Archivio mensile:settembre 2011

Crisi Economica: Il Legame tra Grecia Italia e la situazione europea futura

Mentre la tempesta della crisi economica si abbatte vigorosa sulle nostre povere tasche, lo staff di EclisseForum.it propone un’articolo gentilmente creato  e donato dal consulente G.P.P. per il nostro sito, con lo  scopo di aiutare i nostri lettori a districarsi tra la marea di notizie che in questi giorni continuano a gettare nell’incertezza il futuro di tutta la popolazione. Ciò che ne scaturisce è un articolo di straordinaria completezza che abbiamo il piacere di farvi leggere e che divulghiamo dedicandolo a tutti coloro che sono giustamente storditi da questo tam tam quotidiano di notizie accavallate, confuse e di cui non se ne riescono ad intuire le varie implicazioni. Con un grande ringraziamento volto al Dott. G.P.P. che ci regala ancora una volta un fantastico momento di ConoScienza Condivisa.

LA SITUAZIONE ATTUALE EUROPEA - SETTEMBRE 2011

“Negli ultimi giorni l’assoluta incapacità della Grecia anche ad avvicinarsi ai parametri richiesti dalla Ue ha messo in difficoltà l’euro. I mercati temono molto il contagio che potrebbe propagarsi in caso di fallimento dello stato greco e nelle ultime due settimane in particolare hanno colpito le tre grandi banche francesi, cioé Societé Genérale, Bnp Paribas e Credit Agricole. Questi istituti hanno perduto in poche sedute il 25/30% della loro capitalizzazione in borsa, annoverando nel proprio stato patrimoniale qualcosa come 56 miliardi di bond greci, con una potenziale insussistenza patrimoniale assolutamente insostenibile in caso di default greco.

LA GRECIA E IL DEBITO ITALIANO

Il salvataggio anche temporaneo della Grecia non è una scelta per l’Europa, ma una necessità imprescindibile. Non c’è altra via d’uscita oggi. Purtroppo la Germania, ad onta delle continue, reiterate e stucchevoli dichiarazioni, continua a prorogare le azioni concrete atte a salvare la Grecia e ad evitare il disastroso contagio che ne conseguirebbe. Il risultato di questa mancanza d’azione ha fatto finire l’Italia in una specie di girarrosto in cui sta cuocendo a fuoco neanche tanto lento. Infatti questa situazione di attesa prolungata crea nervosismo sui mercati: i Btp decennali hanno a tratti superato i 400 basis point di spread sui Bund tedeschi, con tassi che hanno avvicinato di nuovo il 6%. In queste condizioni l’Italia può resistere qualche mese, ma non certo anni: questi numeri portano la nostra finanza pubblica dritta verso il fallimento. Il nostro è un paese che ormai destina la quasi totalità delle proprie risorse agli interessi sul debito. Occorrono tagli importanti alle pensioni: chi sostiene il contrario si fa beffe (per opportunismo politico) del più semplice raziocinio economico. Entro fine mese la Grecia deve ricevere 8 miliardi di euro o sarà fallimento. Inoltre il 29 settembre il parlamento tedesco dovrà far propria la decisione di aumentare la dotazione del “fondo salvastati”: le date importanti sono ormai dietro l’angolo.

L'EUROPA DOVRA' INTERVENIRE PER SALVARE ITALIA E SPAGNA?

Le difficoltà di Italia e Spagna dipendono moltissimo da questo intervento: per l’Italia è vitale un calo dei tassi generalizzato (a qualsiasi scadenza), per la Spagna è importante cominciare a destinare risorse per rilanciare l’economia e guadagnare posti lavoro. Per entrambe queste nazioni (attualmente sulla graticola della finanza) non c’è bisogno di alcun salvataggio se riescono a normalizzare questa crisi sistemica. Tremonti ha recentemente affermato che “siamo tutti sul Titanic”: come dargli torto? Oggi paradossalmente rischiano, a lung’andare, anche nazioni come Germania e Cina se non s’interviene….

LA CRISI NEL RESTO DEL MONDO Europa, Usa e Paesi Emergenti

La crisi europea s’innesta in un quadro di sempre maggior debolezza economica, molti sono infatti i dati che cominciano a parlarci di recessione. In Europa la produzione industriale è in netto calo, Francia e Germania comprese. Negli Usa la Fed cerca di rilanciare un’economia sempre più asfittica, ma i mezzi per il rilancio ora scarseggiano. Anche nei paesi emergenti si nota un certo rallentamento, che in questo caso è tuttavia positivo, perchè contribuisce a diminuire la forte inflazione. Le stesse commodities, il cui calo marcato annuncia l’arrivo della recessione stanno dando segnali inequivocabili: basta osservare il grafico di rame, nickel e crude oil (petrolio) per capire la situazione. Siamo di fronte ad un bivio: da una parte c’è una recessione preoccupante, dall’altra solo un forte rallentamento. Ciò dipende da come le istituzioni economiche internazionali interverranno e pure dalla tempestività dell’intervento. L’Europa ha estremamente bisogno di liquidità, perchè ormai l’economia dei vari paesi rallenta e il sistema bancario drena liquidità in continuazione.

LA DOMANDA DEL POPOLO: SI PUO USCRIE DA QUESTA CRISI?

E’ talmente difficile il momento economico che qualcuno potrebbe chiedersi se esista una via d’uscita. Risposta positiva: ma evitiamo di farci illusioni! Il deleverage a cui si deve sottoporre la nostra economia sarà lungo e purtroppo doloroso. La montagna di debiti che attanaglia ormai tanti stati, verrà lentamente metabolizzata e trasferita sui privati svalutando i debiti stessi, semplicemente remunerando il denaro a tassi nettamente più bassi rispetto al tasso d’inflazione (come sta già avvenendo negli Usa in particolare). . Serve tempo. E tanta pazienza condita con parecchie finanziarie importanti e tagli alla spesa pubblica. In questo caso maggiore sarà il coraggio e la determinazione politica, minore sarà il numero degli anni di limbo economico da trascorrere.

