Archivio mensile:maggio 2012

PREVEDERE I TERREMOTI: II Parte dell’intervista al Dott. Giovanni P. Gregori membro del centro per la previsione dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche IEVPC

Qui di seguito la seconda parte dell’intervista a Giovanni Gregori Fisico e membro del centro per la previsione di eventi sismici e vulcanici IEVPC.

SECONDA PARTE

 

 

 

7) La Luna esercita una forza di attrazione sulla Terra che mostra gli effetti più evidenti sulla massa liquida. Esiste la possibilità che le forze di marea siano in grado di intervenire nel “sottosuolo”, alimentando dunque l’attività sismica?  La posizione della Luna, quindi, può influenzare i terremoti?

Sicuramente sì, ma solo saltuariamente, ed al più come “innesco” ….. Ma non si pensi che misurando la posizione della Luna si possa prevedere un sisma od un’eruzione vulcanica!

La marea luna (assieme alla marea solare) è una delle concause, certamente molto accessoria e secondaria.

La luna con il suo trascinamento mareale, differenziato con la profondità all’interno della Terra, è il primo motore della dinamo terrestre che si manifesta in piccolissima misura come campo magnetico della Terra (un po’ come avviene nella dinamo di un’automobile), ed in larghissima misura come calore rilasciato dalle correnti elettriche di profondità che sono l’origine primaria del calore endogeno della Terra, e delle sue variazioni temporali. L’energia disponibile in gioco è enorme e tale da giustificare anche soltanto da sola, tutti i fenomeni di origine endogena, incluse la variazioni climatiche.

La dilatazione termica degli strati terrestri profondi é responsabile dei fenomeni geodinamici, sismi, eruzioni vulcaniche, deriva dei continenti, fenomeni orogenetici, etc.

 er onestà devo dire che tale spiegazione (dinamo a trascinamento mareale) è mia originale, pubblicata nel 2002 in un volume pubblicato da una prestigiosa associazione scientifica tedesca. Ed

è stata appunto l’originalità di questa mia spiegazione di numerosi fenomeni terrestri che ha contribuito a determinare, come concausa, l’invito ad essere consulente dell’IEVPC.

 

8)Da uno studio recente del vostro collaboratore il Dr. Zhonghao Shou, si legge che il sisma Giapponese del 2011 era in procinto di avvenire, ma le emissioni di CME dal sole hanno agito da trigger,  “decidendo”, di fatto, il momento in cui il terremoto si è verificato. Lei è d’accordo? Come può il vento solare e l’attività del sole agire sul meccanismo di generazione dei terremoti?

I fenomeni elettromagnetici connessi al vento solare ed alle sue variazioni influenzano chiaramente la dinamo terrestre e la generazione di calore endogeno. Dunque certamente questi legami esistono, anche se un medesimo fenomeno solare può essere determinante o meno. È come una goccia d’acqua che cade in un bicchiere. L’acqua deborderà dal bicchiere solo se il bicchiere era già colmo!

Noi dobbiamo appunto monitorare con nuove reti di misura se, dove e quando il “bicchiere” è più o meno colmo. Poi viene tutto il resto ….

Però  in ogni caso un singolo fenomeno, pur monitorato con grande precisione, non potrà mai essere l’informazione “magica” per “prevedere” un evento catastrofico.

Tutto è importante. Ogni fenomeno va osservato ed attentamente valutato, caso per caso. Nulla è “magicamente” risolutivo!

Dunque sono importantissime queste ricerche, che forniscono elementi diagnostici molto interessanti, ma non bisogna pensare che possano fornire quanto non possono essere.

 

9)Quali sono i segnali precursori di un imminente terremoto? La posizione dei pianeti del sistema solare, gli eventuali allineamenti o il passaggio di comete, possono in qualche modo influenzare l’attività sismica?

Le posizioni dei pianeti determinano, come azione-reazione, una marea sul Sole. Il tema è stato ampiamente studiato. Spesso persone “molto fantasiose” utilizzano questi “allineamenti” planetari  per suscitare timori catastrofistici, che fanno sempre notizia. Ma questa è la pseudo-divulgazione scientifica di cui ho detto sopra.

In realtà, il fenomeno è totalmente irrilevante, una curiosità e nulla più.

Quanto al ruolo delle comete (ed oggi con i telescopi orbitali se ne vedono a migliaia!), è questa un’eredità di un buio passato, pieno di superstizioni e fantasie che ricordano gli incubi di infanzie poco serene …. Ma di scientifico proprio NON vi è alcuna base, nemmeno lontanamente ipotizzabile.

 

10) Con che precisione di tempi, luoghi e intensità riuscite a stimare l’avvento di un CGE? Quanto tempo pensa che dovrà passare affinché si possa considerare questo metodo come “attendibile”? Avete già svolto delle sperimentazioni?

 

Veda quanto ho detto sopra. Dipende dal tipo di CGE.

Ferme restando le fondamentali ed importantissime riserve relative alla carenza legislativa, il caso del controllo di fenomeni franosi, o di rischio vulcanico, é ben più facilmente gestibile come monitoraggio di fenomeni precursori.

Ben diversa e più difficile è la gestione del rischio sismico (per il quale peraltro tutto sarebbe più facile con l’informazione della propagazione su scala planetaria di tempeste crostali).

Quanto all’uso della metodologia AE per evidenziare fenomeni che precedono periodi sismicamente critici, abbiamo fatto e pubblicato numerosi studi relativi all’area italiana e circostante, e poi anche al vulcano Peteroa nelle Ande, al confine fra Argentina e Cile.

Grazie a questi studi è stato possibile ipotizzare le applicazioni tecnologiche ai problemi di sicurezza che ho sopra menzionato, ed anche questi studi hanno determinato l’invito ad essere parte dell’IEVPC.

 

11) Nel caso le vostre previsioni non dovessero verificarsi, cosa succederà? Non temete di perdere credibilità internazionale qualora diffondiate previsioni sbagliate?

Veda quanto ho detto sopra, soprattutto a proposito delle carenza legislativa.

Quanto al problema generale, consideri che ogni professionista serio di norma trova molto scetticismo, ben comprensibile considerando l’enorme numero di millantatori che inquinano la società.

Ed é proprio per questo che una irresponsabile divulgazione scientifica risulta poi estremamente dannosa per la società, un vero atto di “terrorismo culturale”.

 

12) Lei o qualche suo collega avete riscontrato una qualche ciclicità negli eventi che colpiscono il nostro pianeta?

La risposta dovrebbe essere molto lunga e non è proprio possibile spiegarla in questa sede.

Le ricordo soltanto quello che sembra essere un ciclo molto marcato, da noi scoperto studiando la portata di magma dei vulcani Hawaiani durante gli ultimi 70 milioni di anni.

