Archivio mensile:giugno 2011

Dossier Volo AF447 Precipitato nell Oceano Atlantico Parte III Le mie prime conclusioni

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Diversamente da come hanno titolato sonoramente i giorrnali di un mese fa, personalmente sono convinto che ciò che accadde su quel volo NON veda colpe da attribuire ai piloti, tutt’altro…io sono dell’idea che se i piloti hanno sbagliato qualcosa, l’errore è da imputarsi alla gestione non perfetta dell’emergenza di volo, quindi a problema già evidentemente presentato. Dico questo in merito a quanto sto leggendo dai vari rapporti che timidamente fanno scoprire un pò alla volta una responsabilità intrinseca, mai efficacemente dichiarata negli ultimi tempi, riguardante il sistema di rilevazione delle velocità, sia esso un bug del software o sia esso un difetto proveniente dal tubo di pitot fallato.
Come sappiamo, i piloti hanno dovuto imbattersi con una serie di dati discordanti relativamente alle velocità del velivolo.

Uno dei dati che fa accendere la luce inquisitoria della responsabilità sui piloti riguarda la domanda che esperti di aviazione si pongono realtivamente alla decisione che hanno preso i piloti nel portare il muso dell’aereo verso l’alto anzichè spingerlo verso il basso. Essendo questa una manovra totalmente contraria rispetto la risoluzione di  situazioni potenziali di stallo, e quindi anche illogica se vogliamo (se l’aereo ha perso velocità non è il caso di portarlo su voi che dite?), pare ben difficile che un pilota esperto decida autonomamente di comportarsi in questo modo; tuttavia è molto probabile che appunto decida di optare per una scelta del genere poprio in seguito alla lettura di un valore di velocità eccessiva… Non dimentichiamoci che i piloti sono umani, come noi, e attaccati molto alla vita, come noi e quindi sono molto cauti nel prendere determinate decisioni.
Uno degli analisti d’aviazione e analizzatore delle procedure dei piloti, ha ammesso “Solitamente si spinge la cloche verso il basso per guadagnare velocità dell’aria, quando si sta approssimando una situazione di stallo. Probabilmente i piloti hanno, contrariamente alla realtà, ricevuto indicazioni che la velocità era troppo alta e questo suggerirebbe l’operazione che effettivamente hanno eseguito. Cioè..tirare su l’aereo! Cosi facendo, hanno aggravato la situazione di stallo che si stava approssimando..”
Abbiamo analizzato in precedenza che i dati del display relativi alle velocità erano incoerenti con quelli sul sistema integrato.
come abbiamo potuto vedere, l’aereo ha stallato e poi è sceso rapidamente nell’oceano, per 3 minuti e 30 secondi di caduta “libera”, a motori accesi…e si è immerso in aqua alla velocità verticale di 10.912 piedi al minuti..ragazzi, tre km e trecento metri al minuto..sono 55 metri al secondo, pari a 198.000 km all’ora di velocità verticale! (3.300 metri al minuto * 60 = 198.000)
Un analista della CNN ha dichiarato: ” per qualche ragione, i sensori di velocità dell’aereo hanno cominciato a non funzionare correttamente e l’airbus è entrato in stallo ad alta quota. Nessuna azione del pilota avrebbe potuto recuperare la situazione, anzi..probabilmente è stata solo peggiorata.”
Una cosa rimane certa..che l’Ufficio investigativo Francese pare abbia anche insinuato una colpa al ghiaccio formatosi sui tubi di pitot..ma Airbus, notate bene, ha sostituito subito dopo l’incidente tutti i sensori di velocità con dei modelli piu recenti.
Riprendendo quanto detto in precedenti articoli, il copilota dichiarò che l’aereo aveva “perso velocità” prima che gli avvertimenti di stallo cominciassero a suonare. Immediatamente dopo, la velocità dell’aereo visualizzata sul lato sinistro era fortemente aumentata.E’ stato in questo momento che si è presa la decisione di portare l’aereo piu su, a 38.000 piedi, mentre il capitano stava rientrando nella cabina di pilotaggio. Nei secondi successivi, tutti i dati divennero incoerenti, nessuna indicazione di velocità valida e l’aereo ha stallato.

