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Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – I Punti Salienti: I Tunnel di Ravne – Parte I

1. Introduzione – LINK

1.1 Lettera aperta al direttore del SBRG – LINK

2. I Protagonisti: la Fondazione – LINK

2.1. I Protagonisti: Semir Osmanagic: l’Indiana Jones bosniaco – LINK

2.2  I Protagonisti: Il gruppo SBRG – LINK

2.3  I Protagonisti: Paolo Debertolis – LINK

3.1  I Punti Salienti: Le Piramidi – LINK

3.2  I Punti Salienti: La Voce delle  Piramidi – LINK

3.3 I Punti Salienti: Il Caso “Mike Tate” – LINK

 

I Punti Salienti: I Tunnel di Ravne – Parte I

In attesa di poter rileggere in forma cartacea il libro che Paolo Debertolis ha scritto sulla sua esperienza con le piramidi bosniache, riprendiamo la nostra inchiesta dal punto in cui si era interrotta.

Parleremo infatti dei Tunnel di Ravne, delle misteriose strutture scavate su una collina nei pressi di Visoko, che si dice siano state costruite usando un portentoso materiale artificiale, migliore del calcestruzzo, e al cui interno pare che sia possibile trovare strani megaliti, antiche tombe semoventi,  spiritelli antichissimi, incredibili suoni e misteriose lampade.

I tunnel di Ravne sono una serie di cunicoli scavati nella roccia all’interno di una collina nei pressi di Visoko. Si tratta di una rete estesa alcuni chilometri, con parecchie ramificazioni.  A detta di Osmanagich e di altri pseudo scienziati coinvolti nei lavori, questi tunnel dovrebbero consentire l’accesso a tutte le piramidi del complesso della valle di Visoko, oltre ad essere una struttura a se stante, dotata di particolari caratteristiche costruttive e mistiche.

Mappa dei Runnel di Ravne. Fonte: Piramidasunca.ba

Mappa dei Runnel di Ravne. Fonte: Piramidasunca.ba

Una nota costante in tutto il complesso è la presenza di acqua. Alcuni tunnel ne sono quasi sommersi, in altri è possibile farla affiorare scavando solo pochi centimetri nel pavimento.

A tal proposito, i lavori di scavo della Fondazione all’interno dei tunnel, hanno portato alla rimozione di alcune condotte interrate, probabilmente in amianto, che erano state costruite in epoca recente dai minatori che hanno lavorato nel “labirinto”. Questa frettolosa rimozione, ha reso molto complicato il drenaggio dell’acqua all’esterno dei tunnel, causando non pochi problemi ai lavori di scavo, come vedremo in seguito.

I tubi rimossi dai tunnel di Ravne. Foto R. Hoyle

I tubi rimossi dai tunnel di Ravne. Foto R. Hoyle

Un aspetto molto importante della questione, riguarda due temi tra loro intrecciati: il modo di condurre i lavori e la sicurezza degli operai.

Buona parte dei tunnel sono infatti stati oggetti di attività di scavo, portate avanti principalmente dalla fondazione Piramidi Bosniache. Ma perché questi scavi? I tunnel non erano semplicemente da esplorare? Pare di no, poiché alcuni tratti erano chiusi da diaframmi di terra o pietra, altri sono stati allargati e altri ancora praticamente riscavati ex novo. Ricercando sul web notizie di questi scavi e del modo in cui sono stati condotti,  ci siamo imbattuti in moltissime segnalazioni riguardo al fatto che la Fondazione Piramidi Bosniache, abbia condotto gli scavi in modo poco scientifico e disordinato, dimostrando ancora una volta un’attenzione rivolta principalmente allo sfruttamento turistico e mediatico della struttura, piuttosto che al lato serio e rigoroso.

Per un certo periodo, al gruppo SBRG è stato permesso di svolgere delle ricerche al’interno dei tunnel di Ravne, con ampia libertà di manovra e alcuni dei commenti dei membri di questo gruppo sono rivelatori in tal senso, nonostante alcuni di loro non abbiano le competenze specifiche per giudicare questo tipo di lavoro.

Paolo Debrtolis 01/09/2010

Nel tunnel di Ravne dove operano primariamente per favorire l’accesso ai turisti, le scelte fatte dalla Fondazione appaiono, invece, sragionate.

 

Paolo Debrtolis 03/10/2010

Hai perfettamente ragione su tutto andyvent, ma visto che conosci la situazione devi ammettere che la scelta di alzare il soffitto dei tunnel per scavalcare il lago per favorire l’accesso significa alterare la dinamica di circolazione d’aria di quel elaborato sistema di condizionamento. Come, per altro, non aver rimosso quel muro di pietre a secco, sempre per motivi turistici, che dava la possibilità di aggirare il lago, è stata una scelta sbagliata.

 

Paolo Debrtolis 25/02/2011 (a proposito di un crollo avvenuto nei tunnel)

Il crollo è dovuto al fatto che avevano aperto la normale morfologia del tunnel all’inizio della nuova sezione per piazzarci, credo, dei puntelli di sicurezza (la forma della galleria è ad ogiva e non lo permette) e avere più spazio per muovere la pompa, ma hanno tolto troppo conglomerato e gli è venuto giù un bel po’ di roba (un tipico esempio di archeologia distruttiva). Purtroppo ogni tanto gli operai fanno le cose di testa loro e non dicono nulla a nessuno per farti trovare di fronte al fatto compiuto, un po’ come quando fanno dei lavori di ristrutturazione a casa tua e non ti dicono niente. Poi allagano la casa del vicino. Lì non è diverso.

 

Le stesse impressioni e gli stessi pareri ci sono giunti da molte altre fonti, tra cui alcuni stessi volontari e da altri professionisti che hanno lavorato in loco.

Una delle principali critiche ricorrenti, riguarda il fatto che molti tunnel sono stati allargati, distruggendo quella che poteva essere la struttura originaria, o modificati dalle attività di scavo. Pare che addirittura, per la fretta, si stiano scavando dei condotti nella roccia solida, abbandonando ogni velleità di riportare alle luce la struttura originaria. A parziale discolpa, Riccardo Brett, archeologo della Fondazione, ci ha riferito che sarebbero stati obbligati a rimodellare i tunnel a causa di un decreto del Ministero federale per le Miniere. Fatto ben strano, considerando che la Fondazione afferma che i tunnel di Ravne siano i resti di un’antica civiltà per cui ci si aspetterebbe che venissero trattati come sito archeologico, non come miniere.

Una foto dell'interno dei tunnel di Ravne. Fonte: piramidi.altervista.org

Una foto dell’interno dei tunnel di Ravne. Fonte: piramidi.altervista.org

Dal punto di vista della sicurezza, bisogna innanzitutto dire che gli scavi vengono portati avanti da alcuni operai al soldo della fondazione, ma anche da numerosi volontari, ai quali non è richiesta alcuna  preparazione specifica e che lavorano quindi a loro rischio e pericolo.

L’istruzione che i volontari ricevono ci è stata sintetizzata da Riccardo Brett con queste parole:

Primo tour esplorativo, non solo come turisti ma con i dettagli generali del sito per il lavoro e si, diciamo un breve “corso propedeutico” che si sviluppa con l’andare dei giorni di lavoro e le riunioni.

Preparazione ogni sera di raccolta dati e organizzazione per il giorno seguente delle squadre e dei compiti.

Briefing la mattina con i capo squadra e briefing dei capo squadra prima di iniziare a lavorare con l’archeologo presente per controllare che tutti i dettagli siano stati compresi.

La prima mattina vengono dati i parametri per lavorare in un modo il più sicuro possibile, assieme alle procedure di emergenza e le regole: queste vengono spesso rimarcate per essere sicuri che vengano rispettate da parte dei volontari. I capi squadra seguono per tutta la durata del giorno di lavoro quello che fanno i volontari… visita a metà o a fine giornata dell’archeologo per controllare l’andazzo, per dare una mano o per vedere i risultati ottenuti alla fine della giornata.

Qui un video che mostra le condizioni e le tecniche di scavo dei volontari all’interno dei Tunnel di Ravne: http://www.youtube.com/watch?v=oR78vYyz1lQ

Numerosi pare che siano stati i crolli, a volte anche con feriti, che avvenuti nei tunnel e parecchi anche gli incidenti, causati da un misto di impreparazione del personale, condizioni di lavoro approssimative e uso di materiali scadenti o inadeguati alle condizioni ambientali.

Chi ha visitato i tunnel, ci ha riferito che è possibile vedere travi marcite, storte o mal puntellate, soffitti instabili e che il rischio di crolli è molto elevato. Nonostante questo però, la Fondazione continua a reclutare volontari che vengono portati a lavorare in un ambiente che non può certo definirsi sicuro.

A conferma di tutto questo, riportiamo ancora una volta le parole di Riccardo Brett:

I tunnel in se e per se sono sicuri. La struttura originale è solida, ha resistito per anni in una zona che, come giustamente è stato puntualizzato, è a rischio sismico. Fatto sta che solo due zone, ad esempio, nella sezione scoperta giugno 2012 sono crollate e di poco, mentre tutti le altre aree erano sgombre. Cosa ci dice questo? Che se ci sono crolli è perchè ci si sta mettendo le mani ora. Cerco di spiegarvi in modo pratico il problema. Il tunnel ha una sua forma originale scavata per essere autoportante, nel momento in cui si allarga il soffitto (per seguire le direttive del Ministero Federale delle Miniere e per facilitare i lavori e le visite dei turisti) quello che accade è l’inevitabile. Si alza il soffitto superando, per ovvie ragioni, zone dove ci sono strati di sabbia e, tornati allo strato di conglomerato, non sempre questo si presenta “umido” o solido a sufficienza per essere stabile. Di conseguenza, quando poi si va a mettere su le famose impalcature di legno le quali, lasciando perdere vernici impermeabili ecc, marciscono oggi giorno ad una velocità ancora più sostenuta rispetto a due anni fa a causa della sezione dei tunnel con acqua, queste, sopra alle travi di legno, accumulano il lento sbriciolarsi del materiale del soffitto. Piano piano il peso diventa troppo è, indovina un po’? Crolla.

Segnaliamo infine che Paolo Debertolis, da quando è stato estromesso dai lavori nei Tunnel di Ravne, ha più volte pubblicamente preso le distanze dalla fondazione, e in questi giorni ha dichiarato che ne sta prendendo le distanze poich ritiene che la Fondazione abbia intenzione di sfruttare i Tunnel in modo intensivo, dal punto di vista commerciale. Controllando le date di alcune sue citazione che abbiamo riportato poco più su, chiunque si renderà conto che il Dr. Debertolis ha avuto questa impressione fin da subito, e ha sfruttato gli errori della Fondazione per apparire migliore e più competente di fronte ai suoi seguaci, ma le distanze le ha prese solo dopo essere stato cacciato dalla Fondazione.

 

Calcestruzzo & Megaliti

La versione della Fondazione, come abbiamo brevemente accennato prima, ci narra di una fitta rete di tunnel, un labirinto, realizzato da una civiltà antichissima nel 12000 a.C., all’interno di una collina la cui formazione risale al 32000 a. C. e chiusi da qualcuno circa 4600 anni fa. Ecco una serie di affermazioni fatte a tal proposito da alcuni dei curiosi personaggi che si aggirano da quelle parti.

Paolo Debrtolis 04/10/2010

Il mio collega croato ha trovato delle impronte di piedi grandissimi (il merito è tutto suo!), forse di persone alte più di due metri che indossavano una specie di infradito.
Inoltre, la mia impressione è che le strutture siano veramente antichissime, molto più di quanto si pensi, e i test al C14 che hanno detto 30.000 anni non siano sbagliati. Ma credo che tutto, in qualche modo, sia poi finito sotto acqua per un certo periodo. Perché non so dirlo.

 

Paolo Debrtolis 11/02/2011(post rimosso recentemente)

Per ora posso anticiparti che dai suoi studi (della prof. Krasovec Lucas ndr) sembra che la struttura di Ravne è stata costruita sopra un leggero altipiano e poi ricoperta con terra.[…]pertanto sembra che la struttura di Ravne sia costituita da calcestruzzo antico in forma di alveare posto sul piano.

 

Nenad Djurdjevic 15/02/2011

Rivelare la composizione chimica del calcestruzzo ad alta resistenza delle piramidi bosniache sarebbe come rivelare la formula della Coca-Cola. Non credo che Osmanagic, un bisnismen esperto, sia così ingenuo e stupido da farlo. Immagina un pò il valore di questa formula nell’ambito dell’edilizia.

 

Articolo SBRG Novembre 2010(parte recentemente modificata)

 “Il quadro che emerge a questo punto è di una portata spaventosa: i costruttori dei tunnel di Ravne non hanno perforato la montagna con dei tunnel ricoprendo poi le pareti con del calcestruzzo compattato a caldo per contenere la terra e la roccia del soffitto, ma hanno costruito di sana pianta la struttura in calcestruzzo e poi l’hanno ricoperta con della terra!”

Modificata in:

“Il quadro che emerge a questo punto è di notevole portata: i costruttori dei tunnel di Ravne hanno perforato la montagna con dei tunnel seguendo una logica che tiene conto dei flussi d’aria presente in essi.”

(Notare la sicurezza con cui viene affermato tutto e il contrario di tutto, pur partendo dalle stesse premesse ndr)

 

Paolo Debrtolis 21/03/2011

C’è un muretto a secco sopra al quale è stata effettuata la colatura di conglomerato.

Ovviamente il muretto, di fattezza e materiali analoghi ai precedenti, non può essere stato infilato sotto alla colatura del conglomerato, ma risale ad un’epoca precedente all’indurimento del conglomerato.

 

E si potrebbe continuare a lungo con esempi di questo tipo.

In realtà, chi si è occupato della questione in modo serio e rigoroso, ha concluso l’intera rete dei tunnel di Ravne, altro non è che una serie di cunicoli scavati in un deposito alluvionale assolutamente naturale. I tunnel pare che siano stati ripresi più volte dalle civiltà che si sono succedute nell’area, dai romani ai minatori ottocenteschi.

A tal proposito, rimandiamo ad una trattazione completa e dettagliata qui.

Riguardo la datazione, basta citare una sola prova: le stalattiti e le stalagmiti trovate nei tunnel, anche nelle sezioni più “antiche” non raggiungono i 5-7cm. Mediamente, il rateo di accrescimento di queste formazioni si aggira tra i 0.1 e 1mm annuo, il che significa che al massimo, certe sezioni sono vecchie di 700anni, quindi di epoca medievale.

Pare che, addirittura, in un settore dei tunnel aperto di recente, sia stata ritrovata una lampada da minatore settecentesca, segno che non solo i tunnel erano conosciuti in epoca molto recente, ma che la chiusura di alcuni tratti non risale ad ere prediluviane, ma a pochi decenni fa. Il dr Brett, interpellato sulla vicenda, ci ha detto che la lampada potrebbe essere stata portata in quel tratto da qualcuno entrato da un accesso secondario, ma la spiegazione non ci convince molto.

Lampada trovata in una sezione dei Tunnel di Ravne

Lampada trovata in una sezione dei Tunnel di Ravne. Fonte: abzudisodoma.blogspot.it

Ricapitolando, niente calcestruzzo artificiale ultraresistente, di cui non si hanno tracce e analisi, niente strutture ricoperte di cemento, niente colline artificiali e niente civiltà antiche di ventimila anni.

Solo un mucchio di sedicenti esperti, i quali sono sempre sicuri delle loro opinioni. Anche nel caso in cui si contraddicano platealmente, loro avevano ragione prima e hanno ragione adesso, dimostrandosi molto più attenti alle platee che potrebbero acquistare i loro libri che al bene della ricerca scientifica.

Ma nei tunnel si trovano anche delle pietre, che la Fondazione definisce Megaliti.

Chiamati K1, K2 e K3, queste pietre, la cui posizione è evidenziata nella mappa dei tunnel precedente, hanno una storia curiosa e travagliata, ricca di dicerie e colpi di scena, ma rimangono ancora una delle principali attrazioni turistiche dei tunnel.

