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Cometa Ison: ecco come osservarla (By Focus.it)

 

La cometa ISON. Foto: Adam Block/Mount Lemmon SkyCenter/University of Arizona

La cometa ISON, scoperta il 21 settembre 2012 dagli astronomi russi Vitali Nevski e Artyom Novichonok quando si trovava a circa 950 milioni di km di distanza dal Sole, al di là dell’orbita di Giove, doveva essere la “cometa del secolo”, ma probabilmente sarà ricordata come la cometa dell’anno 2013.

Quando fu individuata, infatti, la ISON sembrava dover diventare così luminosa da essere visibile di giorno in occasione del suo passaggio in prossimità del perielio (la minima distanza dal Sole). Visto però l’andamento della sua luminosità negli ultimi mesi, questa previsione probabilmente non si avvererà.

È incoraggiante comunque il fatto che il nucleo della cometa, secondo i risultati di uno studio resi noti recentemente, sta rivolgendo uno dei suoi poli dirotazione al Sole. Ciò significa che uno dei suoi emisferi è sempre rivolto in direzione della nostra stella, mentre l’altro rimane in ombra.

Immagine della cometa ISON ripresa dal telescopio spaziale Hubble lo scorso 9 ottobre quando questa si trovava ad una distanza dalla Terra di circa 284 milioni di km. ( NASA/ESA)

La situazione cambierà rapidamente in prossimità del perielio, quando l’emisfero rimasto buio sarà esposto all’intensissima radiazione solare. A questo punto, i ghiacci che sono stati preservati subiranno un’improvvisa e violenta sublimazione, per cui dovremmo aspettarci un improvviso e intenso aumento di luminosità della cometa, che dovrebbe così rispettare le previsioni iniziali e diventare la cometa del secolo.

Ma esiste anche il forte rischio che il passaggio ad una distanza così prossima al Sole e la conseguente fortissima sublimazione dei ghiacci, unita agli stress mareali indotti dall’intensa azione gravitazionale del Sole, possa causare la disgregazione del nucleo cometario, come avvenuto nel caso di altre comete che si sono avvicinate troppo alla nostra stella.

Tutto dipende dalle dimensioni del nucleo, le cui stime attuali lo danno compreso tra 0,5 e 2 km. Secondo i modelli, il limite al di sotto del quale la distruzione è certa e valutato in circa 200 metri.

Come osservarla
Salvo sorprese, la cometa ISON sarà visibile a occhio nudo un pò prima del sorgere del Sole a partire dalla seconda decade di novembre e subire un rapido incremento di luminosità a partire dal 26, raggiungendo il massimo tra il 28 (giorno del passaggio alla minima distanza dal Sole) e il 29, anche se nella quindicina di giorni a cavallo del passaggio al perielio, a causa della sua estrema vicinanza al Sole, sarà di difficilissima osservazione.

Potremo forse vedere la sua coda se questa raggiungerà lunghezze considerevoli. Dovrebbe quindi rimanere ancora visibile a occhio nudo sin verso la metà di gennaio.

Fonte: LINK

Il Gruppo Astrofili Vega

Luglio 2013.

Telefono.

“tuuu…..tuuuu…”

“Pronto?”

“Si buongiorno, sono un astrofilo neofita di rimini. Ho trovato il suo numero su internet sotto consiglio di un signore proprietario di un terreno a Sogliano al Rubicone. Mi ha detto che lei fa parte del Gruppo Astrofili Soglianesi – Vega, e siccome sono in procinto di fare una delle prime uscite in solitaria con il mio telescopio e vorrei recarmi in alta montagna, vorrei chiederle:  Che lei sappia, corro il rischio di incontrare cinghiali?

