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Il Mio Primo Telescopio – Addendum – Recensione Ziel Galaxy 1 Advanced Evolution

Il Mio Primo Telescopio

Leggi la parte prima: Il Presupposto

Leggi la parte seconda: La Montatura

Leggi la parte Terza: Motorizzazioni

Leggi la parte Quarta: Ottiche

Leggi la parte Quinta: Accessori

Ora veniamo al dunque: per quale motivo un astrofilo neofita come me ha sentito l’esigenza di stendere una serie di articoli contenenti alcune considerazioni relativamente all’acquisto del primo telescopio? Bene, semplicemente perchè ritengo che l’acquisto del primo telescopio rappresenti un punto cruciale per iniziare questa passione nel giusto modo. A livello personale, sono stato fortemente aiutato da alcune persone: nell’acquisto l’aiuto mi è arrivato da alcuni autori di Eclisseforum, ma dal punto pratico (essenziale) l’aiuto maggiore mi è stato concesso dal Gruppo Astrofili Soglianesi Vega, un gruppo di persone davvero preparate e che sono riuscite a farmi riconsiderare il mio acquisto ponendomi nella giusta ottica. Voglio raccomandare anche a voi lettori una raccolta capillare di informazioni, sceglietevi una serie di prodotti e poi metteteli al vaglio di astrofili competenti. Solo ed esclusivamente loro, in questa fase, sapranno indirizzarvi in maniera giusta nella valutazione corretta e spesso potreste trovare delle vere occasioni nell’usato da loro proposto. Anticipato questo concetto, andiamo a vedere nel dettaglio il mio acquisto:

Ziel Galaxy 1 Advanced Evolution

Il telescopio fa parte di quella gamma di prodotti che possiamo definire “Entry Level”, sia per quanto riguarda i costi che per quel che riguarda le opportunità che fornisce. Partiamo, seppur erroneamente, dal prezzo: il costo si aggira intorno ai 630,00 euro nuovo, usato si trova anche sui 300,00 euro e già questo ci fa capire che siamo nella fascia  ultra-economica.

p_153La dotazione di Serie

Uno dei pregi di questo prodotto risiede nella completezza di dotazioni che ne fa uno strumento adattissimo per imparare i rudimenti di questa passione, prendendo contatto con le prime tecniche basilari in termini di stazionamento, puntamento e inseguimento degli oggetti. Viene fornito con i seguenti accessori (in verde quelli che ritengo piu importanti):

  1. Montatura Eq5
  2. Motorini AR + DEC
  3. Bolla di stazionamento sulla montatura
  4. Cannocchiale polare
  5. Raccordo T2 per la foto a fuoco diretto
  6. Cercatore 5×30
  7. N.2 Oculari: da 10mm e 20mm
  8. in alcuni casi si trova anche un filtro lunare in regalo
  9. Scala graduata e disco orario per la ricerca attraverso le coordinate di Declinazione e Ascensione Retta.

Quindi si può dire che già nella configurazione base, il tutto è abbastanza completo e gli accessori (cannocchiale polare, bolla di stazionamento e motorini) spingono noi neofiti verso la comprensione dell’importanza di un posizionamento corretto, che rappresenta la base di ogni visualizzazione corretta.

 

Difetti

Mi preme, prima di elogiare questo telescopio con cui mi trovo molto bene, iniziare le valutazioni elencando quelli che a mio avviso sono i punti “neri” di questo prodotto, comincidando dalla brochure. Nella descrizione prodotto viene specificato quanto segue:

E’ questo uno strumento caratterizzato da una notevole luminosita’, grazie all’ottimo rapporto focale. Particolarmente indicato per le fotografia a lunga posa, sara’ apprezzato dalla maggior parte degli astrofili che ricercano una grande versatilita’ unita ad immagini chiare e definite. La montatura EQ5 garantisce precisione di inseguimento, grande robustezza e una notevole capacita’ di carico.

Cominciamo nella nostra analisi con quanto scritto:

1) particolarmente indicato per la lunga posa: abbiamo già visto nei precedenti articoli come questa frase rappresenti una visione davvero ottimistica del prodotto, perchè bisogna capire poi quale tecnica intendono con “foto a lunga posa”. Va detto immediatamente che se consideriamo come “foto a lunga posa” esposizioni oltre al minuto, il telescopio “così’ come fornito”, non permette l’ottenimento di risultati apprezzabili  per via dei giochi dei leveraggi, di backlash etc.etc. a patto di effettuare allineamenti veramente precisi e spesso sono procedure davvero ardue.Quindi considerando che il telescopio è rivolto al mercato entry level, non si può certo dire che il sistema sia adatto per foto a lunga posa, salvo operare alcune modifiche “homemade” che vedremo in articoli successivi. E’ però da notare che, parlando di prodotto uscito di fabbrica,  è possibile fare foto a breve esposizione (fino al minuto) con una reflex dotata del suo anello T2, e poi eventualmente sommarle etc.etc.

2) . La montatura EQ5 garantisce precisione di inseguimento, grande robustezza e una notevole capacita’ di carico: altra nota che va chiarita..una montatura Eq5 non ha una grande capacità di carico. Come anticipato nell’articolo relativo alle montature, quella fornita con questo telescopio è ottima per il visuale dove l’accoppiamento con l’ottica da 150mm e 750mm di focale permette davvero una grande versatilità. Diverso invece il discorso se si intraprende la strada del “fotografico”: la montatura è al limite del suo utilizzo. Basti pensare che vi sono due strade per le foto a lunga posa..o si monta un telescopio aggiuntivo sopra alla montatura che permetta di effettuare l’autoguida elettronica (e coi pesi si va davvero fuori tolleranza) oppure si tenta la strada della guida manuale fuori asse, ma vi sono enormi dubbi sulla focale che potrebbe risultare davvero corta e quindi non permettere un inseguimento corretto. Quindi occhio a cosa si legge…e teniamo presente che da quel che sto capendo, in questa passione “il compromesso” la fa da padrone e la parola d’ordine è “inventiva”. Quindi si riescono ad ottenere dei risultati nella lunga posa, ma a patto di accettare compromessi e sfruttare una certa inventiva. Io ci sono riuscito mettendo mano all’elettronica dei motorini (semplicissimo intervento di saldatura) e con l’utilizzo di un cercatore di guida anzichè di un telescopio aggiuntivo e questo mi ha permesso di limitare i pesi di carico.

Infine rilevo una certa imprecisione nelle frizioni della montatura: una volta centrato l’oggetto, quando si agisce per  bloccare la montatura, le frizioni spostano il posizionamento facendo quindi uscire l’oggetto dal centro dell’oculare. E’ necessaria quindi particolare attenzione quando si va ad agire sulle viti di bloccaggio.

3) Focheggiatore: volendo fare le pulci, il focheggiatore rappresenta il difetto piu concreto di tutto il prodotto. Di fabbricazione pessima, va benino nel visuale a patto di non richiedere enormi ingrandimenti ad esempio con l’apposizione della barlow dove il punto di messa a fuoco si sposta su movimenti micrometrici e la scarsa precisione del focheggiatore rende a volte difficile una messa a fuoco corretta. Il focheggiatore inoltre ha diversi giochi che lo rendono un pò ballerino. Anche questo particolare acquisisce una certa importanza nell’ambito dell’astrofotografia, ad esempio per quanto riguarda la capacità di caricare il focheggiatore con una fotocamera reflex. Per quel che riguarda il focheggiatore di serie, con una reflex montata si accusa molta imprecisione, accompagnata da giochi poco simpatici. A volte risulta davvero difficile una messa a fuoco perfetta e in alcuni casi basta un pò di vento per far muovere il focheggiatore e perdere il punto di fuoco. Essendo comunque che questo telescopio, complessivamente, è un prodotto valido può essere una buona considerazione optare per una sostituzione del focheggiatore dopo qualche anno di utilizzo.

4) Altri “Giochi”: altri aspetti meno performanti si trovano in alcuni giochi di accoppiamento. Ad esempio, il cercatore polare non è sempre ben saldo nella sua sede quando si vanno a posizionare i riferimenti delle costellazioni del Grande Carro e Cassiopea e questo a volte può sfalsare un pò l’allineamento. Inoltre i cerchi graduati di Ascensione Retta e Declinazione non sono particolarmente precisi, ogni tanto capita che durante le regolazioni si perdano i riferimenti impostati. Nonostante questo, va detto che un bravo astrofilo riesce comunque ad allineare oggetti utilizzando le coordinate celesti anche su questo telescopio e quindi bisogna sempre tenere presente che l’esperienza è il primo ponte per l’attraversamento del mare di difficoltà.

Veniamo ora ai “pregi” che ho trovato nell’utilizzo, sia in visuale che in fotografico.

In Visuale

Il telescopio è molto luminoso, e fornisce una visione davvero molto nitida. Gli oculari forniti di serie non sono particolarmente performanti, nonostante questo si possono apprezzare anche nel visuale alcuni dettagli di tutto rispetto. Ad esempio è possibile scorgere la fascia nera presente tra il pianeta saturno e i suoi anelli, oltre a numerose lune. Anche Giove regala delle belle visualizzazioni, si possono scorgere le bande scure e diversi suoi satelliti. Ovviamente, se pensate di poter scorgere la grande macchia rossa..beh…diciamolo subito: non c’è una definizione del genere… normalmente è consigliata la visualizzazione dettagliata dei pianeti utilizzato telescopi rifrattori. Ma nel suo “piccolo”, può essere un valido strumento di studio e di osservazione anche planetaria.