La Terra ha un “elettrocardiogramma” con un battito ogni 27,4 milioni di anni. Ogni “battito” corrisponde ad un picco di produzione di magma, e dura alcuni milioni di anni. In generale, corrisponde al rilascio di una enorme quantità di calore endogeno. Durante tale periodo avviene anche che, in qualche posto della Terra, si manifesta una vera e propria “alluvione di magma” – quasi una sorta di “valvola di sfogo” – che avviene in un breve arco di tempo (dell’ordine di alcuni milioni di anni).

L’umanità (poche decine di migliaia di anni) si è sviluppata in corrispondenza di un massimo di uno di questi battiti, ed il riscaldamento climatico globale in atto è presumibilmente determinato in larga misura da questo fenomeno (pur non escludendo peraltro un ruolo dell’uomo, che non è altro che una componente del “sistema Terra”). L’alluvione di magma del nostro battito è stata la nascita dell’Islanda (che solo due milioni di anni fa non esisteva).

In corrispondenza di tali massimi sono avvenute brusche accelerazioni della deriva dei continenti, e talvolta anche bruschi  cambiamenti climatici, talvolta provocando grandi estinzioni fra gli esseri viventi degli oceani (senza influenzare quelli su terra ferma, etc.).

Ma sarebbe troppo lungo entrare in tanti dettagli ed anche spiegare tanti altri cicli meno evidenti e meno drammatici.

Il ridurre tutto pensando che ogni anno è identico, e tutti i cambiamenti sono dovuti all’uomo, è puerile, semplicistico, sciocco, irresponsabile!

 

13) Cosa può dirci dell’Italia? Abbiamo qualcosa da temere per il futuro?

L’Italia non è peggio di tanti altri paesi, anzi! Ma ogni paese ha i suoi rischi naturali. È necessario avere umiltà francescana, mettere in opera delle reti di misura adeguate, e non semplicemente basate su tecniche ormai rivelatesi insufficienti ….

I rischi per il nostro territorio sono quelli idrogeologici, quelli vulcanici (il Vesuvio soprattutto, mentre gli altri vulcani sono prevedibilmente ben meno pericolosi, anche se non bisogna mai sbandierare certezze), ed infine anche quelli sismici.

È ben noto che il rischio Vesuvio è enorme. Preferisco non entrare in dettagli che sono molto ben noti in Protezione Civile. Si dice che il vulcano è attualmente molto monitorato (anche se sembra solo con le metodologie tradizionali e classiche). Comunque è presumibile che queste potrebbero ben essere sufficienti per monitorare eventuali precursori sufficientemente chiari ed espliciti, e con congruo anticipo.

Ma il vero problema non è dei geofisici. Il problema sta nella carenza legislativa, nella cecità del potere legislativo che preferisce affidarsi allo “Stellone d’Italia” e sperare che nulla avvenga, salvo poi imprecare contro la fatalità!

Ogni paese deve imparare a convivere con i propri rischi naturali. È necessario imparare a rispettare gli eventi naturali, ed evitare di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato! Nulla avviene per caso e senza preavviso! Basta solo saper leggere i messaggi che ci manda la natura, e sapere come gestirli senza ipocrisie del tipo “lo dico alla maestra”.

Leonardo ha ripetutamente scritto (le parole sono diverse ma il concetto è molto fedele)  che “bisogna leggere prima il libro scritto da madre Natura, poi leggere i libri scritti dagli uomini”.

Io aggiungerei che questo “libro” è forse la più alta espressione di “poesia” che noi conosciamo. Basta solo che noi sappiamo comprendere e decifrare il  linguaggio …. Poi impareremo anche a mitigare rischi, lutti, sofferenze, danni, ….

 

PS – Penso che vi possa interessare conoscere quanto segue.

 

1)  Il volume pubblicato nel 2002 cui ho accennato è:

*Gregori, Giovanni P., 2002. Galaxy – Sun – Earth relations. The origin of the magnetic field and of the endogenous energy of the Earth, with implications for volcanism, geodynamics and climate control, and related items of concern for stars, planets, satellites, and other planetary objects. A discussion in a prologue and two parts. Beiträge zur Geschichte der Geophysik und Kosmischen Physik, Band 3, Heft 3, 471 pp.

 

1)      La società cui ho accennato è la SME srl (Security, Materials, Environment).

2)      Nel 2005 ho iniziato la stesura di un’opera in 8 volumi (circa 6.000 pagine) sull’accoppiamento elettromagnetico fra Sole e Terra (dai fenomeni endogeni a quelli climatici). La prima stesura è stata ultimata ala fine di settembre 2011, ed è ora in fase di rilettura e rifinitura.

 

Voglio ancora una volta ringraziare pubblicamente il Professor Giovanni P. Gregori per questo splendido pezzo di ConoScienza condivisa.

 

Duellum71.

 

 



29/05/2012: Nuova scossa di terremoto, Mag.5.8 nei pressi di Modena

Rileviamo una nuova forte scossa di terremoto nel nord Italia, 5.7

Aggiornamennti: VAI AL FORUM

Earthquake Details

  • This event has been reviewed by a seismologist.
Magnitude 5.8
Date-Time
  • Tuesday, May 29, 2012 at 07:00:03 UTC
  • Tuesday, May 29, 2012 at 09:00:03 AM at epicenter
Location 44.814°N, 11.079°E
Depth 9.6 km (6.0 miles)
Region NORTHERN ITALY
Distances
  • 40 km (25 miles) NNW (330°) from Bologna, Italy
  • 60 km (37 miles) E (88°) from Parma, Italy
  • 71 km (44 miles) S (175°) from Verona, Italy
  • 149 km (92 miles) NW (313°) from SAN MARINO
Location Uncertainty horizontal +/- 12 km (7.5 miles); depth +/- 4.1 km (2.5 miles)
Parameters NST=400, Nph=401, Dmin=210.4 km, Rmss=1.32 sec, Gp= 25°,
M-type=regional moment magnitude (Mw), Version=A
Source
  • Magnitude: USGS NEIC (WDCS-D)
    Location: USGS NEIC (WDCS-D)
Event ID usb000a1mn
3km SSE of Medolla, Italy 2012-05-29 07:00:03 44.814°N 11.079°E 9.6

aggiornamento da http://www.romagnanoi.it/news/Cronaca/731902/Ore-9-terremoto-58-Richter-nel-Modenese.html

ROMAGNA – Alle 9 in punto un terremoto di 5.8 gradi Richter di magnitudo ha colpito il Modenese. Un sisma intenso che ha raggiunto con le sue vibrazioni anche la Romagna, interessata soprattutto nelle provincie di Bologna, Ravenna e Forlì da lunghi secondi di scosse subito intense e in progressiva diminuzione. Disagi al sistema di telecomunicazioni.
Il terremoto, localizzato a 10.2 km di profondità, è stato seguito da una seconda scossa di 4 gradi Richter con epicentro alla medesima profondità. Le coordinate dei due eventi indicano come cuore del sisma l’area tra Carpi e Mirandola.
Segnalati nei territori di Modena e Ferrara danni ad edifici e persone ferite. L’elicottero di “Romagna soccorso” è decollato alla volta di Modena mentre da Finale Emilia si segnala un nuovo crollo nel Castello Estense.

