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Esclusiva EclisseForum.it – Sitchin e l’imbroglio dell'”Astronomo francese”

Nel 2004 Zecharia Sitchin scrisse un articolo intitolato “Il caso dell’astronomo francese” che trovate in lingua originale qui: http://www.sitchin.com/frenchastron.htm e in italiano qui: http://www.angelismarriti.it/ELZEVIRI/astronomofrancese-sitchin2004.html. In questo articolo Sitchin spiega come sulla rivista francese Science et Vie, nel numero di febbraio 2003, sia apparsa un’intervista ad un astronomo, Alessandro Morbidelli, dove costui asseriva che

Ci fu una collisione celeste coinvolgente un “pianeta supplementare” che era esistito dove c’è ora la Cintura degli Asteroidi. Accadde circa 3,9 miliardi di anni fa; e quegli eventi spiegano l’inusuale e lunga orbita ellittica del “Pianeta Fantasma”. “Io mi aspetto che scopriremo un nuovo pianeta un giorno, delle dimensioni di Marte” egli disse al giornale con sicurezza, un pianeta il cui periodo orbitale è di “diverse migliaia di anni”. Egli fornì al giornale uno schizzo dell’orbita ellittica allungata del pianeta con indicato persino dove il “Pianeta Fantasma” si trova probabilmente ora.”

Come abbiamo accennato qui: http://www.eclisseforum.it/2012/03/23/nibiru-demontis-e-la-scienza-parte-ii-storia-di-un-divorzio/, in risposta ad un accanito quanto ingenuo sostenitore di Sitchin, siamo venuti in possesso di una copia della rivista contenente l’articolo in questione, e abbiamo potuto, finalmente, verificare e controllare le affermazioni di Sitchin e di chi usa questa intervista per dare un supporto scientifico alle proprie farneticazioni.

Abbiamo scoperto, e lo riportiamo qui in esclusiva, che Sitchin ed i suoi sostenitori hanno fatto un guazzabuglio incredibile, tagliando frasi a caso e reincollandole come faceva loro comodo, per far dire a Morbidelli una cosa che non ha mai sostenuto. Useremo un codice a colori per segnalare da dove Sitchin ha preso le frasi, che noi riportiamo nel giusto contesto, per far capire come era solito manipolare le informazioni. In blu trovate qui in alto il testo scritto da Sitchin, e di seguito i pezzi delle frasi estrapolate.

Ricapitolando, Sitchin scrive che l’astronomo Alessandro Morbidelli, fatto passare per francese ma in realtà italianissimo, avrebbe dichiarato:

  1. All’inizio il Sistema Solare era “caotico” (le mie esatte parole)
  2.  C’era stato un “pianeta supplementare” dove c’è ora la Cintura degli Asteroidi (= Tiamat dei testi Sumerici)
  3.  Una collisione celeste ‘riordinò’ il Sistema Solare (l’essenza dell’Enuma Elish se trattata come una cosmogonia)
  4. Basandosi sui risultati della Luna, la collisione avvenne circa 3,9 miliardi di anni fa (la mia esatta conclusione)
  5. Nella conseguenza spiacevole della collisione, il Sistema Solare acquisì il “Pianeta Fantasma” (= Nibiru/Marduk);
  6. La sua  orbita è ellittica e non circolare (un maggiore aspetto delle mie conclusioni);
  7. Al suo perigeo (più vicino al Sole) passa fra Giove e Marte (una non ortodossa conclusione chiave nei miei scritti)
  8. L’orbita è di migliaia (della Terra) di anni  (ho applicato ad essa il Sar Sumerico = 3.600 anni). 

