Archivio mensile:luglio 2012

Zecharia Sitchin e Alessandro Demontis – Le analisi di EclisseForum.it

Raccogliamo in un unico post il nostro lavoro di critica e sbufalamento sulle opere di Zecharia Sitchin e del suo megafono italiano, Alessandro Demontis.

Per evitare di appesantire l’articolo, linkeremo i nostri lavori corredati da una breve descrizione del contenuto, il tutto diviso in settori di competenza.

Critiche Archeologico – Linguistiche

L’eclisse solare del Giorno del Signore

Il nostro Lugalbanda prende in considerazione le affermazioni di Sitchin circa un’imponente eclisse verificatasi nel Giorno del Signore, imprevista e imprevedibile, causata dal passaggio di Nibiru e centrata sulla regione di Haran, arrivando a dimostrare come l’eclisse era tutt’altro che imprevista ma ben calcolabile e che la regione di Haran risultava essere fuori dalla zona di totalità. L’analisi della tavoletta Rm 2,38, evidenzia gli errori e le omissioni di Sitchin, mentre un semplice confronto astronomico mostra che l’eclisse descritta nei testi non può essere quella del 557 a.C..

http://archeologia.eclisseforum.it/2011/09/30/indagine-su-sitchin-leclisse-solare-del-giorno-del-signore-parte-1/

http://archeologia.eclisseforum.it/2011/10/03/edit-indagine-su-sitchin-leclisse-solare-del-556-557-a-c-parte-ii/

http://archeologia.eclisseforum.it/2011/10/07/indagine-su-sitchin-la-tavoletta-rm-238-%E2%80%93-parte-iii/

 

L’epica della creazione: Enuma Elish.

Lugalbanda analizza alcuni passi della traduzione di Sitchin dell’Enuma Elish, evidenziandone errori , manomissioni e assurdità.

http://archeologia.eclisseforum.it/2011/10/14/lepica-della-creazione-enuma-elish-parte-indagine-su-sitchin-i/

http://archeologia.eclisseforum.it/2011/10/17/l%E2%80%99epica-della-creazione-enuma-elish-%E2%80%93-indagine-su-sitchin-%E2%80%93-parte-ii/

http://archeologia.eclisseforum.it/2011/10/19/l%E2%80%99epica-della-creazione-enuma-elish-%E2%80%93-indagine-su-sitchin-%E2%80%93-parte-iii/

 

La cosiddetta tavoletta TE

Ancora Lugalbanda analizza il testo della cosiddetta tavoletta TE, mostrando che Sitchin ha commesso errori partendo direttamente dal nome della tavoletta, fino alle traduzioni dei versi, con scambi di soggetti, termini mal tradotto e fantasticherie.

http://archeologia.eclisseforum.it/2011/10/22/la-cosiddetta-tavola-te-parte-i-indagine-su-sitchin/

http://archeologia.eclisseforum.it/2011/10/30/la-cosiddetta-tavola-te-%E2%80%93-parte-ii-%E2%80%93-indagine-su-sitchin-2/

 

Diodoro di Sicilia e la tavola K. 3558

Lugalbanda analizza la tavoletta K3558, mostrando come Sitchin abbia mistificato la traduzioni dei versi, omettendo volutamente una parte, la quale conferma che i sumeri conoscessero sono 5 pianeti, non 12, come sostiene Sitchin.

http://www.eclisseforum.it/forum/il-caso-sitchin/indagine-su-sitchin-diodoro-di-sicilia-e-la-tavola-k-3558/

 

Francesco Pastore risponde ad A. Demontis sull’Enuma elish

Il lungo botta e risposta tra Alessandro Demontis e Francesco Pastore (Lugalbanda) sulle critiche di quest’ultimo a Sitchin.

http://www.eclisseforum.it/forum/il-caso-sitchin/francesco-pastore-risponde-ad-alessandro-demontis-sull’enuma-elish-parte-i/

http://www.eclisseforum.it/forum/il-caso-sitchin/francesco-pastore-risponde-ad-a-demontis-sull’enuma-elish-parte-ii/

http://www.eclisseforum.it/forum/il-caso-sitchin/francesco-pastore-risponde-ad-a-demontis-sull’enuma-elish-parte-iii/

 

Critiche Astronomiche

Nibiru, Demontis e la Scienza: la saga.

