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La Bufala dell’Asteroide NIBIRU in Avvicinamento alla terra by CNN

Vero che Sembra Nibiru?

E’ uscito in questi giorni un articolo accreditato per vero, in quanto chi lo “ospita” è senza ombra di dubbio molto autorevole. Parliamo di nientepopodimeno che CNN che sulle prime “sembra” essere la redattrice di un sibillino quanto “terrificante” articolo relativo all’arrivo di un asteroide non previsto in rotta di collisione con il nostro povero pianeta. Leggiamolo insieme:

Asteroid ‘Nibiru’ On Collision Course With Earth, According To NASA Whistleblowers
According to leaks by unnamed NASA employees and scientists, an  asteroid dubbed ‘Nibiru’ is heading in a direct path towards earth,  with up to 30% chance of collision.Understandably  NASA is keeping quiet for the moment as to not incite panic, and to get  all the facts before making an official press release. Though some  unconfirmed rumours include the asteroid being the size of texas, and  the estimated date of collision being some time during November-December  2012. NASA has neither confirmed or denied any of these claims. ” LINK

Traduciamo velocemente con google, giusto per dare l’idea:

“Secondo indiscrezioni di senza nome dipendenti della NASA e gli scienziati, un asteroide soprannominato ‘Nibiru’ si sta muovendo in un percorso diretto verso terra, con un massimo di 30% di probabilità di collisione.
È comprensibile che la NASA tace per il momento, come per incitare non panico, e per ottenere tutti i fatti prima di fare un comunicato stampa ufficiale. Anche se alcune voci non confermate sono l’asteroide è la dimensione del Texas, e la data prevista di collisione essere un po ‘di tempo nei mesi di novembre-dicembre 2012. La NASA non ha né confermato o negato qualsiasi di queste affermazioni.”

Questo ha creato molto panico in giro, soprattutto nel web, con visite dei siti catastrofistici schizzati alle stelle e paranoie generali.

Calma e sangue freddo:  il link da cui proviene l’articolo è scritto in questo modo:

http://ireport.cnn.com/docs/DOC-872812

Ok…si legge “cnn”, ma c’è una parolina vicino…“ireport”.”io Riporto”

In pratica è un dominio di terzo livello di proprietà di cnn che ospita i contenuti prodotti dai lettori. Quindi non è la famosa e importante testata giornalistica che “scrive”, ma l’articolo è redatto da un ragazzo di 29 anni che risponde al nick di: MFaircloth83

Niente annunci da parte di CNN diversamente da come potrebbe sembrare, e ovviamente nessuna conferma da parte di Nasa che non si cura certo di smentire articoli degni di videogames…

Nessun Nibiru in avvicinamento quindi, ma solo l’ennesima balla in stile “Orson Welles” che dimostra come nonostante siano passate diverse decine d’anni, il catastrofismo e il sensazionalismo rimangono sempre un facile metodo per farsi conoscere ed aumentare i costi degli spazi pubblicitari creandosi un facile seguito e risalendo (ai tempi nostri) le classifiche di google.

Ancora niente fine del mondo figlioli…abbiamo troppa fretta di morire 😀

By Creedence

Si ringrazia:  www.meteoweb.it

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Il Caso Meteoweb: La fuga di Rosario Marcianò – Tanker Enemy

A me gli occhi please…

…prima di cominciare questo articolo, vorrei che perdeste qualche minuto del vostro tempo per focalizzare, nella vostra mente, queste parole..infilate cosi come sono dritte dritte una dietro l’altra…

“Io continuo a pensare che legittimare voci come quella di uno che, per trovarsi sempre dalla parte della ragione, falsifica e mistifica a piacimento, infarcendo il tutto con una buona dose di insulti e diffamazioni, non è un atteggiamento democratico, ma scientifica demolizione della verità e distruzione sistematica e programmata delle voci non corruttibili. In poche parole siamo di fronte a pura malafede, che mai giustificherò”
(R.Marcianò, 11 Settembre 2010 – Tankerenemy.com)


Ora che vi siete concentrati su queste parole, vorrei accompagnare i nostri lettori in un piccolo percorso rivestito di grande ilarità seppur il dolce sorriso può venire guastato dalla presa di coscienza sul fatto che ci si trova di fronte a qualcosa di bizzarro: qualche individuo falsifica delle prove…e il resto del gregge non è disposto a contestarlo neppure a gioco scoperto. Che dire, è la tristezza dei nuovi tempi, popolati di gente dalla “grande apertura mentale”..


L’antefatto – La bufala dell’Aereo di Nizza

Citazione

“No, non fa male credere, fa molto male credere male. (G.Gaber)”

Non vorrei dilungarmi troppo su questo antefatto in quanto già è stato evidenziato diverse volte e in diverse forme (nelle pagine di EclisseForum.it) il goffo tentativo di far apparire lucciole per lanterne da parte del nostro Rosarione nazionale. Ma facciamo un breve riepilogo. Tempo fa ci imbattemmo in un video del comitato Tanker Enemy in cui mostrava un aereo che passava sopra la propria testa rilasciando fantomatiche scie chimiche. contestualmente il soggetto in questione ne rilevava i dati di volo attraverso un apparecchio, chiamato AirNav Radar Box

Questo è il video, (consiglierei due tappi per le orecchie ;D ;D ;D ;D ;D)..:

Ad un certo punto, appare una schermata che riporta i dati di volo

e questi sono i dati che si possono rilevare

Primo: l’altitudine…e ok
Secondo: la prua dell’aereo
Terzo: la velocità verticale
quarto: le coordinate.

Inserendo le coordinate che trovate in basso però, vi troverete a Nizza, non a Sanremo..quin di il video è un falso.

Infatti.. che ci fa un aereo cosi basso in mezzo al mare? Ho tirato un pò piu su la paginetta di google earth ed è venuto fuori questo..guardate in alto

 

E’ l’aereoporto di Nizza. Quindi il video è palesemente falsato dal furbacchione in questione , Rosario Marcianò.
Ma vi faccio una domanda: come reagirebbe il sig. Rosario Marcianò se gli si presentasse di fronte una sbufalata ai suoi video? Risponderebbe pacatamente (segno tipico di chi davvero è in buona fede) oppure se la svignerebbe a tutta mancina? (tipico di chi è in malafede?)
Noi ci abbiamo provato…grazie al caso Meteoweb.


Il Caso Meteoweb e la figuraccia di R.Marcianò

Citazione

“”Meglio tacere e passare per idiota che parlare e dissipare ogni dubbio”(A.Lincoln)

In  questi giorni, si è abbattuta su Meteoweb una tempesta, dopo la pubblicazione da parte della famosa testata meteo-scientifica di un articolo volto a togliere credibilità alla teoria delle Scie Chimiche, teorie che ogni volta presentano grandissime mistificazioni e cavalcano le onde del complottismo piu sfrenato. Come al solito, gli sciacomici hanno reagito davvero male, come ogni qualvolta gli si chieda di ragionare con la loro testa. Ma questa richiesta di usare un pò di sale in zucca, come vedremo in seguito, non solo non viene presa in considerazione..ma spinge un certo tipo di utenza a non rendersi conto delle mistificazioni che sostengono, anche mettendoli con la prova sul banco…prova tangibile e reale appunto, come quella che vi abbiamo appena spiegato.
Mentre infuriava la tempesta sul filo dell’insulto e con orgasmi di complottismo da manuale (poi ve ne postiamo alcuni davvero divertenti), si è affacciato alle pagine di Meteoweb, il Signor Marcianò Rosario, presidente del comitato TankerEnemy, al quale abbiamo presentato la palese confutazione del video.

Qua il dettaglio a cura del sig. Ser Ciappelletto http://www.meteoweb.eu/2012/05/come-nasce-e-come-si-smonta-la-bufala-delle-scie-chimiche/133556/#comment-62955

La cosa davvero incredibile è che il signor Marcianò non ha risposto, come solitamente si vede accadere in Tv quando ci si trova a guardare i video di programmi televisivi come le Iene ad esempio, nei servizi in cui gli autori inseguono i truffatori facendo domande impertinenti…Rimbeccato piu e piu volte, si è limitato a lanciare qualche timido link dopodichè è scomparso nel nulla, svignandosela a gambe levate pur di non rispondere alle nostre insinuazioni. Segno di evidente difficoltà, tipica di chi sa che ha mentito e sparisce dalla circolazione…Questo è quindi il presidente del comitato Tanker Enemy, uno spargitore di bufale che fugge via e si nasconde come un topo quando escono allo scoperto le palesi menzogne che propaga e crea ad arte..lasciando cosi i suoi seguaci a sbrogliarsi la matassa da soli, e chi s’è visto s’è visto…tanto, la pubblicità sui suoi blog c’è…il complottismo frutta soldi e visite a palate…l’arte del creare bugie non manca..quindi chissenefrega? Vero Marcianò?

Citazione

“Ci sono due tipi di artisti: quelli che vogliono passare alla storia e quelli che si accontentano di passare alla cassa.” (G.Gaber)

Ipse Dixit, Marcianò..ripetita juvant: “continuo a pensare che legittimare voci come quella di uno che, per trovarsi sempre dalla parte della ragione, falsifica e mistifica a piacimento, infarcendo il tutto con una buona dose di insulti e diffamazioni, non è un atteggiamento democratico?”

Le Reazioni

La cosa interessante è che comunque il sig.Marcianò pare aver accusato il colpo e questo ci dà ragione costituendo di fatto un’ammissione di colpa. Infatti, dopo avergli segnalato piu e piu volte la balla colossale che ha propagato ai suoi lettori, oltre ad essere fuggito miseramente evitando il confronto e il dialogo, ha provveduto tempestivamente ad aggiornare il suo pistolotto di disinformatori inserendo Ser Ciappelletto e Simplicio (tutti come unica persona) all’interno dell’elenco. Si si..lo so a cosa pensate..è un comportamento da signorina stizzita e insoddisfatta, ma che dobbiamo farci…se ragiona come un bambino di 6 anni che se la prende e ti mette nel librone nero perchè hai scoperto che ti dice una bugia, tocca prendere la cosa e dargli il valore che merita..infatti noi di eclisseforum, infidi e goliardici come sempre, gli abbiamo scritto chiedendo se potevamo suggerirgli anche nominativi di amici e conoscenti che vorrebbero anch’essi godere del privilegio di finire su cotanta lista, ma purtroppo il Rosarione fa il fighetto di mare e se la tira…perchè non ci ha dato il permesso. Vabè….