Edited & Write By Creedence

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Capelli D Angelo e Fenomeni Ufo. Eclisseforum.it intervista il Professore Sebastiano Pernice

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Eclisseforum.it e lieta di presentarvi l’intervista al professore Sebastiano Pernice, esperto nel settore capelli d angelo e fenomeni ufo in generale.
Laureato in Scienze Geologiche, animatore negli anni Sessanta del poi disciolto GSGP (Gruppo Speleologico Geologico Palermitano), negli anni ’70 inizia ad interessarsi di ufologia costituendo nel 1977 con i propri alunni della sezione M della scuola di Bagheria il Gruppo M Cosmico, poi discioltosi con il passare degli anni.
Collaboratore CISU dal 1996 e socio dal 2002, oltre svolgere un’intensa attività investigativa su base locale, dedica parte del suo tempo alla divulgazione in ambito giovanile, trattando con i propri allievi lo studio della fenomenologia ufologica in un contesto più ampio comprendente anche l’astronomia e l’esobiologia, non di rado in collaborazione con la Società Astronomica Palermitana.

 

A) Quali sono le sue conclusioni scientifiche in merito ai fenomeni o prove da lei sottoposte in esame?

I filamenti che cadono dal cielo, in particolare durante il periodo Settembre-Dicembre possono essere causati da tanti fattori o fenomeni.
Non sto quì ad elencarli tutti per non tediarvi e poi basta cercare sul WEB ” capelli d’angelo ” o ” angel hair ” che si trova molta letteratura in merito.
Comunque:
1 ) Renato Vesco nel volume Velivoli del mistero ( 1969 ) scrive che i filamenti sarebbero il residuo della combustione di un particolare carburante utilizzato da misteriosi apparecchi.
2 ) Auguste Meessen in INFORESPACE N° 55 scrive di giovani ragni aeronauti che si spostano in massa producendo dei lunghi fili e si lasciano trasportare dal vento. Il tutto avviene in un periodo autunnale ma con giornate soleggiate e tiepide.
3 ) Auguste Meessen in INFORESPACE N° 52 scrive che una buona parte delle osservazioni è spesso associata all’osservazione di un OVNI. Lo stesso Auguste Meessen però in INFORESPACE N° 49 scrive che il fenomeno della < sublimazione > non avviene in tutti i casi, per cui si deve ammettere che la composizione dei capelli d’angelo può essere variabile. In alcuni casi i capelli d’angelo sono rimasti visibili appesi ai rami e fili del telefono per giorni, in altri casi la sostanza è subito sublimata specie se a contatto con le mani.
4 ) il figlio Christophe Meessen in un articolo inviato il 22-01-2001 a OVNI SCIENCE conferma che in uno studio su filamenti del 1998 si trattava di ragni aeronauti che producono fasci di filamenti molto sottili di un centinaio di nanometri di diametro.Questi filamenti sono agglutinati dalla forza di Van de Waals. In particolare questi filamenti formati dalle forze di Van de Waals non sono resistenti alla trazione,mentre i filamenti formati da proteine attorcigliate, sono molto resistenti alla trazione.
5 ) Maurice De San ha proposto una teoria secondo cui i filamenti siano una specie di polimerizzazione dell’ H2O presente nell’atmosfera sotto forma di vapore. Teoria che contrasta le analisi del Prof. Canneri nel caso di Firenze 1954.
6 ) D.J. Clarck nell’ottobre del 1963 scrisse che una specie di particolari ragni della famiglia dei Linyphiddae le cui uova si schiudono in autunno, sia responsabile del fenomeno. Questi ragnetti salgono su in cima ad un palo, una roccia, una pianta ed emettono un filo si seta liquida che indurisce man mano che esce dalla parte inferiore dell’addome. Questo filo invisibile, unito ad altri fili emessi da altri ragnetti diventa una treccia visibile. Poi sfruttando le correnti ascensionali ed i venti migrano.
7 ) Brian Boldman in uno studio pubblicato nel 2001 dal CUFOS scrive che su 215 casi il 57% erano concomitanti al passaggio di un UFO e a pag. 9 della rivista IUR nella parte EARLY ANALYSIS analizzando alcuni angel hair ha trovato elementi come K,Si,Ca,Ph,Al,O,Cl,Fe,Na,Zn e Trizio che essendo isotopo dell’Ossigeno e’ molto raro in natura.
8 ) Non per ultima ipotesi, giorno 08-10-1969 a St. Luis una vasta regione fu ricoperta di filamenti che all’analisi risultò materia fibrosa non proteinica, ma all’interno si trovarono ragnetti.

B) Nella sua esperienza, quali sono i casi verificati che veramente non riesce a spiegarsi? Dove sono accaduti? Che materiale era? e che idea ha su quell’avvenimento?

Purtroppo abitando a Palermo non ho mai assistito ad una pioggia di ragnatele, nè ho mai fatto fare quì a Palermo una analisi dei campioni che talvolta mi arrivavano. Nei vari laboratori anche universitari, mi chiedevano cifre alte, e così li inviavo a Torino alla Sede del CISU. Pertanto non essendo di mia personale esperienza, non posso fare alcuna affermazione.

C) Per quale motivo si sente attratto da una materia del genere?

