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Report: Moonwatching del 12 Ottobre 2013 e visualizzazione 16 Ottobre

Voglio fare un piccolo report su due serate proficue nel mio percorso di astrofilo neofita.

Parto con il 12 ottobre, la serata internazionale di MoonWathcing in cui astrofili di tutto il mondo hanno fotografato e osservato il nostro amato satellite.

Nel mio piccolo anche io ho voluto dare un contributo a questa serata, poi naufragata a causa di un mancato riconoscimento della mia periferica di acquisizione da parte del discutibile Window 8.

Poco male..ho ripetuto la serata osservativa il giorno seguente con profitto, dopo aver finalmente sistemato il guaio informatico.

E cosi alle 21 circa mi sono posizionato fuori in terrazzo, in compagnia di un buon amico chitarrista Cool…c’era una luna davvero invitante, cielo abbastanza sereno. Pochi minuti per montare il telescopio, in tutta tranquillità ho effettuato l’allineamento alla stella polare. Bel seeing, nonostante l’inquinamento luminoso che spesso mi fa dannare durante le serate di test fotografico.

Era solo la seconda volta che provavo la mia webcam ASI120MM, acquistata principalmente per effettuare autoguida. Ma mi è bastato poco per riconoscere che andiamo d’accordo anche quando si tratta di fotografare la luna. Cara la mia ciccia…

La tecnica di acquisizione è abbastanza semplice: la webcam registra file in formato AVI, poi questi vanno processati con un programma specifico. Personalmente mi trovo bene con Registax in versione 5: questo software divide il video in frame, dopodichè puoi scegliere i migliori e sommarli tra di loro al fine di ottenere una fotografia piu dettagliata.

Collegata quindi la cam e via..puntato il telescopio verso la Luna. Qualche piccola incomprensione con il mio focheggiatore (che ahimè è uno dei talloni d’achille del mio strumento) e si è materializzata di fronte a me lo spettacolo lunare, bello dettagliato…che gran passione l’astrofilia. E chi l’aveva mai vista una luna cosi? Certo, ci sono molte foto online fatte da altri, ma quando gli sforzi sono i tuoi la soddisfazione sale a mille.

Ho quindi verificato l’inseguimento corretto e ho effettuato alcune riprese, 3 video di circa un minuto da dare in pasto a Registax per l’elaborazione. Un piccolo controllo ai valori di esposizione affinchè non vi fossero pixel bruciati…ed eccola qua, la mia luna.

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16 Ottobre

Sono poi uscito nuovamente qualche giorno dopo, ed ho provato a fotografare la luna al 99% la sera prima dell’eclisse di luna. Cielo pulito, avevo in mente di provare la reflex Sony Alpha 230. Non è un fulmine per l’astrofotografia, però direi che ha fatto abbastanza bene il suo lavoro considerando che è normale avere meno dettaglio con lune piu “luminose”. Ed eccola qua, foto a scatto singolo con ISO 100…1390645_384769661625788_313316370_n

Infine voglio postare la foto di un amico astrofilo molto molto preparato e molto bravo. Ha fatto questa foto non con un telescopio, ma con una reflex collegata ad un teleobbiettivo di cui non ricordo le specifiche (ahimè). Beh..pregevole, nei dettagli e nel “respiro” di questa foto.

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Purtroppo, a causa del maltempo (forte nebbia) non mi è stato possibile fotografare l’eclisse lunare di ottobre. Ne ho approfittato però per effettuare una bella foto di giove, che posterò in un prossimo report.

Alla prossima e sperimentate Cool

Rubate l’anima alla Via Lattea!

Con questo semplice articolo vorrei aiutare coloro che mi seguono a scattare la prima interessante foto verso il cielo.

La proposta vede come primadonna  la magnifica Via Lattea, la nostra amatissima galassia. Una distesa di centinaia di miliardi di stelle, una vicina all’altra, che si staglia sopra le nostre teste ogni notte.

