Archivio mensile:maggio 2013

Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – I Punti Salienti: I Tunnel di Ravne – Parte I

1. Introduzione – LINK

1.1 Lettera aperta al direttore del SBRG – LINK

2. I Protagonisti: la Fondazione – LINK

2.1. I Protagonisti: Semir Osmanagic: l’Indiana Jones bosniaco – LINK

2.2  I Protagonisti: Il gruppo SBRG – LINK

2.3  I Protagonisti: Paolo Debertolis – LINK

3.1  I Punti Salienti: Le Piramidi – LINK

3.2  I Punti Salienti: La Voce delle  Piramidi – LINK

3.3 I Punti Salienti: Il Caso “Mike Tate” – LINK

 

I Punti Salienti: I Tunnel di Ravne – Parte I

In attesa di poter rileggere in forma cartacea il libro che Paolo Debertolis ha scritto sulla sua esperienza con le piramidi bosniache, riprendiamo la nostra inchiesta dal punto in cui si era interrotta.

Parleremo infatti dei Tunnel di Ravne, delle misteriose strutture scavate su una collina nei pressi di Visoko, che si dice siano state costruite usando un portentoso materiale artificiale, migliore del calcestruzzo, e al cui interno pare che sia possibile trovare strani megaliti, antiche tombe semoventi,  spiritelli antichissimi, incredibili suoni e misteriose lampade.

I tunnel di Ravne sono una serie di cunicoli scavati nella roccia all’interno di una collina nei pressi di Visoko. Si tratta di una rete estesa alcuni chilometri, con parecchie ramificazioni.  A detta di Osmanagich e di altri pseudo scienziati coinvolti nei lavori, questi tunnel dovrebbero consentire l’accesso a tutte le piramidi del complesso della valle di Visoko, oltre ad essere una struttura a se stante, dotata di particolari caratteristiche costruttive e mistiche.

Mappa dei Runnel di Ravne. Fonte: Piramidasunca.ba

Mappa dei Runnel di Ravne. Fonte: Piramidasunca.ba

Una nota costante in tutto il complesso è la presenza di acqua. Alcuni tunnel ne sono quasi sommersi, in altri è possibile farla affiorare scavando solo pochi centimetri nel pavimento.

A tal proposito, i lavori di scavo della Fondazione all’interno dei tunnel, hanno portato alla rimozione di alcune condotte interrate, probabilmente in amianto, che erano state costruite in epoca recente dai minatori che hanno lavorato nel “labirinto”. Questa frettolosa rimozione, ha reso molto complicato il drenaggio dell’acqua all’esterno dei tunnel, causando non pochi problemi ai lavori di scavo, come vedremo in seguito.

I tubi rimossi dai tunnel di Ravne. Foto R. Hoyle

I tubi rimossi dai tunnel di Ravne. Foto R. Hoyle

Un aspetto molto importante della questione, riguarda due temi tra loro intrecciati: il modo di condurre i lavori e la sicurezza degli operai.

Buona parte dei tunnel sono infatti stati oggetti di attività di scavo, portate avanti principalmente dalla fondazione Piramidi Bosniache. Ma perché questi scavi? I tunnel non erano semplicemente da esplorare? Pare di no, poiché alcuni tratti erano chiusi da diaframmi di terra o pietra, altri sono stati allargati e altri ancora praticamente riscavati ex novo. Ricercando sul web notizie di questi scavi e del modo in cui sono stati condotti,  ci siamo imbattuti in moltissime segnalazioni riguardo al fatto che la Fondazione Piramidi Bosniache, abbia condotto gli scavi in modo poco scientifico e disordinato, dimostrando ancora una volta un’attenzione rivolta principalmente allo sfruttamento turistico e mediatico della struttura, piuttosto che al lato serio e rigoroso.

Per un certo periodo, al gruppo SBRG è stato permesso di svolgere delle ricerche al’interno dei tunnel di Ravne, con ampia libertà di manovra e alcuni dei commenti dei membri di questo gruppo sono rivelatori in tal senso, nonostante alcuni di loro non abbiano le competenze specifiche per giudicare questo tipo di lavoro.

