti conosciuti che dei retroscena, corredata da fonti e documenti che citeremo man mano nell’articolo.

Alcuni tentativi che abbiamo fatto per ottenere informazioni e chiarimenti non sono andati a buon fine, poiché gli enti  e le persone contattate non hanno risposto, per cui noi scriveremo ciò che sappiamo, ma  restiamo disponibili a pubblicare eventuali integrazioni e precisazioni, qualora gli interessati decidessero di farsi vivi o di cambiare idea.

Inoltre, abbiamo ricevuto avvisi secondo cui il nostro lavoro verrà vagliato da avvocati, alla ricerca di qualche appiglio per eventualmente muovere causa agli autori e al sito stesso, il tutto semplicemente per aver posto domande vere, peraltro rimaste senza risposta.

Non abbiamo intenzione di lasciarci intimidire o anche solo demotivare da simili atteggiamenti, che francamente non ci saremmo aspettati da uomini che si definiscono di “scienza”. 

Questi articoli non hanno la presunzione di essere completi o definitivi, per questo facciamo abbondante uso di link e riferimenti. Alla fine, inoltre, pubblicheremo una bibliografia esaustiva, sicché ognuno di voi lettori potrà decidere se approfondire i vari aspetti che illustreremo.

 

 

Addio a Neil Armstrong, primo uomo a mettere piede sulla Luna

Riportiamo la triste notizia, fonte AndKronos.

 

Neil Armstrong (foto Nasa)

 

 

Washington, 25 ago. (Adnkronos/Ign) – E’ morto Neil Armstrong, il primo uomo arrivato sulla Luna. Nato a Wapakoneta, Ohio, il 5 agosto 1930, l’astronauta americano aveva da poco compiuto 82 anni. Il comandante della missione Apollo 11, secondo quanto reso noto dalla famiglia, è morto per ”complicazioni post operatorie” in seguito ad un intervento di by-pass coronarico a cui si era sottoposto all’inizio del mese.

Lo scorso novembre gli era stata conferita la Congressional Gold Medal la piu’ alta onorificenza civile americana. Quel 20 luglio 1969 descrisse il suo primo passo sulla Luna con la frase, poi diventata storica, “un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”.

 

Il suo nome è legato indissolubilmente al primo sbarco sulla Luna, il 20 luglio del 1969. Armstrong, comandante della missione Apollo 11, apre di fatto una nuova pagina della storia. Quel giorno il mondo intero è col fiato sospeso. Il modulo lunare ‘Eagle’ con a bordo il comandante Neil Armstrong e il pilota Edwin Aldrin si separa dal ‘Columbia’ dove resta il pilota Michael Collins, per scendere sulla superficie del nostro satellite.

Una missione fino a poco tempo prima da pura fantascienza. Sono le 20:17:40 Utc, il comandante Armstrong prende il controllo manuale del modulo e lo adagia sulla superficie della Luna. L’approdo, mai sperato fino a quel momento, è nella parte meridionale del Mare della Tranquillità, circa 20 km a sud-ovest del cratere Sabine D. E’ un approdo scelto dalla Nasa perche’ ritenuto abbastanza piano e liscio in base ai rilevamenti realizzati dai lander Ranger 8 e Surveyor 5, cosi’ come dalle mappe tracciate dal Lunar Orbiter.

Alle 2:56 Utc, mentre in Italia gli orologi segnano le 4,56 minuti e 15 secondi del 21 luglio 1969, sei ore e mezza dopo aver toccato il suolo con la sonda, Neil Armstrong è sull’ultimo gradino della scaletta del Lem ‘Eagle’. Allunga la gamba. Esita un attimo. “Ora scendo” assicura pero’ l’astronauta al centro a terra di Houston. Poi dice la frase che segna la storia del XXesimo Secolo: “Sara’ un piccolo passo per l’uomo ma un gigantesco passo per l’umanita’”. E finalmente poggia il suo piede sinistro sulla polverosa,superficie della Luna. E’ il primo uomo a sbarcare su un corpo celeste fuori dalla Terra. Poco dopo scende anche l’astronauta Aldrin. La prima permanenza sulla Luna dura due ore, quindici minuti e dodici secondi.

Ma che fine ha fatto quel tanto profetizzato aumento sismico del 2012??

