Archivio mensile:agosto 2011

Uragano Irene Diventa Tempesta Tropicale

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30/08/2011: la tempesta tropicale arriva nel vermont, sale il bilancio delle vittime a 35.

29/08/2011: Ecco tutti i numeri dell’uragano Irene che si e’ abbattuto sulla costa est degli Stati Uniti.
9 gli Stati dell’East Coast in cui e’ stato dichiarato lo stato di emergenza.
15 il bilancio provvisorio delle vittime.
4 milioni le persone rimaste senza luce, di cui 90.000 a New York e 300.000 a Washington.
10.000 voli nazionali e internazionali cancellati dalle compagnie aree da sabato.
370.000 cittadini di New York evacuati.
Un milione di cittadini amricani evacuati.
5.300 newyorkesi ospitati nei rifugi allestiti nella Grande Mela.
raffiche di vento a 120km/h nella notte hanno sferzato New York.
20 ore di pioggia battente che ha flagellato Manhattan.
onde di 10 metri abbattutesi sulla costa di Long Beach.
35 miliardi dollarigià sborsati dagli Usa nel 2011 per i danni causati da calamita’ naturali.  (Fonte: MeteoWeb)

27/08/2011: Uragano Irene raggiunge le coste del North Caroline, alle ore 01.10 del 28/08 i morti salgono a 6. L’uragano ha perso attività scendendo di categoria (ora è a categoria 2) ma rimane una forte tempesta tropicale con forti precipitazioni.Qua la situazione attuale in North Carolina attraverso degli screenshot effettuati. Un milione i cittadini USA senza elettricità, 370 Mila persone evacuate, chiusi gli aereoporti interessati

La stessa strada dieci minuti dopo:

26/08/2011:  l’uragano Irene acquisisce sempre piu forza. Si pensa all’evacuazione della città di new york dopo che il ciclone ha letteralmente spazzato le Bahamas. Il sindaco di New York Invita i cittadini a prepararsi al peggio.
La città, ha detto Bloomberg, si sta “preparando al peggio”, allestendo rifugi e testando i generatori di corrente degli ospedali e delle maggiori agenzie di pronto intervento. I newyorkesi, ha detto il sindaco, devono dal canto loro tenere pronta una borsa con medicinali, acqua e generi di prima necessità. Anche il governatore dello stato di New York Andrew Cuomo ha ordinato all’ufficio per la gestione delle emergenze di tenersi in allerta: a rischio sono anche i famosi Hamptons, luogo di villeggiatura dei ricchi e famosi, a Long Island.Ha un diametro di oltre 800 chilometri, pari a un terzo della costa Atlantica degli Stati Uniti, l’uragano Irene: lo dimostrano i dati piu’ recenti rilevati dai satelliti e resi noti dalla Nasa, mentre l’allerta per l’arrivo dell’uragano si estende lungo tutta la costa settentrionale degli Usa.

Nel frattempo, sulla zona piu’ orientale dell’Atlantico si sta formando un altro ciclone, molto piu’ piccolo, una depressione tropicale di livello 10 che non dovrebbe minacciare le coste: la notevole differenza tra i due fenomeni e’ ben visibile nelle immagini inviate a Terra dal satellite Goes-13.

 

25/08/2011: L’uragano Irene ha provocato almeno due morti e quattro feriti a Haiti. L’uragano ha causato inondazioni in molte localita’ di Haiti e danneggiato e spazzato via molte case. L’allerta e’ ora scesa ma il livello di vigilanza resta elevato nel nord di Haiti che si trova ad affrontare ”la minaccia di forti piogge, venti, frane del terreno e inondazioni”. Le autorita’ sanitarie sono preoccupate per un eventuale nuovo aumento di casi di colera. L’uragano si sta dirigendo verso la costa orientale degli Stati Uniti lasciandosi dietro una scia di danni molto ingenti anche su alcune delle isole sud-orientali dell’arcipelago delle Bahamas. (Fonte Meteoweb)

Clima: ridisegnato il sistema di correnti nord atlantiche, il North Icelandic Jet

EclisseForum.it propone la lettura di questo bellissimo articolo in cui viene data la notizia della scoperta relativa ad una nuova corrente denominata ‘North Icelandic Jet’ (Flusso Nord Islandese) la quale avrebbe un ruolo determinante nel garantire l’equilibrio climatico dell’Europa e dell’America del Nord. Ne parla uno studio pubblicato su Nature Geoscience. (Articolo tratto da Zeroemissioni.eu). Ringraziamo Zeroemissioni.eu per il bellissimo articolo pubblicato

La scoperta di un nuovo sistema di circolazione oceanico al largo dell’Islanda, finora sconosciuto, da parte di un team internazionale di studiosi, guidato dal Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI), getta nuova luce sul complesso meccanismo di correnti marine dell’Atlantico del Nord in grado di influenzare il clima nell’emisfero settentrionale del pianeta. La nuova corrente denominata ‘North Icelandic Jet’ (Flusso Nord Islandese), di cui parla un articolo pubblicato su Nature Geoscience, avrebbe un ruolo determinante nel garantire l’equilibrio climatico dell’Europa e dell’America del Nord.