(Documento autoprodotto attingendo da fonti varie di consultazione quali:
wikipedia, md80.it, il corriere della sera, repubblica, avherald.com)

By Mjp

Australia Queensland: Voragine improvvisa inghiottisce Rainbow Beach

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Un immenso sink-hole sta inghiottendo in queste ore la spiaggia di Inskip – Raimbow Beach a nord di Tin Can Bay.I campeggiatori hanno comunicato al courer Mail (Quotidiano dove è stato prelevato e tradotto il presente articolo) che il sink-hole potrebbe essere anche profondo un centinaio di metri. Alcuni di essi stavano regolarmente viaggiando quando è apparsa all’improvviso questa voragine che a quanto pare si sta ingigantendo di ora in ora. Pare che al momento sia tre volte piu grande di quanto non fosse un’ora fa.

Le autorità comunque comunicano che nessuno pare essere stato ferito e che questi sink-hole sono causati da un trafilamento della corrente d’acqua sotto alla zolla sabbiosa. Questo movimento eroderebbe la sabbia che verrebbe portata via a blocchi grandi come case. Fonte: http://www.couriermail.com.au/news/queensland/hundred-foot-sink-hole-opens-up-on-rainbow-beach/story-e6freoof-1226082169111

By Viking87 & Creedence

La Crisi Economica è solo all inizio. EclisseForum.it intervista un Consulente Finanziario

