Archivio mensile:novembre 2011

La cura Simoncini: una bufala pericolosa

 EclisseForum.it è lieto di ospitare questo interessantissimo ed esaustivo articolo tratto dal blog MedBunker , che ci spiega chi è e cosa fa Tullio Simoncini, sedicente guaritore di tumori con il bicarbonato (sic).

Sappiamo che in giro ci sono persone pronte a speculare su qualunque cosa, ma niente rivaleggia in meschinità quanto un ciarlatano che sfrutta il dolore della gente per arricchirsi.

Purtroppo ogni giorno ci sono procacciatori senza scrupoli, che si muovono per la rete alimentando questa bufala, incuranti del fatto che invitare un malato di cancro a “curarsi” con il metodo Simoncini, equivale a condannarlo a morte. Speriamo che questo articolo possa in qualche modo evitare che altre persone cadano nelle maglie di questi venditori di fumo.

Ringraziamo l’autore del blog MedBunker per questo pezzo di ConoScienza Condivisa e per averci concesso il permesso di pubblicare questo articolo, che è tratto interamente da qui: http://medbunker.blogspot.com/p/la-cura-simoncini-non-cura-nessuno.html

Simplicio

l'ex medico Tullio Simoncini

 

Molti lettori mi hanno chiesto di creare un articolo riassuntivo sulle “cure” del guaritore Tullio Simoncini così da poterlo linkare quando serve e da poter raccogliere in un unico post tutte le informazioni raccolte finora.

Riassumo quindi qui tutte le analisi che ho fatto in questi mesi sulla sua bizzarra teoria. Questo post può servire da riferimento perchè raccoglie i principali dati che ho raccolto sulle idee del singolare guaritore romano. E’ necessariamente un articolo molto lungo in quanto raccoglie più di un anno di analisi, documentazione e studio sulle teorie dell’ex medico. Chiunque avesse particolari da aggiungere o correzioni da fare mi contatti.

Tullio Simoncini è un ex medico romano radiato dall’albo dei medici e condannato su denuncia di alcuni suoi ex pazienti per omicidio colposo (in un caso) e truffa (in due casi) in seguito alla morte di tre persone che si erano affidate a lui per curare la propria malattia tumorale. Nell’aprile del 2011 l’AGCM ha condannato il guaritore con una sanzione di 50.000 euro ed il divieto di proseguire la sua attività e di pubblicizzarla. Ha inoltre vietato la pubblicità in generale tramite internet del suo metodo. Nonostante la condanna e la radiazione, le sanzioni ed il divieto di proseguire con la sua attività Tullio Simoncini continua ad esercitarla e l’ha anzi estesa in tutto il mondo con l’aiuto di internet e di collaboratori che ne pubblicizzano le teorie. Una dichiarazione periodica di Simoncini è la sua partecipazione a congressi internazionali di medicina come acclamato relatore. In realtà i congressi descritti da Simoncini nel suo stesso sito, non sono congressi di medicina ma riunioni di guaritori, medici alternativi, ufologi ed operatori dell’occulto. In molti di questi casi il congresso era organizzato da centri estetici o come nel caso di un congresso americano su tecniche anti invecchiamento, da un’azienda (la Jade Energy) che produceva cosmetici e prodotti anticellulite. Un altro incontro francese era un convegno di medicina alternativa su  rimedi estetici ed “anti età” e vedeva Simoncini tra i partecipanti. Tullio Simoncini non ha MAI partecipato quale relatore ad un congresso di medicina ufficiale.

LA TEORIA

Simoncini ha teorizzato che la causa unica e necessaria di tutti i tumori (maligni e benigni) è la CANDIDA ALBICANS un fungo presente in tutti gli ambienti terrestri ed anche normalmente nel nostro organismo.

La candida sarebbe la causa anche di altre malattie quali il diabete, la psoriasi e la sclerosi multipla.

Il fungo si raccoglierebbe in colonie ed il tessuto sano lo “incisterebbe” formando delle masse. Queste formano il tumore (che quindi avrebbe una zona interna formata dal fungo ed una esterna dal tessuto di “reazione“) da qui il suo slogan “il cancro è un fungo”. La candida cioè, non sarebbe la causa del cancro ma il cancro stesso. Basterebbe però considerare che non tutti i tumori sono masse (la “massa” cancerosa è un’idea medievale o di chi non ha mai visto un tumore, un medico sa che un tumore non è necessariamente una “massa”) per chiudere ogni discussione.

Ma proseguiamo.

Le metastasi sarebbero colonie di funghi che si staccano dalla colonia principale per essere trasportate a distanza

L’ex medico però non spiega come possa fare una colonia di candida ad entrare in un vaso sanguigno per essere trasportata a distanza.

Le attuali conoscenze sulle neoplasie invece spiegano benissimo, anche se non completamente, quali sono i principali meccanismi di diffusione dei tumori.

L’ex medico dichiara di poter guarire con il bicarbonato circa il 90% dei malati (ha anche dichiarato di poter curare il 99% di malati non terminali) che ricorrono a lui. Solo i tumori alle ossa e quelli ematici risponderebbero male alla sua terapia. In diverse occasioni ha affermato di curare in un giorno o in pochi giorni al massimo, molti tumori maligni. Paragona l’azione del bicarbonato a quella dell'”acqua calda sul ghiaccio“.

Tullio Simoncini non è arrivato a questa conclusione per mezzo di studi o ricerche effettuate su campioni di tessuto o osservazioni statistiche ma ha tratto questa conclusione perchè a suo dire tutti i tumori sono bianchi come la candida. Questo è il primo e l’unico elemento che ha permesso all’ex medico romano di formulare la sua teoria. Simoncini ha dichiarato di non aver mai cercato la candida nei tumori e non ha mai pubblicato dati scientifici o statistici sui risultati ottenuti.

Che Simoncini non abbia mai cercato la candida nei tessuti tumorali non è probabilmente un caso: avrebbe altrimenti scoperto che questo fungo è a volte presente ma non sempre e soprattutto non frequentemente. Ce lo dicono le analisi degli anatomopatologi effettuate a milioni ogni giorno nel mondo ed anche degli studi scientifici come questo su più di 2000 autopsie nelle quali la candida era stata trovata nell’8,1% dei casi e questo con più di 8000 casi nei quali la candida era stata evidenziata (secondo l’anno in esame) dal 2,2 al 7,3% dei casi. La candida nei tumori solidi si riscontra soprattutto in quelli che hanno un collegamento con l’ambiente esterno (intestinali, genitali, orali). Questo perchè è normalmente presente nel nostro organismo ed approfitta (è un organismo saprofita) delle condizioni di “indebolimento” dei nostri tessuti (quali appunto i tumori o altre malattie). Confrontando i tumori solidi (quelli degli organi) con quelli liquidi (quelli del sangue) la presenza di candida è più frequente in quelli liquidi (come le leucemie) mentre nei tumori solidi è molto più rara (il 2% su 1170 autopsie). Tra le micosi di persone malati di tumore poi, nello stesso studio è più presente l’aspergillosi piuttosto della candidosi.
In teoria non è impossibile che questo fungo causi un tipo o qualche tipo di tumore (esiste un tumore del fegato causato dalla tossina di un fungo dei cereali) ma l’idea che un unico fungo, la candida, causi tutti i tumori (come se questi fossero un’unica entità) oltre che indimostrata è assolutamente improbabile.

Nessuno studio ha mai notato una presenza di candida che suggerisca l’ipotesi di Simoncini  in tessuti tumorali, personalmente non ho mai visto una colonia di candida che formasse una “massa” tumorale e nessun medico o chirurgo al mondo, oltre Simoncini, ha mai notato una cosa del genere. L’ex medico è sempre molto vago sugli argomenti che supporterebbero la sua teoria ed anche a domande precise (poste per esempio in occasione di incontri che pubblicizzano la sua “cura”) è molto evasivo e nega anche le evidenze che smentiscono le sue conclusioni.
Tra le affermazioni più singolari del guaritore vi è quella secondo cui il cancro sarebbe una malattia contagiosa (perchè la candida è contagiosa) e quindi farebbe bene vivere protetti dal bicarbonato. Un’ulteriore assurdità assolutamente campata in aria assieme a quella, molto più crudele, che vuole Simoncini contrario all’uso di morfina (è un potente analgesico) in caso di dolore neoplastico (che è uno dei dolori più intensi che si possono provare).

TUTTI I TUMORI SONO BIANCHIFALSO

A sentire questa affermazione sembra quasi che Simoncini non abbia mai visto un tumore dal vivo. Non è vero che tutti i tumori sono bianchi. Già il nesso tra il colore bianco e la candida è moltodebole. Non è certo il colore di un tessuto che ci fa scoprire la sua natura altrimenti le ossa o i denti dovrebbero essere composti da colonie di candida. Nel caso dei tumori esiste una spiegazione del loro eventuale (e frequente) colore chiaro. Nei tumori compaiono dei fenomeni di necrosi (morte cellulare) e di ischemia (mancato afflusso di sangue) e spesso la prima è conseguenza della seconda. Un altro fenomeno tipico dei tumori (anche di quelli benigni) è la “colliquazione“: una sorta di degenerazione liquida dovuta proprio ai fenomeni tipici sopra descritti, che rende praticamente liquide alcune zone del tumore. E’ possibile anche il fenomeno contrario, lacalcificazione. Il tumore cioè si “solidifica” in alcune zone diventando solido, “pietrificato“.
E’ vero quindi che molti tumori sono bianchi, per il tipo di cellule che li compongono o per uno di quei fenomeni descritti. Trovare un tumore bianco è perciò una possibilità spiegabile in tanti modi. In ogni caso l’asserzione che tutti i tumori siano bianchi oltre che poco corretta, non è vera, risparmiandovi le immagini più crude, ecco alcuni esempi:

Melanoma

Cisti endometriosica rotta che lascia intravedere il suo contenuto marrone-nero (è chiamata "cisti cioccolato" per questa sua caratteristica).

Ipertrofia congenita dell'epitelio pigmentoso della rètina (tumore oculare)

Sarcoma di Kaposi

Cancro del colon (area giallo-rosa in alto a sinistra)

Carcinoma squamocellulare

 

Basalioma

Secondo il guaritore, nessun medico e nessun anatomopatologo riesce a vedere la candida che forma il tumore in quanto svolge delle indagini superficiali, senza andare al centro della massa. Anche questa teoria è infondata. A parte l’esame visivo direttoche non evidenzia mai la presenza macroscopica (visibile ad occhio nudo) della candida, gli anatomopatologi esaminano ogni pezzo istologico (cioè il pezzo asportato in un intervento chirurgico) in profondità effettuando delle sezioni che poi analizzano al microscopio. Ogni pezzo operatorio quindi è (DEVE essere) analizzato a fondo o l’esame istologico oltre che scorretto non sarebbe esaustivo.

L’esame al microscopio dei tessuti che compongono un cancro evidenziano sempre e solo cellule neoplastiche e non sempre candida (che quando presente ha in ogni caso diversi motivi che ne spieghino e giustifichino la presenza).

Negli ultimi anni inoltre si è assistito ad una diminuzione delle infezioni da candida mentre le percentuali di persone che si ammalano di tumore è in aumento (per vari motivi): come spiega Simoncini tale incongruenza? Semplicemente non la spiega.

In alcuni tumori il contenuto della massa è addirittura visibile ad occhio nudo come ad esempio nelle cisti dermoidi che contengono strutture embrionarie come denti o capelli, dove sarebbe andata a finire la candida in questi casi?

