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Quattro comete prima del sorgere del Sole (by Focus.it)

La guida per vedere ISON e altre tre spettacolari comete.

A chi è dotato di un piccolo telescopio o di un potente binocolo, il cielo del mattino in questi giorni assicura un bello spettacolo. Poche ore prima del sorgere del Sole, infatti, sono visibili ben quattro comete.

Oltre alla ormai famosa ISON, che potrebbe riservarci delle entusiasmanti sorprese alla fine del mese e durante dicembre, sono visibili la 2P/Encke, la C/2012 X1 LINEAR e l’ultima arrivata, la C/2013 R1 Lovejoy. La LINEAR ha sorpreso tutti gli osservatori quando, all’improvviso, ha aumentato la sua luminosità di circa 250 volte nel corso di pochi giorni.

Immagini delle quattro comete visibili prima dell’alba. A partire dall’immagine in alto a sinistra, in senso orario, la cometa C/2013 R1 Lovejoy, 2P/Encke, ISON e C/2012 X1 LINEAR. (Gerald Rhemann, Damian Peach, Gerald Rhemann e Gianluca Masi)

Poiché è insolito avere quattro comete relativamente luminose nello stesso pezzo di cielo, è bene non perdere questa opportunità. Ora che è periodo di Luna nuova, per la prossima decina di giorni le condizioni sono ideali per osservare al meglio questi affascinanti oggetti celesti.

La mappa del cielo con la posizione delle quattro comete.

La più brillante del gruppo, attualmente di magnitudine 8, è la cometa Lovejoy (guarda altre foto), ma prossimamente la sua luminosità aumenterà fino a magnitudine 6 o 5 (ricordiamo che magnitudini basse equivalgono a maggiore visibilità e 5 è il valore per la visibilità ad occhio nudo), mentre attraverserà la costellazione del Cancro in direzione della costellazione dell’Orsa Maggiore, e,  probabilmente, potrà essere visibile ad occhio nudo da metà novembre. Con un piccolo telescopio la cometa potrà essere osservata con facilità, anche se la sua coda, in via di sviluppo, è ancora molto debole.

La cometa Encke compie un’orbita completa attorno al Sole ogni 3,3 anni  A volte è ben posizionata per poter essere osservata, mentre altre volte no. Questa apparizione è una di quelle favorevoli con la cometa ben posizionata ad Est all’alba durante il periodo di massima luminosità. Attualmente la sua magnitudine è compresa tra 7,5 e 8. Come per la Lovejoy, con un binocolo da 50 millimetri si potrà godere di un ottimo spettacolo. Una settimana prima che raggiunga il suo massimo di luminosità (magnitudine 6 o 7), intorno al 21 novembre, data del passaggio al perielio, sarà visibile nella luce dell’alba. Per poterla osservare, verso Est-Sud-Est e da un luogo con l’orizzonte libero, restano ancora una decina di giorni.

 

Se la C/2012 X1 LINEAR avesse seguito l’andamento solito di una cometa che si avvicina al perielio, sarebbe passata praticamente inosservata. Invece , un’improvvisa eruzione di vapori e polveri ha formato una gigantesca sfera di materiale luminescente che ha fatto aumentare repentinamente la sua luminosità dalla magnitudine 13,5 a 7,5. Un balzo di luminosità di circa 250 volte!

Eventi di questo genere sono abbastanza rari, il migliore esempio di un fenomeno del genere si ebbe nel 2007, quando la luminosità della cometa 17P/Holmes aumentò in poco meno di due giorni dalla magnitudine 17 alla 2,8, un incremento di circa mezzo milione di volte.

Come per ogni esplosione di questo genere, la nuvola di gas e polveri attorno alla cometa LINEAR continua ad espandersi. Attualmente il suo diametro angolare è di circa 8 minuti d’arco (1/4 delle dimensioni della Luna piena). La chioma di questa cometa quasi certamente continuerà ad aumentare per poi svanire poi con il tempo. Come la Encke , la LINEAR per poter essere osservata al meglio richiede un orizzonte orientale aperto poco prima dell’alba.

