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Cometa Ison: ecco come osservarla (By Focus.it)

 

La cometa ISON. Foto: Adam Block/Mount Lemmon SkyCenter/University of Arizona

La cometa ISON, scoperta il 21 settembre 2012 dagli astronomi russi Vitali Nevski e Artyom Novichonok quando si trovava a circa 950 milioni di km di distanza dal Sole, al di là dell’orbita di Giove, doveva essere la “cometa del secolo”, ma probabilmente sarà ricordata come la cometa dell’anno 2013.

Quando fu individuata, infatti, la ISON sembrava dover diventare così luminosa da essere visibile di giorno in occasione del suo passaggio in prossimità del perielio (la minima distanza dal Sole). Visto però l’andamento della sua luminosità negli ultimi mesi, questa previsione probabilmente non si avvererà.

È incoraggiante comunque il fatto che il nucleo della cometa, secondo i risultati di uno studio resi noti recentemente, sta rivolgendo uno dei suoi poli dirotazione al Sole. Ciò significa che uno dei suoi emisferi è sempre rivolto in direzione della nostra stella, mentre l’altro rimane in ombra.

Immagine della cometa ISON ripresa dal telescopio spaziale Hubble lo scorso 9 ottobre quando questa si trovava ad una distanza dalla Terra di circa 284 milioni di km. ( NASA/ESA)

La situazione cambierà rapidamente in prossimità del perielio, quando l’emisfero rimasto buio sarà esposto all’intensissima radiazione solare. A questo punto, i ghiacci che sono stati preservati subiranno un’improvvisa e violenta sublimazione, per cui dovremmo aspettarci un improvviso e intenso aumento di luminosità della cometa, che dovrebbe così rispettare le previsioni iniziali e diventare la cometa del secolo.

Ma esiste anche il forte rischio che il passaggio ad una distanza così prossima al Sole e la conseguente fortissima sublimazione dei ghiacci, unita agli stress mareali indotti dall’intensa azione gravitazionale del Sole, possa causare la disgregazione del nucleo cometario, come avvenuto nel caso di altre comete che si sono avvicinate troppo alla nostra stella.

Tutto dipende dalle dimensioni del nucleo, le cui stime attuali lo danno compreso tra 0,5 e 2 km. Secondo i modelli, il limite al di sotto del quale la distruzione è certa e valutato in circa 200 metri.

Come osservarla
Salvo sorprese, la cometa ISON sarà visibile a occhio nudo un pò prima del sorgere del Sole a partire dalla seconda decade di novembre e subire un rapido incremento di luminosità a partire dal 26, raggiungendo il massimo tra il 28 (giorno del passaggio alla minima distanza dal Sole) e il 29, anche se nella quindicina di giorni a cavallo del passaggio al perielio, a causa della sua estrema vicinanza al Sole, sarà di difficilissima osservazione.

Potremo forse vedere la sua coda se questa raggiungerà lunghezze considerevoli. Dovrebbe quindi rimanere ancora visibile a occhio nudo sin verso la metà di gennaio.

Fonte: LINK

La cometa ISON si avvicina a Marte e diventa verde /i prossimi appuntamenti

Con il riporto di questo esaustivo articolo ad opera del sito “diregiovani.it”, dò il via alla rubrica “Science News”, una rubrica che conterrà le notizie scientifiche relative agli oggetti del cielo “alla nostra portata”. Quindi sarà una rubrica di approfondimento sugli oggetti che via via riuscirò ad osservare durante questa mia personale esperienza di astrofilo Neofita.
L’articolo di oggi tratta nel dettaglio la cometa ISON, oggetto che è nelle mie “mire” di osservatore e che spero di poter fotografare con il mio setup. Al primo tentativo, farò un post e vedremo cosa “esce fuori”.

Intanto segnatevi le date..ottobre, novembre e dicembre saranno ottime per visualizzarla e le date verranno trattate in un post apposito.