 

Le cellule tumorali inoltre non sono cellule “normali” altrimenti un anatompatologo non potrebbe riconoscerle: hanno caratteristiche particolari, rispondono a stimoli e reazioni specifiche e presentano anche modificazioni della loro struttura non presenti nelle cellule normali. Ogni cellula cancerosa inoltre assume una colorazione particolare a contatto con alcune sostanze apposite, questo permette di distinguere una cellula tumorale da una normale ed una cellula tumorale di un tipo da quella di un altro tipo. Questo procedimento è utilizzato proprio negli esami istologici. La stessa cosa vale per la candida che ha un aspetto assolutamente caratteristico e riconoscibile e quando presente è facilmente visualizzabile (con un normale microscopio ottico).
Questa immagine mostra ad esempio delle colonie di candida albicans in mezzo ad altre cellule. Le cellule sono colorate di verde, la candida è rappresentata da quei filamenti (si chiamano “ife“) scuri indicati dalle frecce. Estremamente difficile per un anatomopatologo (ma anche per qualsiasi persona volesse provarci) non notarla:

 

 

In questa immagine invece una sezione di lingua di cavia colonizzata da candida, le “ife” si annidano tra le papille gustative (indicate dalle frecce, sono le “macchie più scure) in un ingrandimento di solo 100x:

 

 

Simoncini quindi sostiene che non solo la candida non sarebbe mai stata notata da milioni di anatomopatologi in tutto il mondo (ed in tutti questi anni) ma anche le foto e le immagini microscopiche dei tumori sarebbero finte perchè in nessuna di esse si nota questo fungo in maniera significativa.
L’unico al mondo che afferma l’esistenza della candida nei tumori è Tullio Simoncini, che, ironia della sorte, è anche quello che dice di non averla mai cercata. Raccogliere immagini di tumori che mostrano candida evidentemente gli risulta troppo complicato.

La teoria Simoncini quindi è palesemente sbagliata.

LA CURA E’ IL  BICARBONATOFALSO

La cura per tutti i tumori, sempre secondo l’ex medico romano, sarebbe il BICARBONATO DI SODIO, in alternativa, per i melanomi cutanei, la TINTURA DI IODIO. A questa conclusione l’ex medico sarebbe giunto osservando che il mughetto (infezione provocata dalla candida nel cavo orale) dei bambini viene facilmente risolto con applicazioni di bicarbonato. Simoncini non ha mai sperimentato scientificamente questa teoria. Non esistono studi scientifici che provano che il bicarbonato possa curare un tumore.

Seguendo il ragionamento di Simoncini basterebbe utilizzare potenti antimicotici invece del debole bicarbonato ma secondo l’ex medico gli antimicotici non avrebbero effetto.
L’uso del bicarbonato per la cura dei tumori maligni non è un’idea originale. Attualmente si utilizza questa sostanza per diminuire alcuni effetti collaterali della chemioterapia e sono stati effettuati numerosi tentativi per un utilizzo più diretto. Si è puntato sul fatto che per motivi metabolici le cellule neoplastiche proliferano in ambiente acido, utilizzando così una sostanza basica si poteva tentare di rendere l’ambiente sfavorevole alla crescita neoplastica. Si è provato di tutto (i farmaci “inibitori della pompa protronica, quelli utilizzati nell’ulcera  gastrica ad esempio ma anche uno stato provocato ma controllato di “alcalosi metabolica“, patologica in situazioni normali) con l’obiettivo di innalzare il pH del sangue (rendendolo ancora più basico di quanto sia nell’uomo in condizioni normali) anche il bicarbonato. I risultati sono stati molto discordanti: di fronte a diversi insuccessi (con addirittura un aumento della crescita tumorale) i successi sono stati minimi e spesso ricchi di effetti collaterali, in ogni caso non vi è mai stato nessun effetto diretto sul tumore maligno. Se qualche risultato sembra esserci è di potenziamento dell’azione dei chemioterapici. Vedremo gli studi più avanti. Da notare che Simoncini afferma che non vi è alcun ruolo del pH nella sua cura ma un effetto diretto (antimicotico, cioè che distruggerebbe le colonie di candida) della sostanza nelle masse tumorali.

In ogni caso affermare che il bicarbonato possa guarire tutti i tumori (o molti di essi) è, fino a prova contraria, assolutamente falso. Il bicarbonato viene usato addirittura per favorire la crescita di cellule tumorali in laboratorio come aggiunta nei terreni di coltura.

IL COMPLOTTO

Tullio Simoncini dichiara che la scienza conosce la correttezza della sua idea economicamente vantaggiosa ma non la applica per uncomplotto che punterebbe a non far perdere alle attuali cure il primato nelle vendite.  La teoria non sta in piedi: basterebbe ricordare il premio Nobel assegnato allo scopritore del batterio che causa l’ulcera gastrica (ed il cancro gastrico) che, andando contro tutte le conoscenze della sua epoca, con i fatti e gli studi ha dimostrato di avere ragione. Oltre a non aver mai provato questo presunto complotto (che risulta oltremodo stupido in quanto gli stessi “complottanti” preferirebbero morire di tumore piuttosto che salvare la gente e soprattutto tutti i medici del mondo si lascerebbero sfuggire l’occasione di annunciare finalmente la causa e la cura del cancro lasciandola alla mercè di un guaritore anonimo) Simoncini si contraddice ripetutamente. Afferma che la scienza non studia il ruolo del bicarbonato nei tumori e poi cita dei lavori scientifici a sostegno delle sue teorie. Afferma che la cura è alla portata di tutti, economica e semplice ma poi dichiara chenessuno è autorizzato ad effettuarla senza la sua supervisione. Dichiara che la sua cura è priva di rischi ma afferma che è necessario inserire dei cateteri direttamente nell’organo da colpire con il bicarbonato, cervello, seno e così via, procedura invasiva,rischiosa e da effettuare in ospedale.

Tullio Simoncini si descrive come un medico che ha abbandonato glorie e successi passati come oncologo per ritrovarsi boicottato ed escluso dalla comunità scientifica per le sue idee.

In realtà Tullio Simoncini (come si evince dal suo curriculum) non èmai stato assunto in un ospedale come oncologo ma lavorava come medico della commissione invalidi dell’INPS. Non certo una posizione da luminare dell’oncologia e forse proprio il suo fallimento professionale e successivamente economico lo ha portato sulla pericolosa strada dell’attività di guaritore.

Anche l’affermazione ricorrente che l’ex medico venga invitato in conferenze mediche in giro per il mondo è fuorviante. In realtà Simoncini partecipa solo ad incontri di medicina alternativa e confronti con profeti, ufologi, complottisti e simili che di scientifico non hanno assolutamente nulla.

Il libro venduto da Tullio Simoncini è edito dalla Lampis edizioniche ha in catalogo esclusivamente testi dedicati all’occultismo, allo spiritismo, ai guaritori filippini e l’ufologia. Recentemente Tullio Simoncini ha rilasciato un’intervista a Jaime Maussan, un ufologo che effettua riprese di cavalli volanti, astronavi aliene ed apparizioni mistiche. Non ci sono tracce di relazioni scientifiche serie o presentate in sedi adeguate. Un altro incontro si è svolto ad ottobre 2010 con David Icke, l’uomo che afferma che la razza umana sia un incrocio tra rettili ed uomini (detti rettiliani) e che questa “elite” ci governa.

In Italia Tullio Simoncini è stato pubblicizzato da Massimo Mazzucco (che è anche il suo referente e contatto americano), proprietario di un sito internet che tratta temi come i complotti planetari e che ha realizzato video ed articoli sulle medicine alternative, sugli attentati alle torri gemelle, sui cerchi nel grano, sulla conquista della Luna (che secondo lui sarebbe stata una finzione), sugli UFO. Mazzucco, avvertito delle manipolazioni delle testimonianze contenute nei video da lui realizzati sui casi di Simoncini non ha mai eliminato, modificato o corretto le parti dimostrate false.

GLI STUDI

 

L’uso del bicarbonato di sodio nei tumori è stato studiatoripetutamente negli anni. Si intendeva soprattutto sfruttare il suo debole potere alcalinizzante per sfavorire la crescita dei tumori ma i risultati non sono stati per nulla esaltanti. Per lo stesso principio si sperimentano anche alcuni farmaci “antiacido” (inibitori di pompa protronica).
Qualche risultato (come detto prima) lo si è avuto nel potenziamento dell’azione di alcuni chemioterapici. Oggi il bicarbonato è utilizzato per diminuire alcuni effetti collaterali della chemioterapia.

Esistono però studi che mostrano l’aumento della crescita di un tumore gastrico (in cavie) con una dieta a base di bicarbonato o che l’alcalinizzazione delle urine causa progressione del tumore vescicale. Il bicarbonato ha inoltre aumentato l’effetto carcinogenico (=che provoca tumori) di alcune sostanze come ipolifenoli e l’acido ascorbico o in associazione ad altre sostanzecausa crescita delle cellule tumorali.

Uno studio recente ha evidenziato che una dieta a base di bicarbonato di sodio (su cavie) ha mostrato di diminuire le dimensioni e la sopravvivenza di cellule metastatiche (in alcuni tumori) proprio agendo sul pH di (quindi non discute di candida o altre azioni del bicarbonato) ma non ha avuto nessun effetto sul tumore primario in nessun tipo di tumore. Lo stesso centro (è ilCancer Center di Tampa in Arizona) sta continuando lasperimentazione che è sovvenzionata dal National Cancer Institute. Come si vede l’uso del bicarbonato è provato e da enti ufficiali e pubblici. Anche chi conduce studi sul pH tumorale comunque, ha sottolineato che il bicarbonato non è in ogni caso da considerare un sostituto delle attuali terapie.
Lo studioso che ha effettuato questi esperimenti con il bicarbonato li ha ripetuti recentemente ed anche in queste nuove ricerche si è evidenziato che il trattamento delle cavie con il bicarbonato non ha fermato la crescita tumorale che si è mostrata uguale quando non superiore a quella che avviene senza alcun trattamento.

Crescita tumorale con i vari trattamenti dello studio (la linea blu mostra la crescita dei tumori in cavie trattate con bicarbonato di sodio). Il tumore (mammario) continua a crescere in maniera sovrapponibile (quando non maggiore) al "non trattamento" Da: Robey IF: Bicarbonate and dichloroacetate: Evaluating pH altering therapies in a mouse model for metastatic breast cancer.

 

Le evidenze sono quindi queste: il bicarbonato di sodio ad oggi non ha mai mostrato particolare attività antitumorale diretta. Evito di sottolineare i potenziali rischi della somministrazione di bicarbonato in individui con un organismo indebolito da una grave malattia, prima tra tutte l’alcalosi metabolica che è una tipicacomplicanza diretta delle iniezioni di bicarbonato. Proprio gli studi effettuati evidenziano che l’attività del bicarbonato è poco evidente di fronte ad un chiaro rischio di alcalosi metabolica. Nei topi da esperimento ad esempio la dose massima di bicarbonato somministrabile in sicurezza (oltre la quale si arrivava a procurare la letale alcalosi) riusciva a “saturare” una massa tumorale di soli 15 milligrammi.
Attualmente quindi l’uso del bicarbonato nella cura dei tumori è inutile e potenzialmente pericolosa.
Nessun altro medico al mondo e nessuno studioso è riuscito ad ottenere effetti antitumorali del bicarbonato in soggetti umani.

IL BREVETTO IMPOSSIBILE

Secondo Simoncini la sua idea sarebbe scomoda per le industrie farmaceutiche poichè il bicarbonato è una sostanza naturale e quindi non brevettabile, cosa che ridurrebbe drasticamente i guadagni delle aziende multinazionali.

E’ falso.

E’ vero infatti che non è brevettabile una sostanza esistente in natura ma lo è il suo “uso” particolare. Non si può brevettare il salice ma il suo uso come antifebbrile sì (vedi Aspirina), non si può brevettare il profumo di un fiore ma il suo uso come deodorante per ambienti sì.

Il bicarbonato come anticancro (se realmente funzionante) si potrebbe brevettare senza problemi. Proviamo ad immaginare i guadagni stratosferici dell’azienda che, brevettando la cura per il cancro, venderebbe miliardi e miliardi di confezioni di bicarbonato, anche ad un prezzo bassissimo.

Ulteriore prova della falsità di questa informazione è che vi sono anche dei farmaci chemioterapici che derivano direttamente dalla “natura”, come la Vinblastina e la Vincristina (dalla pervinca, un fiore) o il Taxolo che deriva dal tasso (un arbusto). Brevettati, venduti, usati, anche se “naturali”.

LE MANIPOLAZIONI SCIENTIFICHE

Spesso Tullio Simoncini per sostenere le sue teorie, cita degli studi scientifici che contengono i termini “candida e cancro“.

Andando a studiare questi studi però, si evidenzia una pesantemanipolazione delle conclusioni di Simoncini. In realtà gli studi che lui cita non gli danno ragione in nessun modo e spesso addirittura gli danno torto.