Non esistono periodi particolari per effettuare foto alla Via Lattea, va bene qualsiasi periodo dell’anno: l’importante è avere cieli veramente puliti (in montagna sarebbe l’ideale, magari per la settimana bianca) e che vi sia ampia visuale nella porzione di cielo di interesse.

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Come posso fare?

Dunque, prima cosa che dobbiamo capire è il concetto di base di una foto al cielo stellato, e nel dettaglio alla Via lattea. Innanzitutto va detto che se siete abituati a fotografare di giorno, bisognerà cambiare un pò la “prospettiva” delle azioni che in quelle condizioni si attuano. State fotografando di notte, quindi serve una posa piu lunga per imprimere piu luce nel sensore (o nella pellicola)Proprio per il fatto che l’otturatore rimane aperto per piu tempo, serve molta stabilità. Ecco che quindi diventa strettamente indispensabile avere un appoggio stabile, come può essere un cavalletto. Infine, bisogna considerare che qualsiasi vibrazione va evitata con cura e quindi abbiamo due alternative: o si scatta con un comando remoto (che sia un telecomando infrared o un telecomando a filo collegato alla fotocamera) o si imposta lo scatto ritardato, tipica impostazione dell’autoscatto. In questo modo si preme sul pulsante e si fa partire il conto alla rovescia e avrete tempo di allontanarvi dalla macchina fotografica.

Cosa Serve?

In seguito ai principi appena espressi, andiamo a vedere qual è il set-up minimo per ottenere foto accettabili della Via Lattea:

  1. Reflex: una qualsiasi reflex va bene, l’importante è che abbia un tempo di esposizione di almeno 30 secondi. Anche una compattina con queste funzioni potrebbe essere utile a patto però di togliere la maggior parte delle utility di scatto che normalmente questi dispositivi portano con se: autofocus, bilanciamenti strani dei colori etc.
  2. Cavalletto: non importa quanto sia alto o figo, l’importante è che sia stabile e ben stabilizzato
  3. Comando remoto, telecomando o scatto ritardato
  4. Obbiettivo: come obbiettivo va benissimo quello classico fornito dalla casa madre, solitamente un 18-55 con rapporto focale F/5. Utilizzate il campo piu largo che questo fornisce, in modo da raccogliere piu luce possibile (per intenderci: non zoommate…)

 Condizioni Necessarie

Onde evitare sbattimenti inutili, vediamo un pò quali sono le condizioni favorevoli per scattare una bella foto alla via lattea:

  1. Preferite serate di luna nuova: la luna, ahimè, causa un discreto disturbo nelle foto astronomiche. Interagisce sensibilmente con la qualità della foto in generale, apportando al cielo molta piu luce. Considerate che nella foto astronomica il risultato migliore lo si ha con il fondo cielo nero, mentre la luna lo colora di un velato blu scuro, diminuendo quindi il contrasto.
  2. Ampie porzioni di cielo libere e visione nitida delle costellazioni: questo può aiutare sommariamente a capire qual è  la condizione metereologica del cielo, l’umidità favorisce aloni mentre l’aria secca regala una percezione di trasparenza molto migliorata.

Iso ed Esposizioni

Iso: Se state usando una reflex digitale moderna, avrete senz’ombra di dubbio la possibilità di scegliere che ISO utilizzare. Normalmente viene utilizzata a 3.200, ma ciò non toglie che anche a 1.600 si possono ottenere ottimi risultati. Ricordate che piu aumentate l’iso e piu aumenta il disturbo e il rumore del sensore, in alcuni casi rovinando la foto. Viceversa, diminuendo l’iso aumenta la necessità di avere esposizioni piu lunghe, anche se questo problema può essere bypassato con una tecnica di somma e di scatto “dark frame” come specificato in fondo all’articolo.