Gli Sciachimisti? Si voltano dall’altra parte…

Addirittura gli stessi sciachimisti, coloro che credono indissolubilmente a questa enorme panzana chimica, si voltano dall’altra parte o fingono di non vedere quando gli si propone di rispondere ad una domanda: “Ma quell’aereo..era sopra Sanremo o stava atterrando a Nizza?”…si contorcono, si voltano e si incazzano..
Concludiamo con due commenti davvero divertenti, rivolti a Ser Ciappelletto…entrambi dello stesso utente, un certo Sasa, che ci ha regalato mezz’ore di spensierate risate..questi commenti sono stati rilasciati dopo l’evidenza della bufala:

1) “è tutto top secret vero?! e dai confermatelo su cosa vi costa!!! o vi costa ammetterlo! rispondete a me, che la domanda è più importante! faccio come il Riminese”
2) “Il Dott Marcianò Rosario è uno dei migliori esperti di scie chimiche in Italia riconosciuto dai paesi esteri!!!mi sa che la vostra è pura invidia!!!”
3 “[..]Che poi la scusa sarebbe quella di voler togliere la moneta agevolando le persone nei loro acquisti e altro! quindi diventeremmo come dei bancomat e delle tessere sanitarie che camminano teleguidate e con tanto di navigatore satellitare!!! […]

Abbiamo ovviamente raccolto altre menzogne da parte del comitato, che piano piano vedremo di portare di fronte agli sciachimisti, giusto per far vedere come anch’essi che vantano un’apertura mentale oltre ogni limite dell’immaginabile, vanno in crash sistemico in stile windows xp non appena si trovano di fronte alla realtà delle cose: dietro alla propagazione della bufala sulle scie chimiche ci sono falsari, introiti e informazione deviata e manipolata da individui che traggono profitto dalla creduloneria della gente.. Stay tuned.

Si ringraziano:
Ser ciappelletto
Viking
Simplicio
UnPassante
The MaxxX
Wasp
UzName
TexRule
AxlMan
Meteoweb

…e pure Marcianò, che due risate buone ce le ha fatte fare pure sto giro, nonostante la pietosa fuga…

by Creedence

I feticisti della fine del mondo

Nelle ultime settimane sono tornate di moda le paranoie catastrofiste e sul web girano bufale di tutti i tipi, a partire dalle tre mega astronavi nelle vicinanze di Plutone. Pura fantasia a cui hanno abboccato anche giornali presunti seri.

Navigare sul web di questi tempi fa davvero paura. Tra crisi dei mercati, recessioni, profezie nefaste, lavori precari, e ansie quotidiane, il web è diventato ormai una vera e propria fucina di bufale per ipocondriaci catastrofisti, feticisti della fine del mondo, e fan sfegatati degli invasori alieni.

Se poi a dar loro una mano ci si mette pure la scienza che scricchiola sui neutrini per colpa di uno spinotto non ben inserito, oppure rivela immagini del Sole con una macchia nera triangolare senza spiegarla in maniera opportuna, la situazione sfugge di mano. La fantasia corre lontana e da quell’immenso contenitore di umori collettivi che è il web ecco che spuntano notizie terrificanti. Le ultime due, in ordine cronologico hanno fatto irruzione proprio pochi giorni fa. Sinceramente tra Maya e Bendandi non ne vedevamo la necessità, eppure eccole la’.

Sembrano essere state ispirate direttamente da Hollywood e riescono a mettere insieme tutti gli elementi di una fantastory bufalara.

I protagonisti sono infatti, in ordine di apparizione: gli alieni, il centro di studio per la ionosfera, il famigerato HAARP, e i Maya. Stando al tam tam internernettaro le antenne delmitico centro di ricerche americano avrebbero avvistato oltre Plutone una formazione composta da almeno tre navi aliene di cui una del diametro di qualche centinaia di chilometri che starebbero facendo rotta verso la Terra. Data prevista per l’arrivo è, indovinate un po’, il 21 dicembre del 2012.

Per accreditare meglio la bufala si spiega che la notizia è stata diffusa in forma ufficiosa da ambienti del Seti, il centro che da anni cerca – senza alcun risultato – tracce di vita intelligente nell’Universo. L’altra bufala che si rincorre mette insieme altri personaggi e altre ipotesi. Ci sono sempre enormi oggetti oltre Plutone, ma stavolta non sono navi spaziali, ma corpi celesti non  ben definiti.

 

Ebbene questi corpi celesti starebbero esercitando la loro influenza sull’Asse Terrestre in maniera tale da scatenare, nei prossimi mesi un megaquake, ovvero un megaterremoto di proporzioni inaudite. Bendandi non viene citato, ma la sua presenza domina gli animi e l’inconscio dei lettori. Allora vogliamo provarci anche noi a creare un po’ di suspense e a titolo puramente dimostrativo approfittiamo dello spazio che abbiamo a disposizione per creare una nuova bufala ad hoc. Pare proprio infatti che Nostradamus, il mitico profeta francese avesse già previsto la comparsa del Triangolo Nero sul Sole. La Centuria CI Bis recita infatti “Il y aura sur le Soleil un triangle noir – Tache bestiale sur sa surface ronde – Sera la fin de toute notre espoir – Car elle marquera la fin du monde”. Stavolta il caro Nostradamus è piuttosto esplicito e non ricorre alle sue consuete allegorie e metafore di dubbia interpretazione. Senzatroppi fronzoli aulici ci dice chiaro e netto che : “quando un triangolo nero apparirà sul Sole sarà la fine della nostre speranze e poi la fine del mondo” . Peccato però che la quartina in simil nastradumusese l’abbia scritta Marco Barozzi, un mio amico e che il triangolo nero sia solo un particolare effetto delle perturbazioni della Corona Solare.

Per la fine del mondo si rimanda a data da destinarsi!

Fonte: http://www.media.inaf.it/2012/03/16/i-feticisti-della-fine-del-mondo/

Parte 3 di 3 – Il Libro “La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile”. EclisseForum.it intervista l’autore, Dott. Leonardo Dragoni

Vi presentiamo la terza e, purtroppo, ultima parte dell’intervista rilasciata ad EclisseForum.it dal Dott. Leonardo Dragoni autore del libro “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.” (Acquistabile qui  ). Le altre parti dell’intervista le troverete seguendo questo LINK (per la parte I) e questo LINK (per la parte II). Essendo l’ultimo appuntamento di questa fantastica e completissima intervista, Vi comunichiamo che verrà pubblicata in versione integrale nell’account SCRIBD di EclisseForum.it. Grazie a tutti per l’attenzione e ringraziamenti al Dott.Leonardo Dragoni.

11) Se una forma di vita riuscisse a venire fin qui, per quale motivo dovrebbe utilizzare i crop circles come metodo di comunicazione? Dal momento che non viene compreso dagli uomini, non avrebbe fallito il suo scopo?Personalmente ritengo che una forma di vita intelligente comunicherebbe in modo diverso, meno criptico.

Oltre ad alcuni indiani nativi d’America (secondo i quali il simbolismo contenuto nei crop circles significa che la Madre Terra è stanca, e ci sta invitando a rispettarla), ci sono studiosi e ricercatori pronti a giurare di comprenderlo questo metodo di comunicazione.  I cerchi nel grano sarebbero allora degli archetipi, che servirebbero per comunicare con noi, simbolicamente. Avrebbero anche l’ulteriore scopo, o capacità, di suscitare nell’animo umano dei sentimenti rigeneranti per l’uomo, capaci di innalzarlo ad un grado di spiritualità e sensibilità superiori. Questa meta-comunicazione non potrebbe che avvenire tra noi (alcuni di noi) e gli alieni.
Se invece vuole sapere il mio personale punto di vista, pur essendo d’obbligo il condizionale, mi trova sostanzialmente d’accordo con Lei. Se si ritiene che i cerchi nel grano siano prestazioni aliene, atte a comunicarci qualcosa di significativo, è lecito chiedersi come mai utilizzino questo metodo, piuttosto curioso (magari chiaro per qualche indiano Hopi o per qualche “archetipista”, ma non per la massa). La quantità e la qualità delle informazioni che possono essere contenute in un fazzoletto di spighe, è enormemente inferiore a quelle che potrebbe produrre, in modo più semplice, una qualsiasi comunicazione a onde radio. Inoltre il grano non cresce ovunque, non cresce sempre, è soggetto alle intemperie. E ancora: perché solo di notte? Perché – come dice Lei – così criptica? O meglio ancora eterogenea. Non esiste un filo conduttore o un’unica chiave di lettura per le migliaia di raffigurazioni riprodotte dai crop circles. Dunque, se si sta comunicando qualcosa, di che si tratta? Sono tutte considerazioni elementari, che nondimeno mi portano a dubitare fortemente che si tratti di una qualche comunicazione di questo genere.  Vero è che qualcosa che non comprendiamo possa apparirci insignificante o insensata solo finchè non venga compresa. Ma onestamente non mi sembra questo il caso.

12) Nel presupposto che i crop circles fossero eseguiti da alieni, si potrebbero associare a semplici forme d’arte “universale”? senza necessariamente attribuirgli empirici tentativi di comunicazione?
“Everything is possible”, oppure come lo spot dell’adidas: “Impossible is nothing”. Da come però avrà ormai dedotto dalle precedenti risposte, non sono propenso a ritenere che gli alieni siano coinvolti in alcun modo. A maggior ragione, direi, se lo stessero facendo per mostrarci una “mera” forma d’arte (che oltretutto,  a ben vedere,  sappiamo fare – o almeno riprodurre –  anche da soli).