In genere amo gli animali, ma le ” avventure ” di questi ragnetti mi hanno talmente incuriosito che mi ci sono dedicato approfondendo le tematiche. Tra l’altro ho notato che negli anni passati altri si sono appassionati a questo fenomeno come i già citati Meessen padre e figlio, Boldman, Keith Basterfield, Murray Bott, ecc..

D) Come possono affrontare i viaggi gli ufo? viste le enormi distanze che ci sono da superare

A questa domanda rispondo con mie idee personali: O altre civiltà molto più avanzate di noi hanno superato , e di gran lunga, la velocità della luce ( e non di qualche nanosecondo come nell’esperimento di ieri al CERN di Ginevra ) , oppure è possibile piegare lo spazio, oppure ancora sfruttando dei ” passaggi segreti – worm hole ” che esistono nello spazio e a noi sconosciuti.

E) Come si sa la maggior parte che circola in rete sono dei falsi d’autore… ma alcuni governi hanno decretato che il 10% degli avvistamenti possono essere oggetti non tradizionali, Pensa che i governi mondiali hanno dei progetti top- secret che si possono riferire a quel 10%?

Non credo che un governo possa essere riuscito a mantenere segrete delle prove su oggetti in loro possesso non terrestri, mettendo nel calderone anche la famosa Area 51.

 

F)Crede che sia una buona cosa che i governi pubblichino i loro ufo-file, considerando le possibili conseguenze negative sull’economia mondiale, la religione e la struttura politica?

Secondo me tutto ciò che è stato pubblicato fino ad oggi dai governi sono degli Xfiles di poca importanza, anche per il motivo che UFOFiles di una grande importanza da avere conseguenze sull’economia, sulle religioni, sulle politiche, non ce ne sono.

G) Cosa pensa dei numerosi contattisti o rapiti dagli alieni?

Io nei miei 20 anni di indagini per casi di avvistamento, ho incontrato anche decine di ” testimoni ” che hanno affermato di essere stati in contatto con alieni, di essere stati prelevati da alieni, di vedere gli alieni. Non sono uno psicologo ma un paleontologo ma ho ascoltato i loro ” racconti ” con attenzione ed interesse, poi ho tratto , per ogni singolo caso, le mie deduzioni. Tengo però a precisare che sia per gli avvistamenti che per i casi di IR3 e IR4 do per scontata la buona fede del testimone, in quanto questo testimone nulla avrebbe da guadagnarci in un colloquio privato che resta segregato.

H) Gli alieni possono avere dato uno spinta, per lo sviluppo delle antiche civiltà?

Si, secondo me si. Per quanto l’uomo sia stato intelligente e talvolta con intelligenza fuori dalla norma, non credo che sia potuto essere in grado – per esempio – di costruire una piramide facendo ” tagliare ” i blocchi enormi con una misura tale da non lasciare spazio tra un blocco ed un altro. Non ne siamo capaci neanche oggi.

I) I cerchi nel grano sono un fenomeno da collegare agli Ufo, o “semplici” opere d’arte di natura umana?

Secondo me sono tutti di fattura umana anche i Crop Circle più evoluti e complessi. Non so quali siano, ma sono convinto che esisteranno dei congegni che in poche ore riescono a piegare decine e decine di metri quadrati di spighe. Io quì in Sicilia in anni passati sono andato a vedere personalmente dei cerchi nel grano nel nisseno: erano belli, complessi, ma sfacciatamente di fattura umana.

L) Cosa sono le sfere di luce, che si vedono in moltissimi video?

In decine e decine di foto e filmati che ho avuto modo di vedere per un 80% orbs e per un 20% dei falsi fatti spruzzando borotalco o battendo con un comunissimo battipanni della nonna qualcosa di impolverato.

Eclisseforum , ringrazia il professore per aver dedicato parte del suo tempo, alla nostra ricerca nella scienza, spinta dalla curiosità, nel capire tutto ciò che ci circonda

Credit by Viking87 per EclisseForum.it
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I Neutrini e la velocita della luce

Discussione sul forum

Ufficiale: possibile superare la velocita della luce.
I neutrini sono in grado di superare la velocità della luce di ben 60 nanosecondi. La conferma è arrivata stamane, dopo aver analizzato i dati risutlanti dall’Esperimento CNGS, acronimo di Cern Neutrino to Gran Sasso, durante il quale fasci di neutrini venivano lanciati dalla postazione del CERN fino al laboratorio costruito sotto al Gran Sasso.
La collaborazione che ha reso possibile questa sperimentazione si chiama “Opera”, dove attraverso rilevatori viene considerato il tempo che i neutrini impiegano nel percorrere i 730 km che separano il Cern dal Gran Sasso. “L’analisi dei datiraccolti negli ultimi tre anni”, si legge sul corriere , “dimostra che i neutrini battono di circa 20 parti per milione i 300.000 chilometri al secondo ai quali viaggia la luce.”

Nonostante queste evidenze rimane comunque una certa cautela nel mondo scientifico.”Nonostante le nostre misure abbiano una bassa incertezza sistematica e un’elevata accuratezza statistica – ha aggiunto Dario Autiero – e la fiducia riposta nei nostri risultati sia alta, siamo in attesa di confrontarli con quelli provenienti da altri esperimenti”

Si riapre quindi anche il mistero legato alla misteriosa scomparasa del fisico Ettore Majorana: lo scienziato infatti oggi avrebbe 104 anni. Svanì nel nulla quando ne aveva 31. La sua teoria del «neutrino senza tempo» sta trovando conferme in esperimenti che soltanto ora sono diventati possibili al Cern e nel Laboratorio del Gran Sasso.