Questo lascia pensare a due possibilità: o Tullio Simoncini non ha nemmeno letto le ricerche che cita o ha falsamente riportato quegli studi come a suo favore nonostante sapesse che non lo fossero confidando nella disattenzione o nell’ignoranza del lettore. Sembra quasi che l’ex medico abbia inserito i termini cancro e candida in un motore di ricerca ed abbia premuto invio, copiandone i risultati. Quello che cita lui a favore della sua teoria infatti, non ha nulla a che vedere con essa e spesso afferma proprio il contrario di quello che vorrebbe il guaritore.

Un esempio grottesco è quello dello studio di Hopfer. Simoncini lo cita quando sostiene che la candida è presente nella maggioranzadei tumori, nel 79% dei casi addirittura.

Leggendo lo studio si capisce invece che la candida è presente nelmeno dell’1% dei casi: su 19457 prelievi di tessuti neoplastici, 193 tessuti (di 76 pazienti) presentavano funghi, il 79% dei quali era rappresentato da candida (il 79% dell’1% del totale).

Un altro studio citato da Simoncini (quello di Hughes) come prova di coesistenza di cancro e candida nel 91% dei casi non diceesattemente questo. Lo studio afferma che in 109 casi fatali di micosi da candida (non esiste solo la albicans infatti ma anche altre specie) il 91% era rappresentato da candida albicans (quindi la candida albicans era presente NON nel 91% dei malati di cancro ma nel 91% di chi era morto per candida di vario tipo). La stessa cosa succede in quasi tutti gli studi citati da Simoncini per dar credito alle proprie teorie, in alcuni casi Simoncini cita addirittura studi che non hanno nulla a che vedere sull’argomento candida/tumori comequello che analizza le colonie di candida che si formano nei cateteri vescicali utilizzati in ospedale. In realtà, come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, la presenza di candida nei tessuti cancerosi è possibile ma non frequente e la capacità di questo fungo di colonizzare tessuti con immunità compromessa (come quelli tumorali) spiega senza particolari complicazioni logiche la sua presenza in tessuti neoplastici. Simoncini, oltre alla letteratura citata ha manipolato pure le presunte testimonianze video, come vedremo successivamente e non ha effettuato l’operazione più semplice per verificare l’esattezza della sua teoria: esaminare dei pezzi anatomici (biopsie di tumori) alla ricerca della candida: perchè non lo ha mai fatto?

LE EVIDENZE

Come abbiamo visto non esistono prove o evidenze che la candida possa essere l’agente causale dei tumori. Eppure basterebbe da parte di Simoncini la preparazione di una statistica con dati nei quali si evidenzia la presenza di candida all’interno di tumori in maniera significativa. Simoncini non ha mai effettuato una cosa del genere. Non ha nemmeno mai spiegato perchè nessuno scienziato si sia mai accorto della presunta presenza di candida nelle sedi di un tumore. L’evidenza quindi gioca assolutamente a sfavore della teoria di Simoncini. Perchè per esempio in migliaia di laboratori nel mondo si coltivano cellule tumorali senza l’utilizzo di candida (che per Simoncini è necessaria)?
Non esiste nessuna evidenza di effetto benefico delle cure di Simoncini. Non vi sono dati scientifici nè statistici, non vi sonodocumentazioni, dati controllati, studi, catalogazioni disponibili. Non vi è nessuna pubblicazione scientifica da parte dell’ex medico romano. Non esiste nemmeno un dato esatto del numero dei pazienti trattati, non vi sono dati di follow up. Simoncini afferma di praticare da 25 anni questo tipo di cura, afferma di aver curato centinaia di pazienti in Italia e nel mondo. Ha pubblicato circa 35 casi su internet la maggioranza dei quali mostrano inesattezze, lacune, manipolazioni ed errori grossolani. Se in 25 anni fosse riuscito a “curare” 35 pazienti (su quanti trattati?) si potrebbe già parlare di “insuccesso” ma considerato che già i casi che ho analizzato io e rivelatisi falsi sono circa 20, vi sarebbe un tasso di successi praticamente nullo.

Anche le evidenze procurate da Simoncini quindi dimostrano l’assoluta inconsistenza delle sue idee.

Nè Simoncini nè i suo staff hanno mai confutato o smentito uno solo dei casi rivelatisi falsi alla mia analisi e che ancora sono annoverati come casi “risolti”. Nonostante ripetuti tentativi non ho mai ricevuto la completa documentazione relativa ad un solo caso di presunta guarigione tramite le cure di Simoncini.

LE TESTIMONIANZE

Esistono in rete diversi video e pagine internet che riporterebbero la testimonianza di varie persone che testimonierebbero una guarigione da un loro problema neoplastico da riferire alla cura di Simoncini.

In questi mesi ho studiato per quanto possibile queste testimonianze. Ho scartato quelle che non hanno nessuna documentazione per ovvi motivi.

Con i dati (quando disponibili) ho analizzato i casi, letto i referti, ascoltato le conclusioni e posso affermare che non vi è un solo caso tra quelli presentati in video o nelle pagine del sito di Simoncini che faccia sospettare un effetto positivo sull’andamento della malattia da parte del bicarbonato di sodio.

In particolare in alcuni video ed in alcune testimonianze presenti sul sito del guaritore romano, ho evidenziato numerose manipolazioni, omissioni, trasformazioni della storia clinica del paziente che fanno sospettare una malafede nella preparazione di queste testimonianze. Alcuni casi dimostrano che il bicarbonato non ha avuto nessun ruolo nella guarigione del paziente, dai referti e dai documenti emergono particolari che parlano di precedenti interventi chirurgici o completa rimozione del tumore e così via. Il bicarbonato è stato fatto alla fine delle cure tradizionali e Simoncini gli ha dato un ruolo che in realtà non ha. I casi giudicati falsi sono quelli dove la storia del paziente è stata totalmente stravolta o manipolata: non c’era più o non c’era mai stato un tumore, i referti parlano di malattie non tumorali, sono state scambiate TAC o lastre o referti istologici o i pazienti erano già guariti prima di sottoporsi alle cure di Simoncini, dei veri e propri falsi costruiti ad arte (da Simoncini o da chi ne ha realizzato i video, questo non posso dirlo).

Ho analizzato questi casi:

Come si può vedere nei casi analizzati, non si tratta di complicate sottigliezze mediche o risultati dubbiosi, si tratta di vere e proprie falsificazioni, sostituzioni di lastre, referti, piccole furberie video, addirittura immagini modificate con programmi di ritocco immagine, tutti in pratica infantili trucchi da baraccone. Quest’uomo, definito “genio incompreso” o “luminare”, non solo propone una teoria errata (e non la dimostra) ma utilizza banali artifici utili a spiazzare chi non comprende le immagini di una TAC, i termini medici o i referti. Il “trucco” dell’immagine TAC sostituitanel caso del tumore epatico ad esempio, è utilizzato anche in un altro caso, quello di un tumore cerebrale. Per mostrare il “miglioramento” delle lesioni, Simoncini utilizza un’immagine TACdiversa da quella iniziale. In pratica mostra la TAC cerebrale ad un livello differente da quello dove si vedevano le lesioni cerebrali in modo da farle apparire diminuite. E’ facilmente intuibile guardando le strutture che si vedono nella presunta immagine del miglioramento, sono diverse (poichè appartengono ad una sezione diversa) da quelle dell’immagine di partenza (anche questo caso quindi è falso).
Stesso trucco in un altro caso falso, quello del “cancro cervicale“: qui addirittura basta guardare le strutture ossee visibili nelle due lastre TAC per capire che si tratta di livelli differenti.

 

Nella prima sono evidenti le ossa del bacino (sono quelle strutture bianche in basso) nella seconda non si vedono più e sono visibili le cosiddette “ali ischiatiche“, strutture molto più in alto rispetto alle prime.

 

In questo modo il presunto tumore “sembra” più piccolo o migliorato, quando in realtà è soltanto visualizzato in una zona differente (più alta). Per capire ancora meglio il trucco posso utilizzare l’esempio fatto in altre occasioni. Se taglio un limone a metà vedo i semi. Se lo taglio più in alto, otterrò una sezione nella quale i semi non si vedranno. Questo non vuol dire che quel limone non ha semi ma che semplicemente bisognava tagliarlo nella zona adatta. Questo è quello che ha fatto Simoncini con le TAC mostrate nei casi descritti.
In un altro caso Simoncini utilizza un banale fotomontaggio (con un programma di grafica sostituisce la parte della lastra che dovrebbe mostrare la zona con il tumore):

 

Lastra "prima della cura", con il tumore.

Lastra "dopo la cura" senza tumore. La parte destra della lastra è identica a quella "prima della cura", fenomeno impossibile fisicamente e tecnicamente, è un fotomontaggio

In un altro caso recente si lascia passare l’idea che una donna sia guarita da un tumore grazie alle cure di Simoncini. Lo dice lei stessa nel suo sito. La donna che si dichiara “documentarista di miracoli” e che realizza film di guarigioni miracolose, appare nell’ennesima testimonianza video nella quale non si hanno tracce di referti, cartelle, documenti o dati di fatto relativi al presunto tumore che l’avrebbe colpita. Dopo la lunga intervista si assiste ad un intervento chirurgico di rimozione del tumore e l’unico intervento del bicarbonato consisterebbe (è quello che si vede nel video) in un lavaggio del campo operatorio alla fine dell’operazione. Non si capisce quindi cosa vorrebbe dire la donna quando afferma che:

Quando ho scoperto la cura del cancro con il bicarbonato di soda del dottor Simoncini, sono passata a questo ed ho curato il mio cancro in poche settimane

Eppure nel video si mostra un’intervento chirurgico che asporta il presunto tumore. Mi pare perciò che si vada oltre ogni minima forma di credibilità.


Impressionante quindi come l’ex medico utilizzi scadenti trucchi da illusionista pur di mostrare dei dati falsi.
E’ questo il livello e la credibilità delle “decine di testimonianze di guarigione” che i sostenitori di Simoncini riferiscono in difesa del loro guru.

Sono stati analizzati altri casi di Simoncini, presenti sul suo sito o presentati da siti che lo sostengono, ma la maggiorparte non offrono spunti particolari o hanno documenti illeggibili e non chiari o non presentano nulla su cui basare un’analisi minima. Inutile “discutere” casi che non offrono un minimo di documentazione (piuttosto bisognerebbe chiedersi perchè non la offrano) come nel caso di un Adenocarcinoma intestinale curato con bicarbonato:NESSUNA EVIDENZA DI EFFETTO. E’ mostrata una colonscopia ma non sono dimostrati i tempi di intervento e non vi sono documenti che corredano la testimonianza, nemmeno un referto della colonscopia o un esame istologico. E’ impossibile stabilire l’esatta sequenza dei fatti. Non esistono altri documenti che attestino un miglioramento delle condizioni del paziente del quale non si conoscono nemmeno quelle iniziali. Nella maggioranza dei casi le “testimonianze” riguardanti cure di Simoncini sono del tutto prive di documentazione minima o di elementi che possano far giudicare obiettivamente i fatti.

In alcuni casi l’unica “prova” di guarigione è la testimonianza del paziente  o un’affermazione di Simoncini non supportata da referti nè da altri documenti. Un esempio può essere questo caso di “carcinoma uterino” che sarebbe migliorato con le “cure” di Simoncini. Nelle pagine del sito si mostrano documenti che nulla hanno a che vedere con una presunta guarigione o con un miglioramento. C’è una pagina copiata (non una scannerizzazione) della dimissione della paziente, c’è una scheda di dimissione dove è scritto che si dimette una paziente con tumore uterino e la copia di esami del sangue (emocromo ed elettroliti) che nulla hanno a che vedere con il tumore in oggetto. Il presunto miglioramento è poi dichiarato da Simoncini alla fine della pagina senza alcun documento in supporto dell’affermazione. E’ chiaro che sulla base di questa documentazione, non è possibile esprimere un giudizio, anzi, sarebbe possibile chiedersi il perchè Simoncini non riporta la documentazione necessaria. La nasconde? L’ha dimenticata? Non sa come si prepara un caso clinico?E’ da sottolineare a questo proposito, una “singolare coincidenza“: prima dell’esistenza di questo blog, tutti i casi di Simoncini presentavano referti e documenti, seppur manipolati, ma almeno forniti per un’analisi. Da quando ho deciso di studiare i casi di presunta guarigione, le testimonianze si sono limitate a video senza il supporto di alcun documento, referto, esame. Quando richiesti, questi documenti sono stati riferiti come “smarriti”, “introvabili” o in preparazione. Curioso come lo “scopritore della causa e della cura di tutti i cancri” sia ridotto a falsificare i centinaia di casi di guarigione dovuti alla sua cura. Il sospetto di un grande bluff è immediato.
Simoncini mantiene ancora nel suo sito e riporta nei suoi video i casi che io ho analizzato.