Intanto diamo uno sguardo alle date:

  • 25 settembre ISON passa dalla costellazione del Cancro nel Leone
  • 27 settembre ISON passa a 2 gradi a nord del pianeta Marte
  • Primi di ottobre ISON potrebbe arrivare a magnitudine +10 e diventare visibile con un binocolo o un piccolo telescopio
  • 10 ottobre ISON entra nel campo visivo della sonda NASA STEREO / SECCHI HI-2A CAMERA
  • 16 ottobre ISON passa 2 gradi a nord-nordest di Regulus
  • 26 ottobre ISON affinca il trio di galassie M95, M96 e M105
  • Primi di novembre ISON potrebbe fare il suo debutto ed essere visibile ad occhio nudo
  • 3 novembre Un eclissi anulare di Sole, potrebbe facilitare l’osservazione dall’Atlantico e dall’Africa Centrale
  • 5 novembre ISON passa dalla costellazione del Leone alla Vergine
  • 7 novembre ISON passa meno di un grado dalla stella Zavijava (Beta Virginis)
  • 14 novembre ISON passa meno di un grado dalla galassia NGC 4697
  • 18 novembre ISON passa a soli 0,38 gradi a nord della brillante stella Spica
  • 22 novembre ISON entra nella costellazione della Bilancia
  • 23 novembre ISON si trova a 4,7 gradi sud-sudovest del pianeta Mercurio e a 4.9 sud-sudovest di Saturno
  • 25 novembre ISON fa visita ad un’altra famosa cometa, passando a soli 1,2 gradi a sud della cometa periodica 2P/Encke che può brillare fino a magnitudine +8
  • 27 novembre ISON entra nel campo di vista di LASCO C3 della sonda della NASA SOHO
  • 28 novembre Perielio

Buona Lettura! (in fondo: il link al proprietario dell’articolo, da cui ho preso le immagini e il testo)


Alcune immagini a colori scattate di recente mostrano il nucleo di ISON ingrossato e di colore verde. Secondo Universe Today, la colorazione assunta da ISON è di buon auspicio, in quanto è segno che la cometa sta diventando più attiva, man mano che si avvicina al Sole.La luce solare riscalda il nucleo della cometa, vaporizzando le polveri ghiacciate fino a formare una nube di vapori d’acqua, biossido di carbonio, ammoniaca e altri gas.Una volta liberata, la nebbia si espande rapidamente in un’enorme nuvola sferica che circonda il nucleo della cometa, formando la caratteristica coda.

La scia lasciata da una cometa può essere lunga anche centinaia di migliaia di chilometri, ma sono talmente rarefatte da potervi passare attraverso senza nemmeno accorgersene. La Grande Cometa del 1811 diede vita ad una scia lunga 1,4 milioni di chilometri, quasi quanto il diametro del Sole!

Tra i materiali rilasciati nella nube sono presenti il cianogeno, un composto chimico, formato da carbonio e azoto, e il carbonio biatomico. Entrambi sono gas fluorescenti, i quali mostrano un delizioso colore verde-mela quando sono eccitati dalla luce ultravioletta emessa dal Sole.



Pare che il profumo del cianogeno sia molto simile a quello delle mandorle, ma si tratta di un gas altamente velenoso. La fiamma ottenuta bruciando cianogeno raggiunge i 4.525° C ed è la seconda fiamma più calda ottenibile da un gas, dopo il dicianoetilene, quando brucia in presenza di ossigeno.Il carbonio biatomico è altrettanto sgradevole. Si tratta di un potente acido corrosivo presente non solo nelle comete ma anche come risultato di archi voltaici ad alta energia. Nonostante le caratteristiche inquietanti di questi elementi, la natura li utilizza per creare uno spettacolo meraviglioso per i nostri occhi umani.Non c’è motivo di preoccupazione per eventuali effetti che i gas potrebbero avere sulla Terra al passaggio della cometa, dato che la nube è estremamente rarefatta.

Quindi, è inutile comprare maschere antigas come avvenne nel 1910 al passaggio della cometa di Halley, quando si ritenne di dover proteggere i terrestri da un possibile avvelenamento. [fonte]



La cometa ISON è sempre più vicina aMarte, dal quale sarà sei volte più vicina rispetto al passaggio atteso il 26 dicembre dalla Terra.La Cometa del Secolo/ Permane ancora incertezza sul futuro di Ison, anche se stando agli ultimi aggiornamenti sembrano aumentare le possibilità che il suo cammino prosegua senza intoppi.La Cometa Ison, denominata C/2012 S1,potenzialmente potrebbe divenire l’evento astronomico del secolo, ma affinchè ciò avvenga è necessario che sopravviva al contatto ravvicinato col Sole, atteso sul finire di Novembre, e anche qualora dovesse andare tutto per il meglio non è detto che la sua visibilità sarà tale da permetterne l’osservazione ad occhio nudo.

Siamo giunti quasi al termine di Settembre e il cammino della ISON verso il Sole sta per incontrare il primo importante ostacolo, ovvero la “linea del gelo”. Si tratta di una linea immaginaria oltre la quale le radiazioni emesse dal Sole cominciano ad aumentare la propria incisività, in grado dunque di fondere con maggior facilità il ghiaccio della Cometa.