Per quel che riguarda il deep sky invece, ho potuto apprezzare un pò tutta la gamma di oggetti che normalmente fanno parte del percorso di crescita di un astrofilo neofita. Quindi ho avuto modo di osservare alcune nebulose (spettacolare orione), qualche galassia (Andromeda, M81, m82, m33) e qualche ammasso stellare come ad esempio M13 e altri.

Un neo può essere considerato il cercatore, che spesso risulta essere un pò “sottodimensionato” rispetto alle esigenze, ma quello in futuro si potrà pensare di sostituirlo. Diciamo quindi che nell’ambito della visualizzazione il telescopio funziona bene, risultando corretto e luminoso. Inoltre, una volta stabilizzato e ben bilanciato, insegue molto bene gli oggetti e quindi permette di godere di una visuale sicuramente ottimale di gran parte degli oggetti della volta celeste.

In Fotografia

In principio non mi interessava la fotografia. E’ stato grazie ad alcuni membri dell’Associazione Astrofili Soglianesi VEGA che sono venuto a contatto con questo fantastico mondo. Grazie a loro, ho avuto modo di accoppiare una macchina fotografica al mio telescopio per la prima volta, con successo.

Inutile dire che la sorpresa è stata enorme, perchè stiamo comunque parlando di un telescopio che costa “solo” 639,00 euro. E quindi, oltre a tutto ciò che abbiamo elencato a inizio articolo, dobbiamo aggiungerci anche la possibilità di affacciarsi al mondo fotografico.

Il telescopio, come buona parte dei riflettori, soffre purtroppo di un pò di “coma” e cioè la tendenza ad allungare le stelle ai bordi della foto. Consideriamo inoltre che il focheggiatore, come detto prima, non è certo dei migliori.
Bene, tolte queste due “particolarità”, il telescopio si comporta benissimo anche nell’imaging. Grazie alla sua focale permette di ottenere foto di grandi oggetti “in unica soluzione”, e cosi con pochi scatti si può ottenere una bella andromeda o le pleaidi. Ovviamente, poi, va a perdere qualcosa in dettaglio rispetto a telescopi con focali piu lunghe e diametri maggiori..ma per iniziare, direi che è di tutto rispetto. A parte qualche difficoltà di utilizzo dato dall’ammanco del goto (difficoltà comunque superabile) e dal bilanciamento del telescopio quando si vanno a caricare alcuni pesi in piu come la reflex e un cercatore guida, il tutto funziona a meraviglia (sempre tenendo conto il rapporto qualità prezzo) e il telescopio appare essere anche sufficientemente corretto.

Ma bando alle ciance, questa è la galassia di Andromeda, ottenuta con una somma di piu foto e collegando a fuoco diretto una Canon Eos 650D.

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Conclusioni

Per concludere questo piccolo “lavoro” di approccio all’astrofilia, mi ritengo soddisfatto dell’acquisto . Un telescopio facile da trasportare e di basso costo, che permette di togliersi tante “voglie”, dall’osservazione planetaria e lunare fino alla ricerca di oggetti dal cielo profondo. Ottimo per iniziare, senza precludersi totalmente alcune strade. Fatte le dovute considerazioni per quanto concerne i compromessi, ritengo che il sistema possegga tutte le dotazioni e opportunità che un telescopio entry level deve avere. Sia chiaro che questo prodotto non rappresenta nè il miglior compromesso, nè il miglior prezzo. Il mercato è pieno di buoni prodotti, alcuni piu validi di questo mentre altri piu limitati. Non potendo ovviamente recensire ogni prodotto esistente, non mi rimane che consigliarvi la consultazione con astrofili di fiducia.

Buona scelta Big Smile

Il mio primo telescopio: parte V – Accessori

Il Mio Primo Telescopio

Leggi la parte prima: Il Presupposto

Leggi la parte seconda: La Montatura

Leggi la parte Terza: Motorizzazioni

Leggi la parte Quarta: Ottiche

Avete letto le precedenti parti? Avete approfondito tramite i numerosi documenti online tutto quanto accennato fin’ora?

Bene, è arrivato il momento di valutare quanti accessori vengono forniti con l’acquisto del primo telescopio.

Direi che in prima analisi si renda necessario stabilire quali sono gli accessori piu “sensibili”, che possono aiutare ad optare per un prodotto o meno. Prima di addentrarci però in questo semplice articoletto, ritengo obbligatorio stabilire che quanto viene esposto qua deve essere un “corollario” delle valutazioni che avete fatto fin’ora; nel senso che è abbastanza scontato che se dovete scegliere tra un telescopio iper accessoriato ma qualitativamente scadente e un telescopio non molto accessoriato ma con ottiche eccezzionali, è abbastanza banale optare per la seconda configurazione.

Dunque, gli accessori importanti che possono aiutarci a prendere una scelta sono grosso modo due:

1) la disponibilità di raccordi fotografici al focheggiatore

2) la disponibilità del tanto utile cannocchiale polare

Raccordi Fotografici

Per quel che riguarda la disponibilità di raccordi fotografici, è bene capire al momento dell’acquisto se il telescopio viene fornito con filettature adatte all’utilizzo fotografico. Normalmente si intendono due tipi di fotografia:

1) In parallelo:  questa prevede il montaggio della macchina fotografica sugli anelli di tenuta del telescopio. In pratica, il telescopio fa solo da “supporto” alla macchina fotografica, la quale scatta foto con il proprio obbiettivo e in maniera totalmente indipendente. Il vantaggio di questo tipo di fotografia risiede nella possibilità di sfruttare il movimento della montatura motorizzata e quindi scattare foto con pose piu lunghe (fino a diverse decine di secondi o qualche minuto se l’allineamento polare è corretto). E’ utile ad esempio qualora si voglia fare una splendida foto alla via lattea o per fotografare oggetti del cielo particolarmente estesi, come la nebulosa nord-america o alcuni frammenti di via lattea in cui sono presenti oggetti interessanti (come le nebulose oscure). Ovviamente, sarà poi possibile aumentare la performance fotografica inserendo obbiettivi dedicati ma questo entra poi in discorsi fotografici piu complessi. Questo tipo di predisposizione consiste in una semplice “vite” posta sopra ad uno dei due anelli di tenuta e su cui va avvitata la macchina fotografica come in foto (credits: astrotrezzi.it ):

parallelo

2) al fuoco diretto:  in questo caso, invece, si intende la disponibilità di un raccordo a vite posto sul focheggiatore con una filettatura apposita. Normalmente si trova con il nome di “filettato 42mm” o piu comodamente “filetto T2”. La foto si scatta posizionando la macchina reflex direttamente sul focheggiatore, mediante un anello T2 a baionetta che va a “sostituire” l’obbiettivo. L’anello ovviamente deve essere acquistato a parte in un negozio specifico e non viene mai fornito col telescopio in quanto ogni reflex monta una baionetta propria. Una volta acquistato l’anello, si toglie l’obbiettivo dalla macchina reflex, si applica l’anello a baionetta. Questo anello termina con una filettatura T2 e questo quindi va avvitato al raccordo T2 presente nel focheggiatore. Tutto l’insieme permette quindi di “assegnare” al telescopio il ruolo di obbiettivo della fotocamera, e quindi gli ingrandimenti e le caratteristiche dell’obbiettivo sono quelle del vostro telescopio (apertura, focale e rapporto f/ ). Un esempio, nella foto seguente (credits: astrotrezzi.it)

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Inutile dire che il mondo fotografico è ampissimo, e ci sono un sacco di altre tecniche da valutare (ad esempio proiezione dell’oculare) ma non è il caso di anticipare altre tecniche: diciamo che nelle condizioni di vendita di un telescopio entry level, quando si legge “adatto all’astrofotografia”, bene o male sono presenti queste due predisposizioni: fuoco diretto (filettatura T2 al focheggiatore) e in parallelo (raccordo fotografico nell’anello di supporto del telescopio)

 

Il Cannocchiale Polare

Se state preferendo l’acquisto di una montatura equatoriale, è molto plausibile che tra gli accessori inseriti nelle condizioni di vendita, troviate il cannocchiale polare.

Il cannocchiale polare è un vero e proprio cannocchiale (monoculare) che si inserisce all’interno della montatura in un apposito foro che la attraversa completamente. Il cannocchiale polare va puntato sempre verso Nord, ovviamente verso la stella polare.

E’ importante che sia presente perchè grazie a questo si può migliorare di molto l’allineamento della montatura alla stella polare e quindi garantirsi un inseguimento efficace senza operare elaborate regolazioni. Sia chiaro che l’allineamento polare, facendo parte delle procedure di stazionamento di una montatura, rappresenta forse la parte piu importante di una serata di visualizzazione, specie se poi si vogliono scattare foto. Vi sono diversi tipi di allineamento possibili, alcuni si possono ottenere anche senza cannocchiale e forse sono anche piu precisi (ad esempio il complicato metodo “Bigourdan”) ma debbo ammettere che di primo acchito un buon cannocchiale polare permette una prossimità di allineamento accettabile e semplifica di molto il lavoro.