Non c’è nessuna evidenza che i testimoni che compaiono nei video di Simoncini siano “attori” o fingano di essere stati malati, con tutta probabilità si tratta di ulteriori vittime inconsapevoli del guaritore. Qualcuno comunque ha fiutato il trucco (a caro prezzo) ed appaiono sempre più testimonianze che divulgano i veri scopi del guaritore, come quella di Rosa Garçia Miranda (originale in spagnolo, tradotto in italiano):

Il Dr. Tullio mente quando dice di curare il cancro anche nei malati terminali. Mio marito ha fatto un ciclo di trattamento, gli disse che era guarito e un mese dopo era pieno di metastasi. Le parole esatte del Dott. Tullio furono: “questo tipo di tumore è troppo avanzato per il mio trattamento”, è l’unica cosa che ha detto. Si tratta di un dottore freddo e con scarsa sensibilità nel trattare i pazienti. Sono molto arrabbiata e ferita per non aver ricevuto una parola di gentilezza da parte sua. Dr. Tullio lei è un arrogante ed anche se elimina le mie opinioni e la mia esperienza non si possono mai cancellare verità grandi come questa. Avete abbandonato un paziente che si fidava di voi fino alla morte stessa. Resterà per sempre nella sua coscienza…

o come quella della sorella di una donna ammalata di cancro (che si firma Char):

(traduzione)

Mia sorella ha il cancro e la nostra esperienza con il dottor Simoncini (se è un medico) è stata orribile. Ha preso i soldi, non le ha mostrato assolutamente come effettuare il trattamento, non vi è alcuna traccia della sua presenza in ospedale ed ha chiesto che il trasferimento di denaro per la sua prestazione sarebbe dovuto avvenire tramite una donazione a suo favore. Non sarebbe nemmeno venuto quando gli ho chiesto di venire a controllarla quando stava molto male…poi ha dimenticato l’ultimo appuntamento, abbiamo dovuto chiamarlo […] sta morendo perché ha sprecato tempo prezioso…ci ha mentito più volte…il mio suggerimento sarebbe quello di informarsi prima di provare il suo trattamento…

Ho contattato personalmente individui che in diverse occasioni annunciavano di essere guariti da tumori grazie alle cure di Simoncini: alla mia richiesta di documentazione si sono sempre rifiutati, con varie motivazioni, di inviarmela.

UNA CURA ECONOMICA E SENZA PERICOLI?

Le “cure” di Tullio Simoncini NON SONO GRATUITE, nonostante il guaritore sottolinei l’economicità della sua “cura”, esistono testimonianze di persone che hanno pagato migliaia di euro per sottoporsi ad una terapia con bicarbonato, con vari escamotages, queste cure alla fine costano tantissimo a chi le intraprende. L’ex dottor Simoncini non può effettuare visite mediche ma lo fa lo stesso. Nelle sue “visite” si fa pagare attorno ai 150 euro per il solo consulto, per eventuali “prestazioni” sono richieste cifre astronomiche che lui giustifica con spese di clinica e strumentazione. Aprirà a dicembre una sorta di clinica che applica le cure di Simoncini in Giappone (autorizzata dallo stesso guaritore romano) che per un trattamento standard di due iniezioni di bicarbonato chiede quasi 40.000 euro. Un semplice consulto via mail costa attorno ai 2000 euro.
Davvero singolare l’affermazione che il bicarbonato in vendita nei negozi non sarebbe efficace come quello venduto dal centro giapponese dell’ex medico che propone prodotti a base di bicarbonato tra i quali un dentifricio per “proteggersi” dal cancro.Esistono altresì diverse testimonianze di persone che si sono affidate alle cure con il bicarbonato e sono decedute. Oltre alle tre coinvolte nel processo all’ex medico si conoscono casi in varie parti del mondo. Chi non c’è più non può raccontare la propria storia, ma chi resta può dirci cosa è successo, alcune testimonianze, che naturalmente Simoncini non riporterà mai, ci raccontano storie drammatiche:Anonimo statunitense con glioblastoma che ha pagato 28000 euro per la sua cura con bicarbonato. E’ morto durante la cura Simoncini.Silvia. Donna olandese di 58 anni, ha pagato 18000 euro per curare per sua precisa volontà con il bicarbonato il suo tumore mammario, è morta dopo aver ricevuto decine di iniezioni di bicarbonato sul seno.Marjolein Bouwman: olandese, 25 anni. Tumore ovarico. Si fida di Simoncini e si sottopone alle sue cure. Dichiarata guarita dall’ex medico, diventa una sua fervente sostenitrice, partecipando anche a trasmissioni TV. Il tumore invece avanza. La donna si accorge di essere stata truffata e tenta di raccontare la sua storia pubblicamente per mettere in guardia altri da questa cura truffa ma il tumore la uccide pochi mesi dopo.Aysha: italiana, colpita da una recidiva di tumore mammario, si affida alle cure di Tullio Simoncini tramite i consigli di un forum italiano scovato su internet, incontra Simoncini che le arriva a consigliare anche bagni termali per curare il suo cancro. Quando la situazione diventa irreversibile, Simoncini ed i suoi sostenitori del forum abbandonano in maniera cinica la povera ragazza al suo destino negandole anche un semplice aiuto morale. Tullio Simoncini le aveva proposto ricoveri a pagamento per interventi sul tumore. La donna, madre di una bambina, è deceduta.Beth: Donna americana colpita da tumore mammario, si affida a vari “naturopati” ed a Simoncini che la sottopone alla sua cura. Il tumore naturalmente progredisce e non mostra nessuna regressione; il guaritore a quel punto le consiglia l’intervento chirurgico che avviene in un ospedale a Milano, in Italia. Nonostante il fallimento della cura di Simoncini ed il ricorso alla medicina, la donna continua ad essere una sua sostenitrice, fino ad oggi.Per pagare le sue cure è stata lanciata una raccolta fondi su internet che fino ad adesso ha raggiunto quota 28.000 dollari.Anonimo: Francia. Una testimonianza terribile da un pronto soccorso francese. Una persona, con tumore vescicale ha sempre rifiutato le cure tradizionali per sottoporsi da solo alla cura di Simoncini. Si autosomministra bicarbonato di sodio tramite un catetere. All’arrivo al pronto soccorso le condizioni dell’uomo sonodisperate, ha bisogno pure di diversi cicli di dialisi in quanto il suo rene è ormai in una situazione disastrosa, invaso dal tumore.

Robert Fyvie: scozzese affetto da tumore intestinale, operato, dopo 4 anni presenta una recidiva al fegato. Raccolte con l’aiuto della famiglia e dei concittadini 10.000 sterline (circa 12.000 euro) si reca a Roma per sottoporsi alle cure di Simoncini. Muore dopo pochi giorni dall’intervento. Ancora oggi la moglie si dice grata a Simoncini per tutto l’aiuto ricevuto.

Massimo Civetta: romano, nel 2002 a 34 anni fu “curato” da Simoncini con un’iniezione intraperitoneale di bicarbonato che causò la lacerazione di parte dell’intestino. Morì il giorno dopo per emorragia interna. Questo caso diede inizio al processo che terminò con la condanna per omicidio colposo dell’ex medico romano. Simoncini chiese un compenso di 400 euro per effettuare l’iniezione.

Maria Grazia Canegratideceduta a marzo 2002 dopo inutili tentativi di cura con il bicarbonato di sodio.Grazia Cicciari, di Milazzo, novembre 2002, Simoncini ricevette il figlio di questa donna e dopo pagamento la sottopose inutilmente alle cure con il bicarbonato. La donna morì per tumore polmonare. Per questo caso Simoncini fu condannato per truffa aggravata.

Brian Haw: affetto da una forma terminale di tumore polmonare, segue i consigli di David Icke, “guru” complottista che sostiene le cure di Simoncini e raccoglie fondi con beneficienza. Si reca in Germania per sottoporsi a flebo di bicarbonato e vitamina C.Muore dopo pochi mesi.

Gina Calmute: americana, si reca a Roma da Simoncini. Diventa quindi una sostenitrice della cura al bicarbonato apparendo in trasmissioni televisive come “testimonial”. Particolarmente significativa la sua testimonianza alla TV del febbraio 2009: “Tutto quello che diceva Simoncini mi sembrava sensato, l’ho chiamato una cinquantina di volte e quando l’ho rintracciato gli ho detto “devi vedermi, verrò fino a Roma. Ho fatto la sua cura ed ora mi sento sempre meglio“. Muore alla fine dello stesso anno.
Questi sono solo i casi noti alla cronaca.
Simoncini insiste sul fatto che la sua cura non sia per nulla pericolosa e non abbia effetti collaterali. Curioso però come nel sito della sua clinica giapponese sottolinei che se la terapia non è somministrata dai “suoi” collaboratori, il bicarbonato può diventare molto pericoloso.
In realtà in piccole dosi il bicarbonato di sodio non crea particolari pericoli. A dosi elevate i pericoli invece esistono soprattutto in organismi indeboliti dalla malattia o con problemi secondari (per esempio renali) che possono rendere addirittura letale, l’uso di bicarbonato di sodio.

Ho ricevuto diverse testimonianze (sei che si sono identificate personalmente, dodici che non mi hanno comunicato i loro dati reali) in privato di insuccessi della cura Simoncini che non pubblico perchè non autorizzato. In alcuni di questi casi è descritto un rapido decadimento delle condizioni generali di salute (che a volte ha richiesto il ricovero d’urgenza) subito dopo alcune flebo di bicarbonato. Simoncini, avvertito delle complicazioni ha “evitato” ogni ulteriore contatto con il paziente abbandonandolo al proprio destino.Tutta questa serie di casi, unita al fatto che Simoncini garantisce successi ed efficacia, dimostra inoltre che questa persona effettua una sperimentazione di una terapia senza fondamenti (la sua) su cavie umane non informate correttamente. E si fa pure pagare. Le manipolazioni della letteratura scientifica e dei casi presentati in video inoltre dimostra la malafede e la disonestà intellettuale di questo personaggio.Del guaritore romano si sono occupati raccontandone le imprese anche mezzi di comunicazione italiani come il programma televisivoStriscia la Notizia e Mi Manda Raitre (con la testimonianza del figlio di una delle donne morte dopo il trattamento Simoncini), giornali come il Corriere della Sera e La Stampa, una tv olandeseche ha raccontato il caso drammatico di Sylvia ed anche lo spagnoloEl Mundo che definisce Simoncini “uno di quei ciarlatani che di tanto in tanto saltano fuori con una sciocchezza incredibile in cerca di fama“.

CONCLUSIONI

Per tutto questo posso concludere che:
La teoria di Simoncini non ha nessuna validità scientifica, medica o pratica.
La “cura” di Simoncini non ha mai guarito nessuno dei casi da lui pubblicizzati.
La “cura” di Simoncini non è mai stata dimostrata.Non sono noti casi di guarigione o miglioramento da malattie grazie alle cure di Simoncini.

Sono evidenti manipolazioni delle testimonianze dei presunti casi risolti da Simoncini

Ogni pratica medica, prima di essere definita efficace deve passare per una serie di studi, esperimenti e verifiche. Può accadere che ciò che sembra efficace in vitro (in provetta) non lo sia negli animali o ciò che pare efficace negli animali poi non ottiene gli stessi risultati nell’uomo. Per questo sono necessari degli studi non solo di efficacia ma anche di sicurezza. Una pratica come quella di Simoncini, attualmente, non ha nulla di scientifico, non è mai stata provata e può distogliere i malati da cure serie ed efficaci.

Nota bene: Tullio Simoncini non è un medico ma un guaritore.

