Archivi categoria: Senza categoria

Buon Natale a Tutti

Lo staff di EclisseForum.it augura ai suoi lettori, ai suoi utenti ed a tutti coloro che ci vogliono bene (ma anche a quelli che ci vogliono male ) un Sereno Natale.

Dedicato a tutti coloro che ci stimano, a tutti coloro che ci criticano, a tutti coloro che ci leggono, linfa vitale di questo “strano” sito web che amiamo proprio grazie alle persone che lo tengono vivo ed acceso. Un pensiero positivo, verso il mondo che popoliamo il quale, seppur caratterizzato da brutte vicissitudini quotidiane, rimane pur sempre il nostro grande e favoloso mondo.

Si ringraziano: Simplicio, Viking, Lugalbanda, TheMaxx, Geremia ed Equal1zer per essere uno staff sempre impegnato ad arricchire EclisseForum di Contenuti di primaria importanza e qualità.Un grazie ai nostri partner: SkyWard, Brave Dreams, DreamFly, Cropfiles.it, Endometriosi Bastarda, Archeomisterica, Meteoweb. Ringraziamenti speciali a tutti gli scienziati e professionisti che ci hanno dedicato il loro tempo, con articoli e consulenze: Dott.ssa DiMarzio Raffaella, Prof. Leopoldo Benacchio, Prof.Marco Mucciarelli, Prof. Valerio Rossi Albertini, Prof.Emerito Margherita Hack, Prof. Giovanni P.Gregori, INGV, Dott.Leonardo Dragoni, Roberto Pinotti, Prof.Sebastiano Pernice, Prof. Lorenzo Verderame, Prof.Giovanni Battista Appetecchi.

Un augurio anche a tutti coloro che ci seguono su Facebook, in particolare Pin Alex e Fabio Marino, a tutti i nostri followers e  giornalisti (scientifici e non) che da tempo ci seguono su twitter.

Un enorme abbraccio a tutti gli utenti che fanno di EclisseForum.it un luogo di condivisione delle conoscenze, nonchè forum di pazzi un pò fuori di testa con grande verve goliardica, come “forum intellettualmente onesto chiede”.Infine un grande Augurio a tutto il mondo nessuno escluso.  Grazie a tutti e Buon Natale.

Creedence & Kimichol

 

I see trees of green, red roses too
I see them bloom for me and you
And I think to myself, what a wonderful world

I see skies of blue and clouds of white
The bright blessed day, the dark sacred night
And I think to myself, what a wonderful world

The colours of the rainbow, so pretty in the sky
Are also on the faces of people going by
I see friends shakin’ hands, sayin’ How do you do?
They’re really saying I love you

I hear babies cryin’, I watch them grow
They’ll learn much more than I’ll ever know
And I think to myself, what a wonderful world
Yes, I think to myself, what a wonderful world

Annunci

Ma che fine ha fatto quel tanto profetizzato aumento sismico del 2012??

Come ormai i nostri lettori sanno, periodicamente ci dedichiamo all’analisi e alla verifica delle temibili profezie che da qualche anno a questa parte ingolfano qualsiasi discussione su forum e blog relativamente a quanto sarebbe dovuto accadere nel corso di questo tanto blaterato 2012.

Uno degli aspetti piu interessanti è rivestito da questa famosa “certezza” che nel corso del 2012 si sarebbe dovuto verificare il tanto conclamato aumento sismico, terremoti su terremoti in ogni angolo di globo, per arrivare al verificarsi della teoria della Dislocazione Terrestre, nord a sud, sud a nord, tutto incasinato nel corso di 12 mesi.

Prima di prendere per “buona” questa premessa, occore però fare un breve richiamo a quanto dicono le blasonate testate “similar-scientifiche” in merito a questa spaventosa evenienza:

Dal sito Profezie2012.myblog.it – Profezia di Padre Pio
“Uragani di fuoco saranno scagliati dalle nuvole, e si estenderanno su
tutta la terra. Temporali, tempeste, tuoni e piogge ininterrotte,
terremoti copriranno la terra durante tre giorni. Seguirà allora una
pioggia di fuoco ininterrotta, per dimostrare che Dio è Signore della
creazione.”

oppure…

Dal sito Macrolibrarsi -Presentazione di un libro sul 2012
Quali sono i possibili scenari fino al 2012:
Un aumento dell’attività sismica e dei terremoti;

oppure..

“…Un terremoto farebbe tremare il globo intero. Aria e acqua si muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani e i mari investirebbero i continenti… La temperatura diverrebbe torrida e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone. Dalle pianure spunterebbero come funghi le montagne”
(http://www.tarocchionline.net/reserved/ere_profezie_maya.htm)

oppure..

Un sismologo molto noto in Romania, GheorgheMarmureanu, non riesce a trovare spiegazione ai 39 forti terremoti che hanno sconvolto il pianeta negli ultimi tempi. “Qualcosa non va, ci sono troppi terremoti”, ha affermato.
Fonte: http://angeliinastronave.blogspot.it/2012/04/troppi-terremoti-sulla-terra-e-il.html

Ok. Siccome presumiamo che la maggior parte delle persone siano ancora vive a questo mondo, vediamo un attimo di fare un focus sulla reale situazione numerico/statistica di cosa ci ha “riservato” quest’anno.
Innanzitutto, e perdonate l’ovvietà, quando si sentono notizie di terremoti si tratta perlopiù di sismi che hanno purtroppo causato vittime. Questo è importante specificarlo in quanto non fornisce direttamente un valore energetico, ma di fatto costituisce quello che di delinea come “informazione di cronaca”. Pertanto, per valutare l’effettivo aumento o meno di sismi, è necessario volgere lo sguardo lontano dalle notizie di cronaca per visualizzare il tutto in uno spettro piu concreto ed in questo ci vengono in aiuto i numeri che gli utenti del forum (in particolare Viking & Nikolaus88 – che ringraziamo) ci stanno fornendo.

Partiamo quindi con la prima tabella:

In questa tabella vediamo il numero di sismi su scala globale, dall’anno 2000 all’anno 2012. In ogni colonna vi è riportato il numero di sismi relativi ad una determinata magnitudo..5, 6, 7, 8, 9

Balza subito all’occhio come l’anno in corso sia alquanto “scarsino” in termini numerici, e potremmo quindi già trarre le prime conclusioni fino al momento attuale:

  • Terremoti di magnitudo tra 5.0 e  5.9 : il 2012 è ai minimi dal 2005
  • Terremoti di magnitudo tra 6.0 e  6.9 :  solo il 2002 e il 2009 ne hanno contati di meno rispetto a tutti gli altri anni
  • Terremoti di magnitudo tra 7.0 e  7.9  : solo il 2007 ne ha contati meno del 2012, rispetto a tutti gli altri anni.