Ma è proprio una novità?
La possibilità superare la velocità della luce, a ben guardare, non è una novità così clamorosa. «Tanto la meccanica quantistica quanto la fisica classica predicono che [in alcune condizioni, n.d.a.] la velocità media di un pacchetto di onde […] diviene superluminale [superiore a quella della luce, n.d.a.]. La verifica sperimentale venne nel 1992 da Colonia, e l’anno successivo da Berkeley: e suscitò vastissima eco. […] Le nostre previsioni erano che […] la velocità del pacchetto di onde nella zona intermedia tra due barriere fosse infinita: e un esperimento condotto nel 2002 al Politecnico di Milano l’ha confermato! (“Physical Review” E65, n. 046610).»
Ad affermarlo è Erasmo Recami, dell’Università di Bergamo, impegnato in queste ricerche già dagli anni Settanta.

Note Tecniche sull’Esperimento CNGS

Per cercare di capire qualcosa in piu, abbiamo pensato di spiegare un pò nel dettaglio in cosa consiste l’esperimento CNGS che ha permesso la rivoluzionaria scoperta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In pratica al Cern di Ginevra, viene prodotto un fascio di neutrini muonici attraverso l’LHC e viene puntato verso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

I neutrini, attraversano la crosta terrestre e viaggiano per 732 km ad una velocità prossima a quella della luce, raggiungendo l’obbiettivo in appena 2.4 millisecondi.
A destinazione c’è OPERA. Opera ha un volume totale di 2.000 m3etri cubi ed un peso totale di 4.000 tonnellate (come 7 Airbus A380). Il rilevatore è costituito da 150.000 mattoncini. Ogni mattoncino pea 8.3 kg ed è costituito da 56 lastre di piombo alternate a emulsioni fotografiche ultrasensibili.

Opera è progettato per fotografare i prodotti dell’interazione di questi mattoncini con con i neutrini muonici, fotografandoli. Il risultato è stato che all’arrivo a destinazione dei neutrini muonici, si è “presentata” una particella tau: questa è la prova quindi che un neutrino muonico si è trasformato in neutrino del Tau nel tragitto dal Cern ai LNGS

Fonti: Focus.it, Corriere.it, altro.

By Creedence

 

EclisseForum.it incontra L Associazione Onlus CCSVI nella Sclerosi Multipla

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Tempo fa, sul nostro forum, venne postato un articolo tratto dal giornale Il Fatto Quotidiano riguardante l’ammanco di fondi per sostenere una importante ricerca volta alla sperimentazione di una nuova cura per la Sclerosi Multipla. Come staff di EclisseForum, aprimmo un topic per parlare di questa notizia e rimanendone colpiti lanciammo un appello, fornendo la nostra disponibilità per coadiuvare la divulgazione di questa notizia. Ad oggi, tutto lo staff è lieto di annunciare una collaborazione con l’Associazione Onlus “Ccsvi nella Sclerosi Multipla”. L’associazione è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale che intende incoraggiare, coordinare e sostenere la ricerca rivolta alla prevenzione, diagnosi e cura della Sclerosi Multipla con particolare riferimento alle sue connessioni con l’Insufficienza Venosa Cronica Cerebro – Spinale (CCSVI).

L’amministrazione e gli utenti di EclisseForum sono orgogliosi di ospitare sulle proprie pagine il banner con il link per effettuare offerte in favore della ricerca, nel pieno spirito di fondamento del forum come è stato dimostrato dall’ottimo risultato del sondaggio aperto proprio in tal proposito (gli utenti hanno votato SI all’unanimità!)

Cogliamo l’occasione fornita da questa collaborazione anche per saperne di piu su questa patologia, sui suoi sviluppi e per fare una sana e fattiva informazione. Vi invitiamo pertanto a leggere questo articolo che è stato scritto per noi dal consigliere dell’associazione. Ringraziamo il giornale “Il Fatto Quotidiano” per la sua attenzione verso queste importanti tematiche in quanto gli articoli pubblicati hanno permesso al nostro forum di collaborare con l’Associazione. Inoltre,ringraziamo l’Associazione CCSVI per aver risposto al nostro appello e per averci donato, con l’articolo che andiamo a presentarvi, un ulteriore momento di ConoScienza Condivisa.

Cos’è La Sclerosi Multipla?

La sclerosi multipla (SM) è una delle più comuni malattie che colpiscono il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale). E’ una patologia infiammatoria, cronica e demielinizzante.

La mielina è una sostanza composta da acidi grassi che riveste i nervi consentendo la trasmissione rapida e coordinata degli impulsi. La velocità e l’efficienza con le quali questi impulsi nervosi sono condotti consentono l’esecuzione di movimenti armonici, rapidi e coordinati con poco sforzo conscio. Nella SM, la perdita di mielina (demielinizzazione) è causata da una alterato comportamento del sistema immunitario, che la attacca. Ciò determina l’alterazione dell’abilità dei nervi a condurre gli impulsi elettrici da e per il cervello, e questa alterazione produce i vari sintomi presenti nella SM. Le aree in cui si verifica la perdita della mielina (placche o lesioni) appaiono come aree indurite (cicatrici): nella SM queste cicatrici appaiono in tempi ed in aree diversi del cervello e del midollo cerebrale – ed il termine “sclerosi multipla” significa letteralmente, cicatrici multiple. Le placche di sclerosi (per cui la SM è detta anche sclerosi a placche) si localizzano nell’encefalo e nel midollo spinale.

