Archivio mensile:gennaio 2012

Parte 3 di 3 – Il Libro “La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile”. EclisseForum.it intervista l’autore, Dott. Leonardo Dragoni

Vi presentiamo la terza e, purtroppo, ultima parte dell’intervista rilasciata ad EclisseForum.it dal Dott. Leonardo Dragoni autore del libro “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.” (Acquistabile qui  ). Le altre parti dell’intervista le troverete seguendo questo LINK (per la parte I) e questo LINK (per la parte II). Essendo l’ultimo appuntamento di questa fantastica e completissima intervista, Vi comunichiamo che verrà pubblicata in versione integrale nell’account SCRIBD di EclisseForum.it. Grazie a tutti per l’attenzione e ringraziamenti al Dott.Leonardo Dragoni.

11) Se una forma di vita riuscisse a venire fin qui, per quale motivo dovrebbe utilizzare i crop circles come metodo di comunicazione? Dal momento che non viene compreso dagli uomini, non avrebbe fallito il suo scopo?Personalmente ritengo che una forma di vita intelligente comunicherebbe in modo diverso, meno criptico.

Oltre ad alcuni indiani nativi d’America (secondo i quali il simbolismo contenuto nei crop circles significa che la Madre Terra è stanca, e ci sta invitando a rispettarla), ci sono studiosi e ricercatori pronti a giurare di comprenderlo questo metodo di comunicazione.  I cerchi nel grano sarebbero allora degli archetipi, che servirebbero per comunicare con noi, simbolicamente. Avrebbero anche l’ulteriore scopo, o capacità, di suscitare nell’animo umano dei sentimenti rigeneranti per l’uomo, capaci di innalzarlo ad un grado di spiritualità e sensibilità superiori. Questa meta-comunicazione non potrebbe che avvenire tra noi (alcuni di noi) e gli alieni.
Se invece vuole sapere il mio personale punto di vista, pur essendo d’obbligo il condizionale, mi trova sostanzialmente d’accordo con Lei. Se si ritiene che i cerchi nel grano siano prestazioni aliene, atte a comunicarci qualcosa di significativo, è lecito chiedersi come mai utilizzino questo metodo, piuttosto curioso (magari chiaro per qualche indiano Hopi o per qualche “archetipista”, ma non per la massa). La quantità e la qualità delle informazioni che possono essere contenute in un fazzoletto di spighe, è enormemente inferiore a quelle che potrebbe produrre, in modo più semplice, una qualsiasi comunicazione a onde radio. Inoltre il grano non cresce ovunque, non cresce sempre, è soggetto alle intemperie. E ancora: perché solo di notte? Perché – come dice Lei – così criptica? O meglio ancora eterogenea. Non esiste un filo conduttore o un’unica chiave di lettura per le migliaia di raffigurazioni riprodotte dai crop circles. Dunque, se si sta comunicando qualcosa, di che si tratta? Sono tutte considerazioni elementari, che nondimeno mi portano a dubitare fortemente che si tratti di una qualche comunicazione di questo genere.  Vero è che qualcosa che non comprendiamo possa apparirci insignificante o insensata solo finchè non venga compresa. Ma onestamente non mi sembra questo il caso.

12) Nel presupposto che i crop circles fossero eseguiti da alieni, si potrebbero associare a semplici forme d’arte “universale”? senza necessariamente attribuirgli empirici tentativi di comunicazione?
“Everything is possible”, oppure come lo spot dell’adidas: “Impossible is nothing”. Da come però avrà ormai dedotto dalle precedenti risposte, non sono propenso a ritenere che gli alieni siano coinvolti in alcun modo. A maggior ragione, direi, se lo stessero facendo per mostrarci una “mera” forma d’arte (che oltretutto,  a ben vedere,  sappiamo fare – o almeno riprodurre –  anche da soli).

13) Spesso si vedono video e foto di luci nei campi di grano, ai quali si presuppone che segua la comparsa di un crop circle. Esiste un caso in cui è indiscutibile l’attribuzione di cerchi nel grano a queste sfere luminose?
L’unico caso che dimostrerebbe una relazione di causa-effetto tra queste sfere di luce e la comparsa di un pittogramma è il caso di Oliver Castle dell’agosto del 1996. Questo crop circle venne filmato mentre si materializzava, apparentemente sotto l’azione di misteriose sfere di luce – un filmato potete vederlo anche qui:

Nello stesso flmato troverà anche la maggior parte delle spiegazioni in base alle quali il filmato si deve ritenere un falso.
In molti altri casi si hanno testimonianze o avvistamenti di queste sfere di luce, spesso anche filmate in prossimità di alcuni cerchi nel grano. Tuttavia si tratta di oggetti luminosi che passavano su un crop circle già creato (magari giorni prima), disinteressandone. Inoltre non è mai stato possibile escludere che queste evidenze luminose potessero essere, di volta in volta, difetti della pellicola, volatili, lucciole, effetti ottici. Di queste c.d. BOL sappiamo in realtà poco o niente. Sfere analoghe, plasmatiche, sono state recentemente riprodotte in laboratorio da scienziati israeliani, tedeschi e brasiliani. In natura invece, la cosa più simile che somiglia a questi oggetti luminosi sono le “luci di Hessadalen”, anch’esse da lungo tempo sottoposte ad osservazioni e studi. Una recente pubblicazione intitolata “Transcranial stimulability of phosphenes by long lightning electromagnetic pulses” fornisce una spiegazione razionale agli avvistamenti di queste sfere, che sarebbero sostanzialmente delle allucinazioni dovute a campi magnetici fluttuanti.
In conclusione a me pare che siamo anora lontani dal capire questa bizzarria. Nondimeno non esiste un singolo caso di cerchio nel grano che sia inconfutabilmente imputabile a queste sfere.

14) Rispetto ad altri paesi, l’Italia a che punto si trova come quantità di ritrovamenti di questi glifi? E come qualità degli stessi? E’ possibile stilare una classifica?
Non saprei stilare una vera e propria classifica. Posso però dirle che, senza dubbio, al primo posto si piazza la Gran Bretagna, sia come quantità che come qualità degli agroglifi. Altri paesi fortemente interessati da questo fenomeno sono gli Stati Uniti,il Canada, la Germania, l’Olanda e, da dieci anni a questa parte, l’Italia: con quindici-venti casi ogni anno (una casistica pressoché completa di tutti i glifi nostrani, dalle origini ad oggi, è raccolta e documentata nel mio sito web). Poi via via tutti gli altri. Dobbiamo però tener conto che questa graduatoria si fa sui ritrovamenti (e non sul numero effettivo di pittogrammi, che nessuno conosce); e che il ritrovamento a sua volta dipende anche dall’attenzione mediatica che c’è attorno a questo tema.
Anche per quanto riguarda la qualità (intesa come bellezza estetica) di queste formazioni, al primo posto si trova sicuramente il Regno Unito, seguito da tutti gli altri. In Italia, il primo glifo degno di nota dal punto di vista qualitativo credo possa considerarsi quello di Montegranaro, del giugno 2003. Da allora in avanti sono stati ritrovati pittogrammi di ottima fattura (per fare alcuni nomi: Desio, Borello e Sabaudia nel 2004, Monteu da Po e Montegranaro nel 2005, Poirino-Chieri nel 2006, Ancona e Monteu da Po nel 2007, Ancona, Villanova d’Asti, Pontecurone e Riesi nel 2008, Cascina Martina e Monteisasi nel 2009, Poirino-Chieri e Basiano nel 2010, ancora Poirino- Chieri nel 2011).  Come detto non saprei stilare una classifica, ma credo che – esclusa l’Inghilterra – possiamo ormai ritenerci competitivi con tutti gli altri paesi (sia quantitativamente che qualitativamente).

15) Il testo cerca di dare uno sguardo oggettivo che non penda nè dalla parte dei Believers, nè da quella dei debunkers. Lo studio di queste oggettività verso quale conclusione la porta? Osservando il fenomeno nel suo complesso, con un’ottica generalista, a quale effetto possiamo ricondurre (o a quale causa possiamo imputare) la creazione dei crop cirlcles?
Vorrei intanto cogliere l’occasione per dire che “believers” e “debunkers” non sono due insulti, come invece sembra di percepire leggendo le diatribe che spesso si ingenerano tra opposte “fazioni”. Stante questa premessa, non fatico a definirmi un “debunker”, nella misura in cui questa parola identifica semplicemente colui che tenti di appurare la validità di affermazioni insolite, dubbie, anomale (non vedo nessun connotato negativo in ciò).  Questo non mi preclude di essere “open mind”, di accogliere  senza preconcetti alcune opinioni dei “croppie” (altro sinonimo di believer), di cercare un ragionevole ambito di discussione.
Lo “studio delle oggettività”, come Lei giustamente dice, mi ha portato verso la conclusione che l’unica teoria, del tutto autonoma e chiara, è quella che vuole i pittogrammi quali opere di land-art, o comunque dell’ingegno umano. Indubbiamente questa ipotesi è l’unica a vantare delle dimostrazioni empiriche, ed anche a livello teorico e concettuale è sicuramente meno claudicante delle altre (sulle quali qui non mi dilungo perché sarebbe impossibile farlo in modo sintetico).


16) In qualità di autore del libro “La Verità sui Cerchi nel Grano”, qual è  l’evento che più l’ha appassionata e che ritiene assolutamente interessante? E per quale motivo?

Generalmente fatico a rispondere a questo genere di domande (“quale è la cosa più…quale quella meno..”). In realtà non c’è una singola cosa, o evento, in particolare. Nello scrivere questo libro ho avuto la presunzione di voler affrontare l’argomento del crop circling a tutto tondo, con austerità e onestà intellettuale. Di questioni affascinanti, complesse e interessanti, ne ho incontrate e dovute affrontare qualche dozzina. In effetti il soggetto presenta mille diramazioni e tentacoli, e sconfina facilmente in altre branchie del mistero, e del sapere.
Ciò che in realtà mi appassiona è andare ad approfondire questa tematica nel suo recondito, allontanandomi dalle approssimazioni e dai luoghi comuni, e avvicinandomi alla sana ricerca della verità. Un simile approccio tende a far piazza pulita delle mistificazioni e delle speculazioni sensazionalistiche, privilegiando viceversa la ricerca, sempre supportata da fonti e riscontri puntuali e attendibili.