Il megalite K1

Il megalite K1. Fonte:tnetimes.com

 

 

Il Megalite K2 all’interno dei Tunnel di Ravne. Fonte: megalithic.co.uk

 

Scoperti nei primi anni di scavi, i megaliti sono al centro di numerose controversie, riguardanti la loro natura, la loro funzione, presunte iscrizioni e, incredibilmente, il loro contenuto.

La Fondazione afferma che il materiale di cui sono fatti non sia compatibile con l’ambiente in cui si trovano, il che farebbe supporre che si tratti di rocce portate li da qualche altra parte o “artificiali”. Alcune volte si fa riferimento a loro come a “Ceramiche”, altre volte come a blocchi di sabbia fine o arenaria. Debertolis ha avanzato l’ipotesi che si tratti di oggetti ottenuti cuocendo del materiale “crudo”.

In realtà, le uniche analisi su cui siano riusciti a mettere le mani, sono proprio quelle commissionate dal gruppo SBRG alla dr.ssa Nunzia Croce. In queste analisi vengono esaminati 3 campioni di roccia provenienti dai tunnel di Ravne, uno preso da un megalite, uno da un muro a secco e un altro classificato come “pezzo di statua zoomorfa”.

I risultati parlano chiaro e li riportiamo di seguito:

Dalle indagini effettuate si può pervenire alle seguenti conclusioni:

• Tutti i campioni sono costituiti da materiale lapideo naturale di origine sedimentaria.

• Il campione A (Megalite ndr)rappresenta un arenaria che si può classificare come arcose-arcose litica, vale a dire che essa è una roccia che contiene meno del 15% di matrice a grana fine ed i clasti che la costituiscono sono rappresentati in varie proporzioni da quarzo, feldspati e frammenti di rocce varie. La componente di matrice molto esigua, presente principalmente lungo i contorni dei clasti e dei frammenti di roccia, nonché la presenza di cemento costituito da calcite spatica, induce ad escludere la natura artificiale del materiale indagato. Si nota inoltre una struttura a “ripple” delineata dall’alternanza di lamine scure ricche di argilla e lamine chiare a più basso contenuto d’argilla e maggior contenuto di calcite, determinate da flussi idrici orientati agenti in fase sindeposizionale e immediatamente successivi alla deposizione.

• Il campione B è rappresentato da un lacerto di manufatto zoomorfo costituito da calcare a grana molto fine, composto quasi interamente da granuli di carbonato di calcio di dimensioni microsparitiche, derivanti dalla deposizione di un fango carbonatico costituito da fini particelle siltitiche.

• Il campione C (muro a secco) è una calcarenite a grana fine costituita prevalentemente da clasti calcitici (calcite spatica e cristalli di calcite metamorfica) costituiti da frammenti di rocce a loro volta calcitiche a granulometria più fine o da singoli cristalli o piccoli gruppi di cristalli di marmo (calcite metamorfica); si rinvengono clasti silicatici rappresentati da piccoli cristalli di quarzo, e più frequentemente selce, dalle dimensioni paragonabili a quelle degli altri elementi clastici calcarei, e frammenti di rocce metamorfiche silicatiche. La matrice argillosa è presente al contorno dei granuli e il cemento è carbonatico (micritico)

Essendo, appunto, le uniche analisi al momento disponibili (anche se SBRG non le ha mai divulgate apertamente e ne vieta la diffusione totale senza permesso, forse perché tolgono ogni aura di mistero alla vicenda), per noi rappresentano l’attuale stato dell’arte e ci portano a concludere che, dal punto di vista della composizione, i megaliti sono rocce puramente naturali ed assolutamente non  artificiali.

Per quanto riguarda la loro funzione, al Fondazione afferma che siano ricoperti di simboli, mappe e una forma di scrittura che considerano le prima mai apparsa sulla terra. Inoltre, affermano che siano la prova di come l’intero complesso risalga a decine di millenni fa, e sia anteriore al diluvio universale, che avrebbe sommerso anche l’intero complesso di Visoko.

 

Ricostruzione delle presunte iscrizioni trovate sul megalite K1. Fonte:

Ricostruzione delle presunte iscrizioni trovate sul megalite K1. Fonte:

Alcuni link interessanti:

DISCOVERY OF THE T-1 MEGALITH 

SECRETS OF THE PRE-HISTORIC RELIEF
on the T-2 megalith found in the tunnel near Ravne at its significance

 

Inoltre pare che i megaliti servano ad indicare la posizione in cui si incrociano dei rivoli d’acqua sotterranei, tanto che il loro spostamento comporta un affioramento della falda acquifera.

Megalite torna nella sua posizione originale.

Ma la cosa più inquietante è forse la descrizione di alcuni megaliti come dei sarcofaghi, dei contenitori sigillati contenenti inserti metallici e dotati di veri a propri coperchi.

A tal proposito, ricorriamo ancora una volta alle parole di uno dei protagonisti:

Paolo Debrtolis 20/02/2011

 “Nell’attesa, invece, di scrivere i risultati preliminari dell’esame dei megaliti, ecco una foto del megalite K4 (da 8 tonnellate) (in realtà è il K2, Debertolis confonde spesso il K2 con questo fantomatico K4 ndr) in cui si distingue perfettamente il solco (sigillato) che separa le due valve del megalite (che a questo punto non è più un monolite).” (vedi Figura K2 ndr)

http://www.sbresearchgroup.eu/images//Megaliti/K4%2004.jpg

 

Paolo Debrtolis 25/02/2011

Abbiamo dovuto ripiegare su uno studio accurato sui monoliti, mai effettuato in precedenza con l’accuratezza dovuta. Abbiamo ricavato delle immagini splendide (che pubblicheremo presto) e abbiamo scoperto la presenza di numerosi inserti metallici nel coperchio (sì proprio il coperchio) che chiude i monoliti come un sarcofago, residui degli strumenti che hanno calato il coperchio dall’alto.

 

Paolo Debrtolis 25/02/2011

Per quanto riguarda i megaliti, sono tutti con una specie di coperchio che li sigilla molto bene. Veniva prima costruita in loco la base, poi veniva calato il coperchio che veniva poi sigillato con il solito legante. Noi pensiamo che gli inserti in ferro sulla superficie appartenessero a degli strumenti che servivano per muovere il coperchio e poi venivano tagliati alla fine del lavoro e lisciata la superficie. Ma è un ipotesi sul loro uso. Nel K4 (K2 ndr) con l’ecografo è stata dimostrata la presenza di un corpo metallico al suo interno di forma ovalare nella zona di testa. In aprile rifaremo gli esami con i metal detector. Ma di aprirlo per ora non se ne parla.

 

Paolo Debrtolis 25/02/2011

Sulla superficie del coperchio abbiamo trovato un gran numero di piccoli tubicini tagliati a sezione ovalare che forse servivano per introdurre il materiale liquido che poi si è indurito creando il coperchio.

 

In buona sostanza, alla fine di febbraio 2011, SBRG, per bocca del Debertolis, si dichiarava convinto che:

  • I magaliti fossero artificiali
  • Contenessero oggetti metallici
  • Siano stati fabbricati in loco
  • Siano dotati di coperchi e coperti di tubicini metallici

Il tutto con gran dispendio di paroloni, con assoluta certezza e con grande autorità.

La prima di queste affermazioni abbiamo visto essere stata smentita proprio da loro, con le analisi della Croce, tenute poi segrete per anni.

Ma gli altri punti?

Nei periodo seguente queste affermazioni, l’arch. Vincenzo Di Gregorio si è recato sul luogo, per una collaborazione con SBRG, finita purtroppo male, cioè in tribunale, da quello che ci è dato sapere.

Di Gregorio, sia privatamente a noi che pubblicamente, ha in seguito rivelato che nei megaliti, dopo una serie di indagini svolte con metal detector e georadar, non era presenta alcun pezzo di metallo, né all’interno né superficialmente.

Inoltre, nei link a corredo di questo articolo, trovate la spiegazione di come la “cucitura” che dovrebbe indicare il punto di giunzione del coperchio, sia in realtà una semplice vena di calcare.

Infine, chiudiamo con le parole di questo eminente studioso, che ha indagato con la massima serietà sui megaliti:

Il megalite K2 non è stato più aperto perchè con il georadar di Kingleo (Di Gregorio ndr) abbiamo capito che non vi era uno spazio dentro e neppure un oggetto metallico sferico all’interno come aveva dichiarato una ditta croata che aveva analizzato il megalite l’anno prima. Si può dire che hanno truffato Osmanagic e gabbato la sua fiducia.

Il colpo di grazia l’ha dato l’analisi petrologica della nostra geologa che ha dimostrato che era una semplice arenaria e non una ceramica come sostenuto dal precedente archeologo della Fondazione, Mislav Hollos.

Quindi, perlomeno il K2, che è il megalite più imponente dei tunnel di Ravne, è risultato dalle nostre analisi una semplice pietra di origine sedimentaria. Ma a questo punto credo anche gli altri.

Chi è costui? Ma proprio Paolo Debertolis, che in un momento di lucidità confessa l’inconfessabile. La data è il 19/03/2012 e il post originale lo trovate qui.

Notate due cose: in poco più di un anno, Debertolis passa da una certezza incrollabile all’altra, suo esatto opposto, con la leggiadria di una danzatrice del ventre. In più riesce a far passare per fesso Osmanagic, per essersi fatto truffare dall’azienda croata, mentre lui pare quasi non averci mai creduto, quando invece ha ingoiato amo, esca e lenza. Bella faccia tosta, eh?

Ricapitolando e concludendo, la fondazione e SBRG hanno per anni divulgato notizie sensazionalistiche allo scopo, solito, di suscitare clamore senza reale motivo. La fondazione, per sua stessa natura, non ha alcun interesse a dire le cose come stanno e persevera nell’errore, mentre SBRG pare aver cambiato drasticamente idea quasi su tutto, da quando è stata estromessa dagli scavi, e ha perso quindi l’interesse a mantenere alto il livello di clamore sulle strutture di Ravne, spostando tutta l’attenzione e il sensazionalismo sugli unici aspetti che riesce ancora a “studiare” e di cui parleremo nel prossimo articolo. In particolare, la vicenda dei megaliti ci dice che, nel giro di un anno, il gruppo SBRG è passato da una posizione al suo opposto. Di tutte le ipotesi (o le certezze) preliminari da cui erano partiti, non ne hanno confermata una, arrivando alla conclusione che quelle che sembrano grosse pietre di arenaria formatesi in un bacino lacustre in altre ere, altro non sono che…  grosse pietre di arenaria! Forse è per questo che non hanno mai pubblicato il loro lavoro su questo aspetto in nessun congresso e in nessuna rivista, avrebbero dovuto ammettere di aver passato mesi a studiare delle pietre che alla fine si sono rivelate pietre!

A noi però, viene da chiederci: se avessero continuato a collaborare con la fondazione per lo studio dei tunnel di Ravne e del loro contenuto, avrebbero così candidamente ammesso che si tratta di un complesso naturale, pieno di pietre naturali?

 —

Polemica con Robert Schoch sui presunti segni e sulle presunte mappe che ricoprono i megaliti:

http://www.robertschoch.net/Bosnia%20T2%20%20Ravne%20%20Muris%20Semir%20Osmanagich%20Pyramid%20Colette%20Dowell.htm

http://www.robertschoch.net/Bosnia%20Pyramid%20Ravne%20Tunnel%20Inscriptions%20Nadija%20Nukic%20Colette%20Dowell%20Semir%20Osmanagich.htm

Altri link interessanti:

http://irna.lautre.net/Tombs-megaliths-and-mysterious.html

http://irna.lautre.net/The-Dentist-and-the-Giant-Mussel.html

Pyramides de Bosnie – Traduction Française

Comme le savent les lecteurs d’Eclisse, nous sommes en train de réunir un dossier sur les pyramides de Bosnie en italien (Link). Pour les lecteurs étrangers qui voudraient  en savoir plus sur cette affaire, nous avons mis à disposition une traduction anglaise (Link), et c’est maintenant le tour de la traduction française des articles. Il ne s’agit pas d’une traduction automatique, mais d’une traduction manuelle réalisée par une lectrice de notre forum, Irna, que nous remercions ici.

A noter que notre dossier n’est pas encore complet ; il y aura des mises à jour de ce sujet à chaque nouvel ajout d’un article. N’hésitez donc pas à repasser régulièrement !

Nous avons par ailleurs un intéressant fil de discussion sur le sujet des pyramides, avec des participants de divers pays. Si vous désirez y participer, il vous suffit de vous enregistrer sur le forum et de commencer à poster, vous serez les bienvenus !

LIEN vers les traductions :
http://www.eclisseforum.it/pyramides_de_bosnie.pdf

Bosnian Pyramids – English Translation

As Eclisse readers will know, we are in the process of compiling a dossier on the Bosnian Pyramids (original italian). As part of this exercise, and for the convenience of English readers keen to learn more about this affair, we are now making the articles available in English translation – not computer-generated, but the work of one of our forum users, Abacus. So many thanks to Abacus, and also to another user, Irna, who made many valuable suggestions.

It should be noted that our dossier is not yet complete, which means that, each time we add a new article, this topic will be updated. So stay tuned!

We also have an interesting discussion thread on this subject, with many international participants. So, if you want to add your voice to theirs, just register on the forum, and start posting. You’ll be made very welcome!

LINK: http://www.eclisseforum.it/forum/bosnian-pyramids-english-translation/bosnian-pyramids-english-translation-2191/

Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – I Punti Salienti: Il caso Mike Tate

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1. Introduzione – LINK

1.1 Lettera aperta al direttore del SBRG – LINK

2. I Protagonisti: la Fondazione – LINK

2.1. I Protagonisti: Semir Osmanagic: l’Indiana Jones bosniaco – LINK

2.2  I Protagonisti: Il gruppo SBRG – LINK

2.3  I Protagonisti: Paolo Debertolis – LINK

3.1  I Punti Salienti: Le Piramidi – LINK

3.2  I Punti Salienti: La Voce delle  Piramidi – LINK

 

Il caso Mike Tate

Approfittiamo di questa pausa, per rispondere alle numerose accuse mosse da DeBertolis nei nostri confronti e nei confronti di Irna. Infatti, il proprietario del dominio SBRG, che come già precedentemente scritto è un gruppo di ricerca multidisciplinare che opera (o ha operato fino a poco tempo fa) nel contesto “Piramidi Bosniache”, ha accusato il nostro sito e tutti coloro che “osano” porgli domande scomode, di essere in malafede, di mentire spudoratamente.

Uno degli ultimi casi ha riguardato proprio Irna, alla quale il Debertolis ha fatto (attraverso il sito catastrofista Nibiru2012.it) delle pressioni affinché rimuovesse i link alla nostra inchiesta pubblicata sul suo blog.

Qualsiasi domanda davvero interessante viene normalmente bypassata dal dottor Debertolis, a prescindere da dove provenga: l’importante è evitare il confronto. Un esempio lo si trova direttamente sul sito di Nibiru2012, dove Debertolis scrive: “Irna, ribadisco il concetto, non puoi comportarti in maniera scorretta altrove e poi pretendere rispetto e considerazione qui. Non avrei difficoltà a replicare alle tue domande, ma non lo faccio perché sei proprio tu a porle.” Ovviamente, secondo Debertolis, la scorrettezza commessa da Irna è quella di aver dato visibilità alla nostra inchiesta.

Da queste righe vorrei rinnovargli l’invito che gli ho già rivolto sul forum, accodandomi a quanto chiesto dalla stessa Irna:  porti gli esempi di queste bugie e azioni in malafede, presenti su queste pagine. Saremo felici di verificarli e rettificare immediatamente.

Nell’attesa, vi raccontiamo quanto successo quest’estate al caso Mike Tate, poi ognuno potrà giudicare da sé la correttezza e la buona fede dei protagonisti e chiedersi per quale motivo si stiano impegnando così tanto per bollare questa nostra ricerca come “falsa” e scritta da “persone di malaffare.”

UNA PICCOLA PREFAZIONE

Per comprendere ciò che stiamo raccontando, è necessario capire un po’ la “gerarchia” comunicativa che sussiste online relativamente alla questione “piramidi bosniache”.