I Sintomi

I sintomi della SM sono molto diversi in funzione dalle aree del sistema nervoso colpite e possono includere: disturbi della vista, della coordinazione, forza e movimento, della sensibilità sensoriale, del linguaggio, del controllo delle vescica, della sessualità, delle funzioni cognitive

Decorso

Il decorso della malattia è molto soggettivo. A volte sfocia, a distanza variabile di tempo dall’esordio, in una continua progressione che può portare alla disabilità totale

Terapia

La terapia farmacologica attualmente disponibile consiste in immunospressori, immunomodulanti e cortisonici atti a frenare la reazione immunitaria o lenire gli stati infiammatori. Non permette la guarigione e si limita a rallentare il decorso della malattia. I farmaci hanno mostrato una certa efficacia sulle forme recidivanti-remittenti (a fronte di effetti collaterali vari, talora anche molto gravi) e quasi nulla sulle forme progressive di sclerosi multipla. I più moderni anticorpi monoclonali mostrerebbero, nelle sperimentazioni in corso, maggior efficacia, ma il loro profilo di sicurezza è problematico e necessita di ulteriori studi.

I Numeri

La SM è la principale causa non traumatica di disabilità nei giovani, poichè si manifesta più frequentemente tra i 20 e i 40 anni. Le donne hanno maggiori probabilità di contrarre la SM rispetto agli uomini, con una frequenza del 50% superiore (cioè 3 donne ogni 2 uomini colpiti). Sono circa 61mila i malati di SM in Italia, in media 1 ogni 1000 abitanti, con una incidenza di 1800 nuovi casi all’anno. La SM è quindi considerata una malattia comune. In Italia il costo sociale annuo complessivo della malattia è di circa 2 miliardi e 400 milioni di euro: da 25.000 a circa 70.000 euro annui per paziente, in funzione del grado di disabilità.

Il costo umano, per i malati ed i loro familiari, è pesantissimo.

Visto da Vicino Cos’è La CCSVI?

l’Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale (CCSVI) è una patologia dell’apparato circolatorio in cui le vene cervicali e toraciche (vene giugulari interne, vertebrali, lombari, iliache, azygos, emiazygos) non sono in grado di rimuovere efficacemente il sangue dal sistema nervoso centrale a causa della presenza di stenosi e difetti malformativi di varia natura. Queste malformazioni congenite assumono la forma di:

  • Annulus o tessuto fibrotico
  • Stenosi circolari della parete venosa;
  • Setti endoluminali e ostruzioni membranose
  • Valvole anomale e/o invertite: valvole anomale che danno origine a significativi ostacoli del flusso;
  • Ipoplasia: lunghi segmenti venosi sottosviluppati e di calibro insignificante;
  • Torsione: segmento venoso attorcigliato su se stesso;
  • Agenesia: completa assenza anatomica di una vena.

Spesso l’organismo sopperisce allo scarso drenaggio sanguigno causato dalla CCSVI mediante l’apertura di circoli collaterali che tentano di by-passare le vene ostruite riducendo la resistenza al drenaggio, evitando l’ipertensione intracranica. Tuttavia, nonostante questo meccanismo compensatorio, il tempo di deflusso del sangue in un paziente affetto da CCSVI resta maggiore rispetto alla norma e genera reflusso sanguigno, ovvero un ritorno del sangue venoso verso il sistema nervoso centrale. L’insufficienza del drenaggio venoso è una caratteristica della CCSVI ed è misurabile attraverso studi di perfusione. Così come il cattivo funzionamento del sistema venoso degli arti inferiori provoca delle sclerosi sottocutanee, le stasi dei piccoli vasi venosi cerebrali e toracici potrebbero essere la causa iniziale delle placche sclerotiche, tipiche della sclerosi multipla. A confermare la teoria concorre la presenza, anomala di depositi di ferro intorno alle vene cerebrali e a livello encefalico e spinale.

Il Metodo Zamboni

La CCSVI è stata scoperta dal Prof. Paolo Zamboni, direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara e il suo legame con la Sclerosi Multipla è stato descritto per la prima volta in uno studio pilota condotto in collaborazione con il Dott. Fabrizio Salvi, neurologo dell’Ospedale Bellaria di Bologna ed il Dr. Roberto Galeotti dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara. Lo studio, pubblicato a dicembre 2009 nel Journal of Vascular Surgery, ha permesso di diagnosticare la CCSVI in tutti i 65 malati di Sclerosi Multipla presi in esame e di attuare per essi un intervento di cura consistente in un trattamento endovascolare mini invasivo che ha apportato significativi miglioramenti sui sintomi della Sclerosi Multipla. I dati pubblicati a 18 mesi dal trattamento di angioplastica dilatativa (PTA) evidenziano una riduzione del numero di ricadute di malattia (i pazienti liberi da ricadute post-PTA sono il 50% contro il 27% pre-PTA e salgono al 100% nel gruppo che non manifesta restenosi venose) una netta riduzione del numero di lesioni attive cerebrali e spinali (i pazienti con lesioni MRI Gad+ scendono dal 50% pre-PTA al 12% post-PTA) associato a un marcato miglioramento della qualità della vita e alla forte riduzione della stanchezza cronica. Nei soggetti affetti da malattia progressiva si registra l’arresto della progressione e un miglioramento della qualità della vita.

Nel settembre 2009 a Montecarlo il 50° Congresso della Union of International Phlebology (la più vasta organizzazione scientifica che si occupa di patologia venosa ) ha inserito la CCSVI nel novero delle malformazioni venose congenite e ne ha dato indicazione terapeutica – come indicato dal Prof. Zamboni – mediante angioplastica venosa, tecnica mini- invasiva, a basso rischio, utilizzata già da decenni anche per interventi nel sistema venoso profondo.

Le ricerche del gruppo ferrarese hanno quindi evidenziato, con uno studio rigoroso, che vi è una fortissima associazione tra CCSVI e Sclerosi Multipla. Diversi altri autori, seguendo i protocolli tecnici indicati dal Prof. Zamboni, hanno ottenuto risultati prossimi a quelli del gruppo ferrarese. Ad oggi si può affermare che il rispetto delle indicazioni dello scopritore della sindrome in fatto di attrezzatura, addestramento e modalità di esecuzione dell’indagine diagnostica con Eco Color Doppler , porta sistematicamente al riscontro di una forte associazione tra CCSVI e Sclerosi Multipla.