Dalle analisi degli studiosi emerge infatti che il Flusso Nord Islandese costituisce un componente chiave dei flussi oceanici nord-atlantici, estensione della Corrente del Golfo in grado di mitigare il clima dei paesi nord europei e nord americani che si affacciano sull’Oceano Atlantico con un’influenza che si estende fino alla Scandinavia e oltre. Com’è noto questo potente flusso oceanico funziona come un nastro trasportatore in grado di spostare un’enorme massa di acque calda garantendo la distribuzione del calore nelle regioni settentrionali del pianeta. L’acqua calda proveniente dal Golfo del Messico attraversa l’Atlantico tramite un complesso sistema di correnti per poi raffreddarsi in prossimità del circolo polare artico e inabissarsi. Il Flusso Nord Islandese – spiega Robert S. Pickart, uno dei responsabili della ricerca  – “è un elemento fondamentale per la circolazione delle acque fredde nel Nord Europa” al punto che una modifica del suo funzionamento dovuto a un aumento ad esempio di acque fredde e dolci provenienti dallo scioglimento dei ghiacciai potrebbe alterarne la funzione producendo a sua volta un’alterazione dei movimenti marini di ridistribuzione del calore. Sono già alcuni anni, del resto, che gli studiosi avvertono che le correnti oceaniche responsabili della regolazione del clima si stanno lentamente spostando più in profondità: il rischio è che venga meno la funzione di mitigazione climatica, vitale per l’emisfero nord. “I risultati di questo studio – osserva Eric Itsweire, della U.S. National Science Foundation che ha finanziato la ricerca – ci permettono di mettere a punto strumenti previsionali molto più efficaci sulla circolazione oceanica in grado di calcolare meglio gli effetti dei cambiamenti climatici.” (f.n.)

By Elhoah: Islanda, quando il popolo sconfigge l economia globale

Mettiamo all’attenzione dei nostri lettori questo bellissimo articolo postato da Elhoah all’interno del Forum. La discussione potrete trovarla al seguente link: vai al forum

 Islanda, quando il popolo sconfigge l’economia globale

 

L’hanno definita una ‘rivoluzione silenziosa’ quella che ha portato l’Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell’intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione.

Oggi vogliamo raccontarvi una storia, il perché lo si capirà dopo. Di quelle storie che nessuno racconta a gran voce, che vengono piuttosto sussurrate di bocca in orecchio, al massimo narrate davanti ad una tavola imbandita o inviate per e-mail ai propri amici. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.

L’Islanda. Già, proprio quel paese che in pochi sanno dove stia esattamente, noto alla cronaca per vulcani dai nomi impronunciabili che con i loro sbuffi bianchi sono in grado di congelare il traffico aereo di un intero emisfero, ha dato il via ad un’eruzione ben più significativa, seppur molto meno conosciuta. Un’esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito.

Ma procediamo con ordine. L’Islanda è un’isola di sole di 320mila anime – il paese europeo meno popolato se si escludono i micro-stati – privo di esercito. Una città come Bari spalmata su un territorio vasto 100mila chilometri quadrati, un terzo dell’intera Italia, situato un poco a sud dell’immensa Groenlandia.

15 anni di crescita economica avevano fatto dell’Islanda uno dei paesi più ricchi del mondo. Ma su quali basi poggiava questa ricchezza? Il modello di ‘neoliberismo puro’ applicato nel paese che ne aveva consentito il rapido sviluppo avrebbe ben presto presentato il conto. Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostrano Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.Così, se da un lato crescevano gli investimenti, dall’altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci pensò la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona sull’euro – che perse in breve l’85 per cento – non fece altro che decuplicare l’entità del loro debito insoluto. Alla fine dell’anno il paese venne dichiarato in bancarotta.

Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che accordò all’Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici. Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano.

A gennaio, un presidio prolungato davanti al parlamento portò alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perché fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l’Unione Europea proponevano allo stato islandese di di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo. Vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l’unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che già si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.

Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra che, pur condannando il modello neoliberista fin lì prevalente, cedette da subito alle richieste della comunità economica internazionale: con una apposita manovra di salvataggio venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5, 5 per cento.Si trattava di circa 100 euro al mese a persona, che ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati. Einars Már Gudmundsson, un romanziere islandese, ha recentemente affermato che quando avvenne il crack, “gli utili [delle banche, ndr] sono stati privatizzati ma le perdite sono state nazionalizzate”. Per i cittadini d’Islanda era decisamente troppo.

Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos’altro invece si riaggiustò. Si ruppe l’idea che il debito fosse un’entità sovrana, in nome della quale era sacrificabile un’intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un manipoli di banchieri e finanzieri. Si riaggiustò d’un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.

Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiutò di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.

La comunità internazionale aumentò allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l’isolamento dell’Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verrà impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivò a dichiarare che avrebbe adottato contro l’Islanda le classiche misure antiterrorismo: il congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi. “Ci è stato detto che se rifiutiamo le condizioni, saremo la Cuba del nord – ha continuato Grímsson nell’intervista – ma se accettiamo, saremo l’Haiti del nord”.A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelò immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermò. Nel frattempo, infatti, il governo – incalzato dalla folla inferocita – si era mosso per indagare le responsabilità civili e penali del crollo finanziario. L’Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l’Islanda.