Paolo Debrtolis 01/09/2010

Nel tunnel di Ravne dove operano primariamente per favorire l’accesso ai turisti, le scelte fatte dalla Fondazione appaiono, invece, sragionate.

 

Paolo Debrtolis 03/10/2010

Hai perfettamente ragione su tutto andyvent, ma visto che conosci la situazione devi ammettere che la scelta di alzare il soffitto dei tunnel per scavalcare il lago per favorire l’accesso significa alterare la dinamica di circolazione d’aria di quel elaborato sistema di condizionamento. Come, per altro, non aver rimosso quel muro di pietre a secco, sempre per motivi turistici, che dava la possibilità di aggirare il lago, è stata una scelta sbagliata.

 

Paolo Debrtolis 25/02/2011 (a proposito di un crollo avvenuto nei tunnel)

Il crollo è dovuto al fatto che avevano aperto la normale morfologia del tunnel all’inizio della nuova sezione per piazzarci, credo, dei puntelli di sicurezza (la forma della galleria è ad ogiva e non lo permette) e avere più spazio per muovere la pompa, ma hanno tolto troppo conglomerato e gli è venuto giù un bel po’ di roba (un tipico esempio di archeologia distruttiva). Purtroppo ogni tanto gli operai fanno le cose di testa loro e non dicono nulla a nessuno per farti trovare di fronte al fatto compiuto, un po’ come quando fanno dei lavori di ristrutturazione a casa tua e non ti dicono niente. Poi allagano la casa del vicino. Lì non è diverso.

 

Le stesse impressioni e gli stessi pareri ci sono giunti da molte altre fonti, tra cui alcuni stessi volontari e da altri professionisti che hanno lavorato in loco.

Una delle principali critiche ricorrenti, riguarda il fatto che molti tunnel sono stati allargati, distruggendo quella che poteva essere la struttura originaria, o modificati dalle attività di scavo. Pare che addirittura, per la fretta, si stiano scavando dei condotti nella roccia solida, abbandonando ogni velleità di riportare alle luce la struttura originaria. A parziale discolpa, Riccardo Brett, archeologo della Fondazione, ci ha riferito che sarebbero stati obbligati a rimodellare i tunnel a causa di un decreto del Ministero federale per le Miniere. Fatto ben strano, considerando che la Fondazione afferma che i tunnel di Ravne siano i resti di un’antica civiltà per cui ci si aspetterebbe che venissero trattati come sito archeologico, non come miniere.

Una foto dell'interno dei tunnel di Ravne. Fonte: piramidi.altervista.org

Una foto dell’interno dei tunnel di Ravne. Fonte: piramidi.altervista.org

Dal punto di vista della sicurezza, bisogna innanzitutto dire che gli scavi vengono portati avanti da alcuni operai al soldo della fondazione, ma anche da numerosi volontari, ai quali non è richiesta alcuna  preparazione specifica e che lavorano quindi a loro rischio e pericolo.

L’istruzione che i volontari ricevono ci è stata sintetizzata da Riccardo Brett con queste parole:

Primo tour esplorativo, non solo come turisti ma con i dettagli generali del sito per il lavoro e si, diciamo un breve “corso propedeutico” che si sviluppa con l’andare dei giorni di lavoro e le riunioni.

Preparazione ogni sera di raccolta dati e organizzazione per il giorno seguente delle squadre e dei compiti.

Briefing la mattina con i capo squadra e briefing dei capo squadra prima di iniziare a lavorare con l’archeologo presente per controllare che tutti i dettagli siano stati compresi.

La prima mattina vengono dati i parametri per lavorare in un modo il più sicuro possibile, assieme alle procedure di emergenza e le regole: queste vengono spesso rimarcate per essere sicuri che vengano rispettate da parte dei volontari. I capi squadra seguono per tutta la durata del giorno di lavoro quello che fanno i volontari… visita a metà o a fine giornata dell’archeologo per controllare l’andazzo, per dare una mano o per vedere i risultati ottenuti alla fine della giornata.

Qui un video che mostra le condizioni e le tecniche di scavo dei volontari all’interno dei Tunnel di Ravne: http://www.youtube.com/watch?v=oR78vYyz1lQ

Numerosi pare che siano stati i crolli, a volte anche con feriti, che avvenuti nei tunnel e parecchi anche gli incidenti, causati da un misto di impreparazione del personale, condizioni di lavoro approssimative e uso di materiali scadenti o inadeguati alle condizioni ambientali.