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Attenzione: esiste una fitta rete di procacciatori d’affari per l’ex medico romano, costoro si camuffano da benefattori presentandosi in siti, forum e social network (Facebook ad esempio) interpretando la parte di coloro che vogliono divulgare disinteressatamente una grande scoperta, lanciano invece un’esca crudele, fanno i finti pazienti, si presentano come disinteressati appassionati, sono invece solo un tramite tra la vittima ed il guaritore, cercano semplicemente clienti.
Non fatevi convincere, sanno usare le parole adatte, sono lì per quello. Il trucco più utilizzato è quello di partecipare a discussioni su Simoncini affermando che questo o l’altro loro parente è guarito da un tumore grazie al bicarbonato con tutte le prove (che io ho chiesto e non mi hanno mai fornito) ed aspettano contatti per poi dare i recapiti (con finto disinteresse) del guaritore romano. Si lanciano in feroci attacchi contro la medicina (come se demolire la medicina e la scienza dimostrasse qualcosa a vantaggio di Simoncini).
Esiste la libertà di scegliere cosa utilizzare per problemi della propria salute. Si possono scegliere i metodi della medicina, altri metodi non riconosciuti e persino nulla. L’importante è essere coscienti, informati e convinti. Farsi convincere nonostante gli avvertimenti poi è da ingenui. Se esistesse un solo caso di malato di tumore guarito dalla cura di Tullio Simoncini, sono ancora qui ad aspettarne la testimonianza.
State in guardia.

Coloro che possono farvi credere alle assurdità, possono farvi commettere cose atroci
Voltaire


By Bauboys: Le gerarchie nei molossi e nei lupi

Lo staff di EclisseForum.it è lieta di annunciare una collaborazione nascente con i BauBoys (in onda su italia1). I Bauboys da oggi potranno curare una sezione interamente dedicata a loro ed ai loro articoli e discuterne con noi.

I Bau Boys sono un gruppo di bambini più un cane (BAU, il meticcio-mascotte) capitanati da Marco Berry in veste di sergente addestratore. In ogni puntata, i Bau Boys cercano di coinvolgere i telespettatori in missioni a favore di animali in difficoltà e in altre attività benefiche della banda, suggerendo l’affiliazione o il sostegno alle proprie campagne e alle associazioni coinvolte. Le storie affrontate dai Bau Boys riguardano le specie più svariate di animali: cani, gatti, conigli, uccelli, cavalli, lucertole, farfalle e chi più ne ha più ne immagini. Sono storie vere, estratte dalla cronaca o nascoste dagli  strati dell’ indifferenza umana. Sono storie affrontate realmente da un manipolo di ragazzini indomabili, motivati da una spinta lodevole: l’amore assoluto per gli animali.
Lo scopo dei Bau Boys, insomma, è aiutare chi ne ha bisogno (animali associazioni che quotidianamente se ne occupano), diffondere la conoscenza degli animali di tutte le specie e sensibilizzare gli spettatori in merito ai temi della salvaguardia e tutela, contro abusi e maltrattamenti.

Mettiamo quindi in evidenza il loro primo bellissimo articolo, ringraziandoli per aver scelto EclisseForum.it come piattaforma per la divulgazione dei loro contenuti. Creedence & Duellum71

Le gerarchie nei molossi e nei lupi

Eccoci a noi, siamo i Bau Boys. Per la nostra presentazione e “rompere il ghiaccio” abbiamo deciso di darvi come spunto le gerarchie che si creano tra i cani lupo e i cani molossi.
Parole come gerarchia, dominanza e sottomissione, applicate ai cani, fanno storcere il naso a molti proprietari poiché rimandano all’accezione negativa che queste hanno nell’ambito della storia e della società umana e, quindi, ritenute inappropriate. Ma se consideriamo il cane nella sua dimensione biologica ed etologica, allora, si potrebbe rivalutarle attribuendo loro una valenza nell’ambito di quello che è il modello Educativo di tipo ETOLOGICO/GERARCHICO.

Nel rapporto con l’amico MOLOSSOIDE, in considerazione del valore di alcuni suoi attributi caratteriali, la conoscenza di questo modello potrebbe rivelarsi utile e funzionale, magari usandolo in maniera complementare ad altri più attuali. Ma vediamo di fare un po’ di chiarezza e sgombrare il campo da possibili equivoci.

E’ assolutamente incontestabile che il CANE derivi da un ANTENATO-LUPO attraverso il processo di DOMESTICAZIONE avvenuto in un periodo circa contemporaneo (sto parlando nell’ordine delle migliaia di anni) in vari punti del pianeta e con probabili diverse modalità.

Il successo evolutivo del LUPO deriva dall’organizzazione della sua struttura sociale. E’ una struttura piuttosto semplice, ma perfettamente chiara, funzionante ed efficace. Riducendola ai minimi termini, si può paragonarla a una piramide con dei livelli gerarchici precisi e al cui apice sta un solo individuo: IL MASCHIO ALPHA… IL LEADER! Costui, che è il solo a potersi riprodurre, VIENE RICONOSCIUTO TALE, mediante comportamenti fortemente ritualizzati, in base delle sue conclamate capacità nel saper soddisfare le esigenze del BRANCO e garantire, sotto la sua guida e il suo controllo, la sopravvivenza del singolo in quanto parte del BRANCO. Ecco perché, in seguito a questo RICONOSCIMENTO di “LEADERSHIP”, gli individui di rango inferiore accetteranno il loro ruolo comunque ATTIVO di comprimari nelle dinamiche del branco.

Nel rapporto con il nostro amico MOLOSSO è lecito poterci ISPIRARE a questa MEMORIA ETOLOGICA. Possiamo ammettere che il cane moderno abbia delegato a noi umani la sua primitiva esigenza di organizzazione. Intervenendo in maniera chiara e mirata nella gestione delle sue prerogative e delle sue risorse (cibo, gioco, socialità), mostrandoci sensibili e capaci nel soddisfare i suoi bisogni, ci proporremo ai suoi occhi come il LEADER che lui potrà e vorrà riconoscere, cui riferirsi e attribuire spontaneamente l’autorità che gli compete.

Se ci comporteremo correttamente sarà più facile per il nostro amico accettare serenamente il suo STATUS di rango inferiore, anzi una buona riuscita di questo percorso educativo eviterà i rischi di una situazione di confusione. Corrispondendo al bisogno di organizzazione e controllando le esigenze primarie introdurremo i presupposti per ottenere l’obbedienza motivata.

Imparate quindi a comportarvi da BUON LEADER e fate un uso corretto e coerente dell’autorità acquisita: ma attenzione si tratta di una COSA BEN DIVERSA DALL’ESERCIZIO COSTRITTIVO E COERCITIVO DELL’ AUTORITA’ IMPOSTA CON LA FORZA.
Per altre info venite su http://www.bauboys.tv

Ringraziamo nuovamente i Bauboys per questo fantastico articolo e per questa nascente collaborazione.

Creedence & Duellum71

EclisseForum.it

La sonda Phobos-Grunt potrebbe precipitare sulla Terra?

ARTICOLO AGGIORNATO AL 21/11/11

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Memori di quanto successo con il satellite UARS, per giorni spauracchio di morte e devastazione, e alla fine precipitato nell’oceano senza far danni a nessuno, mettiamo la mani avanti e vediamo di capire cosa potrebbe succedere questa volta.

La sonda Russo-Cinese denominata Phobos-Grunt, è stata lanciata dal cosmodromo di  Baikonur mercoledì 9 novembre. Dopo 11 minuti si è separata dai boosters con successo ed è entrata in orbita bassa attorno alla Terra, in attesa delle accensioni programmate dei suoi propulsori orbitali per immettersi in un orbita che l’avrebbe portata su Marte nel 2013.

 

Il lancio della sonda Phobos-Grunt

Il piano di volo prevedeva il percorso che vedete nell’immagine in basso: lancio da Baikonur (rosso), immissione in orbita bassa di parcheggio (giallo), prima accensione dei motori per immissione in orbita intermedia (azzurro), seconda accensione per uscire dall’orbita terrestre e dirigersi verso Marte.

Prime manovre orbitali della sonda Phobos-Grunt. Credit: Roskosmos

A quanto sembra, si è verificato un problema nelle primissime fasi della missione, durante le operazioni di orientamento automatiche dalla sonda, prima di accendere i propulsori per entrare nell’orbita intermedia.

Le prime voci parlavano di un mancato dispiegamento dei pannelli solari, poi di un problema al sistema di orientamento automatico, altri problemi sembrano esserci con un’antenna. Tutt’ora, le cause della mancata accensione dei propulsori non è nota e addirittura si pensa che un qualche tipo di attività propulsiva sia stata in atto, perché l’orbita non è decaduta come ci si aspettava, ma anzi si è lievemente alzata.

I tentativi fatti per cercare di riparare il guasto e riprendere la missione non hanno finora dato alcun frutto e tutto fa pensare che la sonda andrà perduta.

Per un resoconto dei fatti giorno per giorno, potete andare qui:

Phobos Grunt News

Al di la dei discorsi tecnici e della notizia della probabile perdita della missione noi interessa principalmente la questione relativa al panico che potrebbe generarsi.

Infatti, se non si riuscisse a recuperare la missione, la sonda rientrerà in atmosfera in modo incontrollato.

Per la serie “se sai come funziona non ti fregano facilmente”, vediamo di capire cos’è questa sonda e cosa potrebbe succedere se dovesse precipitare sulla terra.

La sonda Phobos Grunt è questa signora:

La sonda Phobos-Grunt durante l'integrazione

Che vedete meglio nel dettaglio qui:

Componenti della sonda Phobos-Grunt

La missione prevede il raggiungimento di Marte, il rendez-vouz con il satellite Phobos, che dovrebbe essere raggiunto dal lander (descent capsula), e tutta una serie di osservazioni e esperimenti che vedete schematizzati in basso.

La peculiarità di questa missione è che il lander insieme ad una capsula apposita dovrebbe rientrare sulla terra con campioni del suolo di phobos.

Piano di Missione di Phobos-Grunt

 

I maggiori problemi di un rientro incontrollato di questo affare pesante circa 12 tonnellate potrebbero venire dai serbatoi (i contenitori sferici e il grosso contenitore ad anello) contenenti alcuni Idrazina e altri Tetrossido di Azoto (nei collegamenti trovate le schede di sicurezza).

Queste sostanze sono molto pericolose sia per contatto che per inalazione, per cui se malauguratamente un pezzo di quel satellite dovesse finire in aree abitate bisogna starne alla larga. Non si corre il rischio di un ecatombe, non sono virus letali e contagiosi, ma si rischiano intossicazioni e ustioni.

Personalmente credo che il problema non siano tanto le sostanze chimiche, perchè i contenitori non sono stati progettati per resistere ad un rientro in atmosfera e probabilmente si distruggeranno molto prima di raggiungere il suolo e il loro contenuto andrà disperso o reagirà con una grossa fiammata, causando un grosso fuoco d’artificio e nulla più. Quanto piuttosto il lander e la capsula di rientro, nonché la grossa massa della sonda stessa. Il primo perché è stato progettato proprio per un rientro duro sulla Terra e probabilmente raggiungerebbe il suolo intatto, la seconda perché garantisce praticamente  che qualche altro pezzo raggiungerà il suolo.

Parliamo sempre di rischi modesti, i pezzi sarebbero piccoli in ogni caso (il lander pesa 11kg) e  i danni eventuali molto limitati (un tetto sfondato o un auto distrutta). Inoltre se il combustibile dovesse entrare in contatto con l’ossidante in fase di rientro, la risultante esplosione contribuirebbe a diminuire ancora il rischio di danni, perché sbriciolerebbe la sonda.

Il rientro, se dovesse avvenire, potrebbe interessare ogni area del globo compresa tra il 51 parallelo nord e il 51 sud.

Al momento, il NORAD indica come data probabile per il rientro il 26 novembre, questo prima che si avesse notizia della misteriosa spinta verso l’alto di Phobos-Grunt, mentre altri calcoli più aggiornati danno come data probabile quella del 12 gennaio 2012. Ma si tratta in ogni caso di dati da prendere molto con le pinze.

Per adesso questo è tutto, ci dovessero essere novità, vi terremo aggiornati.

 

AGGIORNAMENTI 21/11/11

 

Tutti i tentativi di recuperare le comunicazioni con la sonda sono stati vani e il 21 novembre si è chiusa la finestra di lancio per raggiungere Marte, per cui la missione può considerarsi ufficialmente fallita.

Dai Russi ancora non arrivano comunicazioni ufficiali, per cui non si sa esattamente cosa sia successo e quali scenari si aprono adesso per il destino della sonda. Le ultime previsioni indicano un rientro in atmosfera  verso la metà gennaio 2012, ma nei giorni scorsi è stato registrato un aumento di quota della sonda, come se il computer di bordo stesse tentando di mantenere l’altitudine.