In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Quella vecchia risaliva a quando il paese aveva ottenuto l’indipendenza dalla Danimarca, ed era praticamente identica a quella danese eccezion fatta per degli aggiustamenti marginali (come inserire la parola ‘presidente’ al posto di ‘re’).

Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un’assemblea costituente composta da 25 cittadini. Questi furono scelti, tramite regolari elezioni, da una base di 522 che avevano presentato la candidatura. Per candidarsi era necessario essere maggiorenni, avere l’appoggio di almeno 30 persone ed essere liberi dalla tessera di un qualsiasi partito.

Ma la vera novità è stato il modo in cui è stata redatta la magna charta. “Io credo – ha detto Thorvaldur Gylfason, un membro del Consiglio costituente – che questa sia la prima volta in cui una costituzione viene abbozzata principalmente in Internet”.Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte. Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. La costituzione scaturita da questo processo partecipato di democrazia diretta verrà sottoposta al vaglio del parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni.

Ed eccoci così arrivati ad oggi. Con l’Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene generalmente propagandato come inevitabile. Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione.

Lo sappiano i cittadini greci, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l’unica soluzione. E lo tengano a mente anche quelli portoghesi, spagnoli ed italiani. In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale. Per questo nessuno racconta a gran voce la storia islandese. Cosa accadrebbe se lo scoprissero tutti?

 

Indagine su Sitchin: La cosiddetta tavoletta TE

EclisseForum.it vi offre questo splendido contributo, tratto direttamente dal nostro forum, che rappresenta un ulteriore passo avanti per capire chi era Zecharia Sitchin e come operava. Dopo l’intervista al prof. Verderame su temi analoghi, e il dibattito che ne è seguito, un altro tassello di ConoScienza Condivisa nel campo dell’archeologia.

Tutto lo staff di EclisseForum.it ringrazia l’autore di questo contributo, l’utente Lugalbanda, per la passione e la preparazione che ha dimostrato.

Simplicio

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«Ernst Weidner (Der Tierkreis und die Wege am Himmel) scoprì che, oltre alla via di Anu e alle sue dodici costellazioni zodiacali, alcuni testi parlavano anche della “via del Sole”, composta anch’essa da dodici corpi celesti: il Sole, la Luna e altri dieci. La riga 20 della cosiddetta tavola TE affermava: «naphar 12 sheremesh ha.la sha kakkab.lu sha Sin u Shamash ina libbi ittiqu», significa: «in totale, 12 membri [stanno nella fascia] a cui appartengono il Sole e la Luna, e dove orbitano i pianeti».» – Il pianeta degli dei, p. 255

Se si naviga sul web e si digita K. 3558 troviamo che un sostenitore di Sitchin, afferma che la frase naphar 12 sheremesh ha.la sha kakkab.lu sha Sin u Shamash ina libbi ittiqu è tratta dalla tavoletta K. 3558, cosa non vera, tra l’altro risulta non vero nemmeno quanto dice Sitchin in quanto la Tavoletta-TE consta solo di 12 righe, la frase infatti è tratta da un altra tavoletta ritrovata ad Uruk.

L’articolo di Weidner è presente nell’opera Archiv für Orientforschung, vol. 7 (1931/32), pp. 170-178. Sitchin afferma che la frase «naphar 12 sheremesh ha.la sha kakkab.lu sha Sin u Shamash ina libbi ittiqu» corrisponde al rigo 20 della cosiddetta tavoletta TE, questo è stato il primo grossolano errore di Sitchin in cui mi sono imbattuto. La tavoletta TE è conosciuta sia come BM 77824 che come 85-4-30,15 [LINK]

Qualcuno ha obbiettato che da nessuna parte della pagina linkata è specificato che la BM 77824/ 85-4-30, 15 e la tavoletta TE fossero la stessa , io l’ho invitato ad andarsi a vedere la bibliografia di riferimento:

Weidner, Ernst F, Handbuch der babylonischen Astronomie, XXIII,1, 1915, p.121

Kugler, Franz Xaver, Sternkunde und Sterndienst in Babel. I. Buch: Babylonische Planetenkunde, 1907, p. 228ss

Leichty, Erle; Finkelstein, J J; Walker, C B F, Catalogue of the Babylonian Tablets in the British Museum, volume VIII: Tablets from Sippar 3, 1988, p. 117

Due testi su tre sono reperibili sul web, quelli di Kugler e Weidner che utilizzano la classificazione 85-4-30, 15. Il testo di Leichty, Finkelstein e Walker è un catalogo, in esso si può leggere che la tavoletta BM 77824 è classificata anche come 85-4-30, 15, ma per chi è allergico ai testi stranieri sono riuscito a trovare anche un riferimento in italiano:

«La tavoletta 85,4-30,15 fu pubblicata da T.Pinches in Academy, 4 Nov. 1893 e fu detta “Tavoletta TE” proprio perché il determinativo kakkabu è scritto sempre TE.» – Giovanni Schiaparelli: storico della astronomia e uomo di cultura, ed. Mimesis, p. 74 nota 28

Due parole sulla tavoletta TE.