13) Spesso si vedono video e foto di luci nei campi di grano, ai quali si presuppone che segua la comparsa di un crop circle. Esiste un caso in cui è indiscutibile l’attribuzione di cerchi nel grano a queste sfere luminose?
L’unico caso che dimostrerebbe una relazione di causa-effetto tra queste sfere di luce e la comparsa di un pittogramma è il caso di Oliver Castle dell’agosto del 1996. Questo crop circle venne filmato mentre si materializzava, apparentemente sotto l’azione di misteriose sfere di luce – un filmato potete vederlo anche qui:

Nello stesso flmato troverà anche la maggior parte delle spiegazioni in base alle quali il filmato si deve ritenere un falso.
In molti altri casi si hanno testimonianze o avvistamenti di queste sfere di luce, spesso anche filmate in prossimità di alcuni cerchi nel grano. Tuttavia si tratta di oggetti luminosi che passavano su un crop circle già creato (magari giorni prima), disinteressandone. Inoltre non è mai stato possibile escludere che queste evidenze luminose potessero essere, di volta in volta, difetti della pellicola, volatili, lucciole, effetti ottici. Di queste c.d. BOL sappiamo in realtà poco o niente. Sfere analoghe, plasmatiche, sono state recentemente riprodotte in laboratorio da scienziati israeliani, tedeschi e brasiliani. In natura invece, la cosa più simile che somiglia a questi oggetti luminosi sono le “luci di Hessadalen”, anch’esse da lungo tempo sottoposte ad osservazioni e studi. Una recente pubblicazione intitolata “Transcranial stimulability of phosphenes by long lightning electromagnetic pulses” fornisce una spiegazione razionale agli avvistamenti di queste sfere, che sarebbero sostanzialmente delle allucinazioni dovute a campi magnetici fluttuanti.
In conclusione a me pare che siamo anora lontani dal capire questa bizzarria. Nondimeno non esiste un singolo caso di cerchio nel grano che sia inconfutabilmente imputabile a queste sfere.

14) Rispetto ad altri paesi, l’Italia a che punto si trova come quantità di ritrovamenti di questi glifi? E come qualità degli stessi? E’ possibile stilare una classifica?
Non saprei stilare una vera e propria classifica. Posso però dirle che, senza dubbio, al primo posto si piazza la Gran Bretagna, sia come quantità che come qualità degli agroglifi. Altri paesi fortemente interessati da questo fenomeno sono gli Stati Uniti,il Canada, la Germania, l’Olanda e, da dieci anni a questa parte, l’Italia: con quindici-venti casi ogni anno (una casistica pressoché completa di tutti i glifi nostrani, dalle origini ad oggi, è raccolta e documentata nel mio sito web). Poi via via tutti gli altri. Dobbiamo però tener conto che questa graduatoria si fa sui ritrovamenti (e non sul numero effettivo di pittogrammi, che nessuno conosce); e che il ritrovamento a sua volta dipende anche dall’attenzione mediatica che c’è attorno a questo tema.
Anche per quanto riguarda la qualità (intesa come bellezza estetica) di queste formazioni, al primo posto si trova sicuramente il Regno Unito, seguito da tutti gli altri. In Italia, il primo glifo degno di nota dal punto di vista qualitativo credo possa considerarsi quello di Montegranaro, del giugno 2003. Da allora in avanti sono stati ritrovati pittogrammi di ottima fattura (per fare alcuni nomi: Desio, Borello e Sabaudia nel 2004, Monteu da Po e Montegranaro nel 2005, Poirino-Chieri nel 2006, Ancona e Monteu da Po nel 2007, Ancona, Villanova d’Asti, Pontecurone e Riesi nel 2008, Cascina Martina e Monteisasi nel 2009, Poirino-Chieri e Basiano nel 2010, ancora Poirino- Chieri nel 2011).  Come detto non saprei stilare una classifica, ma credo che – esclusa l’Inghilterra – possiamo ormai ritenerci competitivi con tutti gli altri paesi (sia quantitativamente che qualitativamente).

15) Il testo cerca di dare uno sguardo oggettivo che non penda nè dalla parte dei Believers, nè da quella dei debunkers. Lo studio di queste oggettività verso quale conclusione la porta? Osservando il fenomeno nel suo complesso, con un’ottica generalista, a quale effetto possiamo ricondurre (o a quale causa possiamo imputare) la creazione dei crop cirlcles?
Vorrei intanto cogliere l’occasione per dire che “believers” e “debunkers” non sono due insulti, come invece sembra di percepire leggendo le diatribe che spesso si ingenerano tra opposte “fazioni”. Stante questa premessa, non fatico a definirmi un “debunker”, nella misura in cui questa parola identifica semplicemente colui che tenti di appurare la validità di affermazioni insolite, dubbie, anomale (non vedo nessun connotato negativo in ciò).  Questo non mi preclude di essere “open mind”, di accogliere  senza preconcetti alcune opinioni dei “croppie” (altro sinonimo di believer), di cercare un ragionevole ambito di discussione.
Lo “studio delle oggettività”, come Lei giustamente dice, mi ha portato verso la conclusione che l’unica teoria, del tutto autonoma e chiara, è quella che vuole i pittogrammi quali opere di land-art, o comunque dell’ingegno umano. Indubbiamente questa ipotesi è l’unica a vantare delle dimostrazioni empiriche, ed anche a livello teorico e concettuale è sicuramente meno claudicante delle altre (sulle quali qui non mi dilungo perché sarebbe impossibile farlo in modo sintetico).


16) In qualità di autore del libro “La Verità sui Cerchi nel Grano”, qual è  l’evento che più l’ha appassionata e che ritiene assolutamente interessante? E per quale motivo?

Generalmente fatico a rispondere a questo genere di domande (“quale è la cosa più…quale quella meno..”). In realtà non c’è una singola cosa, o evento, in particolare. Nello scrivere questo libro ho avuto la presunzione di voler affrontare l’argomento del crop circling a tutto tondo, con austerità e onestà intellettuale. Di questioni affascinanti, complesse e interessanti, ne ho incontrate e dovute affrontare qualche dozzina. In effetti il soggetto presenta mille diramazioni e tentacoli, e sconfina facilmente in altre branchie del mistero, e del sapere.
Ciò che in realtà mi appassiona è andare ad approfondire questa tematica nel suo recondito, allontanandomi dalle approssimazioni e dai luoghi comuni, e avvicinandomi alla sana ricerca della verità. Un simile approccio tende a far piazza pulita delle mistificazioni e delle speculazioni sensazionalistiche, privilegiando viceversa la ricerca, sempre supportata da fonti e riscontri puntuali e attendibili.

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

 

Vi ringraziamo tutti per la lettura. Il Libro? Assolutamente Consigliato 😉

Articolo Riproducibile Previa Citazione della Fonte

By Creedence

Parte 2 di 3 – Il Libro “La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile”. EclisseForum.it intervista l’autore, Dott. Leonardo Dragoni

Vi presentiamo la seconda parte della grandiosa intervista rilasciata ad EclisseForum.it dal Dott. Leonardo Dragoni autore del libro “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.” (Acquistabile qui  ). La prima parte dell’intervista la troverete seguendo questo LINK.

Dopo averci spiegato cos’è un Cerchio nel grano e quali sono alcune dinamiche sulla loro creazione, ci addentreremo in maniera sostanziale nel mistero (o meglio nella leggenda) sulla “genesi” dei Crop Circles; vedremo insieme le posizioni del CICAP a riguardo e verremo accompagnati,  grazie alle risposte ricevute, nelle dinamiche storiche che diedero inizio all’associazione tra Ufo e Cerchi nel Grano. Ringraziamo nuovamente il Dott.Leonardo Dragoni per l’enorme disponibilità dimostrataci e per aver consentito ad EclisseForum.it di produrre un testo di ammirevole qualità. (Discussione sul forum: Link)

 

7) Quanti e quali sono i casi accertati di crop circles che non trovano spiegazione con la scienza ufficiale?

Non ho analizzato o studiato tutta la casistica esistente, sarebbe impossibile. Nella mia esperienza ho preso in esame molti casi, soprattutto tra quelli ritenuti, a torto o ragione, di natura o matrice non convenzionale. Posso solo ipotizzare che estendendo la mia ricerca ad un campione più ampio, o per assurdo totale, gli elementi di “inspiegabilità” aumentarebbero. Ad ogni modo, Le risponderei che  c’è sicuramente qualche caso (o meglio qualche aspetto particolare di qualche caso) realmente complesso da spiegare.
Tanto per fare un esempio, i cosiddetti “q-rings” (deformazione a forma di anello del peduncolo immediatamente sotto i semi)  osservati su alcune spighe di una formazione a Mayville/Kekoskee, nel Wisconsin (2003), e in altre due formazioni rinvenute  rispettivamente in Arizona e in Canada. Non è ancora chiaro a cosa siano esattamente dovuti. Si può solo presumere ad una qualche difficoltà della spiga a fuoriuscire dalla botticella, a causa di stress biotici o fisiologici. Oppure, per citare un altro caso curioso, le piante (una di camomilla capitò a Sabaudia nel 2003) ritrovate integre ed erette all’interno di una zona di grano appiattita. Anche in questo caso è possibile avanzare delle ipotesi plausibili, affatto misteriose, ma sarebbe azzardato pontificare una spiegazione scientifica inconfutabile. Del resto la scienza progredisce a piccoli passi, e quella agronomica è relativamente giovane. Inoltre stiamo parlando di dettagli particolari, riscontrati in via eccezionale in rare occasioni, e per lo più documentati in modo discutibile.
La parziale incertezza scientifica su singoli dettagli ritengo comunque non sia un buon motivo, di per sé,  per concludere che debba farsi ricorso alla casistica ufologica (sarebbe troppo semplice).  Infatti girerei la sua domanda in questo modo: quanti e quali sono i casi accertati di crop circles che non trovano spiegazione con l’ufologia? O con una qualsiasi delle tesi non convenzionali proposte in questi anni dai vari ricercatori? In questo caso avrei risposto non qualcuno, ma probabilmente tutti.