Come ormai i nostri lettori sanno, periodicamente ci dedichiamo all’analisi e alla verifica delle temibili profezie che da qualche anno a questa parte ingolfano qualsiasi discussione su forum e blog relativamente a quanto sarebbe dovuto accadere nel corso di questo tanto blaterato 2012.

Uno degli aspetti piu interessanti è rivestito da questa famosa “certezza” che nel corso del 2012 si sarebbe dovuto verificare il tanto conclamato aumento sismico, terremoti su terremoti in ogni angolo di globo, per arrivare al verificarsi della teoria della Dislocazione Terrestre, nord a sud, sud a nord, tutto incasinato nel corso di 12 mesi.

Prima di prendere per “buona” questa premessa, occore però fare un breve richiamo a quanto dicono le blasonate testate “similar-scientifiche” in merito a questa spaventosa evenienza:

Dal sito Profezie2012.myblog.it – Profezia di Padre Pio
“Uragani di fuoco saranno scagliati dalle nuvole, e si estenderanno su
tutta la terra. Temporali, tempeste, tuoni e piogge ininterrotte,
terremoti copriranno la terra durante tre giorni. Seguirà allora una
pioggia di fuoco ininterrotta, per dimostrare che Dio è Signore della
creazione.”

oppure…

Dal sito Macrolibrarsi -Presentazione di un libro sul 2012
Quali sono i possibili scenari fino al 2012:
Un aumento dell’attività sismica e dei terremoti;

oppure..

“…Un terremoto farebbe tremare il globo intero. Aria e acqua si muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani e i mari investirebbero i continenti… La temperatura diverrebbe torrida e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone. Dalle pianure spunterebbero come funghi le montagne”
(http://www.tarocchionline.net/reserved/ere_profezie_maya.htm)

oppure..

Un sismologo molto noto in Romania, GheorgheMarmureanu, non riesce a trovare spiegazione ai 39 forti terremoti che hanno sconvolto il pianeta negli ultimi tempi. “Qualcosa non va, ci sono troppi terremoti”, ha affermato.
Fonte: http://angeliinastronave.blogspot.it/2012/04/troppi-terremoti-sulla-terra-e-il.html

Ok. Siccome presumiamo che la maggior parte delle persone siano ancora vive a questo mondo, vediamo un attimo di fare un focus sulla reale situazione numerico/statistica di cosa ci ha “riservato” quest’anno.
Innanzitutto, e perdonate l’ovvietà, quando si sentono notizie di terremoti si tratta perlopiù di sismi che hanno purtroppo causato vittime. Questo è importante specificarlo in quanto non fornisce direttamente un valore energetico, ma di fatto costituisce quello che di delinea come “informazione di cronaca”. Pertanto, per valutare l’effettivo aumento o meno di sismi, è necessario volgere lo sguardo lontano dalle notizie di cronaca per visualizzare il tutto in uno spettro piu concreto ed in questo ci vengono in aiuto i numeri che gli utenti del forum (in particolare Viking & Nikolaus88 – che ringraziamo) ci stanno fornendo.

Partiamo quindi con la prima tabella:

In questa tabella vediamo il numero di sismi su scala globale, dall’anno 2000 all’anno 2012. In ogni colonna vi è riportato il numero di sismi relativi ad una determinata magnitudo..5, 6, 7, 8, 9

Balza subito all’occhio come l’anno in corso sia alquanto “scarsino” in termini numerici, e potremmo quindi già trarre le prime conclusioni fino al momento attuale:

  • Terremoti di magnitudo tra 5.0 e  5.9 : il 2012 è ai minimi dal 2005
  • Terremoti di magnitudo tra 6.0 e  6.9 :  solo il 2002 e il 2009 ne hanno contati di meno rispetto a tutti gli altri anni
  • Terremoti di magnitudo tra 7.0 e  7.9  : solo il 2007 ne ha contati meno del 2012, rispetto a tutti gli altri anni.

Quindi è evidente come l’anno in corso, nonostante le intrepretazioni fantasiose sulle profezie Maya e alcune spiccate “intuizioni” di sedicenti studiosi (tra i quali mi permetto di inserire anche Khalikov) stiano vedendo sotto i loro occhi un’evidenza colossale: il 2012 non ha visto (fortunatamente) catastrofi annunciate e previste.