Essa risale all’incirca al 500 a.C. ed è scritta in cuneiforme accadico in un totale di 12 righe, 8 davanti e 4 sul retro, Weidner in Handbuch der babylonischen Astronomie, vol. 1, p. 121 ci riporta sia la traslitterazione che la traduzione:

1. kakkab am KU-MAL = Ariete
2. kakkab Kakkabu kakkab GU-AN-NA = Pleiadi, Toro
3. kakkab SIB-ZI-AN-NA kakkab MAS-TAB-GAL-GAL = Orione, Gemelli
4. kakkab AL-LUL = Cancro
5. kakkab UR-GU-LA = Leone
6. kakkab ES-SIX = Vergine
7. kakkab Zi-ba-[ni-tu] = Bilancia
8. kakkab GIR-TAB = Scorpione
9. kakkab PA-BIL-SAG = Sagittario
10. kakkab SUHUR= Capricorno
11. kakkab Gu-La = Acquario
12. kakkab DIL-GAN kakkab Rikis nuni = Balena, Pesci

Come si può vedere in questo testo non ce traccia ne della frase di Sitchin ne di un rigo 20, inoltre Weidner rende kakkab kakkabu (MUL.MUL) letteralmente “Le stelle di stelle” con Pleiadi, se traduciamo questo termine come vuole Sitchin “il corpo celeste che comprende tutti i corpi celesti” o semplicemente “sistema solare” sarebbe del tutto fuori luogo in un semplice elenco di costellazioni.

Comunque, ad onor del vero, va detto che la frase su citata è presente nell’articolo di Weidner ma è riferita ad un altro reperto, infatti dopo aver trattato brevemente la tavoletta TE passa a commentare la tavoletta AO 6483 che l’autore trae dal testo di Thureau-Dangin Tablettes d’Uruk, volume 6, n. 14 [LINK], Weidner dopo aver riportato succintamente la traduzione delle linee 14-19, contenente un elenco di dodici costellazioni dello zodiaco, afferma:

«Subito dopo questa enumerazione, risulta che (linea 20): naphar 12 šere.meš HA.LA ša kakkab.lu ša d.sin u d.šamaš ina libbi.bi ittiqu.meš, “in totale 12 membri, parti dello zodiaco, in cui si muovono la luna e il sole”»

Se confrontiamo le due traduzione:

Weidnertotale 12 membri, parti dello zodiaco, lungo cui si muovono la luna e il sole

Sitchinin totale, 12 membri a cui appartengono il Sole e la Luna, e dove orbitano i
pianeti

l’unica convergenza che hanno è sul “totale di 12 membri”, per il resto sono assolutamente divergenti.

Giovanni Pettinato descrive il testo TCL VI 14 (AO 6483) nel suo libro La scrittura celeste a pp.296-303, lo definisce un “manuale” per predire il futuro basandosi sulle nascite, e lo suddivide in 5 sezioni:
r. 1-5: Visibilità della Luna nei vari giorni del mese
r. 6-21 Misurazione dello Zodiaco e microzodiaco
r. 22-25: Caratteristiche dei segni zodiacali
r. 27-v. 28: Oroscopi e pianeti
v. 29-38: Oroscopi e stelle fisse

Sia per brevità sia per rimanere sull’argomento mi soffermerò solo sulle linee della parte recto 6-21 e 22-25, in questa parte del testo vediamo che lo scriba suddivide il segno zodiacale dell’Ariete in dodici parti uguali alle quali vengono assegnati gli stessi nomi dei segni zodiacali e nella stessa sequenza, questo microzodiaco è noto anche con il termine greco di Dodekatemoria (dodici parti).

Riporto di seguito la traduzione dei versi eseguita da G. Pettianto:

6) Per trovare […] un segno zodiacale: nel […] di pietra, pianta ,albero,
7) […] porzioni di un solo segno zodiacale riferito al Sole,
8 ) […] porzioni di un solo segno zodiacale riferito alla Luna […],
9) […] Ariete dal suo inizio fino alla fine, fino al toro:
10) giorni corrispondono ad un beru (=30°). Tu devi prendere 2,5 giorni come una porzione,
11) e così otterrai 12 porzioni della costellazione dell’Ariete.
12) Moltiplica 2,30° per 12 che costituiscono il nucleo della costellazione dell’Ariete e così arrivi a 30° come risultato.
13) In 30 giorni si hanno 12 segmenti della costellazione dell’Ariete.
14) I segmento: il suo nome è Ariete; II segmento: il suo nome è Toro;
15) III segmento: il suo nome è Gemelli; IV segmento: il suo nome è Cancro;
16) V segmento: il suo nome è Leone; VI segmento: il suo nome è Vergine;
17)VII segmento: il suo nome è Bilancia; VIII segmento: il suo nome è Scorpione;
18) IX segmento: il suo nome è Sagittario; X segmento: il suo nome è Capricorno;
19) XI segmento: il suo nome è Acquario; XII segmento: il suo nome è Pesci.
20) Totale 12 segmenti della costellazione di Ariete nel mezzo della quale
tragittano il Sole e la Luna. Io te l’ho indicato.