Esposizioni: la determinazione dell’esposizione è importante per evitare pose troppo corte (e quindi scevre di risultati apprezzabili) o pose troppo lunghe (e quindi con vistosi mossi). La regola base è quella di dividere per 500 la lunghezza focale del vostro obbiettivo. Se state fotografando con 18-55mm, utilizzandolo a 18mm , la nostra eposizione teorica sarà: (500/18= 27 secondi)  Quindi avremo uno scatto a ISO 3200 di 27 secondi. Viceversa, se ingrandiamo con obbiettivi con piu focale, dovremo abbassare il tempo di posa altrimenti la foto viene mossa (ricordate che la terra si muove continuamente) e quindi un 60mm permetterà una posa senza effetto di mosso intorno agli 8 secondi. Siccome raramente in una foto del genere i risultati interessanti vengono dagli ingrandimenti, è preferibile avere l’angolo maggiore con maggior raccolta di luce e maggior esposizione.

Messa a Fuoco: meglio in manuale, difficilmente l’autofocus metterà a fuoco bene. Oppure se la vostra macchina lo consente, impostatela su fuoco “infinito”. Sia chiaro che anche in manuale avrete difficoltà ad ottenere una perfetta messa a fuoco con il solo mirino. L’unico consiglio è: tentate e trovate il fuoco piu adatto, tanto sono file su una memoria che vi frega se viene male no? Rifatela! Però pensate a come facevano una volta quando le digitali non esistevano e si faceva tutto su pellicola…fotografi GRANDIOSI!

Impostazioni Fotocamera

Da evitarsi: messa a fuoco automatica e bilanciamenti dei colori particolari. Eventualmente si evitino anche filtri automatici di riduzione del rumore o stabilizzazioni del sensore. Unica cosa “ammessa” è il bilanciamento del bianco automatica.

Quindi ricapitoliamo:

1) Posa intorno ai 30 secondi

2) Bilanciamento del bianco automatico

3) Scatto ritardato (o scatto remoto)

4) Iso preferibilmente a 3.200

Tecniche di Elaborazione

Anche in questo caso abbiamo piu alternative: se abbiamo a disposizione un buon rapporto tra Iso, Obbiettivo e Tempo di posa, possiamo anche accettare il risultato finale. Se invece avessimo dei limiti (ad esempio, impossibilità di fare pose oltre i 20 secondi o impossibilità di raggiungere ISO oltre i 1.600) allora conviene operare in altro modo, e cioè effettuare piu scatti e poi sommarli con DeepSkyStacker un software free molto utile e che permette di sommare piu file fotografici e di allinearli per ottenere un’unica immagine piu dettagliata.

Nel caso vi troviate ad effettuare in una sera una decina di scatti per poi sommarli, è necessario anche fare un paio di scatti con l’obbiettivo chiuso, mantenendo lo stesso tempo di posa e lo stesso valore di Iso. Questa tecnica permette di ottenere dei file tecnicamente chiamati “Dark Frame”, che riportano solo il rumore del sensore. Infatti, dopo un pò che si utilizza una macchina fotografica, il sensore si scalda e inizia a creare un disturbo. L’unico modo di toglier questo disturbo è fotografare il disturbo stesso, tappando appunto l’obbiettivo e scattando foto “nere”.

Con questo sistema, quando durante l’elaborazione si andranno a sommare le foto effettuate tramite DeepSkyStacker, avremo la possibilità di sottrarre i Dark Frame con una funzione apposita del software. Cosi facendo il software automaticamente sommerà le foto “vere” e sottrarrà il risultato delle foto “nere”, pulendo l’immagine finale.

Se avete fatto tutto bene, avrete scattato la vostra prima foto alla via Lattea. Non vi rimane che sperimentare periodicamente, la via lattea cambia continuamente, e ricordate che se volete imprimere nell’immagine anche le proporzioni per un effetto “va che roba”  includete sempre un oggetto terrestre nella posa: un albero, un tetto o delle montagne.

Ecco di seguito alcune foto (purtroppo non trovo piu quelle fatte dai miei amici, quindi sono costretto a prenderle dal web…sigh.)

 

Nikon D700 – Unico scatto da 20 secondi – credist Astrobin

 

Canon Eos350D – Unico Scatto 20 Secondi