Quindi è evidente come l’anno in corso, nonostante le intrepretazioni fantasiose sulle profezie Maya e alcune spiccate “intuizioni” di sedicenti studiosi (tra i quali mi permetto di inserire anche Khalikov) stiano vedendo sotto i loro occhi un’evidenza colossale: il 2012 non ha visto (fortunatamente) catastrofi annunciate e previste.

Anche analizzando, per puro scopo “statistico” ma soprattutto ludico il mese di luglio, vedremo che siamo praticamente perfettamente centrati con la normalità. Ecco un grafico riepilogativo dei mesi di luglio dei precedenti anni:

Stilando quindi una classifica dei vari “luglio” sparsi negli annali, ecco dove si posiziona il nostro Luglio 2012 (classifica numerica tra i sismi mag.5-5,9 e mag.6

Infine un piccolo sguardo alle energie sprigionate:

quasi a fondo scala…

Dov’è quindi questo terrificante aumento? Dove sono questi tsunami dati dai terremoti terribili? E la Distruzione Totale?

Si ringraziano Nikolaus88 per l’ottimo apporto alla stesura di questo rendiconto.

Articolo Riproducibile

Citando in chiaro la fonte

Comunicato ai lettori ed agli utenti di EclisseForum.it

Oggi è uno di quei giorni in cui, come spesso accade nei fumetti, pensiamo sia giusto fare un breve flashback raccontando la storia passata “dei protagonisti”, facendo un breve cenno.
Ci perdorenanno quindi i nostri lettori se interrompiamo la serie di articoli, sbufalate ed interviste che solitamente ci caratterizzano per parlare un pò di noi, anche se il contesto non è dei migliori a causa di eventi spiacevoli (seppur prevedibili).
Buona parte di noi, tra cui gli amministratori e alcuni membri dello staff (composto da due admin – di cui uno è uno scienziato ricercatore –  tre autori e nessun moderatore) proviene dal sito Nibiru2012.it.

Ci siamo conosciuti frequentando quelle pagine, in cui piu o meno tutti scrivevamo ciò che oggi si scrive qua…solo che questo veniva fatto praticamente “in trincea” e con enormi difficoltà, in quanto si sà che i luoghi frequentati da utenti per la maggior parte catastrofisti e complottisti non lasciano molto spazio alle spiegazioni reali su cosa sia “scientifico” e cosa invece rappresenti la fantasia para-scientifica.
Col tempo, chi prima e chi dopo e specialmente in seguito all’avvento del solito marketing del web, molti degli utenti che cercavano di proporre un ambiente piu reale e meno improntato sullo “spaventoso” status di catastrofista, sono stati esclusi, bannati o portati all’esasperazione da una linea editoriale improntata a favorire proprio quel tipo di visione catastrofista e complottista per motivi che francamente ignoriamo ma che potremmo limitarci a supporre, ma questo esula dallo scopo di questo intervento.

Dall’idea degli amministratori, stufi del proliferare di notizie campate in aria e teorie inventate di sana pianta, nasce questo forum, ormai più di un anno fa, anche se  solo qualche mese dopo ci siamo appoggiati su un dominio di proprietà. Mission: riportare la scienza e il ruolo dello scienziato nel posto in cui deve stare, cercando di contrastare attivamente questa  “moda new age” che vede lo scienziato trattato come essere ignorante, rozzo, chiuso di mente e fautore del terribile disastro che condanna i nostri tempi. Converrete con noi che questa moda è verificabile in molti siti cosiddetti “alternativi”…

Fin qui la storia è molto semplice e lineare. Questo sito nasce non in antitesi o in concorrenza con quell’altro, ma su un piano diverso, se vogliamo più serio e scientifico, meno incline a farneticazioni e di certo (e ci pregiamo di poterlo evidenziare) non a scopo di lucro.

Una nuova “vita” quindi, in cui l’unico collegamento con la situazione precedente riguarda la regola, molte semplice e molto chiara, la quale stabilisce che i componenti dello staff di nibiru2012.it, e solo loro, non sono molto graditi su questo forum. Per tutta una serie di ragioni lunghe e forse anche cervellotiche, ma fondamentalmente come reazione al trattamento non proprio “gentile” ricevuto da molti di noi in passato.

Crediamo che gli ex utenti di quel sito che ci hanno voluto seguire in questa avventura  siano alcuni dei migliori mai transitati su quelle pagine, di certo si tratta di splendide persone, preparate e competenti. Pensiamo a Viking o a Messiah ed a tutti gli altri che non sono mai stati considerati dei semplici utenti o dei numeri ma persone con una vita e delle passioni da condividere, che non si fermano alle apparenze ed a semplici “sentito dire” ma cercano e approfondiscono, studiano e, perché no, scherzano e ridono insieme a tutti noi.

Detto questo, non vi è alcuna regola che vieti  ai nostri utenti di frequentare il forum di Nibiru2012.it, su questo siamo sempre stati chiari. Per cui alcuni di loro erano presenti sia qui da noi che tra le loro fila, in veste di semplici spettatori o come utenti attivi nel cercare di contrastare l’imperante e dilagante decadenza catastrofista che affligge quel luogo di discussione.

Il fatto che ci spinge a scrivere queste righe si è verificato alcuni giorni fa, quando molti degli utenti che abbiamo in comune tra i forum, e guarda caso solo quelli che esprimono chiaramente pareri non il linea col complottismo, sono stati esclusi da quel forum senza alcuna spiegazione, né avviso.

Insieme a loro, sono stati esclusi molti altri, alcuni che son stati presenti su Eclisse solo sporadicamente (ad esempio  Aldebaran), altri che invece non hanno alcuna attinenza con noi e non sono nemmeno iscritti,  (come ad esempio l’utente Demesan..ci è stato comunicato che si trova ad essere bannato “sulla fiducia” ), ma che hanno osato esprimere il loro pensiero scettico su alcuni famosi argomenti controversi.

Questa azione, a tutti gli effetti, ci appare come un “repulisti”, che ricorda, seppur in maniera divertente, un tentativo di “pulizia etnica” perpetrata ai danni degli utenti comuni  che non si sono appiattiti sulle posizioni dominanti, pur continuando comunque a scrivere sul loro forum. Azione che a vederla ora, appare anche un evidente pretesto per liberarsi silenziosamente di personaggi a loro scomodi.

Noi come amministratori di questo sito contrastiamo pubblicamente questa condotta a nostro avviso inqualificabile, e non capiamo cosa si voglia dimostrare.