Ommioddio…l’ho chiesto? si…l’ho chiesto..ok, capisco..non si possono fare telefonate del genere e probabilmente ve la state ridendo, ma uno dei motivi che mi ha spinto a contattare il gruppo astrofili è stato il “pericolo cinghiale”. Perchè sapete…il dubbio di trovarsi da solo, in alta montagna nella totale oscurità correndo il rischio di trovarsi un bel cinghialone alle spalle con sicuro spirito di vendetta per i suoi simili impiattati con ottimo ragù,  mi ha fatto spesso desistere dall’affrontare da solo un certo tipo di uscite. Ma interessante fu la risposta:

Beh, solitamente non capita. I cinghiali sono spesso spaventati e non ho mai avuto incontri ravvicinati nonostante io sia andato spesso da solo in montagna per fare foto al cielo. Normalmente è tutto tranquillo, è per questo motivo che  porto sempre con me un fucile. “

Gli animalisti non me ne vogliano.

E’ cominciato cosi il mio vero rapporto con l’astrofilia. Grazie a un cinghiale ipotetico. Anche dal punto di vista personale capisco che è abbastanza imbarazzante e ben poco romantico affermare che le porte per lo studio e lo sviluppo della passione astronomica mi siano state aperte da un cinghiale. Soprattutto se penso che so..a Galileo con il suo cannocchiale o agli spensierati pensatori romantici moderni che trovano nel cielo un ponte di contatto con l’affascinante mondo dell’infanzia. Nel mio caso, posso dire che se sono venuto a contatto con questo formidabile mondo, lo devo (anche) ad un..cinghiale. Bah…sarà per il fatto che noi romagnoli amiamo tanto questi animali a 4 zampe, soprattutto quando prendono la fisionomia cilindrica tipica dell’insaccato, ma debbo dire che è il tutto ha assunto forme fantozziane non di poco conto. Sealed

Mettiamo da parte lo scherzo…La narrazione di queste esperienze servono per far comprendere come nel mio percorso di astrofilo neofita vi siano due situazioni ben definite: il “prima di aver incontrato gli astrofili dell’associazione Vega” e il “dopo aver incontrato gli astrofli del gruppo Vega”. In un certo senso, venire a contatto con queste persone ha rappresentato il mio “anno zero”, la svolta.

Vedete, quando si affrontano i primi rudimenti di questa incredibile passione, le domande che girano per la testa sono davvero tante. Nel mio piccolo, piu e piu volte ho tentato di risolvere alcuni dubbi affidandomi a forum di settore e il piu delle volte non ho compreso bene le risposte. Altre volte ancora non sono proprio arrivate e i post giacciono nel silenzio. In parte è comprensibile, perchè normalmente chi ha già avuto a che fare con determinate difficoltà raramente ha tempo di spiegare da zero come sono state risolte. Se poi ci mettiamo che spesso gli astrofili hanno anni di esperienza alle spalle e che certe casistiche le hanno vissute innumerevoli volte ecco che spunta una sorta di “dogma della conoscenza”, ove le domande vengono vissute banalmente e si relega la spiegazione dell’ovvio ad atti di schernimento a volte deludenti.

E cosi, grazie al mio timore verso i cinghiali, avvenne il primo incontro con tre dei membri di questo gruppo astrofili. Ci si incontrò alle 17.30, era l’inizio di agosto e mi apprestavo al mio primo vero star party.

Yes, We Can

Quello che piu  mi ha colpito quando sono venuto a contatto con queste persone è stata la naturale predisposizione ad avvalorare lo strumento che posseggo. Chi l’avrebbe mai detto che un “telescopietto” come il mio avrebbe potuto fotografare il cielo? Mi ricordo ancora il primo incontro, mi son trovato in perfetta sintonia con Roberto, Costantino e Filippo che mi hanno aiutato sin da subito a focalizzare concetti basilari. In poco tempo sono riuscito ad imparare un allineamento corretto della mia montatura con innumerevoli suggerimenti sia per quanto concerne il bilanciamento che lo stazionamento.
Altro aspetto che mi ha conquistato letteralmente è stata la competenza e l’umiltà di tutti, in grado di valutare correttamente ogni pregio e difetto di ciò che avevo a disposizione, aiutandomi a fare “di necessità virtù”, ed aprendomi delle possibilità che prima ritenevo vietate.