ORE 9.38 Dopo la scossa più violenta delle 9, altri cinque eventi sismici si sono susseguiti nel giro di 38 minuti nella pianura tra Modena, Ferrara e Padova. Tutti di intensità variabile tra i 3.1 e i 4 Richter, con epicentro tra i 7 e i 16 km di profondità.

ORE 10.00 Disagi alla circolazione ferroviaria: le Ferrovie dello Stato fanno sapere che la circolazione è stata sospesa sulle linee Padova-Bologna, Verona-Bologna, Milano-Bologna e Verona-Mantova-Modena. Rallentamenti per controlli di stabilità anche sulle linee in Romagna.

ORE 10.19 Le scosse ammontano a nove. Dopo il più forte delle 9.00 di magnitudo 5.8 con epicentro a Modena, l’Ingv segnala altre otto scosse, con magnitudo compresa tra 4.0 e 2.9. Alle 9.07 si è registrata una scossa di grado 4.0 con epicentro in provincia di Modena; alle 9.13 una di grado 3.6 con epicentro tra le province di Mantova, Reggio Emilia e Modena; alle 9.30 una di magnitudo 3.2 con epicentro in provincia di Modena; alle 9.38 un sisma di magnitudo 3.1 registrato tra le province di Mantova e Modena; alle 9.39 una di grado 2.9 sempre tra le province di Mantova e Modena; alle 9.49, una di magnitudo 3.7 ancora tra Mantova e Modena; alle 9.59 una scossa di grado 3.3, ancora tra le province di Mantova e Modena; infine, alle 10.04 una di magnitudo 3.0 in provincia di Modena.

ORE 10. 20 DANNI E VITTIME Persone sotto le macerie di edifici crollati sono state segnalate a San Felice sul Panaro e Mirandola. “Ci sono delle vittime”. Lo ha detto, raggiunto telefonicamente da SkyTg24, Alberto Silvestri, sindaco di San Felice sul Panaro, aggiungendo che “non posso dire niente di più”. Silvestri ha spiegato che ci sono “delle persone sotto le macerie”, sottolineando che “la situazione è molto grave”. Il sindaco sta facendo un sopralluogo nella zona industriale del paese, per poi spostarsi in centro. Alcuni crolli si sono verificati a Mirandola (Modena), dove stanno lavorando i vigili del fuoco. Dalle prime informazioni ricevute dalle squadre dei soccorritori risultano persone intrappolate dalle macerie.

 

Da Repubblica.it

 

“«Una forte scossa di terremoto si è sentita poco prima della 9,03 in Emilia e nel nord Italia. L’entità della scossa, secondo le prime segnalazioni, sembrerebbe equivalente a quella che ha sconvolto il nord Italia dieci giorni fa. Il terremoto è stato distintamente avvertito anche a Milano. A Bologna evacuati molti negozi.
Alcuni palazzi, sede prevalentemente di uffici, di Milano e dell’hinterland sono stati fatti evacuare per motivi di sicurezza subito dopo la scossa di terremoto che è stata chiaramente avvertita qualche secondo dopo le nove del mattino.

La forte scossa di terremoto avvertita nel nord Italia ha avuto una magnitudo 5.7. Il dato, ancora preliminare e non definitivo, è stato comunicato dall’Ingv alla Protezione Civile. L’epicentro sarebbe ancora in Emilia, in provincia di Modena.”

Questi i dati provvisori da emsc.

 

Il Caso Meteoweb: La fuga di Rosario Marcianò – Tanker Enemy

A me gli occhi please…

…prima di cominciare questo articolo, vorrei che perdeste qualche minuto del vostro tempo per focalizzare, nella vostra mente, queste parole..infilate cosi come sono dritte dritte una dietro l’altra…

“Io continuo a pensare che legittimare voci come quella di uno che, per trovarsi sempre dalla parte della ragione, falsifica e mistifica a piacimento, infarcendo il tutto con una buona dose di insulti e diffamazioni, non è un atteggiamento democratico, ma scientifica demolizione della verità e distruzione sistematica e programmata delle voci non corruttibili. In poche parole siamo di fronte a pura malafede, che mai giustificherò”
(R.Marcianò, 11 Settembre 2010 – Tankerenemy.com)


Ora che vi siete concentrati su queste parole, vorrei accompagnare i nostri lettori in un piccolo percorso rivestito di grande ilarità seppur il dolce sorriso può venire guastato dalla presa di coscienza sul fatto che ci si trova di fronte a qualcosa di bizzarro: qualche individuo falsifica delle prove…e il resto del gregge non è disposto a contestarlo neppure a gioco scoperto. Che dire, è la tristezza dei nuovi tempi, popolati di gente dalla “grande apertura mentale”..


L’antefatto – La bufala dell’Aereo di Nizza

Citazione

“No, non fa male credere, fa molto male credere male. (G.Gaber)”

Non vorrei dilungarmi troppo su questo antefatto in quanto già è stato evidenziato diverse volte e in diverse forme (nelle pagine di EclisseForum.it) il goffo tentativo di far apparire lucciole per lanterne da parte del nostro Rosarione nazionale. Ma facciamo un breve riepilogo. Tempo fa ci imbattemmo in un video del comitato Tanker Enemy in cui mostrava un aereo che passava sopra la propria testa rilasciando fantomatiche scie chimiche. contestualmente il soggetto in questione ne rilevava i dati di volo attraverso un apparecchio, chiamato AirNav Radar Box

Questo è il video, (consiglierei due tappi per le orecchie ;D ;D ;D ;D ;D)..:

Ad un certo punto, appare una schermata che riporta i dati di volo

e questi sono i dati che si possono rilevare

Primo: l’altitudine…e ok
Secondo: la prua dell’aereo
Terzo: la velocità verticale
quarto: le coordinate.

Inserendo le coordinate che trovate in basso però, vi troverete a Nizza, non a Sanremo..quin di il video è un falso.

Infatti.. che ci fa un aereo cosi basso in mezzo al mare? Ho tirato un pò piu su la paginetta di google earth ed è venuto fuori questo..guardate in alto

 

E’ l’aereoporto di Nizza. Quindi il video è palesemente falsato dal furbacchione in questione , Rosario Marcianò.
Ma vi faccio una domanda: come reagirebbe il sig. Rosario Marcianò se gli si presentasse di fronte una sbufalata ai suoi video? Risponderebbe pacatamente (segno tipico di chi davvero è in buona fede) oppure se la svignerebbe a tutta mancina? (tipico di chi è in malafede?)
Noi ci abbiamo provato…grazie al caso Meteoweb.