Quello che ci preme evidenziare è questa triangolazione:

  1. Abbiamo il sito www.piramidasunca.ba: questo è il sito di Semir Osmanagic, il “padre” delle piramidi bosniache, e della fondazione Piramide Bosniaca del Sole, come già scritto all’inizio della nostra ricerca. Da questo sito partono buona parte delle notizie riguardandi le false Piramidi Bosniache, e la linea editoriale è “se appoggia le nostre conclusioni, ogni articolo è buono”. In quest’ottica, un certo Mike Tate scrisse un articolo relativamente alla decodifica dei file sonori registrati da SBRG – il gruppo di ricerca presenziato da Debertolis – dalla cima della collina denominata Piramide del Sole. L’articolo di Mike Tate si trova quindi sul sito piramidasunca.ba, al seguente link.
  2. Gravita invece attorno al sito di Osmanagic il sito di Nenad Djurdjevic, personaggio di cui abbiamo discusso brevemente qua, il cui nome a dominio risponde a “http://www.bosnian-pyramid.org”. Questo è uno dei numerosi siti di “riporto notizie” sulle piramidi bosniache.
  3. Infine, per l’analisi di questa vicenda, c’è il sito “http://www.sbresearchgroup.eu”, proprietà del prof. Debertolis, che è il sito del gruppo multidisciplinare SBRG, che ha “studiato” le “anomalie” delle piramidi. Questo è il gruppo che ha prodotto e pubblicato i file sonori relativi alla “voce delle piramidi”, si  veda qui.

Andiamo a Giugno, precisamente il 19 Giugno 2012

Il 19 giugno 2012 sul sito della fondazione è apparso questo articolo firmato da Mike Tate. In questo articolo si afferma che il segnale registrato dalla cima della piramide sia stato decodificato e si fanno varie ipotesi sulla sua natura, ma non è il contenuto dell’articolo che ci interessa (sul quale siamo estremamente scettici), quanto una serie di fatti strani successi dopo la sua pubblicazione.

Se tornate al link di cui al punto (1), vi sono alcuni collegamenti al sito di Nenad Djurjevic (2), cosi come elencati di seguito:

http://www.bosnian-pyramid.org/storage/sound/sonda%20deset.mp3

http://www.bosnian-pyramid.org/storage/sound/Sun_max700Hz_Freqx800x800.mp3

Come potete ben vedere, sono file mp3.

Nel dettaglio, i nomi sono “Sonda_Deset.mp3” e “Sun Max 700Hz Freq.x800x800.mp3”

Prima curiosità: i link non sono funzionanti. Sono stati infatti inseriti in maniera non corretta nelle pagine dallo stesso Mike Tate, per errore. Ma effettuando un lavoro di analisi del codice html della pagina, si giunge alla seguente “cartella madre”:

http://www.bosnian-pyramid.org/storage/sound/

Ricapitolando, all’interno dell’articolo scritto da Mike Tate su piramidasunca.ba, vengono linkati dei file presenti sul sito di Nenad Djurjevic, bosnian-pyramid.org.

3 Giorni dopo la Pubblicazione – il 22 Giugno 2012

Tre giorni dopo la pubblicazione dell’articolo di Mike Tate sul sito di Osmanagic, abbiamo effettuato lo screenshot sottostante, in quanto già dalla data 21 Giugno cominciarono alcune polemiche che illustreremo nel paragrafo successivo. Come potete vedere, in questa pagina del sito di Djurjevic erano presenti i file sopracitati: Sonda_Deset.mp3 e Sun_Max. Questi erano tranquillamente ascoltabili online, nonostante l’errore di Mike Tate nell’inserire i link. Vediamo lo screenshot:

La pagina “Sound” del sito “Bosnian-Pyramid.org” con i file sonori disponibili e funzionanti

Abbiamo parlato di polemiche che iniziarono il giorno prima di questo screenshot giusto? Memorizzate i nomi: Sonda deset mp3 (che è l’ultimo file della lista)  e Sun_max.mp3 (che è il primo). Ci serviranno… Intanto, scendiamo nel dettaglio della polemica e facciamo un passo indietro.

 Due giorni dopo la Pubblicazione – il 22 Giugno 2012

ergo: qualcuno ha decodificato i miei file? Giammai!!

 Una volta diffusa la notizia dell’articolo, Paolo Debertolis, proprietario del sito SBRG (3), creatore dei file audio, è intervenuto sul sito catastrofista Nibiru2012 con una certa acrimonia, facendo una serie di affermazioni che riportiamo integralmente (link al primo post):

21 Giugno 2012, 18:04:20 pm

Cari ragazzi il file pubblicato sul sito della Fondazione della Piramide del Sole non è il mio originale. Mi sembra evidente che Osmanagic è caduto in un tranello, pubblicando l’articolo su cui stiamo discutendo.

Se osservate anche che il link per il file originale segnalato nell’articolo non funziona il quadro è chiaro.

(Il file non funzionava solo per un errore di html!! ndr)

A questo punto mi sembra chiaro che è in atto una manovra di s*******mento.

Io, poi, non sono stato neppure avvertito che sarebbe stato pubblicato un articolo del genere.

21 Giugno 2012, 19:02:58 pm

Senza dover fare grandi confronti basta vedere che il file sonoro presentato sul sito della fondazione dura 1.52 minuti, l’originale invece dura 1.32 minuti. Da dove arrivano i 30 secondi di differenza?

Domani scriverò a Osmanagic di ritirare l’articolo, altrimenti dovrò pubblicare una smentita ufficiale sul sito del SBRG

Da qui parte il solito coro di accoliti  di cui è pieno quel sito, per dare il loro plauso alle motivazioni di Debertolis, il quale aggiunge, il giorno dopo (22 Giugno 2012 data del nostro screenshot)

22 Giugno 2012, 00:32:34 am

Grazie c0git0 e grazie Soupoftheday, purtroppo Semir Osmanagić mi ha risposto picche e vuole mantenere l’articolo in bacheca.

Mi ha offerto solo di pubblicare una lettera di critica sul suo sito.

E’ chiaro che non intendo mettere tutto il nostro gruppo di ricerca ed il nostro lavoro di equipe a livello di un fake di un musicista in cerca di notorietà

L’articolo è un evidente bufala in quanto i link che fanno riferimento ai file originali sono quelli del sito di Nenad che credo possa confermare di non aver mai inserito sul suo server quei file sonori del SBRG. (Nel preciso momento in cui Debertolis fa questa affermazione, i file sono effettivamente presenti sul sito di Nenad, come dimostra il nostro screenshot. ndr)

Non a caso i titoli dei falsi file sono quelli dei file originali che si trovano solo sul sito SBRG e della Fondazione. (e sul sito di Nenad ndr)

Mi sembra una truffa ben congeniata che utilizza informazioni vere tratte dai nostri articoli assieme a dettagli tecnici fantasiosi per il trattamento di un file totalmente falso.

Certo che Osmanagić c’è caduto in pieno in questo tranello.

Dovrò pubblicare una smentita sul sito del SBRG i prossimi giorni.

 

Torniamo al futuro, siamo al 23 Giugno 2012, il giorno dopo che abbiamo preso lo screenshot precedente

Interviene anche Nenad Djurdjevic

23 Giugno 2012, 14:51:19 pm

Certamente non saranno le uscite strambe di uno sfigato musicista americano a cambiare la natura delle cose, o la crisi di onnipotenza di Osmanagic, che recentemente buttò pubblicamente l’Enciclopedia Britannica in un cassonetto della spazzatura soltanto perché conteneva una frase obsoleta sulle piramidi.

[…]
La mossa di Osmanagic è soltanto un tentativo disperato di far prevalere la sua ipotesi inerente al raggio della piramide del sole correlata alla “free energy” sulle altre. Ma io e te sappiamo benissimo che tale ipotesi non ha alcun fondamento scientifico. (Notare come Nenad non conferma le affermazioni di Debertolis secondo cui lui non avrebbe mai pubblicato quei file sul suo sito ndr)

27 Giugno 2012 – Il comunicato di SBRG

Il 27 giugno 2012, sul sito SBRG esce questo comunicato:

http://www.sbresearchgroup.eu/index.php/it/notizie-in-italiano/80-falsa-interpretazione-dei-files-sonori-del-sbrg

Il 19 giugno 2012 è stato pubblicato sul sito web della Fondazione Bosniaca della Piramide del Sole un articolo, firmato da Mike Tate, che ha la pretesa di voler interpretare un file registrato dalle apparecchiature del nostro gruppo di ricerca (SBRG) sulla cima della Piramide del Sole nel gennaio 2011 (qui).

L’autore nel testo sostiene di averlo scaricato da un sito i quali link risultano inesistenti. Non solo. Il sito al quale si fa riferimento non ha mai caricato dei file sonori del SBRG sul proprio server, né è mai stato autorizzato a farlo (www.bosnian-pyramid.org). (Invece il nostro screenshot dimostra che il sito di Nenad non solo aveva pubblicato i file ma che Mike Tate aveva ragione da vendere quando dice di averli presi da Nenad e non da SBRG. ndr)

Esaminando poi il file in questione, anche se presenta un titolo simile a quelli originali del SBRG risulta molto diverso e forse confezionato ad arte.

Risulta pertanto fantasiosa la sua interpretazione, anche se piena di dettagli tecnici, e forse tesa a screditare il lavoro di ricerca intrapreso in questi anni dal SBRG.

Il gruppo di ricerca SBRG prende, pertanto, le distanza da questa operazione che appare essere una vera e propria bufala.

28 Giugno 2012 – Interviene Mike Tate

Tra le varie botte e risposte, interviene lo stesso Mike Tate, e dopo alcuni interventi rimasti senza risposta, osteggiato in tutti i modi dall’utenza e dagli amministratori del sito Nibiru2012.it, notoriamente refrattario al buon gusto e alla libertà di parola, scrive quanto segue:

28 Giugno 2012, 20:22:00 pm

Italian:
Vorrei informare tutti che SBRG ha rimosso il file audio da Internet. L’indirizzo del file audio era: http://www.bosnian-pyramid.org/storage/sound/Sun_max700Hz_Freqx800x800.mp3 (http://www.bosnian-pyramid.org/storage/sound/Sun_max700Hz_Freqx800x800.mp3) ma ora sembra che la pagina non esiste più. Ho una scheda sul mio computer con quella pagina web ancora aperto, da prima che lo tolse, e ho fatto screenshot di dimostrare che c’era di là di ogni dubbio. Se qualcuno desidera che il file che stanno cercando di nascondere lo sto dando fuori a chiunque ne faccia richiesta. Tutti, da questo sito che mi ha inviato in privato lo può confermare. Per non parlare delle centinaia di persone che lo scaricato proprio come me.

Al quale Debertolis risponde:

28 Giugno 2012, 22:42:09 pm
Ebbene Mike Tate, finalmente l’ha detto! Lei ha scaricato il file dal sito del SBRG e non dal  sito http://www.bosnian-pyramid.org (http://www.bosnian-pyramid.org(invece è l’esatto contrario! i file che allega Mike Tate sono presi da Bosnian-pyramid.org, possibile che Debertolis non se ne sia accorto?ndr). Quindi era a perfettamente a conoscenza che si tratta di un file protetto da copyright, perché per poterlo scaricare occorre iscriversi al sito che non è aperto totalmente al pubblico.

Ossia lei si è iscritto al sito SBRG con il nome di Make Tate e con l’user name di “MykTayt”.
Per sua stessa ammissione ha scaricato il file ed è andato oltre l’uso personale.

Si tratta di un file raccolto con fatica durante una tempesta di neve in cima alla Piramide del Sole nel febbraio del 2011 e poi trattato dal nostro esperto per la strumentazione e quindi ampiamente di proprietà del SBRG che non lo ha mai ceduto a nessun sito web senza autorizzazione. (Lo screenshot dimostra invece che sul sito di Nenad i file erano presenti eccome! ndr)

Dopo di che lei lo ha alterato, per poi riproporlo con il suo nome, aggiungendoci del proprio e ripubblicandolo modificato su un altro sito, tale da mettere in cattiva luce tutto il nostro lavoro di anni. Lo sa che questa è una violazione delle leggi europee punibile sia con una azione penale che civile?

Credo che a questo punto lei si sia cacciato in un bel guaio, si ricordi che il reato è stato commesso nell’Unione Europea, visto che lei è residente in Polonia.

Ora è anche chiaro che l’operazione è stata svolta per screditare il lavoro del SBRG, dopo il nostro rifiuto di collaborare con lei, visto che possediamo le email che ci ha inviato e che abbiamo deciso di non prendere in considerazione, visto il loro tono.
Non so chi ci possa essere dietro di lei, ma in questo momento mi interessa poco.

Ora anch’io mi tutelo facendomi copia di questo screenshot e riproponendo il suo post anche in citazione.

A questo punto non intendo più risponderle, ma sarà l’avvocato del gruppo di ricerca che si prenderà cura della faccenda.

La avviso anche che è stato sospeso dal sito SBRG e non può più averne accesso. Non tenti di rientrare con un altro nome perché lo capiremmo subito e ciò aggraverebbe la sua posizione processuale.

 

Mossi dalla curiosità, e increduli di fronte al fatto che Debertolis continuasse a dire che i file non erano presenti sul sito di Nenad, siamo andati a ricontrollare la pagina: http://www.bosnian-pyramid.org/storage/sound/

 

Incredibile ma vero, alla data del 28 giugno 2012, questa era la situazione:

 

Pagina “Sound” del sito “Bosnian-Pyramid.org” alla data del 28 giugno 2012, con il file incriminato rimosso.

Con il file denominato Sun_max700Hz_Freqx800x800.mp3, misteriosamente rimosso.

Ricapitoliamo i punti salienti:

  • Mike Tate ha pubblicato un articolo, con l’approvazione della fondazione piramidi bosniache, usando alcuni file che dice di aver preso dal sito Bosnian Pyramid, di Nenad Djurdjevic (ed abbiamo visto che essi erano davvero presenti su quel sito)
  • Debertolis lo accusa di aver usato file protetti da copyright dal sito SBRG, che SBRG non ha mai autorizzato la pubblicazione sul sito di Nenad e che i file non sono mai stati presenti su quel portale. Avete capito bene! Mike tate è stato accusato di aver “utilizzato indebitamente” i file da Debertolis, il quale ha sostenuto che i file su bosnian-pyramid non vi fossero mai stati!  Noi però abbiamo visto che i file erano presenti, funzionanti, sul sito di Nenad e abbiamo gli screenshot effettuati prima che il file venisse rimosso. Il perché di questa pantomima non lo sappiamo, ma riusciamo ad immaginarlo. Di certo, se Nenad ha caricato i file di SBRG senza autorizzazione, ci aspettiamo che Debertolis mandi i suoi avvocati anche da lui, considerando che i file c’erano eccome!
  • Nenad non nega apertamente di aver caricato quei file, ma li rimuove, non sappiamo se d’accordo con Debertolis o meno. Possiamo immaginare qualche scenario più o meno inquietante, ma non ci interessa approfondire più di tanto.
  • Debertolis accusa Mike Tate di aver manomesso il file, allungandolo da 1.32 a i 1.52 minuti.

Su quest’ultimo punto c’è da chiarire alcune cose.

In realtà esistono almeno 2 versioni del file, probabilmente diverse registrazioni, una da 1.32m e una da 1.09. Le linko da siti presi dalla rete, spiegherò dopo il perché: Versione da 1.09: http://www.wariscrime.com/Sun_max700Hz_Freqx800x800.mp3

Versione da 1.32 elaborata da c0git0 https://hotfile.com/dl/155279361/951cb55/Sun_max700Hz_Freqx800x800.mp3.html

Adesso, se si ascolta il file di Tate da 1.52 http://www.piramidasunca.ba/media/k2/attachments/BP_Freq4.wav, si nota come a partire dal secondo 1.09 non si senta più nulla o quasi fino al 1.52, il che può essere imputato ad un errore nella creazione del file o ad una manomissione di qualche tipo, che ha aggiunto i secondi in più a partire dalla versione da 1.09.

