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Il Fracking, I Terremoti e L’emilia Romagna: EclisseForum.it Intervista il Prof. Marco Mucciarelli – Parte II di II

Eccoci al secondo appuntamento dell’Intervista rilasciataci dal Prof.Marco Mucciarelli in tema di Fracking, Terremoti ed i recenti avvenimenti sismici emiliano-romagnoli. Nella prima parte abbiamo trattato approfonditamente le tecniche del Fracking,  in questa parte vedremo in maniera dettagliata la situazione sismica, lo stato della ricerca geologica e alcune smentite alle solite bufale che circolano online. Si ringrazia nuovamente il Prof.Mucciarelli e tutti gli utenti di EclisseForum.it

La prima parte dell’articolo si trova al seguente LINK

Sui terremoti Emiliano Romagnoli 

Ho sentito parlare di due faglie attive attualmente in Emilia Romagna, ve ne sono altre che potrebbero attivarsi?

L’Emilia è una regione che presenta tre principali zone sismiche, interessate in passato da forti terremoti: quella dei fronti sepolti sotto la pianura padana, la zona di appennino al confine con la Toscana (Mugello, Garfagnana, Lunigiana) e la costa tra Rimini e Cattolica.

Perché in Italia eventi sismici, come quelli recenti, che a seconda di alcuni esperti sono considerati medi, se non minori, causano un tale disastro, al contrario di paesi come il Giappone o la California? E’ solo una questione al come si costruisce, o ci sono altri fattori da considerare?

 La tipologia costruttiva è senz’altro il fattore predominante. L’altro fattore è che la sismicità in Italia è meno frequente che in California o Giappone, e questo comporta un falso senso di sicurezza che si traduce in una assenza di comportamenti sismicamente sicuri da parte delle popolazione (ad esempio si ignorano accorgimenti per rendere meno pericoloso l’interno e l’arredamento delle abitazioni o si sottovaluta la scarsa qualità sismica di certi terreni, come si è visto con le liquefazioni in Emilia)

Leggendo un po’ in giro ho saputo che la zona colpita di recente dal sisma era considerata non sismica fino al 2003, mentre successivamente era stata classificata come a basso rischio. Al momento del sisma, quale era la classificazione di rischio ufficiale per la zona colpita, e quella stimata dai sismologi?

La stima non era di basso rischio, ma di bassa pericolosità. Il rischio deriva dalla combinazione della probabilità che avvenga un terremoto (pericolosità) con la capacità o meno di resistere degli edifici (vulnerabilità) e con la densità abitativa (esposizione).

C’è, disponibile al pubblico, una mappa reale del rischio sismico delle varie zone d’italia? Nel senso che, se quelle ufficiali rilasciate dal governo italiano non sono aggiornate od esatte, vi è una mappa con le reali valutazioni dei sismologi?

Esistono molte mappe di rischio pubblicate da vari autori, che stimano ad esempio il numero di abitazioni che si danneggeranno in un certo periodo, oppure il numero di morti e feriti attesi. Bisogna capire però una cosa importante: per tutti i rischi ci deve essere un bilancio tra i danni attesi ed i costi per prevenirli. Non è realistico pensare ad un mondo a rischio zero perché non avremmo le risorse per permettercelo. Bisogna costruire bene dove si deve risparmiando dove si può. Inoltre bisogna accettare l’idea che la mappa di pericolosità e di rischio sono oggetti dinamici che possono cambiare con il variare delle nostre conoscenze.

 

Sulla Ricerca

C’è un modo in cui, un comune cittadino, indipendentemente dal suo titolo di studio, possa collaborare con i sismologi? In parole povere, esiste un modo in cui una persona qualsiasi possa rendersi utile per voi?

Il modo più semplice di collaborare alle ricerche è compilare i questionari on-line disponibili su vari siti (INGV, INOGS, CSEM, USGS) ogni qualvolta si avverte un terremoto. Si producono cosi mappe di intensità macrosismica in tempo reale molto utili per lo studio dei terremoti e dei loro effetti

Si sente spesso che la ricerca in italia, in qualsiasi campo, è colpita cronicamente dalla mancanza di fondi, ciò vale anche per i vostri studi? Oppure vista la loro importanza siete sufficientemente finanziati?

Abbastanza finanziati rispetto ad altri settori, ma molto meno di quelle che sarebbero le necessità

 

Sulle dicerie on-line

C’è chi accusa un sistema quale HAARP (uno studio sull’atmosfera con emissioni radio a basse frequenza, finalizzato a migliorare le telecomunicazioni) come responsabile del sisma nella pianura padana. E’ possibile, anche solo teoricamente, che delle emissioni radio a bassa frequenza provochino sismi?

No.

C’è chi afferma che vi possono essere metodi per provocare artificialmente un terremoto. Tale affermazione è vera? Se anche non lo fosse, quali potrebbero essere e quanta energia sarebbe necessaria?

L’uomo causa terremoti con molte sue attività, dalle miniere alla costruzione di grandi bacini idroelettrici, dalla reiniezione di fluidi alle estrazioni petrolifere. Non può intenzionalmente provocare un terremoto “a comando” come sostengono alcuni. Per un calcolo delle energie necessarie e per fare capire come, ad esempio, HAARP non c’entri nulla con i terremoti, consiglio questo link: http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273694

Vi sono persone che dicono di saper prevedere i terremoti, uno su tanti Giampaolo Giuliani, per fare un esempio. Quanti metodi vengono proposti per prevedere un terremoto, e quanto questi metodi sono attendibili, od anche solo parzialmente efficaci?