Il Caso Meteoweb e la figuraccia di R.Marcianò

Citazione

“”Meglio tacere e passare per idiota che parlare e dissipare ogni dubbio”(A.Lincoln)

In  questi giorni, si è abbattuta su Meteoweb una tempesta, dopo la pubblicazione da parte della famosa testata meteo-scientifica di un articolo volto a togliere credibilità alla teoria delle Scie Chimiche, teorie che ogni volta presentano grandissime mistificazioni e cavalcano le onde del complottismo piu sfrenato. Come al solito, gli sciacomici hanno reagito davvero male, come ogni qualvolta gli si chieda di ragionare con la loro testa. Ma questa richiesta di usare un pò di sale in zucca, come vedremo in seguito, non solo non viene presa in considerazione..ma spinge un certo tipo di utenza a non rendersi conto delle mistificazioni che sostengono, anche mettendoli con la prova sul banco…prova tangibile e reale appunto, come quella che vi abbiamo appena spiegato.
Mentre infuriava la tempesta sul filo dell’insulto e con orgasmi di complottismo da manuale (poi ve ne postiamo alcuni davvero divertenti), si è affacciato alle pagine di Meteoweb, il Signor Marcianò Rosario, presidente del comitato TankerEnemy, al quale abbiamo presentato la palese confutazione del video.

Qua il dettaglio a cura del sig. Ser Ciappelletto http://www.meteoweb.eu/2012/05/come-nasce-e-come-si-smonta-la-bufala-delle-scie-chimiche/133556/#comment-62955

La cosa davvero incredibile è che il signor Marcianò non ha risposto, come solitamente si vede accadere in Tv quando ci si trova a guardare i video di programmi televisivi come le Iene ad esempio, nei servizi in cui gli autori inseguono i truffatori facendo domande impertinenti…Rimbeccato piu e piu volte, si è limitato a lanciare qualche timido link dopodichè è scomparso nel nulla, svignandosela a gambe levate pur di non rispondere alle nostre insinuazioni. Segno di evidente difficoltà, tipica di chi sa che ha mentito e sparisce dalla circolazione…Questo è quindi il presidente del comitato Tanker Enemy, uno spargitore di bufale che fugge via e si nasconde come un topo quando escono allo scoperto le palesi menzogne che propaga e crea ad arte..lasciando cosi i suoi seguaci a sbrogliarsi la matassa da soli, e chi s’è visto s’è visto…tanto, la pubblicità sui suoi blog c’è…il complottismo frutta soldi e visite a palate…l’arte del creare bugie non manca..quindi chissenefrega? Vero Marcianò?

Citazione

“Ci sono due tipi di artisti: quelli che vogliono passare alla storia e quelli che si accontentano di passare alla cassa.” (G.Gaber)

Ipse Dixit, Marcianò..ripetita juvant: “continuo a pensare che legittimare voci come quella di uno che, per trovarsi sempre dalla parte della ragione, falsifica e mistifica a piacimento, infarcendo il tutto con una buona dose di insulti e diffamazioni, non è un atteggiamento democratico?”

Le Reazioni

La cosa interessante è che comunque il sig.Marcianò pare aver accusato il colpo e questo ci dà ragione costituendo di fatto un’ammissione di colpa. Infatti, dopo avergli segnalato piu e piu volte la balla colossale che ha propagato ai suoi lettori, oltre ad essere fuggito miseramente evitando il confronto e il dialogo, ha provveduto tempestivamente ad aggiornare il suo pistolotto di disinformatori inserendo Ser Ciappelletto e Simplicio (tutti come unica persona) all’interno dell’elenco. Si si..lo so a cosa pensate..è un comportamento da signorina stizzita e insoddisfatta, ma che dobbiamo farci…se ragiona come un bambino di 6 anni che se la prende e ti mette nel librone nero perchè hai scoperto che ti dice una bugia, tocca prendere la cosa e dargli il valore che merita..infatti noi di eclisseforum, infidi e goliardici come sempre, gli abbiamo scritto chiedendo se potevamo suggerirgli anche nominativi di amici e conoscenti che vorrebbero anch’essi godere del privilegio di finire su cotanta lista, ma purtroppo il Rosarione fa il fighetto di mare e se la tira…perchè non ci ha dato il permesso. Vabè….

Gli Sciachimisti? Si voltano dall’altra parte…

Addirittura gli stessi sciachimisti, coloro che credono indissolubilmente a questa enorme panzana chimica, si voltano dall’altra parte o fingono di non vedere quando gli si propone di rispondere ad una domanda: “Ma quell’aereo..era sopra Sanremo o stava atterrando a Nizza?”…si contorcono, si voltano e si incazzano..
Concludiamo con due commenti davvero divertenti, rivolti a Ser Ciappelletto…entrambi dello stesso utente, un certo Sasa, che ci ha regalato mezz’ore di spensierate risate..questi commenti sono stati rilasciati dopo l’evidenza della bufala:

1) “è tutto top secret vero?! e dai confermatelo su cosa vi costa!!! o vi costa ammetterlo! rispondete a me, che la domanda è più importante! faccio come il Riminese”
2) “Il Dott Marcianò Rosario è uno dei migliori esperti di scie chimiche in Italia riconosciuto dai paesi esteri!!!mi sa che la vostra è pura invidia!!!”
3 “[..]Che poi la scusa sarebbe quella di voler togliere la moneta agevolando le persone nei loro acquisti e altro! quindi diventeremmo come dei bancomat e delle tessere sanitarie che camminano teleguidate e con tanto di navigatore satellitare!!! […]

Abbiamo ovviamente raccolto altre menzogne da parte del comitato, che piano piano vedremo di portare di fronte agli sciachimisti, giusto per far vedere come anch’essi che vantano un’apertura mentale oltre ogni limite dell’immaginabile, vanno in crash sistemico in stile windows xp non appena si trovano di fronte alla realtà delle cose: dietro alla propagazione della bufala sulle scie chimiche ci sono falsari, introiti e informazione deviata e manipolata da individui che traggono profitto dalla creduloneria della gente.. Stay tuned.

Si ringraziano:
Ser ciappelletto
Viking
Simplicio
UnPassante
The MaxxX
Wasp
UzName
TexRule
AxlMan
Meteoweb

…e pure Marcianò, che due risate buone ce le ha fatte fare pure sto giro, nonostante la pietosa fuga…

by Creedence

PREVEDERE I TERREMOTI: Eclisseforum.it intervista in esclusiva il Dott. Giovanni P. Gregori membro del centro per la previsione dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche IEVPC

Eclisseforum.it è riuscita a intervistare in esclusiva il Dott. Giovanni Gregori uno dei membri dell’ormai famoso centro per la previsione di eventi sismici e vulcanici IEVPC con sede a Orlando(USA).
L’intervista è strutturata in due parti.