La ISON, a meno che non venga distrutta dall’elevatissimo calore (transiterà dalla superficie del Sole a meno di 1,2 milioni di km) e dalle forze mareali della nostra stella durante il suo passaggio al perielio il 28 novembre prossimo, dovrebbe dare il meglio di sé durante le prime tre settimane di dicembre. La cometa ISON attualmente è la più debole delle quattro, intorno magnitudine 9, ma anche in questo caso potrebbero esserci delle sorprese .

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Cometa Ison: ecco come osservarla (By Focus.it)

 

La cometa ISON. Foto: Adam Block/Mount Lemmon SkyCenter/University of Arizona

La cometa ISON, scoperta il 21 settembre 2012 dagli astronomi russi Vitali Nevski e Artyom Novichonok quando si trovava a circa 950 milioni di km di distanza dal Sole, al di là dell’orbita di Giove, doveva essere la “cometa del secolo”, ma probabilmente sarà ricordata come la cometa dell’anno 2013.

Quando fu individuata, infatti, la ISON sembrava dover diventare così luminosa da essere visibile di giorno in occasione del suo passaggio in prossimità del perielio (la minima distanza dal Sole). Visto però l’andamento della sua luminosità negli ultimi mesi, questa previsione probabilmente non si avvererà.

È incoraggiante comunque il fatto che il nucleo della cometa, secondo i risultati di uno studio resi noti recentemente, sta rivolgendo uno dei suoi poli dirotazione al Sole. Ciò significa che uno dei suoi emisferi è sempre rivolto in direzione della nostra stella, mentre l’altro rimane in ombra.

Immagine della cometa ISON ripresa dal telescopio spaziale Hubble lo scorso 9 ottobre quando questa si trovava ad una distanza dalla Terra di circa 284 milioni di km. ( NASA/ESA)

La situazione cambierà rapidamente in prossimità del perielio, quando l’emisfero rimasto buio sarà esposto all’intensissima radiazione solare. A questo punto, i ghiacci che sono stati preservati subiranno un’improvvisa e violenta sublimazione, per cui dovremmo aspettarci un improvviso e intenso aumento di luminosità della cometa, che dovrebbe così rispettare le previsioni iniziali e diventare la cometa del secolo.

Ma esiste anche il forte rischio che il passaggio ad una distanza così prossima al Sole e la conseguente fortissima sublimazione dei ghiacci, unita agli stress mareali indotti dall’intensa azione gravitazionale del Sole, possa causare la disgregazione del nucleo cometario, come avvenuto nel caso di altre comete che si sono avvicinate troppo alla nostra stella.

Tutto dipende dalle dimensioni del nucleo, le cui stime attuali lo danno compreso tra 0,5 e 2 km. Secondo i modelli, il limite al di sotto del quale la distruzione è certa e valutato in circa 200 metri.

Come osservarla
Salvo sorprese, la cometa ISON sarà visibile a occhio nudo un pò prima del sorgere del Sole a partire dalla seconda decade di novembre e subire un rapido incremento di luminosità a partire dal 26, raggiungendo il massimo tra il 28 (giorno del passaggio alla minima distanza dal Sole) e il 29, anche se nella quindicina di giorni a cavallo del passaggio al perielio, a causa della sua estrema vicinanza al Sole, sarà di difficilissima osservazione.

Potremo forse vedere la sua coda se questa raggiungerà lunghezze considerevoli. Dovrebbe quindi rimanere ancora visibile a occhio nudo sin verso la metà di gennaio.

Fonte: LINK

C/2012 S1 ISON: Aggiorniamoci

Di seguito un interessante articolo ad opera Meteoweb.it, in aggiornamento al precedente articolo che pubblicai a questo LINK