Riteniamo quindi di dover esprimere la nostra solidarietà a questi utenti, a queste PERSONE, che si sono viste sbattere la porta in faccia senza alcuna spiegazione e senza alcuna considerazione per il loro lavoro e per il loro contributo, a causa della loro appartenenza alla comunità di EclisseForum.it

Alla dirigenza del Portale Italiano sui Misteri della Scienza ovviamente  non chiediamo nulla (e ci mancherebbe…) ma cogliamo l’occasione per inviitarli solo a non cercare cause esterne e capri espiatori ai numerosi problemi interni che li affliggono.

Lo staff di EclisseForum.it

Egitto: Le barche dei milioni di anni e la bufala del razzo

La rivista Hera n.16 del aprile 2001 riporta un articolo con la testimonianza di un certo Michele D’Alessandro che afferma di aver fotografato su una parete di una tomba egizia la raffigurazione di un razzo. Riporto di seguito alcuni stralci dell’articolo.(Discussione sul forum)

 

Le barche dei milioni di anni

«Nella testimonianza di un archeologo italiano il racconto di un incredibile documento inciso tra i muri di un tempio minerario nubiano. Si tratta di una delle mitologiche “barche degli Dei” oppure un incisione ispirata da qualcos’altro?

Abbiamo deciso di pubblicare quest’articolo in quanto, sebbene l’argomento sia controverso, il bassorilievo al centro del tema esiste realmente. Ne fece menzione già Alberto Fenoglio nel 1980 nel suo “I Misteri dell’Antico Egitto” (MEB)

ma mai sino ad ora era stato fotografato e presentato su una rivista specializzata. Si tratta di un’esclusiva assoluta. Al di là delle opinioni del noto egittologo, presentate attraverso l’autore dell’articolo, che possono essere condivise o meno, l’anomalia che esso rappresenta richiede una spiegazione. Lasciamo a ciascuno di voi la propria idea assicurando, quale redazione, di approfondire direttamente e personalmente la questione appena possibile.»

 

continua su: Archeologia!

Nibiru, Demontis e la Scienza: Un rapporto travagliato.

***Ne stiamo discutendo qui***

In questo articolo ci occuperemo di un personaggio di spicco nel panorama del catastrofismo italiano, sedicente esperto di lingue antiche e noto sostenitore delle ipotesi avanzate dal romanziere Zecharia Sitchin.

Ma prima le presentazioni.

Alessandro Demontis alias Ningishzidda74, questo il nome del nostro amico,  è un sardo di Sassari che vive a Pomezia e lavora in una ditta che progetta impianti chimici. I suoi studi ufficiali si fermano al primo anno di università di chimica, al primo anno dell’Università di lingue letterature straniere e una qualifica come tecnico per la gestione delle acque e delle risorse ambientali. Da autodidatta afferma di aver studiato: occultismo, esoterismo, ritualistica magica, inglese, tedesco, serbo ed etrusco. Dal 2002, scopre i libri di Sitchin ed inizia a studiare la lingua e la cultura sumera [1]. Si dedica anche allo studio delle religioni ed ha affermato di essere stato satanista per 12 anni. [2]

Fin qui tutto ok, non fosse che questo simpatico giovanotto tutto pepe, sia un accanito sostenitore del Sitchin e delle sue teorie, cosa che lo ha portato molte volte a scontrarsi col sottoscritto e con altri che, come me, sostenitori di Sitchin non sono proprio. Inoltre, lo ha fatto andare su tutte le furie il nostro articolo con l’intervista al professor Verderame , tanto da portarlo ad usare un linguaggio poco rispettoso verso il Professore stesso, prima, durante e dopo un breve dibattito sul nostro forum, e poi a produrre documenti autoreferenziali, dove cerca di far apparire Verderame come un ignorante, in ossequio alla “teoria della montagna di merda” (tranne per l’idiota poichè Demontis non lo è), con toni saccenti ed espressioni non certo cordiali.

Attualmente, il solo sentire sentire nominare il nostro sito o il professor Verderame, gli provoca l’orticaria, tanto da spingerlo a portare avanti una petizione affinché Wikipedia italiana gli consenta di esporre le proprie argomentazioni indimostrate, manco fosse Howard Carter redivivo, dopo che sulla pagina di Sitchin è comparso un riferimento all’intervista del Professore. (Alex, c’è pure wiki inglese, scrivi li, vediamo che ti dicono 😉 )

Oltre al professore, il nostro esperto Francesco Pastore si è occupato delle sue originali traduzioni, dimostrando che quando i suoi lavori vengono analizzati da persone competenti e non da folle adoranti, le magagne saltano fuori, eccome. Trovate tutto sul nostro forum, qui. Venendo a noi, essendo francamente infastidito dal suo ego spropositato, ho deciso di proporre un pezzo di un progetto più ampio, che forse vedrà la luce o forse no, ma che ci fornisce un quadro d’insieme delle competenze del Demontis in ambito Astrofisico, materia che, purtroppo per lui, gli risulta ostica e poco chiara, nonostante insista con inusitata pervicacia a sostenere la strampalata ipotesi del pianeta Nibiru.

Demontis ha affermato, in un documento online, che le dimostrazioni di Sitchin circa la sua ipotesi “Gli Annunaki vennero sulla Terra da un pianeta chiamato Nibiru, che si trova nel nostro sistema solare su un’enorme orbita cometaria della durata di 3600 anni”  sarebbero convincenti, per lui, ma in un dibattito avuto con lo stesso, ho potuto appurare che, come dicevo, le sue conoscenze in campo astrofisico sono a dir poco lacunose, assolutamente inadatte a renderlo un arbitro decente della questione.

Per ulteriori approfondimenti rimando al seguente PDF, dove riporto il suddetto dibattito, che il lettore potrà giudicare da se.

Ma vediamo quali sarebbero le conferme astronomiche alle ipotesi di Sitchin. Ho trovato una presentazione ppt dello stesso Demontis, nella quale dedica alcune slide alla questione. Vediamole.

Caratteristiche di Nibiru

Queste dovrebbero essere le caratteristiche di Nibiru, teniamole bene in mente. Già da come vengono forniti i presunti parametri orbitali, si capisce che Alessandro non è avvezzo a maneggiare l’argomento. Mancano 3 parametri fondamentali per la definizione completa (argomento del perielio, ascensione retta del nodo ascendente e anomalia vera), uno è fornito senza numero (eccentricità) e un altro con un’imperdonabile non-sense fisico (inclinazione. Sotto l’eclittica non vuole dire nulla e non ha senso, perché il pianeta sarà sotto l’eclittica per un certo tempo e sopra l’eclittica per un altro periodo). L’unico dato corretto è il periodo orbitale. Corretto nel senso che c’è il numero.