In tutto il mondo, a seguito delle pubblicazioni del team emiliano, sono nati studi atti a confermare la teoria di Zamboni. In letteratura si trovano anche studi non confermativi, condotti, a volte, con tecniche e modalità di indagine diagnostica diverse da quelle indicate dall’autore della ricerca.

Diagnosi

La CCSVI è diagnosticabile attraverso uno specifico esame con Eco Color Doppler transcranico ed extracranico. L’ECD I si conferma uno strumento di diagnosi potente e non invasivo ed è altamente specifico nello scoprire il tipo di distribuzione delle stenosi delle vene extracraniche e di quelle extravertebrali. Comunque, la valutazione dei dati indica chiaramente come la riproducibilità della diagnosi ECD è strettamente dipendente da un addestramento specifico. L’indagine viene eseguita sia in posizione clinostatica (sdraiati) sia in posizione ortostatica (seduti). Per maggiore accuratezza diagnostica, altri tipi di stenosi possono essere diagnosticati mediante una venografia selettiva che consente di visualizzare i distretti venosi ma anche in questo caso occorre che l’operatore sia opportunamente istruito su cosa ricercare.

Parametri per la diagnosi

I parametri per giungere ad una diagnosi della CCSVI sono i seguenti:

  1. Reflusso nelle vene giugulari interne (IJVs) e/o vene vertebrali (VVs) in posizione seduta e supina;
  2. Reflusso nelle vena cerebrale interna, vena basale di Rosenthal, e grande vena cerebrale di Galeno (DCVs);
  3. Presenza di stenosi nelle vene giugulari interne (IJV) all’indagine B-mode ad alta risoluzione;
  4. Flusso non rilevabile all’indagine Doppler nelle IJVs e/o nelle VVs
  5. Controllo posturale inverso delle principali vie di deflusso venoso cerebrale.

Per una diagnosi di CCSVI devono essere presenti almeno 2 dei 5 parametri.

La CCSVI colpisce più frequentemente le vene giugulari e la vena Azygos, quest’ultima non può essere indagata direttamente tramite l’Ecodoppler. Si possono tuttavia sospettare dei problemi emodinamici al sistema venoso Azygos in maniera indiretta; valutando ad esempio la presenza di reflussi nelle vene vertebrali.

Prima di eseguire l’esame Ecodoppler per CCSVI è utile sapere:

 

  • Indipendentemente dall’esame per la diagnosi di CCSVI l’EcoDoppler è un esame operatore dipendete. Ciò significa che soltanto operatori esperti in diagnostica vascolare assicurano una precisa e valida rappresentazione delle alterazioni vascolari; occorre infatti una buona esperienza per l’esecuzione e l’interpretazione dei dati.
  • Per quanto riguarda la CCSVI, esistono dei precisi parametri da tenere in considerazione per poter formulare la diagnosi, oltre che ad una metodica da seguire per rilevarli correttamente. Se il medico che esegue l’esame non conosce il protocollo da seguire, o comunque non lo applica, ha una elevata probabilità di avere dei falsi negativi. Il protocollo in questione è quello suggerito dal Prof. Zamboni, scopritore della CCSVI che, fino a prova contraria, rimane uno dei maggiori esperti di questa patologia vascolare. Tale protocollo è stato accettato e pubblicato su riviste scientifiche del settore, stiamo quindi parlando di un protocollo diagnostico presente nella letteratura medico-scientifica.
  • La formazione del medico è un requisito fondamentale. Sconsigliamo di spendere del denaro per un EcoDoppler eseguito da un medico non informato sulla CCSVI e con un Ecodoppler non tarato per rilevare la presenza di reflussi sui distretti venosi profondi del collo; confrontandosi con una patologia sconosciuta molto probabilmente l’esito dell’esame risulterebbe inattendibile.
  • Accertarsi di persona che il medico al quale ci si affida conosca in maniera approfondita la CCSVI, e segua il protocollo Zamboni per la sua diagnosi. Chi non dovesse avere particolare urgenza, può attendere la pubblicazione dei centri ufficiali evitando malintesi dovuti a diagnosi errate

EclisseForum.it Ringrazia

l’Associazione CCSVI nella SM – Onlus

Per questo splendido articolo

di ConoScienza Condivisa

Andiamo a vedere ora di cosa si occupa l’associazione che EclisseForum.it ha deciso in accordo con i propri utenti di coadiuvare nella divulgazione del proprio messaggio e scopriamo meglio nel dettaglio cosa è Brave Dreams.

 

L’Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla – Onlus

L’Associazione “CCSVI nella Sclerosi Multipla – ONLUS” è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale che intende incoraggiare, coordinare e sostenere la ricerca rivolta alla prevenzione, diagnosi e cura della Sclerosi Multipla con particolare riferimento alle sue connessioni con l’Insufficienza Venosa Cronica Cerebro – Spinale (CCSVI). L’Associazione è nata il 9 aprile 2010 al fine di dare visibilità e concretezza al movimento di malati che, a partire dalla pubblicazione della ricerca del Prof. Paolo Zamboni e del Dott. Fabrizio Salvi, in pochi mesi si è manifestato in internet.