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

 

Vi ringraziamo tutti per la lettura. Il Libro? Assolutamente Consigliato 😉

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By Creedence

27 Gennaio 2012: Terremoto 5.4 -BERCETO E CORNIGLIO News e Aggiornamenti

Una nuova scossa di terremoto in questo momento ha fatto oscillare le case della pianura padana.A Modena sono andati in tilt i semafori.

Segui le news e gli aggiornamenti sul forum.

Emilia Romagna: segnalate telefonate ai centralini, ma non ci sono segnalazioni di danni particolari a parte qualche cornicione sbriciolato.

AGGIORNAMENTO: NOTA DELL’AGI:

(AGI) – Roma, 27 gen. – Siamo in presenza di uno sciame sismico nell’appennino emiliano, “ed e’ possibile che ci siano altre scosse dopo quella di oggi, anche piu’ forti”. Lo dice all’AGI il sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Barba, commentando la scossa di magnitudo 5.4 di oggi nel parmense.
“E’ stato un terremoto particolarmente profondo – spiega il sismologo – molto piu’ della media della zona che e’ di 25-30 chilometri (questo e’ localizzato a oltre 60 chilometri di profondita’, ndr), e questo ha sicuramente attutito l’effetto. Ricordiamo che all’Aquila la profondita’ fu di appena 7 chilometri.
La magnitudo e’ elevata, ma in questa zona sono possibili magnitudo anche piu’ forti, fino a 6 gradi richter. E vista la frequenza elevata con cui registriamo scosse nella zona – ribadisce il sismologo dell’Ingv – e’ possibile che ce ne siano altre”.

Earthquake Details

This event has been reviewed by a seismologist.
Magnitude 5.3
Date-Time Friday, January 27, 2012 at 14:53:13 UTC

Location 44.535°N, 10.074°E

Depth 59.8 km (37.2 miles)
Region  NORTHERN ITALY
Distances
35 km (22 miles) SSW (213°) from Parma, Italy
92 km (57 miles) E (80°) from Genova, Italy
100 km (62 miles) W (273°) from Bologna, Italy
203 km (126 miles) WNW (291°) from SAN MARINO
Location Uncertainty
horizontal +/- 12 km (7.5 miles); depth +/- 9.2 km (5.7 miles)
Parameters
NST=194, Nph=199, Dmin=49 km, Rmss=1.14 sec, Gp= 22°,
M-type=body wave magnitude (Mb), Version=7

 

 

25 Gennaio 2012: Terremoto 4.9 a Parma – News e Aggiornamenti

Edit: Scossa rettificata da 5.1 a 4.9

Interrompiamo la serie di pubblicazioni dell’intervista a Leonardo Dragoni per segnalare una scossa di terremoto di mag.5.1 nel Parmigiano. Segui le news e gli aggiornamenti sul forum.

Quella di stamattina è stata la scossa piu violenta in Italia dal 2011. Non si registrano danni a cose o a persone.

Dettagli:

This event has been reviewed by a seismologist.
Magnitude 5.1
Date-Time Wednesday, January 25, 2012 at 08:06:35 UTC
Location 44.868°N, 10.470°E Depth 10.2 km (6.3 miles)
Region NORTHERN ITALY
Distances

14 km (9 miles) ENE (58°) from Parma, Italy
77 km (48 miles) SSW (213°) from Verona, Italy
80 km (49 miles) WNW (301°) from Bologna, Italy
191 km (118 miles) NW (304°) from SAN MARINO
Location Uncertainty   horizontal +/- 11.3 km (7.0 miles); depth +/- 2.9 km (1.8 miles)
Parameters   NST=232, Nph=235, Dmin=79 km, Rmss=1.09 sec, Gp= 29°,
M-type=body wave magnitude (Mb), Version=6
Source
Magnitude: USGS NEIC (WDCS-D)
Location: USGS NEIC (WDCS-D)
Event ID
usc0007ram

Attendiamo aggiornamenti per sapere qualcosa di piu.

Ringraziamo l’utente Nikolaus88 per aver fornito la segnalzione di un articolo interessante sulle caratteristiche geologiche della zona colpita:

«Nella Pianura padana le onde sismiche corrono più veloci»
Un corridoio di scorrimento veloce delle onde sismiche, che si snoda dall’ Appennino verso il Nord, espone Milano e altre città padane a diventare, talvolta, parafulmini dei terremoti distanti. «E‘ storicamente accertato: Milano, pur non avendo una locale sorgente di onde sismiche, risente dei terremoti più o meno distanti a causa di un meccanismo di amplificazione», dice Emanuela Guidoboni, esperta in sismologia storica e presidente della Sga (Storia geofisica e ambiente) di Bologna.
Il sismologo Gian Luca Valensise dell’ Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia spiega a che cosa è dovuto questo meccanismo di trasporto veloce: «E’ l’ effetto di una microplacca, cioè di un frammento della crosta terrestre, che si estende dall’ Adriatico alla Pianura Padana, fino agli Appennini.
Le onde sismiche si propagano sulla placca correndo più veloci che altrove». «Normalmente l’ intensità di un terremoto diminuisce di 2 gradi Mercalli ogni 40 km a partire dalla sorgente – spiega Paolo Gasperini dell’ università di Bologna -. Nella Pianura Padana, a causa di questo meccanismo di propagazione più efficiente, ci vogliono circa 80 km per ottenere la stessa attenuazione».
Fonte

Parte 2 di 3 – Il Libro “La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile”. EclisseForum.it intervista l’autore, Dott. Leonardo Dragoni

Vi presentiamo la seconda parte della grandiosa intervista rilasciata ad EclisseForum.it dal Dott. Leonardo Dragoni autore del libro “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.” (Acquistabile qui  ). La prima parte dell’intervista la troverete seguendo questo LINK.

Dopo averci spiegato cos’è un Cerchio nel grano e quali sono alcune dinamiche sulla loro creazione, ci addentreremo in maniera sostanziale nel mistero (o meglio nella leggenda) sulla “genesi” dei Crop Circles; vedremo insieme le posizioni del CICAP a riguardo e verremo accompagnati,  grazie alle risposte ricevute, nelle dinamiche storiche che diedero inizio all’associazione tra Ufo e Cerchi nel Grano. Ringraziamo nuovamente il Dott.Leonardo Dragoni per l’enorme disponibilità dimostrataci e per aver consentito ad EclisseForum.it di produrre un testo di ammirevole qualità. (Discussione sul forum: Link)

 

7) Quanti e quali sono i casi accertati di crop circles che non trovano spiegazione con la scienza ufficiale?

Non ho analizzato o studiato tutta la casistica esistente, sarebbe impossibile. Nella mia esperienza ho preso in esame molti casi, soprattutto tra quelli ritenuti, a torto o ragione, di natura o matrice non convenzionale. Posso solo ipotizzare che estendendo la mia ricerca ad un campione più ampio, o per assurdo totale, gli elementi di “inspiegabilità” aumentarebbero. Ad ogni modo, Le risponderei che  c’è sicuramente qualche caso (o meglio qualche aspetto particolare di qualche caso) realmente complesso da spiegare.
Tanto per fare un esempio, i cosiddetti “q-rings” (deformazione a forma di anello del peduncolo immediatamente sotto i semi)  osservati su alcune spighe di una formazione a Mayville/Kekoskee, nel Wisconsin (2003), e in altre due formazioni rinvenute  rispettivamente in Arizona e in Canada. Non è ancora chiaro a cosa siano esattamente dovuti. Si può solo presumere ad una qualche difficoltà della spiga a fuoriuscire dalla botticella, a causa di stress biotici o fisiologici. Oppure, per citare un altro caso curioso, le piante (una di camomilla capitò a Sabaudia nel 2003) ritrovate integre ed erette all’interno di una zona di grano appiattita. Anche in questo caso è possibile avanzare delle ipotesi plausibili, affatto misteriose, ma sarebbe azzardato pontificare una spiegazione scientifica inconfutabile. Del resto la scienza progredisce a piccoli passi, e quella agronomica è relativamente giovane. Inoltre stiamo parlando di dettagli particolari, riscontrati in via eccezionale in rare occasioni, e per lo più documentati in modo discutibile.
La parziale incertezza scientifica su singoli dettagli ritengo comunque non sia un buon motivo, di per sé,  per concludere che debba farsi ricorso alla casistica ufologica (sarebbe troppo semplice).  Infatti girerei la sua domanda in questo modo: quanti e quali sono i casi accertati di crop circles che non trovano spiegazione con l’ufologia? O con una qualsiasi delle tesi non convenzionali proposte in questi anni dai vari ricercatori? In questo caso avrei risposto non qualcuno, ma probabilmente tutti.