Chi ha visitato i tunnel, ci ha riferito che è possibile vedere travi marcite, storte o mal puntellate, soffitti instabili e che il rischio di crolli è molto elevato. Nonostante questo però, la Fondazione continua a reclutare volontari che vengono portati a lavorare in un ambiente che non può certo definirsi sicuro.

A conferma di tutto questo, riportiamo ancora una volta le parole di Riccardo Brett:

I tunnel in se e per se sono sicuri. La struttura originale è solida, ha resistito per anni in una zona che, come giustamente è stato puntualizzato, è a rischio sismico. Fatto sta che solo due zone, ad esempio, nella sezione scoperta giugno 2012 sono crollate e di poco, mentre tutti le altre aree erano sgombre. Cosa ci dice questo? Che se ci sono crolli è perchè ci si sta mettendo le mani ora. Cerco di spiegarvi in modo pratico il problema. Il tunnel ha una sua forma originale scavata per essere autoportante, nel momento in cui si allarga il soffitto (per seguire le direttive del Ministero Federale delle Miniere e per facilitare i lavori e le visite dei turisti) quello che accade è l’inevitabile. Si alza il soffitto superando, per ovvie ragioni, zone dove ci sono strati di sabbia e, tornati allo strato di conglomerato, non sempre questo si presenta “umido” o solido a sufficienza per essere stabile. Di conseguenza, quando poi si va a mettere su le famose impalcature di legno le quali, lasciando perdere vernici impermeabili ecc, marciscono oggi giorno ad una velocità ancora più sostenuta rispetto a due anni fa a causa della sezione dei tunnel con acqua, queste, sopra alle travi di legno, accumulano il lento sbriciolarsi del materiale del soffitto. Piano piano il peso diventa troppo è, indovina un po’? Crolla.

Segnaliamo infine che Paolo Debertolis, da quando è stato estromesso dai lavori nei Tunnel di Ravne, ha più volte pubblicamente preso le distanze dalla fondazione, e in questi giorni ha dichiarato che ne sta prendendo le distanze poich ritiene che la Fondazione abbia intenzione di sfruttare i Tunnel in modo intensivo, dal punto di vista commerciale. Controllando le date di alcune sue citazione che abbiamo riportato poco più su, chiunque si renderà conto che il Dr. Debertolis ha avuto questa impressione fin da subito, e ha sfruttato gli errori della Fondazione per apparire migliore e più competente di fronte ai suoi seguaci, ma le distanze le ha prese solo dopo essere stato cacciato dalla Fondazione.

 

Calcestruzzo & Megaliti

La versione della Fondazione, come abbiamo brevemente accennato prima, ci narra di una fitta rete di tunnel, un labirinto, realizzato da una civiltà antichissima nel 12000 a.C., all’interno di una collina la cui formazione risale al 32000 a. C. e chiusi da qualcuno circa 4600 anni fa. Ecco una serie di affermazioni fatte a tal proposito da alcuni dei curiosi personaggi che si aggirano da quelle parti.

Paolo Debrtolis 04/10/2010

Il mio collega croato ha trovato delle impronte di piedi grandissimi (il merito è tutto suo!), forse di persone alte più di due metri che indossavano una specie di infradito.
Inoltre, la mia impressione è che le strutture siano veramente antichissime, molto più di quanto si pensi, e i test al C14 che hanno detto 30.000 anni non siano sbagliati. Ma credo che tutto, in qualche modo, sia poi finito sotto acqua per un certo periodo. Perché non so dirlo.

 

Paolo Debrtolis 11/02/2011(post rimosso recentemente)

Per ora posso anticiparti che dai suoi studi (della prof. Krasovec Lucas ndr) sembra che la struttura di Ravne è stata costruita sopra un leggero altipiano e poi ricoperta con terra.[…]pertanto sembra che la struttura di Ravne sia costituita da calcestruzzo antico in forma di alveare posto sul piano.