Siamo in attesa di una conferenza stampa o di un comunicato ufficiale che spieghi l’accaduto e indichi gli sviluppi futuri.

Simplicio

La riproduzione è consentita previa citazione della fonte

 

Fonti:

http://www.russianspaceweb.com/phobos_grunt_launch.html

http://www.universetoday.com/90803/trouble-for-the-phobos-grunt-mission/

http://smsc.cnes.fr/PHOBOS/index.htm

http://www.itar-tass.com/en/c32/266953.html

http://www.itar-tass.com/en/c142/268374.html

http://en.wikipedia.org/wiki/Fobos-Grunt

http://www.meteoweb.eu/2011/11/nuovo-allarme-dallo-spazio-la-sonda-phobos-grunt-potrebbe-precipitare-sulla-terra-colma-di-carburante/97708/

http://www.meteoweb.eu/2011/11/la-sonda-russa-phobos-grunt-cadra-sulla-terra-a-gennaio/97901/

 

Il veleno dello Scorpione azzurro come antitumorale: A che punto siamo?

Qualche giorno fa ci siamo imbattuti in un articolo dell’ottimo sito di informazione scientifica “Galileo.it”. L’articolo aveva lo scopo di parlare di un prodotto, chiamato Vitadox, estratto dal veleno dello scorpione azzurro. Navigando su internet non è cosa rara imbattersi in svariati rumors, i quali fanno capire che la questione è particolarmente “vissuta” e “delicata”…alcuni sono a favore e vedono attribuire al veleno di scorpione delle particolari doti antinfiammatorie, e cosa ancora piu eclatante, delle proprietà curative per quanto riguarda il cancro. Altri invece sono totalmente contrari all’utilizzo di prodotti del genere, facendo “pagare” al ritrovato il duro prezzo dovuto dalla mancata sperimentazione. Per cercare di capire meglio i punti di questo spinoso argomento, abbiamo cercato di raccogliere un pò di informazioni a riguardo e nel costituire le basi di questo articolo, ci teniamo a precisare due cose fondamentali: la prima è che non siamo medici. Questo aspetto è particolarmente importante e vi chiediamo di tenerlo in considerazione, in quanto l’articolo non essendo scritto da medici non può (e non vuole) trovare assolutamente il consenso o il diniego da parte del lettore, tantomeno costituire un criterio di scelta per determinati casi di cura. Anzi, inoltrando il secondo aspetto fondamentale riguardo a questa lettura, consigliamo una certa neutralità nell’approcciarsi all’articolo e consigliamo sempre e comunque di informarsi e rivolgersi a degli specialisti qualora si decida di intraprendere questa strada per la cura. Anche perchè, come al solito, non sono rari i casi di truffa che vengono scoperti quando si ha a che fare con prodotti le cui caratteristiche “presunte” vanno oltre ogni aspettativa comune. Si ringraziano per il contributo: Il Dottor Carlo Pastore, L’Aiom, l’utente Equal1zer per i contributi e la perseveranza nel raggiungere questo obbiettivo e tutti gli utenti che ci hanno aiutato e sostenuto in questo progetto, e che continuano a sostenere con orgoglio, impegno e fedeltà il difficile lavoro di questo forum. Detto questo, prima raccomandazione:

 

OCCHIO ALLE TRUFFE

E’ il caso per esempio di quanto accaduto a Padova il 25 Ottobre 2011: Il gazzettino.it ha riportato questo titolo, proprio mentre nel nostro forum stavamo cercando alcune risposte: “Voleva vendere per 700 euro estratto di scorpione azzurro a malata di tumore”. L’articolo prosegue: “ Un 52enne, residente a Brescia, è stato fermato al casello di Padova ovest e trovato in possesso di 47 fialette del prodotto realizzato a Cuba e in vendita nell’isola caraibica a tre dollari a fiala. Stava per consegnarne venti ad una padovana di 40 anni, malata di tumore, per 700 euro.L’uomo, con precedenti di polizia per truffa, è stato denunciato per importazione abusiva di farmaci e truffa.” (http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=166104&sez=NORDEST)

 

IL SONDAGGIO DI ECLISSEFORUM.IT

 

Al fine di cercare di quantificare un pò le percezioni a riguardo, come prima analisi abbiamo chiesto ai nostri utenti cosa percepissero in merito a questi ritrovati (due in particolar modo: Escozul e Vitadox) e ci siamo domandati: “Il veleno dello scorpione azzurro è secondo te utile per la lotta al tumore?” Il responso ha ricalcato in maniera quasi sorprendente, quelle che sono le percezioni di un pò tutti gli utenti di internet: infatti i risultati sono stati praticamente di parità. Sostanzialmente, comunque, il risultato rappresenta ciò che effettivamente si legge in giro, dove vi sono forti posizioni discordanti a riguardo, sia tra utenti che tra editori di articoli.

LE ORIGINI

Le particolarità antiinfiammatorie del veleno dello scorpione azzurro sono state scoperte a metà degli anni 80, quando il dottore cubano Misrael Bordier scopre che il veleno sembra possedere delle propriet’ anticancro. Ma bisogna aspettare fino al 2003 prima di avere notizie a riguardo. A parlare è una giovane ragazzina di 11 anni alla quale hanno diagnosticato un cancro al pancreas nel 1992 e dopo le classiche terapie chemioterapiche ha cominciato ad assumere l’ Escozul all’ età di 15 anni. Suo padre conobbe il biologo succitato, Misrael Bordier, che all’ epoca sperimentava il veleno dello scorpione nei cani e nei topi affetti da tumore. La giovane ragazzina, nel 2003 aveva 28 anni, oggi dovrebbe averne 36, ed afferma di aver sconfitto il carcinoma. (Fonte:  http://edition.cnn.com/2003/HEALTH/10/23/cancer.scorpion.venom/ )

 

Nel 2003 L’ Istituto di Oncologia cubano si dimostrò scettico di fronte a questo evento, affermando sempre lo stesso concetto, e cioè che bisognerebbe effettuare molti più test per capire se il farmaco funziona o meno. Esistono evidenze documentali relativo a questo aspetto fino all’anno 2006:

Attestato Cubano di Illegalità Escozul prima del suo riconoscimento.

E’ importante sottolineare come una volta accettato dalla comunità medica Cubana, tanti pazienti hanno cominciato a procurarsi l’ Escozul, il quale purnon promettendo miracoli, perlomeno accende qualche lume di speranza oltre ad essere considerato un coadiuvante limitare per gli effetti destabilizzanti della chemioterapia. Da prendere in particolare attenzione è l’aspetto economico relativamente all’acquisto del prodotto: fino a poco tempo fa, L’Escozul era distribuito gratuitamente. Poi i cubani hanno deciso di cambiare. Chi lo vuole deve recarsi in una delle farmacie internazionali sull’isola. Costo: 160 euro circa (in valuta locale) accompagnati dalla documentazione medica. (Fonte: http://www.napolipuntoacapo.it/npc/articolo_del_giorno.asp?id=4526&title=Lo+scorpione+azzurro+della+speranza+o+dell%26%238217%3Billusione%3F….boom+di+richieste+per+il+farmaco+antitumorale+cubano)

LA SPERIMENTAZIONE MANCANTE: ECCO PERCHE' IL RITROVATO E' ILLEGALE

Allo stato attuale manca una “sperimentazione clinica riconosciuta“ sui ritrovati, per questo motivo vengono ritenuti illegali. A differenza da quello che si può pensare, gli oneri della sperimentazione grosso modo spettano a chi ha intenzione di commercializzare il prodotto oggetto di vendita, in quanto è la prima “figura” ad ottenere il vantaggio economico dato dal riconoscimento dello stato di “farmaco”. In seguito alle sperimentazioni, una volta che il ritrovato viene considerato conforme, passa allo stato di “farmaco” e ne è autorizzata la vendita in quanto tale. Dal sito polesine.com si apprende infatti che:

“Prima di poter essere messi in commercio tutti i nuovi farmaci devono superare una lunga fase di sperimentazione. In generale si parla di sperimentazione clinica di un farmaco quando si vuole valutare l’efficacia e/o la tollerabilità e/o la sicurezza di un trattamento farmacologico sull’uomo.La sperimentazione clinica comporta un iter lungo e costoso, le cui diverse fasi sono descritte e stabilite dalla legge in modo da garantire procedure in grado di minimizzare i rischi per i pazienti. Per indicare le sperimentazioni cliniche si usa spesso il termine inglese clinical trials, o quello più “italianizzato” trials clinici.”

e prosegue poi con la questione piu “spicciola” relativamente ai costi di sperimentazione:

“Le Sperimentazioni cliniche vengono in genere effettuate nelle strutture ospedaliere/ universitarie pubbliche o private autorizzate.L’azienda o l’istituzione che finanzia lo studio è detta sponsor.Gli sponsor degli studi clinici sono quasi sempre le industrie farmaceutiche, interessate a sviluppare nuovi farmaci in vista della loro commercializzazione. Per questo investono somme ingenti, dato che gli studi clinici sono sempre lunghi e costosi.”

Bisogna assolutamente tenere in considerazione questo argomento in quanto il processo di attribuzione legale di un farmaco è su base sperimentale e non su presunzione d’efficacia. Tradotto: a livello legale, non è la qualità paventata di un ritrovato a farne di questo un farmaco, ma è la base sperimentale a permetterne l’attribuzione del titolo. Questo è il caso proprio dei ritrovati contenenti il veleno dello scorpione azzurro. Non è dimostrata scientificamente nè la loro efficacia in qualità di anti-tumorali, nè tantomeno ne è stata valutata scientificamente la sua tossicità a livelli pericolosi tali da far temere per lo stato di salute del paziente. Al momento attuale, in Italia, non c’è nessuno che sta effettuando ricerche in merito volte all’ottenere il riconoscimento di tale ritrovato come farmaco.

LA SITUAZIONE SPERIMENTALE NEL SUD AMERICA

Il farmaco viene venduto regolarmente a Cuba e a Santo Domingo e a quanto pare sono stati effettuati studi in tali paesi.. Come da paragrafo sopraccitato, lo studio viene effettuato da chi produce e commercializza il ritrovato. Leggendo nel sito http://www.medolife.com/en/research/dataCharts, vengono riportati alcuni dati relativi alla sperimentazione effettuata da un produttore del farmaco. Da quanto emerge, viene asserito come il ritrovato abbia delle proprietà antiinfiammatorie (a loro detta, viene fatto il confronto col paracetamolo), mentre per quanto riguarda le proprietà curative per il cancro viene presa a riferimento una sperimentazione in vitro. Citando Testualmente:

“Il siero dello scorpione blu inibisce la crescita di cellule tumorali IN VITRO.”

E’ importante sottolineare “in vitro” in quanto le condizioni poi sperimentali sugli esseri umani non son certo riproducibili (nella loro complessità e sopratuttto nella loro singolarità) agli esseri umani. Riportiamo comunque per dovere di cronaca che nel 2006 il prodotto, a cuba, era considerato fraudolento. Deve essere però chiaro che il prodotto, nella Repubblica Dominicana ed anche a Cuba, abbia acquisito lo status di farmaco approvato come sostitutivo di terapie oncologiche.

Attestato di Validita Rep.Dominicana

Attestato di Validita Escozul Rep.Dominicana

IL CASO MEDIATICO

E’ senza ombra di dubbio importante segnalare come ciò che sarebbe da valutare come una possibilità tutta da dimostrare, divenga su internet una voce certa e senza ombre. Questo costituisce un pericolo e non v’è dubbio, soprattutto quando è rivestito di una certa vena populista nei riguardi delle aziende farmaceutiche. Che non vi sia fraintendimento in merito a questa affermazione..ovviamente, non sarebbe corretto evitare di criticare gli strani affari che molte aziende farmaceutiche combinano riguardo alla commercializzazione di prodotti obsoleti ed in qualche caso addirittura dannosi e non è fatto raro pizzicare qualche “oscuro movimento” riguardo alcuni medicinali non propriamente curativi. Ma quando si parla di medicinali non è né consigliabile né propedeutico pensare ad un fai da te, tanto piu per patologie complesse come quelle oncologiche. Inoltre è importantissimo sottolineare che quella dello scorpione azzurro non è la sola cura a venir “considerata” alternativa e naturale..anzi: ci sono altri casi di cure alternative e di questi ne abbiamo avuta evidenza contattando l’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) della cui risposta pubblichiamo un estratto:

“Sono molte le sostanze naturali che vengono utilizzate per la cura dei tumori. In generale si tratta di estratti naturali che poi vengono prodotti in modo sintetico. Un esempio è l’uso dei taxani in vari tipi di tumore. Sono stati estratti originariamente dal tasso (albero)e poi prodotti industrialmente. Questi farmaci sono stati sottoposti ad accurati studi, prima di essere commercializzati, sia per verificarne l’efficacia, ma anche per valutare gli effetti collaterali che possono essere anche molto importanti ed a volte imprevisti.