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Negli ultimi giorni vi è un susseguirsi molto rapido di notizie relative alla situazione economica italiana, in particolar modo in seguito al taglio del rating da parte di Moodys avvenuto oggi. Ma a che punto siamo effettivamente nel percorso della crisi economica e quali sono i possibili scenari futuri che si prospettano? EclisseForum.it ha intervistato un consulente finanziario nato a Modena nel 1958 e laureato in Economia e Commercio nella stessa città nel 1983. Dal 1984 al 1994 ha prestato la sua professionalita Banca Commerciale Italiana a Modena e a Milano specIalizzandosi in intermediazione finanziaria. In seguito è stato assunto in Svizzera come Private Banking per Ubs. Dal 2001 opera come consulente finanziario, attualmente in FinecoBank del gruppo Unicredit.
A che punto siamo della crisi?
Purtroppo siamo solo alla fase iniziale della crisi.
Se Lei dovessi fotografare uno scenario globale, che immagine vedrebbe?
Per fare una foto della situazione attuale devo partire dalle origini di questa crisi. Questa nasce dagli eccessi della finanza, dall’eccesso della leva, dall’eccesso delle cartolarizzazioni, in definitiva dall’eccesso del debito. Il debito non è un male assoluto, anzi, quando è equilibrato in relazione al fatturato (quando si tratta di un’azienda) o quando lo è in rapporto col Pil (se si tratta di una nazione) aumenta la capacità di produrre reddito. Ma quando si eccede diventa malefico, perché il debitore é costretto a pagare alti interessi che gli tolgono le risorse necessarie per gli investimenti e l’economia tende sempre più ad indebolirsi.
Dall’inizio del 2009 la Fed negli Usa e la Bce in Europa hanno abbassato i tassi fino a portarli vicino allo zero: il tentativo era quello di dare liquidità al mercato, in modo da rilanciare l’economia. In realtà questa liquidità è stata molto drenata dalle banche, ansiose di coprire i buchi che si erano aperti nel loro stato patrimoniale e inoltre tese, da almeno un anno a questa parte, al conseguimento degli obiettivi riguardanti i rapporti patrimoniali previsti dalle nuove regole di Basilea 3.
Negli States la pioggia di liquidità procurata dalla Fed (che ha provveduto pure all’acquisto di Treasury a lungo termine pr mantenere bassi i tassi dei mutui coi cosiddetti “Quantitative easing”) non ha ottenuto gli effetti desiderati. L’economia si è ripresa in modo modesto e il Pil sotto il 2% non riesce affatto ad assorbire la disoccupazione che la crisi ha creato. Ad oggi le cifre ufficiali parlano di un livello di disoccupazione che supera il 9%, livello che condiziona negativamente anche il rilancio dei consumi.
In Europa la sola Germania è riuscita a mettere la testa fuori dalla crisi, grazie alla grande penetrazione commerciale nei paesi emergenti, fattore che le consente di essere fortissima nell’esportazione. Tuttavia il rallentamento in atto attualmente nei paesi emergenti creerà nel prossimo semestre qualche grattacapo anche ai tedeschi.
Altro problema per l’Europa sono i cosiddetti Pigs, o Piigs (includendo l’Italia) che dir si voglia. Sono i periferici che, oberati dal peso dei debiti pregressi, in taluni casi, come la Grecia, non hanno più neppure la possibilità di finanziarsi sui mercati, perchè i tassi che gli investitori pretendono per comprare le loro obbligazioni sono talmente alti che li porterebbero rapidamente verso il fallimento.
In molti casi il debito opprime sia i bilanci pubblici che quelli privati. Negli States, ad esempio, oltre al deleverage (graduale eliminazione della leva finanziaria) effettuato dalle banche, sta avvenendo un fenomeno ormai chiaro: i tassi reali sono ampiamente negativi, cioé il tasso d’inflazione che supera ormai il 3% sopravanza nettamente i tassi a breve di remunerazione del denaro. La conseguenza è che il denaro perde gradualmente potere d’acquisto e la povertà viene trasferita da chi detiene debiti a chi detiene capitali: è un modo per rendere “più leggeri” gli ingenti debiti dello stato. Ma questo “trasferimento di povertà” avviene molto lentamente nel corso degli anni.
Che futuro economico si potrebbe prospettare?
Il futuro delle economie degli States e dell’Europa (a cui aggiungo anche quella del Regno Unito) non appare molto soddisfacente. Si prevedono ulteriori tentativi di rilancio di un’economia che è destinata a una lunga agonia, magari senza essere afflitta da un numero elevato di fallimenti, ma di certo la crescita sarà a scartamento ridotto o, come si dice in gergo, “nettamente sotto il potenziale”.
E’ plausibile un conflitto mondiale in seguito a questa crisi che affama tutti i paesi del mondo?
No, per la semplice ragione che la crisi affama paesi poveri che non hanno certo nè il peso politico nè le risorse per scatenare conflitti. E’ però scontato che una crisi di questa portata possa scatenare veri propri conflitti sociali, se non vere e proprie rivoluzioni, come quelle a cui assistiamo attualmente in diversi paesi arabi.
Come pensa che se ne uscirà dalla crisi?
Dalla crisi si uscirà in tempi lunghi. Il tempo serve per togliere la leva dai mercati finanziari. Quando i valori iscritti negli stati patrimoniali delle banche saranno congrui a quelli che il mercato finanziario propone, allora potremo dire che questa crisi è finita. Serviranno parecchi anni, però.
In che modo c’entrano le banche?
La crisi è stata in gran parte creata dalla follia di molte banche Usa in primis e in seconda battuta anche da molte europee. Hanno commesso un imperdonabile peccato di avidità, una specie di delirio cieco di onnipotenza finanziaria. Ed ora le conseguenze sono subite dall’intero sistema economico.
Quali sono le principali considerazioni da fare sul debito pubblico?
Quando il debito supera i livelli di guardia crea sempre distorsioni e situazioni sgradevoli. Ad esempio oggi la Cina possiede il 16% del debito pubblico italiano. Quando possiederà più del 30% (temo entro il 2015) dello stesso, potrà fare delle imposizioni anche a livello commerciale. Un paese oberato dai debiti è un paese debole. Anche le più civili conquiste sindacali diventano effimere e vane se ottenute in un paese sovraindebitato.
Andiamo alla Grecia. E’ probabile che fallirà?
Non credo che la Germania lascerà fallire la Grecia nei prossimi mesi. Anche perchè oggi creerebbe un effetto contagio terrificante. Nel 2014 o nel 2015 invece, quando il sistema bancario europeo si sarà irrobustito opportunamente, l’Europa staccherà la spina. Non è pensabile, infatti, che il fallimento della Grecia si possa prorogare oltre quelle date.
Cosa accade quando uno stato fallisce?
Uno stato fallisce quando non riesce più ad onorare il pagamento dei prestiti ricevuti e dichiara “default”. Le conseguenze possono essere gravi per la perdita di credibilità. Un paese fallito difficilmente riesce a reperire risorse per rilanciare la propria economia.
Che risvolti ci sono nel futuro?
I risvolti o conseguenze della situazione attuale sono un lungo periodo di bassa crescita dell’economia intervallato da frequenti periodi di recessione: ci avviamo verso una riedizione della sindrome giapponese post bolla del 1985.