Risposte:

  1. Sitchin nel suo libro L’altra Genesi, per dimostrare che agli inizi il sistema solare era caotico, si rifà alla datazione dei campioni di roccia della luna prelevate dalle missioni Apollo, Morbidelli non fa altro che riferirsi alla stessa fonte.
  2. Nell’intervista, Morbidelli ha dichiarato:

    Un quinto pianeta roccioso, dopo Mercurio, Venere, Terra e Marte, sarebbe potuto esistere durante i primi 600 o 700 milioni di anni del sistema solare, prima di scomparire. Questo è indicato dai calcoli effettuati da John Chambers, Jack Lissauer, entrambi della NASA, e Alessandro Morbidelli, dell’osservatorio della Costa Azzurra. L’idea che un pianeta supplementare sarebbe esistito in passato non è nuova: negli anni 60 (ben prima di Sitchin ndr), il planetologo russo Viktor Safronov aveva già calcolato che l’obliquità di Urano potrebbe derivare da una collisione con un corpo di una massa molto grande, oggi scomparso. Questa volta, la presenza di questo quinto pianeta roccioso è una delle ipotesi che spiegherebbe perché tutte le rocce lunari – che sono state prelevate nel corso delle missioni Apollo o raccolte una volta cadute sulla Terra – hanno esattamente lo stessa età: 3,9 miliardi di anni. Mentre il sistema solare, si è formato da circa 4,5 miliardi di anni. “Le nostre simulazioni mostrano che un pianeta, le cui dimensioni sarebbe tra quella della Luna e quella di Marte, è riuscito a rimanere sostanzialmente stabile per 600, 700 milioni di anni tra Marte e la cintura degli asteroidi”, afferma Alessandro Morbidelli. Ecco che a 3,9 miliardi di anni, la traiettoria di questo pianeta avrebbe iniziato e diventare instabile. Attraversando la cintura degli asteroidi, avrebbe sloggiato alcuni di questi piccoli corpi, che avrebbero bombardato tutto all’interno del sistema solare. Solo la Luna avrebbe mantenuto le cicatrici dei bombardamento, perché la sua superficie praticamente non è cambiata, contrariamente a quella della Terra. Quanto al famoso pianeta, è stato poi espulso al esterno del sistema solare. Tuttavia, Alessandro Morbidelli stesso ammette che questo scenario non è del tutto soddisfacente, “Il sistema solare era probabilmente ancora molto caotico durante le prime centinaia di milioni di anni della sua esistenza, e ci sono poche possibilità che l’orbita di un pianeta possa rimanere stabile più a lungo. Ma se vogliamo capire perché tutte le rocce lunari hanno la stessa età, dobbiamo studiare tutte le ipotesi possibili per, eventualmente, poi confutarle.”

    Quindi Morbidelli si riferisce alla Teoria del Pianeta V, presentata per la prima volta dagli scienziati della NASA John Chambers e Jack Lissauer, l’ipotesi è che sia esistito un pianeta tra Marte e la fascia degli asteroidi, circa 3,9 miliardi di anni fa il pianeta fu perturbato gravitazionalmente dai pianeti esterni  acquisendo un orbita molto eccentrica, ciò provocò uno scombussolamento nella fascia di asteroidi di cui il bombardamento lunare dovrebbe risultarne il ricordo. In più aggiunge che il pianeta è stato ESPULSO.

  3. Nell’intervista né Morbidelli né nessun altro, citano alcuna collisione celeste nella fascia degli asteroidi che avrebbe riassestato il sistema solare. Questa è una pura invenzione di Sitchin. L’unico cenno ad una collisione si ha quando si parla dell’asse di rotazione di Urano.
  4. Non ci fu nessuna collisione celeste come vuole farla intendere Sitchin, a parte questo, avendo usato le stesso fonti, è normale che le date coincidano. Le conclusioni di Sitchin si basano sulle scoperte relative alla luna, non alla traduzione dell’enuma Elish, traduzione che ha riadattato per fargli dire, come sempre, quello che voleva sentire.
  5. Altra invenzione di Sitchin. Come vedete, inventarsi questa collisione era assolutamente fondamentale per le sue affermazioni, per cui venendo a cadere questo pilastro, dato che, ribadiamo, nell’intervista non si parla di collisioni tra un pianeta in più e altre cose strane nella fascia degli asteroidi.
  6. Qui c’è da fare una precisazione. Riportiamo le esatte parole dell’articolo:

    “di fatto la presenza di un pianeta fantasma permetterebbe di spiegare certe incoerenze del sistema solare come lo si vede adesso. “Al giorno d’oggi, siamo di fronte ad un’enigma” spiega Morbidelli, che lavora all’osservatorio della Costa Azzurra. “la Fascia di Kuiper sembra fermarsi bruscamente a 50 UA dal sole. Se un pianeta delle dimensioni di Marte si fosse formato in quella regione, all’inizio del sistema solare, avrebbe potuto pulire, ingrandendosi, la parte esterna della cintura di Kuiper, poi, perturbato dalle interazioni con Nettuno, questo pianeta sarebbe stato espulso su un’orbita più allungata, dove il periodo potrebbe essere di migliaia di anni” [ho omesso alcune righe dove dice che è un’ipotesi plausibile e che non è stato ancorascoperto perchè potrebbe essere lontano] “Mi aspetto che noi un giorno scopriremo questo pianeta” ”

    Come vedete Morbidelli si riferisce ad un pianeta con l’orbita allungata, perielio nella fascia di Kuiper, nei pressi dell’orbita di Nettuno e dimensioni piccole. Invece Sitchin parla di pianeta con perielio tra Marte e Giove e dimensioni simili a Nettuno. Bello estrapolare le frasi dal contesto, vero?

  7. Come dicevamo prima, Sitchin si è inventato questa affermazione.
  8. E’ quindi? Non ce bisogno di essere un astrofisico per affermare che un ipotetico pianeta con orbita allungata e perielio nella fascia di Kuiper, impiegherebbe migliaia di anni per compiere un giro completo intorno al sole.

Da tutto questo si desume che Sitchin, il suo fan e l’editore francese non ci hanno capito un emerito cavolo dall’articolo di Science & Vie, nessuna meraviglia, quindi, se la giornalista Valerie Greffos abbia detto all’editore francese che dubitava che Alessandro Morbidelli avesse tratto ispirazione dai libri di Sitchin.

Aggiungiamo che è veramente incomprensibile come i sostenitori di Sitchin, a cui più volte abbiamo chiesto il testo dell’intervista senza ricevere alcuna risposta, non  l’abbiano letta. Una tale negligenza è imperdonabile. Sempre che di negligenza si tratti e non di malcelata malafede, perchè se l’avessero letta e ciononostante abbiano continuato a scrivere determinate cose, la faccenda assumerebbe contorni ben peggiori.

L’intero staff di EclisseForum.it ringrazia Lugalbanda per aver messo a disposizione del forum la sua copia della rivista e per aver contribuito in maniera decisiva alla stesura di questo articolo.

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Indagine su Sitchin: La cosiddetta tavoletta TE

EclisseForum.it vi offre questo splendido contributo, tratto direttamente dal nostro forum, che rappresenta un ulteriore passo avanti per capire chi era Zecharia Sitchin e come operava. Dopo l’intervista al prof. Verderame su temi analoghi, e il dibattito che ne è seguito, un altro tassello di ConoScienza Condivisa nel campo dell’archeologia.

Tutto lo staff di EclisseForum.it ringrazia l’autore di questo contributo, l’utente Lugalbanda, per la passione e la preparazione che ha dimostrato.

Simplicio

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«Ernst Weidner (Der Tierkreis und die Wege am Himmel) scoprì che, oltre alla via di Anu e alle sue dodici costellazioni zodiacali, alcuni testi parlavano anche della “via del Sole”, composta anch’essa da dodici corpi celesti: il Sole, la Luna e altri dieci. La riga 20 della cosiddetta tavola TE affermava: «naphar 12 sheremesh ha.la sha kakkab.lu sha Sin u Shamash ina libbi ittiqu», significa: «in totale, 12 membri [stanno nella fascia] a cui appartengono il Sole e la Luna, e dove orbitano i pianeti».» – Il pianeta degli dei, p. 255

Se si naviga sul web e si digita K. 3558 troviamo che un sostenitore di Sitchin, afferma che la frase naphar 12 sheremesh ha.la sha kakkab.lu sha Sin u Shamash ina libbi ittiqu è tratta dalla tavoletta K. 3558, cosa non vera, tra l’altro risulta non vero nemmeno quanto dice Sitchin in quanto la Tavoletta-TE consta solo di 12 righe, la frase infatti è tratta da un altra tavoletta ritrovata ad Uruk.