E’ piena la storia di sostanze che vengono utilizzate per combattere i tumori solo sulla base del fatto che siano “naturali” senza che siano sottoposte a verifiche di alcun genere. Il fatto che siano naturali non garantisce né l’efficacia né tantomeno la sicurezza (mancanza di effetti tossici). “

L'INTERVENTO DEL DOTT.CARLO PASTORE PER ECLISSEFORUM.IT

Essendoci quindi molta confusione a riguardo delle effettive proprietà dei prodotti derivanti dal veleno dello scorpione azzurro, abbiamo posto alcune domande su diversi aspetti della questione al Dottor Carlo Pastore, Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2001 presso l’Università Di Roma, iscritto all’Ordine dei Medici di Latina, e specializzato in Oncologia Medica, il quale è a sua volta venuto in contatto con pazienti che hanno assunto in maniera autonoma il prodotto (Come da intervista al tg1).

Dalle analisi svolte dal laboratorio cubano, Labiofam, risulta che oltre alle proprietà anti-infiammatorie, in alcuni casi ci sono stati dei blocchi di crescita di forme tumorali e addirittura anche la scomparsa. I medici che hanno effettuato le analisi sono quasi tutti laureati con il più alto titolo accademico riconosciuto nella maggiorparte delle nazioni. Per quale motivo l’ Italia non riconosce i titoli accademici conseguiti all’ estero e di conseguenza nel nostro caso non si considerano le analisi svolte dai medici cubani?

Per quanto riguarda il riconoscimento dei risultati conseguiti in altre nazioni del mondo dal punto di vista medico-scientifico non si valutano i titoli accademici dei ricercatori ma semplicemente la ripetibilità dell’esperienza in vitro od in vivo. Se l’esperienza e riproducibile acquisisce validità.

Quali sono le differenze tra una sperimentazione in vitro e quella svolta invece sugli animali o sull’ uomo? Esistono considerevoli differenze per quanto concerne i risultati?

La differenza tra una esperienza in vitro ed una in vivo è enorme. In vivo le variabili in gioco sono numerose; basti pensare alla complessità delle reazioni chimiche che modificano od alterano qualunque sostanza immessa dall’esterno rendendola più, meno, per nulla attiva. Quelle in vitro sono condizioni di ricerca eseguite in un ambiente teorico, ideale non corrispondente al vivo. Peraltro anche tra animale ed essere umano la risposta può variare.

Qualche giorno fa ansa ha pubblicato in una notizia la seguente frase: “Si studia l’azione di una proteina posta sulla superficie dei macrofagi che, se bloccata, interrompe il sostegno di queste cellule a quelle tumorali.”. Essendo che i prodotti estratti dal veleno dello scorpione azzurro sono proteici, potrebbe essere plausibile pensare che questi prodotti coadiuvino in qualche caso un processo similare?

Il fatto che l’estratto del veleno dello scorpione sia proteico non vuol dire assolutamente nulla. Per miglioramento della sintomatologia in alcuni pazienti si intende una diminuzione del dolore ed un miglioramento dell’appetito. Occorrerebbe verificare se questo sia in relazione alle caratteristiche del preparato (qualunque esso sia) od a effetto placebo. Una sperimentazione adeguata è possibile in ogni momento; occorre solo definire i tempi e modi in ambito di ricerca medica e farmacologica.

Può essere consigliabile l’utilizzo di prodotti derivati dallo scorpione azzurro per alleviare gli effetti indesiderati della chemioterapia?

Non sappiamo al momento se gli estratti del veleno dello scorpione abbiano l’effetto di limitare la tossicità od i disturbi derivanti da altri trattamenti oncologici.

E’ plausibile pensare che i ritrovati di cui stiamo parlando, alleviando alcune sofferenze, predispongano il paziente ad uno status psicologico che può aiutare ad allungare aspettative di vita o combattere meglio il problema?

Gli aspetti psichici nel paziente oncologico ed in generale nel portatore di patologia grave hanno un loro peso. Non a caso esiste un ramo di ricerca che si occupa di psiconeuroimmunologia e su come energie psichiche mobilitate in maniera positiva possano avere un impatto favorevole nella reazione di contrasto alle patologie.

Ringraziamo nuovamente il Dottor Carlo Pastore per la sua disponibilità e tutti coloro che ci hanno aiutato a fornire questo contributo.

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Neutrini più veloci della luce. Intervista al Dr. Valerio Rossi Albertini.

EclisseForum.it ha intervistato il Dr. Valerio Rossi Albertini, fisico e ricercatore del CNR, che ha accettato di rispondere ad alcune domande riguardanti il recente annuncio della scoperta di neutrini superluminali. 

Di seguito troverete le interessantissime risposte che abbiamo ricevuto, uno splendido pezzo di ConoScienza Condivisa per il quale ringraziamo il dr. Rossi Albertini per la chiarezza e la disponibilità dimostrata. 

Buona lettura!

Simplicio

discussione sul forum

 

1) E’ notizia di questi giorni che un esperimento congiunto tra il CERN di Ginevra e il Laboratorio del Gran Sasso, avrebbe mostrato che i neutrini possono viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce. Ci potrebbe spiegare come è stato condotto l’esperimento e che risultati sono stati ottenuti?
 

L’esperimento, concettualmente, è molto semplice. Consiste nel misurare il tempo impiegato da uno sciame di particelle elementari, dette neutrini perché privi di carica elettrica e di massa estremamente ridotta, per percorrere la distanza tra i laboratori del Cern di Ginevra e quelli del Gran Sasso in Abruzzo. Il metodo, con le debite varianti, è analogo al calcolo della velocità di un corridore, ad esempio sui cento metri piani. In questo caso, la distanza tra blocchi di partenza e traguardo è, appunto, di cento metri. Si misura l’intervallo di tempo che intercorre dal momento dello sparo a quello in cui l’atleta spezza il “filo di lana” e la velocità sarà data dal rapporto tra la distanza e il tale tempo. L’acceleratore del CERN di Ginevra (blocco di partenza) emette un fiotto di neutrini che vengono catturati e rilevati qualche millesimo di secondo dopo da un sistema collocato nel ventre del Gran Sasso (traguardo). La distanza è misurata tramite il GPS, strumento che consente di determinare la posizione degli oggetti con grande accuratezza, tramite rilevamento da satellite, come in un normale navigatore per tracciare il percorso stradale. La durata del viaggio da Ginevra al Gran Sasso è misurata da un orologio di precisione. I neutrini seguono una traiettoria rettilinea e, siccome la Terra è sferica, per andare da Ginevra al Gran Sasso, passeranno attraverso la crosta terrestre. Tuttavia, i neutrini hanno la caratteristica di non avvertire la presenza della materia, che attraversano senza essere disturbati o rallentati.

La traiettoria dei neutrini all'interno della crosta terrestre

Il risultato ottenuto dai ricercatori impegnati nell’esperimento (chiamato Opera) è che la velocità calcolata sarebbe superiore a quella della luce. Nell’esempio precedente, è come se il corridore che rappresenta un neutrino tagliasse il traguardo con qualche millimetro di vantaggio rispetto al corridore che rappresenta la luce.

2) Sono previsti ulteriori esperimenti per indagare meglio il fenomeno e smentire o confermare la scoperta?

Certamente. Prima di smantellare la teoria della relatività speciale di Einstein, uno dei cui assiomi è appunto l’invalicabilità della velocità della luce, sarà necessario ricontrollare i dati, valutare possibili cause di errore e ripetere l’esperimento in altre condizioni. Bisogna ricordare, infatti, che una misura analoga fu già eseguita (sebbene in condizioni diverse) nel 1987. In quell’anno si osservò l’esplosione di una supernova (SN1987A, ndr), durante la quale fu prodotto un intensissimo lampo di luce e una massiccia emissione di neutrini. Essendo molto distante la stella, la seppur piccola differenza di velocità prevista, comportò un notevole ritardo dei neutrini rispetto alla luce (circa tre giorni), perfettamente misurabile senza le incertezze dell’esperimento Opera. Ebbene, in quel caso, tutto andò come previsto da Einstein: i neutrini giunsero più tardi della luce…

3) Al comprensibile entusiasmo degli scienziati che hanno portato avanti l’esperimento, peraltro condito da una sana prudenza, si contrappone la voce di chi sostiene che potrebbe essere un buco nell’acqua in quanto è difficile stimare l’errore che si commette nel misurare la distanza tra l’emettitore e il rilevatore e il tempo intercorso tra l’emissione e l’arrivo dei neutrini ed in generale gli errori sistematici che potrebbero affliggere le misure. Cosa può dirci in proposito? 

Il dubbio è legittimo, anzi doveroso. Un errore nella determinazione del punto esatto in cui sono emessi i neutrini o della distanza tra Ginevra e il Gran Sasso, potrebbe giustificare l’apparente discrepanza dai risultati attesi. Altre cause di errore potrebbero essere l’analisi statistica dei dati, o la presenza di effetti che di solito si trascurano ma, nel caso di velocità così elevate, potrebbero essere rilevanti. Poi ancora, la curvatura dello spazio indotta dalla massa terrestre, in ossequio alla teoria della Relatività Generale di Einstein, che pregiudicherebbe l’ipotesi di propagazione dei neutrini in linea retta, oppure l’anomalo comportamento dei neutrini nella materia, rispetto a quello tenuto nello spazio vuoto. Gli sperimentatori assicurano di aver considerato tutte le possibili fonti di errore. Tuttavia, qualcuna di esse può sempre sfuggire ed, inoltre, considerarle tutte non implica necessariamente che si sia in grado di stimarne correttamente la ripercussione.

4) Se la scoperta dovesse essere confermata, quali implicazioni avrebbe nei modelli fisici che fino ad oggi giudicavamo solidi? E’ vero che la relatività subirebbe un brutto colpo? Sono già state formulate ipotesi per spiegare questo fenomeno? 

La teoria della relatività, che era stata confermata da tutti gli esperimenti condotti finora con un elevatissimo grado di approssimazione, andrebbe almeno modificata.  Bisognerebbe, infatti, valutare quanta parte potrebbe ancora essere valida e quanta invece andrebbe radicalmente riconsiderata. Ad esempio, si potrebbe ipotizzare che resti valida, ma che la velocità assima insuperabile sia quella dei neutrini e non della luce, in pratica assumendo che la famosa costante c, non sia la velocità della luce nel vuoto, ma quella dei neutrini e quindi non valga circa 300.000 km al secondo, ma sia lievemente maggiore. Ciò però, come detto, contrasterebbe con le osservazioni fatte finora, per cui altre modifiche sarebbero richieste. Inoltre, la velocità della luce nel vuoto è indipendente dall’energia della luce (ovvero dal colore del raggio di luce), ma questo non sarebbe necessariamente vero per i neutrini. Infine resta un nodo fondamentale. Le trasformazioni di Lorentz, ovvero quelle che, nella teoria della relatività, consentono di calcolare la variazione dei parametri fisici di un corpo (dimensioni, massa etc.) all’aumentare della velocità con cui esso viaggia, non sarebbero più coerenti. La massa di ogni oggetto che si avvicini alla velocità della luce aumenta progressivamente e, una volta raggiunta questa velocità , diventa infinitamente grande. Quindi, per quando sia piccola la massa dei neutrini in condizioni di riposo, essi dovrebbero crescere a dismisura approssimandosi alla velocità della luce, il che non è osservato nell’esperimento Opera….

5) Crede che questa scoperta, se confermata, avrà risvolti pratici?