Abbiamo fatto un confronto con il software audacity delle due traccie, denominate Sun_Max70 e BP_Freq4.wav, ecco un screeshot:

Confronto tra il file di Mike Tate e il file originale SBRG.

Confronto tra il file di Mike Tate e il file originale SBRG.

Come vedete i due file hanno la stessa struttura, anche se si vede chiaramente che quello di Mike Tate è diverso, perché, come ha affermato l’autore, è stato oggetto di molte elaborazioni. I due file terminano esattamente nello stesso istante, segno evidente che uno è il file di partenza e l’altro la sua elaborazione. Dopo il minuto 1.09 non è presente più nessun segnale, eccettuato un doppio ticchettio, evidenziato dal circoletto rosso, che ricorda il suono di un microfono che urta qualcosa.

 

Questo articolo, scritto a più riprese da agosto 2012 fino a gennaio 2013, a novembre 2012 si concludeva così:

I file presenti sul sito di SBRG sono stati rimossi, per questo non possiamo linkarli dalla fonte. In questo articolo http://www.sbresearchgroup.eu/index.php/it/notizie-in-italiano/75-nuove-rilevazioni-della-voce-della-piramide-del-sole viene linkato il suono in questione, http://www.sbresearchgroup.eu/prova/Sun_max700Hz_Freqx800x800.mp3, ma non è più disponibile, non sappiamo per quale ragione.

Ma il 9 Gennaio 2013, la situazione è cambiata.

Il link sopra citato è uguale, tranne per la parola /prova/ divenuta /immagini/.  Infatti, qui è presente un nuovo file, una nuove voce della piramide: http://www.sbresearchgroup.eu/Immagini/Sun_max700Hz_Freqx800x800.mp3.

Questo file non è lungo né 1.09 minuti, né 1.32, ma 1.20.  Fortunatamente qualche tempo fa abbiamo effettuato una copia offline di quella pagina e possiamo mostrare in qualunque momento che al link precedente corrispondeva un altro file, rimosso e sostituito.

Non sappiamo perchè questo via vai di file e link, ma la cosa appare strana e sospetta.

 

Concludendo, possiamo dire che non sappiamo cosa ha realmente fatto Mike Tate, ma sappiamo che è partito da file divulgati da SBRG, non solo presenti sul loro sito, ma anche su molti altri, quali quello di Nenad e quello che abbiamo linkato in questo articolo. Le accuse che gli sono state mosse, di aver inventato il file, sono false perchè abbiamo individuato il file di partenza e abbiamo dimostrato che esso era presente sul sito di Nenad – Bosnian-Pyramid.

Tutte le successive manovre che abbiamo documentato, danno una reale dimensione della trasparenza che contraddistingue queste ricerche e dello spirito che anima determinati “ricercatori”.

Ai lettori lasciamo il compito di giudicare, qualora lo vogliano, i comportamenti che abbiamo evidenziato e trarne le conclusioni che riterranno più opportune.

 

AGGIORNAMENTO 11-01-2013

Purtroppo, anche in questo articolo siamo costretti a segnalare degli sviluppi poco edificanti.

Infatti, il buon Nenad Djurdjevic  o chi per lui, deve aver letto questo scritto e ha pensato bene di eliminare la pagina http://www.bosnian-pyramid.org/storage/sound/ che al momento risulta irraggiungibile.  Evidentemente abbiamo toccato qualche punto debole.

Gli screenshot, la nostra copia offline del sito e google, che in questo istante restituisce oltre 1milione di risultati per quella pagina, fortunatamente ci sono testimoni del modo in cui si sono svolti i fatti.

Segnaliamo a Nenad che sarebbe il caso di aggiornare alcuni link del suo sito che richiamavano quella pagina, come quelli contenuti in questo articolo, altrimenti chiunque potrebbe accorgersi dell’inghippo.

 Prossimamente: I Tunnel di Ravne

Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – I Punti Salienti: La Voce delle Piramidi

1. Introduzione – LINK

1.1 Lettera aperta al direttore del SBRG – LINK

2. I Protagonisti: la Fondazione – LINK

2.1. I Protagonisti: Semir Osmanagic: l’Indiana Jones bosniaco – LINK

2.2  I Protagonisti: Il gruppo SBRG – LINK

2.3  I Protagonisti: Paolo Debertolis – LINK

3.1  I Punti Salienti: Le Piramidi – LINK

I punti salienti: La Voce delle Piramidi

Paolo Debertolis al lavoro sul tumulo di Vratnica (fonte)

 

Tra le tante cose incredibili che accadono attorno a queste colline, una ha del clamoroso.

Pare infatti che più team di “esperti ricercatori multidisciplinari”, abbiano registrato ultrasuoni/radiazioni elettromagnetiche emergenti dalla cima della collina rinominata Piramide del Sole e che questi siano il segnale di qualcosa che funziona all’interno della grande piramide del Sole.

Giusto per dare un’idea, invitiamo i lettori a leggere questi articoli:

Abbiamo registrato la voce delle piramide del sole!

Risultati preliminari nella ricerca dell’emissione di onde sonore nelle strutture megalitiche presenti nella Valle di Visoko (Bosnia e Erzegovina)

ENERGETIC RADIATION FROM THE BOSNIAN PYRAMIDS

E soprattutto questo:

Chasing the Dragon (Project)

In pratica si sostiene che dalla cima della piramide fuoriesca un fascio di ultrasuoni, delle dimensioni di circa 15 metri, che si disperderebbe nello spazio con una forma a cono rovesciato.

Alle iniziali registrazioni ottenute con strumenti poco sofisticati, si sono aggiunte registrazioni ottenute con apparecchi più precisi  che, a detta degli sperimentatori, avrebbero confermato i risultati.

Questi suoni sono stati rielaborati e resi pubblici in varie parti del web, per fini che esulano dalla ricerca scientifica e sconfinano nella stravaganza e nel sensazionalismo. Ultimamente, in seguito ad una vicenda di cui parleremo a breve, molti di questi files sono stati rimossi. Noi abbiamo delle copie, ovviamente, ma non possiamo pubblicarle, per cui vi invitiamo a svolgere delle ricerche via web con chiavi del tipo “voice of the bosnian pyramids” per trovare qualche rimasuglio o qualche suono ancora disponibile.

I tracciati originali, non elaborati o modificati, non sono ancora stati resi disponibili alla comunità scientifica e non sappiamo quando lo saranno. Il timore “ufficiale” è che qualcuno possa rubare la ricerca, anche se SBRG e altri sono avanti di anni in questo senso. Qualcuno ha sollevato il dubbio che in realtà ci sia il timore che un’analisi su file originali non trattati, dia risultati diversi da quelli annunciati dagli autori.

Sull’adeguatezza della strumentazione utilizzata per le registrazioni e degli operatori al tipo di indagine che è stata condotta, ci sono forti dubbi.

Ad esempio, Debertolis non ha alcuna formazione professionale nel campo della fisica delle onde o delle tecniche di registrazione, se non per quello che si studia limitatamente al corso di Odontoiatria. Il tecnico del suono che collabora con SBRG non ha ben chiarito le sue competenze e la sua esperienza sull’argomento. I primi files sono stati elaborati usando programmi free commerciali come Audacity. Alcuni microfoni utilizzati, tipo gli HYDROPHONES, sono di basso livello e non ci sono informazioni chiare, se non flebili dichiarazioni degli stessi protagonisti, sulla schermatura dei cavi utilizzati per le registrazioni. Infatti dei cavi non schermati potrebbero introdurre dei disturbi nelle registrazioni dovute al fatto che si comportano come un’antenna e rischiano di captare segnali estranei al sito di registrazione. Il protocollo seguito dai ricercatori non è chiaro e non è stato chiaramente rilasciato, che noi si sappia, in modo da poterlo sottoporre a verifica ottenendo gli stessi risultati.

La spiegazione di questo fenomeno è abbastanza vaga, alcuni sostengono si tratti di un segnale proveniente da un macchinario in stand-by, in attesa di essere risvegliato, altri pensano che sia un radiofaro o una sorta di comunicazione in codice, ancora indecifrata.

Debertolis, uno dei principali indagatori di queste radiazioni, ha recentemente confermato che:

“E questa è la scoperta più sconvolgente, ma che conferma la natura artificiale della radiazione ultrasonica.
Esiste il picco di ultrasuoni a circa 28.000 Hz, già visto in precedenza, ma non è da solo.
Ci sono in totale cinque picchi di frequenze, due al di sopra e due al di sotto dei 28.000 hz. Ognuno si trova ad un intervallo perfetto dall’altro di circa 9.444 – 9.456 Hz in sopra e in sotto.
È impossibile trattarsi di un fenomeno naturale, in quanto radiazioni ultrasoniche continue e con caratteristiche peculiari.
Tutti i tracciati per ora esaminati presentano le stesse caratteristiche. Questa è la prova provata che c’è qualcosa che funziona  e sta ancora funzionando dentro la piramide.
Non sappiamo se esistono altre frequenze superiori a quelle rilevate, distanziate a circa 9.444 – 9.456 Hz perché questo è il limite degli strumenti allo stato attuale.”

Altri ancora hanno dichiarato che gli ultrasuoni potrebbero essere il risultato del passaggio di onde elettromagnetiche attraverso strati di quarzo o di flussi di acqua attraverso strati di ferro, ma anche qui, come per le dichiarazioni di Debertolis di cui sopra, si tratta di conclusioni affrettate e supportate solamente dalle personali convinzioni e desideri.

Siamo in attesa della pubblicazione del lavoro completo del gruppo SBRG su tale suono, con le analisi effettuate da un tecnico del suono finlandese su delle registrazioni effettuate nel marzo del 2012.

C’è un importante evento che chiarisce, ancora meglio di altri, qual è il metodo di lavoro dei personaggi che ruotano attorno alla nostra vicenda.

Nel mese di Aprile 2012 è stato effettuato un esperimento sulla piramide del sole, il cui scopo è stato meravigliosamente sintetizzato dal dr. Debertolis:

“Secondo l’opinione di Slobodan e Davor che sono i due fisici croati con i quali abbiamo uno scambio continuo di informazioni e che partecipano al nostro gruppo, la Piramide del Sole si comporta come un’enorme macchina di Tesla e stanno cercando qual è la frequenza di eccitazione. Questo in base alle loro ultime rilevazioni elettromagnetiche sulla superficie e all’apice.

Hanno intenzione di sparare delle onde elettromagnetiche all’interno della collina con una macchina che stanno costruendo assieme (roba da fantascienza!). La frequenza sarà rilevata automaticamente dalla macchina quando vi sarà una risposta adeguata ad una particolare frequenza.

[…]

Loro pensano che all’interno della collina si nasconda una tecnologia molto antica, ma anche molto sofisticata. Quindi faranno una verifica. ”

 

Qui trovate un articolo che spiega come avevano intenzione di svolgere l’esperimento:

Nuovo esperimento sulla Piramide del Sole per lo studio delle emissioni elettromagnetiche ed ultrasoniche

La strumentazione usata per l’esperimento di Aprile (fonte piramidasunca.ba)

E cosa è successo:

Concluso l’esperimento di Aprile 2012 sul fascio di ultrasuoni ed onde elettromagnetiche dall’apice della Piramide del Sole

Sottolineiamo una frase presente nel primo link:

Matematicamente, la velocità della luce / onde elettromagnetiche e la velocità del suono / vibrazioni meccaniche in qualsiasi ambiente sono costanti.

Chiunque abbia nozioni basilari di fisica si renderà conto della stupidaggine sopra esposta (leggi qui e qui).  Ci meravigliamo che due fisici abbiano scritto una castroneria del genere e che decine di studiosi e professori universitari non glielo abbiano fatto notare. Se queste erano le premesse dell’esperimento e una delle ipotesi utilizzate per la sua definizione, l’esperimento stesso è invalidato automaticamente.

Avremmo anche alcune domande da fare a chi vorrà risponderci:

  1. gli Ultrasuoni, fino a che distanza possono penetrare nella roccia?
  2. e le onde radio VLF?
  3. Come è stato possibile escludere ogni forma di disturbi esterni dalle vostre misurazioni? Dal traffico, alle fabbriche fino alle trasmissioni EM comuni?

Per concludere, la ciliegina sulla torta è questa relazione informale che uno degli archeologi che ha partecipato all’esperimento ha pubblicato su un forum di nostra conoscenza: link

Strane luci, strani satelliti, strani elicotteri, strani mal di testa, insomma, appare chiaro che l’idea secondo cui vi sia la presenza di qualcosa di alieno o comunque misterioso da quelle parti, proviene direttamente dai protagonisti della storia, ai quali di certo non manca la capacità o la voglia di vedere fatti strani e correlarli tra di loro.

Quello che abbiamo qui sono professionisti in determinati campi, che si autoproclamano esperti in altri settori, portandosi dietro il retaggio delle loro conoscenze e mostrando le lacune che inevitabilmente hanno. Così abbiamo un Professore di Odontoiatria che rileva frequenze ultrasoniche paragonabili a quelle degli ablatori per dentisti, fisici che non conoscono la velocità del suono, strumentazione usata fuori dal campo per cui è stata costruita (non si capisce se con tutti gli accorgimenti del caso o meno) e registrazioni rielaborate all’inverosimile. Mi sarei aspettato di trovare solo tracce lette attraverso oscilloscopi o strumentazione simile, di certo se sto misurando ultrasuoni, non vado a modificarne la frequenza, la velocità etc etc per renderli udibili. Ai fini della ricerca non solo non serve, ma non ha senso. Serve ai fini della propaganda, perché se la gente può sentire la voce della piramide invece di limitarsi al “grafico della piramide”, ovviamente si eccita e va in brodo di giuggiole, ma sta ascoltando una cosa molto diversa da ciò che è reale, ammesso e non concesso che ci sia qualcosa di reale da ascoltare.

Da quando abbiamo iniziato questa serie di articoli, si è sempre cercato di capire quanto di reale e documentabile ci fosse attorno a queste  “piramidi”.

Nel far questo però abbiamo incontrato parecchie difficoltà, a causa dell’alone  “misterico/sensazionalista”  che circonda tutta la vicenda e per il fatto che la maggior parte delle informazioni che circolano, sono state rilasciate quasi esclusivamente per fare scalpore, cosa che spesso distoglie l’attenzione dal nucleo della vicenda.
Vogliamo sottolineare che, nonostante si siano cercati dei validi riferimenti che potessero supportare tutta la vicenda collegata ai segnali ultrasonici ed elettromagnetici, non siamo riusciti a trovare nulla di oggettivamente inoppugnabile. Non essendo particolarmente esperti nel campo, abbiamo cercato informazioni di “prima mano” e scientificamente valide tra la mole di dichiarazioni rilasciate dai protagonisti di questa vicenda. Durante questa ricerca, ci siamo ritrovati tra le mani tanto materiale, costituito principalmente da mezze frasi, presentazioni lacunose, articoletti da blog e poco altro. Purtroppo siamo abituati ad analizzare lavori completi e ben strutturati, come può esserlo un paper pubblicato su una rivista del settore, quindi ci troviamo in difficoltà dovendo lavorare con informazioni frammentarie e mal circostanziate, per di più in un contesto di ostilità che è a dir poco incredibile. Qualsiasi ricercatore serio, sicuro del proprio lavoro, non avrebbe difficoltà a rispondere a tutte le domande che gli vengono poste e a fornire tutto il materiale che gli viene richiesto da chi intende verificare il suo lavoro. In questo caso, invece, non solo non vengono forniti i file originali e tutte le informazioni utili ad una seria ricerca, ma le domande vengono evitate come la peste e si cerca di impedire addirittura che se ne parli.

Chiunque abbia svolto un lavoro sperimentale a livello universitario, sa che le descrizioni particolareggiate della linea sperimentale utilizzata e le procedure di lavoro descritte fin nell’intimo dettaglio, sono una parte importantissima della documentazione da consegnare, perché permettono ad altri di verificare immediatamente se ci sono lacune, possibili fonti di errore o se tutto è stato fatto per il meglio e quindi ripetere le misurazioni, secondo i dettami del metodo scientifico. Purtroppo un lavoro di questo tipo in questo caso manca. Se volessimo ripetere le misurazioni del gruppo SBRG, ci troveremmo in serie difficoltà perché non conosciamo nei dettagli l’attrezzatura che hanno usato e come l’hanno usata, non sappiamo come hanno calibrato la misura e il protocollo di registrazione, non conosciamo i metodi di elaborazione dei dati e non abbiamo dati utili per fare un confronto con i nostri risultati.