8 ) Per quel che riguarda i casi che non trovano spiegazione con la Scienza Ufficiale, quali sono le teorie piu accreditate che spiegano la creazione dei crop circles?
Come ho detto prima, ci sono dei rari dettagli curiosi, sui quali ritengo imprudente che la scienza pontifichi. Questo però non significa che esista una vera e propria casistica che non trova spiegazione scierntifica. A mio avviso è sempre bene essere cauti, e lasciare uno spiraglio al dubbio; ma in questo ambito quasi tutto ciò che viene acclamato come mistero insondabile, si rivela poi spiegabilissimo se solo andiamo ad approfondire.
Ciò detto, le teorie sulla scaturigine dei cerchi nel grano sono molteplici. Anche soltanto quelle più accreditate, non è facile riassumerle in poche voci, poiché tutte quelle non convenzionali tendono a mischiarsi tra loro, riverberando l’una con l’altra, inglobando degli elementi vicendevolmente (forse anche nella convinzione che l’unione faccia la forza, e tanti indizi facciano una prova?) Ad esempio tra le ipotesi più blasonate c’è sicuramente quella che nella creazione di questi pittogrammi vuole coinvolta una fonte di calore, quasi certamente tramite emissione di microonde (c.d. “teoria dell’irraggiamento”). Questa teoria non ha mai preso le dovute distanze da quella precedente professata dal dott. Meaden, relativa ai vortici plasmatici, poiché si ritiene con essa compatibile (una recente conversazione che ho avuto con Nancy Talbott – del BLT – mi ha confermato questo dato di fatto). Sul come questo irraggiamento venga poi profuso, è nata una nuova teoria semi-autonoma, che è quella delle BOL (“Balls of Light”, cioè sfere di luce), che a sua volta è accettabile per i fautori dell’irraggiamento, ed è stata ampiamente inglobata nelle tesi ufologiche, le quali non disdegnano di far ricorso anche ad altre teorie come quella delle Leylines, a sua volta accettata dai fautori delle tesi care ai naturalisti (vedi ipotesi “Gaia”), che volendo potrebbero perfino ricollegarsi ai vortici plasmatici di Meaden, chiudendo i cerchio.
Volendo necessariamente scegliere l’ipotesi non convenzionale ad oggi più accreditata, credo sia quella secondo la quale i pittogrammi vengono creati da misteriose sfere di luce (che si vogliono presumere aliene) attraverso l’imposizione di energie altrettanto misteriose (che si vogliono presumere termiche, sonore e magnetiche) sulle spighe di grano.
8bis) Il cicap pare che abbia trovato un “modus operandi” che, nella creazione di un crop circle, permetterebbe di soddisfare sia le particolarità creative (complessità del glifo)  che temporali (realizzazione nell’arco di una notte). Ritiene la soluzione proposta una realtà o l’argomento è stato trattato con troppa sufficienza dagli esperti del Cicap?
Pur non definendomi un “cicappiano”, mi sembra di poter dire che il Cicap non abbia mai trattato nulla con “sufficienza”, semmai forse con troppo rigore.  In realtà poi, il modus operandi di cui Lei parla, è noto ai circlemakers da diverso tempo. Come ho già detto, venti anni fa, la rivista “Science” definì impressionanti gli agroglifi realizzati dagli artisti che parteciparono al “Circle Hoax Contest”. Che fu vinto da tre ingegneri di una compagnia di elicotteri inglese, che per appiattire il grano (ben inteso di notte, in poche ore, e vigilati) usarono un rullo formato da tubazioni di plastica e pvc, unite da una corda. Per non lasciare tracce e muoversi in tutti i settori del campo usarono due scale leggere di alluminio collegate tra loro in asse, a guisa di ponte.  Al secondo posto si attestò un americano, Jim Schnabel, che ritroveremo coinvolto (insieme a Robert Irving) nella losca storia riguardante il crop circle dell’agosto 1993 a Cherill. Quello cioè della pubblicazione scientifica del blt dal titolo “Semi-Molten Meteoric Iron Associated with a Crop Formation”. Parlare di questa storia sarebbe bello, ma ci porterebbe lontano, e fuori tema.
Tornando invece alla Sua domanda, e concludendo, anche il Cicap “vanta” la paternità di alcuni crop circles nostrani, come quello di Bra, in Piemonte, del giugno 2005, che fu realizzato in una notte e non è niente male (foto sotto)

Il Cerchio nel Grano ad opera del CICAP

Il Cerchio nel Grano ad opera del CICAP

9) Perchè e come è nata la “leggenda” secondo la quale i crop circles  siano messaggi alieni, o comunque da attribuirsi alla mano di esseri alieni?
La domanda andrebbe posta a coloro che ritengono che lo siano. In ogni caso, credo sia nata in modo piuttosto “umanamente” spontaneo. Immagini di trovarsi (magari ripetutamente) di fronte a qualcosa che non ha mai visto, che non sa spiegare, e che apparentemente somigli a una (f)orma impressa dall’alto. Immagini poi di trovare nella suggestione popolare e nella divulgazione mediatica terreno fertile nell’alimentare questa bizzarria, che diviene mistero. Onestamente, finchè non mi sono documentato a fondo su questa tematica, anche io avevo l’impressione che potesse trattarsi di qualcosa di trascendentale, anche perché era (ed è) avvalorata da fonti ritenute autorevoli.  Infatti, per rispondere alla Sua domanda facendo una brevissima cronistoria, va detto che inizialmente si riteneva che questi cerchi (inzialmente apparivano solo forme circolari) potessero essere cagionati da vortici di plasma discendente. Lo sosteneva, con argomenti molto seri e convincenti (per quanto oggi possano sembrare modesti)  il fisico e metereologo George Terence Meaden (e prima di lui, già a fine Ottocento, l’eclettico John Randal Capron). L’ipotesi dei vortici cadde poi in disgrazia negli anni novanta del novecento, allorchè alle semplici forme circolari inziarono a sostituirsi delle geometrie più complesse, che evidentemente non potevano essere attribuibili ad un tornado o a un vortice. Fu allora che a Meaden si sostituì una folta schiera di appassionati e ricercatori i quali cominciarono a documentare l’ampia diffusione del fenomeno (fino ad allora limitato a esigui esemplari), sospettando e poi avvalorando ipotesi non convenzionali o ufologiche (senza però abbandonare l’ipotesi “vorticistica”). Tra di loro Colin Andrews e Pat Delgado, che già nel 1989 avevano pubblicato il libro “circular evidence”, in cui venivano raccontati dei casi di crop circles associati ad avvistamenti ufologici, e con “evidenze” (appunto) di un intervento non umano sulle spighe appiattite (di uno di questi casi, “Headbourne Worthy, 1978”, si parla anche nel mio libro). Se queste considerazioni si basavano principalmente sulla constatazione che fosse impossibile, per l’uomo, realizzare simili manufatti, la smentita non sarebbe tardata ad arrivare. Prima nel 1991 Doug Bower e Dave Chorley realizzarono dei cerchi di fronte a degli osservatori del giornale “Today”, che tirarono un’imboscata a Delgado, il quale  (inconsapevole) dichiarò che il crop circle relizzato da Bower e Chorley era verosimilmente non umano. Poi, soprattutto, nel 1992 si tenne il “circle hoax contest”, una sorta di concorso per circlemakers. Questi ultimi, armati di strumenti rudimentali, di notte, realizzarono in poche ore diversi cerchi nel grano di eccellente fattura, ben oltre le aspettative (si veda “Science 257, July 24, 1992: 481”).
Ovviamente Delgado, Andrews & Company non ritenevano che questo dimostrasse l’autenticità dei pittogrammi genuini, che – a loro dire – presentavano caratteristiche irriproducibili.
Più recentemente sono però stati gli studi di Levengood e del BLT Research Team (vedi già “Anatomical anomalies in crop formation plants” del 1994) ad avvalorare una ipotesi non convenzionale, attraverso una nutritissima documentazione scientifica (o meglio pseudoscientifica, il discorso sarebbe complesso) avente ad oggetto delle anomalie riscontrate all’interno dei cerchi nel grano. Anomalie – ancora una volta – non imputabili all’uomo. Al loro fianco una serie di ricercatori ed entusiasti che, giorno dopo giorno, cerchio dopo cerchio, registravano nuove incredibili anomalie e indicavano possibili e sensazionali risvolti, inconsapevolmente (o no) coadiuvati dall’eco mediatica. Aggiungiamoci una serie di avvistamenti di cosiddette BOL, o sfere di luce (su cui il fisico Haselhoff pubblicò nel 2001 un documento su una rivista scientifica che le accreditava di essere le presunte responsabili di questi cerchi nel grano), numerose testimonianze di persone che avrebbero avvistato luci, udito suoni, avuto malori ecc, ed ecco che – senza dilungarci troppo – abbiamo una panormamica abbastanza completa.
In realtà la documentazione prodotta da Andrews e Degado prima, da Levengood, dal BLT e dal Haselhoff poi, e successivamente da vari ricercatori contemporanei,  andrebbe approfondita nei particolari prima di saltare a conclusioni azzardate.

10) Esiste almeno un caso di crop circle creato da esseri viventi o macchinari provenienti da altri mondi?
Le risponderei così: personalmente credo che esistano altri mondi, popolati da altre forme di vita intelligenti, che magari – faccio per dire – sono in grado di materializzare un meraviglioso crop circle con uno schiocco di dita, o chiudendo gli occhi per un istante. Non credo però che tra “loro” e noi ci sia mai stato un contatto.

Tenga presente che la nascita dell’Universo è stimata circa 15 miliardi di anni fa, rispetto ai quali la nostra civiltà è estremamente giovane. Sarebbe come a dire che c’è una probabilità dello 0,0…% che una qualche forma di comunicazione-contatto sia avvenuta all’interno di questa singola finestra temporale. Percentuale che oltretutto si riduce in modo consistente se consideriamo che solo recentissimamente saremmo (forse!) in grado di recepire una eventuale comunicazione aliena, e se consideriamo che la nostra galassia si trova, con ogni probabilità, nella estrema periferia dell’Universo (dove è presumibilmente più difficile che possa esserci una interazione tra forme di vita).
Ammettendo anche che mi sbagliassi, non credo comunque che la vita extraterrestre abbia a che fare con i crop circles. Per essere ancor più possibilista: questa eventualità non è mai stata dimostrata. Possiamo crederci, esattamente come crediamo nei miracoli, nelle superstizioni, nelle leggende metropolitane ecc. Ma razionalmente e scientificamete credo questa non sia, ad oggi, un’ipotesi degna di credito.