8 ) Per quel che riguarda i casi che non trovano spiegazione con la Scienza Ufficiale, quali sono le teorie piu accreditate che spiegano la creazione dei crop circles?
Come ho detto prima, ci sono dei rari dettagli curiosi, sui quali ritengo imprudente che la scienza pontifichi. Questo però non significa che esista una vera e propria casistica che non trova spiegazione scierntifica. A mio avviso è sempre bene essere cauti, e lasciare uno spiraglio al dubbio; ma in questo ambito quasi tutto ciò che viene acclamato come mistero insondabile, si rivela poi spiegabilissimo se solo andiamo ad approfondire.
Ciò detto, le teorie sulla scaturigine dei cerchi nel grano sono molteplici. Anche soltanto quelle più accreditate, non è facile riassumerle in poche voci, poiché tutte quelle non convenzionali tendono a mischiarsi tra loro, riverberando l’una con l’altra, inglobando degli elementi vicendevolmente (forse anche nella convinzione che l’unione faccia la forza, e tanti indizi facciano una prova?) Ad esempio tra le ipotesi più blasonate c’è sicuramente quella che nella creazione di questi pittogrammi vuole coinvolta una fonte di calore, quasi certamente tramite emissione di microonde (c.d. “teoria dell’irraggiamento”). Questa teoria non ha mai preso le dovute distanze da quella precedente professata dal dott. Meaden, relativa ai vortici plasmatici, poiché si ritiene con essa compatibile (una recente conversazione che ho avuto con Nancy Talbott – del BLT – mi ha confermato questo dato di fatto). Sul come questo irraggiamento venga poi profuso, è nata una nuova teoria semi-autonoma, che è quella delle BOL (“Balls of Light”, cioè sfere di luce), che a sua volta è accettabile per i fautori dell’irraggiamento, ed è stata ampiamente inglobata nelle tesi ufologiche, le quali non disdegnano di far ricorso anche ad altre teorie come quella delle Leylines, a sua volta accettata dai fautori delle tesi care ai naturalisti (vedi ipotesi “Gaia”), che volendo potrebbero perfino ricollegarsi ai vortici plasmatici di Meaden, chiudendo i cerchio.
Volendo necessariamente scegliere l’ipotesi non convenzionale ad oggi più accreditata, credo sia quella secondo la quale i pittogrammi vengono creati da misteriose sfere di luce (che si vogliono presumere aliene) attraverso l’imposizione di energie altrettanto misteriose (che si vogliono presumere termiche, sonore e magnetiche) sulle spighe di grano.
8bis) Il cicap pare che abbia trovato un “modus operandi” che, nella creazione di un crop circle, permetterebbe di soddisfare sia le particolarità creative (complessità del glifo)  che temporali (realizzazione nell’arco di una notte). Ritiene la soluzione proposta una realtà o l’argomento è stato trattato con troppa sufficienza dagli esperti del Cicap?
Pur non definendomi un “cicappiano”, mi sembra di poter dire che il Cicap non abbia mai trattato nulla con “sufficienza”, semmai forse con troppo rigore.  In realtà poi, il modus operandi di cui Lei parla, è noto ai circlemakers da diverso tempo. Come ho già detto, venti anni fa, la rivista “Science” definì impressionanti gli agroglifi realizzati dagli artisti che parteciparono al “Circle Hoax Contest”. Che fu vinto da tre ingegneri di una compagnia di elicotteri inglese, che per appiattire il grano (ben inteso di notte, in poche ore, e vigilati) usarono un rullo formato da tubazioni di plastica e pvc, unite da una corda. Per non lasciare tracce e muoversi in tutti i settori del campo usarono due scale leggere di alluminio collegate tra loro in asse, a guisa di ponte.  Al secondo posto si attestò un americano, Jim Schnabel, che ritroveremo coinvolto (insieme a Robert Irving) nella losca storia riguardante il crop circle dell’agosto 1993 a Cherill. Quello cioè della pubblicazione scientifica del blt dal titolo “Semi-Molten Meteoric Iron Associated with a Crop Formation”. Parlare di questa storia sarebbe bello, ma ci porterebbe lontano, e fuori tema.
Tornando invece alla Sua domanda, e concludendo, anche il Cicap “vanta” la paternità di alcuni crop circles nostrani, come quello di Bra, in Piemonte, del giugno 2005, che fu realizzato in una notte e non è niente male (foto sotto)

Il Cerchio nel Grano ad opera del CICAP

Il Cerchio nel Grano ad opera del CICAP

9) Perchè e come è nata la “leggenda” secondo la quale i crop circles  siano messaggi alieni, o comunque da attribuirsi alla mano di esseri alieni?
La domanda andrebbe posta a coloro che ritengono che lo siano. In ogni caso, credo sia nata in modo piuttosto “umanamente” spontaneo. Immagini di trovarsi (magari ripetutamente) di fronte a qualcosa che non ha mai visto, che non sa spiegare, e che apparentemente somigli a una (f)orma impressa dall’alto. Immagini poi di trovare nella suggestione popolare e nella divulgazione mediatica terreno fertile nell’alimentare questa bizzarria, che diviene mistero. Onestamente, finchè non mi sono documentato a fondo su questa tematica, anche io avevo l’impressione che potesse trattarsi di qualcosa di trascendentale, anche perché era (ed è) avvalorata da fonti ritenute autorevoli.  Infatti, per rispondere alla Sua domanda facendo una brevissima cronistoria, va detto che inizialmente si riteneva che questi cerchi (inzialmente apparivano solo forme circolari) potessero essere cagionati da vortici di plasma discendente. Lo sosteneva, con argomenti molto seri e convincenti (per quanto oggi possano sembrare modesti)  il fisico e metereologo George Terence Meaden (e prima di lui, già a fine Ottocento, l’eclettico John Randal Capron). L’ipotesi dei vortici cadde poi in disgrazia negli anni novanta del novecento, allorchè alle semplici forme circolari inziarono a sostituirsi delle geometrie più complesse, che evidentemente non potevano essere attribuibili ad un tornado o a un vortice. Fu allora che a Meaden si sostituì una folta schiera di appassionati e ricercatori i quali cominciarono a documentare l’ampia diffusione del fenomeno (fino ad allora limitato a esigui esemplari), sospettando e poi avvalorando ipotesi non convenzionali o ufologiche (senza però abbandonare l’ipotesi “vorticistica”). Tra di loro Colin Andrews e Pat Delgado, che già nel 1989 avevano pubblicato il libro “circular evidence”, in cui venivano raccontati dei casi di crop circles associati ad avvistamenti ufologici, e con “evidenze” (appunto) di un intervento non umano sulle spighe appiattite (di uno di questi casi, “Headbourne Worthy, 1978”, si parla anche nel mio libro). Se queste considerazioni si basavano principalmente sulla constatazione che fosse impossibile, per l’uomo, realizzare simili manufatti, la smentita non sarebbe tardata ad arrivare. Prima nel 1991 Doug Bower e Dave Chorley realizzarono dei cerchi di fronte a degli osservatori del giornale “Today”, che tirarono un’imboscata a Delgado, il quale  (inconsapevole) dichiarò che il crop circle relizzato da Bower e Chorley era verosimilmente non umano. Poi, soprattutto, nel 1992 si tenne il “circle hoax contest”, una sorta di concorso per circlemakers. Questi ultimi, armati di strumenti rudimentali, di notte, realizzarono in poche ore diversi cerchi nel grano di eccellente fattura, ben oltre le aspettative (si veda “Science 257, July 24, 1992: 481”).
Ovviamente Delgado, Andrews & Company non ritenevano che questo dimostrasse l’autenticità dei pittogrammi genuini, che – a loro dire – presentavano caratteristiche irriproducibili.
Più recentemente sono però stati gli studi di Levengood e del BLT Research Team (vedi già “Anatomical anomalies in crop formation plants” del 1994) ad avvalorare una ipotesi non convenzionale, attraverso una nutritissima documentazione scientifica (o meglio pseudoscientifica, il discorso sarebbe complesso) avente ad oggetto delle anomalie riscontrate all’interno dei cerchi nel grano. Anomalie – ancora una volta – non imputabili all’uomo. Al loro fianco una serie di ricercatori ed entusiasti che, giorno dopo giorno, cerchio dopo cerchio, registravano nuove incredibili anomalie e indicavano possibili e sensazionali risvolti, inconsapevolmente (o no) coadiuvati dall’eco mediatica. Aggiungiamoci una serie di avvistamenti di cosiddette BOL, o sfere di luce (su cui il fisico Haselhoff pubblicò nel 2001 un documento su una rivista scientifica che le accreditava di essere le presunte responsabili di questi cerchi nel grano), numerose testimonianze di persone che avrebbero avvistato luci, udito suoni, avuto malori ecc, ed ecco che – senza dilungarci troppo – abbiamo una panormamica abbastanza completa.
In realtà la documentazione prodotta da Andrews e Degado prima, da Levengood, dal BLT e dal Haselhoff poi, e successivamente da vari ricercatori contemporanei,  andrebbe approfondita nei particolari prima di saltare a conclusioni azzardate.

10) Esiste almeno un caso di crop circle creato da esseri viventi o macchinari provenienti da altri mondi?
Le risponderei così: personalmente credo che esistano altri mondi, popolati da altre forme di vita intelligenti, che magari – faccio per dire – sono in grado di materializzare un meraviglioso crop circle con uno schiocco di dita, o chiudendo gli occhi per un istante. Non credo però che tra “loro” e noi ci sia mai stato un contatto.

Tenga presente che la nascita dell’Universo è stimata circa 15 miliardi di anni fa, rispetto ai quali la nostra civiltà è estremamente giovane. Sarebbe come a dire che c’è una probabilità dello 0,0…% che una qualche forma di comunicazione-contatto sia avvenuta all’interno di questa singola finestra temporale. Percentuale che oltretutto si riduce in modo consistente se consideriamo che solo recentissimamente saremmo (forse!) in grado di recepire una eventuale comunicazione aliena, e se consideriamo che la nostra galassia si trova, con ogni probabilità, nella estrema periferia dell’Universo (dove è presumibilmente più difficile che possa esserci una interazione tra forme di vita).
Ammettendo anche che mi sbagliassi, non credo comunque che la vita extraterrestre abbia a che fare con i crop circles. Per essere ancor più possibilista: questa eventualità non è mai stata dimostrata. Possiamo crederci, esattamente come crediamo nei miracoli, nelle superstizioni, nelle leggende metropolitane ecc. Ma razionalmente e scientificamete credo questa non sia, ad oggi, un’ipotesi degna di credito.