Pettinato così commenta questi versi:

«Sembra proprio che questo sia un documento scritto da un professore che spiega ai suoi allievi il modo di operare per suddividere ogni segno zodiacale in dodici parti. Egli ha fornito il primo esempio, spettava ovviamente agli allievi completare l’intero arco di 360°»

Seguendo la traduzione di Pettinato dei versi successivi 22-25 vediamo come lo scriba tratteggia in modo sintetico il carattere essenziale dei dodici segni zodiacali:

22) La porzione dell’Ariete: morte della sua famiglia. La porzione del Toro: morte in battaglia. La porzione dei Gemelli: morte in prigione.
23) La porzione del Cancro: morte in oceano; longevità. La porzione del Leone: egli diventerà vecchio, egli sarà ricco, variante: cattura del suo nemico personale. La porzione della Vergine: egli sarà ricco; angustia.
24) La porzione della Bilancia: giorni felici; egli morrà a 40 anni. La porzione dello Scorpione: morte per preoccupazioni, morte per destino. La porzione del Sagittario: morte in oceano.
25) La porzione del Capricorno: egli sarà povero, sarà isterico, si ammalerà e morrà. La porzione dell’Acquario: a 40 anni avrà figli; morte per annegamento. La porzione dei Pesci: a 40 anni morrà: lunghi giorni di tenace lavoro.

Ora che abbiamo un idea di cosa dice il testo proviamo ad esaminare meglio il verso 20:

PAP 12 UZU-MEŠ HA.LA ša2 MUL2 LU ša2 d.30 u d.UTU ina lib3-bi DIB-MEŠ uk-tal-lim-ka– [LINK]

Le parole in maiuscolo sono in sumero quelle in corsivo in accadico, Weidner nel suo articolo riporta l’intera linea in accadico tranne la parola HA.LA tralasciando di inserire l’ultima parola uk-tal-lim-ka, forse perché non era indispensabile nello sviluppo del suo articolo:

naphar 12 šere.meš HA.LA ša kakkab.lu ša d.sin u d.šamaš ina libbi.bi ittiqu.meš

Confrontiamo alcune traduzioni di questo verso per la precisione quella di: Pettinato (P), Sachs (Sa), Weidner (W), Pennsylvania Sumerian Dictionary (PSD):

PTotale 12 segmenti della costellazione di Ariete nel mezzo della quale tragittano il Sole e la Luna. Io te l’ho indicato. 

SaTotal: 12 […] of the portion of Aries, in the midst of which the sun and moon pass by. I pointed (them) out to you. 

Traduzione: Totale: 12 […] della porzione di Ariete, in mezzo del quale il sole e la luna passano. Ho chiarito (loro) a voi. 

WInsgesamt 12 Glieder, Teile des Tierkreises, in denen der Mond und die Sonne dahinziehen.

Traduzione: In totale 12 membri, parti dello zodiaco, in cui si muovono la luna e il sole. 

PSDTotal: 12 divided ominous parts of the Hireling which the Moon and the Sun will go through; I have shown (them) to you. 

Traduzione: Totale: 12 parti infauste divise del operaio salariato che la Luna e il Sole passeranno attraverso, ho mostrato (loro) a voi. 

Le differenze che notiamo nelle traduzioni sono da addebitare a due parole UZU-MEŠ e MUL2 LU, vediamo perché:

UZU-MEŠ: Ad A.Sachs sfuggiva l’interpretazione filologica di questo termine presente nelle linee 8, 11, 12, 13 e 20, nell’incertezza lo sostituì nella sua traduzione con […], ritenne dubbiosa l’interpretazione di Weidner che vi lesse šērē (letteralmente: carne, pezzo di carne) e che tradusse con “membri”. Il PSD da come possibili significati di questo termine: carne, presagi dalle visceri, parti infauste; ed è proprio con quest’ultimo significato che traduce il PSD. Pettinato preferisce tradurre con “segmenti”, ma probabilmente potrebbe andar bene anche la traduzione “pezzo di carne” se la si interpreta non in senso letterale ma metaforico in quanto si riferirebbe ai 12 “pezzi della figura celeste” dell’Ariete. Comunque le diverse traduzioni non cambiano sostanzialmente il senso del testo.

MUL2 LU: Weidner ritenne che questo termine fosse un abbreviazione di MUL.LU.MAS in accadico kakkabu.lumasi che significa “zodiaco”, Sachs fece però notare che mul-LU o mùl-LU o semplicemente LU col significato di “Ariete” compare in una dozzina i testi Seleucidi (in particolare da Uruk), incluso il testo presente dove nella linea 22 il contesto impone questo significato. Ad oggi la maggior parte degli studiosi è concorde con Sachs.