Per non parlare poi delle numerose uscite con loro che da Agosto ad oggi sono entrate a far parte del mio “diario di bordo”, chilometri e chilometri di chiacchierate, consigli, pareri. E al ritorno, dopo le notti di osservazione, parlare di focali e tabelline per tenersi svegli, per non cedere al sonno. E ogni volta capire qualcosa in piu, fare un passettino piu in la e riorganizzare la propria conoscenza.

Quindi, da astrofilo neofita, ciò che posso affermare in totale certezza è che ci sono incontri che ti cambiano la prospettiva con cui consideri le tue potenzialità: e quando ti ritrovi ad aver a che fare con persone che sono felici di poter scambiare pareri e consigli anche con chi non ha una conoscenza sufficiente della materia, il tutto assume un significato propedeutico di primaria importanza.

Per questo esorto tutti gli astrofili neofiti che mi stanno seguendo a coltivare i rapporti con astrofili esperti, con una raccomandazione: sceglieteli. E se capitate in emilia-romagna, sappiate che dalle parti di Sogliano sul Rubicone c’è un gruppo di persone che, senza bandiere e stendardi altisonanti e lontano dal frastuono dell’ego, è in grado di rendere naturale l’approccio ad uno dei misteri piu entusiasmanti che l’uomo conosca: il cielo

Grazie Ragazzi!

 ..e lasciarsi trasportare verso le stelle…

Condivsione!

 

Star Party

 

Gruppo Astrofili VEGA – Sogliano

Il Cielo del mese di Novembre – Astronomia.com

Prelevo e ripubblico questo articolo da Astronomia.com, per chi volesse programmarsi delle uscite astronomiche. Cool

 

Sole

Sole
Si trova nella costellazione della Bilancia fino al giorno 23, quando entra nello Scorpione.

  • 1 novembre: sorge alle 06:43, tramonta alle 17:04
  • 15 novembre: sorge alle 07:00, tramonta alle 16:49
  • 30 novembre: sorge alle 07:17, tramonta alle 16:40
  • effemeridi complete

la durata del giorno diminuisce di circa un’ora dall’inizio del mese.

3 novembre: ECLISSI TOTALE DI SOLE IN AFRICA E OCEANO ATLANTICO
Si tratta di una eclisse ibrida: inizia come anulare nell’oceano Atlantico occidentale e diventa totale nell’Atlantico centrale. Purtroppo la geometria dell’evento non favorisce molto l’Italia ed in particolare solo la parte meridionale della penisola potrà godere di uno spettacolo parziale. Tutti i dettagli nell’articolo di Pierluigi Panunzi

Luna

Luna
Il giorno 6 alle ore 09:40 la Luna raggiunge il perigeo (365.361 Km di distanza), mentre il giorno 22 alle ore 09:34 si troverà nel punto più lontano dalla Terra nel corso della sua orbita, l’apogeo (405.446 km).

  • Luna Nuova il 3 (ore 12:52)
  • Primo Quarto il 10 (ore 05:59)
  • Luna Piena il 17 (ore 15:18)
  • Ultimo Quarto il 25 (ore 19:30)

sorgere e tramontare:

  • 1 novembre: sorge alle 04:16, tramonta alle 15:48
  • 15 novembre: tramonta alle 04:37 , sorge alle 15:38
  • 30 novembre: sorge alle 04:07, tramonta alle 14:54
  • effemeridi complete

Come ruota la Luna? – di Vincenzo Zappalà

Posizione dei pianeti

Mercurio

Mercurio

Mercurio

Il pianeta inizia il mese in congiunzione con il Sole, pertanto per alcuni giorni è inosservabile. Mercurio tuttavia si allontana velocemente dal Sole avviandosi verso il proprio periodo di miglior visibilità nel cielo del mattino. La massima elongazione (con distanza angolare di 19° 29’ dal Sole) viene raggiunta il 18 novembre. Quel giorno Mercurio sorge 1 ora e 43 minuti prima del Sole. A fine mese questo intervallo di tempo si riduce a poco più di un’ora.