Anche analizzando, per puro scopo “statistico” ma soprattutto ludico il mese di luglio, vedremo che siamo praticamente perfettamente centrati con la normalità. Ecco un grafico riepilogativo dei mesi di luglio dei precedenti anni:

Stilando quindi una classifica dei vari “luglio” sparsi negli annali, ecco dove si posiziona il nostro Luglio 2012 (classifica numerica tra i sismi mag.5-5,9 e mag.6

Infine un piccolo sguardo alle energie sprigionate:

quasi a fondo scala…

Dov’è quindi questo terrificante aumento? Dove sono questi tsunami dati dai terremoti terribili? E la Distruzione Totale?

Si ringraziano Nikolaus88 per l’ottimo apporto alla stesura di questo rendiconto.

Articolo Riproducibile

Citando in chiaro la fonte

Pronti allo sbarco di Curiosity?

Mettiamo all’attenzione dei lettori l’ottimo intervento di un utente del nostro forum, che ci aiuta ad entrare nel merito di quanto vedremo nei prossimi giorni: l’atterraggio su marte di Curiosity.

 

Tra pochi giorni ci sarà l’evento dell’anno, aspettato con trepidazione da molti appassionati di esplorazione spaziale: l’arrivo su Marte del Mars Science Laboratory, ribattezzato più amichevolmente “Curiosity”. data prevista per lo sbarco il prossimo 6 Agosto

Da un po di tempo la Nasa, ci permette grazie a un programma, di sapere in tempo reale dove si trova Curiosity, con la possibilità di vederlo in due schermate , una riproducendo l’immagine dell’ orbita di Curiosity in confronto alle orbite e posizioni dei pianeti del sistema solare , l’altra partendo dal punto di vista della sonda stessa, nel sistema solare

Cliccando su questo link si può scaricare direttamente la funzione http://solarsystem.nasa.gov/eyes/player/?document=http://solarsystem.nasa.gov/eyes/content/documents/msl/msl.xml

E qui si può accedere direttamente alle info dei dati, senza scaricare il programma , ma accedendo direttamente dal sito nasa (consigliato)  http://www.nasa.gov/mission_pages/msl/news/WhereIsCuriosity.html

Grandi aspettative, ma anche nuove applicazioni, Ingegneristiche, Strumentali, e di Tecniche Aerospaziali , sono il frutto di questo nuovo progetto, e di questa nuova missione, che e’ ormai giunta alla terza generazione di Rover inviati sul pianeta Marte ….


(L’evoluzione della specie.)

Prima di vedere un po nel dettaglio cosa sia Curiosity , ripercorriamo un po la storia delle Missioni spaziali inviate sul Pianeta Rosso, che sono costellate da enormi insuccessi , tanto da affibbiare al pianeta rosso l’appellativo di Maledetto ….  :omioddio

Sono un certo numero, si parte dal lontanissimo 1960 con la Marsnik 1 (USSR) fino ad arrivare al lancio di Curiosity (USA) dello scorso 26 Novembre 2011.

Ve le propongo una dopo l’altra, con una brevissima nota descrittiva.

Iniziamo dalla prima, tornando indietro nel tempo fino all’Ottobre 1960.

Marsnik 1: USSR, lancio il 10/10/1960, Mars flyby, mancato raggiungimento dell’orbita Terrestre

Marsnik 2: USSR, lancio il 14/10/1960, Mars flyby, mancato raggiungimento dell’orbita Terrestre

Sputnik 22: USSR, lancio il 24/10/1962, Mars flyby, raggiunta solamente l’orbita Terrestre

Mars 1: USSR, lancio il 1/11/1962, Mars flyby, la radio si è guastata a 106 milioni di Km dalla Terra

Sputnik 24: USSR, lancio il 4/11/1962, Mars flyby, raggiunta solamente l’orbita Terrestre

Mariner 3: USA, lancio il 5/11/1964, Mars flyby, mancata espulsione della copertura

Mariner 4: USA, lancio il 28/11/1964, primo Mars flyby compito con successo il 14/7/65. Ricevute 21 foto

Zond 2: USSR, lancio il 30/11/1964, Mars flyby, superato Marte ma un fallimento della radio non ha consentito di ricevere alcun dato