C/2012 S1 ISON: nuovi dettagli della cometa nel suo rapido avvicinamento al Sole

Mentre continua il lungo viaggio della cometa C/2012 S1 (ISON) lungo il sistema solare interno, gli scienziati cercano di reperire ulteriori informazioni sull’astro chiomato. A poco più di un mese dal passaggio radente con il Sole, il polo di rotazione del nucleo indica che solo un lato della cometa viene attualmente riscaldato dalla nostra stella. Ciò avverrà sino ad una settimana dal perielio, previsto per il prossimo 28 Novembre 2013. “L’improvvisa esposizione alla luce solare diretta del lato oscuro, dovrebbe scatenare un’enorme esplosione di materiali volatili ancora contenuti, sino all’orbita di Mercurio“, sostiene lo scienziato Yang Li del Planetary Science Institute Research. Lo scorso 10 Aprile la cometa è stata ripresa dal telescopio spaziale Hubble attraverso la Wide Field Camera 3. “Abbiamo misurato il colore della chioma, rilevando un colore più rosso della parte esterna rispetto a quella interna“, dice Li. Un cambiamento di colore abbastanza insolito nelle comete, che sembra implicare la presenza nella sua area più interna di grani di ghiaccio d’acqua, che sublimano allontanandosi dal nucleo. Le attese per la ISON, nonostante un ridimensionamento rispetto alle previsioni di qualche mese fa, restano alte. IsonNel suo avvicinamento alla nostra stella la cometa subirà un intenso riscaldamento, sublimando non solo ghiaccio, ma anche silicati e altri metalli, liberando una grande quantità di polvere. Ciò potrebbe determinarne una nitida visione ad occhio nudo dai primi giorni di Dicembre, con massimo avvicinamento alla Terra nel periodo di Natale. E’ indubbio che ISON, pur non rappresentando la cometa del secolo, resta un evento celeste di tutto rispetto che non capita certamente ogni anno. La stragrande maggioranza delle comete radenti, infatti, vanta dimensioni più piccole, non riuscendo nemmeno a superare il passaggio con l’infuocata superficie solare. ISON, che è al suo primo viaggio dalla lontana nube di Oort, rappresenta una rara opportunità per studiare una cometa con molti mesi di anticipo. I risultati dello studio sono stati presentati alla 45 riunione annuale della American Astronomical Society per Planetary Sciences a Denver.

 

Credits Image: Nasa

La cometa ISON si avvicina a Marte e diventa verde /i prossimi appuntamenti

Con il riporto di questo esaustivo articolo ad opera del sito “diregiovani.it”, dò il via alla rubrica “Science News”, una rubrica che conterrà le notizie scientifiche relative agli oggetti del cielo “alla nostra portata”. Quindi sarà una rubrica di approfondimento sugli oggetti che via via riuscirò ad osservare durante questa mia personale esperienza di astrofilo Neofita.
L’articolo di oggi tratta nel dettaglio la cometa ISON, oggetto che è nelle mie “mire” di osservatore e che spero di poter fotografare con il mio setup. Al primo tentativo, farò un post e vedremo cosa “esce fuori”.

Intanto segnatevi le date..ottobre, novembre e dicembre saranno ottime per visualizzarla e le date verranno trattate in un post apposito.

Intanto diamo uno sguardo alle date:

  • 25 settembre ISON passa dalla costellazione del Cancro nel Leone
  • 27 settembre ISON passa a 2 gradi a nord del pianeta Marte
  • Primi di ottobre ISON potrebbe arrivare a magnitudine +10 e diventare visibile con un binocolo o un piccolo telescopio
  • 10 ottobre ISON entra nel campo visivo della sonda NASA STEREO / SECCHI HI-2A CAMERA
  • 16 ottobre ISON passa 2 gradi a nord-nordest di Regulus
  • 26 ottobre ISON affinca il trio di galassie M95, M96 e M105
  • Primi di novembre ISON potrebbe fare il suo debutto ed essere visibile ad occhio nudo
  • 3 novembre Un eclissi anulare di Sole, potrebbe facilitare l’osservazione dall’Atlantico e dall’Africa Centrale
  • 5 novembre ISON passa dalla costellazione del Leone alla Vergine
  • 7 novembre ISON passa meno di un grado dalla stella Zavijava (Beta Virginis)
  • 14 novembre ISON passa meno di un grado dalla galassia NGC 4697
  • 18 novembre ISON passa a soli 0,38 gradi a nord della brillante stella Spica
  • 22 novembre ISON entra nella costellazione della Bilancia
  • 23 novembre ISON si trova a 4,7 gradi sud-sudovest del pianeta Mercurio e a 4.9 sud-sudovest di Saturno
  • 25 novembre ISON fa visita ad un’altra famosa cometa, passando a soli 1,2 gradi a sud della cometa periodica 2P/Encke che può brillare fino a magnitudine +8
  • 27 novembre ISON entra nel campo di vista di LASCO C3 della sonda della NASA SOHO
  • 28 novembre Perielio