Questa linea immaginaria sarà valicata il 1° Ottobre anche se il vero pericolo è rappresentato dall’incontro ravvicinato col Sole il 28 Novembre.

Il 1 Ottobre, l’astro chiomato proveniente dalla lontana nube di Oort (la culla delle comete) e al suo primo viaggio nel sistema solare interno, valicherà la cosiddetta “linea di gelo”, una linea immaginaria oltre la quale il Sole dovrebbe cominciare a sciogliere gli elementi volatili di cui è composto. Astronomi e appassionati del cielo di tutto il mondo, tuttavia, sono già in attesa di vedere che cosa accadrà nell’incontro ravvicinato del Sole del 28 Novembre, rischioso per l’integrità della cometa.

Sarà allora che il calore scioglierà in maniera accentuata il ghiaccio che avvolge il nucleo roccioso, formando una coda sempre più spettacolare.

Attualmente ISON è invisibile ad occhio nudo, ma può essere rintracciata con un medio telescopio commerciale prima dell’alba.

Secondo Karl Battams, astrofisico presso la US Naval Research Laboratory, la possibilità che il corpo sopravviva al perielio è del 50%. Il passaggio lungo l’orbita di Marte permetterà di valutare le dimensioni del suo nucleo, e quindi stabilire con maggior precisione le possibilità di sopravvivenza al passaggio radente con il Sole. Se C/2012 S1 uscirà indenne da tale passaggio, diverrà quasi sicuramente visibile ad occhio nudo nei mesi di Dicembre e Gennaio.

Attualmente ISON, in relazione alla stessa distanza dalla nostra stella, è leggermente più luminosa della cometa Lovejoy, che nel 2011 ha messo su uno spettacolo degno di nota nel cielo australe. Questo fattore, unito all’orbita molto simile della grande cometa del 1680, lascia buone speranze agli osservatori di tutto il mondo.

Un parere positivo l’ha mostrato anche Matthew Knight del Lowell Observatory della NASA, il quale spiega che ISON potrebbe essere grande due volte la cometa Lovejoy, e che le possibilità di passare indenne al perielio sono potenzialmente elevate.

A metà Settembre la cometa brillava come una stella di magnitudine 14, un valore più basso rispetto alle previsioni formulate tempo prima dagli analisti.

Tuttavia, se anche non dovesse risultare l’evento del secolo, potrebbe rappresentare un grande evento celeste nel periodo di Natale.

I rover posti sulla superficie di Marte proveranno nei prossimi giorni ad analizzare la composizione della ISON e l’atmosfera che circonda il nucleo, in parte roccioso e in parte ghiacciato.

La campagna osservativa del veicolo è partita lo scorso 21 Settembre, ma dal 29 è previsto il puntamento di un altro rover: il Mars Reconnaissance Orbiter.

Alla minima distanza dal pianeta rosso, un’occhiata sarà fornita anche dal rover Curiosity, che nonostante sia stato progettato per ben altri scopi, proverà a fornire le immagini più dettagliate del momento.

Ma cosa accadrà il 28 Novembre?

Si tratta della classica domanda da 1 milione di dollari.

Non essendo a conoscenza delle sue reali dimensioni, della forma geometrica e della rotazione assiale, è molto complicato poter prevedere le sorti dell’astro.

Come dire che non ci resta altro da fare che attendere quel giorno.

La sua velocità di crociera sarà valutabile in 370 Km/s, ed è ancora incerto il tempo entro il quale ISON rimarrà entro illimite di Roche.

La violenza mareale del Sole metterà a dura prova questa vagabonda dello spazio, le cui previsioni, in un modo o nell’altro, sembrano essere state troppo ottimistiche.

Se tutto dovesse andar bene, C/2012 S1 ISON brillerà dimagnitudine -6, ampiamente visibile ad occhio nudo, ma risultando meno brillante delle aspettative.

A sorvegliare l’incontro della cometa con il Sole sarà il telescopio spaziale Soho, di Esa e Nasa.

In questo video è rappresentata in modo molto chiaro la traiettoria di ISON.

Quello che cosa è particolarmente interessante è la visione di passaggio molto avvicinato a Marte che sta succedendo proprio in questi giorni. Il 1. di ottobre l’Ison si troverà a punto più vicino a Marte.
Questo video è anche presentazione perfetta per mostrare che tutte quelle previsioni catastrofiche che leggiamo in rete sono solo una invenzione ( per non usare le parole più dure) di qualcuno chi vorrebbe tenerci nella paura permanente

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Si conclude la bufala del 2011: la Cometa Elenin si disintegra!