Alla fine della fiera, non abbiamo nulla di scientifico su cui lavorare.

Infine ricorre il solito desiderio di protagonismo e di sensazionalismo, immotivato, che si concretizza con il tentativo di coinvolgere emotivamente l’opinione pubblica, tramite piramidi inesistenti, voci presunte aliene e macchinari sepolti risalenti a migliaia di anni fa. Il coinvolgimento emotivo, spesso porta a trascurare i fatti e a sopire lo spirito critico, rendendo più semplice diffondere notizie che non hanno solide basi o acquisire rapidamente popolarità.

Tutto questo ci porta a concludere che, anche volendo mettersi di impegno a cercare  prove di un lavoro serio e scientificamente valido che avvalori le tesi di Osmanagic, Debertolis e compagnia, al momento non vi è alcuna garanzia che faccia pensare, in maniera del tutto oggettiva, che ci sia  realmente un fenomeno strano sotto la collina chiamata “piramide del sole”. Appare evidente anche da diverse dichiarazioni degli stessi protagonisti,  che dare credito a determinate teorie venga “preteso” come un atto di fede piuttosto che come un’evidenza dei fatti, ed è emblematica in tal senso la risposta di Debertolis alla domanda: “Stai quindi dicendo “abbiate fiducia nel lavoro fatto da Savolainen (tecnico del suono di SBRG ndr)?””:

Sì, in effetti bisogna avere fiducia in Savolainen, d’altra parte i grafici parlano chiaro e questo non è discutibile.

Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, né se ci sia o meno un fenomeno strano sotto la collina chiamata “piramide del sole”, ma di certo, se qualcosa c’è, l’indagine scientifica dovrà essere condotta in modo ben diverso da quello attuale.

AGGIORNAMENTI

Il fisico Slobodan Mizdrak ha presentato i risultati dell’esperimento dell’aprile 2012, di cui avevamo parlato.

Leggete qua: link

E ancora: link

Di seguito un video dell’intervento del Dr. Mizdrak alla conferenza di settembre, organizzata dalla fondazione.

Riassunto dei risultati ottenuti da Slobodan Mizdrak (refusi originali). Fonte: nibiru2012.it

Sorgente a 2.44km di profondità, potenza 10 kW, ipotetiche lastre di metallo e “Sembra pertanto che la forma a piramide serva, né più né meno come la parabola di un’antenna parabolica, a concentrare l’ampio fascio di onde radio”.

Chi indaga sugli ultrasuoni ma non crede (più) alle piramidi, ritiene che siano il segnale di un macchinario artificiale, magari risalente a millenni fa, sepolto a km di profondità. Chi crede alle piramidi e indaga le onde radio, crede che ci sia una parabola di argento(!) che concentra qualcosa sul vertice primordiale delle piramide e forse punta le stelle o funge da radiofaro per gli alieni.

Infine, non sappiamo i metodi di calcolo utilizzati, non sappiamo se hanno considerato costante la velocità del suono nel terreno, e nessun dato scientifico è stato reso disponibile, come al solito.

 

AGGIORNAMENTO 05/05/2013

Pare che, nonostante non collabori più con la Fondazione Piramidi Bosniache, il Debertolis continui ad occuparsi della questione “Voce della Piramide”, in un modo che ci lascia sconcertati.

Recentemente ha dichiarato:

Sono appena tornato da un’ulteriore missione (segreta) a Visoko. Credo davvero l’ultima. Siamo arrivati di notte, abbiamo fatto le misurazioni che dovevamo fare e siamo ripartiti prima che chiunque si accorgesse che eravamo lì.

 

Lo screenshot delle affermazioni di Paolo Debertolis

Lo screenshot delle affermazioni di Paolo Debertolis

Cosa ci sta dicendo il prof di odontoiatria forense, che ha condotto dell’attività di ricerca senza averne i permessi?
Forse ha eseguito delle misurazioni in modo non ortodosso? Perchè effettuare spedizioni “segrete” se si hanno tutti i permessi, i diritti e le autorizzazioni necessarie?
Se SBRG ha libero accesso alla Bosnia e ai siti di scavo, non vi è alcun motivo per lavorare in segretezza e senza farsi vedere da nessuno. Se invece vi fossero difficoltà con le autorità Bosniache o non avessero i permessi per fare quello che affermano di aver fatto, allora forse è questo il motivo di tanta segretezza?
Inoltre, quali attendibilità potrebbero avere delle misurazioni fatte in fretta, dovendosi nascondere da chi non vuole che facciano quelle operazioni?
Oppure queste dichiarazioni vengono fatte ad arte, per alimentare l’aura di mistero che li circonda e la fama che si sono fatto tra le menti semplici, di essere osteggiati dalle autorità e dalla “Scienza Ufficiale”?

Non sappiamo cosa abbia realmente fatto il Debertolis, cosa sia vero e cosa no, ma la logica ci aiuta e può aiutare il lettore a farsi una propria opinione e a rispondere alle precedenti domande.

Pare che queste misurazioni “segrete” potrebbero essere usate ed inserite in un articolo che il Debertolis sta preparando per una congresso. Se dovesse concretizzarsi questa evenienza, a questo punto ci sentiremmo in dovere di far presente la questione alla commissione coinvolta, che trarrà le conclusioni che riterranno opportune.

 

Ultima curiosità. Nelle registrazioni di cui i grafici nello screenshot seguente, apparentemente fatte dal Debertolis sulla cima della Piramide del Sole, non è possibile rilevare tracce di ultrasuoni. Sarebbe interessante sapere se sono spariti o se la strumentazione non era in grado di rilevarli in quel momento o in quella configurazione.

Tracciato dei suoni sulla cima della Piramide del Sole, senza traccia di ultrasuoni

Tracciato dei suoni sulla cima della Piramide del Sole, senza traccia di ultrasuoni

 

AGGIORNAMENTO 20/06/2013

 

Segnaliamo l’ennesima scorrettezza che rileviamo in questa storia.

Recentemente abbiamo avuto modo di dibattere, non sempre serenamente purtroppo, con il Prof. Debrtolis, su un forum americano.

Gli abbiamo fatto notare una serie di imprecisioni, errori e mancanze, tra cui lo strafalcione clamoroso contenuto nella frase:

Matematicamente, la velocità della luce / onde elettromagnetiche e la velocità del suono / vibrazioni meccaniche in qualsiasi ambiente sono costanti.

Bene, evidentemente in difficoltà, il Debertolis ha risposto sviando o evitando di entrare nel merito delle varie questioni, non sappiamo se per mancanza di conoscenze basilari o per imbarazzo.

Nello specifico, alla domanda sul perchè avesse scritto una bestialità come quella riportata poco sopra, ha risposto che nelle brochure per il pubblico si scrivono delle cose diverse rispetto a quelle che vanno nelle pubblicazioni scientifiche.

Il problema è che, purtroppo, al pubblico non si dovrebbero raccontare frottole.

Evidentemente adirato, il dr. Debertolis ha evitato di proseguire la discussione, ma, incredibilmente ha rimesso mano ad articoli vecchi di anni, modificando frasi e paragrafi per nascondere gli errori.

In particolare, la frase di cui sopra adesso è diventata:

“Matematicamente, la velocità della luce / onde elettromagnetiche e la velocità del suono / vibrazioni meccaniche nello stesso sistema sono costanti.”

che trovate a questo link

Le vecchie versioni del documento le trovate qui e qui

C’è di più. Segnaliamo che hanno inventato un’altra piramide, il Monte Rtanj in Serbia.

Vogliono ripetere lo stesso esperimento e hanno emesso le locandine, sulle quali c’erano gli stessi errori riportati fedelmente.

Dopo la nostra segnalazione, il Debertolis ha modificato la versione “Blog” dell’articolo ma non la locandina PDF.

Confrontate il paragrafo “Metodologia del’esperimento”

Articolo

PDF

Nell’articolo trovate

“Matematicamente, la velocità della luce / onde elettromagnetiche e la velocità del suono / vibrazioni meccaniche nello stesso sistema sono costanti.”

Nella locandina invece:

“Mathematically, the speed of EM/light and the speed of sound/mechanical vibration in any surroundings are constant.

Che si mettano d’accordo prima di pubblicare o modificare il loro materiale, senza per’altro avvisare i lettori della modifica o segnalarla in alcun modo.

La serietà dovrebbe essere un requisito fondamentale per chi fa ricerca. O pretende di farla.

 

 

 

 

 

 

Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – La Paura dei sostenitori di Debertolis

Questo breve articolo non fa parte integrante della ricerca, ma si rende necessario per spiegare alcune dinamiche che circondano la figura del professor Paolo Debertolis.

 ***

Vi ricordate il sito catasfrofista Nibiru2012.it?

Ne avevano parlato nel capitolo dedicato al professore, spiegando come sia uno dei principali megafoni che il suddetto usa per propagandare la sua figura e le sue attività.

Dopo i nostri articoli, il timore di contestazioni e la particolare attitudine dei gestori di Nibiru2012 a mostrarsi acritici e proni a qualsiasi suo capriccio, ha portato il professore ad abbandonare molti forum che prima frequentava assiduamente, che si sono dimostrati decisamente meno disponibili ad eliminare ogni fonte di “disturbo” (leggasi: critica) alle esternazioni del Debertolis, per ritirarsi nella riserva naturale che gli offre Nibiru2012.

Oggi è accaduto che uno degli utenti di quel forum ha riportato integralmente un nostro articolo all’interno discussione dedicata all’adulazione del professore. Casualmente ci siamo trovati nelle vicinanze e abbiamo avuto la prontezza di effettuare uno screenshot

Screenshot

Scorrendo in basso, il messaggio è quello di MOFO.

Come potete vedere, non è nulla di più di un semplice copia incolla, ma evidentemente da fastidio che qualche loro utente venga a conoscenza di quello che loro chiamano il “forum che non c’è” (se non ci siamo com’è che la gente ci trova e va da loro a riportare i nostri articoli?)

Nemmeno mezz’ora dopo, il post era stato rimosso, non sia mai che il Debertolis possa in qualche modo dispiacersene.

L’avvertimento della “moderatrice” Enheduanna, una delle più accanite sostenitrice del professor Debertolis

Perché non permettete che la gente legga la nostra inchiesta? Avete forse paura che apra gli occhi? Avete forse paura che il Professore si ritiri in buon ordine anche dal vostro sito qualora iniziassero le domande?

Ai posteri l’ardua sentenza!

 

Simplicio

Aggiornamento 25/12/2012

Come accennato qui:  link,  nell’aggiornamento del 23 dicembre 2012, abbiamo contattato il Dr Roberto di Lenarda, direttore del DSM dell’università di Trieste.

Egli ci aveva chiesto l’invio di un documento di identità prima di rispondere alle nostre domande, ma noi ci siamo rifiutati, adducendo come motivazione il seguente passaggio:

“I temi che affronto  mi portano a discutere con persone nella maggior parte dei casi afflitti, come minimo, da paranoie, che non hanno remore ad affibbiare ad un nome tutta una serie di “qualità” che prescindono dal contenuto dei dibattiti, ma sfociano nell’insulto e nella diffamazione, e, sinceramente, non ho voglia di pagare avvocati per difendermi, preferisco prevenire.”

Oggi voglio raccontarvi di uno di questi individui e del suo modo di fare.

Parliamo di Nenad M. Djurdjevic  un sedicente “ricercatore indipendente” al quale volevamo dedicare un articolo all’interno dell’inchiesta, ma abbiamo ritenuto di dover soprassedere, consapevoli che  nessuna persona dotata di un cervello pensante possa dar credito alle sue “produzioni letterarie”, mentre per quelle che mancano di tale attributo, poco possiamo fare.

Costui si è autoproclamato archeologo, nonostante sia incapace di distinguere un amuleto antichissimo da un mattone eroso dall’acqua (si veda qua: Brick-a-brac).

Evidentemente messo alle corde dal moltiplicarsi delle prove contrarie a tutta la vicenda delle piramidi bosniache, ha recentemente effettuato due interventi sul forum di cui abbiamo parlato in questo articolo, che spiegano molto chiaramente il senso delle nostre parole al dr. Di Lenarda.

Il primo è il seguente:

Comunque, alla fine ognuno decida a chi vuol credere, ai ricercatori mentalmente sani, oppure a quelli come Schoch e la sua compagna di ricerche, la parapsicologa M. Colette Dowell, che fu sorpresa dalle cameriere del motel Piramida Sunca a tirare cocaina, nonché accusata di molestie nei confronti di una delle cameriere del motel.

Datato 02/12/2012 e reperibile qui, mentre il secondo è questo:

“Lo sapevate che un loro amico nonché uno dei più chiassosi oppositori del progetto, il personaggio con il nome “ronald”, era un travestito porcellone di origine belga che offriva massaggi erotici online?
Lo avevo scoperto quando questo tizio mi aveva talmente rotto le uova nel paniere, che fu costretto a tracciare i suoi messaggi e il suo indirizzo IP sul mio sito web.
Quando l’avevo scoperto fece talmente una brutta figura che sparì per sempre dalla circolazione.
http://www.bosnian-pyramid.org/guestbook/?currentPage=3
Mi chiedo e chiedo sopratutto a Voi: com’è possibile credere a certi personaggi come irna e tutta la compagnia bella che frequenta pervertiti che offrono messaggi erotici online?
Ma dov’è finita la “vera scienza”… in un bordello”

Datato 24/12/2012 e reperibile qui.

I passaggi si commentano da soli e qualificano benissimo l’autore per quello che è.

Tutto ciò ci fa ritenere di aver agito molto bene, evitando di rivelare le nostre identità e spiega perfettamente perchè ci siamo rifiutati di identificarci finora.

Evidentemente, terminati gli argomenti seri, qualora fossero mai esistiti, i protagonisti della vicenda stanno iniziando ad utilizzare uno strumento ben noto agli italiani: la macchina del fango.

Emblematico è anche questo commento del Dr. Debertolis ad un esilarante articolo scritto da Abacus, sul sito di Irna, dove praticamente si suggerisce che la stessa Irna sia una massone che lo osteggia per misteriosi e oscuri motivi.

Ovviamente certi commenti rilasciati su un sito come Nibiru2012.it, che ha fatto la sua fortuna sulle panzane rifilate ai creduloni in merito alla fine del mondo di 4 giorni fa, hanno la stessa credibilità di certe dichiarazioni che si possono leggere sui giornali scandalistici di serie Z, ma quello che vogliamo sottolineare è il metodo che certuni usano per attaccare chi li critica portando fatti  e prove concrete, che chiarisce una volta per tutte il motivo per cui non desideriamo esporci con nome e cognome a questa barbarie.

Per concludere, segnalo come i sostenitori del dr. Debertolis siano armai alla frutta, arrivando addirittura ad insultare apertamente e volgarmente, con il beneplacito dell’amministrazione del forum di Nibiru2012.it,  chi pone delle semplici domande al loro beniamino. A tutte le persone oggetto di questi insulti e bersaglio della macchina del fango messa in moto da questi figuri, va la nostra solidarietà più sincera.

La bocca parla dell’abbondanza del cuore.

 

 

 

 

 

 

Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – I Punti Salienti: Le Piramidi

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1. Introduzione – LINK

1.1 Lettera aperta al direttore del SBRG – LINK

2. I Protagonisti: la Fondazione – LINK

2.1. I Protagonisti: Semir Osmanagic: l’Indiana Jones bosniaco – LINK

2.2  I Protagonisti: Il gruppo SBRG – LINK

2.3  I Protagonisti: Paolo Debertolis – LINK

 

I punti salienti: Le Piramidi

 

Tutta la vicenda che stiamo raccontando ruota attorno alle presunte Piramidi della Valle di Visoko. Si tratta di alcune colline che circondano la cittadina bosniaca di Visoko, le quali, per la forma peculiare, ricordano delle strutture piramidali.  La più famosa è la cosiddetta Piramide del Sole, a seguire le più piccole Piramide della Luna e Piramide della Terra o del Dragone.  In basso una serie di immagini delle strutture e della loro disposizione reciproca.