L’articolo di Weidner è presente nell’opera Archiv für Orientforschung, vol. 7 (1931/32), pp. 170-178. Sitchin afferma che la frase «naphar 12 sheremesh ha.la sha kakkab.lu sha Sin u Shamash ina libbi ittiqu» corrisponde al rigo 20 della cosiddetta tavoletta TE, questo è stato il primo grossolano errore di Sitchin in cui mi sono imbattuto. La tavoletta TE è conosciuta sia come BM 77824 che come 85-4-30,15 [LINK]

Qualcuno ha obbiettato che da nessuna parte della pagina linkata è specificato che la BM 77824/ 85-4-30, 15 e la tavoletta TE fossero la stessa , io l’ho invitato ad andarsi a vedere la bibliografia di riferimento:

Weidner, Ernst F, Handbuch der babylonischen Astronomie, XXIII,1, 1915, p.121

Kugler, Franz Xaver, Sternkunde und Sterndienst in Babel. I. Buch: Babylonische Planetenkunde, 1907, p. 228ss

Leichty, Erle; Finkelstein, J J; Walker, C B F, Catalogue of the Babylonian Tablets in the British Museum, volume VIII: Tablets from Sippar 3, 1988, p. 117

Due testi su tre sono reperibili sul web, quelli di Kugler e Weidner che utilizzano la classificazione 85-4-30, 15. Il testo di Leichty, Finkelstein e Walker è un catalogo, in esso si può leggere che la tavoletta BM 77824 è classificata anche come 85-4-30, 15, ma per chi è allergico ai testi stranieri sono riuscito a trovare anche un riferimento in italiano:

«La tavoletta 85,4-30,15 fu pubblicata da T.Pinches in Academy, 4 Nov. 1893 e fu detta “Tavoletta TE” proprio perché il determinativo kakkabu è scritto sempre TE.» – Giovanni Schiaparelli: storico della astronomia e uomo di cultura, ed. Mimesis, p. 74 nota 28

Due parole sulla tavoletta TE.

Essa risale all’incirca al 500 a.C. ed è scritta in cuneiforme accadico in un totale di 12 righe, 8 davanti e 4 sul retro, Weidner in Handbuch der babylonischen Astronomie, vol. 1, p. 121 ci riporta sia la traslitterazione che la traduzione:

1. kakkab am KU-MAL = Ariete
2. kakkab Kakkabu kakkab GU-AN-NA = Pleiadi, Toro
3. kakkab SIB-ZI-AN-NA kakkab MAS-TAB-GAL-GAL = Orione, Gemelli
4. kakkab AL-LUL = Cancro
5. kakkab UR-GU-LA = Leone
6. kakkab ES-SIX = Vergine
7. kakkab Zi-ba-[ni-tu] = Bilancia
8. kakkab GIR-TAB = Scorpione
9. kakkab PA-BIL-SAG = Sagittario
10. kakkab SUHUR= Capricorno
11. kakkab Gu-La = Acquario
12. kakkab DIL-GAN kakkab Rikis nuni = Balena, Pesci

Come si può vedere in questo testo non ce traccia ne della frase di Sitchin ne di un rigo 20, inoltre Weidner rende kakkab kakkabu (MUL.MUL) letteralmente “Le stelle di stelle” con Pleiadi, se traduciamo questo termine come vuole Sitchin “il corpo celeste che comprende tutti i corpi celesti” o semplicemente “sistema solare” sarebbe del tutto fuori luogo in un semplice elenco di costellazioni.

Comunque, ad onor del vero, va detto che la frase su citata è presente nell’articolo di Weidner ma è riferita ad un altro reperto, infatti dopo aver trattato brevemente la tavoletta TE passa a commentare la tavoletta AO 6483 che l’autore trae dal testo di Thureau-Dangin Tablettes d’Uruk, volume 6, n. 14 [LINK], Weidner dopo aver riportato succintamente la traduzione delle linee 14-19, contenente un elenco di dodici costellazioni dello zodiaco, afferma:

«Subito dopo questa enumerazione, risulta che (linea 20): naphar 12 šere.meš HA.LA ša kakkab.lu ša d.sin u d.šamaš ina libbi.bi ittiqu.meš, “in totale 12 membri, parti dello zodiaco, in cui si muovono la luna e il sole”»

Se confrontiamo le due traduzione:

Weidnertotale 12 membri, parti dello zodiaco, lungo cui si muovono la luna e il sole

Sitchinin totale, 12 membri a cui appartengono il Sole e la Luna, e dove orbitano i
pianeti

l’unica convergenza che hanno è sul “totale di 12 membri”, per il resto sono assolutamente divergenti.