Sentivo oggi della decisione di Moody’s di collocare il rating Aa2 delle obbligazioni sovrane dell’Italia sotto revisione per un possibile declassamento.In buona sostanza..cosa sta accadendo all’Italia in questo periodo? E che cosa cambierebbe in futuro in merito a questa notizia?

La decisione di Moodys di mettere in “Credit watch” Eni, Enel e Finmeccanica è semplicemente la conseguenza di aver messo in credit watch lo stato italiano pochi giorni fa. Se verrà abbassato il rating, sia lo stato italiano sia queste società partecipate dallo stato dovranno pagare un tasso un po’ più alto per finanziarsi sui mercati internazionali. Poichè il debito italiano è già al 118% del Prodotto Interno Lordo nazionale, è facile capire che siamo in una situazione delicatissima. Più ancora che una crisi di governo, basterebbe che Tremonti desse le dimissioni a questo punto per affondarci in una crisi che potrebbe avvitarsi pericolosamente su sè stessa.

EclisseForum.it ringrazia di cuore il dott.XXX per la sua professionalità, gentilezza e disponibilità e per averci dedicato il tempo necessario a rispondere alle nostre domande.

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Ma cosa sta succendo, il clima è impazzito.

Ma cosa sta succedendo al nostro Pianeta, il clima è impazzito? Ebbene si… basta guardarsi attorno per capire che qualcosa è cambiato. Zone siccitose sono di recente state dichiarate in aree dell’Inghilterra, del Galles e della Scozia, ove tuttavia si è appena registrato il Maggio più piovoso in assoluto. La più calda primavera nel Regno Unito degli ultimi 100 anni è arrivata dopo uno degli inverni più freddi degli ultimi 300 anni, mentre a Giugno la temperatura media a Londra è stato più fredda di Marzo. Le anomalie che il 2011 ha riservato alle Isole Britanniche non sono niente rispetto a quello che sta succedendo nel mondo…

Ondate di caldo in EU– Rimanendo in Europa non meno di un anno fa più di 2000 kmq dell’Europa orientale e della Russia andavano in fiamme, 50.000 persone morivano colpite da temperature superiori alla media del periodo di oltre 6°C per molte settimane, le colture andavano perse, tant’è che due terzi del Continente conobbe una fra le estati più calde degli ultimi 500 anni.

Per non parlare di quest’anno quando un’ondata di calore ha colpito l’Europa occidentale portando siccità in Stati tra cui Francia, Svizzera e Germania, mettendo a rischi l’utilizzo delle centrali atomiche. Siccità colmata nelle ultime settimane da violenti precipitazioni che hanno portato allagamenti in Germania e Francia.

Per non parlare poi degli altri Continenti:
Nel Queeensland, in Australia, tra dicembre e gennaio si è registrata la peggior inondazione della sua storia con un’area grande quanto Germania e Francia sommersa dalle acque. Ed in Cina, dove alla peggior siccità degli ultimi 100 anni nella parte centro meridionale del Paese, di recente si sono verificate le peggiori alluvioni degli ultimi decenni con decine e decine di vittime.
Non da meno l’America che nel mese di Aprile ha registrato un numero record di tornado, più di 600. Una primavera insolitamente fredda è alla base delle alluvioni che stanno interessando il bacino del Missouri, mentre nello stesso tempo gran parte dell’Arizona è messa in ginocchio dai peggiori incendi della sua storia e nel Texas si sta registrando l’ottavo anno di siccità eccezionale.
In Messico si sono toccati i 48.8°C ad Aprile, in Bangladesh si è andati vicino ai record, in Kuwait si sono superati i 50°C, in India si sono toccati i 49.6° C.

Ovunque si guardi, il clima sembra essere impazzito. L’anno scorso ben 17 Paesi hanno battuto i loro record di temperature. In Paesi come Colombia, il bacino amazzonico, Perù, Cuba, Kenya, Somalia sono state registrate precipitazioni o ondate di calore senza eguali.