Fine Seconda Parte

 

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

 

Articolo Riproducibile Previa Citazione della Fonte

By Creedence

Parte 1 di 3: Il Libro “La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile”. EclisseForum.it intervista l’autore, Dott. Leonardo Dragoni

I CropCircles…e chi non ne ha mai sentito parlare? Cosa sono? Come vengono fatti? E perchè? Eccoci a trattare finalmente l’argomento “Crop Circles”, che ha creato tanto scalpore al punto da diventare quasi leggenda. Lo staff di EclisseForum.it ha colto la palla al balzo quando si è affacciato il Dottor Leonardo Dragoni, autore del libro “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.” (Acquistabile qui  ), nelle virtuali pagine del nostro piccolo/grande mondo. Ne è scaturita un’intervista, con le domande dei nostri utenti, che ci aiuterà a fare luce su moltissimi aspetti di questo affascinante mistero. Ringraziamo quindi il Dottor Leonardo Dragoni (www.cropfiles.it) per la professionalità e la generosità dimostrata dedicandoci un fantastico momento di ConoScienza Condivisa. Momento che abbiamo il pregio di poter porre all’attenzione dei nostri lettori cogliendo l’occasione per strizzare l’occhio ai nostri utenti, sempre pronti a collaborare per la creazione dei contenuti di EclisseForum.it. (Link alla discussione sul forum)

 

1) Qual è la definizione precisa di CropCircle?

Legittima domanda. Mi sembra utile, anche per il lettore meno addentrato in questa tematica, chiarire di cosa effettivamente si sta parlando, al netto delle congetture.

In realtà, che io sappia, non esiste una definizione ufficiale. Credo comunque di trovare unanime consenso se dico che i cerchi nel grano (dall’inglese “crop circles”, noti anche come pittogrammi, agroglifi, glifi, formazioni) sono dei disegni geometrici (spesso circolari, ma ne esistono di varie forme e dimensioni) realizzati tramite l’appiattimento al suolo della vegetazione (nel caso specifico spighe di grano).

A complicare le cose, rendendo questo evento un mistero, è il fatto che questi pittogrammi si creano di solito nelle ore notturne e probabilmente in un breve lasso di tempo, e sono interamente apprezzabili solamente se visti dall’alto. Inoltre sono spesso di dimensioni imponenti, di precisione notevole, e possono raffigurare contenuti simbolici. Infine, a detta di molti studiosi e ricercatori, le piantagioni coinvolte da fenomeni di crop circling presentano, di volta in volta, delle peculiarità (o anomalie) di varia natura (magnetiche, termiche, chimiche, fisiche, strutturali ecc) di non immediata né semplice interpretazione o spiegazione.

2) Spesso si sente parlare di cerchi nel grano “autentici” e di cerchi nel grano falsi. Vorrei chiederle in base a cosa vengono date queste due definizioni, che personalmente mi lasciano alquanto perplessa (in quanto ad oggi non abbiamo certezze sull’origine di questo fenomeno, né abbiamo conferma di un qualsiasi cerchio nel grano non realizzato dall’uomo)

La sua perplessità è anche la mia. Personalmente ritengo fittizzia e artefatta questa classificazione, per ragioni analoghe a quelle che ha addotto Lei nella domanda stessa. Le posso dire, forse, cosa intendono per glifo “genuino” o “autentico” coloro che ricorrono a questo spartiacque. Dal momento che è incontrovertibile che una indeterminata percentuale di crop circles sono opera dell’uomo, occorreva differenziarli da quelli che non lo sono (pena: fine del mistero). Ciò è stato fatto promuovendo alcuni elementi, riscontrati in alcune formazioni, ad elementi determinanti e cruciali, in presenza dei quali (o di almeno uno dei quali) saremmo al cospetto di un pittogramma autentico (viceversa, in caso di assenza, il pittogramma deve o può ritenersi non autentico). Quali sono questi elementi? I principali sono: la piegatura anziché rottura dello stelo, l’allungamento (a volte accompagnato da curvatura) dei nodi apicali, la piegatura (a volte accompagnata dall’ispessimento) tra i 45 e i 90 gradi dei nodi (generalmente il secondo, il terzo o il quarto dall’alto), le cavità di espulsione sui nodi stessi, l’espansione delle pareti cellulari nei tessuti della brattea, una germinazione anomala delle sementi.

A tutto ciò si affiancano tutta una serie di presunte anomalie minori, che ove presenti contribuiscono a spostare l’ago della bilancia verso l’autenticità del glifo. Ad esempio parliamo della rilevazione di campi magnetici insoliti (o l’allineamento del pittogramma al perfetto Nord magnetico), il ritrovamento di eventuali materiali curiosi all’interno dell’agroglifo, l’avvistamento di presunte luci in cielo o sfere di luce, l’assenza di tracce di passaggio al suolo, la comparsa del disegno di giorno o la sua materializzazione nel volgere di pochi secondi, e via discorrendo. Poi, caso per caso, capita con frequenza che vengano aggiunti ulteriori elementi, più o meno fantasiosi o estemporanei. In sostanza, la tesi è che quanti più elementi tra quelli citati sono presenti in un pittogramma, quanto più quest’ultimo è da ritenersi genuino.

Ora, presentata in questi termini, questa differenziazione tra cerchi nel grano autentici e non, rischia anche di apparire credibile. In realtà, ciò che ho potuto apprendere dopo anni di osservazione, esperimenti, letture, studi e approfondimenti, è che ognuno dei suddetti criteri richiederebbe un serio approfondimento, molte spiegazioni e numerosi distinguo (per i quali non posso che rimandare al mio manoscritto, o se preferite ad articoli scientifici e fonti autorevoli). A quel punto si scoprirà che nessuno di quei criteri può ragionevolmente essere eletto a rappresentare una reale anomalia.

3) Ho letto di varie “anomalie” riscontrate all’interno di questi cerchi, e mi chiedo: si effettuano anche delle analisi nella zona esterna circostante? quali sono i risultati di paragone? Quali le differenze più eclatanti?

Una ricerca o un’analisi degna di questo nome (non tutte lo sono) certamente prende nella dovuta considerazione i campioni cosiddetti di “controllo”, ovvero quelli prelevati nel medesimo appezzamento ma all’esterno del pittogramma, affinchè vengano comparati con quelli interni, al fine di evidenziare eventuali differenze.

Differenze che, in effetti, possono essere presenti. Si tratta di capire però, caso per caso, di quali differenze si sta parlando. Qui la faccenda rischia di complicarsi oltremodo. Farò allora un esempio tra i tanti possibili, per cercare di rendere chiaro il concetto. Supponiamo che all’interno di un pittogramma venga rilevato un consistente allungamento dei nodi apicali delle spighe coinvolte. Supponiamo poi che i campioni di controllo, al contrario, non presentino questi allungamenti. Sembrerebbe allora che siamo in presenza di una di quelle anomalie ritenute cruciali, atte a identificare un pittogramma genuino. In realtà molti non sanno che le piante (le spighe nel nostro caso) che subiscono un trauma, come può essere l’abbattimento al suolo per via meccanica, amplificano immediatamente dei naturali meccanismi di autodifesa e di sopravvivenza, e ne mettono in atto alcuni di riprisitino. Tra questi ci sono due importanti meccanismi che vengono sviluppati immediatamente (grazie a degli ormoni tra cui l’auxina), e che si chiamano fototropismo (tendenza della pianta ad orientarsi e allungarsi verso la luce) e gravitropismo (tendenza della pianta a rioriorientarsi in base al campo gravitazionale terrestre, nel caso specifico a riportarsi in posizione eretta). Per fare ciò, la pianta agisce proprio sui nodi d’accrescimento, i quali inevitabilmente si piegano, si inarcano e si allungano, con risultati ed intensità incerte, dipendenti da un insieme di variabili e di fattori (trauma subito, tipo di irraggiamento e illuminazione solare, tipo di terreno, stato di salute della pianta, grado di senescenza della stessa, condizioni climatiche, solo per citarne alcune).

Detto in altre parole, l’allungamento dei nodi apicali (come pure la piegatura dei nodi d’accrescimento tra i 45 e i 90 gradi, piuttosto che le cavità di espulsione ecc) sono elementi che è dato riscontrare anche in formazioni realizzate dall’uomo con una semplice tavola di legno. Infatti sono state riscontrate.

A questo punto si obietta che l’allungamento dovuto a fenomeni di tropismo sia meno consistente ed avvenga in tempi più lunghi rispetto a quello causato da fonti di calore (= teoria dell’irraggiamento). Anche questo, però, è dimostrato empiricamente non essere esatto. Ciò che non è dimostrato, semmai, è che un irraggiamento a microonde produca sulle spighe quel genere di anomalie troppo frettolosamente innalzate a rappresentare le stigmate della “autenticità”.

Analoghe considerazioni potrebbero essere svolte anche su tutti gli altri elementi che vengono ritenuti importanti ai fini della determinazione della genuinità/non-genuinità di un glifo.

Concluderei dicendo che una analisi affidabile dovrebbe mettere a confronto non già (o almeno non solo) i campioni prelevati all’interno di un crop circle con quelli di controllo, bensì un pitogramma ritenuto “genuino” con uno appositamente ricreato in modo meccanico. Meglio ancora se sullo stesso appezzamento, con condizioni climatiche identiche, e con tempistiche determinate (in base al tipo di riscontri che si stanno cercando e al tipo di analisi che si intende effettuare).

4) Tempo fa si parlava di un video in cui del riso gettato casualmente su una piattaforma piatta riproducente suoni a diverse frequenze, assumesse delle forme regolari e complesse nei maggiori punti di risonanza.

Quali possibilità ci sono che ciò sia una rappresentazione verosimile di quel che accade anche coi cerchi nel grano? I crop circles potrebbero essere creati da onde di ultrasuoni provenienti dallo spazio?