Fine Seconda Parte

 

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

 

Articolo Riproducibile Previa Citazione della Fonte

By Creedence

Parte 1 di 3: Il Libro “La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile”. EclisseForum.it intervista l’autore, Dott. Leonardo Dragoni

I CropCircles…e chi non ne ha mai sentito parlare? Cosa sono? Come vengono fatti? E perchè? Eccoci a trattare finalmente l’argomento “Crop Circles”, che ha creato tanto scalpore al punto da diventare quasi leggenda. Lo staff di EclisseForum.it ha colto la palla al balzo quando si è affacciato il Dottor Leonardo Dragoni, autore del libro “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.” (Acquistabile qui  ), nelle virtuali pagine del nostro piccolo/grande mondo. Ne è scaturita un’intervista, con le domande dei nostri utenti, che ci aiuterà a fare luce su moltissimi aspetti di questo affascinante mistero. Ringraziamo quindi il Dottor Leonardo Dragoni (www.cropfiles.it) per la professionalità e la generosità dimostrata dedicandoci un fantastico momento di ConoScienza Condivisa. Momento che abbiamo il pregio di poter porre all’attenzione dei nostri lettori cogliendo l’occasione per strizzare l’occhio ai nostri utenti, sempre pronti a collaborare per la creazione dei contenuti di EclisseForum.it. (Link alla discussione sul forum)

 

1) Qual è la definizione precisa di CropCircle?

Legittima domanda. Mi sembra utile, anche per il lettore meno addentrato in questa tematica, chiarire di cosa effettivamente si sta parlando, al netto delle congetture.

In realtà, che io sappia, non esiste una definizione ufficiale. Credo comunque di trovare unanime consenso se dico che i cerchi nel grano (dall’inglese “crop circles”, noti anche come pittogrammi, agroglifi, glifi, formazioni) sono dei disegni geometrici (spesso circolari, ma ne esistono di varie forme e dimensioni) realizzati tramite l’appiattimento al suolo della vegetazione (nel caso specifico spighe di grano).

A complicare le cose, rendendo questo evento un mistero, è il fatto che questi pittogrammi si creano di solito nelle ore notturne e probabilmente in un breve lasso di tempo, e sono interamente apprezzabili solamente se visti dall’alto. Inoltre sono spesso di dimensioni imponenti, di precisione notevole, e possono raffigurare contenuti simbolici. Infine, a detta di molti studiosi e ricercatori, le piantagioni coinvolte da fenomeni di crop circling presentano, di volta in volta, delle peculiarità (o anomalie) di varia natura (magnetiche, termiche, chimiche, fisiche, strutturali ecc) di non immediata né semplice interpretazione o spiegazione.

2) Spesso si sente parlare di cerchi nel grano “autentici” e di cerchi nel grano falsi. Vorrei chiederle in base a cosa vengono date queste due definizioni, che personalmente mi lasciano alquanto perplessa (in quanto ad oggi non abbiamo certezze sull’origine di questo fenomeno, né abbiamo conferma di un qualsiasi cerchio nel grano non realizzato dall’uomo)

La sua perplessità è anche la mia. Personalmente ritengo fittizzia e artefatta questa classificazione, per ragioni analoghe a quelle che ha addotto Lei nella domanda stessa. Le posso dire, forse, cosa intendono per glifo “genuino” o “autentico” coloro che ricorrono a questo spartiacque. Dal momento che è incontrovertibile che una indeterminata percentuale di crop circles sono opera dell’uomo, occorreva differenziarli da quelli che non lo sono (pena: fine del mistero). Ciò è stato fatto promuovendo alcuni elementi, riscontrati in alcune formazioni, ad elementi determinanti e cruciali, in presenza dei quali (o di almeno uno dei quali) saremmo al cospetto di un pittogramma autentico (viceversa, in caso di assenza, il pittogramma deve o può ritenersi non autentico). Quali sono questi elementi? I principali sono: la piegatura anziché rottura dello stelo, l’allungamento (a volte accompagnato da curvatura) dei nodi apicali, la piegatura (a volte accompagnata dall’ispessimento) tra i 45 e i 90 gradi dei nodi (generalmente il secondo, il terzo o il quarto dall’alto), le cavità di espulsione sui nodi stessi, l’espansione delle pareti cellulari nei tessuti della brattea, una germinazione anomala delle sementi.

A tutto ciò si affiancano tutta una serie di presunte anomalie minori, che ove presenti contribuiscono a spostare l’ago della bilancia verso l’autenticità del glifo. Ad esempio parliamo della rilevazione di campi magnetici insoliti (o l’allineamento del pittogramma al perfetto Nord magnetico), il ritrovamento di eventuali materiali curiosi all’interno dell’agroglifo, l’avvistamento di presunte luci in cielo o sfere di luce, l’assenza di tracce di passaggio al suolo, la comparsa del disegno di giorno o la sua materializzazione nel volgere di pochi secondi, e via discorrendo. Poi, caso per caso, capita con frequenza che vengano aggiunti ulteriori elementi, più o meno fantasiosi o estemporanei. In sostanza, la tesi è che quanti più elementi tra quelli citati sono presenti in un pittogramma, quanto più quest’ultimo è da ritenersi genuino.

Ora, presentata in questi termini, questa differenziazione tra cerchi nel grano autentici e non, rischia anche di apparire credibile. In realtà, ciò che ho potuto apprendere dopo anni di osservazione, esperimenti, letture, studi e approfondimenti, è che ognuno dei suddetti criteri richiederebbe un serio approfondimento, molte spiegazioni e numerosi distinguo (per i quali non posso che rimandare al mio manoscritto, o se preferite ad articoli scientifici e fonti autorevoli). A quel punto si scoprirà che nessuno di quei criteri può ragionevolmente essere eletto a rappresentare una reale anomalia.

3) Ho letto di varie “anomalie” riscontrate all’interno di questi cerchi, e mi chiedo: si effettuano anche delle analisi nella zona esterna circostante? quali sono i risultati di paragone? Quali le differenze più eclatanti?

Una ricerca o un’analisi degna di questo nome (non tutte lo sono) certamente prende nella dovuta considerazione i campioni cosiddetti di “controllo”, ovvero quelli prelevati nel medesimo appezzamento ma all’esterno del pittogramma, affinchè vengano comparati con quelli interni, al fine di evidenziare eventuali differenze.

Differenze che, in effetti, possono essere presenti. Si tratta di capire però, caso per caso, di quali differenze si sta parlando. Qui la faccenda rischia di complicarsi oltremodo. Farò allora un esempio tra i tanti possibili, per cercare di rendere chiaro il concetto. Supponiamo che all’interno di un pittogramma venga rilevato un consistente allungamento dei nodi apicali delle spighe coinvolte. Supponiamo poi che i campioni di controllo, al contrario, non presentino questi allungamenti. Sembrerebbe allora che siamo in presenza di una di quelle anomalie ritenute cruciali, atte a identificare un pittogramma genuino. In realtà molti non sanno che le piante (le spighe nel nostro caso) che subiscono un trauma, come può essere l’abbattimento al suolo per via meccanica, amplificano immediatamente dei naturali meccanismi di autodifesa e di sopravvivenza, e ne mettono in atto alcuni di riprisitino. Tra questi ci sono due importanti meccanismi che vengono sviluppati immediatamente (grazie a degli ormoni tra cui l’auxina), e che si chiamano fototropismo (tendenza della pianta ad orientarsi e allungarsi verso la luce) e gravitropismo (tendenza della pianta a rioriorientarsi in base al campo gravitazionale terrestre, nel caso specifico a riportarsi in posizione eretta). Per fare ciò, la pianta agisce proprio sui nodi d’accrescimento, i quali inevitabilmente si piegano, si inarcano e si allungano, con risultati ed intensità incerte, dipendenti da un insieme di variabili e di fattori (trauma subito, tipo di irraggiamento e illuminazione solare, tipo di terreno, stato di salute della pianta, grado di senescenza della stessa, condizioni climatiche, solo per citarne alcune).

Detto in altre parole, l’allungamento dei nodi apicali (come pure la piegatura dei nodi d’accrescimento tra i 45 e i 90 gradi, piuttosto che le cavità di espulsione ecc) sono elementi che è dato riscontrare anche in formazioni realizzate dall’uomo con una semplice tavola di legno. Infatti sono state riscontrate.

A questo punto si obietta che l’allungamento dovuto a fenomeni di tropismo sia meno consistente ed avvenga in tempi più lunghi rispetto a quello causato da fonti di calore (= teoria dell’irraggiamento). Anche questo, però, è dimostrato empiricamente non essere esatto. Ciò che non è dimostrato, semmai, è che un irraggiamento a microonde produca sulle spighe quel genere di anomalie troppo frettolosamente innalzate a rappresentare le stigmate della “autenticità”.

Analoghe considerazioni potrebbero essere svolte anche su tutti gli altri elementi che vengono ritenuti importanti ai fini della determinazione della genuinità/non-genuinità di un glifo.

Concluderei dicendo che una analisi affidabile dovrebbe mettere a confronto non già (o almeno non solo) i campioni prelevati all’interno di un crop circle con quelli di controllo, bensì un pitogramma ritenuto “genuino” con uno appositamente ricreato in modo meccanico. Meglio ancora se sullo stesso appezzamento, con condizioni climatiche identiche, e con tempistiche determinate (in base al tipo di riscontri che si stanno cercando e al tipo di analisi che si intende effettuare).

4) Tempo fa si parlava di un video in cui del riso gettato casualmente su una piattaforma piatta riproducente suoni a diverse frequenze, assumesse delle forme regolari e complesse nei maggiori punti di risonanza.

Quali possibilità ci sono che ciò sia una rappresentazione verosimile di quel che accade anche coi cerchi nel grano? I crop circles potrebbero essere creati da onde di ultrasuoni provenienti dallo spazio?