Analisi delle affermazioni di Sitchin e di Alessandro Demontis sull’esistenza di Nibiru e sulle conferma della scienza a tal proposito. Si dimostrano le scarse conoscenze di Sitchin e di Demontis della materia, quest’ultimo arriva addirittura ad affermare che le leggi di Keplero valgono solo per le orbite circolare e che l’inclinazione di un’orbita può assumere valori negativi. Si dimostra inoltre che la presenza di Nibiru avrebbe scombussolato l’intero sistema solare in breve tempo (scala astronomica) e che nessun astrofisico al mondo ha mai ammesso la possibile esistenza di un pianeta con le caratteristiche di Nibiru, invalidando ogni pretesa di Sitchin & Co.

http://www.eclisseforum.it/2012/02/20/nibiru-demontis-e-la-scienza-un-rapporto-travagliato/

http://www.eclisseforum.it/2012/03/23/nibiru-demontis-e-la-scienza-parte-ii-storia-di-un-divorzio/

 

Sitchin e lo strano caso dell’astronomo francese

Si analizza l’omonimo articolo di Sitchin, che trae considerazioni false e affermazioni inventate da un articolo di una rivista francese che, in esclusiva per l’Italia, abbiamo recuperato. Tutto il metodo Sitchin sintetizzato da un solo articolo. Alessandro Demontis ha tentato di giustificare il suo mentore, scadendo a sua volta nel ridicolo, con affermazioni campate per aria e arrivando a rivoltare le affermazioni di Sitchin, pur di non ammetterne la falsità.

http://www.eclisseforum.it/2012/03/31/esclusiva-eclisseforum-it-sitchin-e-limbroglio-dellastronomo-francese/

http://blogarea.eclisseforum.it/antibufala/2012/07/lo-strano-caso-del-sitchinologo-demontis/

 

Interviste e Traduzioni

Le civiltà mesopotamiche, Zecharia Sitchin e Nibiru – Intervista esclusiva al Prof. Verderame

La nostra clamorosa intervista al Professor Lorenzo Verderame, docente di Assiriologia all’università La Sapienza di Roma, che di fatto squalifica il lavoro di Sitchin, relegandolo al mondo del fantasy.

http://www.eclisseforum.it/2011/07/20/le-civilta-mesopotamiche-zecharia-sitchin-e-nibiru-intervista-esclusiva-al-prof-verderame/

 

Demontis e gli Anunnaki da esportazione

La traduzione delle domande di Michael Heiser ai fan di Sitchin, le risposte di Demontis e le controrepliche di Heiser. L’ennesima figuraccia di Alessandro Demontis, questa volta a livello internazionale.

http://blogarea.eclisseforum.it/antibufala/2012/07/demontis-e-gli-anunnaki-da-esportazione/

 

Lo staff di EclisseForum vi augura buone ferie!

 

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Da Galileonet.it – La Fioritura delle Patacche

Tutto ciò che accade è come un combustibile mentale che, attraverso il canale della comunicazione, si scarica nei cervelli degli umani. Che, così, si mettono in moto consultando la propria mappa delle curiosità. Questa mappa, complessa e variegata, ognuno di noi l’ha costruita negli anni: è la “cultura individuale” acquisita, spesso, nei paesi democratici, attraverso la libertà di scelta ma, non di rado, sulla base di opportunità di impiego e di prospettive di guadagno. Orientandoci con quella mappa, viaggeremo per tutta la vita e se, per scarso spirito di avventura, visiteremo solo luoghi comuni e prevedibili, non godremo di grandi emozioni: l’importante è non finire nella galera delle dottrine senza riuscire a scapparne. Qualcuno, però, ha più coraggio e imbocca presto strade che non mostrano tracce di altri visitatori; può così imbattersi nel nuovo: anche in quel caso, due diversi atteggiamenti sono possibili, entrambi profondamente umani: il più comune è quello di chiedersi “a quale somiglia dei luoghi già visti?”; più raro è registrare i fatti come novità inspiegabili per azzardare una fenomenologia interpretativa nuova. E’ la differenza tra la comprensione, più o meno competente, e la ricerca creativa.