 

La collina di Visocica, rinominata “Piramide del Sole” – Fonte: http://www.bosnianpyramid.com/

 

Mappa Geodetica della Piramide del Sole – Fonte: http://www.bosnianpyramid.com/

 

Confronto tra le piramidi bosniache e le altre presenti nel mondo – Fonte: http://www.bosnianpyramid.com/

Queste colline hanno una forma particolare, che ricorda in alcune caratteristiche delle strutture artificiali, ad esempio spigoli più o meno netti, lati abbastanza dritti ecc, tant’è che già all’inizio degli scavi si disse che erano strutture artificiali, affidandosi semplicemente alle prime impressioni.

 

Mappa della Valle di Visoko – Fonte: http://www.bosnianpyramid.com/

Sulle varie piramidi sono state attivate varie sonde, cioè zone di scavo finalizzate a ritrovare la struttura originaria, che si suppone sia sepolta sotto uno strato di terriccio, depositatosi nei millenni.

Vediamone alcuni esempi.

Scavi su una delle “Piramidi” – http://www.bosnianpyramid.com

Scavi sulla Piramide della Luna – Fonte: http://www.dailygrail.com

Sonde avviate sulla Piramide della Luna – Fonte: www.nibiru2012.it

Sono state riportate alla luce varie lastre di pietra dalla forma vagamente squadrata. Da altre parti sembra che vi siano dei “piani di calpestio” ovvero delle zone che appaiono come lastricate.

La vicenda nasce nel 2006, quando Sam Osmanagic annunciò al mondo la scoperta delle piramidi più grandi e antiche del mondo:

L’inizio degli scavi procede di pari passo con un marketing aggressivo, che porta frotte di turisti e volontari desiderosi di contribuire a quello che viene definito il più importante sito archeologico del mondo.

L’intero iter di annunci, controannuci, scoperte, passi indietro, avanti e di lato, essendo una mole non indifferente di documenti, può essere seguito leggendo gli articoli in inglese presenti a questi link:

Gli scavi del 2006

Gli scavi del 2007

Gli scavi del 2008

Gli scavi del 2010

Gli scavi del 2011

Riteniamo la fonte affidabile ed estremamente ricca di dati e riferimenti, per cui invitiamo chi fosse interessato a scendere nei particolari, ad una approfondita lettura.

Inoltre, questo documento in francese, facilmente traducibile direttamente dal browser, riassume ulteriormente  la vicenda:

Noi abbiamo svolto delle ricerche per trovare esperti e documenti che ci aiutino a fare chiarezza.

Su un forum abbiamo trovato un report di un geologo sloveno, il quale ha svolto un’indagine geologica sulle strutture definite “Piramidi”.

Abbiamo contattato il geologo in questione, il quale ci ha inviato il report completo, in formato pdf, che però non possiamo pubblicare per intero.

Il dr. Gorazd Žibret nel suo “Geological report of the brief geological inspection in the Visoko area, focused on the Vicočica hill” conclude così:

“The shape of the Visočica hill is from geomorphologic point of view very unusual. From the geological point of view it is undoubtedly that the whole hill is of natural origin. But there is still an archaeological question to answer whether the hill is shaped by the man to get the pyramidal form. To find the proofs of the past human activity in that area the extensive geological and archaeological research, supported by the multidisciplinary approach should be done. The special focus of the multidisciplinary research should be on the tunnels, which seems to be a very old man-made structure. It is essential to collect the massive database of scientifically gathered data to support and to proof the existence of the Bosnian Pyramid of the Sun.”

Altre sue opinioni personali, che ci ha privatamente  esposto, sono impubblicabili per questioni legali, in quanto vorremmo evitare che altri personaggi che ci hanno paventato la possibilità di trascinarci in tribunale, abbiano appigli per farlo.

La dr.ssa Lidija Loučka Mićić (vedi qui), nella sua lettera ha così commentato la vicenda:

“Il rapporto del mondo accademico sul progetto  “Valle delle Piramidi in Bosnia” è rimasto uguale a qualche anno fa, quando gli esperti dell’ ANU BIH, il Museo nazionale BIH, varie competenti istituzioni e singoli esperti  hanno dato il loro parere ed hanno alzato la voce contro le affermazioni della Fondazione.   La ragione, sia allora che oggi,  è che la Fondazione non ha mai presentato, ne esiste alcun materiale  archeologico, ceramiche, vetri, metalli i quali proverebbero l’esistenza di una struttura artificiale. Il rapporto non indica né presenta alcuna adeguata stratigrafia di strati culturali (né geologici) perché gli strati geologici non sono ne possono rappresentare alcuna base per lo studio di strati culturali stratigrafici.

Gli autori “dell’ipotesi delle piramidi” in alcun modo hanno convinto,  né i professionisti né le istituzioni competenti dell’esistenza delle piramidi, presentando dei risultati puramente geologici, i quali sarebbero identici  o almeno simili in qualsiasi altra parte della Bosnia e Erzegovina.  Si tratta di formazioni  puramente geologiche  le quali non rappresentano alcuna novità e dietro questa posizione ci sta tutta la scienza ufficiale competente diretta dal  Prof. phd . Safet Vrabec  dall’ Università di Geologia di Tuzla.
Questi metodi non sono “multidisciplinari” in quanto assolutamente inadeguati per le ricerche archeologiche.  Le ricerche geologiche possono rappresentare una fonte aggiuntiva di informazione in un’analisi secondaria, ma mai possono rappresentare il metodo primario di ricerca in quanto con essa non si può scoprire nulla di rilevante per la ricerca archeologica.  Se così non fosse, l’archeologia e la geologia rappresenterebbero un’unica disciplina scientifica, ma sta di fatto che una studia gli strati geologici, come ad esempio strati carboniferi,  minerali, petrolio; l’altra si occupa di ricercare l’esistenza di diverse culture e civiltà.”

 

Un altro autorevole parere proviene dal dr. Anthony Harding, presidente dell’Associazione Europea degli Archeologi, il quale ha stroncato sul nascere la teoria che le piramidi siano dei manufatti. È possibile trovare il suo pensiero qui.

Nell’articolo seguente, invece, ogni singolo aspetto della geologia delle piramidi viene spiegato e analizzato nel dettaglio, chiarendo, con dovizia di fonti e particolari, ogni aspetto controverso “presunto-artificiale” relativo alle piramidi.

Geologia delle Piramidi Bosniache

Una foto che a nostro avviso è emblematica, in quanto mostra gli strati geologici piegati dagli sforzi tettonici:

Strati piegati dagli sforzi tettonici

Infine, nonostante il dott. Debertolis abbia scritto, senza alcun supporto scientifico, che la piramide del Sole è chiaramente una collina rimodellata (ad esempio qui), il documento che più di ogni altro ci ha convinto che le strutture della valle di Visoko siano naturali proviene da una fonte a lui molto vicina.

Si tratta di una relazione geologica effettuata dalla dr.ssa Emanuela Nunzia Croce, per conto del gruppo di ricerca SBRG.

Questa relazione si trova sia nell’area utenti registrati del sito SBRG, sia su un link pubblico dal quale è possibile accedere senza essere registrati, che presumiamo sia stato inserito per facilitare la diffusione del documento. La legge ci consente di citarne una parte a scopo di critica, per cui possiamo tranquillamente riportarne le conclusioni:

Le indagini effettuate sui campioni e lo studio della letteratura geologica e geomorfologica, nonché l’analisi di tutta la documentazione fornita dal committente e reperita in internet, hanno permesso di formulare un giudizio complessivo relativamente alle questioni iniziali. La cosiddetta Piramide del Sole è il risultato della sedimentazione clastico-terrigena continentale miocenica per quanto riguarda i materiali costituenti e la loro stratificazione; la forma della collina, l’inclinazione degli strati e la loro dislocazione, nonché la fessurazione che conferisce ai vari strati una forma pseudo pavimentale, sono dovuti al modellamento geomorfologico post miocenico, insieme a fenomeni tettonici locali e globali.

AGGIORNAMENTO 18/10/12 ore 20.30: Attorno a questa vicenda accadono sempre cose “mysteriose”! Il link dal quale era possibile accedere alla relazione geologica senza essere registrati sul sito SBRG è stato rimosso. E’ rimasto funzionante per mesi, lo era fino a questa mattina e nel primo pomeriggio, ma adesso non lo è più. Non sappiamo perchè qualcuno vuole tenere nascosta una relazione così ben fatta e conclusiva come quella della dr.ssa Croce, ma tant’è. In ogni caso, registrandovi sul sito SBRG, nella sezione “documenti”, la ritrovate.

Concludendo,  tutta la documentazione scientifica che è possibile reperire sull’argomento, tutte le relazioni serie e le indagini rigorose portano a concludere che le piramidi non sono piramidi, ma strutture puramente naturali. Al momento non vi è nemmeno alcun segno di una rimodellazione artificiale delle colline, nonostante qualcuno si ostini a dichiarare il contrario.

Stupisce quindi che vi siano ricercatori o presunti tali che si ostinano a definire “piramidi” delle strutture geologiche perfettamente naturali. Ad esempio lo stesso Osmanagic non arretra di un passo dal pensarla in questo modo, senza che possa addurre nulla di più di qualche sensazione. Oppure un certo Nenad Djurdjevic, ricercatore locale, il quale sostiene, con una certa aggressività, che siano opera di una civiltà perduta tanto evoluta quanto “introvabile”.  Tra i folgorati sulla via di Damasco invece troviamo il dr. Debertolis, il quale ormai da mesi sostiene che le piramidi non sono piramidi, anche se lascia sempre la porta aperta alla possibilità di una rimodellazione umana.

Noi riteniamo che la vicenda si sgonfierà con gli anni, quando anche il grosso dei sostenitori si renderà conto che non salta fuori nulla di eclatante e definitivo, ma solo annunci su annunci superficiali e mai risolutivi e che tutta la storia ormai va avanti perché si è raggiunto un punto di non ritorno, per cui non è più possibile smontare il carrozzone politico-turistico-fantarcheologico che si è creato attorno al sito.

 

PROSSIMAMENTE: La voce delle Piramidi

Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – I Protagonisti: Paolo Debertolis

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1. Introduzione – LINK

1.1 Lettera aperta al direttore del SBRG – LINK

2. I Protagonisti: la Fondazione – LINK

2.1. I Protagonisti: Semir Osmanagic: l’Indiana Jones bosniaco – LINK

2.2  I Protagonisti: Il gruppo SBRG – LINK

 

2.3  I Protagonisti: Paolo Debertolis

Il principale componente e il solo personaggio di cui parleremo riguardo al gruppo SBRG è il dott. Paolo Debertolis, ricercatore universitario all’università di Trieste.

Il suo curriculum recita :

  • Nato nel 1957
  • Laurea in medicina e chirurgia
  • Specialista in Odontostomatologia
  • Diploma di perfezionamento in odontologia e odontoiatria forense
  • Laureando in scienze giuridiche
  • Ha insegnato presso il Corso di Studio in Odontoiatria e Protesi Dentaria negli insegnamenti di Clinica Odontostomatologica, Parodontologia, Pedodonzia e Patologia Odontostomatologica di cui è stato anche il titolare per vari anni.
  • È attualmente co-titolare del corso integrato di Clinica Odontostomatologica presso il Corso di Studio in Medicina e Chirurgia per la parte riguardante gli argomenti prettamente di Clinica Odontoiatrica e Stomatologia.
  • È titolare anche del corso a scelta “Applicazioni Forensi di Odontoiatria Legale e Odontologia” presso il Corso di Studio in odontoiatria e Protesi Dentaria.
  • Ha prodotto dal 1986 ad oggi 51 pubblicazioni scientifiche di cui 28 in collaborazione.

Sul sito SBRG troviamo scritto che da alcuni anni ha ampliato le proprie linee di ricerca, allargando i suoi studi in ambito archeologico e antropologico, ricollegandosi all’insegnamento di Archeologia Odontoiatrica. Per far questo, ha iniziato uno studio in ambito antropologico connesso ai tunnel di Ravne ed agli sviluppi delle ricerche sulla Civiltà di Visoko.

In un recente articolo, apparso sul sito della fondazione Piramidi Bosniache, viene definito antropologo,  ed egli stesso ha affermato di essere “professore universitario di ruolo da 24 anni” in un forum online.

Lo abbiamo contattato via mail per richiedere un’intervista in merito a quest’articolo e inizialmente ha gentilmente acconsentito a rispondere ad alcune domande introduttive sul suo lavoro e sul gruppo SBRG.

Purtroppo quando abbiamo posto delle domande un po’ più complesse e che evidenziavano alcuni punti poco chiari della vicenda “Piramidi Bosniache”, ha preferito non rispondere, accusandoci di maleducazione.

In particolare, in merito al suo ruolo e alle sue competenze abbiamo chiesto:

Lei ha affermato di essere professore di ruolo da 24 anni, nel 2011, ma sul suo curriculum leggiamo che, all’università di Trieste, ha il ruolo di Ricercatore Universitario. Inoltre tra le sue specializzazioni leggiamo: odontostomatologia, odontologia e odontoiatria forense, odontoiatrialegale, archeologia odontoiatrica et altre, ma, ad esempio, in uno degli ultimi articoli presenti sul sito Piramidasunca.ba lei viene definito  “italijanski antropolog profesor” , cioè professore di antropologia.  Potrebbe per cortesia chiarire il suo ruolo e le sue competenze? Inoltre, potrebbe spiegarci se lei svolge la sua ricerca sulla valle di Visoko in qualità di Odontoiatra specializzato in pratiche forensi e archeologiche, quindi studiando resti umani, o in veste di semplice appassionato, quindi come hobby? Se studia resti umani, potrebbe per favore mostrarci i documenti e le immagini che testimoniano questi ritrovamenti?

Ottenendo, solo per questa domanda delle 10 poste, una risposta piccata in merito al fatto che egli afferma di essere un professore aggregato e al contempo ha negato di aver mai detto di essere un “professore universitario di ruolo da 24 anni”, come invece possiamo leggere nello screenshot seguente, tratto da qui (il dr. Debertolis su molti forum scrive con il nick “Pablito”):

Il post di pablito prima della modifica

 

Ulteriormente sollecitato, ci ha confermato di essere solo un ricercatore universitario titolare di un insegnamento e non un professore di ruolo, e ha modificato il precedente messaggio in questo modo:

 

Il post di Pablito dopo la modifica

 

Prendiamo atto della correzione e apprezziamo l’umiltà dimostrata nel riconoscere l’errore, anche se tale ravvedimento ci è apparso tardivo e probabilmente legato al fatto che abbiamo segnalato noi l’errore, avvisandolo della pubblicazione di questo articolo. Ricollegandoci alla vicenda del logo del Politecnico di Milano illustrata nel precedente articolo,  pare che il dr. Debertolis abbia la tendenza ad esagerare quando parla di se e delle sue sponsorizzazioni incorrendo in sviste che lo rendono più autorevole agli occhi del lettore distratto.

Detto questo, in tutta la vicenda riguardante le piramidi bosniache e i tunnel di Ravne, che si sappia, non sono mai stati ritrovati resti umani tali da richiedere l’intervento di un esperto Odontoiatra forense specializzato in archeologia odontoiatrica come il dottor Debertolis. Per questo viene naturale pensare che la sua attività di ricerca all’interno del sito bosniaco, nel campo degli scavi ai tunnel di Ravne, nello studio delle presunte piramidi e  nell’analisi dei suoni emessi dalla piramide del sole, venga svolta più come hobby e passione personale,  in quanto la ricerca appare lontana dal suo campo di specializzazione.

Chiaramente qui si sta parlando solo delle attività svolte in Bosnia oggetto delle nostre ricerche, senza con questo voler togliere al dr. Debertolis alcun merito riguardo al suo campo di specializzazione che non è messo in discussione all’interno di questi articoli. Altri approfondimenti sulla sua figura si possono trovare al seguente link.