PRIMA PARTE

 

Chi è Giovanni Gregori:

 

 

Prof. Giovanni P. Gregori – Docente di Fisica Terrestre e ricercatore CNR all’Istituto di Acustica O.M.Corbino C.N.R. di Roma. 1963-2001 Ricercatore CNR all’IFA/CNR (Istituto di Fisica dell’Atmosfera), Roma, con l’incarico di studiare le Relazioni Sole-Terra. Le aurore polari ed il geomagnetismo (1963-1975) lo hanno portato ad un modello di magnetosfera (1970-1972) considerato uno dei suoi migliori risultati. Ha formulato una teoria delle sottotempeste magnetosferiche e delle tempeste magnetiche sulla sola base dei principi variazionali della fisica classica, applicando il risultato anche a pianeti e loro satelliti. Dal 1961 svolge intensa attività congressuale in tutto il mondo.

 

 

1) Dott. Gregori, ci può spiegare cos’è l’IEVPC, come opera e quali sono i suoi scopi?

http://www.ievpc.org/

È una iniziativa che mira a fornire un servizio analogo a quello del servizio meteorologico, concernente però – anziché la circolazione atmosferica – gli sforzi nella crosta terrestre.
Si consideri in dettaglio questa analogia.
Oggi il servizio meteorologico è basato su modelli molto elaborati. I più grandi calcolatori per uso civile sono quelli usati per sviluppare questi modelli. Con essi è possibile fornire delle previsioni sul transito di fronti freddi o caldi, di formazioni nuvolose, precipitazioni, lo sviluppo, evoluzione e la traiettoria di cicloni ed uragani, etc. ed é anche possibile fare delle previsioni su un arco temporale di meno di una settimana. L’attendibilità (“skill”) di queste previsioni viene poi coscienziosamente verificata a posteriori, e, quando possibile, progressivamente perfezionata.
Ogni previsione su scale temporali maggiori di 5 giorni é oggi ancora inattendibile, ed ogni asserzione in contrario oggettivamente non va presa in alcuna seria considerazione.
Le previsioni, tuttavia, non sono in grado di prevedere se, in un determinato sito ed in un determinato istante, ci saranno precipitazioni atmosferiche oppure no. Per es. si pensi a quanto si fa in occasione di una corsa di formula uno. Per avere previsioni con un dettaglio così spinto è indispensabile dotarsi di costose e fittissime reti di punti di misura, su scala locale, con i quali poter sviluppare il calcolo di un modello con un dettaglio spaziale che sarebbe impossibile ottenere su superfici molto più ampie (ciò in considerazione non solo del costo della rete di misura, quanto anche del costo di gestione di una enorme mole di misure sperimentali, etc.).

Veniamo ora agli sforzi crostali. Questi si propagano nella crosta terrestre con lo sviluppo di vere e proprie “tempeste crostali”. Sono fenomeni di scala planetaria, che si propagano e durano alcuni anni, seguite da periodi di “quiete” (ovvero in periodi che nel gergo marinaresco si dovrebbero chiamare di calma piatta). I terremoti avvengono durante i periodi di “tempesta crostale”, e colpiscono solo là dove una qualche faglia sta accumulando energia elastica sufficiente a generare una scossa di intensità assegnata.
Quando arriva lo stimolo di una tempesta crostale sufficientemente intensa questo può talvolta essere la “scintilla” che scatena la catastrofe.
Ad es. nel caso del terremoto dell’Aquila, c’era la famigerata faglia di Paganica che poteva essere a rischio. In tal caso, se ci fosse stato questo servizio, sarebbe stato ragionevole installare una rete fitta di sensori attorno alla faglia, sperando di capire se stava localmente evolvendo verso un’eventuale criticità.
Ovvero l’IEVPC non fa previsioni di terremoti. Fa piuttosto diagnostica sullo stato della crosta terrestre e sul come gli sforzi crostali di propagano su scala planetaria. È certamente sicuramente possibile eseguire questa previsione di propagazione degli sforzi crostali.
Questo non vuol dire che i terremoti siano prevedibili! Così come non è prevedibile se e dove cadrà una goccia di pioggia.
Così pure non è possibile per un medico prevedere l’istante del trapasso di un suo paziente. Ma è assurdo asserire che il medico non può diagnosticare lo stato ed evoluzione della salute e dell’invecchiamento di un paziente! Così è un assurdo asserire che non è possibile diagnosticare lo stato della crosta terrestre, e delle sue “patologie” e relativa propagazione su scala planetaria, etc.
Mancherebbe altro che non fosse possibile prevedere questo!

Tre punti fondamentali vanno sottolineati.

I) Lo studio degli sforzi crostali non può venire eseguito con le misure dei sismometri. Per analogia, si provi a pensare che la medicina si basi soltanto sull’analisi anatomica dei cadaveri. Al contrario, la medicina fa progressi proprio poiché studia i pazienti mentre sono in vita, le loro patologie, etc. e cerca di affrontare le situazioni che ne conseguono. Se si studiano soltanto gli ultimi istanti di vita di un paziente terminale si può fare molto poco!
Un sismometro misura la catastrofe quando ormai è già avvenuta. È necessario trovare strumenti diagnostici che vedono come evolve lo stato della crosta anche quando non avviene un terremoto. Il problema della “previsione” è un falso problema, poiché è intrinsecamente insolubile: bisognerebbe prevedere l’area epicentrale (ma ampia quanto?), l’istante (con quale incertezza?), e la magnitudo (con quale margine di errore?).
Similmente non ha senso studiare l’idrologia di un fiume alla sola base delle sue alluvioni. Bisogna studiare il suo regime idrologico, le precipitazioni piovose nel suo bacino di impluvio, la velocità di scorrimento delle acque (che dipende anche dalla vegetazione, dall’imbibimento del suolo, etc.), lo stato del suo letto (che si riempie, sia per natura con i sedimenti, sia per il funesto uso del letto come discarica, etc.), prevedere i danni che possono derivare da piantagioni all’interno degli argini (che in caso di piena violenta diventano un pericolosissimo serbatoio di alberi divelti che fanno diga ponendosi di traverso alle arcate dei ponti), etc. La natura va rispettata nelle sue strette esigenze: se si costruisce negli alvei dei fiumi non si può poi piangere sul latte versato!
La stessa cosa vale anche per tutti i rischi idrogeologici, vulcanici, sismici, ….

II) È puerile e naif pensare che un solo parametro, un solo fenomeno, “magicamente” consenta di “prevedere” un terremoto. Ogni terremoto è sicuramente preceduto da importanti segni precursori. Peraltro ogni evento sismico – in aree diverse od anche nella medesima area in tempi diversi – è un fenomeno a sé e NON è confrontabile con altri eventi sismici. È un po’ come per i pazienti di un medico: ogni paziente è un caso a sé. Ci possono essere analogie, ma una identità in senso stretto NON può mai esistere!
Uno scienziato non è né stregone, né sciamano!

III) In tutti i paesi del mondo esiste una paurosa carenza legislativa. Nessuna previsione (meteorologica, medica, od altro) può essere certa in senso stretto. Vi é sempre una possibilità che, per motivi imprevedibili o ancora sconosciuti, ogni evoluzione verso un evento catastrofico venga improvvisamente interrotta …. Nella scienza sono molte più le cose che non si conoscono di quelle che si presume di conoscere!