Un piccolo chiarimento va fatto sul perché il PSD traduce “Hireling” (operaio salariato o mercenario) al posto di Ariete, utilizzo ancora una volta le parole di Pettinato:

«Il primo segno zodiacale, Ariete, suona in sumerico MUL.LU’.HUN.GA’, reso in semitico agru, «operaio salariato», che ovviamente non ha nulla a che fare con la rappresentazione dell’Ariete. Accogliendo, però, le spiegazioni fornite da A. Ungnad e recepite dagli altri studiosi, la sostituzione di «salariato» con «pecora» è dovuta all’errore di uno scriba che al posto di LU’ «uomo» ha scritto il suo omofono LU che significa Ariete. Su questa scia hanno continuato poi gli studiosi di astrologia babilonesi, i quali hanno equiparato il nome del segno zodiacale con il divino Dumuzi, il pastore per eccellenza. Da qui l’uso costante, in aperto dissenso con il nome originale, dell’Ariete nelle raffigurazioni di tale segno zodiacale» – p. 97

Ora passiamo ad analizzare la traduzione del verso 20 fatta da Sitchin:

In totale, 12 membri a cui appartengono il Sole e la Luna, e dove orbitano i pianeti

Personalmente riscontro 3 errori:

1. Sitchin traduce MUL2.LU con pianeti, probabilmente ritenendo che fosse un abbreviazione di MUL.MUL a cui lui da il significato di sistema solare. A parte il fatto che non esiste riscontro dell’equazione MUL2.LU = MUL.MUL, questa associazione risulta del tutto dissonante con l’intero testo.

2. Il termine DIB.MES (in accadico ittiqū che deriva da etēqu) viene tradotto da Sitchin con “orbitano” mentre questi ha tutt’altro significato come ad esempio: attraversare, passare su, passare da, passare attraverso, procedere, incrociare. Il corrispettivo di “orbitare” non esiste ne in sumerico ne in accadico, però se lo scriba voleva intendere ciò potevano usare un termine che esprimesse un concetto simile, come saharu che ad esempio significa “girare intorno”.

3. Forse il più grave in quanto sembra fatto apposta per poter dare alla frase il significato che si voleva, quest’errore consiste nello scambio dei soggetti precisamente i “pianeti” e il “Sole e la Luna. Proviamo a fare una traduzione interlineare per rendercene conto:

PAP 12: totale 12; UZU-MEŠ: membri, segmenti, parti infauste; HA.LA: divise; ša2: della; MUL2 LU: Ariete, ša2: che; d.30: la Luna, u: e; d.UTU il Sole; ina: nel; lib3-bi: dentro, mezzo; DIB-MEŠ: vanno attraverso.

La traduzione letterale del verso suonerebbe pressappoco così:

Totale 12 membri divisi dell’Ariete che la Luna e il Sole nel mezzo vanno attraverso

che potremmo sintetizzare:

Totale 12 membri dell’Ariete che la Luna e il Sole nel mezzo attraversano

ora se traduciamo come fa Sitchin MUL2.LU con “pianeti” e DIB.MEŠ con “orbitano” avremo:

Totale 12 membri dei pianeti che la Luna e il Sole nel mezzo orbitano

Chiaramente la traduzione non va, vanno apportate delle modifiche, scambiare i soggetti:

Totale 12 membri della Luna e il Sole cui i pianeti nel mezzo orbitano

da qui alla traduzione finale di Sitchin il passo è breve:

In totale, 12 membri a cui appartengono il Sole e la Luna, e dove orbitano i pianeti

Inoltre riguardo all’affermazione di Sitchin:

«alcuni testi parlavano anche della “via del Sole”, composta anch’essa da dodici corpi celesti: il Sole, la Luna e altri dieci »ebbene nell’articolo di Weidner, che pure parla della “via del Sole”, non ce scritto niente del genere anche se Sitchin in modo subdolo cerca di farlo credere, aggiungo che non esiste nessun testo antico o di studioso moderno che affermi che la “via del Sole” è composta dal Sole, la Luna e altri 10 “corpi celesti”. Sitchin semplicemente mente sapendo di mentire.

Concludendo: la traduzione di Sitchin risulta del tutto improponibile sia a livello filologico che del contesto. Sitchin è reputato dai suoi fans un grande studioso indipendente il quale è riuscito a scovare materiale che studiosi accademici a volte hanno difficoltà a reperire, sembra però che Sitchin dopo aver reperito l’articolo di Weidner del 1930, dove la tavoletta AO 6483 è trattata marginalmente, e dopo aver confusa quest’ultima con la tavoletta TE (forse aveva poca dimestichezza con il tedesco), gli sia sfuggito un noto articolo di A. Sachs Babylonian Horoscopes ben più recente (1952) e ben più articolato ed esplicativo, visto che oltre ai suoi commenti veniva riportata l’intera traduzione del testo. Se si pensa che il libro di Sitchin Il dodicesimo pianeta è stato pubblicato per la prima volta nel 1976, la sua risulta una vera è propria mancanza, io però credo che Sitchin, da persone intelligente qual’era, abbia volutamente ignorato Sachs per evitare di giustificare l’ingiustificabile.