Domanda interessante, che tuttavia per essere evasa implica una serie di considerazioni che non potranno essere troppo sintetiche. Credo Lei si riferisca a degli esperimenti di cimatica (che io sapevo realizzati con materiali quali liquidi viscosi e sabbia, ma soprattutto con molecole d’acqua osservate al microscopio). Questi esperimenti (risalenti a Ernst Chladni e poi ad Hans Jenny), hanno indagato gli effetti morfogenetici delle onde sonore. In parole semplici riguardavano la reazione della materia quando esposta al suono. Si osservò che la materia reagiva, anche a livello molecolare, disponendosi in particolari forme, dipendenti dalla frequenza sonora a cui erano state esposte. All’aumentare della frequenza aumentava anche la complessità di queste forme. Così ad ogni frequenza sonora corrispondeva una determinata figura tridimensionale, che si complicava all’aumentare della prima, fino ad assumere connotati complessi. Questi ultimi spesso richiamavano alla mente i disegni tipici dei nostri crop circles, e così questa somiglianza ha finito per coinvolgere l’argomento cimatico nel dibattito relativo ai cerchi nel grano. Si è detto allora che la maggior parte dei crop circles si sono verificati in zone in cui il sottosuolo era ricco di acqua (le cui molecole, ripetiamo, sottoposte ad onde e frequenze sonore, si dispongono in forme che ricordano quelle dei cerchi nel grano). Inoltre si è detto che in alcuni casi, nelle prime 48-72 ore successive alla formazione di un crop circle, all’interno dello stesso era stato registrato un infrasuono della frequenza di circa 5,0 – 5,2 Hz. Successive registrazioni audio condotte all’interno di alcuni agroglifi avrebbero catturato una varietà di suoni, con frequenze sempre più alte, inizialmente della misura di qualche centinaio di Hz fino ad arrivare a 1,2 GHz. Alcuni ricercatori hanno poi sostenuto di aver bombardato delle molecole d’acqua, durante dei test di cimatica, con le stesse frequenze di volta in volta registate all’interno di cerchi nel grano. Il risultato sorprendente è che queste frequenze avrebbero riprodotto nella molecola dell’acqua la stessa forma del crop circle presso il quale detta frequenza era stata prelevata (registrata su nastro). Tutto ciò avrebbe potuto dimostrare che le onde sonore, facendo vibrare l’acqua a livello molecolare nel sottosuolo, avrebbero poi generato il pittogramma (o almeno favorito la sua creazione, magari con l’ausilio di altre forze – come le sfere di luce – agenti dall’alto).

Riguardo invece al riso, che Lei menzionava nella domanda, che io sappia ha riguardato un esperimento realizzato dallo pseudoscienziato Masaru Emoto, il quale aveva spinto queste sperimentazioni molto oltre. Poiché l’acqua (o meglio la struttura cristallina delle sue molecole) reagisce alle onde sonore, egli decise di mettere dell’acqua in tre bicchieri riempiti parzialmente con del riso (non so dirle perché scelse di utilizzare proprio il riso). Invece di bombardarli con ultasuoni o infrasuoni decise invece semplicemente di “parlare” a questi bicchieri, esponendoli alle vibrazioni della voce umana. Ad un bicchiere egli ripeteva, per giorni settimane e mesi, delle parole piacevoli. Ad un secondo bicchiere pronunciava delle parole tristi o ingiuriose. Il terzo bicchiere veniva ignorato. Al termine della sperimentazione emergeva – a suo dire – una situazione più o meno di questo tipo: il bicchiere “amato” non presentava degradazione (semmai fermentazione), e il colore del riso tendeva a diventare giallo-rosa; quello ignorato rimaneva inalterato, al più con una degradazione molto contenuta e sintomi di putrefazione; quello odiato infine presentava una forte degradazione, marciume, presenza di muffe e un color grigio scuro.

C’è di più. Secondo questo ricercatore i cristalli d’acqua reagirebbero non solo alle parole, ma anche alle immagini e perfino ai pensieri. Ad esempio una goccia d’acqua esposta alla parola “grazie” scritta su un foglio, disporrebbe le sue molecole in forme esagonali. La stessa goccia d’acqua esposta alla parola “sciocco” le disporrebbe invece in ordine casuale e caotico (foto sotto).

 

Immagine da "Message from Water"

Immagine da "Message from Water"

Numerosi altri esperimenti furono fatti con fotografie, parole pronunciate e scritte, perfino solamente pensate. Con risultati – secondo Emoto – sorprendenti.

Ora posso finalmente venire alla vera e propria domanda che Lei mi ha posto: tutto questo è verosimile? Possono spiegarsi in questo modo anche i cerchi nel grano?

Credo che la cimatica possa avere implicazioni di un qualche rilievo in molti campi o settori. Tra questi ultimi però non ritengo possano rientrare anche i cerchi nel grano. È abbastanza ordinario che una qualsiasi materia sottoposta a una vibrazione specifica possa assumere una sua peculiare vibrazione e forma a livello molecolare, relativa alla frequenza cui è stata sottoposta. Invece non c’è alcuna seria documentazione che la forma di specifici pittogrammi sarebbe stata riprodotta in laboratorio bombardando l’acqua con ultrasuoni registrati nel pittogramma stesso. Per accreditare questa ipotesi poi, bisognerebbe come minimo appurare che in tutti i casi di formazioni ritenute autentiche vi fosse stata la presenza di pozzi o falde acquifere nelle immediate vicinanze (cosa tutt’altro che probabile). Inoltre non è così automatico che possa equipararsi un esperimento di cimatica eseguito strumentalmente in laboratorio (bombardando una goccia d’acqua con determinate frequenze) a un evento assai più complesso e ricco di variabili come quello della creazione di un pittogramma su un campo di grano.

Per quanto riguarda Emoto (ed il riso), senza considerare che ad esempio i cristalli di neve sono già di per sé una meraviglia geometrica della natura (senza bisogno di bombardamento sonoro)

 

Immagine: cristalli d’acqua di sorgente (dal libro “Messages from water”),

Immagine: cristalli d’acqua di sorgente (dal libro “Messages from water”),

posso soltanto dire che i suoi esperimenti non hanno una valenza scientifica, non sono riproducibili in condizioni di labroratorio, e i suoi studi furono ferocemente criticati dalla comunità scientifica internazionale. Sia i risultati, sia il metodo, che soffriva delle tipiche distorsioni delle ricerche pseudoscientifiche, che non a caso ritroviamo in molte documentazioni che riguardano i cerchi nel grano: mancanza del “doppio cieco”, presenza di bias, scarsa considerazione di fattori ambientali e variabili influenti etc. Ho letto anche di molte persone che, affascinate da questo esperimento, hanno provato a replicarlo in casa in modo amatoriale (cosa che può divertire come gioco, ma non per avere un riscontro di tipo scientifico). Con risultati inevitabilmente molto discutibili, e dissimili tra loro.

Vorrei infine fare un breve accenno ad altri studi, sempre riguardanti la capacità di memoria dell’acqua, che furono condotti all’interno di alcuni cerchi nel grano. Furono interrate all’interno di alcuni agroglifi delle bottigliette d’acqua, ed altre (di “controllo”) furono interrate all’esterno. Da successive analisi sarebbe risultato un modello completamente diverso di risonanze nell’acqua delle bottiglie sepolte all’interno del glifo, rispetto a quelle sepolte all’esterno. La tesi che si vuol sostenere è che le frequenze generate dalla forza creatrice del pittogramma (e presenti nel suolo, sulle spighe e nei semi del crop circle) siano penetrate nella bottiglia, ed abbiano conferito all’acqua (ovviamente solo quella interrata all’interno del pittogramma) perfino delle proprietà omeopatiche.

Di tutto ciò (e di molto altro) mi sono anche occupato nel mio libro, facendo emergere le incongruenze e la scarsa consistenza di simili affermazioni, nonchè le numerose e grossolane pecche – di concetto e di metodo – nello svolgere simili esperimenti.

Non volendo dilungarmi più di quanto abbia già fatto, dirò semplicemente che tutto ciò esula dal postulare un preciso legame tra suono (a maggior ragione immagini e pensieri), acqua, e cerchi nel grano. In caso contrario dovremmo ammettere che un pittogramma si possa riprodurre semplicemente da una fotografia mostrata alle spighe, o su imposizione orale o scritta del suo impostore. Termine, quest’ultimo, quantomai azzeccato. Eventualità, quest’ultima, fantascientifica e destituita di ogni fondamento.

Se a tutto ciò aggiungiamo che questi ultrasuoni dovrebbero provenire dallo spazio, o magari veicolati da aliene sfere di luce intelligenti, che agirebbero su un terreno addomesticato e preparato dalla risonanza molecolare dell’acqua… tragga Lei le Sue conclusioni.

5) Quali sono le certezze che riportano in maniera incontrovertibile la nascita di questi cerchi nell’arco di una sola notte?

In realtà per la maggior parte dei casi non sappiamo se il pittogramma in questione sia apparso di notte o meno. Anni fa realizzai un’indagine statistica basata su tutti i crop circles italiani apparsi dal 2003 al 2006. Emerse che per il 70% dei casi non era possibile stabilire, neppure approssimativamente, l’orario dell’apparizione. C’è da dire però che nel restante 30% dei casi, l’orario stimato era notturno. Nove volte su dieci il meccanismo che si innesta è il seguente: viene avvistato un pittogramma e si annota, grossomodo, l’orario dell’avvistamento (che il più delle volte avviene al mattino). A quel punto si diffonde la voce e la notizia diviene di dominio pubblico. Tra le persone informate generalmente c’è sempre qualcuno del posto (se non il proprietario del terreno stesso) che giura che, la sera prima, quel disegno non c’era. Di conseguenza deve essere stato creato in quella notte. Per la verità sottoposi anche questa variabile alla mia indagine statistica di cui ho detto sopra, e risultò che una volta su due non si era in grado neppure di stabilire chi fosse stato a segnalare per primo il pittogramma (tantomeno a che ora). Stando comunque ai dati che si conoscono, alle testimonianze oculari delle persone del luogo, e alla letteratura sul tema (quasi tutta concorde, almeno su questo) diciamo prudentemente che non ci sono prove incontrovertibili, ma ci sono buone probabilità che i cerchi nel grano (o la grande maggioranza di essi) vengano creati di notte. E in una sola notte.

Questo dovrebbe rispondere alla Sua domanda, ma mi piacerebbe a questo punto chiederLe il perché della stessa. Se Lei ritiene che una sola notte sia insufficiente per realizzare un pittogramma, deve sapere che un abile circlemaker (magari coadiuvato da altre persone e con strumentazione adeguata) è in grado di realizzarne di ottimi nell’arco di una-due-tre ore. Il pittogramma dell’uomo-farfalla, il più grande mai realizzato e da molti considerato il più bello di tutti i tempi, fu realizzato in una notte da 60 persone. Viceversa esistono dei pittogrammi che sono stati realizzati a più riprese. Un esempio lo abbiamo avuto di recente proprio in Italia. Mi riferisco al “fox circle” (Guidonia, 3 Luglio 2011) realizzato per il lancio della serie televisiva “Fallins Skies” firmata Steven Spielberg, in esclusiva sul canale FOX. Quando venne avvistato, si iniziò a spargere la voce di un nuovo pittogramma, e gli ufologi nostrani erano sul punto di fare dichiarazioni azzardate. Purtroppo (o per fortuna) venne subito svelato l’arcano, con tanto di foto dimostrative. In altri casi è capitato che un pittogramma sia stato modificato successivamente rispetto all’originale, inducendo per altro in errore alcuni pseudo-ricercatori (non saprei come meglio definirli) che specularono sui significati remoti del disegno, inconsapevoli che fosse stato realizzato a scopi commerciali, e poi perfino modificato.