Presunti riscontri

 

Presunti riscontri

Secondo Demontis il fatto che esistano questi corpi è segno che Nibiru può esistere. Dimentica di dire, o forse non sa,  che i due corpi in questione sono: A) piccoli. B) lontani. Piccoli, quindi con scarse influenze gravitazionali, contrariamente a nibiru, che, secondo lui, dovrebbe avere una massa paragonabile a quella di URANO, cosa che lo renderebbe gravitazionalmente luminoso come un faro nella notte. Lontani, perchè il perielio è SEMPRE all’esterno dell’orbita di Nettuno, il primo a 76 e il secondo a 44 UA dal sole. Contro i 30 di Nettuno all’afelio. Bene che va Nettuno e 2000Cr105 si troverebbero a oltre 2 miliardi di km l’uno dall’altro. Confrontare le orbite senza considerare le masse è un errore da novellini. Far passare per simili orbite che hanno una differenza al perielio di oltre 6 miliardi di Km, con una che intersecherebbe mezzo sistema solare (nibiru) mentre l’altra passa lontanissimo da ogni altro corpo massiccio, è invece intellettualmente scorretto.

Presunti riscontri

Qui Demontis scopre che esistono orbite retrograde. Buon per lui. Cosa dimostra questo fatto? Nulla, oltre il fatto che certe orbite retrograde esistono, ma nulla a che vedere con Nibiru. Dato che esistono i cavalli ed esistono gli uccelli, allora devono esistere pure gli Unicorni… Si tratta di una strumentalizzazione bella e buona.

Disegno di Morbidelli

In questa immagine c’è tutto il modo di fare di Demontis. Rappresenta un disegno fatto dall’astrofisico Alessandro Morbidelli per un articolo ad una rivista francese nel 2003. Prendiamo queste affermazioni per buone, in quanto non sono stato in grado di verificarle o smentirle. Cosa ci dice Demontis riguardo a questo disegno? TEORIA DEL PIANETA DA MIGLIAIA DI ANNI COLLEGATO ALLA CINTURA DEGLI ASTEROIDI Cosa ci mostra il disegno, peraltro malfatto? L’ipotesi di un possibile pianeta con orbita allungata e perielio sull’orbita di NETTUNO. Quindi tutt’altro, rispetto a quanto detto da Demontis, che ci rende evidente il lavoro di strumentalizzazione e dire/non dire che c’è dietro questa storia. Quest’altra immagine ne è la conferma.

Confronto Sitchin Morbidelli

Paragonare le due orbite è come paragonare le orbite di Nettuno e Mercurio e dire che sono uguali. Il perielio delle due orbite è diverso per almeno 6 miliardi di km, si vede chiaramente che Morbidelli lo colloca dalle parti di Nettuno, mentre Sitchin tra Marte e Giove, inoltre sono diverse le masse dei pianeti ipotizzati. Massa paragonabile a quella di Marte per Morbidelli, esterna al sistema solare e quindi con scarse interazioni con gli altri pianeti. Un pianeta con massa paragonabile ad Urano per Sitchin, che dovrebbe sfrecciare per tutto il sistema solare ogni 3600 anni, con eccentricità 0.99, rimanere su un’orbita stabile e non far schizzare fuori tutti gli altri pianeti…assolutamente inverosimile e comunque nemmeno lontanamente paragonabile a quanto affermato da Morbidelli. Inoltre Morbidelli parla di un pianeta delle dimensioni di Marte, non di uno con le dimensioni di Nettuno. Come giustifica, il signor Demontis, queste incongruenze rispetto alle sue affermazioni e alle ipotesi di Sitchin?. 

In una slide successiva leggiamo:

Riscontri da cercare secondo Demontis

Quindi se la fascia degli asteroidi fosse composta da rocce formatisi nel sistema solare esterno e se le comete si fossero formate nel sistema solare interno, queste sarebbero prova del fatto che Nibiru esiste.

L’assolutismo di dire: comete li, asteroidi qui, da l’idea di quanto “profondamente” Alessandro conosca la materia.

Ovviamente esistono asteroidi nella fascia degli asteroidi con una composizione simile a quella dei pianeti interni e ne esistono con composizione simile a quella degli oggetti trans-nettuniani. Non esiste solo A o solo B. Questo cosa dimostra? che alcuni asteroidi della fascia ci sono arrivati da fuori. Come hanno fatto? È stato Nibiru?

Ed ancora: Morbidelli, Levison e gli altri studiosi che Demontis cita, hanno per caso detto che per ottenere l’attuale configurazione del sistema solare serva un pianeta esterno che periodicamente attraversi l’orbita degli altri pianeti fino a quella di Marte?

Nel seguente documento, trovate una serie di slides del Demontis, dove cerca di enunciare le incongruenze di quella che secondo lui è la scienza ufficiale vs quello che dice Morbidelli.

Le prime slide verranno affrontate successivamente, ma un discorso a parte merita l’ultima. In tutta evidenza, si tratta di una forzatura, perchè non c’è un criterio matematico dietro, infatti ha preso i periodi dei vari pianeti e li ha moltiplicati per un numero successivo fin quando non si è avvicinato a 3600, commettendo anche degli sbagli, perchè per Giove poteva prendere il 3598.4, con 305 orbite invece di 307, ma non avrebbe fatto lo stesso effetto per il pubblico, per lo stesso principio per cui si mette 29.99 € nei prezzi e non 30€. La cosa è completamente aleatoria e campata in aria, tant’è che se io approssimo i periodi dei 4 pianeti in questione a 165, 84, 30 e 12 anni, rispettivamente per Nettuno, Urano, Saturno e Giove ottengo un minimo comune multiplo di 4620. Vuol dire che le orbite di questi pianeti sono sincronizzate su un ulteriore corpo con questo periodo orbitale? Un Nibiru 2.0?

NO. Vuol dire solo che sto giocando con i numeri, alla stregua di chi fa esoterismo sommando o moltiplicando i numeri delle date…

Adesso però tagliamo la testa al toro e vediamo invece cosa dicono realmente Morbidelli e gli altri studiosi che Demontis cita, non quello che Alessandro vuole fargli dire o far intendere.

Levison, Morbidelli, Gomes e Tsiganis dell’osservatorio della Costa Azzurra, hanno formulato un modello matematico, detto Modello Nizza, che si prefigge di spiegare la formazione del sistema solare attraverso una serie di simulazioni computerizzate, basate su alcune ipotesi originali. Nel dettaglio, e mi scuso per la pedanteria ma è necessaria, cito per intero da Wikipedia.