Domanda interessante, che tuttavia per essere evasa implica una serie di considerazioni che non potranno essere troppo sintetiche. Credo Lei si riferisca a degli esperimenti di cimatica (che io sapevo realizzati con materiali quali liquidi viscosi e sabbia, ma soprattutto con molecole d’acqua osservate al microscopio). Questi esperimenti (risalenti a Ernst Chladni e poi ad Hans Jenny), hanno indagato gli effetti morfogenetici delle onde sonore. In parole semplici riguardavano la reazione della materia quando esposta al suono. Si osservò che la materia reagiva, anche a livello molecolare, disponendosi in particolari forme, dipendenti dalla frequenza sonora a cui erano state esposte. All’aumentare della frequenza aumentava anche la complessità di queste forme. Così ad ogni frequenza sonora corrispondeva una determinata figura tridimensionale, che si complicava all’aumentare della prima, fino ad assumere connotati complessi. Questi ultimi spesso richiamavano alla mente i disegni tipici dei nostri crop circles, e così questa somiglianza ha finito per coinvolgere l’argomento cimatico nel dibattito relativo ai cerchi nel grano. Si è detto allora che la maggior parte dei crop circles si sono verificati in zone in cui il sottosuolo era ricco di acqua (le cui molecole, ripetiamo, sottoposte ad onde e frequenze sonore, si dispongono in forme che ricordano quelle dei cerchi nel grano). Inoltre si è detto che in alcuni casi, nelle prime 48-72 ore successive alla formazione di un crop circle, all’interno dello stesso era stato registrato un infrasuono della frequenza di circa 5,0 – 5,2 Hz. Successive registrazioni audio condotte all’interno di alcuni agroglifi avrebbero catturato una varietà di suoni, con frequenze sempre più alte, inizialmente della misura di qualche centinaio di Hz fino ad arrivare a 1,2 GHz. Alcuni ricercatori hanno poi sostenuto di aver bombardato delle molecole d’acqua, durante dei test di cimatica, con le stesse frequenze di volta in volta registate all’interno di cerchi nel grano. Il risultato sorprendente è che queste frequenze avrebbero riprodotto nella molecola dell’acqua la stessa forma del crop circle presso il quale detta frequenza era stata prelevata (registrata su nastro). Tutto ciò avrebbe potuto dimostrare che le onde sonore, facendo vibrare l’acqua a livello molecolare nel sottosuolo, avrebbero poi generato il pittogramma (o almeno favorito la sua creazione, magari con l’ausilio di altre forze – come le sfere di luce – agenti dall’alto).

Riguardo invece al riso, che Lei menzionava nella domanda, che io sappia ha riguardato un esperimento realizzato dallo pseudoscienziato Masaru Emoto, il quale aveva spinto queste sperimentazioni molto oltre. Poiché l’acqua (o meglio la struttura cristallina delle sue molecole) reagisce alle onde sonore, egli decise di mettere dell’acqua in tre bicchieri riempiti parzialmente con del riso (non so dirle perché scelse di utilizzare proprio il riso). Invece di bombardarli con ultasuoni o infrasuoni decise invece semplicemente di “parlare” a questi bicchieri, esponendoli alle vibrazioni della voce umana. Ad un bicchiere egli ripeteva, per giorni settimane e mesi, delle parole piacevoli. Ad un secondo bicchiere pronunciava delle parole tristi o ingiuriose. Il terzo bicchiere veniva ignorato. Al termine della sperimentazione emergeva – a suo dire – una situazione più o meno di questo tipo: il bicchiere “amato” non presentava degradazione (semmai fermentazione), e il colore del riso tendeva a diventare giallo-rosa; quello ignorato rimaneva inalterato, al più con una degradazione molto contenuta e sintomi di putrefazione; quello odiato infine presentava una forte degradazione, marciume, presenza di muffe e un color grigio scuro.

C’è di più. Secondo questo ricercatore i cristalli d’acqua reagirebbero non solo alle parole, ma anche alle immagini e perfino ai pensieri. Ad esempio una goccia d’acqua esposta alla parola “grazie” scritta su un foglio, disporrebbe le sue molecole in forme esagonali. La stessa goccia d’acqua esposta alla parola “sciocco” le disporrebbe invece in ordine casuale e caotico (foto sotto).

 

Immagine da "Message from Water"

Immagine da "Message from Water"

Numerosi altri esperimenti furono fatti con fotografie, parole pronunciate e scritte, perfino solamente pensate. Con risultati – secondo Emoto – sorprendenti.

Ora posso finalmente venire alla vera e propria domanda che Lei mi ha posto: tutto questo è verosimile? Possono spiegarsi in questo modo anche i cerchi nel grano?

Credo che la cimatica possa avere implicazioni di un qualche rilievo in molti campi o settori. Tra questi ultimi però non ritengo possano rientrare anche i cerchi nel grano. È abbastanza ordinario che una qualsiasi materia sottoposta a una vibrazione specifica possa assumere una sua peculiare vibrazione e forma a livello molecolare, relativa alla frequenza cui è stata sottoposta. Invece non c’è alcuna seria documentazione che la forma di specifici pittogrammi sarebbe stata riprodotta in laboratorio bombardando l’acqua con ultrasuoni registrati nel pittogramma stesso. Per accreditare questa ipotesi poi, bisognerebbe come minimo appurare che in tutti i casi di formazioni ritenute autentiche vi fosse stata la presenza di pozzi o falde acquifere nelle immediate vicinanze (cosa tutt’altro che probabile). Inoltre non è così automatico che possa equipararsi un esperimento di cimatica eseguito strumentalmente in laboratorio (bombardando una goccia d’acqua con determinate frequenze) a un evento assai più complesso e ricco di variabili come quello della creazione di un pittogramma su un campo di grano.

Per quanto riguarda Emoto (ed il riso), senza considerare che ad esempio i cristalli di neve sono già di per sé una meraviglia geometrica della natura (senza bisogno di bombardamento sonoro)

 

Immagine: cristalli d’acqua di sorgente (dal libro “Messages from water”),

Immagine: cristalli d’acqua di sorgente (dal libro “Messages from water”),

posso soltanto dire che i suoi esperimenti non hanno una valenza scientifica, non sono riproducibili in condizioni di labroratorio, e i suoi studi furono ferocemente criticati dalla comunità scientifica internazionale. Sia i risultati, sia il metodo, che soffriva delle tipiche distorsioni delle ricerche pseudoscientifiche, che non a caso ritroviamo in molte documentazioni che riguardano i cerchi nel grano: mancanza del “doppio cieco”, presenza di bias, scarsa considerazione di fattori ambientali e variabili influenti etc. Ho letto anche di molte persone che, affascinate da questo esperimento, hanno provato a replicarlo in casa in modo amatoriale (cosa che può divertire come gioco, ma non per avere un riscontro di tipo scientifico). Con risultati inevitabilmente molto discutibili, e dissimili tra loro.

Vorrei infine fare un breve accenno ad altri studi, sempre riguardanti la capacità di memoria dell’acqua, che furono condotti all’interno di alcuni cerchi nel grano. Furono interrate all’interno di alcuni agroglifi delle bottigliette d’acqua, ed altre (di “controllo”) furono interrate all’esterno. Da successive analisi sarebbe risultato un modello completamente diverso di risonanze nell’acqua delle bottiglie sepolte all’interno del glifo, rispetto a quelle sepolte all’esterno. La tesi che si vuol sostenere è che le frequenze generate dalla forza creatrice del pittogramma (e presenti nel suolo, sulle spighe e nei semi del crop circle) siano penetrate nella bottiglia, ed abbiano conferito all’acqua (ovviamente solo quella interrata all’interno del pittogramma) perfino delle proprietà omeopatiche.

Di tutto ciò (e di molto altro) mi sono anche occupato nel mio libro, facendo emergere le incongruenze e la scarsa consistenza di simili affermazioni, nonchè le numerose e grossolane pecche – di concetto e di metodo – nello svolgere simili esperimenti.

Non volendo dilungarmi più di quanto abbia già fatto, dirò semplicemente che tutto ciò esula dal postulare un preciso legame tra suono (a maggior ragione immagini e pensieri), acqua, e cerchi nel grano. In caso contrario dovremmo ammettere che un pittogramma si possa riprodurre semplicemente da una fotografia mostrata alle spighe, o su imposizione orale o scritta del suo impostore. Termine, quest’ultimo, quantomai azzeccato. Eventualità, quest’ultima, fantascientifica e destituita di ogni fondamento.

Se a tutto ciò aggiungiamo che questi ultrasuoni dovrebbero provenire dallo spazio, o magari veicolati da aliene sfere di luce intelligenti, che agirebbero su un terreno addomesticato e preparato dalla risonanza molecolare dell’acqua… tragga Lei le Sue conclusioni.

5) Quali sono le certezze che riportano in maniera incontrovertibile la nascita di questi cerchi nell’arco di una sola notte?

In realtà per la maggior parte dei casi non sappiamo se il pittogramma in questione sia apparso di notte o meno. Anni fa realizzai un’indagine statistica basata su tutti i crop circles italiani apparsi dal 2003 al 2006. Emerse che per il 70% dei casi non era possibile stabilire, neppure approssimativamente, l’orario dell’apparizione. C’è da dire però che nel restante 30% dei casi, l’orario stimato era notturno. Nove volte su dieci il meccanismo che si innesta è il seguente: viene avvistato un pittogramma e si annota, grossomodo, l’orario dell’avvistamento (che il più delle volte avviene al mattino). A quel punto si diffonde la voce e la notizia diviene di dominio pubblico. Tra le persone informate generalmente c’è sempre qualcuno del posto (se non il proprietario del terreno stesso) che giura che, la sera prima, quel disegno non c’era. Di conseguenza deve essere stato creato in quella notte. Per la verità sottoposi anche questa variabile alla mia indagine statistica di cui ho detto sopra, e risultò che una volta su due non si era in grado neppure di stabilire chi fosse stato a segnalare per primo il pittogramma (tantomeno a che ora). Stando comunque ai dati che si conoscono, alle testimonianze oculari delle persone del luogo, e alla letteratura sul tema (quasi tutta concorde, almeno su questo) diciamo prudentemente che non ci sono prove incontrovertibili, ma ci sono buone probabilità che i cerchi nel grano (o la grande maggioranza di essi) vengano creati di notte. E in una sola notte.