Buona Lettura! (in fondo: il link al proprietario dell’articolo, da cui ho preso le immagini e il testo)


Alcune immagini a colori scattate di recente mostrano il nucleo di ISON ingrossato e di colore verde. Secondo Universe Today, la colorazione assunta da ISON è di buon auspicio, in quanto è segno che la cometa sta diventando più attiva, man mano che si avvicina al Sole.La luce solare riscalda il nucleo della cometa, vaporizzando le polveri ghiacciate fino a formare una nube di vapori d’acqua, biossido di carbonio, ammoniaca e altri gas.Una volta liberata, la nebbia si espande rapidamente in un’enorme nuvola sferica che circonda il nucleo della cometa, formando la caratteristica coda.

La scia lasciata da una cometa può essere lunga anche centinaia di migliaia di chilometri, ma sono talmente rarefatte da potervi passare attraverso senza nemmeno accorgersene. La Grande Cometa del 1811 diede vita ad una scia lunga 1,4 milioni di chilometri, quasi quanto il diametro del Sole!

Tra i materiali rilasciati nella nube sono presenti il cianogeno, un composto chimico, formato da carbonio e azoto, e il carbonio biatomico. Entrambi sono gas fluorescenti, i quali mostrano un delizioso colore verde-mela quando sono eccitati dalla luce ultravioletta emessa dal Sole.



Pare che il profumo del cianogeno sia molto simile a quello delle mandorle, ma si tratta di un gas altamente velenoso. La fiamma ottenuta bruciando cianogeno raggiunge i 4.525° C ed è la seconda fiamma più calda ottenibile da un gas, dopo il dicianoetilene, quando brucia in presenza di ossigeno.Il carbonio biatomico è altrettanto sgradevole. Si tratta di un potente acido corrosivo presente non solo nelle comete ma anche come risultato di archi voltaici ad alta energia. Nonostante le caratteristiche inquietanti di questi elementi, la natura li utilizza per creare uno spettacolo meraviglioso per i nostri occhi umani.Non c’è motivo di preoccupazione per eventuali effetti che i gas potrebbero avere sulla Terra al passaggio della cometa, dato che la nube è estremamente rarefatta.

Quindi, è inutile comprare maschere antigas come avvenne nel 1910 al passaggio della cometa di Halley, quando si ritenne di dover proteggere i terrestri da un possibile avvelenamento. [fonte]



La cometa ISON è sempre più vicina aMarte, dal quale sarà sei volte più vicina rispetto al passaggio atteso il 26 dicembre dalla Terra.La Cometa del Secolo/ Permane ancora incertezza sul futuro di Ison, anche se stando agli ultimi aggiornamenti sembrano aumentare le possibilità che il suo cammino prosegua senza intoppi.La Cometa Ison, denominata C/2012 S1,potenzialmente potrebbe divenire l’evento astronomico del secolo, ma affinchè ciò avvenga è necessario che sopravviva al contatto ravvicinato col Sole, atteso sul finire di Novembre, e anche qualora dovesse andare tutto per il meglio non è detto che la sua visibilità sarà tale da permetterne l’osservazione ad occhio nudo.

Siamo giunti quasi al termine di Settembre e il cammino della ISON verso il Sole sta per incontrare il primo importante ostacolo, ovvero la “linea del gelo”. Si tratta di una linea immaginaria oltre la quale le radiazioni emesse dal Sole cominciano ad aumentare la propria incisività, in grado dunque di fondere con maggior facilità il ghiaccio della Cometa.

Questa linea immaginaria sarà valicata il 1° Ottobre anche se il vero pericolo è rappresentato dall’incontro ravvicinato col Sole il 28 Novembre.