Un ultimo aspetto che vorrei affrontare, sempre parlando di giorno-notte e di tempi di realizzazione, è il seguente: taluni hanno a più riprese provato ad accreditare l’ipotesi che certi pittogrammi siano stati creati in pieno giorno, o nel volgere di pochi minuti o secondi, o addirittura entrambe le cose insieme. Ad esempio è stato detto che il pittogramma di Montegranaro del giugno 2005 si era materializzato nel volgere di due secondi (senza nessuna ulteriore spiegazione). Per quanto ne so io invece, un contadino avrebbe testimoniato che il 24 giugno, di sera, quel pittogramma non c’era. E quel pittogramma fu ritrovato il giorno 26 (presumibilmente dal sottoscritto). Cioè circa 30 ore dopo. Come facciano 30 ore a diventare 2 secondi non è mai stato chiarito. Circostanze diverse ma simili coinvolgono anche un resoconto dei ricercatori Colin Andrews e Lucy Pringle, relativamente al famoso “Julia Set” (che tra l’altro non è affatto – come si vuol sostenere – la rappresentazione di una perfetta spirale aurea) del luglio 1996. Secondo questi resoconti (rieditati dai due ricercatori dieci anni dopo l’evento, in curiosa simultaneità) l’agroglifo sarebbe apparso in pieno giorno, in un luogo piuttosto frequentato, e nel voglere di un massimo di 45 minuti. A dimostrazione di ciò ci sarebbero fotografie e testimoni. È chiaro che, se così fosse, bisognerebbe escludere la manifattura umana. Mi perdonerete se non svelo qui tutta la faccenda, ma potete credermi se vi dico che non ci sono né foto né testimonianze attendibili (l’unica è di un circlemaker che dichiarò invece che il Julia Set venne ralizzato la notte prima da tre persone nell’arco di tre ore), e che invece la cosa presenta degli aspetti loschi.

Altro caso famoso di un crop circle realizzato nel voglere di pochi secondi, ad opera di misteriose sfere di luce, è quello di Oliver Castle (agosto 1996), su cui esiste un famoso filmato. Si tratta però di un falso.

In conclusione mi sembra di poter dire una cosa semplice: è dimostrato che l’uomo sia in grado di realizzare ottimi crop circles di notte, in poche ore. Per escludere dunque la natura umana di un pittogramma, dal punto di vista delle tempistiche di realizzazione, servirebbe un caso preferibilmente accaduto di giorno in luoghi non appartati (ma non mi risulta ci siano), e completatosi nel giro di pochi secondi o minuti (e non se ne conoscono).

6) La piegatura delle spighe avviene sempre nello stesso modo?

Se Lei si riferisce alla “pettinatura” del grano, al “senso di marcia” delle spighe, non avviene sempre nello stesso modo: esistono pittogrammi con andamento lineare e non, verso l’esterno, verso l’interno, orario, antiorario, o perfino entrambi contemporaneamente. Se invece si riferisce, come credo, alla piegatura vera e propria dello stelo o dei nodi, allora la risposta necessita di qualche spiegazione in più. L’argomento sarebbe lungo e complesso, per cui mi atterrò letteralmente alla domanda, rispondendo solo relativamente alla “piegatura dello stelo” (tralasciando l’allungamento, la curvatura e l’ispessimento nodali).

Da più parti (ivi compresi incartamenti di autorevoli gruppi di ricerca, quali il BLT) si ritiene che se il grano venisse appiattito per mezzo di forze meccaniche, le spighe si spezzerebbero anziché piegarsi. Il sol fatto che ciò non avvenga, imporrebbe di cercare altrove la causa di quest’appiattimento al suolo. Le piante esaminate raccolte in alcuni agroglifi – si dice – presenterebbero una piegatura (senza fratture) dello stelo alla base, laddove la spiga fuoriesce dal terreno.

Poi però correttamente, si aggiunge: questo particolare paramentro non è stato valutato scientificamente. Ed infatti è chiaro che se cerchiamo di coricare al suolo meccanicamente delle spighe, qualcuna è probabile che si spezzi. Chiunque però abbia potuto osservare delle spighe all’interno di un pittogramma, si sarà reso conto che queste non sono quasi mai tranciate o divelte dal suolo, bensì spezzate, tutt’alpiù, come si potrebbe tranciare una cannuccia piegata. E se il lavoro è fatto con accortezza molte spighe non si romperanno neppure “a cannuccia”, bensì si limiteranno a flettere, specialmente se la pianta è giovane e quindi ha una elasticità maggiore, grazie alla quale riesce ad assecondare la forza dall’alto che ne causa l’appiattimento.

È curioso comunque notare che sebbene la flessione basale dello stelo delle spighe venga promossa spesso a elemento cruciale nella determinazione della genuinità di un pittogramma, si eviti poi accuratamente e sistematicamente di mostrare fotografie di questa evidenza.

Nel mio libro sono viceversa mostrate delle spighe piegate alla base, all’interno di una formazione (senza pretese artistiche) realizzata a scopo sperimentale. Ove i risultati dell’esperimento suggeriscono che la tendenza delle spighe a piegarsi piuttosto che a spezzarsi può dipendere non solo dalla forza impressa, dal tipo di cereale e dal suo stadio di evoluzione o senescenza (altri elementi importanti di cui raramente si tiene conto), ma perfino dal tipo di terreno, e dalla disposizione delle spighe stesse, che verosimilmente sono più resistenti laddove la vegetazione e le radici sono più fitte e compresse.

In una parola, la piegatura dello stelo è al massimo un debole indizio sul quale dovrebbero concentrarsi successive sperimentazioni, non essendo ad oggi dimostrativo di alcunché.

Fine Parte Prima.

Il Libro "La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile".

Il Libro "La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile".

Articolo Riproducibile Previa Citazione della Fonte

By Creedence

La cura Simoncini: una bufala pericolosa

 EclisseForum.it è lieto di ospitare questo interessantissimo ed esaustivo articolo tratto dal blog MedBunker , che ci spiega chi è e cosa fa Tullio Simoncini, sedicente guaritore di tumori con il bicarbonato (sic).

Sappiamo che in giro ci sono persone pronte a speculare su qualunque cosa, ma niente rivaleggia in meschinità quanto un ciarlatano che sfrutta il dolore della gente per arricchirsi.

Purtroppo ogni giorno ci sono procacciatori senza scrupoli, che si muovono per la rete alimentando questa bufala, incuranti del fatto che invitare un malato di cancro a “curarsi” con il metodo Simoncini, equivale a condannarlo a morte. Speriamo che questo articolo possa in qualche modo evitare che altre persone cadano nelle maglie di questi venditori di fumo.

Ringraziamo l’autore del blog MedBunker per questo pezzo di ConoScienza Condivisa e per averci concesso il permesso di pubblicare questo articolo, che è tratto interamente da qui: http://medbunker.blogspot.com/p/la-cura-simoncini-non-cura-nessuno.html

Simplicio

l'ex medico Tullio Simoncini

 

Molti lettori mi hanno chiesto di creare un articolo riassuntivo sulle “cure” del guaritore Tullio Simoncini così da poterlo linkare quando serve e da poter raccogliere in un unico post tutte le informazioni raccolte finora.

Riassumo quindi qui tutte le analisi che ho fatto in questi mesi sulla sua bizzarra teoria. Questo post può servire da riferimento perchè raccoglie i principali dati che ho raccolto sulle idee del singolare guaritore romano. E’ necessariamente un articolo molto lungo in quanto raccoglie più di un anno di analisi, documentazione e studio sulle teorie dell’ex medico. Chiunque avesse particolari da aggiungere o correzioni da fare mi contatti.

Tullio Simoncini è un ex medico romano radiato dall’albo dei medici e condannato su denuncia di alcuni suoi ex pazienti per omicidio colposo (in un caso) e truffa (in due casi) in seguito alla morte di tre persone che si erano affidate a lui per curare la propria malattia tumorale. Nell’aprile del 2011 l’AGCM ha condannato il guaritore con una sanzione di 50.000 euro ed il divieto di proseguire la sua attività e di pubblicizzarla. Ha inoltre vietato la pubblicità in generale tramite internet del suo metodo. Nonostante la condanna e la radiazione, le sanzioni ed il divieto di proseguire con la sua attività Tullio Simoncini continua ad esercitarla e l’ha anzi estesa in tutto il mondo con l’aiuto di internet e di collaboratori che ne pubblicizzano le teorie. Una dichiarazione periodica di Simoncini è la sua partecipazione a congressi internazionali di medicina come acclamato relatore. In realtà i congressi descritti da Simoncini nel suo stesso sito, non sono congressi di medicina ma riunioni di guaritori, medici alternativi, ufologi ed operatori dell’occulto. In molti di questi casi il congresso era organizzato da centri estetici o come nel caso di un congresso americano su tecniche anti invecchiamento, da un’azienda (la Jade Energy) che produceva cosmetici e prodotti anticellulite. Un altro incontro francese era un convegno di medicina alternativa su  rimedi estetici ed “anti età” e vedeva Simoncini tra i partecipanti. Tullio Simoncini non ha MAI partecipato quale relatore ad un congresso di medicina ufficiale.

LA TEORIA

Simoncini ha teorizzato che la causa unica e necessaria di tutti i tumori (maligni e benigni) è la CANDIDA ALBICANS un fungo presente in tutti gli ambienti terrestri ed anche normalmente nel nostro organismo.

La candida sarebbe la causa anche di altre malattie quali il diabete, la psoriasi e la sclerosi multipla.