ATTENZIONE: se si usa uno strumento ottico per osservare il pianeta, NON inquadrare MAI il Sole se non si è dotati di apposito filtro. Ciò comporterebbe danni irreparabili alla vista! [Per saperne di più]

Venere

Venere

Venere

Il pianeta più luminoso raggiunge le migliori condizioni di osservabilità serale per l’anno in corso. Il 1° novembre si trova alla massima elongazione dal Sole (alla distanza angolare di 47° 04’). La data non coincide però con il giorno in cui si verifica il massimo ritardo nell’orario del tramonto del pianeta rispetto al Sole, prolungando così il tempo a disposizione per osservarlo ad occidente nelle prime ore della sera. Questo si verifica a fine mese, quando Venere, la sera del 30 novembre, tramonta 2 ore e 51 minuti dopo il Sole. Venere lascia la costellazione dell’Ofiuco e dal 2 novembre lo osserviamo nel Sagittario, dove rimane per tutto il resto del mese. [Per saperne di più]

Marte

Marte

Marte

Prosegue il trend degli ultimi mesi. Gradualmente Marte continua ad anticipare il proprio sorgere, ma il tempo utile per osservarlo cresce lentamente e anche a fine mese lo possiamo riconoscere sull’orizzonte a Est solo intorno alle 2 del mattino. Nelle ultime ore della notte lo si può osservare man mano più alto in cielo in direzione Sud-Est. Marte attraversa la parte finale della costellazione del Leone e il 25 novembre entra nella Vergine. [Per saperne di più]

Giove

Giove

Giove

Con il progressivo anticipo dell’orario in cui sorge Giove, alla fine del mese si giunge ad una sorta di staffetta tra i due pianeti più luminosi. Pochi minuti dopo il tramonto di Venere, Giove sorge ad oriente, sostituendosi al primo nel ruolo di astro più luminoso della volta celeste. E’ quindi possibile osservare Giove per gran parte della notte, inizialmente ad Est, poi culminanate a Sud nelle ultime ore della notte. Il 7 novembre Giove inverte la direzione e inizia a spostarsi di moto retrogrado nella costellazione dei Gemelli, dove rimane per tutto il mese.

Sempre degni di nota i 4 satelliti galileiani (Io, Europa, Ganimede e Callisto), che si mostrano come piccoli puntini bianchi che danzano da un lato all’altro del pianeta sulla linea dell’equatore creando spettacolari configurazioni. [Per saperne di più]

Saturno

Saturno

Saturno

Il 6 novembre si trova in congiunzione con il Sole, pertanto per alcune settimane è del tutto inosservabile. A fine mese ricompare molto basso sull’orizzonte orientale, dove torna ad essere visibile poco prima del sorgere del Sole, vicino a Mercurio, con cui si trova in congiunzione il giorno 26. Saturno si trova ancora nella costellazione della Bilancia. [Per saperne di più]

Urano

Urano

Urano

Dopo l’opposizione del mese scorso, le condizioni di osservabilità del pianeta sono ancora molto favorevoli. Nel corso delle prime ore della notte lo si può individuare mentre culmina alla massima altezza in direzione Sud. In seguito lo si può seguire mentre si abbassa gradualmente verso Sud-Ovest. La luminosità di Urano è al limite della visibilità occhio nudo e per poterlo osservare è necessario l’uso di un telescopio. Il pianeta rimane ancora nella costellazione dai Pesci. [Per saperne di più]