Gli scopi e le finalità perseguiti dall’associazione sono:

  • incoraggiare, coordinare e sostenere la ricerca rivolta alla prevenzione, diagnosi e cura della Sclerosi Multipla con particolare riferimento alle sue connessioni con l’Insufficienza Venosa Cronico Cerebro – Spinale.
    • aiutare e sostenere i pazienti – cittadini e stranieri – affetti da queste malattie e le loro famiglie;
    • diffondere nel sistema socio-sanitario e nella società civile informazioni scientifiche concernenti i risultati delle ricerche riguardanti le sindromi succitate e i progressi nel campo della loro prevenzione, diagnosi e cura.
    • pubblicizzare le caratteristiche principali delle sindromi neuro vascolari connesse a SM e CCSVI e i risultati della ricerca scientifica.

Considerata la natura politico e istituzionale della gestione della sanità del nostro paese, l’Associazione opera su due livelli: uno nazionale e uno territoriale. L’Associazione Nazionale CCSVI nella SM si interfaccia con le istituzioni nazionali ed è portavoce degli interessi di tutti i soci a essa iscritti. Le articolazioni associative territoriali operano a livello locale consentendo il contatto diretto tra i soci e un più vicino rapporto con le problematiche del territori. Oggi siamo presenti in: Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Puglia, Calabria, Campania, Lazio le nostre associazioni territoriali e in Toscana, Sardegna, Liguria e Friuli Venezia Giulia con nostri coordinatori territoriali. Essere iscritti significa condividere e sostenere le attività e le iniziative dell’Associazione. L’Associazione Nazionale CCSVI nella SM è guidata da un gruppo di persone che vi operano volontariamente. Presidente onorario dell’Associazione è la dottoressa Nicoletta Mantovani vedova del tenore Luciano Pavarotti. Presidente Nazionale è la dottoressa Gisella Pandolfo.

Per iscrizioni e informazioni è possibile consultare il sito associativo all’indirizzo: www.ccsvi-sm.org.

L’Associazione è presente anche su Facebook con una propria fan page:

Associazione “CCSVI nella Sclerosi Multipla” – Onlus

Sostegno alla ricerca

BRA.VE DR.E.A.M.S (sogni coraggiosi) è la sigla di BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis, cioè “sfruttare il drenaggio venoso contro la sclerosi multipla”. BRAVE DREAMS è il nome dello studio clinico per la valutazione dell’efficacia e della sicurezza dell’intervento di disostruzione delle vene extracraniche nei pazienti con sclerosi multipla e diagnosi di “Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale” (CCSVI) promosso dalla Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara che vede il prof. Paolo Zamboni in veste di principale ricercatore.

Lo studio BRAVE DREAMS è multicentrico, prevede il reclutamento di 679 pazienti ed è in doppio cieco, infatti, confronta gli esiti di un intervento di flebografia con angioplastica venosa con un trattamento di controllo in cui viene effettuata solo la flebografia.

Obiettivo primario dello studio è la misurazione delle prestazioni fisiche e cognitive per verificare se l’intervento di disostruzione venosa possa rallentare o impedire il loro deterioramento e quindi configurarsi come intervento di prevenzione della disabilità. Le funzioni fisiche (equilibrio, vista, deambulazione, funzioni sfinteriali) saranno misurate con strumenti di indagine diagnostica obiettivi e non solo mediante valutazione neurologica.

Alla sperimentazione potranno partecipare i pazienti di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con sclerosi multipla definita secondo i criteri di McDonalds1 e con diagnosi confermata di CCSVI. Non è prevista l’apertura di una lista di prenotazione per partecipare allo studio ma, come tipicamente avviene nelle sperimentazioni, i soggetti saranno reclutati direttamente dalle neurologie dei centri coinvolti e scelti tra i loro pazienti.

Come finanziare la ricerca Brave Dreams

Donazioni con bonifico bancario

IBAN:

IT52 G063 8502 4011 0000 0009 524

Intestato a: Associazione CCSVI nella SM

Causale: RICERCA BRAVE DREAMS

Cassa di Risparmio in Bologna – Via Farini, 22 – 40124 Bologna – Italia

Donazioni con carta di credito: www.sognicoraggiosi.org

Per ulteriori informazioni:

Ringraziamo tutti voi per l’attenzione.

Creedence & Duellum71

Esplosione nella Centrale Nucleare di Marcoule, Nimes, in Francia

Sul Forum gli aggiornamenti

Nota: Essendo una notizia  fresca, vi è ancora molta confusione sulle dinamiche e sugli aspetti che circondano questo tipo di incidenti, pertanto vi chiediamo di pazientare nell’eventualità in cui qualche notizia  riportata in questa sede subisse qualche revisione. Vi consigliamo di seguire  gli sviluppi anche sul forum. Grazie.

Pochi minuti fa, una fornace è esplosa all’interno della centrale nucleare di Marcoule , a Nimes, nel sud della Francia, pochi chilometri a ovest del confine con l’Italia. L’impianto, gestito dall’Areva a Marcoule (Gard), si trova vicino ad Avignone e, a causa dell’esplosione, c’è il rischio di una fuga radioattiva. Pompieri e forze dell’ordine sono sul posto, riferisce la prefettura.
Intanto l’esplosione avrebbe provocato 1 morto e 3 feriti, secondo quanto riferisce la rete televisiva France 3 precisando che l’incidente sarebbe avvenuto a seguito di un incendio in un sito di stoccaggio di rifiuti radioattivi.

La centrale Nucleare di Marcoule

La Centrale nucleare di Marcoule, situata presso la città di Chusclan, nella Linguadoca-Rossiglione, è stata la prima centrale nucleare francese. La centrale possiede 3 reattori UNGG (una versione francese del Magnox inglese) da 79 MW totali. Nello stesso sito esiste anche un altro reattore (il N° 1) da soli 3 MW, costruito dal 1955 al 1957, e non utilizzato per la produzione elettrica.