Mariner 6: USA, lancio il 24/2/1969, Mars flyby 31/7/69, Ricevute 75 foto

Mariner 7: USA, lancio il 27/3/1969, Mars flyby 5/8/69, Ricevute 126 foto

Mars 1969A: USSR, lancio il 27/3/1969, Mars orbiter, mancato raggiungimento dell’orbita Terrestre

Mars 1969B: USSR, lancio il 2/4/1969, Mars orbiter, lancio fallito

Mariner 8: USA, lancio il 8/5/1971, Mars orbiter, lancio fallito

Kosmos 419: USSR, lancio il 10/5/1971, Mars lander, raggiunta solamente l’orbita Terrestre

Mars 2: USSR, lancio il 19/19/1971, Mars orbiter/lander, arrivato il 27/11/71 ma nessun dato utile ricevuto, il lander è bruciato per un ingresso in atmosfera troppo ripido

Mars 3: USSR, lancio il 28/5/1971, Mars orbiter/lander, arrivato il 3/12/71, il lander ha operato sulla superficie per 20 secondi prima di guastarsi

Mariner 9: USA, lancio il 30/5/1971, Mars orbiter, ha operato in orbita dal 13/11/71 al 27/10/72, inviando 7329 foto

Mars 4: USSR, lancio il 21/7/1973, Mars orbiter, mancata immissione in orbita il 10/2/74, ha superato il Pianeta

Mars 5: USSR, lancio il 25/7/1973, Mars orbiter, arrivato il 12/2/74, ha operato solo per alcuni giorni

Mars 6: USSR, lancio il 5/8/1973, Mars flyby module and lander, arrivato il 12/3/74, il lander si è guastato a causa di un atterraggio troppo violento

Mars 7: USSR, lancio il 9/8/1973, Mars flyby module and lander, arrivato il 9/3/74, il lander ha mancato il Pianeta

Viking 1: USA, lancio il 20/8/1975, Mars orbiter/lander, in orbita dal 19/6/76 al 1980, il lander dal 20/7/76 al 1982

Viking 2: USA, lancio il 9/9/1975, Mars orbiter/lander, in orbita dal 7/8/76 al 1987, lander dal 3/9/76 al 1980; insieme I due orbiter e lander Viking hanno inviato a Terra più di 50000 foto

Phobos 1: USSR, lancio il 7/7/1988, Mars orbiter and Phobos lander, andato perduto nell’Agosto 1988 durante il viaggio verso Marte

Phobos 2: USSR, lancio il 12/7/1988, Mars orbiter and Phobos lander, andato perduto nel Marzo 1989 vicino Phobos

Mars Observer: USA, lancio il 25/9/1992, Mars orbiter, andato perduto appena prima dell’arrivo su Marte nel 21/8/1993

Mars Global Surveyor: USA, lancio il 7/11/96, Mars orbiter, arrivato il 12/9/1997, mappatura HD fino al Gennaio 2000, terza estensione di missione completata nel Settembre 2006, ultima comunicazione il 2/11/2006

Mars 96: Russia, lancio il 16/1/1996, orbiter/2 lander/2 penetratori, fallimento al veicolo di lancio

Mars Pathfinder: USA, lancio il 4/12/1996, Mars lander/rover, atterrato il 4/7/97, completata la prima missione ed iniziata la missione estesa 3/8/97. Ultima comunicazione 27/9/97

Nozomi: Giappone, lancio il 7/4/1998, Mars orbiter, fallito l’ingresso in orbita nel Dicembre 2003

Mars Climate Orbiter: USA, lancio il 11/12/1998, andato perduto all’arrivo il 23/9/99

Mars Polar Lander/Deep Space 2: USA, lancio il 3/1/1999,lander/2 penetratori, andato perduto all’arrivo il 3/12/99

Mars Odyssey: USA, lancio il 7/3/2001, Mars orbiter, arrivato il 24/10/01, completata la prima missione il 25/8/2004, attualmente è in corso la missione estesa per attività scientifiche e relay dati

Mars Express/Beagle 2: ESA, lancio il 2/6/2003,Mars orbiter/lander, l’orbiter ha completato la prima missione nel Novembre 2005, è attualmente in corso la missione estesa; il lander è andato perso all’arrivo il 25/12/2003