Giovanni Pettinato descrive il testo TCL VI 14 (AO 6483) nel suo libro La scrittura celeste a pp.296-303, lo definisce un “manuale” per predire il futuro basandosi sulle nascite, e lo suddivide in 5 sezioni:
r. 1-5: Visibilità della Luna nei vari giorni del mese
r. 6-21 Misurazione dello Zodiaco e microzodiaco
r. 22-25: Caratteristiche dei segni zodiacali
r. 27-v. 28: Oroscopi e pianeti
v. 29-38: Oroscopi e stelle fisse

Sia per brevità sia per rimanere sull’argomento mi soffermerò solo sulle linee della parte recto 6-21 e 22-25, in questa parte del testo vediamo che lo scriba suddivide il segno zodiacale dell’Ariete in dodici parti uguali alle quali vengono assegnati gli stessi nomi dei segni zodiacali e nella stessa sequenza, questo microzodiaco è noto anche con il termine greco di Dodekatemoria (dodici parti).

Riporto di seguito la traduzione dei versi eseguita da G. Pettianto:

6) Per trovare […] un segno zodiacale: nel […] di pietra, pianta ,albero,
7) […] porzioni di un solo segno zodiacale riferito al Sole,
8 ) […] porzioni di un solo segno zodiacale riferito alla Luna […],
9) […] Ariete dal suo inizio fino alla fine, fino al toro:
10) giorni corrispondono ad un beru (=30°). Tu devi prendere 2,5 giorni come una porzione,
11) e così otterrai 12 porzioni della costellazione dell’Ariete.
12) Moltiplica 2,30° per 12 che costituiscono il nucleo della costellazione dell’Ariete e così arrivi a 30° come risultato.
13) In 30 giorni si hanno 12 segmenti della costellazione dell’Ariete.
14) I segmento: il suo nome è Ariete; II segmento: il suo nome è Toro;
15) III segmento: il suo nome è Gemelli; IV segmento: il suo nome è Cancro;
16) V segmento: il suo nome è Leone; VI segmento: il suo nome è Vergine;
17)VII segmento: il suo nome è Bilancia; VIII segmento: il suo nome è Scorpione;
18) IX segmento: il suo nome è Sagittario; X segmento: il suo nome è Capricorno;
19) XI segmento: il suo nome è Acquario; XII segmento: il suo nome è Pesci.
20) Totale 12 segmenti della costellazione di Ariete nel mezzo della quale
tragittano il Sole e la Luna. Io te l’ho indicato.

Pettinato così commenta questi versi:

«Sembra proprio che questo sia un documento scritto da un professore che spiega ai suoi allievi il modo di operare per suddividere ogni segno zodiacale in dodici parti. Egli ha fornito il primo esempio, spettava ovviamente agli allievi completare l’intero arco di 360°»

Seguendo la traduzione di Pettinato dei versi successivi 22-25 vediamo come lo scriba tratteggia in modo sintetico il carattere essenziale dei dodici segni zodiacali:

22) La porzione dell’Ariete: morte della sua famiglia. La porzione del Toro: morte in battaglia. La porzione dei Gemelli: morte in prigione.
23) La porzione del Cancro: morte in oceano; longevità. La porzione del Leone: egli diventerà vecchio, egli sarà ricco, variante: cattura del suo nemico personale. La porzione della Vergine: egli sarà ricco; angustia.
24) La porzione della Bilancia: giorni felici; egli morrà a 40 anni. La porzione dello Scorpione: morte per preoccupazioni, morte per destino. La porzione del Sagittario: morte in oceano.
25) La porzione del Capricorno: egli sarà povero, sarà isterico, si ammalerà e morrà. La porzione dell’Acquario: a 40 anni avrà figli; morte per annegamento. La porzione dei Pesci: a 40 anni morrà: lunghi giorni di tenace lavoro.