Quindi, siate molto felici se nel telescopio con montatura equatoriale che state acquistando è presente questo tipo di accessorio perchè quando lo saprete usare riuscirete a stazionare la vostra montatura in breve tempo e con sufficiente allineamento alla stella polare.

L’utilizzo è molto semplice, e farà parte di un articolo apposito quando parleremo di stazionamento della montatura. Intanto è giusto sapere innanzitutto come si prenseta il cannocchiale polare (credits image: AstroAlex – astrofoto.altervista.org):

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Come vedete da voi, è un cannocchiale con alcuni riferimenti:

1) Big Dipper – sarebbe il grande carro

2) CAssiopea – sarebbe la costellazione di cassiopea

3) Polaris: è quel circolino all’interno del crocicchio.

Si utilizza cosi: si osserva a che punto si trova il grande carro nel cielo (fingiamo che si trovi nei pressi dell’orizzonte), e si osserva la corrispondenza con cassiopea. E’ necessario posizionare il “big dipper” esattamente come lo vedete nel cielo, nello stesso modo.

FAtto questo e verificata la corrispondenza piu o meno esatta tra le posizioni delle due costellazioni nel cielo e nel cannocchiale, dovreste spostare i registri della montatura fino a “inserire” la stella polare all’interno del circolino nel crocicchio. In questo modo avrete fatto un allineamento polare e siete pronti per inseguire gli oggetti.

Ora…racconterò le mie debàcle in tal senso, perchè ho cominciato senza avere una guida di riferimento e mi sono incartocciato spesso con questo benedetto allineamento..ma ad oggi posso dire che è molto semplice da effettuare e fornisce risultati di tutto rispetto.

Concludo questa serie di articoli con un piccolo sunto:

1) verificate che montatura vi viene offerta

2) verificate che ottica viene fornita di serie

3) considerate o meglio preferite montature che abbiano già una motorizzazione

4) valutate la presenza di cannocchiale polare e di eventuali raccordi fotografici.

A breve posterò come “appendice” a questo lavoro, la recensione del mio telescopio e le “oscure avventure” che mi ha regalato (nel bene e nel male)

Buon acquisto.

 

 

Il mio primo telescopio: parte IV – Le Ottiche

Il Mio Primo Telescopio

Leggi la parte prima: Il Presupposto

Leggi la parte seconda: La Montatura

Leggi la parte Terza: Motorizzazioni

Dopo aver capito cosa osservare con un telescopio ed aver approfondito un pò la conoscenza superficiale di montature e motorizzazioni, veniamo ad un discorso ben piu complesso, le ottiche. Per scarsa preparazione e per incompletezza di informazione, consiglio di leggere in maniera superficiale ciò che sto dicendo e di affidarsi piuttosto all’ampia documentazione che si trova online o, meglio ancora, affidarsi ad un gruppo astrofili.

Nonostante questo, è mio desiderio parlare di questo aspetto in quanto di primaria importanza per la scelta del proprio primo strumento.

Punto subito al dunque: nell’ambito dei telescopi ci sono tantissime configurazioni e innumerevoli “schemi ottici”. Pensate che solo nella configurazione “telescopio riflettore” sono presenti almeno sei tipi di schemi ottici diversi e con sistemi di correzione delle immagini diversi e con performance diverse:  Newton, Cassegrain, Maksutov, Schmidt etc. e via discorrendo.E’ mia intenzione trattarne solo due, che sono quelli piu in voga nell’immaginario collettivo di ogni Astrofilo Neofita. I due schemi ottici di cui parlerò sono

1) Telescopio Riflettore Newtoniano

2) Telescopio Rifrattore.

Le differenze tra i due telescopi sono sostanziali, sia in termini di ottiche che di risultati visivi.I valori piu sensibili di cui tenere conto durante la scelta sono

a) Diametro di Apertura

b) Lunghezza Focale

c) Rapporto Focale

RIFRATTORE

Vediamo prima il funzionamento di un telescopio Rifrattore, questo è lo schema di base:

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..l’oggetto si presenta grosso modo come in questa immagine:

7b12fac96d41bb75c8988969aa736556_bigDiciamo che questo rappresenta nell’idea comune “il telescopio”.

Come vediamo dallo schema presentato sopra, la luce entra all’interno del tubo attraversando delle lenti poste come “obiettivo”, un pò come gli obbiettivi delle macchine fotografiche per intenderci. Una volta che la luce è passata attraverso queste lenti (che possono essere piu di una, anzi…SONO piu di una Smile), viene scomposta (o rifratta) e ricomposta in un punto fino a raggiungere il focheggiatore posto in fondo allo strumento ed attraverso delle manopole che ne allungano o diminuiscono l’escursione permettono di regolarne la messa a fuoco.

I “pro” di questo tipo di ottica sono

– Ampi dettagli sugli oggetti (ad esempio sui pianeti)

– Immagini piu luminose e contrastate.

Essendo un sistema “a lenti” è però soggetto ad un effetto chiamato “aberrazione cromatica”. Cioè, ha la tendenza a mostrare caratteristiche di luce non corrette nel momento in cui avviene la ricomposizione dell’immagine. Per evitare questo problema, si è reso quindi necessario elaborare delle lenti in modo migliore, con tecniche e materiali nuove e calcolandone il posizionamento perfetto all’interno del gruppo “obbiettivo”. I telescopi rifrattori quindi traggono una parte del nome da questo tipo di correzione, diventando “apocromatici”, “semi-apocromatici” o “acromatico”.

Va da se quindi che i contro sono

– Maggior spesa rispetto ad un riflettore newtoniano, a parità di prestazione.

– Maggior delicatezza nell’uso (se ti cade son dolori)

Quindi se la vostra idea è quella di comprare un telescopio rifrattore con 3/400 euro compreso di motorini, montatura etc.etc, va da se che il rischio di trovare ottiche non corrette è abbastanza alto. Purtroppo, da quel poco che so, per acquistare un rifrattore buono bisogna affrontare un investimento che ritengo eccessivo per un neofita che nemmeno sa quanto utilizzerà il telescopio. Ovviamente esistono le eccezioni e su questo dobbiamo sempre essere chiari.

Non posso comunque non citare alcuni rifrattori a 89 euro o a 130 euro spedizione inclusa…e li cito in silenzio. Undecided

Altra musica invece se si parla di rifrattori “fatti a dovere”, non posso negare che siano quelli che forniscono maggiori dettagli e in un certo senso preferibili al newtoniano in ambiti fotografici (si parla di cifre oltre i 3.000 euro…)

RIFLETTORE NEWTONIANO

Il telescopio Riflettore Newtoniano presenta invece un’ottica completamente diversa:

5Newton..mentre questa è l’immagine del telescopio per come comunemente si presenta:

 

newton

Come si intuisce dallo schema dell’ottica, la luce entra, arriva in fondo al tubo dove vi è posto uno specchio primario generalmente quasi parabolico (non una lente, ndr!) viene riflessa (riflettore!!) e convogliata verso un altro specchio (secondario) il quale ha il compito di raccogliere il cuneo di luce in arrivo dal primario e convogliarla verso il focheggiatore.

Questa configurazione è tra quelle piu utilizzate, trovando forte consenso nel mercato che ne ha fatto diminuire sensibilmente i costi. Inoltre è un pò meno “delicato” rispetto ad un rifrattore, anche meno pesante e questo lo rende facilmente trasportabile.

I pro sono:

1) facilità di impiego e collimazione

2) vasta gamma di possibilità e configurazioni

3) rapporto qualità/prezzo spesso vincente soprattutto sulle fasce economiche

4) adatto a oggetti del profondo cielo

I contro sono:

1) minor definizione e minor contrasto rispetto ad un rifrattore, perde molto sul planetario

2) può mostrare un’ombreggiatura al centro dell’immagine dovuta alla presenza dello specchio secondario (ahimè)

3) a lungo andare può rendersi necessario rialluminare gli specchi.

Nonostante questo, ritengo a livello personale che il telescopio newtoniano rappresenti per chi inizia un ottimo punto di partenza, risultando valido per effettuare la visualizzazione della maggior parte degli oggetti nonchè tentare i primi approcci fotografici con una spesa contenuta. Io ho scelto questo.

DIAMETRI, FOCALI, RAPPORTI

Da bravo neofita, mi rivolgo ai neofiti…quando si viene a contatto per le prime volte con questo affascinante mondo, si viene letteralmente investiti da una serie di parametri che sembra non voler dire molto..apertura, diametri, capacità di raccogliere luce, luminosità e chi piu ne ha piu ne metta. Essendo neofiti, non penso sia il caso di affondare la propria intenzione nella ricerca della prestazione tout court…però possiamo buttare uno sguardo ad alcuni parametri fondamentali che possono darci l’idea di ciò che stiamo comprando.

Primo aspetto da non sottovalutare è che il telescopio funziona finchè raccoglie luce. Piu luce raccoglie e maggiore sarà la luminosità e la possibilità di ottenere alcuni dettagli. Questi valori si misurano con tre parametri fondamentali che sono: diametro dell’apertura, lunghezza focale, rapporto focale.