Nettuno

Nettuno

Nettuno

Le ore a disposizione per tentarne l’osservazione si riducono progressivamente. Nella prima parte della notte lo si può ancora individuare a Sud-Ovest, ma avvicinandosi alla mezzanotte si trova ormai troppo basso sull’orizzonte per poterlo inquadrare. E’ infatti indispensabile l’uso del telescopio per poter osservare Nettuno, la cui luminosità è inferiore ai limiti accessibili all’osservazione ad occhio nudo. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo, fino all’anno 2022. [Per saperne di più]

Plutone

Plutone

Plutone

Preso atto della riclassificazione di Plutone a plutoide da parte della IAU (Parigi, Giugno 2008), la nostra rubrica includerà comunque l’osservabilità dell’astro.

L’osservazione del pianeta è sempre più difficoltosa. Plutone è ormai basso sull’orizzonte occidentale, nella costellazione del Sagittario, la stessa in cui troviamo Venere, ed è destinato a rimanerci ancora quasi 10 anni, fino al 2023.

Con la sua magnitudine 14 sono necessari un cielo scuro, una buona carta stellare e almeno un telescopio da 8″ di apertura (200mm). [Per saperne di più]

 

Fonte: LINK

Il Binocolo e L’astronomia

Nel pensiero comune di ogni aspirante astrofilo, si fa strada in maniera preponderante l’utilizzo del telescopio per godersi serate di osservazione. Indubbiamente il telescopio rappresenta uno strumento a lungo andare indispensabile per ottenere alcuni dettagli che altrimenti non potrebbero essere scorti, ma diversamente da come si possa pensare non è strettamente necessario questo strumento per avvicinarsi a questo mondo: tutt’altro.

Innanzitutto, a rigor di disciplina, l’astronomia è fatta in parte di osservazione ed in parte di calcoli. Normalmente un buon astronomo è un ottimo matematico ragion per cui mi giunge notizia che siano diversi gli astronomi che studiano il cielo senza nemmeno guardare all’interno di un telescopio ma basandosi su complessi calcoli.

Non rivolgendomi quindi ad esperti (perchè non lo sono, come ribadito piu volte e come ribadirò in futuro) è mia intenzione “dare la possibilità” a tutti di ragionare in termini piu “home made” e di risparmio, considerando che il periodo economico in cui ci troviamo non è certo dei piu felici.

E’ molto probabile che tutti abbiano in casa uno strumento di utilizzo abbastanza comune, che nasce come strumento per la visualizzazione terrestre ma che può essere utilizzato con enorme soddisfazione e profitto per lo studio della volta celeste: il binocolo.

L’utilizzo del binocolo per astrofilia richiede uno degli sforzi piu banali e meno intuitivi che esistono e cioè puntarlo verso il cielo. Sembra facile ma giusto pour parlèr, nella “scienza” per come la conosciamo oggi, il gesto di puntare il cielo con delle lenti è attribuito storicamente a Galileo il quale “osò” osservare la volta celeste con il cannocchiale, stravolgendo poi le conoscenze di allora investite dell’onorifico quanto terribilmente limitante dogma religioso. Vestiamo quindi i panni del famoso astronomo e facciamo un primo esperimento cercando di osservare gli oggetti di cui abbiamo parlato in precenti articoli: si può tranquillamente iniziare con la Galassia di Andromeda, Le Pleiadi ed Orione e godetevi lo spettacolo.

Che tipo di Binocolo mi serve?

Sinceramente temo questa domanda, ma capisco che vada in qualche modo affrontata. Non essendo un esperto, consiglio di affidarsi a letteratura online che è piena di riferimenti. Per quel che riguarda la mia esperienza, ho avuto modo di provare un binocolo qualsiasi, che mi ha permesso di cercare diversi oggetti per poi ripercorrere  con il cercatore del telescopio gli stessi percorsi di ricerca. Bene o male quindi penso che per cominciare senza spendere dei soldi va benissimo ciò che si ha in casa. Se invece si deve optare per l’acquisto di un binocolo dedicato, consiglio di contattare un centro astrofili e farsi consigliare quello migliore per le proprie esigenze. Il contatto diretto con le associazioni è il passaggio base, meglio della ricerca “fai da te”.