 

Nenad Djurdjevic 15/02/2011

Rivelare la composizione chimica del calcestruzzo ad alta resistenza delle piramidi bosniache sarebbe come rivelare la formula della Coca-Cola. Non credo che Osmanagic, un bisnismen esperto, sia così ingenuo e stupido da farlo. Immagina un pò il valore di questa formula nell’ambito dell’edilizia.

 

Articolo SBRG Novembre 2010(parte recentemente modificata)

 “Il quadro che emerge a questo punto è di una portata spaventosa: i costruttori dei tunnel di Ravne non hanno perforato la montagna con dei tunnel ricoprendo poi le pareti con del calcestruzzo compattato a caldo per contenere la terra e la roccia del soffitto, ma hanno costruito di sana pianta la struttura in calcestruzzo e poi l’hanno ricoperta con della terra!”

Modificata in:

“Il quadro che emerge a questo punto è di notevole portata: i costruttori dei tunnel di Ravne hanno perforato la montagna con dei tunnel seguendo una logica che tiene conto dei flussi d’aria presente in essi.”

(Notare la sicurezza con cui viene affermato tutto e il contrario di tutto, pur partendo dalle stesse premesse ndr)

 

Paolo Debrtolis 21/03/2011

C’è un muretto a secco sopra al quale è stata effettuata la colatura di conglomerato.

Ovviamente il muretto, di fattezza e materiali analoghi ai precedenti, non può essere stato infilato sotto alla colatura del conglomerato, ma risale ad un’epoca precedente all’indurimento del conglomerato.

 

E si potrebbe continuare a lungo con esempi di questo tipo.

In realtà, chi si è occupato della questione in modo serio e rigoroso, ha concluso l’intera rete dei tunnel di Ravne, altro non è che una serie di cunicoli scavati in un deposito alluvionale assolutamente naturale. I tunnel pare che siano stati ripresi più volte dalle civiltà che si sono succedute nell’area, dai romani ai minatori ottocenteschi.

A tal proposito, rimandiamo ad una trattazione completa e dettagliata qui.

Riguardo la datazione, basta citare una sola prova: le stalattiti e le stalagmiti trovate nei tunnel, anche nelle sezioni più “antiche” non raggiungono i 5-7cm. Mediamente, il rateo di accrescimento di queste formazioni si aggira tra i 0.1 e 1mm annuo, il che significa che al massimo, certe sezioni sono vecchie di 700anni, quindi di epoca medievale.

Pare che, addirittura, in un settore dei tunnel aperto di recente, sia stata ritrovata una lampada da minatore settecentesca, segno che non solo i tunnel erano conosciuti in epoca molto recente, ma che la chiusura di alcuni tratti non risale ad ere prediluviane, ma a pochi decenni fa. Il dr Brett, interpellato sulla vicenda, ci ha detto che la lampada potrebbe essere stata portata in quel tratto da qualcuno entrato da un accesso secondario, ma la spiegazione non ci convince molto.

Lampada trovata in una sezione dei Tunnel di Ravne

Lampada trovata in una sezione dei Tunnel di Ravne. Fonte: abzudisodoma.blogspot.it

Ricapitolando, niente calcestruzzo artificiale ultraresistente, di cui non si hanno tracce e analisi, niente strutture ricoperte di cemento, niente colline artificiali e niente civiltà antiche di ventimila anni.

Solo un mucchio di sedicenti esperti, i quali sono sempre sicuri delle loro opinioni. Anche nel caso in cui si contraddicano platealmente, loro avevano ragione prima e hanno ragione adesso, dimostrandosi molto più attenti alle platee che potrebbero acquistare i loro libri che al bene della ricerca scientifica.

Ma nei tunnel si trovano anche delle pietre, che la Fondazione definisce Megaliti.

Chiamati K1, K2 e K3, queste pietre, la cui posizione è evidenziata nella mappa dei tunnel precedente, hanno una storia curiosa e travagliata, ricca di dicerie e colpi di scena, ma rimangono ancora una delle principali attrazioni turistiche dei tunnel.