Il diametro d’apertura è molto semplice da individuare. Si misura in millimetri (mm) e varia normalmente dai  70mm ai 300/400 mm. Va da se che un 150mm raccoglie meno luce di un 200mm, ma contestualmente ne raccoglie molta di piu di un 130mm o di un 114mm.

Per dare un’idea dell’importanza di questo valore, si tenga presente che se confrontiamo un telescopio con apertura da 150mm con uno di apertura 200mm, abbiamo 5 centimetri in piu di apertura. Questi cinque centimetri sembrerebbero una banalità trascurabile..niente di piu sbagliato. Pensate ad un disco. Se lo ingrandite di 5 cinque centrimetri, la superficie di materiale che dovrete integrare è notevole. Quindi anche se un’apertura di 5 centimetri in piu può sembrarvi una bazzecola, non lo è: anzi.

Abbiamo poi la lunghezza focale: questa è la misurazione del percorso che la luce deve compiere all’interno del tubo. L’aumentare o il diminuire di questo parametro favorisce o meno la possibilità di dettaglio del telescopio. Ad esempio, un telescopio come il mio ha una focale da 750mm e con questa focale riesco a scorgere come dettaglio di riferimento lo “spazio nero” che c’è tra Saturno e i suoi anelli. Un telescopio con una focale minore, probabilmente non riesce ad arrivare a questa definizione. Mentre un telescopio con una focale maggiore (ad esempio 1000mm) permetterebbe di osservare dettagli maggiori del pianeta. Bisogna considerare che una focale piu lunga aumenta anche “le dimensioni” dell’oggetto, quindi in certi ammassi stellari o con oggetti di grandi dimensioni (come andromeda) può rivelarsi controproducente perchè si rischia di non poterli gustare nella loro interezza. Diversamente, una focale corta ha come “contro” il fatto di non poter scorgere dettagli degli oggetti piu piccoli e lontani. Anche qua..questione di compromessi.

Infine abbiamo il rapporto focale, e sarebbe quel numero che c’è dopo il valore “f/” che si trova in tutte le schede tecniche dei telescopi. AQuesto da un’indicazione di luminosità e si calcola dividendo il diametro dell’apertura/lunghezza focale. A valori di F piu alti corrisponde minor luminosità.

Esempio: Un telescopio 150mm di apertura con focale da 750mm ha un rapporto focale pari a : 750/150=5 quindi F/5

Da qui possiamo fare alcuni esempi di circostanza..se io avessi lo stesso telescopio con una focale piu lunga, scende la luminosità ma aumenta il dettaglio. (1000/150 = F/6.6). Quindi è vero che avrei piu dettaglio, ma avrei anche minor luminosità. Viceversa, se io accorciassi la lunghezza focale del telescopio a 500, avrei: 500/150=F/3.3. Quindi maggior luminosità ma minor possiblità di scorgere dettagli.

Di seguito alcune configurazioni standard:

Telescopio 150/750 = F/5

Telescopio 200/1000 = F/5

Telescopio 200/1200 = F/6

etc.etc.etc.

Per concludere, considerate che la focale insieme al diametro saranno poi importanti per quel che riguarda l’aspetto “peso”, quindi è necessario cercare un buon compromesso tra montatura e ottiche.

Il Fuocheggiatore

Infine, non si può non parlare del fuocheggiatore. Il focheggiatore è quel dispositivo che può essere posizionato in fondo al tubo ottico (nel caso di telescopi rifrattori o alcuni riflettori) oppure a qualche decina di centimetri dall’apertura anteriore (newtoniano)

E’ un dispositivo creato piu o meno in questo modo:

Skywatcher_Fuocheggiatore_Crayford_per Newton_400x400

e solitamente attraverso delle viti è fissato al tubo ottico.

Il fuocheggitore è quell’elemento verso cui converge tutta la luce del telescopio e permette attraverso il movimento delle rotelle poste alla base, di allungare o accorciare il punto di messa a fuoco in modo da ottenere immagini nitide. Nel fuocheggiatore devono poi essere inseriti gli oculari che sono gruppetti di lenti che forniscono gli ingrandimenti necessari per la visualizzazione degli oggetti. Gli oculari, a loro volta, sono intercambiabili..se avrete intenzione di passare molto tempo a godervi la semplice visualizzazione astronomica, conviene mettere da parte qualche centinaio di euro per acquistarne diversi e farsi una riserva ben fornita. Quello che deve essere chiaro però è che maggiori saranno le performance degli oculari e piu precisione servirà al fuocheggiatore in quanto spesso il punto di messa a fuoco “verte” nello spazio di pochi millimetri.

Purtroppo, essendo Astrofili Neofiti non abbiamo possibilità di scegliere in maniera precisa il tipo di focheggiatore fornito nel nostro tubo ottico. Va detto però che spesso nei telescopi di fascia economica molto bassa, questo rappresenta un limite non indifferente. Purtroppo nella maggior parte dei casi è opportuno convivere con quello fornito e magari prendere in considerazione una sostituzione futura con focheggiatori piu performanti, ma senz’ombra di dubbio per iniziare è sufficiente quello montato di serie. I difetti piu comuni di cui soffrono i  fuocheggiatori economici sono relativi alla precisione e al carico sopportato. Diciamo che se l’obbiettivo è quello di fare semplice visualizzazione, difficilmente potreste incappare nell’esigenza assoluta di dover cambiare il fuocheggiatore. Mentre, qualora abbiate voglia di scattare foto, è probabile che nasca l’esigenza di aver maggior precisione e quindi dotarvi di un fuocheggiatore piu performante.

 

Prossimo articolo, conclusivo di questa parte, parleremo di alcuni accessori dopodichè per capire meglio una piccola recensione del mio strumento. Buone valutazioni e cieli sereni a tutti.

 

 

 

Il mio primo telescopio: parte III – Inseguimento Manuale, motorizzato o GoTo?

Il Mio Primo Telescopio

Leggi la parte prima: Il Presupposto

Leggi la parte seconda: La Montatura

Nell’articolo precedente ho fatto un focus sulla montatura, considerando in maniera un pò più dettagliata quella equatoriale con qualche considerazione sui pesi supportati.

E’ giunto quindi il momento di fare alcune considerazioni su eventuali motorizzazioni del telescopio. Devo dire che nel mio essere Astrofilo Neofita ho impiegato parecchio tempo prima di carpire alcuni aspetti.

Il Principio

Il principio di base che interessa una scelta in tale campo è molto semplice e in un certo senso banale. La terra gira, anche se non ce ne accorgiamo. Il risultato percepito è che sembra che sia il cielo a muoversi sopra la nostra testa. Il movimento celeste, osservato “ad occhio nudo” è praticamente impercettibile, con brevi visualizzazioni a occhio nudo pare che tutto sia statico e non lo consideriamo un “problema” (motivo per il quale spesso viene minimizzato quando si decide di acquistare un telescopio)

Questo aspetto invece salta fuori quando si osserva attraverso un telescopio, perchè ovviamente lo strumento ingrandisce una piccolissima porzione di cielo e quindi il movimento terrestre risulta essere molto molto pronunciato; puntando un oggetto con un telescopio non motorizzato, questo uscirà dal nostro campo visivo molto rapidamente. Giusto un esempio, sganciando i motorini dalla mia montatura e osservando tramite un oculare da 20mm sul mio telescopio che ha 150mm di apertura ed una focale di 750mm, un oggetto come Saturno esce dal campo visivo in appena 20/30 secondi..poi devo agire sulle manopole, centrare nuovamente l’oggetto che rimarrà nel campo altri 20/30 secondi..e via di seguito.

Vengono quindi in aiuto le varie motorizzazioni presenti sul mercato che, con un movimento sincrono a quello della rotazione terrestre, annullano questo movimento di rotazione spostando gli assi del telescopio  e fissando quindi l’oggetto nell’oculare per diverso tempo.

Ok, cosa devo sapere?

In linea generale, i telescopi di fascia economica bassa forniscono tre casistiche..manuale, motorizzato e GoTo. Nota: tutte e tre sono adatte per scopi fotografici ma garantisco che nel primo caso per ottenere foto accettabili a lunga posa serve un’esperienza enorme. A patto di non avere una spiccata predisposizione all’utilizzo del telescopio (tutto può essere) credo che difficilmente un Astrofilo Neofita degno di tale nome possa effettuare con successo i primi scatti senza avere motorizzazioni…Detto questo, vediamo cosa ci offre il “mercato”:

1) Inseguimento Manuale:

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Vi sono delle manopole poste nella montatura. Agendo su queste manopole, si fa girare una vite senza fine posta sull’asse e questa sposta il telescopio. Quindi, in caso di inseguimento manuale, bisogna puntare l’oggetto, poi si osserva nell’oculare e quando questo si trova in prossimità dell’uscita dal campo visivo lo si va a centrare nuovamente con brevi movimenti sugli assi.

2) Inseguimento Motorizzato

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In questo caso abbiamo uno o due motorini che gestiscono atuomaticamente il movimento del telescopio, essendo essi sincronizzati di defautl con il movimento della terra. Ovviamente per utilizzarli bisognerà effettuare un buon allineamento della montatura con la stella polare, ma questo problema è facilmente risolvibile quando si tratta di osservare (un pò meno quando si vuole fotografare perchè serve piu precisione). Anche qua vi sono due sotto-alternative: si può optare per montature con un motorino solo (Motorino di Ascensione Retta) se si vuole solo osservare, se si vuole fotografare a lunga posa è indispensabile anche il motorino di Declinazione. Ovviamente il vantaggio è che una volta centrato l’oggetto, non dovrete piu agire per inseguire e vi potrete tranquillamente godere la visuale. Pensate la comodità se siete in piu persone che volete osservare..si osserva a turno, si commenta ciò che si vede e poi si osserva nuovamente e l’oggetto rimane sempre centrato.