 

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Astronomia, Materia ed Energia Oscura – Eclisseforum incontra Margherita Hack

Eclisseforum.it  ha intervistato il Prof. Emerito Margherita Hack, astrofisica e divulgatrice scientifica italiana, ponendo domande relative a spazio, fisica, materia e antimateria e sull’esistenza di relazioni tra attività solare e ambiente terrestre. Ringraziamo pertanto il Prof. Emerito Margherita Hack per aver considerato  e avvalorato il serio presupposto divulgativo di EclisseForum.it, rispondendo con la professionalità che la contraddistingue a domande poste dal nostro staff e regalandoci in questo modo un eccellente momento di ConoScienza Condivisa.

Fabio Mortari

 L’astronomia e il Viaggio intestellare, La materia e l’antimateria, l’energia oscura e la materia oscura.Margherita Hack risponde a EclisseForum.it

LA MECCANICA QUANTISTICA E IL VIAGGIO INTERSTELLARE 

_Visto le distanze enormi che ci sono nello spazio, è impossibile pensare di fare viaggi fuori dalla nostra stella utilizzando i metodi che si basino sulle regole della fisica classica. Lei crede che in un futuro la meccanica quantistica e la relatività permetteranno di superare tale limite permettendo quindi viaggi su lunghe distanze in tempi brevi?

M.H.:  No penso proprio di no perchè le regole della meccanica quantistica si applicano alle singole particelle ma non ai sistemi complessi.

_Quindi secondo lei non è possibile avvalersi di queste regole per superare i limiti.

M.H.: Secondo me, no.

I BUCHI NERI E I BUCHI BIANCHI 

_Per quale motivo i buchi neri sono situati al centro delle galassie?

M.H.  I buchi neri sono situati al centro delle galassie perchè quando si forma una galassia, cosi come quando si forma una stella, c’è un ammasso di materia che viene attratta gravitazionalmente e via via  si attrae altra materia e altra ancora se ne aggiunge e così questa massa  collassa verso il centro,  viene compressa a densità enormi e si forma cosi un buco nero. C’è una regione che ha una velocità di fuga superiore anche alla velocità della luce, motivo per  cui si chiama buco nero:  perchè nemmeno la luce può uscire. Quindi, per lo stesso fenomeno, il buco si forma probabilmente anche al centro di una stella che collassa, una supernova.

_Cosa sono i Buchi Bianchi? E ci sono progetti per verificarne l’estistenza?

M.H. I buchi bianchi sono ipotesi. Ci si domanda “dove va la materia che entra dentro il buco nero?”…Qualcuno ha suggerito che questa potrebbe uscire in un altro universo, un buco bianco da cui uscirebbe energia, ma sono ipotesi piuttosto fantascientifiche. Altre risposte vengono però suggerite anche dal presupposto che il buco nero non è eterno. Hawking ha dimostrato che è molto probabile che anche i buchi neri in tempi estremamente lunghi potrebbero evaporare e la materia in esso contenuta, quindi, potrebbe sfuggire.

_Ci sono dei possibili Buchi Bianchi in fase d’osservazione?

M.H.: No, si è cercato di vedere se c’erano delle sorgenti d’energia a cui non corrispondeva nessun oggetto materiale, ma non è stato trovato nulla.

TEORIA DELLE STRINGHE 

_Cosa pensa della teoria delle stringhe?La ritiene una teoria che permetterà di conciliare la meccanica quantistica con la relatività generale?

M.H. Per ora sembra di no, io non sono un teorico, ma c’è molta sfiducia anche da parte dei teorici che questa strada porti da qualche parte.

MATERIA E ANTIMATERIA 

_Da cosa deriva l’asimmetria fra materia e antimateria? E per quale motivo alla fine è la materia ad avere preso
il sopravvento sull’antimateria?

M.H. Si presuppone che questo sia dovuto al fatto che al momento del big bang c’era una grande quantità di particelle elementari e antiparticelle e che contestualmente, in maniera del tutto casuale, ci fosse un miliardo di particelle e “un miliardo meno 1” di antiparticelle per cui tutte le particelle sarebbero annichilite con l’antiparticella, facendo prevalere quel minimo eccelso di materia sull’antimateria. Abbiamo un indizio, anzi due indizi a favore di questa ipotesi e sono:
1) si conosce una particella instabile che si chiama Kaone che ha una vita media di un centomilionesimo di secondo e la cui antiparticella ha una vita media un pò piu breve e quindi sarebbe sopravvissuta alla sua antiparticella
2) L’altro indizio è che nell’universo la densità d’energia è un miliardo di volte superiore alla densità di materia, cioè c’è molta piu energia che materia appunto perchè gran parte della materia sarebbe annichilita con l’antimateria generando energia e sarebbe comunque rimasta un minimo di materia sull’antimateria.

_È possibile che da qualche parte nell’universo vi siano pianeti, stelle o intere galassie composte da antimateria? Nel caso, riusciremmo a distinguerle dalle stelle normali?