Detail-cerchi nel grano

Ora, il mercato sta rovesciando più combustibile del solito, da qualche tempo a questa parte: perché per qualche motivo (la noia per una politica ormai inutile? O la voglia di distrarsi dalle angosce della crisi economica? O una sorta di “famolo strano”?, direbbe Verdone) notizie variopinte e scoppiettanti invadono la scena: prima sono i neutrini a correre la cavallina con l’autorevole sciocchezza della ministra Gelmini consigliata da un addetto stampa di basso conio e alta remunerazione; poi riparte la fusione fredda in concorrenza con una patacca (o bufala, in volgare) di pari magnitudo, la fissione piezonucleare; poi, finalmente, una bellissima notizia, il bosone di Higgs al Cern di Ginevra, deturpato da “particella di Dio” (ma l’abito non fa il bosone) che piace tanto ai credenti; poi un manipolo di strologanti su un problema serio, la “massa mancante, oscura”, incombente come un fantasma nel cosmo, che alla gente fa paura; poi i “minibuchineri” di un giovanotto indo-americano che li dà grandi come un atomo ma con una massa di 1000 tonnellate (veramente, riferiscono 1000 automobili, forse un po’ più se SUV, un po’ meno se minicar). Tutto ciò si aggiunge alla pari a favole dense di inquietanti misteri: alla fine del mondo dei Maya, all’antimateria del film Angeli e Demoni, ai cerchi nel grano e agli Ufo estivi (mi fermo perché non sono abbastanza assiduo). E fioccano le e-mail di amici e conoscenti, le telefonate, le metafore per rispondere… La fioritura delle patacche si autoalimenta inesorabilmente. Come mai?

Ebbene, mi sembra che il fenomeno abbia una origine chiara: se un ricercatore distingue al volo la patacca dalla scoperta, è perché ha già sperimentato che ci sono a volte patacche autorevoli difficili da confutare e che trascinano dubbi razionalmente formulati sino a una chiara “falsificazione” come voleva Popper; mentre le patacche genuinamente tali spesso sono costellate di ingenuità che sembrano alimentate da un cattivo insegnamento delle scienze nelle nostre scuole. La fisica che si insegna, in particolare, è mascherata da scienza mendacemente semplice e determinista, che sa prevedere tutto con formule già pronte e che dicono esattamente che cosa c’è sotto e come va a finire: l’icona che presiede a questa scienza manualistica è quella del “moto uniformemente vario” che rode lo studente qualunque all’inizio di un corso canonico. Da cui segue: non ci accontenteremmo mai di saper calcolare solo la probabilità che qualcosa succeda. Se non capiamo è perché non ricordiamo quello che era incorniciato nel manuale, non perché quel fenomeno, obiettivamente, non si capisce.

Comunque, appena appare una scoperta importante o un’idea rivoluzionaria, le patacche arrivano come gli sciami dei parassiti: le mosche intorno al sottocoda delle vacche o le zecche sui cani e sui gatti. E sono recriminazioni canoniche, come i celebri “Pensieri notturni di un fisico classico” (1), una nostalgia colta ma riluttante: avevamo una scienza che andava così bene, spiegava tutto; e ora dobbiamo ricominciare tutto daccapo. E giù un saggio scritto con gli ingredienti di prima, benedetti da Galilei e Newton e ora riproposti come “patroni della scientificità”: con le loro belle linee orarie esibite come il fine ultimo della matematica applicata. Sono queste tracce di “anticaglie poco note ai più” che fanno da spia al parassitismo pataccaro: lo sforzo per seguire concezioni nuove è immane per i passatisti (2). Ma, in mezzo a questa produzione, ogni tanto si trovano le involontarie aggravanti di firme illustri che mettono in giro dei ballon d’essai di una certa allettante raffinatezza assiomatica: è successo agli albori della scienza moderna (Controversia Newton Huyghens sulla natura della luce, calorico come fluido, etere) ma anche in un più recente passato (poli e traiettorie di Regge, Teorema di Pomeranchuk e pomerone, analiticità e risonanze, ecc.) e stuoli di giovani dotati hanno perso anni di sforzi sino allo scoppio improvviso della bolla teorica improduttiva. E anche oggi, tra stringhe più o meno cosmiche, supersimmetrie, tecniquarks, ecc., ci sono tentativi dottissimi che “se son rose fioriranno” ma, al momento, sembrano erbacce. Insomma, le possibili patacche sono una grande varietà in cui mettere ordine:

1 – Le possibili patacche tecniche, che si presentano come elaborate assiomatizzazioni di aspetti oscuri di fenomeni con scarso corredo di dati misurati, perché situati a scale oggi ancora impraticabili come la “lunghezza di Planck”. Questi tentativi spesso generano scuole e competizioni in giovani incuriositi più da metafore esplicative e matematiche che le accompagnano che non da fatti intravisti all’orizzonte delle conoscenze. Non di rado, si tratta di trucchi che fanno convergere risultati divergenti nella matematica corrente del problema.