Gli scettici sostengono che ci sono sempre stati periodi di siccità ed inondazioni, ondate di caldo e temperature estreme, ma ciò che accomuna la maggior parte degli scienziati e degli osservatori è il fatto che gli eventi meteorologici estremi si verificano con maggiore frequenza, la loro intensità è in crescita. Dello stesso parere gli economisti che hanno stimato nell’ultimo anno perdite per disastri naturali pari a circa 130 miliardi di dollari contro i 25 del 1980.
Se il numero di terremoti ed eruzioni vulcaniche è rimasto più o meno costante negli ultimi anni, i disastri causati da inondazioni e tempeste sono passati da circa 133 all’anno nel 1980 a più di 350 del 2011.

Anche se nessuno scienziato da la colpa al cambiamento climatico per eventi atmosferici specifici, molti sono quelli che sostengono che questi fenomeni sono un chiaro segnale di quello che dobbiamo aspettarci da un mondo “riscaldato”. Eventi naturali, come La Niña e El Niño, sono ora aggravati dal riscaldamento di fondo del mondo.

David Barriopedro, ricercatore presso l’università di Lisbona del Instituto Dom Luiz, ha calcolato che la probabilità di ondate di calore estive in Europea aumenterà di un fattore cinque a 10 entro i prossimi 40 anni se la tendenza del riscaldamento globale continuerà.

Intanto si cambiano gli stili di vita. In Nepal, dove le piogge sono più abbondanti rispetto a prima, i tetti piani delle abitazioni stanno cedendo il passo a tetti spioventi, mentre gli abitanti dei villaggi nelle Ande stanno costruendo serbatoi e modificano le colture per far fronte a siccità sempre più frequenti.

Anche l’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha lanciato l’allarme, esortando gli Stati ad adottare misure coerenti al fine di far tornare il clima globale a qualcosa che si avvicini il più possibile al normale. Il problema è che nessuno è più troppo sicuro di quello sia veramente il normale.

Fonte 3bmeteo

Stella mangiata da un buco nero produce il piu grande Gamma Ray Burst mai osservato.

Il 28 marzo 2011 forse gli astronomi hanno osservato per la prima volta la piu grande esplosione del cosmo.
Quando l’osservatorio spaziale Swift della nasa ha avvistato l’evento il 27 marzo 2011, gli astronomi hanno subito pensato a un’esplosine di una stella massiccia in supernova,
hanno aspettato che l’energia sprigionata si dissolvesse in poche ore o minuti ma si sono accorti che la fonte di radiazioni ad’alta energia non mostrava alcun segno di cedimento,questo ha fatto pensare agli astronomi, che sicuramente erano riusciti a catturare una stella che era stata letteralmente fatta a brandelli da un buco nero.

L’esplosione della stella in realtà è una serie di “scoppi”, è come una serie di petardi che esplodono uno dopo l’altro.
“Sappiamo di oggetti nella nostra galassia che possono produrre esplosioni ripetute, ma sono migliaia e milioni di volte meno potenti di queste “raffiche” che stiamo osservando”, spiega Andrew Fruchter dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, nel Maryland.”Questo è veramente straordinario.”
Ecco come si sono svolti i fatti: L’allert(sensori) dello SWIFT Telescope Burst ha individuato lo scoppio il 28 marzo scorso, poi il telescopio Hubble ha preso l’immagine della sorgente, il 4 aprile ha scoperto che le esplosioni provenivano dal centro di una galassia che ospita il lampo GRB 110328A ,  che dista 3,8 miliardi di anni luce, lo stesso giorno il Chandra X-ray Observatory della nasa ha scattato una foto hai raggi x della sorgente e ha confermato che la fonte delle esplosioni era avvenuta al centro della galassia ripresa da Hubble.
Quello che ha dato l’indizio che si potesse trattare di un buco nero che stava cannibalizzando una stella, sono la posizione delle’evento al centro della galassia e il tipo di “raffiche”, infatti quasi tutte le galassie hanno un buco nero al centro.Ecco cosa dice l’astrofisico Neil Gehrels,lo scienziato di punta del progetto SWIFT della NASA al Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland:”Pensiamo che ci sia un buco nero dormiente lì e che deve aver iniziato a catturare
parti di materia, probabilmente una stella che è caduta nel buco nero.”