Sugli Ingrandimenti

Sull’utilizzo del binocolo vorrei spendere ulteriori due parole che però verranno poi approfondite nel corso di questi articoletti. Normalmente, chiunque si avvicini all’astrofilia compreso il sottoscritto, ha una certa “propensione” a pensare che ingrandire gli oggetti con lenti e ottiche sempre piu performanti e di maggiore prestazione favorisca una visione dettagliata maggiore e quindi che aumentare gli ingrandimenti permetta di osservare “meglio”. Per quel che riguarda il mondo astrofilo, avvalorare tout court questa considerazione non è sempre efficace e ho avuto modo di testarlo con mano. Infatti, gli oggetti celesti sono si lontanissimi, ma il piu delle volte sono di dimensioni davvero ragguardevoli, si tratta di distanze di miliardi e miliardi di km (..o diversi anni luce..) per attraversarli nella loro interezza.

Ecco quindi che spesso e volentieri per osservare determinati oggetti si rende necessario avere minor ingrandimento, al fine di poter osservare lo spettacolo “tutto intero”. E’ il caso ad esempio delle Pleiadi, che col binocolo offrono una visione mozzafiato, in diversi casi addirittura migliore rispetto al telescopio il quale fornisce troppi ingrandimenti e quindi arriva ad ingrandire troppo l’oggetto mostrando nel proprio campo visivo solo pochissime stelle rispetto ai numerosi astri di cui è composto l’ammasso. Quindi quel bel mucchio di stelline, con troppi ingradimenti si riduce ad essere percepibile come qualche stella l’una vicina all’altra e questo fa perdere una buona parte del proprio fascino.

Anche la Galassia di Andromeda si osserva molto bene con un binocolo, perchè è possibile vederne tutte le estremità, mentre con un telescopio potente il rischio di osservarne solo una metà o ancora meno è molto ampio col risultato di non godersi una visione ottimale dell’oggetto. Quindi, se avete un binocolo in casa: why not?

Cosa Osservare

Quando si tratta di osservare il cielo con un binocolo possiamo scegliere gli oggetti consigliati da tutta la letteratura specifica, che spesso è di buon livello ed elenca oggetti per i quali è preferibile la visualizzazione con questo strumento.

In linea generale, gli oggetti tipici sono rappresentati proprio dagli ammassi globulari e ammassi aperti, insiemi di centinaia di migliaia di stelle tutte ragruppate che si mostrano nella loro completezza quando non vengono ingranditi troppo.

Visto che “ci siamo”, consiglio la visione anche di un ulteriore oggetto: il doppio ammasso di Perseo, che si trova esattamente a metà tra la costellazione di Cassiopea e la costellazione di Perseo…poi ci sarebbe M13 nella costellazione di Ercole…insomma, anche il binocolo dà tantissime opportunità ed è un validissimo metodo di conoscenza. Ultimamente mi capita di non avere tempo a disposizione per mettermi in terrazzo col mio telescopio e fare allineamento e stazionamento e sono questi i momenti in cui “mi diletto” a osservare il cielo con questo strumento. In principio l’ho utilizzato per scovare le costellazioni, essendo spesso il cielo sporcato dall’inquinamento luminoso. Ma col tempo e sotto consiglio di uno degli appartenenti del Gruppo Astrofili Vega di Sogliano, sto imparando ad apprezzare l’immediatezza e le virtu didattiche del binocolo.