Il dott. Debertolis è il titolare del sito www.salviamoci2012.it   e si è avvicinato alla questione Piramidi Bosniache nel 2010, con una visita dalla quale ha tratto una serie di articoli pubblicati sul suo portale e nel sito catastrofista Nibiru2012.it.

Il sito salviamoci2012.it purtroppo risulta attualmente sotto l’attacco di hacker, azione che condanniamo fermamente; per questo, noi che avevamo effettuato un download dell’intero sito alcuni giorni prima che accadesse, ci teniamo ad informare il dr. Debertolis che qualora intendesse ripristinarlo e non disponesse di backup recente, può contattarci via email. Lo staff di Eclisseforum sarà ben felice di aiutarlo.

Riportiamo di seguito i link della prima puntate del suo primo viaggio tra le “piramidi” pubblicate sui siti citati prima, chi volesse può contattarci per avere i restanti link, qualora non riuscisse a trovarli.

Nibiru2012 –  parte 1

Salviamoci2012 – parte 1

Dopo la pubblicazione di questi articoli, il sito Nibiru2012.it sembra sia diventato un suo punto di riferimento per la divulgazione delle notizie riguardanti il suo lavoro in Bosnia, aggiornando continuamente l’utenza nel topic: Piramidi in Bosnia datate 12000 a.C

Il portale in questione trova le sue basi nella propagazione di notizie sensazionalistiche e catastrofiste,  di solito infondate, e molti degli utenti  sono ben lieti di ricevere aggiornamenti “misteriosi” e di accettare acriticamente qualsiasi cosa gli venga riferita. In modo abbastanza naturale, l’esaltazione di notizie come quelle relative al contesto Piramidi Bosniache viene accettata e raramente discussa nel merito, per cui si è venuto a creare un ambiente “propedeutico” ad ulteriori sviluppi misterici, ma scevro di efficaci contraddittori e dove è praticamente impossibile esporre le proprie critiche senza incorrere in un qualche tipo di moderazione. Non sappiamo se la collaborazione duri ancora oggi e se la dirigenza ha mai espresso posizioni ufficiale in proposito. Per cercare di capire meglio, abbiamo interpellato gli amministratori del sito in questione, i quali hanno preferito glissare sulla questione, quindi senza confermare o smentire il pieno supporto all’attività del Debertolis. Altre fonti, la lettura dell’intero topic succitato e l’esperienza diretta, però, ci fanno ritenere che il supporto dato dal portale Nibiru2012.it al gruppo SBRG sia totale e acritico.

Ultima cosa da segnalare per quanto riguarda la propensione alla discussione e al contraddittorio, è che in data 10/08/2012, in seguito al nostro scambio di mail, il dr. Debertolis ha aggiunto la sezione “note giuridiche” al sito SBRG, prima inesistente, come si vede dagli screenshots seguenti:

Home SBRG al 08-08-2012

 

 

Home SBRG al 12-08-2012

(nel riquadro verde al centro dell’immagine, è evidenziata la modifica del testo in seguito alla vicenda del Politecnico di Milano – vedi articolo precedente)

Questa manovra poteva apparire come un tentativo volto ad impedire al nostro staff di stendere un articolo ricco di riferimenti, proibendoci la citazione del materiale presente sul loro sito.

Per fugare ogni dubbio, abbiamo quindi chiesto il permesso al Debertolis per utilizzare parti di testo e immagini presenti sul sito di SBRG, ed egli ce lo ha negato fortemente informandoci che avrebbe fatto vagliare i nostri articoli da un legale. Non sappiamo se lo farà, di sicuro lo abbiamo fatto noi, chiedendo il parere di più di un legale prima di pubblicare ogni singola parte.

Questo tentativo di limitarci, legittimo e parzialmente valido, è però allo stesso tempo maldestro, poiché la legge garantisce che:

il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti d’opera, per scopi di critica, di discussione ed anche di insegnamento, sono liberi nei limiti giustificati da tali finalità e purché non costituiscono concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera.

Nessuna pagina di “note giuridiche” può scavalcare le legge. Infatti questo sito è senza scopo di lucro, stiamo usando parti di suoi scritti a scopo di critica e non stiamo usando immagini di proprietà di SBRG.

Tornando agli aspetti relativi alla sua attività di docente, recentemente il Debertolis ha pubblicato in un forum americano questo documento, che dovrebbe attestare il fatto che la sua università è pienamente informata della sua attività e lo supporta totalmente.

Come si può leggere nel documento andando all’ultima pagina, troviamo questo passaggio:

Il Prof. Paolo Debertolis, ricercatore dell’UCO di Odontoiatria e Stomatologia e specialista in Archeologia Odontoiatrica fa parte di una spedizione archeologica in Bosnia alla “Piramide del Sole”. I risultati ottenuti sono di rilevante interesse e hanno consentito di evidenziare in profondità strutture riferibili a tombe molto antiche, che saranno portate alla luce nel prossimo futuro.

Sembra che egli abbia parlato genericamente della sua attività, prendendo la parola nel punto all’ordine del giorno dedicato alle varie ed eventuali. L’unica menzione che si fa riguarda la presunta tomba scoperta col georadar di cui parleremo in seguito. Non si fa riferimento nel documento a piramidi costruite nel 25000aC, di ultrasuoni provenienti da 2km di profondità, di entità impalpabili chiamate SBI e di tutte le altre cose di cui si è occupato negli anni. D’altronde non avrebbe avuto il tempo di farlo e sarebbe sembrato riduttivo se lo avesse fatto, essendo la riunione durata un’ora e avendo trattato prima di quello altri 16 punti all’ordine del giorno.

Per questo motivo questo documento potrebbe non essere sufficiente a dimostrare il pieno e completo sostegno dell’Università di Trieste all’attività del dr. Debertolis. Per fugare ogni dubbio, sarebbe interessante poter leggere qualche documentazione aggiuntiva in tal senso e ci pregiamo quindi di poter chiedere al professore documentazione integrativa che confermi in maniera inappuntabile la collaborazione dell’università di Trieste  per tutto quel che concerne ogni aspetto controverso emerso nella vicenda Piramidi Bosniache. Se vorrà accogliere la nostra richiesta, modificheremo in chiaro questo paragrafo con totale nostra disponibilità a far luce su ogni aspetto in maniera obiettiva.

In conclusione, il quadro che emerge rende ai nostri occhi il professor Paolo Debertolis un personaggio controverso ma di assoluto interesse nell’ambito della vicenda delle Piramidi Bosniache. Leggendo le sue dichiarazioni e le discussioni a cui ha partecipato, ci è apparso evidente come egli ricerchi la notorietà e l’appoggio degli appassionati di misteri, il che lo porta ad esagerare, a nostro avviso, il propri ruolo e le proprie frequentazioni. Inoltre chi ha avuto la possibilità di leggere il carteggio indebitamente pubblicato senza autorizzazione dal dr. Debertolis, può valutare da sé la sua mancanza di disponibilità ad un contraddittorio, anche spinoso, che lo ha portato a definire le nostre domande come gossip. Egli sembra preferire ambienti di discussione in cui le contestazioni siano superficiali o assenti e comunque non basate su una verifica approfondita. A tal proposito è decisamente inusuale che un ricercatore impegnato in uno studio scientifico di portata mondiale, decida di affidare il suo diario ad un sito del calibro di nibiru2012.it (nome omen), che di scientifico non ha nulla.

Pensiamo che chi accetta nel proprio percorso professionale di effettuare ricerca di confine, debba aspettarsi contestazioni importanti ed essere preparato a rispondere con dimostrazioni altrettanto efficaci e rigorose. Con tutto il rispetto e fatte le debite proporzioni, la storia è pieni di scienziati che hanno rivoluzionato la conoscenza scientifica in determinati campi, si pensi a Galileo o ad Einstein;  ma non lo hanno fatto rifiutandosi di rispondere alle domande, quanto piuttosto rispondendo in maniera precisa e chiara. Anzi, forti del loro impegno e sicuri delle proprie ricerche, hanno accolto tutte le critiche del mondo scientifico e non, a 360 gradi. Se è questo che il Prof. Debertolis sta cercando di fare, se ritiene che la sua ricerca rivoluzionerà in qualche modo la nostra conoscenza della storia, non vediamo perché debba ritrarsi di fronte ai contraddittori.

La  propensione a dichiarare “gossip” ogni domanda scomoda, rende la domanda stessa “pesante” e le fa acquistare un peso specifico maggiore. Per cui non rispondere a determinate domande significa avvalorare il dubbi che contengono, indirettamente, tramite appunto il silenzio e la ritrosia.

Infine, ci sentiamo di dire che il gossip è altro, ed implica risvolti, futili, personali e caratteriali che le nostre domande assolutamente non possedevano. Non si sta parlando del Prof. Debertolis dal punto di vista della “persona”, ma dal punto di vista del “Personaggio Pubblico”. Egli diviene personaggio pubblico nel momento in cui rilascia interviste riguardanti le Piramidi a vari siti e televisioni. Essendo un personaggio pubblico, va da sé che le valutazioni e le contestazioni in merito alle sue stesse dichiarazioni, facciano parte della stessa ricerca che svolge. In questo contesto anche le domande sul fatto che la sua ricerca in Bosnia potrebbe esulare dal suo campo di specializzazione, sono parte integrante della sua stessa ricerca. Ovviamente sarebbe ingenuo e pretestuoso affermare che non ci si possa interessare a campi diversi dal proprio percorso di studi, e non è nostra intenzione sollevare questo punto. Ma è bene tenere a mente e mettere nel giusto casellario le varie informazioni per poter fare una valutazione oggettiva quando si leggono determinate cose.

 

Fine Capitolo 2

PROSSIMAMENTE: I Punti Salienti: Le Piramidi della Valle di Visoko

Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – I Protagonisti: Il Gruppo SBRG

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1. Introduzione – LINK

1.1 Lettera aperta al direttore del SBRG – LINK

2. I Protagonisti: la Fondazione – LINK

2.1. I Protagonisti: Semir Osmanagic: l’Indiana Jones bosniaco – LINK

 

2.2  I Protagonisti: Il gruppo SBRG

Cos’è il gruppo SBRG? Come ci è stato riferito dal Dr. Debertolis, uno dei suoi principali componenti, SB Research Group è un gruppo di ricerca multidisciplinare internazionale Italo-Croato-Finlandese, che pone l’obiettivo di studiare i siti archeologici su cui lavora da prospettive non-ortodosse, poiché (secondo loro) gli archeologici tradizionali trascurerebbero importanti aspetti tecnologico-costruttivi, non avendo le conoscenze per comprenderli.

Il gruppo nasce a fine 2010, occupandosi proprio delle “Piramidi” bosniache, ma si estende ben presto in altri siti, quali alcuni templi neolitici in Gran Bretagna e altrove, specializzandosi in ricerche di archeo-acustica, e si ispira al Gruppo PEAR dell’università di Princeton, nato negli anni 90.

Il nome del gruppo deriva dalla parola bosniaca SB, che dovrebbe significare fantasmi, per cui il gruppo dovrebbe essere “gruppo di ricerca sui fantasmi”.

I componenti del SBRG, una decina, essendo appunto un gruppo multidisciplinare, sono diversi per professionalità e competenze spaziando dall’antropologo medico, all’architetto, passando per geologi e tecnici del suono. Il sito sul quale vengono rese pubbliche le notizie e le parziali conclusioni è questo, disponibile in 4 lingue, anche se non tutto il materiale è stato tradotto.

Il gruppo opera in un apparentemente encomiabile spirito di condivisione e trasparenza, pubblicando ogni evoluzione sul proprio sito, “Ciò ovviamente sottopone il gruppo a critiche feroci nel caso di errori durante il cammino, ma esprime anche la volontà dei membri del gruppo di non nascondere nulla” dice Debertolis.

Personalmente non sono d’accordo con questa politica, poiché la scienza e la ricerca hanno bisogno di basi solide a supporto delle proprie affermazioni, e rilasciare in rete dichiarazioni avventate e basate più sulla sensazione personale che sull’evidenza oggettiva, rischia di trarre in inganno il lettore magari interessato all’argomento, ma non abbastanza ferrato in materia da poter discernere l’ipotesi dall’affermazione o dalla teoria. Se nella stesura delle proprie dichiarazioni l’autore non specifica se le sue affermazioni sono ipotesi di lavoro o conclusioni, quindi fatti presumibilmente accertati, si rischia di far fare confusione al lettore, lasciando alla fine il dubbio sul fatto che quella che viene presentata come “evidenza” non si tratti in realtà di una sola sensazione o intuizione. Probabilmente questo è il motivo principale, al di là dei contenuti, da cui derivano le “feroci critiche” che sono state mosse negli anni da chi ha qualcosa da dire in merito, poiché è raro vedere dei ricercatori che nel giro di un anno o due arrivano a sostenere con la stessa forza  una tesi e il suo esatto contrario. Quando questo avviene ci si chiede se tra un anno magari non si sarà giunti ad una diversa conclusione, rendendo di fatto difficile abbandonare un sano scetticismo nei confronti di conclusioni cosi volatili.

Debertolis aggiunge ancora che “Le stesse critiche che giungono da un serbatoio di utenti molto ampio permettono di correggere il tiro in un tipo di ricerca sicuramente di punta”. In realtà durante il nostro scambio di mail, non abbiamo visto alcuna disponibilità ad accettare critiche, così come non l’abbiamo vista in nessuno dei forum che il Debertolis ha frequentato, nella maggior parte dei casi. Ma del Dr. Debertolis parleremo prossimamente.

Il gruppo, stando sempre alle parole del suo direttore, pare non riceva finanziamenti e, per raccogliere fondi, si avvale anche delle donazioni dei componenti. Non ci è stato possibile verificare questo aspetto né smentirlo.

Una cosa interessante è che, sempre secondo il dr. Debertolis e come riportato sul sito, il gruppo SBRG nasce su base universitaria(università di Trieste, Politecnico di Milano, Università di Venezia)

Noi abbiamo cercato di verificare alcune informazioni, prima e dopo aver contattato il dott. Debertolis.

In particolare abbiamo chiesto alle università citate di confermare o meno il loro coinvolgimento nel gruppo, ricevendo risposta solo dal Politecnico di Milano, che molto cortesemente e molto celermente ci ha scritto:

“vi comunico che non esiste alcun legame scientifico o partnership con il gruppo di ricerca SBRG. Abbiamo chiesto immediata rimozione del logo e link al sito ufficiale del Politecnico di Milano.”

L’università di Trieste, invece, ripetutamente contattata, non ha mai fornito una risposta. L’università di Venezia non è stata contattata.

Abbiamo fatto lo screenshot del sito SBRG in data 6 giungo 2012, e la home era la seguente:

 

Home del sito SBRG – data 06-06-2012

 

In data 8 Agosto, il sito si presentava così:

Home del sito SBRG al 08-08-2012

 

Con il logo del Politecnico rimosso.

Nel tempo, lo stesso Debertolis si è vantato più volte di avere rapporti o addirittura il patrocinio delle università citate, con frasi del tipo:

“Quindi un sito che parla della Civiltà di Visoko c’è ed è quello del nostro progetto di ricerca (http://www.sbresearchgroup.eu ).
Sia per me che per la mia collega del Politecnico di Milano esiste il patrocinio delle nostre rispettive università. Come gruppo di ricerca proveniente dall’accordo tra ricercatori di due istituzioni sicuramente libere da influenze economiche (Università di Trieste e Politecnico di Milano) cerchiamo di svolgere delle ricerche con assoluto rigore scientifico.”

Non si capisce quindi per quale motivo il politecnico abbia negato ogni coinvolgimento con il Gruppo SBRG e perché è stato rimosso il logo del Politecnico di Milano se questa collaborazione esiste.

L’unico contatto accertato tra SBRG e il Polimi è la dottoressa Lucia Krasovec Lucas, professoressa al Politecnico di Milano nella facoltà di architettura e un altro dei principali componenti del gruppo SBRG.

Più volte contattata, non ha mai risposto alle nostre email.