Ora che abbiamo un idea di cosa dice il testo proviamo ad esaminare meglio il verso 20:

PAP 12 UZU-MEŠ HA.LA ša2 MUL2 LU ša2 d.30 u d.UTU ina lib3-bi DIB-MEŠ uk-tal-lim-ka– [LINK]

Le parole in maiuscolo sono in sumero quelle in corsivo in accadico, Weidner nel suo articolo riporta l’intera linea in accadico tranne la parola HA.LA tralasciando di inserire l’ultima parola uk-tal-lim-ka, forse perché non era indispensabile nello sviluppo del suo articolo:

naphar 12 šere.meš HA.LA ša kakkab.lu ša d.sin u d.šamaš ina libbi.bi ittiqu.meš

Confrontiamo alcune traduzioni di questo verso per la precisione quella di: Pettinato (P), Sachs (Sa), Weidner (W), Pennsylvania Sumerian Dictionary (PSD):

PTotale 12 segmenti della costellazione di Ariete nel mezzo della quale tragittano il Sole e la Luna. Io te l’ho indicato. 

SaTotal: 12 […] of the portion of Aries, in the midst of which the sun and moon pass by. I pointed (them) out to you. 

Traduzione: Totale: 12 […] della porzione di Ariete, in mezzo del quale il sole e la luna passano. Ho chiarito (loro) a voi. 

WInsgesamt 12 Glieder, Teile des Tierkreises, in denen der Mond und die Sonne dahinziehen.

Traduzione: In totale 12 membri, parti dello zodiaco, in cui si muovono la luna e il sole. 

PSDTotal: 12 divided ominous parts of the Hireling which the Moon and the Sun will go through; I have shown (them) to you. 

Traduzione: Totale: 12 parti infauste divise del operaio salariato che la Luna e il Sole passeranno attraverso, ho mostrato (loro) a voi. 

Le differenze che notiamo nelle traduzioni sono da addebitare a due parole UZU-MEŠ e MUL2 LU, vediamo perché:

UZU-MEŠ: Ad A.Sachs sfuggiva l’interpretazione filologica di questo termine presente nelle linee 8, 11, 12, 13 e 20, nell’incertezza lo sostituì nella sua traduzione con […], ritenne dubbiosa l’interpretazione di Weidner che vi lesse šērē (letteralmente: carne, pezzo di carne) e che tradusse con “membri”. Il PSD da come possibili significati di questo termine: carne, presagi dalle visceri, parti infauste; ed è proprio con quest’ultimo significato che traduce il PSD. Pettinato preferisce tradurre con “segmenti”, ma probabilmente potrebbe andar bene anche la traduzione “pezzo di carne” se la si interpreta non in senso letterale ma metaforico in quanto si riferirebbe ai 12 “pezzi della figura celeste” dell’Ariete. Comunque le diverse traduzioni non cambiano sostanzialmente il senso del testo.

MUL2 LU: Weidner ritenne che questo termine fosse un abbreviazione di MUL.LU.MAS in accadico kakkabu.lumasi che significa “zodiaco”, Sachs fece però notare che mul-LU o mùl-LU o semplicemente LU col significato di “Ariete” compare in una dozzina i testi Seleucidi (in particolare da Uruk), incluso il testo presente dove nella linea 22 il contesto impone questo significato. Ad oggi la maggior parte degli studiosi è concorde con Sachs.

Un piccolo chiarimento va fatto sul perché il PSD traduce “Hireling” (operaio salariato o mercenario) al posto di Ariete, utilizzo ancora una volta le parole di Pettinato:

«Il primo segno zodiacale, Ariete, suona in sumerico MUL.LU’.HUN.GA’, reso in semitico agru, «operaio salariato», che ovviamente non ha nulla a che fare con la rappresentazione dell’Ariete. Accogliendo, però, le spiegazioni fornite da A. Ungnad e recepite dagli altri studiosi, la sostituzione di «salariato» con «pecora» è dovuta all’errore di uno scriba che al posto di LU’ «uomo» ha scritto il suo omofono LU che significa Ariete. Su questa scia hanno continuato poi gli studiosi di astrologia babilonesi, i quali hanno equiparato il nome del segno zodiacale con il divino Dumuzi, il pastore per eccellenza. Da qui l’uso costante, in aperto dissenso con il nome originale, dell’Ariete nelle raffigurazioni di tale segno zodiacale» – p. 97

Ora passiamo ad analizzare la traduzione del verso 20 fatta da Sitchin:

In totale, 12 membri a cui appartengono il Sole e la Luna, e dove orbitano i pianeti

Personalmente riscontro 3 errori:

1. Sitchin traduce MUL2.LU con pianeti, probabilmente ritenendo che fosse un abbreviazione di MUL.MUL a cui lui da il significato di sistema solare. A parte il fatto che non esiste riscontro dell’equazione MUL2.LU = MUL.MUL, questa associazione risulta del tutto dissonante con l’intero testo.