Ammasso M13

Ammasso M13

Doppio Ammasso Perseio

Doppio Ammasso Perseo

Ed ecco quindi che nella porzione di cielo Nord Est possiamo osservare già diversi oggetti:

1) Galassia di Andromeda

2) Ammasso doppio del Perseo

3) Pleiadi

4) Doppio Ammasso di Perseo

e se vi capita, una capatina verso la costellazione di Ercole per assaggiare M13

Non male eh? Big Boss

Per concludere, allo scopo di coadiuvare l’utilizzo del binocolo inserisco in questo articolo il file pdf di un libro molto interessante, totalmente free, che aiuta senz’ombra di dubbio a varcare le prime porte dell’astrofilia. Mi ha aiutato non poco, è un libro a cui sono particolarmente affezionato ed il primo che ho letto da quando ho sentito odor di cielo. Il Libro si chiama “Un Binocolo Verso le Stelle” ed è di Mauro Arpino. Non conosco personalmente l’autore, ma se mai capiterà sulle pagine di questo blog vorrei ringraziarlo per il bellissimo lavoro che ha fatto.

Buona Lettura!

Un Binocolo Verso le Stelle – Mauro Arpino

Pioggia di Stelle – Questa sera le Orionidi

Se casomai doveste avere un pò di cielo pulito (cosa che dalle mie parti non capita piu da un mese ndr) c’è un bello spettacolo di stelle cadenti da osservare (senza tricheco): Le Orionidi

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Questa notte tutti col naso all’insù: sono in arrivo le Orionidi, le stelle cadenti autunnali per il loro consueto appuntamento di ottobre.
Quest’anno a godere di questo incantevole spettacolo notturno saranno gli abitanti degli Stati Uniti e dell’Europa, italiani compresi. Complice la totale assenza di Luna, lo sciame di meteore nate dai detriti della celebre Cometa di Halley si presenterà ai nostri occhi con una pioggia di circa 20 stelle cadenti all’ora che attraverseranno rapide, quasi fulminee il cielo con una velocità di circa 66 chilometri al secondo.
Lo sciame delle Orionidi, che si apre a ventaglio dalla stella più luminosa della costellazione di Orione, Betelgeuse, non è il più luminoso, ma sicuramente è uno dei più belli dell’anno.

Fonte: LINK

Osservare a occhio nudo parte IV – Alcuni Oggetti visibili – La Nebulosa di Orione

Concludo questa prima piccola e per nulla esaustiva rassegna di oggetti visibili ad occhio nudo con questa nebulosa molto bella da vedere, e alla portata di tutti gli occhi: la nebulosa di Orione.

Da quando ho cominciato a scrivere questi semplici (e semplicistici) articoli, abbiamo potuto vedere una galassia (Andromeda) ed un ammasso aperto (le Pleaidi). Poteva mancare una nebulosa? Eh no…

La nebulosa di Orione si trova proprio sotto la Cintura di Orione, che sarebbe la “cintura reggipantaloni” del mitico guerriero. La costellazione di Orione si trova a Est della costellazione del Toro ed è facilmente riconoscibile: chiunque, scommetto, avrà osservato nel cielo le tre stelle della cintura che sono famose per essere state associate da alcune teorie al posizionamento delle piramidi egizie.

Vediamo un attimo come si presenta la costellazione, (credits image: Wikipedia):

400px-Orion_guide_it.svgSe guardate nel centro del disegno, ci sono tre stelle allineate una di fianco all’altra. Bene, la nebulosa che andiamo a cercare si trova proprio sotto alle prime due stelle sulla sinistra come nell’immagine che segue (credits: wikipedia):

M42map

Come per la galassia di andromeda, anche questo oggetto a occhio nudo si può riconoscere come uno sbuffettino nel cielo, di tonalità verdognola.

Per quel che riguarda la visualizzazione ad occhio nudo, wikipedia dice che:

La nebulosa è visibile ad occhio nudo anche dalle aree urbane, in cui è forte l’inquinamento luminoso; appare come una “stella” un po’ nebulosa al centro della spada di Orione, un asterismo composto da tre stelle disposte in senso nord-sud, visibile poco a sud della Cintura di Orione. Tale caratteristica nebulosità è ben accentuata attraverso binocoli o telescopi amatoriali.