Il megalite K1

Il megalite K1. Fonte:tnetimes.com

 

 

Il Megalite K2 all’interno dei Tunnel di Ravne. Fonte: megalithic.co.uk

 

Scoperti nei primi anni di scavi, i megaliti sono al centro di numerose controversie, riguardanti la loro natura, la loro funzione, presunte iscrizioni e, incredibilmente, il loro contenuto.

La Fondazione afferma che il materiale di cui sono fatti non sia compatibile con l’ambiente in cui si trovano, il che farebbe supporre che si tratti di rocce portate li da qualche altra parte o “artificiali”. Alcune volte si fa riferimento a loro come a “Ceramiche”, altre volte come a blocchi di sabbia fine o arenaria. Debertolis ha avanzato l’ipotesi che si tratti di oggetti ottenuti cuocendo del materiale “crudo”.

In realtà, le uniche analisi su cui siano riusciti a mettere le mani, sono proprio quelle commissionate dal gruppo SBRG alla dr.ssa Nunzia Croce. In queste analisi vengono esaminati 3 campioni di roccia provenienti dai tunnel di Ravne, uno preso da un megalite, uno da un muro a secco e un altro classificato come “pezzo di statua zoomorfa”.

I risultati parlano chiaro e li riportiamo di seguito:

Dalle indagini effettuate si può pervenire alle seguenti conclusioni:

• Tutti i campioni sono costituiti da materiale lapideo naturale di origine sedimentaria.

• Il campione A (Megalite ndr)rappresenta un arenaria che si può classificare come arcose-arcose litica, vale a dire che essa è una roccia che contiene meno del 15% di matrice a grana fine ed i clasti che la costituiscono sono rappresentati in varie proporzioni da quarzo, feldspati e frammenti di rocce varie. La componente di matrice molto esigua, presente principalmente lungo i contorni dei clasti e dei frammenti di roccia, nonché la presenza di cemento costituito da calcite spatica, induce ad escludere la natura artificiale del materiale indagato. Si nota inoltre una struttura a “ripple” delineata dall’alternanza di lamine scure ricche di argilla e lamine chiare a più basso contenuto d’argilla e maggior contenuto di calcite, determinate da flussi idrici orientati agenti in fase sindeposizionale e immediatamente successivi alla deposizione.

• Il campione B è rappresentato da un lacerto di manufatto zoomorfo costituito da calcare a grana molto fine, composto quasi interamente da granuli di carbonato di calcio di dimensioni microsparitiche, derivanti dalla deposizione di un fango carbonatico costituito da fini particelle siltitiche.

• Il campione C (muro a secco) è una calcarenite a grana fine costituita prevalentemente da clasti calcitici (calcite spatica e cristalli di calcite metamorfica) costituiti da frammenti di rocce a loro volta calcitiche a granulometria più fine o da singoli cristalli o piccoli gruppi di cristalli di marmo (calcite metamorfica); si rinvengono clasti silicatici rappresentati da piccoli cristalli di quarzo, e più frequentemente selce, dalle dimensioni paragonabili a quelle degli altri elementi clastici calcarei, e frammenti di rocce metamorfiche silicatiche. La matrice argillosa è presente al contorno dei granuli e il cemento è carbonatico (micritico)

Essendo, appunto, le uniche analisi al momento disponibili (anche se SBRG non le ha mai divulgate apertamente e ne vieta la diffusione totale senza permesso, forse perché tolgono ogni aura di mistero alla vicenda), per noi rappresentano l’attuale stato dell’arte e ci portano a concludere che, dal punto di vista della composizione, i megaliti sono rocce puramente naturali ed assolutamente non  artificiali.

Per quanto riguarda la loro funzione, al Fondazione afferma che siano ricoperti di simboli, mappe e una forma di scrittura che considerano le prima mai apparsa sulla terra. Inoltre, affermano che siano la prova di come l’intero complesso risalga a decine di millenni fa, e sia anteriore al diluvio universale, che avrebbe sommerso anche l’intero complesso di Visoko.

 

Ricostruzione delle presunte iscrizioni trovate sul megalite K1. Fonte:

Ricostruzione delle presunte iscrizioni trovate sul megalite K1. Fonte:

Alcuni link interessanti:

DISCOVERY OF THE T-1 MEGALITH 

SECRETS OF THE PRE-HISTORIC RELIEF
on the T-2 megalith found in the tunnel near Ravne at its significance

 

Inoltre pare che i megaliti servano ad indicare la posizione in cui si incrociano dei rivoli d’acqua sotterranei, tanto che il loro spostamento comporta un affioramento della falda acquifera.