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È prassi consolidata dal tempo e dall’esercizio che le bufale dotate di data di scadenza, si concludano con il solito buco nell’acqua, alcuni giorni dopo la fatidica data. Di solito accompagnate da un coro di recriminazioni da parte dei creduloni che avevano abboccato e dal silenzio o dall’ultimo patetico tentativo di  resuscitare o rimandare la fine del mondo, da parte di chi l’aveva creata o sostenuta.

Sfugge a questa regola quella che considero la bufala regina del 2011, per numero di seguaci e mole di castronerie associate, la famigerata distruzione del mondo ad opera della cometa Elenin, aka C/2010 X1.

Avevo già dedicato un articolo a questa cometa, nell’ingenua speranza che taluni si ravvedessero o quantomeno la smettessero di spargere il seme della corbelleria a piene mani.

È notizia di questi giorni, invece, che la terribile cometa assassina sia in via di disgregazione e che sia destinata a non sopravvivere al perielio, calcolato per il 10 settembre.

Dalle ultime foto scattate, infatti, si vede che la luminosità del nucleo è notevolmente diminuita e che la sua condensazione, parola che in gergo indica in sostanza quanto è compatto il nucleo della cometa,  sia diminuita, fatto che fa pensare ad una disgregazione del nucleo in tanti frammenti più piccoli che probabilmente verranno letteralmente polverizzati dal Sole nei prossimi giorni.

 

C/2010 X1 Elenin 8h magnitude and steady- in process of disintegrating. Will not survive perihelion.

http://members.westnet.com.au/mmatti/sc.htm

Lo dice lo stesso Elenin, sul suo blog: http://spaceobs.org/en/2011/09/03/comet-elenin-the-final-prospect/

La cometa Elenin, come appariva il 19 agosto. Credit by Michael Mattiazzo.

La stesa cometa, il 2 settembre. Credit by Michael Mattiazzo.

Animazione delle ultimo foto della Cometa Elenin, prima e dopo la disgregazione del nucleo. Credit by Michael Mattiazzo

 

Bisogna dire che questo è un evento non certo comune ma nemmeno tanto raro, che può avere varie cause, dalle forze mareali all’azione del vento solare. Sembra proprio che quest’ultima sia la causa della frantumazione della Elenin, che ha iniziato a manifestare i sintomi del suo male il 19 Agosto, subito dopo l’impatto con l’onda d’urto generata da un flare solare, quando la sua luminosità è diminuita dell’80% in poco tempo, continuando a diminuire nel tempo e manifestando la progressiva perdita del nucleo, divenuto ormai solo leggermente più luminoso della chioma.

Elenin non è la prima cometa che subisce gli effetti di un flare solare. Infatti la Cometa Enke, nel 2007, subì l’impatto di una espulsione di massa coronale che le strappo la coda ma non la disintegrò.

La coda della cometa Enke, strappata dal vento solare.

Viceversa la cometa Elenin sembra sia stata frantumata dalla CME, soprattutto perché si pensa sia, o era, costituita da materiale leggero e scarsamente legato, provenendo da una zona del sistema solare ricca di oggetti di questo tipo.

Ma veniamo a noi, o meglio, ai nostri catastrofisti preferiti.

Ovviamente la distruzione di questa cometa non ha scoraggiato i sostenitori più incalliti della fine del mondo, che infatti tornano alla carica con le più assurde farneticazioni.

Riporto testualmente:

“Elenin non è morta… ha solo cambiato forma, come ha detto Spazio
e forse si è trasformata in qualcosa di … peggiore..
Ricordatevi che il 3 Novembre intersecheremo l’orbita polverosa (chissà quanto saranno grossi i detriti.. 5 metri? 10 metri?… di più) della nostra cara, defunta, ma comunque secondo me pericolosissima cometina
C’è una simpatica supposizione che collega il grande incendio di Chicago del 1871 e la distruzione (guada un pò) della cometa Biela.
In questo articolo si ipotizza che le “ceneri” della cometa provocarono il grande incendio di Chicago
Conosco queste cose perchè le sono venute a sapere sul sito dell’universo elettrico
Solo detriti immensamente carichi di energia avrebbero potuto riscaldare a quel modo una così grande porzione dell’atmosfera terrestre e provocare tutti quei danni….”