2 – Le patacche nostalgiche, che provano a cercare nei manuali vecchie formule che potrebbero fare al caso.

3 – Le patacche truffaldine, che puntano su etichette politiche di problemi seri: energie rinnovabili, ambiente e territorio, principio di precauzione, eccetera. Queste patacche hanno un retroterra di consenso politico che le trasforma in problemi etici in modo che non se ne debba discutere razionalmente. Spingono a bandire parole dal vocabolario e a cancellarle persino da problemi naturali che vengono così riversati nell’orrore di ciò che è artificiale e, perciò, evitabile (la radioattività, per esempio).

Restando a queste tre tipologie, è abbastanza chiaro che, con varie responsabilità, alla fioritura di patacche contribuiscono, con intenti diversi, giornalisti, insegnanti frustrati, scienziati con eccessi di astrazione e politici che hanno scoperto la caccia al consenso preoccupato (non importa se a ragione o a torto). Nel nostro paese, queste manifestazioni ci sono tutte e vengono allo scoperto in modi legittimi e illegittimi: scarsità di risorse materiali, risultati di ricerche di importanza internazionale, vanità di autori incompetenti ma prolifici, carriere e impact factor, scelte referendarie su soluzioni tecniche, esercizi letterari, e così via. Un esempio per tutti: le polemiche sugli Ogm. Meriterebbero uno studio accurato di sociopsicologia (non una sub-patacca come (3), che mette insieme bufale come la poliacqua, la memoria dell’acqua e i raggi N con il legittimo paradosso dei gemelli, provato sperimentalmente con i raggi cosmici). Ma ci sono poi le super-patacche, al di là di ogni immaginazione, come il Cristo a propulsione neutrinica che potete leggere in (4).

Il difetto principale è che tra le lacune della nostra cultura diffusa (ammesso che diffusa lo sia) ce n’è una cronica: non c’è alcuna dimestichezza con la fenomenologia e con la distinzione tra fatti e valori (5). E come potrebbe esserci se un idealismo becero ci ha fatto dimenticare che quella in cui viviamo e con cui conviviamo è una realtà e non un sarcofago per il nostro spirito o per una fantomatica anima? La fenomenologia, la più laica delle filosofie, deve riprendersi quel terreno che tanti scienziati italiani hanno presidiato a dispetto di una denigrazione ostinata che ha incatenato la cultura dominante. In questo clima, niente come lo spettacolo delle più clamorose e assurde patacche trascinate nell’arena può aiutarci a prevenire e contrastare l’indottrinamento idealistico che ha inquinato le menti abbassando tutto il pensiero interpretativo allo stesso livello di plausibiltà.

Note:

(1) Russell McCormack, Pensieri notturni di un fisico classico, Editori Riuniti 1990

2) David Goodstein, Il Nobel e l’impostore. Fatti e misfatti alle frontiere della scienza, Dedalo 2012, e Silvano Fuso, Il libro dei misteri svelati, Castelvecchi 2010

(3) Federico di Trocchio, Le bugie della scienza. Perché e come gli scienziati imbrogliano, Mondadori 1993

(4) Frank Tipler, La fisica del cristianesimo. Dio, i misteri della fede e le leggi scientifiche, Mondadori, 2008. Frank Tipler è omonimo di un fisico, Paul A. Tipler, buon autore di testi di fisica moderna di cui, evidentemente, sfrutta il buon nome.

(5) M.Cristina Amoretti, Nicla Vassallo, Piccolo trattato di epistemologia, Codice 2010

Credit immagnie a Marco aka MenfiS / Flickr

Fonte: http://www.galileonet.it/articles/500690ba72b7ab5562000001