Mars Exploration Rover Spirit: USA, lancio il 10/6/2003, Mars rover, atterrato il 4/1/2004 all’interno del cratere Gusev, completate la missione principale e svariate estensioni, ultima comunicazione il 22/3/2010

Mars Exploration Rover Opportunity: USA, lancio il 7/7/2003, Mars rover, atterrato il 25/1/2004 nella regione Meridiani Planum, completate la missione principale e svariate estensioni, attualmente operativo per una nuova missione estesa

Mars Reconnaissance Orbiter: USA, lancio il 12/8/2005, Mars orbiter, arrivato il 12/3/06, completata la missione primaria il 26/9/2010, attualmente in missione estesa per attività scientifiche e relay dati

Phoenix Mars Lander: USA, lancio il 4/8/2007, Mars lander, atterrato il 25/5/2008, completata la missione primaria ed iniziata la missione estesa il 26/8/2008, ultima comunicazione il 2/11/2008

Phobos-Grunt: Russia, lancio il 8/11/2011, Phobos lander e sample return, raggiunta solamente l’orbita Terrestre

Mars Science Laboratory Curiosity: USA, lancio il 26/11/2011, rover, in arrivo sul cratere Gale il 6 Agosto 2012.

Per quanto riguarda le differenze con i suoi predecessori, direi di incominciare ad analizzare , il nuovo sistema di discesa , definito SOFT  , che se certificato, con il successo della missione , sarà il precursore di un sistema che permetterà un giorno lo sbarco Umano

I problemi da risolvere consistevano, nel far atterrare un carico definito pesante sulla superficie Marziana , in quanto il nuovo Rover, batte tutti i record di peso mai inviati sul Pianeta Rosso , per dare un idea precisa di quello che si tenterà per la prima volta di fare, come nel video proposto a inizio articolo rilasciato dalla Nasa, che spiega nei particolari il tutto , denominato Curiosity’s Seven Minutes of Terror

A livello costruttivo ,Curiosity presenta delle ruote molto più grandi e un nuovo sistema di movimentazione delle stesse , che permette maggiore precisione , ma soprattutto la possibilità di oltrepassare vincoli maggiori,  ma la differenza sostanziale sta nel cuore del sistema di alimentazione , con questa nuova unità vengono abbandonati definitivamente i pannelli Solari , e l’alimentazione viene affidata esclusivamente a una super  batteria ‘nucleare’ o meglio un RTG (Radioisotope Thermoelectric Generator).
contenente circa 5 kg di diossido di plutonio 238, Il Pu-238 ….

La strumentazione di Curiosity e’ tutta di nuova generazione e comprende un set di strumenti :  fotocamere, spettrometri , rivelatori di radiazioni, sensori ambientali ed atmosferici …

FOTOCAMERE

MASTCAM

Le 2 “Mast Camera” o “Mastcam” di Mars Science Laboratory riprenderanno il terreno marziano con scatti a colori, ad alta e bassa risoluzione, e video (10 fps) ad alta definizione. Sono dotate di filtri monocromatici multipli intercambiabili (con un meccanismo a rotazione), adatti ad analizzare l’assorbimento della luce nelle diverse porzioni dello spettro elettromagnetico, nonché di una memoria abbastanza capiente da immagazzinare migliaia di immagini.

MAHLI

MAHLI (acronimo di MARS HAND LENS IMAGER) è un microscopio che fornirà agli scienziati una vista ingrandita di minerali, conformazione e strutture delle rocce marziane, e dello strato superficiale di polvere e detriti rocciosi. L’autofocus, di circa 4 centimetri di larghezza (1,5 pollici), consentirà alla fotocamera integrata di scattare immagini a colori di particolari fino a 12,5 micrometri, cioé più piccoli del diametro di un capello umano.

MAHLI é equipaggiata con una fonte di luce bianca, simile a quella di una torcia elettrica, e con una fonte di luce ultravioletta, simile a quelle delle lampade abbronzanti, per consentire la ripresa delle immagini sia di giorno che di notte. In particolare, la luce ultravioletta sarà utilizzata per indurre fluorescenza che permetterà di rilevare carbonato ed evaporiti, entrambi i quali confermerebbero il ruolo determinante dell’acqua nel plasmare il paesaggio su Marte. Obiettivo principale di MAHLI sarà quello di aiutare il team scientifico a comprendere la storia geologica del sito di atterraggio di MSL su Marte, e sarà fondamentale per selezionare i campioni da impiegare in ulteriori indagini.