La centrale fa parte del più ampio sito nucleare di Marcoule, un’istallazione industriale gestita da AREVA e dal Commissariat à l’énergie atomique et aux énergies alternatives (CEA). A Marcoule furono costruiti i reattori nucleari a uso militare per le ricerche destinate alla costruzione della bomba atomica francese. A Marcoule il CEA ha messo anche a punto la filiera dei reattori a grafite-gas con cui iniziò lo sfruttamento civile dell’energia nucleare in Francia. Infine a Marcoule si trova il reattore nucleare Phénix, della potenza elettrica di 250 MW, prototipo di reattore nucleare autofertilizzante.

Terremoto in Canada – Nessun Danno a cose o Persone

Vai al forum.

Aggiornamento 10/09/2011

 

Fortunatamente il sisma non ha causato alcun danno a cose o persone nonostante la potenza del movimento tellurico.

Di seguito postiamo i dati della scossa:

Magnitude   Mw 6.6
Region   VANCOUVER ISLAND, CANADA REGION
Date time   2011-09-09 19:41:33.0 UTC
Location   49.54 N ; 126.84 W
Depth   10 km
Distances   270 km W Vancouver (pop 1,837,969 ; local time 12:41:33.0 2011-09-09)
126 km SW Campbell river (pop 33,430 ; local time 12:41:33.0 2011-09-09)
63 km SW Gold river (pop 1,365 ; local time 12:41:33.0 2011-09-09)


Piccole onde di 0.6 metri hanno colpito le coste adiacenti

Katia devia il suo percorso. Ora Va Verso l’Europa

Segui gli sviluppi sul forum

N.b.: Le informazioni riportate all’interno di questo articolo sono relative alla situazione monitorata nel momento in cui esso viene pubblicato e le intuizioni sono basate in merito a delle valutazioni effettuate conseguentemente ai dati reperiti. Rimane tuttavia tangibile o ovvio l’eventuale evolversi della situazione attuale in direzioni al momento imprevedibili (in positivo o in negativo). Consigliamo pertanto al lettore di leggere l’articolo nelle sue intenzioni divulgative, lasciando da parte tendenze catastrofiche che al momento sarebbero del tutto ingiustificate 🙂 EclisseForum.it vi augura buona lettura.

Aggiornamento del 09  Settembre 2011

 Dagli ultimi aggiornamenti, risulta evidente che l’uragano Katia ha virato il suo percorso puntando verso Gran Bretagna e Islanda che sono attualmente in allarme.

 

Aggiornamento del 08  Settembre 2011

In seguito alle ultime evidenze, segnaliamo che l’Uragano Katia ha cambiato il suo percorso dirigendosi pertanto verso l’europa, come dall’immagine sotto. Fortunatamente questa volta non ci troviamo di fronte ad una nuova Irene e siamo contenti di dire che le previsioni fatte (anche da noi) si sono rivelate sbagliate, come da introduzione all’articolo. Segno che anche in questo mondo,  le buone notizie a saperle leggere non mancano. 😀

Aggiornamento del 3 Settembre 2011

Sembra proprio che Katia possa di nuovo colpire la east coast, dato che stanno aumentando le possibilità che la traiettoria sia molto simile ad Irene.
Attualmente le previsioni che si spingono fino a 5 giorni, danno come punti “papabili” per il landfall, gli stati della South e North Carolina, gli stessi che hanno subito 1 settimana fa la furia di Irene.

Fortunatamente prevedono che perderà un po di potenza, stabilizzandosi su un H2, però non è da escludere un ritorno in avvicinamento alle coste, date le calde acque, dovute alla bassa profondità, ad un H3.

Questa è l’ultima immagine disponibile dal satellite, si nota bene l’occhio da uragano.

La situazione è altamente pericolosa, speriamo non si riviva un nuovo 11 Settembre, perchè proprio in quei giorni ci potrebbe essere il landfall.

By Viking87


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 Situazione Aggiornata al 29/08/2011

FORMAZIONE

Dopo il passaggio di Irene, secondo le fonti di EclisseForum.it è molto probabile che ci troviamo di fronte ad un nuovo Uragano che al momento si sta formando in mezzo all’oceano atlantico e in queste ore è considerato ancora tempesta tropicale.  E’ ormai la dodicesima tempesta tropicale della stagione corrente, per questo motivo gli è stato assegnato il nome di Twelve. Quando però verrà classificato come Uragano, acquisirà il nome di Katia. Al momento la tempesta Twelve ha l’aria minacciosa e le previsioni al momento sono che entro sabato 2 Settembre, la tempesta verrà classificata come Uragano. Siccome si trova in mezzo all’oceano, pensiamo che Twelve meriti un occhio d’attenzione particolare, in quanto non trovando ostacoli di fronte a sè è molto probabile che la sua potenza vada via via aumentando e non sarebbe inaudito pensare ad un probabile uragano di livello 3 entro l’inizio della prossima settimana.

IL LANDFALL

Per quel che riguarda il LandFall una volta che l’uragano lambirà le coste, ancora i modelli non forniscono dati precisi considerando inoltre che spingersi a lungo nelle previsioni porta a errori praticamente certi. Pensiamo tuttavia che è molto probabile registrare, intorno al 10/15 settembre, una nuova minaccia Uragano considerando anche l’alta temperatura dell’acqua nelle zone d’attraversamento.(tra i 26° e i 30° in North Carolina.

IL PERCORSO PRESUNTO

Da ciò che gli analisti riferiscono, pare che il percorso del nuovo uragano che ne conseguirà vedrà coinvolti nuovamente la East Coast USA.

                 

Verrà utilizzato questo articolo per mantenere gli aggiornamenti.

Stay Tuned!

By Viking87 & Creedence

 

Fonti immagini: meteoweb, weather.com, icons-ecast.wxug.com, wetterzentrale.de