Megalite torna nella sua posizione originale.

Ma la cosa più inquietante è forse la descrizione di alcuni megaliti come dei sarcofaghi, dei contenitori sigillati contenenti inserti metallici e dotati di veri a propri coperchi.

A tal proposito, ricorriamo ancora una volta alle parole di uno dei protagonisti:

Paolo Debrtolis 20/02/2011

 “Nell’attesa, invece, di scrivere i risultati preliminari dell’esame dei megaliti, ecco una foto del megalite K4 (da 8 tonnellate) (in realtà è il K2, Debertolis confonde spesso il K2 con questo fantomatico K4 ndr) in cui si distingue perfettamente il solco (sigillato) che separa le due valve del megalite (che a questo punto non è più un monolite).” (vedi Figura K2 ndr)

http://www.sbresearchgroup.eu/images//Megaliti/K4%2004.jpg

 

Paolo Debrtolis 25/02/2011

Abbiamo dovuto ripiegare su uno studio accurato sui monoliti, mai effettuato in precedenza con l’accuratezza dovuta. Abbiamo ricavato delle immagini splendide (che pubblicheremo presto) e abbiamo scoperto la presenza di numerosi inserti metallici nel coperchio (sì proprio il coperchio) che chiude i monoliti come un sarcofago, residui degli strumenti che hanno calato il coperchio dall’alto.

 

Paolo Debrtolis 25/02/2011

Per quanto riguarda i megaliti, sono tutti con una specie di coperchio che li sigilla molto bene. Veniva prima costruita in loco la base, poi veniva calato il coperchio che veniva poi sigillato con il solito legante. Noi pensiamo che gli inserti in ferro sulla superficie appartenessero a degli strumenti che servivano per muovere il coperchio e poi venivano tagliati alla fine del lavoro e lisciata la superficie. Ma è un ipotesi sul loro uso. Nel K4 (K2 ndr) con l’ecografo è stata dimostrata la presenza di un corpo metallico al suo interno di forma ovalare nella zona di testa. In aprile rifaremo gli esami con i metal detector. Ma di aprirlo per ora non se ne parla.

 

Paolo Debrtolis 25/02/2011

Sulla superficie del coperchio abbiamo trovato un gran numero di piccoli tubicini tagliati a sezione ovalare che forse servivano per introdurre il materiale liquido che poi si è indurito creando il coperchio.

 

In buona sostanza, alla fine di febbraio 2011, SBRG, per bocca del Debertolis, si dichiarava convinto che:

  • I magaliti fossero artificiali
  • Contenessero oggetti metallici
  • Siano stati fabbricati in loco
  • Siano dotati di coperchi e coperti di tubicini metallici

Il tutto con gran dispendio di paroloni, con assoluta certezza e con grande autorità.

La prima di queste affermazioni abbiamo visto essere stata smentita proprio da loro, con le analisi della Croce, tenute poi segrete per anni.

Ma gli altri punti?

Nei periodo seguente queste affermazioni, l’arch. Vincenzo Di Gregorio si è recato sul luogo, per una collaborazione con SBRG, finita purtroppo male, cioè in tribunale, da quello che ci è dato sapere.

Di Gregorio, sia privatamente a noi che pubblicamente, ha in seguito rivelato che nei megaliti, dopo una serie di indagini svolte con metal detector e georadar, non era presenta alcun pezzo di metallo, né all’interno né superficialmente.

Inoltre, nei link a corredo di questo articolo, trovate la spiegazione di come la “cucitura” che dovrebbe indicare il punto di giunzione del coperchio, sia in realtà una semplice vena di calcare.

Infine, chiudiamo con le parole di questo eminente studioso, che ha indagato con la massima serietà sui megaliti:

Il megalite K2 non è stato più aperto perchè con il georadar di Kingleo (Di Gregorio ndr) abbiamo capito che non vi era uno spazio dentro e neppure un oggetto metallico sferico all’interno come aveva dichiarato una ditta croata che aveva analizzato il megalite l’anno prima. Si può dire che hanno truffato Osmanagic e gabbato la sua fiducia.