Sin dal 1970 si tenne a Parigi nella sede UNESCO un congresso su questi temi. Da allora se ne è discusso e se ne discute, ma in pratica il problema non è mai stato risolto …. Ed il problema della carenza legislativa è fondamentale, ben più della ricerca geofisica ed ambientale!.

Se un’autorità istituzionale oggi rilascia un’allerta e richiede ad esempio l’evacuazione di un numero cospicuo di abitanti per un periodo considerevole ….. eppoi l’evento catastrofico non avviene (od avviene pochi giorni dopo il cessato allarme ….), quell’autorità viene deferita alla magistratura con pesantissime imputazioni civili e penali …. Il tribunale nominerà dei periti che rilasceranno una qualche perizia, manco questa fosse più precisa di quanto fatto dagli scienziati dell’autorità istituzionale!

È questo un’ atteggiamento identico a quello del bimbo dell’asilo infantile che minaccia il compagnuccio di “dirlo alla maestra”. Così la società “lo dice alla magistratura”.

In pratica, dunque, poco importerà, se si avrà poi un numero terrificante di vittime …. quando l’autorità istituzionale (solo per una umanamente comprensibile prudenza, al fine evitare pesantissime possibili conseguenze ai suoi funzionari) preferirà non emettere un’allerta che invece a buon senso avrebbe dovuto venire emessa ……

La colpa NON è dello scienziato, quanto del legislatore che si nasconde dietro un dito e non vuole semplicemente affrontare il problema (che è fondamentale, e per nulla secondario!).

 

2) Qual è il suo ruolo all’interno dell’organizzazione? Di cosa si occupa?

Sono stato invitato come consulente in ragione dei lavori che ho pubblicato (con diversi co-autori) dove abbiamo evidenziato (con una metodologia totalmente originale ed innovativa) l’esistenza delle tempeste crostali, per mezzo di misure di “emissione acustica” (AE), ovvero ultrasuoni misurati sugli affioramenti rocciosi.

Ogni corpo roccioso, quando è soggetto a piccolissime ed impercettibili torsioni,  diventa esso stesso uno strumento di misura, in ragione degli sforzi generati al suo interno, che rilasciano tali AE. In tal modo è possibile monitorare in tempo reale, su diversi corpi rocciosi sparsi nel mondo, il propagarsi degli sforzi nella crosta terrestre anche su scala planetaria, pur di avere un congruo numero di stazioni di misura AE.

A questa “scoperta” si sono aggiunti altri aspetti connessi ad altri miei contributi originali allo studio dei fenomeni della Terra (veda sotto).

Inoltre, per quanto concerne le applicazioni di misure AE, i nostri studi si erano sviluppati soprattutto relativamente al monitoraggio di fenomeni ambientali. Ma, visto il successo, abbiamo poi considerato le potenzialità connesse ad applicazioni tecnologiche.

Ci siamo infine decisamente convinti che è possibile fornire uno strumento diagnostico molto efficace per monitorare l’invecchiamento dei materiali e la perdita di prestazione delle strutture solide (ad esempio, il Colosseo resiste da millenni ed i suoi blocchi di travertino si reggono l’un l’altro per gravità, mentre il ponte di Brooklyn, pur costruito ad arte, quando l’acciaio dei suoi cavi di sostegno sarà “invecchiato”, non potrà reggersi ulteriormente).

Ci riteniamo certi che fra alcuni lustri potranno essere certamente prevenute in larga misura le tristemente note tragedie legate o al crollo improvviso di edifici abitativi, o di viadotti obsolescenti, o disastri come quello di Viareggio per obsolescenza del materiale rotabile, o disastri ecologici legati a piattaforme petrolifere od oleodotti, etc. od anche l’imprevista perdita di prestazione di mezzi mobili di varia natura (autoveicoli, navi, aerei, elicotteri, materiale rotabile) o di serbatoi e macchinari diversi, ovvero anche monitorare i precursori di movimenti franosi, la stabilità delle massicciate, delle gallerie, delle dighe, etc.

L’utilizzo delle AE per monitorare lo stato di “invecchiamento” dei materiali – ed in generale numerosi problemi critici per la sicurezza degli ambienti dove si vive, si lavora, ci si diverte, etc. -sarà dunque cosa molto consueta, come ad esempio oggi in medicina è diventato consuetudine quotidiana l’uso delle ecografie a fini diagnostici …. (sarebbe oggi possibile immaginare la medicina senza gli ecografi?)

Io ho così chiesto e conseguito un brevetto internazionale, ed ora con alcune persone amiche che stanno finanziando l’iniziativa (ed alle quali sono personalmente sinceramente molto grato), stiamo cercando di produrre strumenti commercialmente competitivi e finalizzati alle diverse applicazioni potenziali. Il cammino è certamente difficile …..

 

3) Avete annunciato di voler diramare previsioni globali, ma in che modo riuscite a coprire l’intero pianeta? Quali sono gli strumenti e le attrezzature che utilizzate?

È necessario mettere in atto reti di misura oggi inesistenti, inizialmente con un numero limitato di punti, e progressivamente sempre più ricche e dettagliate, in ragione delle esigenze locali. Le tecniche di misura e monitoraggio classiche, finora utilizzate, hanno ormai dato tutte le informazioni che potevano dare. Oggi ci sono nuove possibilità e conoscenze. Le reti di misura vanno dunque integrate con nuovi approcci di monitoraggio.

Le due nuove reti principali sono sicuramente: 1) una rete di stazioni AE, e 2) una rete di misura di geoterme superficiali.

Con geoterme superficiali vengono denominati i profili di temperatura nel suolo nei primi 3,5 m di profondità. Da ben oltre mezzo secolo questa tecnica è molto efficacemente usata nella rete meteorologica del subcontinente cinese (scuola del prof. Tang Maocang). Estrapolando i dati raccolti in periodi non perturbati da precipitazioni piovose o da copertura nevosa, è possibile monitorare i cambiamenti di esalazioni di fluidi dal suolo (che, fra l’altro, dipendono anche dalla variazione della porosità del suolo, che viene monitorata dalla misure AE). La misura serve sia per monitorare (indirettamente) il variare nel tempo degli sforzi crostali, sia per comprendere meglio gli scambi termici fra superficie terrestre ed atmosfera. Loro riescono a prevedere (sistematicamente per incarico del governo cinese) con un successo anche del 70% la piovosità media in diversi mesi a venire, e su aree di diverse centinaia di kilometri di diametro.

Altre reti di misura vanno poi considerate, per es. quella dei 25 gravimetri superconduttori oggi già in funzione nel mondo, che sono costosissimi e delicatissimi strumenti.

Un’altra rete fattibile a costi relativamente contenuti è costituita dall’utilizzo dei cavi transoceanici per comunicazioni, tramite le correnti elettriche indotte. Questa rete può servire per capire gli sforzi applicati al nostro pianeta da forze elettromagnetiche controllate dal Sole.