Oppure:

“ La Cometa Elenin al suo ravvicinato transito negli strati alti dell’atmosfera terrestre, il gas metano in essa contenuto si incendierà per l’attrito e l’ossigeno, venendo respinta nello spazio e divenendo visibilmente di color azzurro-blu, in legame con Nibiru ha la particolarità di provenire dalla medesima zona della via Lattea denominata “Nube di Oort”, quindi Elenin fa parte della coda meteorica di Nibiru detta “Coda del Drago”. ”

Vi risparmio il resto.

Purtroppo le farneticazioni hanno la simpatica abitudine di fare proseliti, quindi urgono alcuni chiarimenti.

Andiamo con ordine.

Cosa succederà i primi di novembre, quando passeremo attraverso le polveri e i detriti lasciati dalla Elenin?

NULLA. E il motivo è semplice: nel punto in cui noi incroceremo l’orbita della Elenin, la cometa stessa non è ancora passata, ma dovrebbe farlo a metà ottobre e lasciare la sua pestilenziale  e mortifera scia di detriti maligni. Ora, questa era già una castroneria prima, perché la scia di una cometa ha la densità del fumo, perché noi passeremo a milioni di chilometri dal punto in cui sarebbe passata Elenin e perché attraversiamo ogni anno scie cometarie senza grossi problemi. Ma adesso, se la cometa si è disintegrata e se non sopravvivrà al perielio, allora non passerà nemmeno vicino l’orbita della terra a metà ottobre, semplicemente perché non esisterà più. Quindi chi sostiene il contrario o non è informato o mente sapendo di mentire.

Stesso discorso per i famosi pezzettoni di cometa, dovuti alla disgregazioni del nucleo, che resteranno indietro e cadranno sulla terra. La coda di una cometa è formata da particelle talmente piccole che vengono fermate dal vento solare e restano indietro. Ma basta che una particella sia più grande e pesante che il vento solare non c’è la fa più a fermarla e allora esiste una legge fisica, la famosa prima legge di newton, che fa si che i pezzettoni di cometa seguiranno  la stessa orbita della cometa originaria, perché siamo nel vuoto, niente attrito, e la pressione del vento solare non è così forte da “lasciarli indietro”. Al solito, i catastrofisti ignorano le semplici regole della fisica classica ma si ergono a studiosi indipendenti senza macchia senza paura, senza averne titolo e competenze.

 

Sulla storia degli incendi e del gas metano,credo di non dover dare altre spiegazioni e di non dover evidenziare dove stanno le assurdità, essendo evidenti anche ad un occhio inesperto.

Voglio invece spendere due parole sulle foto che circolano su queste comete, in particolare sulla Elenin, perché leggo in giro molte lamentele circa il fatto che si vedono poche foto o che lo scopritore, Leonid Elenin, non inondi il web di sue foto autografate. Alcuni usano questo fatto per sostenere la strampalata ipotesi che il suddetto scopritore sia un prestanome incompetente e che sia in atto una censura e un tentativo oscurare questa cometa.

A questi signori vorrei dire questo: avete mai visto un telescopio? Anche solo nelle vetrine di un ottico?

Perché mi viene il dubbio che molte volte si parli solo per dar aria ai denti.

Non nascondo di aver provato a fotografare questa cometa, essendo un appassionato e un astrofotografo con una certa esperienza e strumentazione. Non mi vergogno, altresì, di non essere nemmeno riuscito a vederla in visuale questa benedetta cometa, altro che a fotografarla, per un paio di ragioni che dovrebbero essere immediatamente chiare. La cometa è troppo vicina al sole per poterla fotografare senza una montatura computerizzata perfettamente calibrata e senza un generoso diametro, inoltre richiede un orizzonte decisamente libero e pulito  ed una certa dose di tempismo.

Queste caratteristiche non sono alla portata di tutti, me compreso, per cui le difficoltà intrinseche sono maggiori di quanto si possa immaginare e tali da rendere più semplice fotografare una galassia di 14° magnitudine distante 400 milioni di anni luce, piuttosto che questa cometa di ottava distante una frazione di UA.

 

Ovviamente non mi aspetto di vedere una processione di catastrofisti penitenti che fanno ammenda dei loro peccati, anzi, mi aspetto un aumento di farneticazioni e bugie associate a questa cometa, almeno fino alla fine di novembre, perché purtroppo è così che va il mondo e gli stupidi sono in larga parte persone molto determinate e testarde.

Vi dirò di più: sono pronto a scommettere quello che volete sul fatto che tra un po’ inizieranno a circolare storie secondo cui la cometa è stata distrutta dagli alieni per salvarci o che il sole è stato stimolato da haarp a spruzzare la cometa per salvare il mondo o qualcosa del genere. Scommettiamo?

Credit by Simplicio per EclisseForum.it
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