Il colpo di grazia l’ha dato l’analisi petrologica della nostra geologa che ha dimostrato che era una semplice arenaria e non una ceramica come sostenuto dal precedente archeologo della Fondazione, Mislav Hollos.

Quindi, perlomeno il K2, che è il megalite più imponente dei tunnel di Ravne, è risultato dalle nostre analisi una semplice pietra di origine sedimentaria. Ma a questo punto credo anche gli altri.

Chi è costui? Ma proprio Paolo Debertolis, che in un momento di lucidità confessa l’inconfessabile. La data è il 19/03/2012 e il post originale lo trovate qui.

Notate due cose: in poco più di un anno, Debertolis passa da una certezza incrollabile all’altra, suo esatto opposto, con la leggiadria di una danzatrice del ventre. In più riesce a far passare per fesso Osmanagic, per essersi fatto truffare dall’azienda croata, mentre lui pare quasi non averci mai creduto, quando invece ha ingoiato amo, esca e lenza. Bella faccia tosta, eh?

Ricapitolando e concludendo, la fondazione e SBRG hanno per anni divulgato notizie sensazionalistiche allo scopo, solito, di suscitare clamore senza reale motivo. La fondazione, per sua stessa natura, non ha alcun interesse a dire le cose come stanno e persevera nell’errore, mentre SBRG pare aver cambiato drasticamente idea quasi su tutto, da quando è stata estromessa dagli scavi, e ha perso quindi l’interesse a mantenere alto il livello di clamore sulle strutture di Ravne, spostando tutta l’attenzione e il sensazionalismo sugli unici aspetti che riesce ancora a “studiare” e di cui parleremo nel prossimo articolo. In particolare, la vicenda dei megaliti ci dice che, nel giro di un anno, il gruppo SBRG è passato da una posizione al suo opposto. Di tutte le ipotesi (o le certezze) preliminari da cui erano partiti, non ne hanno confermata una, arrivando alla conclusione che quelle che sembrano grosse pietre di arenaria formatesi in un bacino lacustre in altre ere, altro non sono che…  grosse pietre di arenaria! Forse è per questo che non hanno mai pubblicato il loro lavoro su questo aspetto in nessun congresso e in nessuna rivista, avrebbero dovuto ammettere di aver passato mesi a studiare delle pietre che alla fine si sono rivelate pietre!

A noi però, viene da chiederci: se avessero continuato a collaborare con la fondazione per lo studio dei tunnel di Ravne e del loro contenuto, avrebbero così candidamente ammesso che si tratta di un complesso naturale, pieno di pietre naturali?

 —

Polemica con Robert Schoch sui presunti segni e sulle presunte mappe che ricoprono i megaliti:

http://www.robertschoch.net/Bosnia%20T2%20%20Ravne%20%20Muris%20Semir%20Osmanagich%20Pyramid%20Colette%20Dowell.htm

http://www.robertschoch.net/Bosnia%20Pyramid%20Ravne%20Tunnel%20Inscriptions%20Nadija%20Nukic%20Colette%20Dowell%20Semir%20Osmanagich.htm

Altri link interessanti:

http://irna.lautre.net/Tombs-megaliths-and-mysterious.html

http://irna.lautre.net/The-Dentist-and-the-Giant-Mussel.html

La lista nera di Rosario Marcianò. Lettera di ringraziamenti.

Egregio ricercatore geoingegneristico clandestino Rosario Marcianò
le esprimo i miei migliori auguri per una buona giornata.

Le scrivo in merito alla sua “goliardissima” lista nera dei disinformatori, quella presente a questa pagina QUI e che puntualmente regala notevoli spunti di ironia a noi segnalati.

A nome di Eclisseforum vorrei ringraziarla per aver incluso più volte le stesse persone di questo forum ma con identità diverse, dando lustro alla nostra attività di “Dis-informazione di massa” in tutto il web, ma soprattutto la ringrazio per averci permesso di entrare nel fantastico mondo dei giochi di società regalandoci la possibilità di misurarci in  un meccanismo di classifica tra tutti coloro (debunker pagati dallo Smom) che hanno ricevuto da lei piu e più segnalazioni – sempre con identità diverse ma inserite nell’identica lista nera.