2. Il termine DIB.MES (in accadico ittiqū che deriva da etēqu) viene tradotto da Sitchin con “orbitano” mentre questi ha tutt’altro significato come ad esempio: attraversare, passare su, passare da, passare attraverso, procedere, incrociare. Il corrispettivo di “orbitare” non esiste ne in sumerico ne in accadico, però se lo scriba voleva intendere ciò potevano usare un termine che esprimesse un concetto simile, come saharu che ad esempio significa “girare intorno”.

3. Forse il più grave in quanto sembra fatto apposta per poter dare alla frase il significato che si voleva, quest’errore consiste nello scambio dei soggetti precisamente i “pianeti” e il “Sole e la Luna. Proviamo a fare una traduzione interlineare per rendercene conto:

PAP 12: totale 12; UZU-MEŠ: membri, segmenti, parti infauste; HA.LA: divise; ša2: della; MUL2 LU: Ariete, ša2: che; d.30: la Luna, u: e; d.UTU il Sole; ina: nel; lib3-bi: dentro, mezzo; DIB-MEŠ: vanno attraverso.

La traduzione letterale del verso suonerebbe pressappoco così:

Totale 12 membri divisi dell’Ariete che la Luna e il Sole nel mezzo vanno attraverso

che potremmo sintetizzare:

Totale 12 membri dell’Ariete che la Luna e il Sole nel mezzo attraversano

ora se traduciamo come fa Sitchin MUL2.LU con “pianeti” e DIB.MEŠ con “orbitano” avremo:

Totale 12 membri dei pianeti che la Luna e il Sole nel mezzo orbitano

Chiaramente la traduzione non va, vanno apportate delle modifiche, scambiare i soggetti:

Totale 12 membri della Luna e il Sole cui i pianeti nel mezzo orbitano

da qui alla traduzione finale di Sitchin il passo è breve:

In totale, 12 membri a cui appartengono il Sole e la Luna, e dove orbitano i pianeti

Inoltre riguardo all’affermazione di Sitchin:

«alcuni testi parlavano anche della “via del Sole”, composta anch’essa da dodici corpi celesti: il Sole, la Luna e altri dieci »ebbene nell’articolo di Weidner, che pure parla della “via del Sole”, non ce scritto niente del genere anche se Sitchin in modo subdolo cerca di farlo credere, aggiungo che non esiste nessun testo antico o di studioso moderno che affermi che la “via del Sole” è composta dal Sole, la Luna e altri 10 “corpi celesti”. Sitchin semplicemente mente sapendo di mentire.

Concludendo: la traduzione di Sitchin risulta del tutto improponibile sia a livello filologico che del contesto. Sitchin è reputato dai suoi fans un grande studioso indipendente il quale è riuscito a scovare materiale che studiosi accademici a volte hanno difficoltà a reperire, sembra però che Sitchin dopo aver reperito l’articolo di Weidner del 1930, dove la tavoletta AO 6483 è trattata marginalmente, e dopo aver confusa quest’ultima con la tavoletta TE (forse aveva poca dimestichezza con il tedesco), gli sia sfuggito un noto articolo di A. Sachs Babylonian Horoscopes ben più recente (1952) e ben più articolato ed esplicativo, visto che oltre ai suoi commenti veniva riportata l’intera traduzione del testo. Se si pensa che il libro di Sitchin Il dodicesimo pianeta è stato pubblicato per la prima volta nel 1976, la sua risulta una vera è propria mancanza, io però credo che Sitchin, da persone intelligente qual’era, abbia volutamente ignorato Sachs per evitare di giustificare l’ingiustificabile.

 

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