3) GoTo: (Traduzione: “Andare a”)

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Il goto è un sistema di motorizzazione ancora piu performante. Mentre nei casi 1) e 2) appena spiegati la ricerca dell’oggetto avviene in modalità manuale, il goto permette di accedere ad un palmare su cui sono inserite le coordinate di migliaia di oggetti. Semplicemente selezionando l’oggetto che si vuole osservare, il telescopio si muove in automatico e “se lo va a pescare”. Ovviamente l’inseguimento poi avviene in automatico. Inoltre il GoTo normalmente può collegarsi al Pc attraverso porte seriali/usb e permette quindi di pilotarlo attraverso molti software planetari (ma non fatevi affascinare troppo…)

Ok, cosa scelgo?

Vedo ora di fare un paio di considerazioni, che a me sono state molto utili nel momento della scelta.

Se scegliete il sistema manuale, sappiate che può essere molto divertente e aiutare a crearsi una buona esperienza. Ovviamente ci sono dei limiti intrinsechi dovuti al fatto che da bravi neofiti quali siamo, andiamo ad aggiungere una problematica in piu nelle serate d’osservazione e cioè il fatto di non godersi sempre appieno lo spettacolo della visualizzazione a causa delle continue correzioni. (osservi – correggi – osservi – correggi – togli lo sguardo – correggi – osservi- etc). A parte questo, non ci sono controindicazioni, ma solo una comodità in meno.

Da tenere presente è che quando si osserva, l’occhio non reagisce immediatamente all’oggetto osservato, nel senso che “di primo acchito” spesso non riusciamo a scorgere tutti i dettagli di un oggetto. L’osservazione invece migliora quando si osserva un oggetto, poi si toglie l’occhio dall’oculare, lo si lascia riposare un pò e si riosserva nuovamente l’oggetto. Dopo diversi minuti di “stop&go”, si cominciano ad osservare piu dettagli. Quindi va da se che osservare un oggetto che si muove continuamente nell’oculare peggiora a mio avviso la visualizzazione in profondità.

Diverso è il discorso invece coi motorini, si possono fare sessioni osservative di alcuni minuti senza dover agire in alcun modo. E’ ovviamente la situazione piu riposante per l’occhio e per noi. E secondo me la presenza dei motorini A/R e DEC su telescopi economici salvo alcune eccezioni rappresenta il miglior rapporto qualità prezzo.

Per quel che riguarda il GOTO invece ci sono considerazioni ulteriori da fare: una di queste è che il GOTO ha un costo. Può capitare di trovare GOTO montati su telescopi proposti ad un prezzo vicino a telescopi senza GOTO. Quindi il dubbio sulla qualità generale del tutto a me sorge.

Inoltre, il sistema GOTO va a risolvere un problema che invece è opportuno affrontare proprio in quanto neofiti: la ricerca degli oggetti.

La ricerca degli oggetti del cielo è quanto di piu frustrante esista quando non si ha un minimo di esperienza, ma rappresenta la soddisfazione maggiormente concepibile quando invece si azzeccano piu oggetti in una serata. Per cercare oggetti sena GOTO siete obbligati a conoscere una costellazione ed a muovervi tra le stelle…e perchè perderci questa immensa fonte di esperienza? Non ne vale la pena, è un passaggio da considerare obbligato…altrimenti è come comprare una chitarra elettronica con le musiche già registrate dentro: non si impara a suonare, c’è poco da fare. Senza GOTO siete obbligati a muovere i primi passi nelle dinamiche del cielo, a utilizzare le carte stellari o i software dedicati, potreste organizzarvi una serata in maniera conscia e secondo me meno “lasciata al caso”.

Quindi il mio punto di vista da neofita è: evitiamo l’ammenicolo tecnologico e optiamo per i motorini di AR e DEC..e possibilmente già compresi nell’acquisto altrimenti aggiungerli successivamente ha costi non indifferenti (intorno ai 130 euro circa). Il GoTo è utile, certo, magari piu avanti..quando si vorranno fare fotografie e può diventare un oggetto di una comodità assoluta, soprattutto con focali lunghe (1000mm o piu) e con telescopi accessoriati per l’astrofotografia. Ma lasciamolo perdere se stiamo iniziando perchè potrebbe limitare il nostro rapporto con il cielo e in alcuni casi può essere addirittura fonte d’abbandono. Conquistatevi il cielo.

Ultima cosa: se cercate in internet potrebbero capitarvi post dove si intuisce una relazione diretta tra GOTO e AUTOGUIDA. Bene, ci son cascato anch’io…si è portati a pensare che siano “la stessa cosa”, ma non è cosi. L’autoguida e il GOTO sono due cose completamente diverse, con scopi diversi e indipendenti. Non è vero che senza GOTO non si può avere un’Autoguida, e non è vero che senza Autoguida non si ha il GOTO. Poi vedremo, ma occhio a non “incartocciarvi”.

Nel prossimo articolo diamo uno sguardo alle ottiche, ma non mi dilungherò a causa di una inesperienza intrinseca..d’altronde sono orgogliosamente un Astrofilo Neofita.

Il mio primo telescopio: parte II – La montatura

Il Mio Primo Telescopio

Leggi la parte prima: Il Presupposto

Dunque, stabilito ciò che possiamo osservare con un telescopio,scendo un pò piu nel dettaglio per andare a vedere superficialmente quali sono i componenti di base di cui tenere conto nella scelta del primo telescopio. Voglio però concentrare gli sforzi parlando di ciò che all’astrofilo comune appare come uno standard: il telescopio riflettore newtoniano. E’ quello che normalmente viene indicato come primo telescopio, si trova anche a costi accettabili (dalle 200 euro in su), già con una spesa intorno alle 5/600 euro si può “ambire” ad uno strumento con ottimo rapporto qualità prezzo. Ovviamente di telescopi ce ne sono una marea, dobsoniani, newtoniani, rifrattori, riflettori, quadrati, tondi, di traverso, col freno a mano, autoradio, accendisigari, frigobar, neon viola, spoiler retrattile e lettore dvd. Ahh!

Questo per dire che impossibile per il sottoscritto parlare di tutti i telescopi esistenti, non ne ho l’esperienza nè la competenza: quindi vedo di essere conciso di considerare quel poco che conosco solo in termini newtoniani in quanto normalmente rappresentano lo start-up di buona parte di Astrofili Neofiti. Ma se il vostro obbiettivo e solo la mera visualizzazione senza andare a pensare a foto & co, allora considerate anche la valutazione sui telescopi su montature Dobson: spesso si trovano strumenti molto corretti a prezzi interessanti.

Innanzitutto cominciamo da un elenco di ciò che parleremo, che rappresenta un pò la “noce” di tutte le opportunità che bisogna conoscere prima di fare una scelta:

  1. Montatura
  2. Motorizzazione
  3. Ottiche e focheggiatore
  4. Accessori (cannocchiale polare, adattatori fotografici, alimentatori, palmare GoTo, computerizzazione del sistema)

Cerchiamo di vederli un pò piu dettagliatamente, ma per onor di verità non mi spingerò oltre a ciò che sono le mie competenze e i miei esperimenti. Diciamo che posso raccontare attraverso la mia esperienza “perchè” mi trovo bene con ciò che ho a disposizione e in qualche caso perchè ho scelto determinate caratteristiche piuttosto che altre. Quindi ciò che dico va letto come infarinatura generale e non completa e come condivisione di un’esperienza.

Ritengo anche utile pensare a questi elementi in maniera separata,  durante l’acquisto: si può ovviamente scegliere un telescopio completo (come quello che ho acquistato io) oppure si può scegliere di acquistare separatamente alcuni oggetti (ad esempio montatura in un negozio e ottiche in un altro) a patto però di rispettare i requisiti di configurazione (ad esempio, che gli attacchi del telescopio siano adatti per la montatura, o che i motorini di Ascensione Retta e declinazione siano quelli specifici per la montatura, etc)

Sta alla vostra conoscenza e necessità scegliere come operare. Per quel che mi riguarda, ho adottato lo stesso ragionamento fatto nel precedente articolo: essendo un neofita, per eliminare una parte di errori e sbattimenti dati da errate configurazioni, ho preferito acquistare tutto in unica soluzione: un telescopio completo.

 La Montatura

La montatura è la base di appoggio su cui si muove il telescopio. Si trova appena sopra al treppiede ed ha gli attacchi per fissare la nostra ottica.

Normalmente, per chi non ha mai avuto un telescopio, la montatura rappresenta un’ovvietà (nel senso: se compro un telescopio è ovvio che mi danno la base su cui montarlo adatta) ma è proprio la montatura che rappresenta il punto principale del nostro sistema, sia dal punto di vista tecnico che da quello meramente pratico.