Questo dovrebbe rispondere alla Sua domanda, ma mi piacerebbe a questo punto chiederLe il perché della stessa. Se Lei ritiene che una sola notte sia insufficiente per realizzare un pittogramma, deve sapere che un abile circlemaker (magari coadiuvato da altre persone e con strumentazione adeguata) è in grado di realizzarne di ottimi nell’arco di una-due-tre ore. Il pittogramma dell’uomo-farfalla, il più grande mai realizzato e da molti considerato il più bello di tutti i tempi, fu realizzato in una notte da 60 persone. Viceversa esistono dei pittogrammi che sono stati realizzati a più riprese. Un esempio lo abbiamo avuto di recente proprio in Italia. Mi riferisco al “fox circle” (Guidonia, 3 Luglio 2011) realizzato per il lancio della serie televisiva “Fallins Skies” firmata Steven Spielberg, in esclusiva sul canale FOX. Quando venne avvistato, si iniziò a spargere la voce di un nuovo pittogramma, e gli ufologi nostrani erano sul punto di fare dichiarazioni azzardate. Purtroppo (o per fortuna) venne subito svelato l’arcano, con tanto di foto dimostrative. In altri casi è capitato che un pittogramma sia stato modificato successivamente rispetto all’originale, inducendo per altro in errore alcuni pseudo-ricercatori (non saprei come meglio definirli) che specularono sui significati remoti del disegno, inconsapevoli che fosse stato realizzato a scopi commerciali, e poi perfino modificato.

Un ultimo aspetto che vorrei affrontare, sempre parlando di giorno-notte e di tempi di realizzazione, è il seguente: taluni hanno a più riprese provato ad accreditare l’ipotesi che certi pittogrammi siano stati creati in pieno giorno, o nel volgere di pochi minuti o secondi, o addirittura entrambe le cose insieme. Ad esempio è stato detto che il pittogramma di Montegranaro del giugno 2005 si era materializzato nel volgere di due secondi (senza nessuna ulteriore spiegazione). Per quanto ne so io invece, un contadino avrebbe testimoniato che il 24 giugno, di sera, quel pittogramma non c’era. E quel pittogramma fu ritrovato il giorno 26 (presumibilmente dal sottoscritto). Cioè circa 30 ore dopo. Come facciano 30 ore a diventare 2 secondi non è mai stato chiarito. Circostanze diverse ma simili coinvolgono anche un resoconto dei ricercatori Colin Andrews e Lucy Pringle, relativamente al famoso “Julia Set” (che tra l’altro non è affatto – come si vuol sostenere – la rappresentazione di una perfetta spirale aurea) del luglio 1996. Secondo questi resoconti (rieditati dai due ricercatori dieci anni dopo l’evento, in curiosa simultaneità) l’agroglifo sarebbe apparso in pieno giorno, in un luogo piuttosto frequentato, e nel voglere di un massimo di 45 minuti. A dimostrazione di ciò ci sarebbero fotografie e testimoni. È chiaro che, se così fosse, bisognerebbe escludere la manifattura umana. Mi perdonerete se non svelo qui tutta la faccenda, ma potete credermi se vi dico che non ci sono né foto né testimonianze attendibili (l’unica è di un circlemaker che dichiarò invece che il Julia Set venne ralizzato la notte prima da tre persone nell’arco di tre ore), e che invece la cosa presenta degli aspetti loschi.

Altro caso famoso di un crop circle realizzato nel voglere di pochi secondi, ad opera di misteriose sfere di luce, è quello di Oliver Castle (agosto 1996), su cui esiste un famoso filmato. Si tratta però di un falso.

In conclusione mi sembra di poter dire una cosa semplice: è dimostrato che l’uomo sia in grado di realizzare ottimi crop circles di notte, in poche ore. Per escludere dunque la natura umana di un pittogramma, dal punto di vista delle tempistiche di realizzazione, servirebbe un caso preferibilmente accaduto di giorno in luoghi non appartati (ma non mi risulta ci siano), e completatosi nel giro di pochi secondi o minuti (e non se ne conoscono).

6) La piegatura delle spighe avviene sempre nello stesso modo?

Se Lei si riferisce alla “pettinatura” del grano, al “senso di marcia” delle spighe, non avviene sempre nello stesso modo: esistono pittogrammi con andamento lineare e non, verso l’esterno, verso l’interno, orario, antiorario, o perfino entrambi contemporaneamente. Se invece si riferisce, come credo, alla piegatura vera e propria dello stelo o dei nodi, allora la risposta necessita di qualche spiegazione in più. L’argomento sarebbe lungo e complesso, per cui mi atterrò letteralmente alla domanda, rispondendo solo relativamente alla “piegatura dello stelo” (tralasciando l’allungamento, la curvatura e l’ispessimento nodali).

Da più parti (ivi compresi incartamenti di autorevoli gruppi di ricerca, quali il BLT) si ritiene che se il grano venisse appiattito per mezzo di forze meccaniche, le spighe si spezzerebbero anziché piegarsi. Il sol fatto che ciò non avvenga, imporrebbe di cercare altrove la causa di quest’appiattimento al suolo. Le piante esaminate raccolte in alcuni agroglifi – si dice – presenterebbero una piegatura (senza fratture) dello stelo alla base, laddove la spiga fuoriesce dal terreno.

Poi però correttamente, si aggiunge: questo particolare paramentro non è stato valutato scientificamente. Ed infatti è chiaro che se cerchiamo di coricare al suolo meccanicamente delle spighe, qualcuna è probabile che si spezzi. Chiunque però abbia potuto osservare delle spighe all’interno di un pittogramma, si sarà reso conto che queste non sono quasi mai tranciate o divelte dal suolo, bensì spezzate, tutt’alpiù, come si potrebbe tranciare una cannuccia piegata. E se il lavoro è fatto con accortezza molte spighe non si romperanno neppure “a cannuccia”, bensì si limiteranno a flettere, specialmente se la pianta è giovane e quindi ha una elasticità maggiore, grazie alla quale riesce ad assecondare la forza dall’alto che ne causa l’appiattimento.

È curioso comunque notare che sebbene la flessione basale dello stelo delle spighe venga promossa spesso a elemento cruciale nella determinazione della genuinità di un pittogramma, si eviti poi accuratamente e sistematicamente di mostrare fotografie di questa evidenza.

Nel mio libro sono viceversa mostrate delle spighe piegate alla base, all’interno di una formazione (senza pretese artistiche) realizzata a scopo sperimentale. Ove i risultati dell’esperimento suggeriscono che la tendenza delle spighe a piegarsi piuttosto che a spezzarsi può dipendere non solo dalla forza impressa, dal tipo di cereale e dal suo stadio di evoluzione o senescenza (altri elementi importanti di cui raramente si tiene conto), ma perfino dal tipo di terreno, e dalla disposizione delle spighe stesse, che verosimilmente sono più resistenti laddove la vegetazione e le radici sono più fitte e compresse.

In una parola, la piegatura dello stelo è al massimo un debole indizio sul quale dovrebbero concentrarsi successive sperimentazioni, non essendo ad oggi dimostrativo di alcunché.

Fine Parte Prima.

Il Libro "La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile".

Il Libro "La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile".

Articolo Riproducibile Previa Citazione della Fonte

By Creedence

Le falsificazioni e le bugie del Comitato Nazionale Tanker Enemy

Tanker Enemy è un comitato che si occupa, come recita il suo statuto, di contrastare le attività di aerosol attraverso l’informazione e la divulgazione di materiale multimediale e l’organizzazione di conferenze.
In parole più comprensibili, dato che sembra che chi abbia redatto lo statuto non sappia bene cosa stesse scrivendo (gli aerosol sono dei colloidi in cui un liquido o un solido sono dispersi in un gas, il che comprende nuvole, nebbia, farmaci, deodoranti spay etc. etc.), tale comitato si occupa di “combattere” quelle che loro chiamano “scie chimiche” cioè delle scie formate dagli aerei che rilasciano sostanze nocive in atmosfera.

Per chi volesse saperne di più rimandiamo qui: http://sciechimicheinfo.blogspot.com/.

Quello che ci interessa qui è raccogliere e fare un riassunto di alcune tra le più eclatanti, famose falsificazioni e palesi bugie dette e fatte del suddetto comitato. Perché la credibilità di chi sostiene certe storie è fondamentale e se questa viene meno, se per sostenere certe posizioni si arriva a taroccare fotografie, l’intero castello costruito su fondamenta di polvere (di bario), crolla miseramente e mostra al mondo ciò che contiene, cioè il NULLA.

Per la natura dell’argomento e “l’indole” dei soggetti in questione, questo elenco sarà per forza di cose incompleto e non esaustivo, in quanto la mole di materiale è praticamente infinita e il suddetto comitato la incrementa ogni due righe che pubblica. Ci limiteremo ad elencare le più clamorose bugie e le più evidenti falsificazioni, in modo da dare un’idea al lettore circa le “attività” del Comitato Tanker Enemy (CTE), ma per chi volesse approfondire, troverete tutti i link del caso, ma vi rimando anche alla sezione dedicata sul nostro forum.