Sempre relativamente a questa costellazione, c’è da notare che a nord della stessa abbiamo una stella di colore giallo/arancione. Quella è Betelgeuse, una supergigante rossa che pare essere ormai arrivata alla fine del suo viaggio. Cercando in giro nel web, troverete diverse informazioni relative alla morte di questa stella che appare ormai prossima. Betelgeuse concluderà quindi il suo ciclo con un bel botto che darà origine ad una Supernova di tipo II.Attualmente vi è molta incertezza relativamente alla sua fine, alcuni sostengono che essa finirà il suo ciclo di vita tra qualche migliaio di anni, altri ancora invece collocano l’evento ad una distanza di milioni di anni. Infine, essendo la distanza della stella pari a oltre 450 anni luce dalla terra, c’è chi sostiene che essa sia già “passata a miglior vita” e che ancora dobbiamo scorgerne gli effetti dal nostro pianeta. A prescindere da questo, vale comunque la pena soffermarsi un attimo a guardarla per salutarla, forse, per l’ultima volta. 😀

 

Buon cielo!

Osservare a occhio nudo parte III – Alcuni Oggetti visibili – Le Pleiadi

Dopo aver dimostrato che il nostro occhio può vedere fino a due milioni e mezzo di anni luce, vediamo di avvicinarci un pò ed esplorare un altro oggetto molto interessante.

Quello che vado a scrivere è quindi un articolo molto breve, perchè sono certo che già diversi le sappiano risconoscere: LE PLEIADI o M45 se vogliamo utilizzare la nomenclatura del catalogo Messier

Le pleiadi fanno parte degli oggetti denominati “ammassi aperti” e sono parecchio vicine alla nostra terra: 440 anni luce. Quindi, come è ovvio sapere, le vediamo oggi come erano 440 anni fa.

Le pleiadi le possiamo trovare partendo da piu punti del cielo, infatti si trovano a metà tra ben tre costellazioni: la costellazione di Perseo, quella dell’Auriga e quella del Toro, come indicato nell’immagine sottostante

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Siccome abbiamo precedentemente parlato di Cassiopea, che possiamo trovare in seguito alla ricerca della stella polare o per scovare la galassia di Andromeda (tra l’altro è utilissima anche per allineare la montatura del telescopio) tantovale partire da li.

Si osserva Cassiopea, si scende attraverso Perseo e ci si muove un pò verso Est.

Altro esempio per raggiungerle è questo Jpg che ho creato:

pleiadi

Le pleaidi sicuramente avrete avuto già modo di osservarle a occhio nudo. Risultano come una piccola area di cielo dove, osservando con attenzione, si possono scorgere alcune stelline e una certa nebulosità sul verdognolo.

Citando Wikipedia:

Le Pleiadi (conosciute anche come le Sette sorelle, la Chioccetta o con la sigla M45 del catalogo di Charles Messier) sono un ammasso aperto visibile nella costellazione del Toro.[5] Questo ammasso, piuttosto vicino (440 anni luce),[2] conta diverse stelle visibili ad occhio nudo; anche se dagli ambienti cittadini solo cinque o sei delle stelle più brillanti sono visibili, da un luogo più buio se ne possono contare fino a dodici.

Ecco piu o meno come si possono osservare a occhio nudo sotto cieli puliti:

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Non mi dilungo ulteriormente sulla tipologia dell’oggetto o altri dati tecnici, in quanto ho intenzione poi di fare degli approfondimenti a mano a mano che farò le prime foto.

Le pleiadi sono osservabili comodamente durante tutto l’inverno. Risultano invece un pò piu scomode cercarle in estate in quanto sorgono a notte fonda o alle prime luci del mattino.

Intanto, buona ricerca. Big Boss