Ci sono diversi tipi di montature e diverse marche, normalmente se ne trovano due nel commercio entry level di largo consumo:

1) Montatura Altazimutale: è un tipo di montatura dove vi è la base che gira di 360 gradi e premette di passare ad esempio da nord a sud e da est a ovest semplicemente girando il telescopio, nella maniera piu intuitiva possibile. Invece per regolare “l’altezza”, c’è un perno che si posiziona piu o meno nel centro del tubo ottico. In un certo senso, per puntare un oggetto basta girarsi verso di esso e puntarlo come si farebbe con un fucile. Limite: a patto di prendere montature molto costose e particolarmente precise, non sono indicate per la fotografia.

2) Montatura Equatoriale: è un tipo di montatura in cui ci sono sempre due assi che si muovono, solo che il piano di riferimento è la terra e non il cielo. Quindi Permette degli inseguimenti molto piu lineari, è un pelo piu precisa ma è anche molto meno intuitiva. Per puntare ad esempio gli oggetti a sud, può diventare abbastanza laborioso posizionare in maniera corretta il telescopio, e sulle prime sembra quasi muoversi secondo regole illogiche. Quindi non si tratta di puntare gli oggetti come si farebbe con un fucile, ma di trovare il giusto modo per raggiungere la porzione di cielo che ci interessa. Limite: il costo e il peso. Una buona montatura equatoriale può costare anche svariate migliaia di euro, e pesa un bel pò.

Per dare l’idea di ciò di cui stiamo parlando ecco una foto (credits: comefunziona.it)

telescopio_03A sinistra c’è l’altazimutale, mentre a destra c’è l’equatoriale.

Già da questa immagine si può vedere come l’equatoriale sia  un pò piu “corposa” e un pò piu “complessa”. Ma piu versatile, senza ombra di dubbio.L’idea condivisa da molti astrofili è che l’equatoriale sia assolutamente preferibile se si intende poi approcciare all’ambito fotografico.

 Mentre sulla montatura altazimutale non trovo altro da aggiungere a causa di una certa inesperienza, sulla montatura equatoriale si aprono dei capitoli interi. Senza voler entrare troppo nello specifico, c’è un parametro da tenere conto ed è la capacità di supportare il peso. Le montature equatoriali che vanno per la maggiore sono le seguenti:

a) Eq 2

b) Eq 3

c) Eq 5

d) Heq5

6) Eq6

7) Eq8

A numero maggiore equivale una capacità di sopportare peso maggiore. Questo si traduce in maggior stabilità e inseguimento migliore una volta motorizzata con i motorini specifici per quel tipo di montatura.

Per rendere “efficace” questo discorso, prendo il caso della mia montatura: il mio telescopio viene fornito dalla casa madre con l’accoppiamento di una montatura Eq5.

La montatura Eq5 ha una capacità di carico “sulla carta” pari a circa 12 kg. Questo significa che 12 kg sono il peso massimo oltre il quale si va incontro a determinati danni (ai motorini, alle frizioni di bloccaggio etc) inoltre bisogna considerare che piu ci si avvicina alla soglia limite e meno risulterà stabile la montatura ad esempio a causa del vento o anche durante le semplice visualizzazione dove il telescopio lo si tocca, lo si striscia, ci si appoggia etc. Quindi va da se che caricare una montatura Eq5 a 12 kg è un’operazione che è meglio non fare.

Scendiamo quindi ad un teorico 10 kg di peso ammesso su questa montatura per una serata di osservazione visuale entro i termini di sicurezza.

Ora, il mio telescopio ha un diametro di circa 150mm e una focale di 750.  Il suo peso si aggira intorno ai 7 kg, sopra c’è un cercatore con la sua piastra (consideriamo un mezzo chiletto per stare abbondanti) in piu abbiamo l’oculare. Ci avviciniamo quindi intorno agli 8 kg.

Perchè è importante sapere questo dato? Perchè a volte i costruttori sono fin troppo generosi quando si tratta di valutare le potenzialità del proprio prodotto dal punto di vista fotografico, e non è raro trovare telescopi grandi quanto il mio appoggiati su montature piu esili e quindi meno stabili.

Questo è uno degli elementi che può “far perdere la pazienza”: si punta un oggetto e poi la montatura non è stabile, oppure i motorini di Ar e Dec non inseguono a dovere.

Quindi eviterei personalmente configurazioni di questo tipo che sono ottime per il visuale e per eventuali foto a posa corta (30 secondi) ma non per la lunga posa (dai 2 minuti in su):

Telescopio XY 200mm di apertura

1000 di focale

montatura Eq2

Se volessimo approcciare con questi set-up alla fotografia a lunga posa, ci troveremmo con un telescopio “enorme” rispetto alle possibilità della montatura e quindi uno strumento anche performante ma quasi inutilizzabile su una montatura cosi esile.

Altri esempi di configurazioni che ho letto in giro:

Telescopio 150mm (come il mio) montato su una Eq3.

oppure

Telescopio 200mm montato su una Eq5

Entrambe, le considererei configurazioni adatte al visuale e per la foto a corta posa (luna, Giove Saturno e brevi scatti di oggetti come Andromeda o qualche ammasso globulare) e fuori limite per il fotografico a lunga posa perchè il rischio di trovarsi poi con una montatura un pò ballerina non è indifferente. Quindi se fate come me, che in principio volevo solo fare visuale e poi mi son trovato ad appassionarmi alla fotografia a lunga posa, sappiate che se nel sistema non vi rimane abbastanza tolleranza  bisognerà prendere in considerazione un cambio radicale della montatura. Le strade sarebbero, nel secondo caso (telescopio da 200 su eq5): o si fa un downgrade dell’ottica (magari passando da un 200 di apertura ad un 150, ma può essere un pò demoralizzante) oppure si fa un upgrade della montatura (passando da una eq5 ad una heq5 o una eq6) Il secondo caso è ovviamente molto piu oneroso (dalle 500/800 se si va sull’usato fino ai 1.300/1.700 se si va sul nuovo).

 

Occhio alle Descrizioni del Prodotto

A volte sono le stesse descirizoni dei prodotti ad essere un pò ottimistiche e a questo bisogna prestare attenzione in riferimento all’accoppiata telescopio/montatura. Ad esempio nella descrizione del prodotto da me acquistato c’è scritto:

Particolarmente indicato per le fotografia a lunga posa, sara’ apprezzato dalla maggior parte degli astrofili che ricercano una grande versatilita’ unita ad immagini chiare e definite

Letto? Particolarmente indicato per la fotografia a lunga posa…verifichiamolo!

Dunque, se parliamo di fotografia a lunga posa, bisogna considerare che la stabilità è un obbligo indissolubile, pena la creazione di foto mosse e difficoltà nel mantenere l’allineamento. Ecco quindi che le tolleranze sui pesi scendono, bisogna stare almeno un 25% sotto al peso massimo consentito.

Riprendiamo la mia Eq5: peso massimo intorno ai 12kg, togliamo il 25% e abbiamo un limite fotografico teorico intorno ai 9 kg: per fare foto a lunga posa con autoguida elettronica, è necessario almeno avere un cercatore guida e poi è necessario considerare una camera di guida e una reflex o ccd per la foto (poi vedremo tutte ste cose). Invece se non volessi utilizzare autoguida elettronica ma fuori asse, non potrei probabilmente ottenere molti risultati perchè la focale del telescopio è un pò corta (750mm)

Quindi : 7 kg di telescopio + 1 kg tra reflex e ccd + 2 etti di cercatore (tagliato fine mi raccomando) ecco che andiamo intorno agli 8 kg e mezzo, siamo al limite. La montatura sarà infatti la prima cosa che cambierò in futuro, ben prima delle ottiche! Non avrebbe senso cambiare prima il gruppo ottico perchè se volessi acquistare un telescopio piu grande, non potrei utilizzarlo con profitto in ambito fotografico, andrei oltre tolleranze col rischio di buttare ore di “lavoro”.

Appare chiaro che diversamente da come scritto dal costruttore, la mia configurazione non è “particolarmente adatto per fare fotografia a lunga posa”  ma è considerabile al massimo entro la soglia limite per approcciare a questa tecnica. E infatti, foto a lunga posa ne faccio ma con mille accortezze che poi avrò modo di raccontare. Vi prometto che un giorno posterò i grafici dei movimenti dei motorini durante pose fotografiche e vedrete come la tendenza a “soffrire” il peso si fa ben sentire. Nessun problema,  e lo ripeto, nel visuale.

Ricapitoliamo: occhio alle super offerte ed ai telescopi sovradimensionati rispetto alla montatura. Tutto deve essere equilibrato.  Come ho scritto, conta tanto l’utilizzo che si prevede di fare: visuale, fotografico a corta posa, fotografico a lunga posa. Se prendete questo come riferimento, vedrete che configurazioni “oneste” possono essere telescopi da 150 su heq5 o  un’oneroso 250 su un’onerosa eq6, o telescopi da 114 su eq3 etc:  queste permetterebbero di fare ottime serate di visualizzazione, buoni inseguimenti e di ottenere pure qualche scatto decente, garantiti da una montatura piu che sufficiente allo scopo.