Al solo scopo di farLe capire come diventi essenziale il suo ruolo di arbitro in questa nuova competizione online tra chi è segnalato piu di una volta, Le comunico che il vincitore (e cioè colui che avrà totalizzato il maggior numero di segnalazioni)  –  si aggiudicherà un trofeo composto da una pregiatissima lega di bario-oro-piombo prodotta in Alaska, nei pressi di uno stabilimento posto molto vicino ad alcuni centri militari con delle grosse antenne. (Nella Sua funzione di segnapunti, debbo farLe notare che Wasp non potrà partecipare per evidente superiorità di punteggio. Pertanto sarà considerato il Notaio del nuovo gioco. Se dovessimo includerlo tra i partecipanti lo sbilancio tra lui e gli altri renderebbe il tutto meno competitivo.)

Attualmente siamo in fase di conteggio dei nominativi da Lei inseriti in lista e le esprimo le mie congratulazioni per il bellissimo lavoro di citazione plurima effettuato. (Mi tolga una curiosità; ho notato che alcune persone sono state inserite 5 volte, con nomi diversi. Per caso valgono anche i nomi delle dita delle mani di un ipotetico debunker? Tipo: Geremia, Pollice, Indice, Medio, Anulare, Mignolo…perchè sa, nel caso, preferirei essere inserito come Biancaneve e i sette nani al seguito..)

Nel ringraziarLa per l’enorme lavoro di aggiornamento costante e ripetitivo, ne approfitto per comunicarLe  (qualora verrò autorizzato dai partecipanti) che una volta stabilito il nome del vincitore gliene verrà data comunicazione via mail in  modo da poter ripulire la lista dei nominativi in eccesso e ripetuti piu volte.

Le comunico infine che, in segno di riconoscenza per il lavoro finora svolto, Eclisseforum.it ha il piacere di nominarla “Sciachimaro Onorario 2013“, con il patrocinio di NewWorldOrder Ltd, H.A.A.R.P., Illuminati Company Research ed Hello Kitty Japan.

Spero che questo premio possa darle un’ulteriore spinta emotiva affinché lei continui a svolgere le sue ricerche e le sue segnalazioni, in modo da poter continuare a coltivare questo appassionante al gioco dell’ “Indovina Chi” e per poter in futuro premiare in maniera definitiiva il Debunker più segnalato sul suo sito.

Buona segnalazione,
Saluti.

Geremia Settimo Lagroni Stampi
o se preferisce
Geremia, Settimo, Lagroni, Stampi

Alias:
Biancaneve, Mammolo, Pisolo,Bariolo, Brontolo, Embolo, Irroralo e Gassalo

per gli amici “Gerry” nipote di “Zio Tom” alias U.S.A. Nwo Connection, Alias Pizza Connection in breve ” alias olios e peperoncinos.”, ” Generato e Non Creato dalla stessa sostanza di Paolo Attivissimo, Amen

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Fate click per ingrandire.

Pyramides de Bosnie – Traduction Française

Comme le savent les lecteurs d’Eclisse, nous sommes en train de réunir un dossier sur les pyramides de Bosnie en italien (Link). Pour les lecteurs étrangers qui voudraient  en savoir plus sur cette affaire, nous avons mis à disposition une traduction anglaise (Link), et c’est maintenant le tour de la traduction française des articles. Il ne s’agit pas d’une traduction automatique, mais d’une traduction manuelle réalisée par une lectrice de notre forum, Irna, que nous remercions ici.

A noter que notre dossier n’est pas encore complet ; il y aura des mises à jour de ce sujet à chaque nouvel ajout d’un article. N’hésitez donc pas à repasser régulièrement !

Nous avons par ailleurs un intéressant fil de discussion sur le sujet des pyramides, avec des participants de divers pays. Si vous désirez y participer, il vous suffit de vous enregistrer sur le forum et de commencer à poster, vous serez les bienvenus !

LIEN vers les traductions :
http://www.eclisseforum.it/pyramides_de_bosnie.pdf