Sarebbe poi molto importante (anche se attualmente ancora molto costoso e di difficile attuazione) misurare le variazioni della velocità di rotazione della Terra e lo spostamento dei poli con una risoluzione temporale molto spinta (ad es. ogni secondo; oggi si dà un valore ogni giorno ….).

Molti altri tipi di misure possono poi venire ipotizzati, e sarebbe troppo lungo a noioso elencarli per esteso.

Peraltro, in generale, caso per caso, è necessario tenere conto del rapporto segnale/rumore, ovvero della probabilità che quella determinata misura possa venire più o meno violentemente perturbata da fattori ambientali ed accidentali, e che nulla hanno a che vedere con quanto si vuole monitorare. Infatti questo è un handicap che vanifica molte conclamate misure che spesso si asserisce possano dare “magicamente” informazioni “fondamentali”.

Tuttavia, ogni misura va sempre presa in considerazione, come fatto deontologico. Ma non bisogna “divinizzare” mai alcun tipo di misura. Nessuna misura “taumaturgica” esiste, né potrà mai esistere. Ogni misura va soppesata con buon senso, in ragione del suo esatto contenuto,  significato, e portata.

La necessità di usare più tecniche di misura equivale alla necessità di un medico di avvalersi di diverse informazioni diagnostiche. Nessun indicatore diagnostico vale per ogni tipo di patologia. Il medico deve usare logica e buon senso eppoi fare la diagnosi. Non vi è nulla di diverso in geofisica!

 

4) Finora la comunità scientifica ha visto con scetticismo la possibilità di prevedere sismi ed eruzioni vulcaniche con un certo anticipo, potrebbe dirci se è cambiato qualcosa?

Come ho detto sopra, parlare di previsione di un terremoto è puerile e naif. Si può parlare di diagnosi crostale (veda sopra).

Lo scetticismo cui lei accenna  è più che giustificato. Ma è assolutamente irresponsabile l’asserire che non è possibile fare una diagnosi più o meno accurata della crosta terrestre e della sua evoluzione su base istantanea ed in tempo reale (dipende dalle reti di misura, dalla loro tipologia, multiparametricità, densità di rete, tempistica di acquisizione dati, etc.)

Ben diverso è il caso di una previsione di eruzione vulcanica. Rispetto al caso sismico dove non si conosce l’epicentro, si conosce il luogo (l’edifico vulcanico) e bisogna solo cercare di monitorare un’eventuale evoluzione del vulcano mentre si avvia verso una catastrofe del sistema. Di norma ogni vulcano fornisce precursori ben misurabili strumentalmente, ed orientativamente con almeno alcuni mesi di anticipo.

Tuttavia la previsione di un reale fenomeno eruttivo non è mai fattibile con precisione spinta. Valgono le implicazioni molto improntati della carenza legislativa, per cui nessuna autorità darebbe mai un allarme, nel timore di venir poi “criminalizzata” se l’evento non dovesse poi occorrere. Si veda sopra.

Ma il rischio vulcanico potrebbe venire affrontato in modo realisticamente meno problematico. Manca soltanto la copertura legislativa!

 

 5) Negli articoli a voi dedicati, si legge che avete unito tecniche e ricerche personali dei componenti del vostro team, sviluppando delle procedure per prevedere  i CGE (Catastrophic Geophysical Events). Potrebbe spiegarci brevemente quali sono queste tecniche?

Credo di aver già risposto a questa domanda con quanto ho sopra precisato.

 

6) Alla luce delle vostre ricerche, quali sono i fattori che influiscono sulla generazione di un terremoto e di una eruzione vulcanica?

Grazie un atteggiamento naif, si pensa che ogni anno sia identico ad ogni altro. Al contrario, sono in atto cambiamenti ambientali profondi. Noi vediamo quelli atmosferici, ma questi sono una “pagliuzza in un occhio” rispetto ad altre che sono vere e proprie “travi”.

Ad esempio, per citare gli errori più grossolani, è totalmente insulso il pensare che la temperatura dell’atmosfera possa determinare un cambiamento della temperatura degli oceani (vale piuttosto certamente i contrario!)

I cambiamenti di rilascio di energia termica endogena sono enormi di anno in anno, con cicli ben riconosciuti, e con molta sicurezza, sulla scala dei tempi geologici. Lo sviluppo della civiltà umana (poche decine di migliaia di anni) è avvenuto durante un intervallo di tempo di durata trascurabilissima rispetto alla scala temporale di questi fenomeni.

L’asserire che i ghiacci dell’Antartide formano icebergs per il riscaldamento atmosferico è una delle più colossali stupidaggini che sovente si sentono ripetute dai mass media! Forse che si pensa che propinando stupidaggini colossali si possano risolvere i problemi della società? Oppure non è che in tal modo si alimentano pruriti populistici irresponsabili, quando non siano pilotati da interessi non dichiarati?

Noi badiamo al “clima”atmosferico, se fa caldo, se fa freddo, se piove o se ve è siccità, etc. Ma fenomeni ben più consistenti avvengono all’interno del nostro pianeta e finora abbiamo misurato ben poco tutto ciò.

L’idea che la Terra sia una palla di fuoco che si va raffreddando nel tempo è totalmente insostenibile sulla base delle evidenze sperimentali, è  puerile, e deriva ancora da “credenze” che affondano nelle fantasie dei primi sismi grandi pensatori dell’antica Grecia. Andavano bene allora. Certamente oggi, in pieno 21° secolo, sono al più patetiche, e non è accettabile che la saccente “scienza” odierna accetti acriticamente queste credenze..

Dobbiamo dunque vedere la natura con vera umiltà francescana, cercando di imparare dai suoi messaggi, che noi possiamo leggere soltanto eseguendo specifiche misure, e non soltanto quelle tradizionali che sono ormai trite e ritrite.

Inoltre smettiamola di nasconderci dietro stupide asserzioni populistiche sull’’inquinamento di origine antropica. L’inquinamento esiste, e va considerato con serietà e professionalità. I falsi allarmismi fanno vedere “pagliuzze” e nascondono “travi”.

Il ruolo dei divulgatori è molto importante. Molta sedicente divulgazione scientifica è irresponsabile, un vero atto di “terrorismo culturale”. Ogni volta che la scienza viene presentata in chiave sensazionalistica o catastrofistica, si nuoce pesantemente al prestigio credibilità della scienza.

Provi a pensare alla medicina presentata in chiave sensazionalistica e catastrofistica (mucca pazza, aviaria, etc.). Forse lei pensa sia questo il modo di sensibilizzare l’uomo della strada ai problemi della ricerca medica?

Studiamo la natura con i suoi messaggi con umiltà e buon senso, e solo così troveremo modo di ridurre vittime, sofferenze, lutti, danni, ….