Sicuramente una stella si è avvicinata troppo al buco nero, che con la sua fortissima attrazione gravitazionale l’ha catturata, ora i gas della stella hanno iniziato a cadere dentro il buco nero producendo enormi quantità di energia che poi viene rilasciata sottoforma di particelle ad alta energia, che a loro volta producono dei veri e propri getti di particelle che vengono sparati fuori dal buco nero.
Ora anche se non è la prima volta che gli astronomi osservano un buco nero che inghiotte una stella, la cosa che ha sbalordito gli scienziati, è inanzi tutto lo”scoppio”ma anche l’energia emessa che è di gran lunga superiore a tutti gli altri eventi osservati fino a quel momento, la luminosità estrema osservata fà supporre agli astronomi che il getto di particelle sparate fuori dal buco nero è puntato dritto verso il nostro pianeta(che non ha nulla da temere dato l’enorme distanza dall’evento).

Immagini provenienti dagli rilevatori Ottico/Ultravioletto (bianco e viola) e a Raggi X (giallo e rosso) sono state combinate per creare questa vista della GRB 110328A. L’esplosione è stata rilevata soltanto in raggi X, che sono statti raccolti lungo un periodo di 3-4 ore il 28 Marzo. Credit: NASA/Swift/ Stefan Immler

Questa è un immagine in luce visibile della galassia che ospita il lampo GRB 110328A scattata il 4 Aprile da Hubble. La galassia è distante 3.8 miliardi di anni luce da noi. Credit: NASA/ESA/A. Fruchter.

Immagine del telescopio spaziale a raggi X Chandra che mostra il lampo GRB 110328A il 4 Aprile. Il centro della fonte a raggi X corrisponde con quello della galassia fotografata da Hubble (croce rossa). Credit: NASA/CXC/Warwick/A. Levan.

 

Gli astronomi di tutto il mondo stanno lavorando senza sosta per raccogliere più dati possibili dell’evento, il telesopio Hubble ha scattato svariate immagini della fonte su piu spettri, infatti l’astrofisico Neil Gehrels afferma: “Alcuni spettri sono stati aquisiti, c’è molto lavoro da fare sui cambiamenti dello spettro nel tempo” e continua ” noi ci aspettiamo che svanisca nei prossimi giorni, Se l’evento rimane brillante per diverse settimane o un mese vuol dire che è qualcosa di diverso.Sinceramente non so che cosa potrebbe essere”.

Questo è quello che è successo 2 mesi e mezzo fà ecco gli ultimi aggiornamenti:

Il 28 marzo scorso i sensori del satellite Swift della NASA hanno registrato un lampo di raggi gamma(Gamma ray burst) nella Costellazione del Drago mai osservato prima, ben presto diviene evidente che che l’evento non era un tipico scoppio di raggi gamma,una emissione di radiazione ad alta energia che spesso accompagna l’esplosione di una supernova, perchè?
perchè il flash non è scomparso dopo alcune ore o minuti ma è rimasto per settimane, e anche se adesso è svanito per intensità, dopo due mesi e mezzo il segnale che arriva dalla sorgente è ancora molto forte.

 

Credit: (left, galaxy) ASA/Swift/Stefan Immler; (right, diagram) NASA/Swift/Penn State/J. Kennea

 

Ecco la conferma di quello che è successo dopo la publicazione del secondo articolo su Science. Il gamma-ray flash Sw 1644+57  è un getto di radiazioni ad alta energia prodotto da una stella,caduta dentro un buco nero che si trova al centro di una galassia distante 3,8 miliardi di anni luce da noi, il motivo percui il gamma-ray flash Sw 1644+57  è cosi brillante è che il getto è puntato dritto verso la terra, e la causa di questo è da attribuire a un buco nero che sta consumando poco a poco la stella,questo accade perchè il buco nero strappa parti della stella e cosi facendo si creano dei veri e propri vortici di massa intorno, un po come accade all’acqua che scende attraverso uno scarico e questo processo vorticoso rilascia immani quantità di energia.
I dati raccolti in un secondo tempo dall’ Hubble Space Telescope e dall’osservatorio spaziale per raggi X Chandra hanno infatti rafforzato l’ipotesi, già suggerita dall’astrofisico di Berkeley Joshua Bloom ad appena tre giorni dalla prima rilevazione del flare, che non si trattava d’un classico GRB, bensì d’una porzione (circa il 10%) della massa d’una stella trasformata in energia da un buco nero, e irradiata in banda X dal suo disco d’accrescimento, o sotto forma di jet relativistico X e gamma allineato con il suo asse di rotazione. «Un evento esplosivo completamente diverso da tutti quelli visti prima»

 

Duellum71.