Prima pero ci siamo chiesti cosa spingesse queste persone a comportarsi come fanno. Perpetrare una bufala con tale accanimento e dispendio di energie non è cosa comune ne tanto meno semplice, nonostante non manchi il materiale umano da plasmare a piacimento e riempire di ogni sorta di credenza. Alcuni “critici” del CTE ci hanno fatto notare che la motivazione più forte potrebbe essere quella del facile guadagno, tramite pubblicità e conferenze (vedi qui e qui). Personalmente ritengo che almeno in origine questa non fosse la motivazione principale, nonostante non stento a credere che lo sia diventata abbastanza presto. Immagino però che vi siano anche motivazioni o per meglio dire “cause” di carattere psicologico e sociale, come complessi di inferiorità o ossessioni di natura patologica, che potrebbero essere tirate in ballo per spiegare almeno la fase iniziale di tanto lavoro. Nonostante questo, le tecniche non proprio limpide e una certa attitudine al falso, vengono presto alla luce e danno immediatamente l’idea di chi siano questi signori e di come si comportino.

Ma veniamo a noi. Ecco l’elenco che abbiamo preparato, grazie all’aiuto degli utenti del forum e di alcuni esperti conoscitori del fenomeno TankerEnemy.

 

  • Tempo fa, il CTE pubblicò una foto che ritraeva l’interno di un aereo, pieno di fusti e tubazioni e con strani avvisi e cartelli attaccati alle pareti, sostenendo che si trattasse dell’interno di un tanker chimico, pienamente operativo e pronto a spargere i suoi veleni per i cieli del mondo. Questa è la foto:

 

ad una attenta analisi (ma neanche troppo) venne fuori che la foto era stata degradata e manipolata, per far apparire scritte inesistenti. Inoltre è stata reperita l’immagine originale, che ci permette, con un semplice confronto, di smascherare la falsificazione.

Una foto di un comune aereo di linea equipaggiato per effettuare dei test in volo è stata modificata e spacciata per un tanker chimico.

fonte

  • Il CTE pubblica un video su youtube dove si vedono alcuni aerei rilasciare delle scie, ripresi dalla cabina di un altro aereo. Su questo video vengono dette molte cose, dal fatto che vi siano i trasponder spenti alla violazione delle minima separazione verticale dei velivoli etc etc. Un attento osservatore, l’amico Nico Murdock, ci fa notare però che le cose non stanno come dicono loro. Si tratta infatti di diversi video, almeno 3, uniti a formarne un solo, spacciato poi per unico. Inoltre tutte le frasi che si posso vedere nel video, sono state inserite dagli affiliati al comitato e risultano essere pure e semplici opinioni, strampalate, quando non si tratta di vere e proprie bugie. Infatti:

Il video in questione è stato oggetto di repliche e controrepliche, ne è stato cambiato il titolo ed generato parecchio clamore, ma resta il fatto che si tratta di un palese falso, fatto anche male.

fonte

  • un altro clamoroso ad inspiegabile caso di falsificazione strumentale di immagini è il seguente. In un video pubblicato dal CTE, ad un certo punto compare la seguente immagine:

Si da il caso però che si tratti di una clamorosa falsificazione, poiché l’immagine originale non è quella sopra ma bensì quest’altra:

 

In buona sostanza, l’immagine originale sostiene, correttamente, tutto l’opposto di quello che vorrebbe il CTE, che quindi ha pensato bene di manipolarla e falsificarla, par adattarla ai suoi scopi.

Fonte

 

  •  Nel tempo, numerose sono state le collette e le raccolte fondi per l’acquisto di vario materiale “di ricerca” per fornire la “prova definitiva”, giunta probabilmente alla sua 37° edizione o versione e divenuta ormai una sorta di mistero alla stregua di Shangri-La. Una delle più famose è senz’altro quella relativa all’acquisto, o presunto tale, di un telemetro. Tale telemetro sarebbe dovuto costare circa 4000 euro e sarebbe servito a fornire la prova definitiva circa la quota degli aerei “chimici”. La storia che circonda questa vicenda è molto ingarbugliata, nelle fonti trovate tutto il materiale, e davvero misteriosa, fatta di telemetri di un modello che sembrano di un altro molto meno costoso, telemetri senza zoom e senza telecamera ma che fanno video e poderose zoomate e questi video sembrano straordinariamente simili ad altri ottenuti senza telemetro sempre dal Comitato in questione. Inoltre questi telemetri riescono ad inquadrare aerei che a 1600 metri di distanza (secondo il CTE) non fanno alcun rumore, e che, pur viaggiano ad oltre 600km/h e trovandosi alla suddetta distanza, restano nella stessa posizione relativa, rispetto all’osservatore, per oltre 30 sec. Un telemetro molto molto “tecnologico”.

 

fonte1 fonte2 fonte3 fonte4

 

L’elenco potrebbe continuare, ma in generale si tratta di video taroccati, foto manomesse, dati omessi o mal forniti e affermazioni prive di fondamento, per non dire di senso.

Il tutto farcito da una dubbia laurea in architettura, che non si capisce se esiste o no, di sciacallaggio su alluvioni e calamità naturali, definiti “artificiali” e volute, con i morti ancora caldi, e accuse campate per aria praticamente all’intero emisfero occidentale, tranne forse le zanzare chimiche.

Ovviamente non mancano i metodi intimidatori per cercare di zittire chi li sbufala, le censure, le liste di proscrizione, i pedinamenti, le minacce e le aggressioni, che i seguaci del Comitato Nazionale Tanker Enemy e qualche simpatizzante, hanno generosamente elargito a piene mani, nei confronti di gente stanca di sentire questi figuri accusare padri di famiglia di voler sterminare il genere umano o chissà cos’altro.

Concludiamo con un eloquente screenshoot che mostra i commenti dei seguaci del Comitato e forse degli stessi appartenenti, che ci dice molto sul livello di certi elementi, ma deve far riflettere sulla pericolosità di un paranoico infiammato da parole di vendetta ed infarcito di assurde teorie complottarde, che un giorno decidesse di mettere in atto quanto segue: (leggere dal basso verso l’alto)

 

 

La prossima volta che prendete un aereo, sappiate che in giro c’è gente come gli sciachimisti, e se non fosse che si tratta di elementi talmente poco dotati intellettualmente da risultare innocui, ci sarebbe da preoccuparsi.

 

Ringraziamo:

Wasp

Creedence

Nico Murdock

Messiah

Trevor Zauker

Viking

Duellum

e tutti gli utenti del forum che hanno in qualche modo collaborato per la stesura di questo articolo.

Grazie!

Simplicio

Staff Autori EclisseForum.it

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IDENTIFICATO DA TANKER-ENEMY….E chissenefrega? LOL Lettera Aperta a Marcianò by Fabio Mortari

Gli “adepti” del forum (LOL) mi hanno fatto notare che un certo Rosario Marcianò mi ha citato in un suo importantissimo articolo sui disinformatori, identificandomi con nome e cognome città ed erronea professione (epic fail…) come vedete nel link riportato in seguito, alla voce: Eclisseforum.it LINK

 

 

LETTERA APERTA A ROSARIO MARCIANO'

“Egr.Sig.Rosario IDENTIFIED Marcianò,qua è il comandante in capo del NWO Fabio Mortari che le parla…direttamente dalle oscure sale piene di bottoni dove scegliamo come gestire il grande complotto…la sto venendo a trovare per l’Epifania e le porterò carbone chimico…”

Scopa Chimica

Scherzi a parte, Rosario…prendere dati da internet eseguendo un normalissimo whois su un dominio non è certo reato, ma si sa benissimo che i reati che si consumano in tal senso trovano i presupposti d’essere dall’’utilizzo che se ne fa di questi dati e soprattutto dal contesto in cui vengono utilizzati (lei mi inserisce in un contesto insinuando il fatto che io insieme ad altre persone diciamo menzogne, dal momento che in cima alla lista si trova la frase I complottisti… gli occultatori sono coloro che agiscono a danno della verità. Alcuni di essi hanno un certo credito presso il pubblico e prendono vantaggio da tale posizione per nascondere la verità dei fatti.” )

 In questo caso la diffamazione sta dietro l’angolo quindi,  oltre al fatto che si assume la responsabilità per la discriminazione accusatoria che un elenco del genere comporta, la diffido formalmente dal perpetuare tali comportamenti indagatori sulla mia persona. A buon intenditor…

Personalmente non mi curo però di questo aspetto, ho chi lo fa per mio conto…trovo tuttavia interessante come con la sua citazione mi dà modo di far capire ai nostri lettori che c’è un argomento su cui gente come lei è assolutamente intollerante verso  la discussione. Dai suoi modi appar fin troppo chiaro che è vietato obbiettare l’esistenza di scie chimiche, e dispensa da buon censore (ma come..proprio lei!!!)  la “violenta pena “del venire “indentificati”, catalogati, inseriti nel librone nero..con nomi cognomi città…W la libertà d’espressione…

Sa, non tutti a questo mondo sono dei gonzi, so che le farebbe comodo che fosse così ma se lei c’è cascato con tutto il cappotto (LOL) dietro a questa grande vaccata chimica noi non possiamo farci niente..E’ addirittura spiacevole dover far notare che sul suo blog vengono scritte alcune castronerie che meriterebbero un’attenta valutazione, oltretutto io (come tanti altri) mi prendo il SACROSANTO DIRITTO di parlarne e pure di riderci sopra.

Ma a parte questo sarebbe interessante capire in base a quale principio io sarei disinformatore e quali sono le menzogne che mi hanno fatto finire nel suo libro nero, visto e considerato che gestisco un forum insieme ad altre persone e ci sono diversi utenti che scrivono in merito alle scie di condensazione.