Non ho capito: Foto a lunga posa o corta posa

Lo dico in parole povere:

1) Foto a corta posa: per oggetti luminosi, si tratta di scatti che hanno un’esposizione entro il minuto/minuto e mezzo. Questo tipo di foto non necessita ulteriori attrezzi sulla montatura oltre al telescopio e la macchina fotografica. Va benissimo per planetario, alcuni ammassi globulari etc. Oltre al limite temporale, la foto viene mossa a causa di errori intrinsechi (allineamento, errore meccanico, etc)

2) Foto a lunga posa: per oggetti poco luminosi, si tratta di scatti che non hanno un limite espositivo  (possono essere anche di un’ora di esposizione), e necessitano di un sistema di guida (che sia fuori asse o parallelo). Per un sistema di guida, è necessario un telescopio aggiuntivo con una camera di acquisizione aggiuntiva che permetta di inseguire il movimento celeste. Poi la guida può essere manuale o automatica etc ma come principio generale, bisogna considerare un carico maggiore sulla montatura.

Nel prossimo articolo parleremo dei motorini, goto etc. Intanto, buona ricerca

 

 

 

Il mio primo telescopio: parte I – Il presupposto

Con questo piccolo contributo voglio dare il mio semplice apporto al processo che permette di diventare astrofili. Siccome ritengo che un astrofilo principiante come me non abbia nè l’idea nè la voglia di spolparsi centinaia di pagine di sigle, mica sigle, recensioni etc, ho voluto creare una serie di articoli piu che altro “narrativi” e “discorsivi” che basano la loro ragion d’essere sulle considerazioni piu che sulla tecnica spicciola. Per cui ovviamente sono costretto ad essere abbastanza “lunghetto” nell’esposizione, ma forse piu chiaro ed a misura di Astrofilo Neofita

Partiamo dal principio: se sei capitato qua è perchè almeno una volta nella vita ti è balenata l’idea di acquistare un telescopio.

Il momento dell’acquisto del primo telescopio è spesso travagliato e con mille dubbi, online ci sono milioni di guide, c’è tutta una letteratura dedicata, il piu delle volte complessa e di difficile approccio soprattutto per chi, come me, si è svegliato una mattina e si è trovato a scegliere all’improvviso l’acquisto di un telescopio.

Il mondo dell’astrofilia è un mondo fatto di sigle, calcoli, esperimenti ed esperienza. E’ questo il primo limite di ogni neo-astrofilo: trovarsi ad avere a che fare con strumenti che si sono sviluppati con anni di studi alle spalle, che progrediscono insieme alla tecnica e alle nuove scoperte, che si basano su leggi fisiche che non sono facilmente intuibili..basti pensare che il processo per determinare in maniera corretta il movimento della volta celeste ha subìto secoli di ritocchi, di nuove osservazioni, di nuove intuizioni.

E’ però vero che seppur io sia astrofilo solo da qualche tempo, le numerose sessioni di test mi hanno permesso di individuare alcuni punti di interesse che possono aiutarvi nella scelta;  spero che anche voi, visitando altri siti, leggendo altra documentazione e soprattutto incontrandovi con il gruppo astrofili di vostra preferenza, riusciate a trovare la vostra strada.

Da Dove Parto?

Che accade? Accade che ultimamente state guardando il cielo..magari vi trovate ad osservare un pò di stelle sotto un bel cielo oppure siete appena stati ad uno “star party” (eventi di astrofilia a cielo aperto) e siete tornati a casa colmi di emozioni nuove. Si guarda il cielo e si sospira: quanto sarebbe bello avere un telescopio. Chi non ci ha mai pensato? Si torna un pò bambini, un pò sognatori…il telescopio è uno strumento del tutto paragonabile alla maschera subacquea: certo, si può guardare il mare quando è trasparente anche dall’alto e scorgerne il fondale, ma non si ha la sensazione di essere immersi nell’acqua e quasi toccare con mano le coste frastagliate, le insenature, i coralli. Il telescopio quindi è la nostra maschera subacquea, è lo strumento che permette di avere l’esperienza osservativa piu entusiasmante in termini di cielo.

E’ essenziale capire cosa si vuole fare con un telescopio. E qua cascano “gli asini” nel senso che se una persona vuole acquistare il suo primo telescopio difficilmente ha idea di cosa aspettarsi da uno strumento del genere: vedrò come Hubble? oppure non vedrò niente?

Scegliere cosa vedere

Tipico dialogo tra due persone, una esperta e l’altra no:

Come primo telescopio, cosa mi consigli di comprare?

Risposta:

dipende..tu cosa vuoi vedere?

pensiero: e che cavolo ne so???

Essendo una domanda di difficile risposta per tutti noi neofiti, nel mio piccolo posso “scopiazzare” due macro-gruppi di oggetti

a) planetario: marte, giove, venere, mercurio, saturno, luna etc.

b) deek sky, ovvero oggetti del cielo profondo: galassie, ammassi stellari, nebulose, sistemi stellari doppi etc.

Essendo che siamo neofiti e non sappiamo assolutamente scegliere, ecco una serie di mie personali considerazioni.

Innanzitutto, a meno che non sappiate già cosa aspettarvi, normalmente tutti siamo affascinati dalle lunghe distanze (senza nulla togliere all’entusiasmante osservazione planetaria). Quindi la prima “soddisfazione” che erroneamente si cerca è quella di osservare oggetti “il piu lontano possibile” e con il “maggior ingrandimento possibile“.

Si pensa infatti che piu un telescopio ingrandisca e meglio è, ed  una delle prime reazioni è quella di cercare quello che costa meno e che abbia i maggior ingrandimenti possibili. Questa è una reazione falsata dall’inesperienza, perchè il telescopio non è fatto solo di ingrandimenti e ottiche ma anche di montature, oculari e capacità di raccogliere la luce e questo avremo poi  modo di approfondirlo successivamente. Il principio fondamentale quindi è quello di non affidarsi esclusivamente “alla pancia”, a cercare la prestazione mettendo anche in secondo piano aspetti di primaria importanza. In un certo senso è come valutare l’acquisto di un’auto considerando solo il motore potente. Se dentro l’auto ci state scomodi, avrete anche un ottimo motore ma vi passerà la voglia di guidarla.

Quindi prendendo il macrogruppo della visualizzazione planetaria, a meno che non si abbia già una predilezione in cuor proprio, potrei dire che una volta osservati i pianeti e la luna, si fa avanti l’esigenza di andare oltre. A mio avviso, siccome siamo astrofili neofiti,  il consiglio piu appropriato è cercare il compromesso con uno strumento che permetta di non perdere troppo in entrambi i campi: planetario e deep sky.

Esempio: il mio telescopio è uno Ziel Galaxy 1 ed è un telescopio che gira intorno alle 630,00 euro completo di motorini e montatura. Questo telescopio mi permette di osservare sia planetario che deep sky con una definizione apprezzabile per essere il mio primo telescopio. Tenetelo bene a mente questo, è fondamentale…altrimenti il rischio è quello di usare il telescopio due volte e poi riporlo nell’armadio a vita. Il primo telescopio deve permettere di fare un pò tutto, non è importante che sia eccellente in un campo particolare, ma che permetta di avere una visualizzazione media in tutto il campo di possibilità celesti: sia pianeti che oggetti. In questo modo, potrete sperimentare giorno dopo giorno ciò che vi interessa di piu, capire il cielo e permettervi un futuro acquisto di strumentazione piu performante nel vostro campo di interesse.

Nel mio percorso, il primo desiderio è stato osservare la Luna, poi sono passato a Venere, Marte e Saturno. Dopodichè ho sentito l’esigenza di spingermi oltre. Quindi comprare un telescopio per guardare la luna e focalizzarsi solo su quello, può essere limitante.  A mio avviso è quindi opportuno evitare di precludersi totalmente delle strade, siano esse planetario, deep sky, o visuale piuttosto che fotografico. 

Ora: il punto “focale” della questione che dobbiamo chiarire è: cosa vedrò nel mio telescopio. 

Bene, è giusto chiarirsi subito: se ti aspetti di vedere oggetti in questo modo:

Orione_005

ti dico già: SCORDATELO DI VEDERE LA NEBULOSA DI ORIONE IN QUESTO MODO CON UN TELESCOPIO.

Ma non perchè “si spende poco”. Anzi..è’una questione di occhio, è una caratteristica fisiologica che non ci permette di vedere gli oggetti colorati al telescopio, quindi potreste anche spendere tre mila di euro ma se vi trovate in visuale difficilmente scorgereste dei colori. Chi vede oggetti colorati in un telescopio amatoriale, probabilmente ha una caratteristica fisica in piu nel suo occhio che gli permette di avere piu sensibilità.

Siccome non possiamo aspettarci una cosa che normalmente il nostro occhio non fa, allora bisogna capire come reagirà il nostro occhio durante l’osservazione al telescopio:

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Piu o meno ci siamo.

Per questo è importante sapere, prima di acquistare, qual è il presupposto che porta all’acquisto: se l’intenzione è quella di vedere oggetti come li fotografa hubble, non esiste telescopio amatoriale in grado di darvi quella visualizzazione li.

Se invece il presupposto è quello di “godere” nell’osservare l’oggetto, scorgerne i dettagli, verificare ciò che si vede con della letteratura di supporto, fare stime di distanze, affascinarsi sull’enormità dell’universo etc. allora siamo sulla buona strada. Siete pronti per acquistare il vostro primo telescopio.