La risposta più sintetica è: moltissimi metodi proposti, efficaci nessuno.

Al momento, nonostante tutti i soldi investiti dal Giappone (lacuna sismica di Tokai ) e USA (terremoto Parkfield) non si sono trovati precursori in grado di prevedere i terremoti. Di radon in Emila-Romagna me ne sono occupato anch’io quasi 20 anni fa in un articolo pubblicato nel 1994. La conclusione era che le emissioni di radon sono correlate ai terremoti, ma mentre a volte avvengono prima, a volte avvengono subito dopo il terremoto e questo le rende inutili come precursori.

Sul perché predire i terremoti non solo è attualmente impossibile, ma anche inutile, vi segnalo due link:

http://tersiscio.blogspot.it/2012/06/il-gioco-sporco-della-previsione-dei.html

http://tersiscio.blogspot.it/2012/01/la-direttivita-di-un-terremoto-e.html

 

Articolo riproducibile citando in chiaro la fonte

By Creedence

Prof.Mucciarelli Marco

Blog e Pagine Personali

http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/Marco_Mucciarelli/Home.html

http://tersiscio.blogspot.it/

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I feticisti della fine del mondo

Nelle ultime settimane sono tornate di moda le paranoie catastrofiste e sul web girano bufale di tutti i tipi, a partire dalle tre mega astronavi nelle vicinanze di Plutone. Pura fantasia a cui hanno abboccato anche giornali presunti seri.

Navigare sul web di questi tempi fa davvero paura. Tra crisi dei mercati, recessioni, profezie nefaste, lavori precari, e ansie quotidiane, il web è diventato ormai una vera e propria fucina di bufale per ipocondriaci catastrofisti, feticisti della fine del mondo, e fan sfegatati degli invasori alieni.

Se poi a dar loro una mano ci si mette pure la scienza che scricchiola sui neutrini per colpa di uno spinotto non ben inserito, oppure rivela immagini del Sole con una macchia nera triangolare senza spiegarla in maniera opportuna, la situazione sfugge di mano. La fantasia corre lontana e da quell’immenso contenitore di umori collettivi che è il web ecco che spuntano notizie terrificanti. Le ultime due, in ordine cronologico hanno fatto irruzione proprio pochi giorni fa. Sinceramente tra Maya e Bendandi non ne vedevamo la necessità, eppure eccole la’.

Sembrano essere state ispirate direttamente da Hollywood e riescono a mettere insieme tutti gli elementi di una fantastory bufalara.

I protagonisti sono infatti, in ordine di apparizione: gli alieni, il centro di studio per la ionosfera, il famigerato HAARP, e i Maya. Stando al tam tam internernettaro le antenne delmitico centro di ricerche americano avrebbero avvistato oltre Plutone una formazione composta da almeno tre navi aliene di cui una del diametro di qualche centinaia di chilometri che starebbero facendo rotta verso la Terra. Data prevista per l’arrivo è, indovinate un po’, il 21 dicembre del 2012.

Per accreditare meglio la bufala si spiega che la notizia è stata diffusa in forma ufficiosa da ambienti del Seti, il centro che da anni cerca – senza alcun risultato – tracce di vita intelligente nell’Universo. L’altra bufala che si rincorre mette insieme altri personaggi e altre ipotesi. Ci sono sempre enormi oggetti oltre Plutone, ma stavolta non sono navi spaziali, ma corpi celesti non  ben definiti.

 

Ebbene questi corpi celesti starebbero esercitando la loro influenza sull’Asse Terrestre in maniera tale da scatenare, nei prossimi mesi un megaquake, ovvero un megaterremoto di proporzioni inaudite. Bendandi non viene citato, ma la sua presenza domina gli animi e l’inconscio dei lettori. Allora vogliamo provarci anche noi a creare un po’ di suspense e a titolo puramente dimostrativo approfittiamo dello spazio che abbiamo a disposizione per creare una nuova bufala ad hoc. Pare proprio infatti che Nostradamus, il mitico profeta francese avesse già previsto la comparsa del Triangolo Nero sul Sole. La Centuria CI Bis recita infatti “Il y aura sur le Soleil un triangle noir – Tache bestiale sur sa surface ronde – Sera la fin de toute notre espoir – Car elle marquera la fin du monde”. Stavolta il caro Nostradamus è piuttosto esplicito e non ricorre alle sue consuete allegorie e metafore di dubbia interpretazione. Senzatroppi fronzoli aulici ci dice chiaro e netto che : “quando un triangolo nero apparirà sul Sole sarà la fine della nostre speranze e poi la fine del mondo” . Peccato però che la quartina in simil nastradumusese l’abbia scritta Marco Barozzi, un mio amico e che il triangolo nero sia solo un particolare effetto delle perturbazioni della Corona Solare.

Per la fine del mondo si rimanda a data da destinarsi!

Fonte: http://www.media.inaf.it/2012/03/16/i-feticisti-della-fine-del-mondo/