MARDI

MARDI è una speciale fotocamera, puntata verso il basso, che sarà attivata durante le fasi finali della discesa di Curiosity verso il pianeta rosso. Il suo compito è stabilire la posizione di detriti, massi e altre caratteristiche del terreno, e questi dati saranno di vitale importanza per la pianificazione del percorso di esplorazione dopo che il Mars Science Laboratory sarà atterrato. MARDI entrerà in azione non appena verrà espulso lo scudo termico.

SPETTROMETRI

APXS

L’Alpha Particle X-Ray Spectrometer misurerà l’abbondanza degli elementi chimici nelle rocce e nei terreni. Finanziato dall’Agenzia Spaziale Canadese, APXS sarà messo a contatto con campioni di roccia e di terreno marziani, che verranno esposti a un flusso di particelle alfa e raggi X ottenuti dal decadimento del Curio contenuto nel cuore di questo strumento.

I raggi X sono un tipo di radiazione elettromagnetica, come la luce e microonde. Le particelle alfa sono nuclei di elio, composte da 2 protoni e 2 neutroni. Quando i raggi X e particelle alfa interagiscono con gli atomi del materiale di superficie, spingono gli elettroni fuori dalle loro orbite, producendo un rilascio di energia sotto forma di emissione di raggi X che possono essere misurati con rivelatori. Le energie di questi raggi X consentiranno agli scienziati l’identificazione degli elementi costituenti le rocce.

La “testa” del sensore APXS conterrà un rivelatore altamente sensibile di raggi X. Quanto più lo strumento sarà tenuto in posizione sulla superficie di un campione di roccia o di terreno, tanto più chiaramente si potranno determinare gli elementi chimici che costituiscono il campione stesso. La scansione “completa”, che rivelerà tutti i componenti dei campioni, richiederà due o tre ore, ma APXS  può effettuare anche un’esame “rapido”, della durata di una decina di minuti, tramite il quale sarà possibile rilevare i costituenti principali.

L’ APXS è progettato per lavorare in concerto con gli altri sul braccio robotico e nel corpo del Mars Science Laboratory, tra i quali anche lo strumento Chemin e il Dust Removal Tool (pennello/spazzola).

Analizzando la composizione elementare delle rocce e dei terreni, gli scienziati cercheranno di capire come le roccie si sono formate e se sono state ulteriormente modificate da vento, acqua o ghiaccio.

Le versioni precedenti dello strumento APXS, imbarcate sui Mars Exploration Rovers (Spirit e Opportunity) hanno già fornito le prove che l’acqua ha svolto un ruolo importante nel passato geologico di Marte. Due precedenti missioni su Marte montavano a bordo le versioni precedenti di Alpha Particle X-Ray Spectrometer. Il primo è stato l’ Alpha Proton X-Ray Spectrometer , lanciato per la missione Mars Pathfinder nel 1996; il secondo é stato APXS , a bordo di entrambi i Mars Exploration Rovers che sono arrivati sul pianeta rosso nel mese di gennaio 2004.

CHEMCAM

CHEMCAM (Chemistry and Camera) è uno strumento scientifico composto da un laser, un telescopio ed un analizzatore di spettro in grado di studiare le rocce che si trovano ad altezze superiori a 9 metri,  fuori dalla portata degli altri strumenti di Curiosity.
CHEMCAM produrrà un raggio laser in grado di vaporizzare le rocce anche di 1mm di area e di analizzare la composizione chimica dei frammenti liberati sotto forma di plasma.
Da 7 metri di distanza, ChemCam sarà in grado di:

identificare rapidamente il tipo di roccia (ad esempio, se è vulcanica o sedimentaria);
determinare la composizione dei suoli e dei ciottoli;
misurare l’abbondanza di tutti gli elementi chimici;
riconoscere ghiaccio e minerali con molecole di acqua nelle loro strutture cristalline;
misurare la profondità d’azione degli agenti atmosferici sulle rocce, e fornire l’assistenza visiva durante la perforazione delle stesse.

Il  CHEMCAM è montato sul “palo” principale del robot, e può essere inclinato o ruotato come necessario per ottenere una visione ottimale della roccia.