Successivamente vedremo alcune caratteristiche di interesse mantenendo sempre un input preciso: il primo telescopio deve aprire le strade, magari strade disconnesse, ma non deve anteporre cancelli. Deve permetterci di arrivare ovunque, tra mille buche, strade sterrate e difficoltà, ma non deve metterci un muro di fronte: per abbattere ogni muro, è necessario poi mettere mano al portafogli o alla meccanica.

Ultime considerazioni di questo lungo articolo.

Siete neofiti. Prendetevi questo lusso, siate orgogliosamente neofiti, ma ricordate anche che essere neofiti significa attribuire a sè stessi tutte le colpe di eventuali insuccessi. Invece la nostra crescita dipenderà in larga misura anche dallo strumento. E’ compito di noi neofiti quindi cercare un compromesso che ci permetta di limitare nel miglior modo possibile tutti gli errori dovuti invece allo strumento. Io a volte l’ho trovato, altre volte no…è un percorso.

Quindi le alternative sono due: o spendete davvero pochissimo (nell’ordine dei cento euro) per un telescopio che però vi fa correre il rischio di trovarvi limiti che vi pongono nell’ottica di non essere capaci ad usarlo, oppure spendete il giusto. Il giusto lo si determina proprio in base alle possibilità del “complesso sistema telescopio”: non solo ottiche, ma montatura, motorini, treppiede, focheggiatore, oculari etc.

Definiamo quindi il primo step riguardo alla spesa, considerando un importo nell’ordine dei 100 euro. Con questa cifra ci compro

1) Un pessimo telescopio, con una pessima montatura

2) un ottimo binocolo con buone ottiche.

Quindi, a meno che con 100 euro non vi capiti l’occasione (amici, parenti, etc) oppure se non vi è possibile spendere piu di 100 euro consiglio un binocolo. Off course.

Il Binocolo e L’astronomia

Nel pensiero comune di ogni aspirante astrofilo, si fa strada in maniera preponderante l’utilizzo del telescopio per godersi serate di osservazione. Indubbiamente il telescopio rappresenta uno strumento a lungo andare indispensabile per ottenere alcuni dettagli che altrimenti non potrebbero essere scorti, ma diversamente da come si possa pensare non è strettamente necessario questo strumento per avvicinarsi a questo mondo: tutt’altro.

Innanzitutto, a rigor di disciplina, l’astronomia è fatta in parte di osservazione ed in parte di calcoli. Normalmente un buon astronomo è un ottimo matematico ragion per cui mi giunge notizia che siano diversi gli astronomi che studiano il cielo senza nemmeno guardare all’interno di un telescopio ma basandosi su complessi calcoli.

Non rivolgendomi quindi ad esperti (perchè non lo sono, come ribadito piu volte e come ribadirò in futuro) è mia intenzione “dare la possibilità” a tutti di ragionare in termini piu “home made” e di risparmio, considerando che il periodo economico in cui ci troviamo non è certo dei piu felici.

E’ molto probabile che tutti abbiano in casa uno strumento di utilizzo abbastanza comune, che nasce come strumento per la visualizzazione terrestre ma che può essere utilizzato con enorme soddisfazione e profitto per lo studio della volta celeste: il binocolo.

L’utilizzo del binocolo per astrofilia richiede uno degli sforzi piu banali e meno intuitivi che esistono e cioè puntarlo verso il cielo. Sembra facile ma giusto pour parlèr, nella “scienza” per come la conosciamo oggi, il gesto di puntare il cielo con delle lenti è attribuito storicamente a Galileo il quale “osò” osservare la volta celeste con il cannocchiale, stravolgendo poi le conoscenze di allora investite dell’onorifico quanto terribilmente limitante dogma religioso. Vestiamo quindi i panni del famoso astronomo e facciamo un primo esperimento cercando di osservare gli oggetti di cui abbiamo parlato in precenti articoli: si può tranquillamente iniziare con la Galassia di Andromeda, Le Pleiadi ed Orione e godetevi lo spettacolo.

Che tipo di Binocolo mi serve?

Sinceramente temo questa domanda, ma capisco che vada in qualche modo affrontata. Non essendo un esperto, consiglio di affidarsi a letteratura online che è piena di riferimenti. Per quel che riguarda la mia esperienza, ho avuto modo di provare un binocolo qualsiasi, che mi ha permesso di cercare diversi oggetti per poi ripercorrere  con il cercatore del telescopio gli stessi percorsi di ricerca. Bene o male quindi penso che per cominciare senza spendere dei soldi va benissimo ciò che si ha in casa. Se invece si deve optare per l’acquisto di un binocolo dedicato, consiglio di contattare un centro astrofili e farsi consigliare quello migliore per le proprie esigenze. Il contatto diretto con le associazioni è il passaggio base, meglio della ricerca “fai da te”.

Sugli Ingrandimenti

Sull’utilizzo del binocolo vorrei spendere ulteriori due parole che però verranno poi approfondite nel corso di questi articoletti. Normalmente, chiunque si avvicini all’astrofilia compreso il sottoscritto, ha una certa “propensione” a pensare che ingrandire gli oggetti con lenti e ottiche sempre piu performanti e di maggiore prestazione favorisca una visione dettagliata maggiore e quindi che aumentare gli ingrandimenti permetta di osservare “meglio”. Per quel che riguarda il mondo astrofilo, avvalorare tout court questa considerazione non è sempre efficace e ho avuto modo di testarlo con mano. Infatti, gli oggetti celesti sono si lontanissimi, ma il piu delle volte sono di dimensioni davvero ragguardevoli, si tratta di distanze di miliardi e miliardi di km (..o diversi anni luce..) per attraversarli nella loro interezza.

Ecco quindi che spesso e volentieri per osservare determinati oggetti si rende necessario avere minor ingrandimento, al fine di poter osservare lo spettacolo “tutto intero”. E’ il caso ad esempio delle Pleiadi, che col binocolo offrono una visione mozzafiato, in diversi casi addirittura migliore rispetto al telescopio il quale fornisce troppi ingrandimenti e quindi arriva ad ingrandire troppo l’oggetto mostrando nel proprio campo visivo solo pochissime stelle rispetto ai numerosi astri di cui è composto l’ammasso. Quindi quel bel mucchio di stelline, con troppi ingradimenti si riduce ad essere percepibile come qualche stella l’una vicina all’altra e questo fa perdere una buona parte del proprio fascino.

Anche la Galassia di Andromeda si osserva molto bene con un binocolo, perchè è possibile vederne tutte le estremità, mentre con un telescopio potente il rischio di osservarne solo una metà o ancora meno è molto ampio col risultato di non godersi una visione ottimale dell’oggetto. Quindi, se avete un binocolo in casa: why not?

Cosa Osservare

Quando si tratta di osservare il cielo con un binocolo possiamo scegliere gli oggetti consigliati da tutta la letteratura specifica, che spesso è di buon livello ed elenca oggetti per i quali è preferibile la visualizzazione con questo strumento.

In linea generale, gli oggetti tipici sono rappresentati proprio dagli ammassi globulari e ammassi aperti, insiemi di centinaia di migliaia di stelle tutte ragruppate che si mostrano nella loro completezza quando non vengono ingranditi troppo.

Visto che “ci siamo”, consiglio la visione anche di un ulteriore oggetto: il doppio ammasso di Perseo, che si trova esattamente a metà tra la costellazione di Cassiopea e la costellazione di Perseo…poi ci sarebbe M13 nella costellazione di Ercole…insomma, anche il binocolo dà tantissime opportunità ed è un validissimo metodo di conoscenza. Ultimamente mi capita di non avere tempo a disposizione per mettermi in terrazzo col mio telescopio e fare allineamento e stazionamento e sono questi i momenti in cui “mi diletto” a osservare il cielo con questo strumento. In principio l’ho utilizzato per scovare le costellazioni, essendo spesso il cielo sporcato dall’inquinamento luminoso. Ma col tempo e sotto consiglio di uno degli appartenenti del Gruppo Astrofili Vega di Sogliano, sto imparando ad apprezzare l’immediatezza e le virtu didattiche del binocolo.

Ammasso M13

Ammasso M13

Doppio Ammasso Perseio

Doppio Ammasso Perseo

Ed ecco quindi che nella porzione di cielo Nord Est possiamo osservare già diversi oggetti:

1) Galassia di Andromeda

2) Ammasso doppio del Perseo

3) Pleiadi

4) Doppio Ammasso di Perseo

e se vi capita, una capatina verso la costellazione di Ercole per assaggiare M13

Non male eh? Big Boss

Per concludere, allo scopo di coadiuvare l’utilizzo del binocolo inserisco in questo articolo il file pdf di un libro molto interessante, totalmente free, che aiuta senz’ombra di dubbio a varcare le prime porte dell’astrofilia. Mi ha aiutato non poco, è un libro a cui sono particolarmente affezionato ed il primo che ho letto da quando ho sentito odor di cielo. Il Libro si chiama “Un Binocolo Verso le Stelle” ed è di Mauro Arpino. Non conosco personalmente l’autore, ma se mai capiterà sulle pagine di questo blog vorrei ringraziarlo per il bellissimo lavoro che ha fatto.

Buona Lettura!

Un Binocolo Verso le Stelle – Mauro Arpino