Per quel che riguarda i contenuti del suo blog, apra gli occhi..un po’ tutto il mondo del web lo ritiene di una comicità assurda tant’è che noi di EclisseForum abbiamo pure smesso di scriverne  perché è molto semplice sbufalare le varie “inesattezze” (guardi come sono corretto eh..) ed alla lunga stufa… non ci interessa trascinarla nel ridicolo piu di quanto lei stia facendo con le sue mani…

Qua ne trova un esempio eclatante, “The Proof” come dice sempre lei..dove ammette che un aereo sulla sua testa (Sanremo) lascia “scie chimiche a bassa quota”, quando le coordinate gps (proprio quelle che lei consiglia di non “verificare” senza appoggiare motivazioni..)  mostrano in maniera incontrovertibile che laereo in questione si trova in approach ILS dell’aereoporto di Nizza, il volo è Bruxelles Nizza, la prua è conforme alle carte nautiche, il rateo di discesa è 1.000 piedi circa al minuto e la velocità è sopra la minima consentita, 273 contro i 250 kn indice che in quella fase il pilota ha ottenuto l’autorizzazione a superare tale limite:  link (consiglio ai lettori di leggerlo, è molto interessante..) Quindi prima di imputare a qualcuno il fatto che dica menzogne, bisognerebbe avere perlomeno la coscienza pulita.

Non nascondo che mi son fatto un pò di risate quando ho letto il mio nome e cognome affiancati alla scritta “musicista”…sulle prime è stato divertente perché in maniera sostanziale lei stesso intrinsecamente ammette che bastano le conoscenze aereonautiche di un musicista per sbufalarla pesantemente..

In seguito ho trovato divertente l’attribuzione della professione di musicista perché io non sono un  musicista, il massimo concesso è una passione niente di piu.

Infine altre risate ancora… perché questo grossolano errore fa capire ancora di piu che lei si informa su internet quindi è anche assurdo perché dimostra che ciò che scrive è un copia incolla di mille siti fatto alla rinfusa…Per cui mi creda, un po’ la ringrazio perché quando si scrocca una risata a qualcuno, è sempre carino ringraziare.

Se con il suo gesto intendeva dire ai suoi “lettori” che io e tutti gli appartenenti a quella lista siamo gente che non sta dalla parte dei fessi ma che leggono, consultano e ragionano e che in virtù di questi “reati di disinformazione”  (come li chiama lei) meritano di finire in quell’atto di minchioneria che rappresenta “la lista”, ci sarebbe quasi da rallegrarsene…ma in fondo…chissenefrega!

Prosit.

Fabio Mortari

 

 

 

E’ Arrivato il 2012…Siete pronti all’inizio della fine?

Pronti all’inizio della fine?

E così…ci siamo arrivati. Sei pronto alla fine del mondo? Siamo ormai a Gennaio 2012, è finalmente arrivato quello che viene vissuto come l’anno della fine per molti, centinaia e centinaia di pagine web scritte e ore di trasmissioni, sia online che nelle nostre televisioni…per parlare di Maya di quell’incredibile e preciso calendario che calcola la fine dei tempi il 21/12/2012, o per parlare di Sumeri che avevano calcolato migliaia di anni fa l’avvento di un nuovo pianeta nel sistema solare che porterebbe distruzione e morte.

Ma cosa accadrà davvero il 21/12/2012?

Il mondo del web è terribilmente indeciso..cercando a zonzo per internet si viene letteralmente trascinati all’individuazione di due filoni principali, talmente diversi che spesso, quando serve alla causa, si intrecciano e si sostituiscono, l’uno all’altro. Da una parte abbiamo la spiegazione di  come le vibrazioni della coscienza creino i presupposti per un’evoluzione su larga scala del “pensiero positivo di pace”proiettandoci verso la nascita e l’evoluzione del mondo di domani; ovviamente, guai a contraddire i sostenitori di questa “verità” perché il primo “pensiero positivo di pace” trova nella discriminazione del diverso la propria maggiore espressione.

Non è raro infatti imbattersi in frasi del tipo “non tutti capiranno, e coloro che non saranno pronti (pronti a che??) non effettueranno il salto dimensionale..” (Grazie eh…) 😀

Dall’altra parte, invece,  infuocano profezie su profezie, tutte catastrofiche…le quali trovano terreno fertile grazie all’invasione di nuovi “teorici della catastrofe”, sedicenti esperti di qualsivoglia materia che con acute argomentazioni  (qualsivoglia argomentazione…ndr) “suggeriscono” al mondo la propria idea scientificamente dimostrata di “fine dei tempi”. Il ritornello è sempre quello “La Scienza non sa…o meglio sa e non dice..o meglio dice, ma non sa quel che dice…

Su questo 2012 se ne son dette di ogni colore, profezie valide per ogni classe sociale, per ogni credo, per ogni livello di conoscenza. Indicarle tutte è pressocchè impossibile e non siamo purtroppo molto bravi in questo…non sappiamo a memoria la filastrocca della fine dei tempi.
Ma basta  digitare 2012 sui motori di ricerca per scoprire che ad esempio:

La terra si fermerà di colpo..per ripartire al contrario.

Questa profezia terrorizza tutti

Date un’occhio a questo..

ormai non dormo e non riesco + a vivere..Ho 15 anni e voglio vivere la mia vita..
ORMAI TREMO COME UNA FOGLIA TUTTO IL GIORNO!
non voglio che questo mondo finisca..E sopratutto non voglio morire soffrendo dal male e vedendo la fine del mondo e la morte dei miei famigliari!!NON VOGLIOOO!!
sto piangendo come una pazza!Leggo dappertutto che è la verità!Lo hanno anche detto gli studiosi,perchè la terra sta rallentando pian piano,e nel 2012 cesserà di girare x 72 ore..noi moriremo tutti e dopodichè ci sarà un’altra era,la cosidetta era della pace ma per le persone dell’era successiva.Loro si evolveranno e vivranno un mondo di pace..

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100914134710AAYlduS

sarà uno scherzo? Forse..forse no..forse la cosa piu preoccupante è il fatto che sia plausibile che qualcuno scriva queste cose perchè le ha lette e lo dimostra l’evidenza di chi ha risposto, ritenendo “normale” o perlomeno “plausibile” (appunto) la reazione…

E’ anche “interessante” in questa citazione:

“La terra si muove nello spazio mentre va verso il punto zero; quando lo toccherà i campi magnetici non si fermeranno subito, ma oscilleranno due o tre volte ancora. Come reagiranno le persone ? Probabilmente ci saranno stati allora tanti rapidi cambiamenti che non avranno avuto la possibilità di assimilarli. La maggior parte andrà probabilmente a dormire. Diventerà incosciente durante quel periodo di tempo. Ce ne saranno altri che invece avranno imparato e saranno molto svegli e attivi per piantare i semi della nuova saggezza, in quei tre giorni di “zona nulla”, La zona nulla dell’elettromagnetismo della terra.”

Ovviamente non è dato capire perché questo avvenga, ma tutti coloro che credono in questa profezia, sono certi che ciò avverrà. Mah…

Arriva Nibiru

Ben piu difficile è cercare di capire cosa sia Nibiru quando da un certo tipo di letteratura lo stesso << vin $pigato ad “u$o con$umo”>> (piu a “uso” a dir i£ vro, ma è lì  £‘affar – ) .. Si sa soltanto che se si prendono delle tavolette sumere e si gioca a tradurle a proprio modo, ciò che ne viene fuori è un caleidoscopio di idee fantastiche, che vanno dallo sbarco di alieni “avvenuto” migliaia di anni fa, alle guerre nucleari sumere…e in tutto questo girare di rotelle e tirar dadi sulle parole come se fosse un gioco di “Mozartiana Memoria (si lanciano i dadi…e si compone il minuetto 😀 ), fa capolino Nibiru appunto. Nibiru è l’unica “cosa” (perdonatemi il “cosa” ma non si  può sapere, seguendo un certo tipo di “letteratura”, di che si tratti con precisione) che al momento attuale ha mille significati: se navigate su internet, verrete a sapere che nibiru è: un’astronave immensa, un secondo sole, un pianeta che segue un’orbita astrusa..oppure è un’influenza negativa, anzi no positiva…

Sveglia! Sei nel 2012!! …E via con tutto il resto…chi piu ne ha piu ne metta..quest’anno vedrai dislocazione della crosta terrestre, inversione dei poli, gigantesco flare che distruggerà tutti i trasformatori e quindi rimarremo senza energia elettrica, vulcani iperattivi, lo yellowstone erutterà, le hawai determineranno la fine della loro e della nostra esistenza, ci saranno cinque guerre mondiali, decine di terremoti terribili e finiremo divorati..dall’onda che dei cassiopeiadiani hanno profetizzato durante un’ipnosi..per finire inghiottiti da un enorme tzunami. (Tranne i politici e i facenti parte al grande complotto..tra cui spicca anche il mio nome e cognome e non lo sapevo,  ma di questo ne parleremo tra qualche giorno 😀 )

Che dire..siete pronti all’inizio della fine? Chissà..forse questa domanda andrebbe volta non tanto a te, che stai cercando informazioni.. ma a coloro che fin’ora hanno tratto i loro economici vantaggi grazie al timore profuso nel nome di un mondo nuovo, il terrore delle profezie che già nel 2011 sono state sbufalate..dal terremoto previsto a Roma a Maggio,passando  per l’allineamento pianeti con i loro catastrofici effetti (??) e la nostra cara Elenin compresa di tutto ciò che avrebbe già dovuto distruggerci,  fino ad arrivare ai Tre giorni di Buio di fine ottobre (si si..quella profezia che tanti siti hanno riportato come dei ripetitori, ma che poi quando abbiamo chiesto di spiegare cosa pensassero loro stessi di quella bufala,hanno tutti ammesso di non sapere nemmeno cosa avevano scritto…)

P.s.: Se il 22/12/2012 la razza umana dovesse essere ancora presente su questa nostra terra, non azzardatevi a tirare un sospiro di sollievo..primo perchè significa  che non eravate pronti al “salto dimensionale” (si si quello che ad un certo punto vi diranno “è già avvenuto! 😀 ) e quindi siete indegni, visto che di tempo ne avete avuto.. secondo motivo per cui non dovete stare tranquilli: non sapete ancora che da quel giorno si comincerà a parlare di cosa avverrà nel 2036.

Il medioevo non finirà mai.

Buon Anno (Sgrat..sgrat..)