Bisognerebbe innanzitutto stabilire se solo i neutrini siano dotati della capacità di eccedere la velocità della luce e se ciò si verifichi in ogni condizione, o solo in casi particolari o eccezionali. Prima di ipotizzare un’applicazione, bisognerebbe ricostruire una teoria che tenga conto sia dei successi della Relatività, che delle nuove evidenze sperimentali. Le equazioni che la descriverebbero, conterrebbero anche la risposta a questa domanda…

 

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Nubifragio Roma, video-shock: “è stato provocato artificialmente”. Ma è una bufala colossale

Personalmente non sono solito riportare su EclisseForum.it articoli da altri blog, ma quello che ripropongo di seguito è un utilissimo strumento per capire chi sono e come operano due dei più stupefacenti bufalari e racconta frottole del web italico: i fratelli Marcianò, gestori del sito tankerenemy.org. Questi poveretti, principali responsabili della diffusione della bufala delle scie chimiche in italia, sfruttano le debolezze e l’ignoranza della gente in settori di nicchia, per diffondere bugie e instillare idee paranoiche e complottiste completamente campate per aria. La cosa che stupisce è che, nonostante siano più volte stati colti “col sorcio in bocca” a falsificare documenti e a raccontare bugie belle e buone, godano di un seguito di agguerriti e aggressivi sodali e solerti “ripetitori” di bufale, che, vuoi per connivenza evidentemente “vantaggiosa” o per strutturali carenze cognitive, perseverano nel difendere l’indifendibile. Inoltre questa delle scie chimiche si è rivelata essere una bufala piuttosto pericolosa, perche più volte ha portato taluni seguaci un pò più aggressivi a dichiarare di voler in qualche modo abbattere o danneggiare quelli che per loro sono tanker chimici travestiti da aerei di linea.

Invitiamo i nostri lettori a guardare sempre con occhio critico quando sentono parlare di scie chimiche, specialmente se la fonte è il sito delirante dei fratelli bufalari di cui sopra, perchè si tratta di veri e propri professionisti dell’inganno e del raggiro, che non si fanno nessuno scrupolo a sfruttare e strumentalizzare catastrofi naturali e tragedie per i loro scopi, ed è facile lasciarsi trascinare da certi deliri paranoici, farciti di parole complicate e riferimenti a grosse agenzie internazionali, se non si sta attenti a controllare ogni loro affermazioni alla luce delle moderne conoscenze in materia.

Buona lettura e complimenti all’autore dell’articolo di seguito e al sito www.meteoweb.eu che lo ha proposto.

Simplicio

 

Ricordate il violento nubifragio di Roma di giovedì 20 ottobre? Come dimenticarlo … dopo la tragica alluvione di Cinque Terre e Lunigiana, è stato il fenomeno meteorologico più estremo di quest’autunno. Inoltre è stato seguito da settimane di polemiche non solo scientifiche, ma anche politiche e sociali che hanno avuto una grande eco su tutti i media nazionali.
Abbiamo raccolto in questo reportage le immagini di quel disastro di cui, nel nostro MeteoNotiziario, abbiamo parlato moltissimo.
Ebbene, oggi torniamo a parlarne perchè sul web stanno circolando delle strane “convinzioni”, banali luoghi comuni con un passaparola che ci sembra estremamente convincente rispetto a chi non conosce la materia meteorologica e tende a credere a ciò che viene raccontato.
I gestori del blog http://tankerenemymeteo.blogspot.com/, che citiamo per dovere di cronaca ma già solo il fatto di linkarli ci fa venire il mal di pancia, hanno lanciato sul web un video-shock in cui spiegano che il nubifragio di Roma è stato indotto e che la cella temporalesca è stata provocata artificialmente.
Ecco il video in questione che, come potete vedere, ha già avuto moltissime visualizzazioni e anche dei commenti di consenso:

La bufala di Tankerenemy: Provocato il nubifragio del 20 ottobre 2011 a Roma: la cella temporalesca fu indotta

Gli autori del video si prendono beffa del collega Alessio Grosso, stimato meteorologo e collega a cui va tutta la nostra solidarietà per quanto accaduto, accusandolo di “mistificare” l’evento mentre lo spiega in modo impeccabile. Quando Grosso parla di “celle temporalesche lineari“, gli autori del video scrivono che “le celle lineari non esistono“, e poco dopo mostrano un’immagine satellitare animata di temporali di calore estivi sul nord Italia, scrivendo che “in realtà le celle temporalesche sono vortici“. Basterebbe questo per chiudere la pagina di Youtube a chiunque ha studiato un minimo di meteorologia, ma non tutti conoscono le basi di questa scienza ancora di nicchia, e la gente comune non sa che i vortici di bassa pressione sono i centri delle perturbazioni in cui, in realtà, solitamente c’è calma di venti e cielo sereno, un pò come nell’occhio del ciclone. In alternativa, i vortici possono essere le trombe d’aria o i tornado, ma non assolutamente i temporali, che sono fenomeni che di vorticoso non hanno proprio nulla, trattandosi di cumulonembi con correnti ascensionali e discensionali molto intense. Inoltre parlare di “celle” o “cellule” temporalesche è la stessa identica cosa.
Il video scade poi nel ridicolo quando, per dimostrare che le celle lineari non esistono (e allora le “squall-line” cosa sono?), va a pescare un esperimento della Nasa che può spostare acqua da un piccolo laghetto a un’area circostante a fini di irrigazione per contrastare la siccità, ipotizzando che nel Tirreno sia stato installato un impianto del genere (!!!) per provocare il nubifragio di Roma.
Da studiosi di meteorologia e amanti della verità storica non possiamo rimanere indifferenti di fronte a tanta ignoranza che, purtroppo, rischia di diventare contagiosa su internet, strumento utilissimo e rivoluzionario che però ha anche i suoi aspetti negativi e, purtroppo, può consentire con maggior facilità la diffusione di enormi bufale clamorose, come questa, giocando sull’ignoranza della popolazione.
Anche se, probabilmente, in questo caso la bufala è stata “architettata” in assoluta buona fede, nel senso che anche chi ha realizzato quel video zeppo di baggianate è completamente ignorante in materia. Perchè se fosse qualcuno più esperto che ne capisce davvero, beh, in quel caso dovrebbe davvero vergognarsi di aver compiuto un gesto simile …
Ma le assurdità di quei pochi minuti che, ve lo assicuriamo, in Redazione ci hanno dapprima fatto sorridere ma poi, verificata la loro diffusione, ci hanno fatto star male, sono talmente tanto assurde (scusate il gioco di parole…) che riteniamo davvero impossibile che questa bufala sia stata pensata ad hoc.
E ci limitiamo a dire questo, senza aprire un nuovo capitolo più generale su questo tipo di convinzioni, arrivando a chiedere agli autori di queste fantasiose e bizzarre ipotesi quali siano, secondo loro, i motivi e i responsabili di un nubifragio “indotto“. Ma siamo convinti che ci risponderebbero le cose più assurde del mondo, che è stato un gruppo di alieni proveniente da Marte, oppure l’ha deciso Obama per chissà quale volontà Statunitense contro l’Italia e Roma, o ancora peggio che in realtà è stato Adolf Hitler che non si è mai suicidato ma sopravvive ancora nascosto in un sottomarino tedesco nel mar Tirreno.
Meglio rinunciarci prima del tempo.

Tratto da: http://www.meteoweb.eu/2011/11/nubifragio-roma-video-shock-%E2%80%9Ce-stato-provocato-artificialmente%E2%80%9D-ma-e-una-bufala-colossale/95211/

La Crisi Economica: Senza Italia niente Euro. Ecco i motivi per i quali non usciremo dalla moneta unica.

Vi siete mai posti la domanda E se l’Italia uscisse dall’euro..cosa accadrebbe?. Questo quesito è stato posto in un bel topic  da un utente del nostro forum, Il Passatore, che ringraziamo per l’interesse. Abbiamo quindi girato le sue domande al nostro esperto in economia e mercati, il dott. G.P.P. . Grazie alla sua disponibilità, abbiamo la fortuna di farvi leggere un altro chiarificante articolo, volto a far luce sulle motivazioni che ci salvaguardano da un’eventuale uscita dall’Euro. Ciò che emerge è che, seppur siamo in una situazione estremamente complicata e drammatica (si vedano i precedenti articoli), L’Italia costituisce un elemento importante per l’area Euro e non è di certo il paese peggiore. EclisseForum.it ringrazia il Dott. G.P.P. per aver la sua disponibilità e competenza; ringraziamo anche l’utente Il Passatore per la curiosità dimostrata nell’argomento.Buona lettura

 

1) Tecnicamente, è veramente possibile che l’Italia fuoriesca dall’Euro?
_No, tecnicamente non è possibile: se l’Italia uscisse dall’Euro sarebbe l’Euro stesso a “squagliarsi”. L’Italia rappresenta un paese di medio cabotaggio all’interno dell’Euro, infatti non è il più forte (Germania), ma nemmeno il più debole; è da preferirsi a tutti gli altri “pigs” proprio per la particolarità di soffrire un debito pubblico più liquido rispetto agli altri e quindi più importante di quello spagnolo; proprio per questo motivo viene preso di mira dalla speculazione. Lasciamo perdere al riguardo tutte le scemenze di cui si riempiono la bocca i politici vari (non solo italiani): gli attacchi speculativi sono solo relativi a questa particolarità  e cioè che se regge l’Italia, regge l’Euro.

2) Cosa potrebbe provocare a livello economico/aziendale una potenziale uscita da parte dell’Italia dall’Euro? Quali potenziali risvolti potrebbero poi esserci per chi possiede capitali e mutui?
_ L’uscita dell’Italia dall’Euro potrebbe precipitarci in una vera e propria catastrofe finanziaria: i prezzi aumenterebbero a dismisura abbattendosi come un tornado sulla capacità d’acquisto degli italiani. Sarebbe una situazione dall’impatto terrificante per le tasche degli italiani. Anche per le società stesso discorso: molte dovrebbero chiudere, specie le più piccole, incapaci di far fronte ad un poderoso aumento dei tassi come quello che si profilerebbe con l’uscita dall’euro.
Per chi ha capitali (in banca, alla Posta o sotto il materasso, cambia poco), invece si prospetterebbe una perdita clamorosa del loro valore, perchè l’italia sarebbe costretta ad una maxisvalutazione competitiva.

3) E’ possibile che Francia e Germania possano decidere una nostra “dipartita” dall’Euro?
_ No, non è proprio possibile, anche perchè ripeto che senza l’Italia non esiste l’Euro. Inoltre noi abbiamo un debito pubblico ingente, ma lo abbiamo finora tenuto sotto controllo molto meglio della Francia. E’ da assolutamente tenere conto che non è poi così tanto vero che la Germania sia così virtuosa: andate a vedere a quanto ammonta il debito pubblico tedesco, studiando i bilanci terrificanti delle agenzie statali dei mutui tedeschi: arriviamo al 100% del Pil, non brustolini!

“Stavolta Germania batte Italia. Nel debito pubblico”

Il debito pubblico tedesco, per effetto delle revisioni contabili adottate da Eurostat (che Il Sole 24 Ore aveva anticipato alcune settimane fa), è aumentato di colpo nel 2010 di ben 319 miliardi di euro. Si è innalzato così a 2.080 miliardi, primo debito europeo ad andare oltre la soglia dei 2mila miliardi, sorpassando a tutto gas quello italiano.  (Fonte: Il sole 24 ore)

Gli italiani, poi, hanno individualmente risorse patrimoniali (somma di depositi, titoli e immobili) molto superiori a quelle dei francesi e dei tedeschi: anche per questo motivo questi paesi se ne guardano bene dal cacciarci fuori dall’eurozona..
4) Sarebbe plausibile pensare ad una moneta “Euro2”, utilizzata solo per i paesi piu deboli? (I Cosiddetti PIIGS?)
_ Non sarebbe nè plausibile nè auspicabile. L’euro è come una classe di studenti suddivisi tra geni, normodotati e somari. Di solito i geni impongono ai somari di crescere di livello. Se creiamo una classe di somari, tutte le sinergie economiche che sono obiettivo stesso alla base della creazione dell’euro vengono meno. Se da un lato abbiamo una Grecia per cui è stato accettato un fallimento pilotato, dall’altro abbiamo altri paesi che già dimostrano di fare buon uso dei prestiti europei (Irlanda). Il tempo e il deleverage ci riporteranno ad una situazione più tranquilla, anche se avremo ancora altri momenti di gravi difficoltà.

Edited & Write By Creedence
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