Chiudiamo qui la prima parte dell’intervista ringraziando inanzi tutto il Professor Gregori per la sua disponibilità. I ringraziamenti vanno a tutti gli utenti di Eclisseforum.it che hanno partecipato alle domande da girare al professor Gregori, ringrazio anche Simplicio per la stesura corretta delle domande, cari lettori ci rivediamo al piu presto con la seconda parte dell’intervista.

Stay tuned!

Da MeteoWeb: La bufala delle scie chimiche e la volgare violenza dei suoi paranoici seguaci

Su Meteoweb pare esseri scatenata una battaglia a suon di post, dove i soliti “noti” per difendere le ormai sbufalate teorie sciachimiste, sono scesi ad i soliti insulti e atteggiamenti di borgata. Mettiamo quindi all’attenzione dei nostri lettori l’articolo del noto metereologo Peppe Caridi, che appoggiamo e ci sentiamo di condividere con la massima solidarietà. Lo staff di EclisseForum.it

Per discuterne: LINK!

 

L’argomento delle scie chimiche è entrato su MeteoWeb in punta di piedi ma pian piano, negli ultimi giorni, ha assunto caratteri “esplosivi”. Nello scorso dicembre avevamo pubblicato quest’articolo e la cosa era finita lì.
Nelle ultime settimane tanti nostri lettori, via email, nei commenti del sito e sulla nostra pagina di facebook, ci chiedevano cosa pensiamo delle scie chimiche e ieri abbiamo colto la palla al balzo nel pubblicare, come facciamo ogni giorno, le mappe satellitari della Nasa sull’Italia mostrando gli splendidi cirri che hanno solcato i nostri cieli, precisando che non si tratta di scie chimiche in quanto i seguaci della teoria delle scie chimiche confondono proprio queste nubi con chissà quale agente artificiale immesso nell’atmosfera dagli aerei.
Dopo la pubblicazione di quest’articolo s’è scatenato il pandemonio: siamo stati accusati e criticati da decine di persone convinte di avere la verità assoluta e di conoscere cose che nessuno ha mai saputo provare e testimoniare, ci hanno detto di vergognarci, ci hanno scritto che non abbiamo coscienza e che addirittura siamo collusi e conniventi, come se ogni mattina ci alzassimo, andassimo sul balcone e iniziassimo a ruttare scie chimiche.
Qualcuno ci ha anche scritto che ne abbiamo parlato per aumentare i nostri click, senza pensare che se avessimo voluto fare un’operazione per aumentare i nostri visitatori avremmo dovuto scegliere di divulgare e diffondere la bufala delle scie chimiche come se fosse vera: in tanti si sarebbero impressionati, avrebbero fatto girare in rete l’articolo e avrebbero fatto impennare le nostre letture. Se, invece, parliamo di “bufala” è evidente che attiriamo solo le critiche e le calunniose offese si chi è fermamente convinto che le scie chimiche esistano davvero, ma lo facciamo con convinzione perchè se negli ultimi anni sulle scie chimiche s’è fatta addirittura un’interpellanza al ministero dell’ambiente da parte di un ex ministro ai lavori pubblici, nonché segretario di un partito, allora è proprio vero che “la questione cessa di essere materia di barzellette, e assume i connotati dell’emergenza sanità mentale pubblica” come scrive il dott. Pasquariello in questa preziosa pagina. Anche Paolo Attivissimo sulle scie chimiche è molto chiaro.

La realtà è che noi siamo qui per fare informazione, e che senza questi spiacevoli episodi non avremmo mai pensato neanche lontanamente di dover affrontare il tema delle scie chimiche. Infatti nessuna persona di buon senso può credere a simili fandonie, soprattutto nel “target-tipo” dei lettori di MeteoWeb, a cui va riconociuta una cultura medio/alta alla luce degli argomenti trattati dal giornale, prettamente scientifico.
Dopotutto la diffusione ormai capillare di questa bufala ci costringe a puntualizzare come stanno veramente le cose, sperando che qualcuno possa metter da parte le proprie paranoie e aprire gli occhi su tutte le balle che gli hanno raccontato. Se così non sarà, pazienza. Almeno avremo la nostra coscienza a posto.

La bufala delle scie chimiche è nata negli anni ’90 per colpa di un giornalista canadese un pò troppo fantasioso che, probabilmente, quel giorno non aveva nulla di meglio da fare. A noi giornalisti insegnano fin dalle università che bsogna cercare fin in fondo la verità delle cose, ed è un “dettame” professionale sacrosanto che però, a volte, viene estremizzato e vissuto come un autentico fondamentalisto da chi esaspera il concetto e, cercando la verità, tende sempre a immaginare qualcosa di strano, qualcosa di losco dietro ogni evento, anche il più normale e il più naturale, come il volo di un aereo che trasporta passeggeri tra due città.
Così nascono le teorie del sospetto e le teorie del complotto, così sono nate le favole di Hitler che non si sarebbe mai suicidato, di Kennedy che vivrebbe ancora in una villa su un’isola della Grecia circondato da belle donne, dell’uomo che non sarebbe mai approdato sulla luna, delle Torri Gemelle buttate giù dagli stessi Americani (!) o di Bin Laden che non sarebbe mai stati ucciso o, ancora, ai terremoti provocati artificialmente da esperimenti ‘HAARP’. Bufale paranoiche diventati luoghi comuni della nostra società proprio come quella delle scie chimiche che però, probabilmente, supera tutte le altre in quanto a gravità perchè la gente che ne è convinta pensa che stiano distruggendo la propria salute e quella dei propri figli quindi si spaventa personalmente e in questo modo diventa anche pericolosa (vedi i commenti lasciatici ieri su MeteoWeb, o quelli che dovremo subire in quest’articolo e che non cancelleremo di proposito).

Le scie chimiche, in realtà, non esistono. Quelle “scie” visibili nei cieli, quando non sono nubi alte e stratiformi (i cirri, appunto), sono semplicemente normali scie di condensazione lasciate dai velivoli. E’ anche normale che nelle giornate umide queste scie tendono a diventare più spesse e gonfie, e a rimanere in cielo per lunghi periodi: la scienza spiega benissimo questi meccanismi legati alle dinamiche dell’atmosfera, mentre non c’è alcuna prova sulla teoria delle “chemtrails”.
Viene da chiedersi com’è possibile che in molti siano così tanto ingenui e creduloni in una società in cui la scuola è obbligatoria fino a 16 anni e basterebbero anche la metà, se nelle nostre aule si insegnasse davvero, a formare una cultura tale da rinnegare ogni tipo di fandonia simile a quella delle scie chimiche. Ma qui sfondiamo un’altra porta aperta, un’altra tematica che affligge la nostra società: la cultura o meglio, l’assenza di cultura che consente, specie oggi grazie a internet e al fenomeno dei social network, al proliferare di simili idiozie.

Fonte: http://www.meteoweb.eu/2012/04/la-bufala-delle-scie-chimiche-e-la-volgare-violenza-dei-suoi-paranoici-seguaci/131939/