M.H. Dunque, osservarle direttamente sarebbe difficile perchè noi osserviamo tramite lo spettro che non rileva antiatomi. Però si può considerare questo: che, se ci fosse antimateria nell’universo per esempio negli ammassi di galassie ci fossero delle antigalassie…beh,  si scontrerebbero facilmente le galassie perchè ci sarebbe molta densità… poi lo stesso accadrebbe negli ammmassi di stelle e non solo, se ci fosse un’antimateria ci potrebbero essere delle antimeteoriti cioè meteoriti fatte di antimateria, che penetrando nella nostra atmosfera darebbero luogo a fuochi d’artificio che non saremmo in grado di osservare

MATERIA OSCURA ED ENERGIA OSCURA 

_Che cosa è la materia oscura?

M.H. La materia oscura è materia che non emette onde elettromagnetiche e questo dimostra che nelle galassie c’è molta piu materia di quella che si vede.

_L’energia oscura è attualmente il metodo più diffuso per spiegare l’accelerazione dell’universo, e per colmare una significativa porzione della massa mancante dell’universo; effettivamente, è l’unica soluzione plausibile x spiegare queste anomalie dell’universo oppure ci sono studi che propongono soluzioni alternative?

M.H. L’energia oscura, appunto,  spiegherebbe l’accelerazione dell’espansione dell’universo.L’energia oscura sarebbe una forma d’energia che s’oppone alla forza di gravità, ma questa teoria ha lasciato dei dubbi perchè si basa sulla misura della distanza tra le galassie;questa misura la si effettua ammettendo che le supernova abbiano tutte lo stesso splendore assoluto.Potrebbe darsi che siccome le supernove piu lontane sono anche quelle che sono osservate piu indietro  nel tempo ( quando anche l’universo era piu giovane) e siccome l’universo è soggetto a evoluzione chimica, noi sappiamo che l’evoluzione chimica dell’universo indica un aumento di elementi pesanti, piu pesanti di idrogeno ed elio. Ora, è plausibile che siccome la composizione chimica influisce sullo splendore intrinseco, potrebbe darsi che la nostra ipotesi in cui si ammette che le lontane supernovae e quelle piu vicine abbiano tutte lo stesso splendore intrinseco sia sbagliata…
Quindi non è sicuro al 100% che esista questa energia oscura.

_Quindi non vi sarebbero studi che propongono soluzioni alternative all’espansione dell’universo?

M.H. No perchè se questa teoria è sbagliata anche l’espansione accelerata non ci sarebbe…sarebbe il risultato delle misure sbagliate. La teoria dell’espansione dell’universo la si basa dalle misure di distanza e di velocità d’allontamento tra le galassie. Se si sbaglia la stima delle distanze tra le galassie, si ottiene un falso dato e potrebbe darsi che l’accelerazione non ci sia.

ATTIVITA' SOLARE E RELAZIONI CON L'AMBIENTE TERRESTRE 

_ Cosa ne pensa dell’attuale situazione solare? ora i maggiori centri di ricerca, hanno ribaltato le loro precedenti osservazioni, decretando l’inizio verso un nuovo minimo..

M.H. Per quanto riguarda l’attività solare c’è il solito minimun decennale e poi non tutti i minimum sono uguali; s’è già visto in passato che c’è stato un periodo in cui praticamente non c’è stata attività, ad esempio nel 1600… questi sono fenomeni di variabilità e non sono una rarità…

_Ci sono secondo Lei correlazioni che legano minimo solare ed attività vulcanica?

No direi proprio di no, l’attività vulcanica no..casomai ci son dei dubbi che il minimo solare possa influire sul clima, però deve essere tutt’ora accertato.

La professoressa Margherita Hack è stata professoressa ordinaria all’Università di Trieste di astronomia, diventando professore emerito dal 1998. Ha diretto l’Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987, portandolo a rinomanza internazionale.Membro delle più prestigiose società fisiche e astronomiche, Margherita Hack è stata anche direttore del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste, è un membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei (socio nazionale nella classe di scienze fisiche matematiche e naturali; categoria seconda: astronomia, geodesia, geofisica e applicazioni; sezione A: Astronomia e applicazioni).Ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro dell’ESA e della NASA. In Italia, con un’intensa opera di promozione ha ottenuto che la comunità astronomica italiana espandesse la sua attività nell’utilizzo di vari satelliti giungendo ad un livello di rinomanza internazionale.Ha pubblicato numerosi lavori originali su riviste internazionali e numerosi libri sia divulgativi sia a livello universitario. Nel 1994 ha ricevuto la Targa Giuseppe Piazzi per la ricerca scientifica. Nel 1995 ha ricevuto il Premio Internazionale Cortina Ulisse per la divulgazione scientifica.In segno di apprezzamento per il suo importante contributo, le è stato anche intitolato l’asteroide 8558 Hack. Ha ottenuto la Cittadinanza onoraria dei comuni di Castelbellino[16] di Medicina[17] e di San Casciano in val di Pesa, oltre ad aver ottenuto nel 1998 la Medaglia d’oro ai Benemeriti della Scienza e della Cultura.

Ringraziamenti:

 EclisseForum.it

Ringrazia pubblicamente il Prof.Emerito Margherita Hack

per questo bellissimo pezzo di ConoScienza Condivisa

 

Fabio Mortari