Il Modello di Nizza

Il modello propone che, molto tempo dopo la dissipazione del disco protoplanetario, i quattro giganti gassosi (Giove, Saturno, Urano, Nettuno) abbiano subito una migrazione verso le attuali orbite partendo da una configurazione orbitale più compatta e vicina al Sole. In questo differisce dai più classici modelli basati sulla teoria della nebulosa solare, che invece ipotizzano un decadimento delle orbite dei giganti gassosi per attrito con i residui del disco. Il modello si caratterizza per una fase di instabilità breve ma intensa, durante la quale i pianeti esterni hanno assunto delle orbite particolarmente eccentriche.[3]

Il modello è utilizzato nelle simulazioni dinamiche del sistema solare per spiegare alcuni avvenimenti come il bombardamento asteroidale del sistema solare interno, la formazione della nube di Oort e l’esistenza di particolari popolazioni di corpi minori come la fascia di Kuiper, gli asteroidi troiani di Giove e Nettuno e gli oggetti transnettuniani risonanti. La sua capacità di riprodurre gran parte delle caratteristiche osservate nel sistema solare rende conto del fatto che tale modello sia largamente accettato come il modello più realistico dell’evoluzione precoce del sistema planetario,[2] sebbene non tutti i planetologi siano pienamente soddisfatti: uno dei suoi principali limiti, infatti, consiste in una scarsa riproducibilità delle dinamiche dei satelliti irregolari dei giganti gassosi e degli oggetti a bassa inclinazione orbitale della cintura di Kuiper.

Sintesi del modello

Il nucleo originario del modello è un terzetto di pubblicazioni comparse sulla rivista scientifica Nature nel 2005, a firma di Rodney Gomes, Harold F. Levison, Alessandro Morbidelli e Kleomenis Tsiganis.[4][5][6] In queste pubblicazioni gli autori considerarono una configurazione originaria in cui i quattro giganti gassosi del sistema solare (Giove, Saturno e i due giganti ghiacciati, Nettuno eUrano), subito dopo la dissipazione dei gas del disco protoplanetario, si trovavano a percorrere delle orbite pressoché circolari con raggi compresi tra ~5,5 e ~17 unità astronomiche (UA), dunque una configurazione più compatta e più vicina al Sole rispetto all’attuale. Una vasta e densa cintura di planetesimi, costituiti da silicati e ghiacci, di massa complessiva intorno alle 35 masse terrestri (M), si estendeva dall’orbita del pianeta più esterno fino a circa 35 UA.

Le orbite dei planetesimi localizzati nel bordo interno della cintura subivano delle perturbazioni gravitazionalida parte dei pianeti più esterni (Saturno, Nettuno e Urano), che ne determinavano un cambiamento dei parametri orbitali. I pianeti più esterni scagliarono verso l’interno la gran parte dei corpi ghiacciati che incontrarono sul loro cammino, scambiando con essi il momento angolare; il risultato fu una migrazione verso l’esterno dei pianeti e la conservazione del momento angolare totale del sistema.[7] Sebbene ogni singola interazione abbia determinato minime variazioni nell’ambito del trasferimento di momento angolare, la somma delle singole interazioni raggiunse valori tali da determinare lo spostamento effettivo dell’orbita planetaria. Il processo andò avanti finché i planetesimi non arrivarono in prossimità di Giove, il cui intenso campo gravitazionale ebbe un’azione frenante sulla loro caduta, stabilizzandoli lungo orbite altamente ellittiche attorno al Sole oppure espellendoli dal sistema planetario. Tale fenomeno ha avuto per conseguenza un lieve decadimento dell’orbita di Giove.[8]

Il ridotto tasso di incontri gravitazionali determinò il tasso al quale i planetesimi venivano sottratti al disco, e il corrispettivo tasso di migrazione. Dopo alcune centinaia di milioni di anni di lenta e graduale migrazione, i due giganti più interni, Giove e Saturno, si assestarono in una risonanza orbitale 2:1; l’instaurarsi di questo fenomeno ha comportato un aumento delle loro eccentricità orbitali, destabilizzando l’intero sistema planetario. L’arrangiamento delle orbite planetarie si è alterato con drammatica rapidità.[9] Giove ha spinto Saturno verso l’esterno, nella sua attuale posizione; questa ricollocazione ha causato delle mutue interazioni gravitazionali tra il pianeta e i due giganti ghiacciati, costretti ad assumere orbite più eccentriche. In questo modo i due pianeti si sono addentrati nella cintura planetesimale esterna, scambiandosi di posizione e perturbando violentemente le orbite di milioni di planetesimi e scagliandoli via dalla cintura. Si stima che in questo modo il disco esterno abbia perso il 99% della sua massa iniziale, il che spiega l’attuale assenza di una folta popolazione di oggetti trans-nettuniani.[5] Alcuni dei planetesimi scagliati via dai giganti ghiacciati sono stati sospinti nel sistema solare interno, provocando un incremento degli impatti nei pianeti rocciosi, il così detto intenso bombardamento tardivo.[4]

In seguito, le orbite dei giganti ghiacciati hanno assunto i loro attuali semiassi maggiori, e la frizione dinamica con il disco di planetesimi superstite ha ridotto l’eccentricità delle loro orbite rendendole nuovamente quasi circolari.[3]

Nel 50% delle iniziali simulazioni esposte nella pubblicazione di Tsiganis e colleghi, Nettuno e Urano si sono scambiati la propria posizione circa un miliardo di anni dopo la formazione del sistema solare.[5] Tuttavia, tale risultato corrisponde solamente ad uno schema che consideri una distribuzione uniforme delle masse nel disco protoplanetario.[1]

Effetti sul sistema solare

Elaborare dei modelli per spiegare l’evoluzione dinamica di un sistema planetario, a partire da differenti condizioni iniziali, per tutto l’arco della sua storia passata, è un’operazione complessa, resa ancor più difficile dal fatto che le condizioni iniziali sono lasciate libere di variare, il che determina dei risultati finali più o meno differenti tra loro. La verifica dei modelli è allo stesso modo un’operazione difficile, dal momento che è impossibile osservare direttamente l’evoluzione in atto;[9] tuttavia, la validità o meno di un modello può esser dedotta confrontando i risultati previsti dalle simulazioni con idati osservativi.[9] Allo stato attuale, i modelli computerizzati che prendono come condizioni iniziali quelle previste dal modello di Nizza rispecchiano maggiormente gran parte degli aspetti osservati nel sistema solare.[10]

Intenso bombardamento tardivo 

Il gran numero di crateri da impatto rinvenuti sulla Luna[11] e sui pianeti rocciosi, datati tra 4,1 e 3,8 miliardi di anni fa, è una delle principali evidenze dell’intenso bombardamento tardivo, un periodo caratterizzato da un’intensificazione del numero di impatti astronomici. Il numero di planetesimi che hanno raggiunto la Luna secondo il modello di Nizza è coerente con quello dedotto dai crateri.