La luce generata dal plasma verrà raccolta dal telescopio e sarà trasmessa lungo un collegamento in fibra ottica fino all’interno del rover, dove sarà divisa nelle sue lunghezze d’onda costituenti e inviata a tre spettrografi che condurranno un’accurata analisi chimica.

CHEMIN

CHEMIN (Chemistry & Mineralogy) è un apparato delle dimensioni di un computer portatile dedicato all’individuazione e alla misura delle abbondanze dei minerali su Marte. Una ruota rotante al centro del corpo rettangolare dello strumento porterà roccia e campioni di suolo al suo interno, dove avverrà un’analisi chimica.
I minerali sono indicativi delle condizioni ambientali che esistevano quando le roccie si sono formate. Ad esempio, olivina e pirosseno, due minerali primari del basalto, si formano quando la lava si solidifica. La Jarosite, che si trova nelle rocce sedimentarie analizzate dal rover Opportunity della NASA su Marte, é un precipitato che si forma in presenza di acqua. CHEMIN saprà distinguere tra gesso, che contiene calcio, zolfo, e acqua, dall’anidrite che è un minerale di calcio e zolfo ma senza acqua nella sua struttura cristallina.

Per preparare i campioni di roccia per l’analisi, il rover perforerà le rocce e raccoglierà la polvere risultante, che verrà setacciata e consegnata a un porta-campioni.  CHEMIN colpirà le polveri raccolte con un fascio di raggi X sottile come un capello umano. Quando il fascio di raggi X interagirà con il campione, alcuni dei raggi X saranno assorbiti dagli atomi del campione, che “brilleranno” con una fluorescenza tipica delle loro caratteristiche fisiche.

Inoltre, tramite la tecnica della diffrazione di raggi X, alcuni raggi rimbalzeranno sulle strutture cristalline con un angolo distintivo della struttura cristallina stessa contenuta nel campione. Ad esempio, se il salgemma (comune sale da tavola, o NaCl), venisse stato collocato in CHEMIN, lo strumento produrrebbe un pattern di diffrazione che identifica univocamente tale molecola.

SAM

SAM (Sample Analisys at Mars) è un massiccio strumento scientifico che occupa metà del payload scientifico del rover. E’ composto da un gascromatografo, uno spettrometro di massa e uno spettrometro laser, tutti strumenti che si trovano abitualmente in un laboratorio di biologia e che infatti analizzeranno automaticamente i campioni di suolo marziano che il rover estrarrà dal terreno alla ricerca di elementi e molecole tipicamente associate alla presenza di organismi viventi (idealmente simili a quelli terrestri). SAM è in grado di “fiutare” infatti varie molecole dove sono presenti carbonio (ad es. il metano), idrogeno, ossigeno e azoto.

RIVELATORI DI RADIAZIONE

RAD

RAD (Radiation Assessment Detector), uno strumento che ha all’incirca le dimensioni di un tostapane, è un rivelatore di radiazioni che guarderà verso il cielo, costituito da rivelatori al silicio e di un cristallo di ioduro di cesio per misurare i raggi cosmici galattici e le particelle solari che passano attraverso l’atmosfera marziana.

RAD non si limiterà a raccogliere dati sulle radiazioni provenienti dallo spazio, ma anche la radiazione secondaria prodotta dall’interazione dei raggi cosmici con l’atmosfera marziana, con le rocce superficiali ed il terreno. In questo modo si potranno valutare i rischi connessi alla futura esplorazione o colonizzazione umana del pianeta, nonché la possibilità di uno sviluppo microbico locale.

Una pila di sottili rivelatori al silicio e un piccolo blocco di cesio ioduro permetteranno di misurare le particelle cariche ad alta energia provenienti attraverso l’atmosfera marziana. Le particelle che passeranno attraverso i rivelatori perdono energia producendo impulsi di elettroni o luce. Un processore di segnale analizzerà tali impulsi per identificare e misurare l’energia di ciascuna particella.

Oltre ai neutroni che identificano raggi gamma, protoni e particelle alfa (composte da 2 protoni e 2 neutroni, identici a nuclei di elio), RAD identificherà ioni pesanti fino al ferro nella tavola periodica. Il RAD sarà leggero e ad alta efficienza energetica in modo da utilizzare al minimo le risorse energetiche del rover.