By Duellum71: Astronomi SudAfricani trovano prove di uno strano Sistema Planetario

Il dott. Stephen Potter ed il suo collega dott. Encarni Romero-Colmenero del South African Astronomical Observatory (SAAO), insieme ai loro collaboratori, hanno scoperto la prova dell’esistenza di uno straordinario sistema planetario nel quale due pianeti giganti orbitano intorno ad una coppia stretta di stelle.
Se confermato, questo sarà un esempio dell’estrema varietà dei sistemi planetari che la natura ci offre, data la natura di sistema binario.
Le due stelle, una nana bianca ed una nana rossa, sono simili al nostro Sole e sono così vicine che impiegano soltanto un paio di ore ad orbitare intorno al loro centro di massa. Per puro caso, il sistema è orientato in modo tale che le stelle si eclissano l’un l’altra ai nostri occhi.
Il dr. Potter ed i suoi collaboratori hanno notato che le eclissi non avvengono in tempi precisi, ma a volte un po’ prima ed a volte un po’ dopo. Questo ha portato ad ipotizzare la presenza di due pianeti giganti che influenzano con la propria massa l’andamento orbitale delle due stelle, modificandone lievemente i periodi di eclisse. Gli astronomi sono stati inoltre in grado di inferire che le masse dei due pianeti dovrebbero aggirarsi sulle 6/8 masse gioviane, con un periodo orbitale rispettivamente di 16 e 5 anni. Il sistema è troppo lontano per essere immortalato direttamente.
Questa coppia di stelle, nota come UZ For, sarebbe un ambiente molto inospitale. Proprio a causa della loro vicinanza, la gravità della nana bianca fa sì che essa sottragga costantemente materiale dalla superficie della nana rossa. Questo flusso di materiale termina sulla nana bianca che si surriscalda fino a milioni di gradi emettendo raggi X. La scoperta è stata possibile grazie al Large Telescope del SAAO ed alle sue osservazioni durate 27 giorni.

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Fonte: http://www.saao.ac.za/no_cache/public-info/news/news/article/199/
Abstract arXiv.org: http://arxiv.org/abs/1106.1404

Eritrea Erta Ale: Eruzione vulcano NABRO. News e Aggiornamenti – Pericolo Stop Voli

13/06/2011 h.19.00 – Aggiornamento: al momento pare che Lufthansa stia pensando di bloccare i voli: Eritrea eruption: Lufthansa cancels flights due to ash

A tutti gli eclissiani,

un’altra grossa eruzione è iniziata in eritrea pochi minuti fa. Nell’attesa di avere informazioni piu certe vi invitiamo a visistare il topic di aggiornamento al link di seguito: VAI AL FORUM

The 2218-m-high Nabro stratovolcano is the highest volcano in the Danakil depression of northern Ethiopia and Eritrea. Located at the SE end of the Danakil Alps, Nabro lies in the Danakil horst. Nabro is the most prominent and NE-most of three volcanoes with large summit calderas aligned in a NE-SW direction SW of Dubbi volcano. These three volcanoes, along with Sork Ale volcano, collectively comprise the Bidu volcanic complex. The complex Nabro stratovolcano is truncated by nested calderas, 8 and 5 km in diameter. The larger caldera is widely breached to the SW. Nabro was constructed primarily of trachytic lava flows and pyroclastics. Post-caldera rhyolitic obsidian domes and basaltic lava flows were erupted inside the caldera and on its flanks. Some very recent lava flows were erupted from NNW-trending fissures transverse to the trend of the Nabro volcanic range.

Country:   Ethiopia/Eritrea
Subregion Name:   Northeastern Africa
Volcano Number:   0201-102
Volcano Type:   Stratovolcano
Volcano Status:   Holocene?
Last Known Eruption:   Unknown
Summit Elevation:   1875 m    6,152 feet
Latitude:   13.27°N   13°16’0″N
Longitude:    41.65°E   41°39’0″E