Costituzione delle famiglie degli asteroidi troiani e della fascia principale 

Schema che mostra le famiglie asteroidali del sistema solare interno: i troiani di Giove sono colorati in verde, la fascia principale in bianco, la famiglia Hilda in marrone.

Nel periodo immediatamente successivo all’instaurarsi della risonanza 2:1 tra Giove e Saturno, l’influenza gravitazionale combinata dei giganti gassosi in migrazione avrebbe rapidamente destabilizzato qualunque gruppo preesistente di troiani nei punti di Lagrange L4 ed L5 di Giove e Nettuno.[12] La regione orbitale dei punti di Lagrange si presentava quindi dinamicamente aperta.[2]

Secondo il modello di Nizza, i planetesimi espulsi dal disco ormai distrutto incrociavano in grande numero questa regione, venendone temporaneamente catturati. Non appena il periodo di instabilità orbitale ebbe termine, la regione orbitale divenne dinamicamente chiusa, catturando definitivamente i planetesimi in essa presenti i quali andarono a costituire le attuali famiglie.[6] I dati ottenuti dalle simulazioni coincidono con i dati osservativi per quanto riguarda i parametri orbitali dei troiani di Giove, in particolare i loro angoli di librazione, le eccentricità e le elevate inclinazioni orbitali.[6][2] I medesimi meccanismi, secondo il modello, avrebbero portato alla formazione dei troiani di Nettuno.[2]

Un elevato numero di planetesimi sarebbe inoltre stato catturato dalle regioni esterne della fascia principale, ad una distanza media superiore a 2,6 UA, e dalla regione della famiglia Hilda.[13] Successivamente, gli oggetti catturati sarebbero andati incontro a ripetute collisioni, che li avrebbero erosi in tanti piccoli frammenti spazzati via dal vento solare o tramite l’effetto YORP, che avrebbero contribuito a rimuoverne oltre il 90%.[13] La distribuzione delle dimensioni più frequenti degli oggetti di questa popolazione simulata trova eccellenti riscontri nelle osservazioni,[13] il che suggerisce che i troiani di Giove, gli asteroidi Hilda, alcuni membri della fascia principale esterna (tutti gli asteroidi di tipo D) e forse il pianeta nanoCerere[14] sarebbero ciò che resta dei planetesimi della cintura esterna in seguito ai processi di cattura e frammentazione.[13]

Satelliti irregolari

Qualunque originaria popolazione di satelliti irregolari catturata tramite vari meccanismi, come la resistenza fluidodinamica dei gas[15] o impatti all’interno del primitivo disco di accrescimento,[16] sarebbe stata facilmente dispersa a causa delle interazioni tra i pianeti durante la fase di instabilità.[5] Nel modello, un elevato numero di planetesimi interagiscono in questa fase con i giganti ghiacciati ed alcuni di essi vengono catturati in seguito ad interazioni a tre corpicon i pianeti. La probabilità che ciascun planetesimo ha di esser catturato da uno dei giganti ghiacciati è relativamente alta, circa 10−7.[17] Questi nuovi satelliti presentano le più disparate inclinazioni orbitali, a differenza dei satelliti regolari, che orbitano in corrispondenza del piano equatoriale del pianeta. La particolare inclinazione di Tritone, la maggiore delle lune di Nettuno, può esser spiegata ipotizzando che il satellite sia stato catturato in seguito ad un’interazione a tre corpi che ha portato alla disgregazione di un planetoide binario, di cui Tritone costituiva il membro meno massiccio.[18] Tuttavia, questo meccanismo non sarebbe il principale responsabile della cattura del gran numero di piccoli satelliti irregolari individuati;[19] è possibile inoltre che i pianeti si siano “scambiati” alcuni dei satelliti irregolari.

Le orbite simulate dei satelliti irregolari corrispondono a quelle osservate per semiassi maggiori, inclinazioni ed eccentricità, ma non per la distribuzione delle dimensioni.[17] Le collisioni successive tra gli oggetti catturati potrebbero aver creato le sospette famiglie collisionali oggi osservate e sarebbero responsabili della diminuzione della popolazione di oggetti fino alle distribuzioni attuali.

Le interazioni tra i planetesimi e Giove realizzatesi nella simulazione sono però insufficienti per spiegare il grande seguito di satelliti irregolari posseduto dal pianeta, il che suggerisce l’azione di un secondo meccanismo oppure la necessità di una revisione di alcuni parametri del modello di Nizza.[17]

Regioni più esterne del sistema solare

La migrazione dei pianeti più esterni e le interazioni con Giove sono necessarie per spiegare le caratteristiche delle regioni più esterne del sistema solare.[3] Secondo il modello, gli oggetti costretti da Giove in orbite altamente ellittiche andarono a formare la nube di Oort, serbatoio della gran parte delle comete del sistema solare,[3] mentre gli oggetti vincolati da Nettuno durante la sua migrazione andarono a costituire l’attuale cintura di Kuiper e il disco diffuso.[3]

Rappresentazione artistica della Fascia di Kuiper (sopra) e della nube di Oort (sotto).

Originariamente, al limite esterno del sistema solare, era presente una cintura asteroidale considerata l’antenata della cintura di Kuiper, più densa e vicina al Sole di quanto non sia oggi la sua “discendente”: il suo bordo interno giaceva infatti appena oltre le orbite dei giganti ghiacciati e si estendeva fino a circa 30–35 UA. Anche Urano e Nettuno si trovavano allora più vicini al Sole rispetto ad oggi (probabilmente tra 15 e 20 UA), ma in posizioni invertite, ovvero Urano era più lontano dal Sole rispetto a Nettuno.[3][4]

Durante la migrazione alcuni degli oggetti, tra cui Plutone, vennero a interagire con l’orbita di Nettuno, instaurando con essa una risonanza orbitale.[20] Il modello di Nizza è in grado di spiegare l’occupazione delle attuali risonanze nella cintura di Kuiper, in particolare le risonanze 2:5. Mentre Nettuno migrava verso l’esterno del sistema, si avvicinò agli oggetti della proto-cintura di Kuiper, vincolandone alcuni in risonanza e destabilizzando altri in orbite caotiche. Si ritiene che gli oggetti del disco diffuso siano stati posti nelle loro attuali posizioni dalle interazioni con le risonanze migranti di Nettuno.[21]