DAN

DAN (Dynamic Albedo of Neutrons) è uno strumento in grado di rilevare l’abbondanza e la profondità nel terreno di composti contenenti H e OH (idrogeno e ossigeno-idrogeno), attraverso l’uso fasci di neutroni che vengono “sparati” nel sottosuolo marziano. Lo studio dei tempi di “ritorno” di tali fasci consentiranno di accertare quantitativamente e qualitativamente l’eventuale presenza di acqua e idrogeno.

SENSORI AMBIENTALI/ATMOSFERICI

REMS


REMS (Rover Environmental Monitoring Station) è la stazione di monitoraggio ambientale del rover Curiosity, e servirà a rilevare la pressione atmosferica, lìumidità, le correnti d’aria, e la radiazione ultravioletta provenienti dal Sole.
Due bracci di piccole dimensioni montati sul palo di sostegno per le telecamere del rover registreranno le componenti orizzontali e verticali della velocità del vento che caratterizzano il flusso d’aria in prossimità della superficie marziana. spesso spazzata da brezze, mulinelli di polvere e tempeste di sabbia. Un altro sensore sarà esposto all’atmosfera attraverso una piccola apertura, e servirà a misurare le variazioni di pressione causate da diversi eventi meteorologici quali vortici di polvere, le “maree” atmosferiche e l’arrivo di  fronti freddi o caldi. Un filtro farà da scudo contro la contaminazione del sensore dalla polvere.
Ancora, una serie di sensori infrarossi su uno dei bracci (boom 1) misureranno l’intensità della radiazione infrarossa emessa dal suolo, ossia la temperatura del terreno, mentre sul secondo braccio (boom 2) un secondo gruppo di strumenti si occuperà dell’umidità atmosferica. Su entrambi i bracci sono presenti sensori termometrici.

MEDLI
MEDLI (MSL Entry, Descent and Landing Instrumentation)  è composto di due famiglie di sensori installati in 14 postazioni sul lato interno dello scudo termico. Il loro compito è di rilevare, in fase di atterraggio, le temperature e pressioni sviluppate durante la rischiosa manovra. I dati raccolti saranno estremamente utili per le future missioni su Marte, perché consentiranno di progettare scudi termici sempre più prestazionali e sempre meno pesanti.

I due tipi di strumenti sono MISP e MEADS

MISP (Medli Spine sensore integrato)

Durante l’ingresso del modulo di discesa di MSL nell’atmosfera marziana, MISP misurerà la temperatura del materiale dello scudo termico in tutto il suo spessore. I livelli di riscaldamento previsti sono circa tre volte superiori a quelli rilevati sullo scudo dello Space Shuttle, quando questo entra nell’atmosfera terrestre.
Il calore è così alto che il sistema di protezione termica della navicella (TPS) è stato progettato per bruciare (in modo controllato, s’intende) durante la discesa. MISP misurerà la velocità di tale combustione, anche noto come “recessione”. Quando gli ingegneri hanno progettato lo scudo termico, hanno calcolato un preciso tasso di riscaldamento in funzione del tempo di discesa. Tali previsioni saranno confrontate con i dati effettivi raccolti da MISP, aiutando a comprendere quanto materiale ablativo sarà effettivamente necessario per proteggere le future missioni su Marte.

MEADS (Entry Mars Atmospheric Data System)

MEADS misurerà la pressione esercitata sullo scudo termico durante l’entrata e la discesa di Curiosity nell’atmosfera di Marte. I sensori di MEADS sono collocati in sette precise posizioni sullo scudo, con una forma che ricorda una croce. Questo schema di posizionamento consentirà ai tecnici di determinare l’orientamento della sonda (la sua posizione e le oscillazioni della medesima) in funzione del tempo. Gli ingegneri utilizzeranno queste informazioni per confrontare i loro modelli predittivi con la traiettoria reale.

Incrociando le dita, e augurando la massima fortuna possibile e inimmaginabile, per la buona riuscita della missione, speriamo che Curiosity riesca a portare nuovi tasselli, per una maggiore comprensione del Cosmo infinito , e chissà, magari trovare tracce di vita EXTRATERRESTRE presente o passata ….   oooh In bocca al lupo  Curiosity

Fonte dati primari e foto : http://www.nasa.gov/    http://www.astronautinews.it/   http://newsspazio.blogspot.it/