Sollecitato, il dott. Debertolis, non ha voluto rispondere alla nostra domanda sulla questione, ma ha provveduto a modificare la seguente frase che si poteva leggere nella home del sito SBRG:

In particolare, hanno manifestato preciso interesse in tal senso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, sezione di Archeologia Odontoiatrica, Università degli Studi di Trieste, e il Dipartimento di Architettura e Pianificazione della Facoltà di Architettura e Società, Politecnico di Milano.

 

In questo modo:

In particolare, ha manifestato preciso interesse in tal senso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, sezione di Archeologia Odontoiatrica, Università degli Studi di Trieste, che ha assunto definitivamente la direzione del progetto.

Rimuovendo la parte relativa al politecnico di Milano, ma solo dopo la nostre domande, adducendo come motivazione il cambio di direzione del dipartimento di architettura del suddetto istituto.

 

Il rapporto tra il gruppo SBRG e la Fondazione Piramidi Bosniache sembra essere di collaborazione subordinata, nel senso che SBRG ha stipulato una convenzione per avere libero accesso ai siti archeologici, non ha alcuna dipendenza economica od organica con la fondazione ma ha l’obbligo di condividere con la stessa ogni risultato a cui perviene, un modo come un altro per dire che i risultati di SBRG sono in parte anche della fondazione, che può vagliarli, approvarli o rigettarli.

Evidenziamo questo aspetto anche in seguito ai diversi problemi che il gruppo SBRG ha avuto con la fondazione, essendosi visto criticare risultati non in linea con le aspettative della stessa, fino agli ultimi sviluppi del settembre 2012, ovvero la vicenda Mike Tate che racconteremo in seguito in dettaglio, dopo la quale pare che SBRG si stia ritirando in buon ordine dalla bosnia.

Concludiamo la presentazione del SBRG elencando le attività di questo gruppo di ricerca negli anni, le quali sono lo scavo dei tunnel di Ravne, le operazioni di scavo su alcune cosiddette “sonde” sui versanti delle colline, le indagini di misteriosi suoni e radiazioni elettromagnetiche provenienti dalla cima della piramide del sole e altre attività minori.

Nonostante le pressioni che ci sono state fatte per spingerci ad evitare di commentare dettagliatamente alcuni aspetti, pena la chiamata in causa di avvocati, e nonostante questo abbia causato il taglio di alcuni fatti che sarebbe stato interessante discutere in questo paragrafo, la nostra ricerca ha evidenziato la filosofia e il modus operandi del SBRG, alcune avventate dichiarazioni e rivendicazioni nonché il rapporto di dipendenza di SBRG verso la fondazione, che ha portato il gruppo ad allontanarsi dalle vicende bosniache a causa dei contrasti con la stessa. Anche qui, come con la fondazione, è emersa la ricerca del sensazionalismo e della pubblicità attraverso annunci più o meno circostanziati. E’ emblematica in questo senso questa frase: “Più avanti abbiamo anche trovato dei segni di unghie sul muro, come di chi è rimasto intrappolato dentro ed è stato preso dallo sconforto. Ma i segni di unghie avevano solo tre dita.” rilasciata in un forum dal dr. Debertolis, corredata semplicemente da un’immagine che ci è stato vietato di mostrare, ma che trovate sul sito SBRG, e nulla più. Sensazioni e impressioni sembrano avere la prevalenza su argomenti più oggettivi, per cui non ci si può lamentare se alla fine arrivano le critiche. Non commentiamo invece ulteriormente la vicenda legata al Politecnico di Milano.

Approfondimenti:

Interessante discussione su un forum straniero. (Pablito è il dr. Debertolis)

(Segnaliamo questa frase del dr Debertolis, datata 11-09-2012: “It is not possible to have the logo of University on our research without authorization and before this authorization they examined very well our project of research.” (pag. 4) E il logo del politecnico?)

The Dentist, the Architect, their Foreman and the Customer Service Manager

SB Research Group

http://irna.lautre.net/Abacus-tries-again.html

Simplicio

 

AGGIORNAMENTO 23/12/2012

Ci sono delle novità riguardanti i rapporti tra SBRG e le università menzionate nell’articolo.

Abbiamo contattato il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, Università degli Studi di Trieste, nella persona del Direttore, il Dott. Roberto Di Lenarda, il quale ha risposto alle nostra richiesta di chiarimenti con un atteggiamento guardingo e poco collaborativo, chiedendoci prima di mostrargli un documento di identità, manco fossimo in questura, e in seguito, dopo il nostro rifiuto ad identificarci,  troncando la nostra corrispondenza con parole che ci fanno ritenere che il il DSM di Trieste appoggi e approvi tutte le ricerche condotte dal gruppo SBRG.

Ulteriore conferma la si ha leggendo questo paper di dubbio valore scientifico, pubblicato da SBRG ad un “congresso online” sconosciuto, alla sua prima edizione:

Fai clic per accedere a Debertolis%20&%20Savolainen%202012.pdf

dove alla fine troviamo:

We are grateful to Department of Medical Sciences of the
University of Trieste (Italy) for supporting in our research and
in particular to the Director, professor Roberto Di Lenarda.

il che, invero, lascia pochi dubbi sulla questione, anche se sul sito dell’Università di Trieste o del DSM non riusciamo a trovare un solo documento ufficiale che parli di questa collaborazione.

Cambiando capitolo, passiamo al Politecnico di Milano.

Il dr. Debertolis ha pubblicato sul sito catastrofista Nibiru2012.it una serie di documenti che chiariscono quanto accaduto con l’università suddetta.

Pare che SBRG abbia mandato una richiesta di collaborazione, articolata in due pagine, che riportiamo di seguito:

Richiesta Collaborazione pag 1

Richiesta Collaborazione pag 2

Debertolis sostiene che questi documenti siano disponibili online da tempo, e ci accusa di averli ignorati volutamente. Noi ci permettiamo rispettosamente di dubitare delle sue parole e vogliamo rassicurarlo sul fatto che, se li avessimo visti, li avremmo pubblicati per tempo.

In ogni caso, da settimane ormai ci è stato negato l’accesso all’area utenti registrati del sito SBRG, con il nostro account bloccato insieme con quelli di tutti coloro i quali hanno formulato critiche alla ricerca del gruppo SBRG. Questo ci impedisce di fare delle verifiche serie su queste affermazioni.

Nei documenti notiamo subito delle cose interessanti. Innanzitutto, al politecnico è stata paventata una collaborazione per uno studio architettonico-urbanistico che non cita mai la presunta età delle strutture, i fenomeni definiti “fantasmini” o la presenza di suoni provenienti dal sottosuolo. All’epoca, febbraio 2011, non si conosceva ancora la storia del macchinario sepolto a km di profondità, che avrebbe di certo aiutato il PoliMi a decidere sulla questione.

L’altra cosa interessante è l’elenco delle richieste.

Due su tutte sono da riportare:

È in quest’ottica che si chiede al DiAP la disponibilità a partecipare al progetto, secondo un agreement che verrà delineato assieme in seguito come segue:


1) dichiarare di essere interessato alle attività di progetto e alla collaborazione con gli Enti che hanno già espresso interesse al progetto ed altri che si potranno aggiungere in seguito, e di essere lead partner eleggibile a richiedere un finanziamento a valere sui programmi nazionali, internazionali, comunitari che verranno definiti in seguito;”

[…]

5) di autorizzare l’utilizzo del logo del Politecnico di Milano e Dipartimento sul sito di sbresearchgroup.eu e sugli articoli, pubblicazioni, altro materiale divulgativo afferente il progetto stesso”

Sostanzialmente si chiede la disponibilità del PoliMi a reperire fondi e di autorizzare SBRG ad utilizzare il logo del PoliMi, ma pare che la richiesta non specifichi tutto ciò che ruota attorno al progetto.

Perchè non parlare, ad esempio, del fatto che in quel luogo potrebbe esserci la più grande piramide del mondo, vecchia di 14000 anni, segno tangibile di una civiltà avanzatissima che ha popolato l’europa quando gli egizi non esistevano neppure?

Fin qui abbiamo letto la richiesta.

Ma il Poli ha risposto?

Si: Risposta Politecnico di Milano

Una risposta cortese e molto interessante.

Si manifesta interesse verso il progetto e si impegna a valutare le ipotesi di collaborazione con gli enti citati nella richiesta, nonché la “disponibilità, fatta salva la valutazione di cui sopra, ad assumere la posizione di Lead Partner…”

Cosa manca? Manca tutto.

Non c’è alcuna conferma attestante un’effettiva collaborazione tra DiAP ed SBRG o tra PoliMi ed SBRG.

Non c’è e non può esserci alcuna autorizzazione ad utilizzare il logo del Polimi o del DiAP.

Il capo dipartimento di Architettura, come tutti i capi dipartimento del Politecnico di Milano, non può autorizzare nessuno all’uso del logo del Polimi. Può farlo solo l’ufficio preposto. Il CD può solo autorizzare l’uso del logo del dipartimento, e in questo caso non lo ha fatto.

In ogni caso, forse in seguito alle valutazioni di cui sopra o per il cambio di interessi nei vertici del DiAP, questa collaborazione non ha avuto luogo e il Politecnico di Milano non ha alcun rapporto, di nessun tipo, con il Gruppo SBRG.

Resta però una domanda: chi ha autorizzato SBRG a fregiarsi del logo del politecnico sulla loro home page?

Simplicio

Prossimamente: I protagonisti: Paolo Debertolis

 

 

 

Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – I Protagonisti: Semir Osmanagic

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1. Introduzione – LINK

1.1 Lettera aperta al direttore del SBRG – LINK

2. I Protagonisti: la Fondazione – LINK

Semir Osmanagic: l’Indiana Jones bosniaco

Semir Osmanagic – fonte fast-geheim.yooco.de

Semir Osmanagic è il deus ex machina dell’intera vicenda. Nato in Bosnia nel 1960, ha vissuto negli Stati Uniti per anni, dove è il proprietario di un’azienda che produce leghe metalliche. Stando alle informazioni che è possibile reperire online, dovrebbe avere una laurea in Economia e un dottorato in Sociologia.

Alcuni gli attribuiscono l’appartenenza all’Accademia delle Scienze di Russia, prestigiosissima istituzione russa voluta da Pietro il Grande, in realtà egli appartiene alla Russian Academy of Natural Sciences, ben altra cosa, nata nel 1990, la quale annovera tra i suoi membri onorari anche Ramzan Kadyrov, del quale invitiamo a leggere la biografia.

Nel 2005 inizia la sua avventura tra le Piramidi Bosniache, che gli frutterà il soprannome di Indiana Jones bosniaco, ed entra presto in contrasto con le autorità bosniache.

Nel 2007 infatti presenta un progetto di ricerca interdisciplinare sulle “Piramidi Bosniache” che  viene bloccato dal  ministero della cultura con la firma dell’allora ministro Gavrilo Grahovac.  Il Ministero però sembra non si sia soffermato troppo a motivare il suo stop, avvalendosi dell’opinione negativa data dalla direttrice Lidija  Mičić dell’Ufficio Federale per la Conservazione e Protezione dei Monumenti Culturali. [UFCPMC]
La Mičić spiegò brevemente che non si può emettere parere positivo su tale progetto perché, come risulta dai lavori proposti,  si metterebbero  a rischio le misure previste per la conservazione dei beni culturali e che la modalità di lavoro e approccio non risultano professionali.

Osmanagic si è rivolto al Tribunale preposto, presentando ricorso contro questo rifiuto e all’inizio del 2012 il tribunale si espresso contro l’ UFCPMC, in quanto quest’ultimo avrebbe commesso errori amministrativi di procedura.

Per dare un’idea di come si sia svolto questo confronto, riportiamo il testo di un punto discusso durante il dibattito tra la fondazione e il ministero (tratto da un pdf reperibile solo in bosniaco qui).

La domanda era: Il progetto per la ricerca multidisciplinare e archeologica ha una base scientifica o no?

Ministro:
Si mette in evidenza l’inesistenza  di fondamento scientifico dell’intero progetto, così come la condotta non scientifica (dilettante) e distruttiva durante i lavori archeologici sul territorio, come è stato più volte ribadito dall’Istituto per le ricerche  balcaniche dell’ ANUBIH ( Academy of Sciences and Arts of Bosnia and Herzegovina ndr. ).

Fondazione: 
Sono state fatte delle valutazione molto gravi in base a delle informazioni completamente errate. Da quanto ci è noto, la presidenza di ANUBIH non si è mai ufficialmente occupata del Progetto Valle delle piramidi bosniache.  E il presidente dell’ANUBIH, l’accademico Bozidar Matic non ha firmato alcun “parere professionale”  richiesto dal Ministro per lo sport e la cultura. Il parere è stato firmato dal Prof. dott. Blagoje Govedarica, consulente scientifico del Istituto per ricerche balcaniche ANUBIH. Chi è realmente  Blagoje Govedarica? Rappresenta una figura competente per dare valutazione cosi’ pesanti verso la Fondazione AP BPS?

Come vedete mentre dal ministero sono pervenute critiche che entrano nel merito del lavoro svolto da Osmanagic, la fondazione replica insinuando dubbi sulla competenza del prof. Govedarica, senza peraltro chiarire alcunché.  Per inciso, il prof. Govedarica è professore di archeologia del sud-est europa presso l’istituto di preistoria e protostoria dell’università di Heidelberg

Un approfondimento, qui

Sotto invece trovate un illuminante scambio di mail tra il dottor Govedarica e il dr Nabil Swelim, egittologo.

(Il precedente documento è pubblico e già pubblicato qui, lo abbiamo solo reso meglio fruibile.) 

In soldoni, la cosa interessante è che il dr Swelim sostiene che le colline attorno alla città di Visoko siano Piramidi enormi,  il prof Govedarica ha invitato il dr Swelim ad illustrare meglio le sue tesi, pubblicando un articolo scientifico su una prestigiosa rivista bosniaca del settore, ma il dr Swelim ha prima accettato e poi rifiutato, abbastanza inspiegabilmente, o forse no.

Poi però il report scientifico lo ha scritto sul serio, ma ha preferito pubblicarlo “in casa”. Lo trovate di seguito:

(Il precedente documento è pubblico e già pubblicato qui, lo abbiamo solo reso meglio fruibile.) 

Lo lasciamo giudicare a voi. Un indizio: cercate le analisi geologiche.

Approfondimenti:

The Egyptians and Semir Osmanagic

EGYPTOLOGIST DR. SWELIM TO DR. GOVEDARICA: “You are arrogant and have no scientific qualifications

Some thoughts about Dr. Nabil Swelim’s report (commento al report del Dr. Swelim)

 

Tornando ai rapporti tra Osmanagic e le autorità bosniache, come Eclisseforum.it, grazie alla nostra esperta di lingue balcaniche, abbiamo contattato la dr.ssa Lidija Loučka Mićić, chiedendo un parere sulla questione, la quale ci ha cortesemente risposto. Tra le altre cose che riporteremo al momento opportuno,  in merito ai permessi ci ha scritto che la fondazione non ha mai ottenuto i permessi dal UFCPMC per gli scavi sulla collina di Visocica pur essendo questa un monumento nazionale protetto e quindi soggetto alla loro giurisdizione, ma pare che la fondazione si sia rivolta ad altri.

Osmanagic è autore di diversi libri sull’argomento piramidi Bosniache e pare che abbia sostenuto la tesi secondo cui i Maya sarebbero stati i discendenti degli antichi Atlantidei, a loro volta provenienti dalle Pleiadi.

Riportiamo alcuni link ad altri articoli che il lettore potrà utilizzare per approfondire le sue conoscenze del personaggio e del mondo in cui si muove.

http://irna.lautre.net/Semir-Osmanagic,57.html

http://irna.lautre.net/Ghost-scientists.html

http://irna.lautre.net/Google-doesn-t-like-Bosnian.html

http://irna.lautre.net/The-family-circle.html

http://irna.lautre.net/Using-the-appeal-to-authority.html

http://www.bosnianpyramid.com/index_files/Semir.html

http://badarchaeology.wordpress.com/2011/10/30/the-bosnian-%E2%80%98pyramids%E2%80%99-of-semir-osmanagic/

 

Si ringrazia IRNA per la collaborazione e la disponibilità.

 

 Prossimamente: Il Gruppo SBRG