Il modello Nizza risulta però carente per quanto riguarda gran parte delle caratteristiche della distribuzione: infatti, è in grado di riprodurre le “popolazioni calde”, ovvero gli oggetti che possiedono elevati valori di inclinazione orbitale, ma non le “popolazioni fredde”, a bassa inclinazione. Le due popolazioni non solo possiedono parametri orbitali differenti, ma anche differenti composizioni: la popolazione fredda si presenta marcatamente più rossa di quella calda, il che suggerische che si sia formata in una differente regione del sistema solare. La popolazione calda si sarebbe formata nei pressi di Giove e sarebbe stata relegata nell’esterno del sistema in seguito alle interazioni con i giganti gassosi; la popolazione fredda invece si sarebbe formata pressappoco nella sua attuale posizione, anche se in seguito sarebbe stata sospinta verso l’esterno da Nettuno durante la sua migrazione.[22]

http://it.wikipedia.org/wiki/Modello_di_Nizza

Allego le tre pubblicazioni che hanno dato origine al modello.

http://www.oca.eu/michel/PubliGroupe/MorbyNature2005.pdf

http://www.nature.com/nature/journal/v435/n7041/full/nature03539.html

http://www.nature.com/nature/journal/v435/n7041/full/nature03676.html

Bene, se siete ancora vivi e avete capito qualcosa di quello che ho scritto, vi chiedo:

Avete sentito parlare di Nibiru?

Avete sentito dire che tutto il casino di asteroidi e migrazioni è successo per colpa di un pianeta aggiuntivo?

Avete forse letto che qualcuno ipotizza che ci sia un pianeta da qualche parte che ogni 3600 anni passa dalle parti di Marte?

Avete forse letto che un tale pianeta è mai esistito o è stato ipotizzato nel modello e usato per i calcoli?

NO, no, no e no.

Il resto, signori miei, è pura fuffa e un fastidiosissimo, arrogante e presuntuoso stridore di dita che strisciano sugli specchi.

[1] http://gizidda.altervista.org/site.html

[2] http://www.nibiru2012.it/forum/spiritualita/lo-yoga-satanico-di-padre-amorth-.-137988.msg499908.html#msg499908

Simplicio

EclisseForum.it – La ConoScienza Condivisa

La riproduzione dei contenuti di proprietà dell’autore, anche solo  parziale, è consentita esclusivamente per scopi non commerciali ed in ogni caso previa citazione per esteso della fonte.

Parte 3 di 3 – Il Libro “La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile”. EclisseForum.it intervista l’autore, Dott. Leonardo Dragoni

Vi presentiamo la terza e, purtroppo, ultima parte dell’intervista rilasciata ad EclisseForum.it dal Dott. Leonardo Dragoni autore del libro “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.” (Acquistabile qui  ). Le altre parti dell’intervista le troverete seguendo questo LINK (per la parte I) e questo LINK (per la parte II). Essendo l’ultimo appuntamento di questa fantastica e completissima intervista, Vi comunichiamo che verrà pubblicata in versione integrale nell’account SCRIBD di EclisseForum.it. Grazie a tutti per l’attenzione e ringraziamenti al Dott.Leonardo Dragoni.

11) Se una forma di vita riuscisse a venire fin qui, per quale motivo dovrebbe utilizzare i crop circles come metodo di comunicazione? Dal momento che non viene compreso dagli uomini, non avrebbe fallito il suo scopo?Personalmente ritengo che una forma di vita intelligente comunicherebbe in modo diverso, meno criptico.

Oltre ad alcuni indiani nativi d’America (secondo i quali il simbolismo contenuto nei crop circles significa che la Madre Terra è stanca, e ci sta invitando a rispettarla), ci sono studiosi e ricercatori pronti a giurare di comprenderlo questo metodo di comunicazione.  I cerchi nel grano sarebbero allora degli archetipi, che servirebbero per comunicare con noi, simbolicamente. Avrebbero anche l’ulteriore scopo, o capacità, di suscitare nell’animo umano dei sentimenti rigeneranti per l’uomo, capaci di innalzarlo ad un grado di spiritualità e sensibilità superiori. Questa meta-comunicazione non potrebbe che avvenire tra noi (alcuni di noi) e gli alieni.
Se invece vuole sapere il mio personale punto di vista, pur essendo d’obbligo il condizionale, mi trova sostanzialmente d’accordo con Lei. Se si ritiene che i cerchi nel grano siano prestazioni aliene, atte a comunicarci qualcosa di significativo, è lecito chiedersi come mai utilizzino questo metodo, piuttosto curioso (magari chiaro per qualche indiano Hopi o per qualche “archetipista”, ma non per la massa). La quantità e la qualità delle informazioni che possono essere contenute in un fazzoletto di spighe, è enormemente inferiore a quelle che potrebbe produrre, in modo più semplice, una qualsiasi comunicazione a onde radio. Inoltre il grano non cresce ovunque, non cresce sempre, è soggetto alle intemperie. E ancora: perché solo di notte? Perché – come dice Lei – così criptica? O meglio ancora eterogenea. Non esiste un filo conduttore o un’unica chiave di lettura per le migliaia di raffigurazioni riprodotte dai crop circles. Dunque, se si sta comunicando qualcosa, di che si tratta? Sono tutte considerazioni elementari, che nondimeno mi portano a dubitare fortemente che si tratti di una qualche comunicazione di questo genere.  Vero è che qualcosa che non comprendiamo possa apparirci insignificante o insensata solo finchè non venga compresa. Ma onestamente non mi sembra questo il caso.

12) Nel presupposto che i crop circles fossero eseguiti da alieni, si potrebbero associare a semplici forme d’arte “universale”? senza necessariamente attribuirgli empirici tentativi di comunicazione?
“Everything is possible”, oppure come lo spot dell’adidas: “Impossible is nothing”. Da come però avrà ormai dedotto dalle precedenti risposte, non sono propenso a ritenere che gli alieni siano coinvolti in alcun modo. A maggior ragione, direi, se lo stessero facendo per mostrarci una “mera” forma d’arte (che oltretutto,  a ben vedere,  sappiamo fare – o almeno riprodurre –  anche da soli).