Il 1 Ottobre, l’astro chiomato proveniente dalla lontana nube di Oort (la culla delle comete) e al suo primo viaggio nel sistema solare interno, valicherà la cosiddetta “linea di gelo”, una linea immaginaria oltre la quale il Sole dovrebbe cominciare a sciogliere gli elementi volatili di cui è composto. Astronomi e appassionati del cielo di tutto il mondo, tuttavia, sono già in attesa di vedere che cosa accadrà nell’incontro ravvicinato del Sole del 28 Novembre, rischioso per l’integrità della cometa.

Sarà allora che il calore scioglierà in maniera accentuata il ghiaccio che avvolge il nucleo roccioso, formando una coda sempre più spettacolare.

Attualmente ISON è invisibile ad occhio nudo, ma può essere rintracciata con un medio telescopio commerciale prima dell’alba.

Secondo Karl Battams, astrofisico presso la US Naval Research Laboratory, la possibilità che il corpo sopravviva al perielio è del 50%. Il passaggio lungo l’orbita di Marte permetterà di valutare le dimensioni del suo nucleo, e quindi stabilire con maggior precisione le possibilità di sopravvivenza al passaggio radente con il Sole. Se C/2012 S1 uscirà indenne da tale passaggio, diverrà quasi sicuramente visibile ad occhio nudo nei mesi di Dicembre e Gennaio.

Attualmente ISON, in relazione alla stessa distanza dalla nostra stella, è leggermente più luminosa della cometa Lovejoy, che nel 2011 ha messo su uno spettacolo degno di nota nel cielo australe. Questo fattore, unito all’orbita molto simile della grande cometa del 1680, lascia buone speranze agli osservatori di tutto il mondo.

Un parere positivo l’ha mostrato anche Matthew Knight del Lowell Observatory della NASA, il quale spiega che ISON potrebbe essere grande due volte la cometa Lovejoy, e che le possibilità di passare indenne al perielio sono potenzialmente elevate.

A metà Settembre la cometa brillava come una stella di magnitudine 14, un valore più basso rispetto alle previsioni formulate tempo prima dagli analisti.

Tuttavia, se anche non dovesse risultare l’evento del secolo, potrebbe rappresentare un grande evento celeste nel periodo di Natale.

I rover posti sulla superficie di Marte proveranno nei prossimi giorni ad analizzare la composizione della ISON e l’atmosfera che circonda il nucleo, in parte roccioso e in parte ghiacciato.

La campagna osservativa del veicolo è partita lo scorso 21 Settembre, ma dal 29 è previsto il puntamento di un altro rover: il Mars Reconnaissance Orbiter.

Alla minima distanza dal pianeta rosso, un’occhiata sarà fornita anche dal rover Curiosity, che nonostante sia stato progettato per ben altri scopi, proverà a fornire le immagini più dettagliate del momento.

Ma cosa accadrà il 28 Novembre?

Si tratta della classica domanda da 1 milione di dollari.

Non essendo a conoscenza delle sue reali dimensioni, della forma geometrica e della rotazione assiale, è molto complicato poter prevedere le sorti dell’astro.

Come dire che non ci resta altro da fare che attendere quel giorno.

La sua velocità di crociera sarà valutabile in 370 Km/s, ed è ancora incerto il tempo entro il quale ISON rimarrà entro illimite di Roche.

La violenza mareale del Sole metterà a dura prova questa vagabonda dello spazio, le cui previsioni, in un modo o nell’altro, sembrano essere state troppo ottimistiche.

Se tutto dovesse andar bene, C/2012 S1 ISON brillerà dimagnitudine -6, ampiamente visibile ad occhio nudo, ma risultando meno brillante delle aspettative.

A sorvegliare l’incontro della cometa con il Sole sarà il telescopio spaziale Soho, di Esa e Nasa.

In questo video è rappresentata in modo molto chiaro la traiettoria di ISON.

Quello che cosa è particolarmente interessante è la visione di passaggio molto avvicinato a Marte che sta succedendo proprio in questi giorni. Il 1. di ottobre l’Ison si troverà a punto più vicino a Marte.
Questo video è anche presentazione perfetta per mostrare che tutte quelle previsioni catastrofiche che leggiamo in rete sono solo una invenzione ( per non usare le parole più dure) di qualcuno chi vorrebbe tenerci nella paura permanente

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