13) Spesso si vedono video e foto di luci nei campi di grano, ai quali si presuppone che segua la comparsa di un crop circle. Esiste un caso in cui è indiscutibile l’attribuzione di cerchi nel grano a queste sfere luminose?
L’unico caso che dimostrerebbe una relazione di causa-effetto tra queste sfere di luce e la comparsa di un pittogramma è il caso di Oliver Castle dell’agosto del 1996. Questo crop circle venne filmato mentre si materializzava, apparentemente sotto l’azione di misteriose sfere di luce – un filmato potete vederlo anche qui:

Nello stesso flmato troverà anche la maggior parte delle spiegazioni in base alle quali il filmato si deve ritenere un falso.
In molti altri casi si hanno testimonianze o avvistamenti di queste sfere di luce, spesso anche filmate in prossimità di alcuni cerchi nel grano. Tuttavia si tratta di oggetti luminosi che passavano su un crop circle già creato (magari giorni prima), disinteressandone. Inoltre non è mai stato possibile escludere che queste evidenze luminose potessero essere, di volta in volta, difetti della pellicola, volatili, lucciole, effetti ottici. Di queste c.d. BOL sappiamo in realtà poco o niente. Sfere analoghe, plasmatiche, sono state recentemente riprodotte in laboratorio da scienziati israeliani, tedeschi e brasiliani. In natura invece, la cosa più simile che somiglia a questi oggetti luminosi sono le “luci di Hessadalen”, anch’esse da lungo tempo sottoposte ad osservazioni e studi. Una recente pubblicazione intitolata “Transcranial stimulability of phosphenes by long lightning electromagnetic pulses” fornisce una spiegazione razionale agli avvistamenti di queste sfere, che sarebbero sostanzialmente delle allucinazioni dovute a campi magnetici fluttuanti.
In conclusione a me pare che siamo anora lontani dal capire questa bizzarria. Nondimeno non esiste un singolo caso di cerchio nel grano che sia inconfutabilmente imputabile a queste sfere.

14) Rispetto ad altri paesi, l’Italia a che punto si trova come quantità di ritrovamenti di questi glifi? E come qualità degli stessi? E’ possibile stilare una classifica?
Non saprei stilare una vera e propria classifica. Posso però dirle che, senza dubbio, al primo posto si piazza la Gran Bretagna, sia come quantità che come qualità degli agroglifi. Altri paesi fortemente interessati da questo fenomeno sono gli Stati Uniti,il Canada, la Germania, l’Olanda e, da dieci anni a questa parte, l’Italia: con quindici-venti casi ogni anno (una casistica pressoché completa di tutti i glifi nostrani, dalle origini ad oggi, è raccolta e documentata nel mio sito web). Poi via via tutti gli altri. Dobbiamo però tener conto che questa graduatoria si fa sui ritrovamenti (e non sul numero effettivo di pittogrammi, che nessuno conosce); e che il ritrovamento a sua volta dipende anche dall’attenzione mediatica che c’è attorno a questo tema.
Anche per quanto riguarda la qualità (intesa come bellezza estetica) di queste formazioni, al primo posto si trova sicuramente il Regno Unito, seguito da tutti gli altri. In Italia, il primo glifo degno di nota dal punto di vista qualitativo credo possa considerarsi quello di Montegranaro, del giugno 2003. Da allora in avanti sono stati ritrovati pittogrammi di ottima fattura (per fare alcuni nomi: Desio, Borello e Sabaudia nel 2004, Monteu da Po e Montegranaro nel 2005, Poirino-Chieri nel 2006, Ancona e Monteu da Po nel 2007, Ancona, Villanova d’Asti, Pontecurone e Riesi nel 2008, Cascina Martina e Monteisasi nel 2009, Poirino-Chieri e Basiano nel 2010, ancora Poirino- Chieri nel 2011).  Come detto non saprei stilare una classifica, ma credo che – esclusa l’Inghilterra – possiamo ormai ritenerci competitivi con tutti gli altri paesi (sia quantitativamente che qualitativamente).

15) Il testo cerca di dare uno sguardo oggettivo che non penda nè dalla parte dei Believers, nè da quella dei debunkers. Lo studio di queste oggettività verso quale conclusione la porta? Osservando il fenomeno nel suo complesso, con un’ottica generalista, a quale effetto possiamo ricondurre (o a quale causa possiamo imputare) la creazione dei crop cirlcles?
Vorrei intanto cogliere l’occasione per dire che “believers” e “debunkers” non sono due insulti, come invece sembra di percepire leggendo le diatribe che spesso si ingenerano tra opposte “fazioni”. Stante questa premessa, non fatico a definirmi un “debunker”, nella misura in cui questa parola identifica semplicemente colui che tenti di appurare la validità di affermazioni insolite, dubbie, anomale (non vedo nessun connotato negativo in ciò).  Questo non mi preclude di essere “open mind”, di accogliere  senza preconcetti alcune opinioni dei “croppie” (altro sinonimo di believer), di cercare un ragionevole ambito di discussione.
Lo “studio delle oggettività”, come Lei giustamente dice, mi ha portato verso la conclusione che l’unica teoria, del tutto autonoma e chiara, è quella che vuole i pittogrammi quali opere di land-art, o comunque dell’ingegno umano. Indubbiamente questa ipotesi è l’unica a vantare delle dimostrazioni empiriche, ed anche a livello teorico e concettuale è sicuramente meno claudicante delle altre (sulle quali qui non mi dilungo perché sarebbe impossibile farlo in modo sintetico).


16) In qualità di autore del libro “La Verità sui Cerchi nel Grano”, qual è  l’evento che più l’ha appassionata e che ritiene assolutamente interessante? E per quale motivo?

Generalmente fatico a rispondere a questo genere di domande (“quale è la cosa più…quale quella meno..”). In realtà non c’è una singola cosa, o evento, in particolare. Nello scrivere questo libro ho avuto la presunzione di voler affrontare l’argomento del crop circling a tutto tondo, con austerità e onestà intellettuale. Di questioni affascinanti, complesse e interessanti, ne ho incontrate e dovute affrontare qualche dozzina. In effetti il soggetto presenta mille diramazioni e tentacoli, e sconfina facilmente in altre branchie del mistero, e del sapere.
Ciò che in realtà mi appassiona è andare ad approfondire questa tematica nel suo recondito, allontanandomi dalle approssimazioni e dai luoghi comuni, e avvicinandomi alla sana ricerca della verità. Un simile approccio tende a far piazza pulita delle mistificazioni e delle speculazioni sensazionalistiche, privilegiando viceversa la ricerca, sempre supportata da fonti e riscontri puntuali e attendibili.

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

 

Vi ringraziamo tutti per la lettura. Il Libro? Assolutamente Consigliato 😉

Articolo Riproducibile Previa Citazione della Fonte

By Creedence