Il fungo si raccoglierebbe in colonie ed il tessuto sano lo “incisterebbe” formando delle masse. Queste formano il tumore (che quindi avrebbe una zona interna formata dal fungo ed una esterna dal tessuto di “reazione“) da qui il suo slogan “il cancro è un fungo”. La candida cioè, non sarebbe la causa del cancro ma il cancro stesso. Basterebbe però considerare che non tutti i tumori sono masse (la “massa” cancerosa è un’idea medievale o di chi non ha mai visto un tumore, un medico sa che un tumore non è necessariamente una “massa”) per chiudere ogni discussione.

Ma proseguiamo.

Le metastasi sarebbero colonie di funghi che si staccano dalla colonia principale per essere trasportate a distanza

L’ex medico però non spiega come possa fare una colonia di candida ad entrare in un vaso sanguigno per essere trasportata a distanza.

Le attuali conoscenze sulle neoplasie invece spiegano benissimo, anche se non completamente, quali sono i principali meccanismi di diffusione dei tumori.

L’ex medico dichiara di poter guarire con il bicarbonato circa il 90% dei malati (ha anche dichiarato di poter curare il 99% di malati non terminali) che ricorrono a lui. Solo i tumori alle ossa e quelli ematici risponderebbero male alla sua terapia. In diverse occasioni ha affermato di curare in un giorno o in pochi giorni al massimo, molti tumori maligni. Paragona l’azione del bicarbonato a quella dell'”acqua calda sul ghiaccio“.

Tullio Simoncini non è arrivato a questa conclusione per mezzo di studi o ricerche effettuate su campioni di tessuto o osservazioni statistiche ma ha tratto questa conclusione perchè a suo dire tutti i tumori sono bianchi come la candida. Questo è il primo e l’unico elemento che ha permesso all’ex medico romano di formulare la sua teoria. Simoncini ha dichiarato di non aver mai cercato la candida nei tumori e non ha mai pubblicato dati scientifici o statistici sui risultati ottenuti.

Che Simoncini non abbia mai cercato la candida nei tessuti tumorali non è probabilmente un caso: avrebbe altrimenti scoperto che questo fungo è a volte presente ma non sempre e soprattutto non frequentemente. Ce lo dicono le analisi degli anatomopatologi effettuate a milioni ogni giorno nel mondo ed anche degli studi scientifici come questo su più di 2000 autopsie nelle quali la candida era stata trovata nell’8,1% dei casi e questo con più di 8000 casi nei quali la candida era stata evidenziata (secondo l’anno in esame) dal 2,2 al 7,3% dei casi. La candida nei tumori solidi si riscontra soprattutto in quelli che hanno un collegamento con l’ambiente esterno (intestinali, genitali, orali). Questo perchè è normalmente presente nel nostro organismo ed approfitta (è un organismo saprofita) delle condizioni di “indebolimento” dei nostri tessuti (quali appunto i tumori o altre malattie). Confrontando i tumori solidi (quelli degli organi) con quelli liquidi (quelli del sangue) la presenza di candida è più frequente in quelli liquidi (come le leucemie) mentre nei tumori solidi è molto più rara (il 2% su 1170 autopsie). Tra le micosi di persone malati di tumore poi, nello stesso studio è più presente l’aspergillosi piuttosto della candidosi.
In teoria non è impossibile che questo fungo causi un tipo o qualche tipo di tumore (esiste un tumore del fegato causato dalla tossina di un fungo dei cereali) ma l’idea che un unico fungo, la candida, causi tutti i tumori (come se questi fossero un’unica entità) oltre che indimostrata è assolutamente improbabile.

Nessuno studio ha mai notato una presenza di candida che suggerisca l’ipotesi di Simoncini  in tessuti tumorali, personalmente non ho mai visto una colonia di candida che formasse una “massa” tumorale e nessun medico o chirurgo al mondo, oltre Simoncini, ha mai notato una cosa del genere. L’ex medico è sempre molto vago sugli argomenti che supporterebbero la sua teoria ed anche a domande precise (poste per esempio in occasione di incontri che pubblicizzano la sua “cura”) è molto evasivo e nega anche le evidenze che smentiscono le sue conclusioni.
Tra le affermazioni più singolari del guaritore vi è quella secondo cui il cancro sarebbe una malattia contagiosa (perchè la candida è contagiosa) e quindi farebbe bene vivere protetti dal bicarbonato. Un’ulteriore assurdità assolutamente campata in aria assieme a quella, molto più crudele, che vuole Simoncini contrario all’uso di morfina (è un potente analgesico) in caso di dolore neoplastico (che è uno dei dolori più intensi che si possono provare).

TUTTI I TUMORI SONO BIANCHIFALSO

A sentire questa affermazione sembra quasi che Simoncini non abbia mai visto un tumore dal vivo. Non è vero che tutti i tumori sono bianchi. Già il nesso tra il colore bianco e la candida è moltodebole. Non è certo il colore di un tessuto che ci fa scoprire la sua natura altrimenti le ossa o i denti dovrebbero essere composti da colonie di candida. Nel caso dei tumori esiste una spiegazione del loro eventuale (e frequente) colore chiaro. Nei tumori compaiono dei fenomeni di necrosi (morte cellulare) e di ischemia (mancato afflusso di sangue) e spesso la prima è conseguenza della seconda. Un altro fenomeno tipico dei tumori (anche di quelli benigni) è la “colliquazione“: una sorta di degenerazione liquida dovuta proprio ai fenomeni tipici sopra descritti, che rende praticamente liquide alcune zone del tumore. E’ possibile anche il fenomeno contrario, lacalcificazione. Il tumore cioè si “solidifica” in alcune zone diventando solido, “pietrificato“.
E’ vero quindi che molti tumori sono bianchi, per il tipo di cellule che li compongono o per uno di quei fenomeni descritti. Trovare un tumore bianco è perciò una possibilità spiegabile in tanti modi. In ogni caso l’asserzione che tutti i tumori siano bianchi oltre che poco corretta, non è vera, risparmiandovi le immagini più crude, ecco alcuni esempi:

Melanoma

Cisti endometriosica rotta che lascia intravedere il suo contenuto marrone-nero (è chiamata "cisti cioccolato" per questa sua caratteristica).

Ipertrofia congenita dell'epitelio pigmentoso della rètina (tumore oculare)

Sarcoma di Kaposi

Cancro del colon (area giallo-rosa in alto a sinistra)

Carcinoma squamocellulare

 

Basalioma

Secondo il guaritore, nessun medico e nessun anatomopatologo riesce a vedere la candida che forma il tumore in quanto svolge delle indagini superficiali, senza andare al centro della massa. Anche questa teoria è infondata. A parte l’esame visivo direttoche non evidenzia mai la presenza macroscopica (visibile ad occhio nudo) della candida, gli anatomopatologi esaminano ogni pezzo istologico (cioè il pezzo asportato in un intervento chirurgico) in profondità effettuando delle sezioni che poi analizzano al microscopio. Ogni pezzo operatorio quindi è (DEVE essere) analizzato a fondo o l’esame istologico oltre che scorretto non sarebbe esaustivo.

L’esame al microscopio dei tessuti che compongono un cancro evidenziano sempre e solo cellule neoplastiche e non sempre candida (che quando presente ha in ogni caso diversi motivi che ne spieghino e giustifichino la presenza).

Negli ultimi anni inoltre si è assistito ad una diminuzione delle infezioni da candida mentre le percentuali di persone che si ammalano di tumore è in aumento (per vari motivi): come spiega Simoncini tale incongruenza? Semplicemente non la spiega.

In alcuni tumori il contenuto della massa è addirittura visibile ad occhio nudo come ad esempio nelle cisti dermoidi che contengono strutture embrionarie come denti o capelli, dove sarebbe andata a finire la candida in questi casi?

 

Le cellule tumorali inoltre non sono cellule “normali” altrimenti un anatompatologo non potrebbe riconoscerle: hanno caratteristiche particolari, rispondono a stimoli e reazioni specifiche e presentano anche modificazioni della loro struttura non presenti nelle cellule normali. Ogni cellula cancerosa inoltre assume una colorazione particolare a contatto con alcune sostanze apposite, questo permette di distinguere una cellula tumorale da una normale ed una cellula tumorale di un tipo da quella di un altro tipo. Questo procedimento è utilizzato proprio negli esami istologici. La stessa cosa vale per la candida che ha un aspetto assolutamente caratteristico e riconoscibile e quando presente è facilmente visualizzabile (con un normale microscopio ottico).
Questa immagine mostra ad esempio delle colonie di candida albicans in mezzo ad altre cellule. Le cellule sono colorate di verde, la candida è rappresentata da quei filamenti (si chiamano “ife“) scuri indicati dalle frecce. Estremamente difficile per un anatomopatologo (ma anche per qualsiasi persona volesse provarci) non notarla:

 

 

In questa immagine invece una sezione di lingua di cavia colonizzata da candida, le “ife” si annidano tra le papille gustative (indicate dalle frecce, sono le “macchie più scure) in un ingrandimento di solo 100x:

 

 

Simoncini quindi sostiene che non solo la candida non sarebbe mai stata notata da milioni di anatomopatologi in tutto il mondo (ed in tutti questi anni) ma anche le foto e le immagini microscopiche dei tumori sarebbero finte perchè in nessuna di esse si nota questo fungo in maniera significativa.
L’unico al mondo che afferma l’esistenza della candida nei tumori è Tullio Simoncini, che, ironia della sorte, è anche quello che dice di non averla mai cercata. Raccogliere immagini di tumori che mostrano candida evidentemente gli risulta troppo complicato.

La teoria Simoncini quindi è palesemente sbagliata.

LA CURA E’ IL  BICARBONATOFALSO

La cura per tutti i tumori, sempre secondo l’ex medico romano, sarebbe il BICARBONATO DI SODIO, in alternativa, per i melanomi cutanei, la TINTURA DI IODIO. A questa conclusione l’ex medico sarebbe giunto osservando che il mughetto (infezione provocata dalla candida nel cavo orale) dei bambini viene facilmente risolto con applicazioni di bicarbonato. Simoncini non ha mai sperimentato scientificamente questa teoria. Non esistono studi scientifici che provano che il bicarbonato possa curare un tumore.

Seguendo il ragionamento di Simoncini basterebbe utilizzare potenti antimicotici invece del debole bicarbonato ma secondo l’ex medico gli antimicotici non avrebbero effetto.
L’uso del bicarbonato per la cura dei tumori maligni non è un’idea originale. Attualmente si utilizza questa sostanza per diminuire alcuni effetti collaterali della chemioterapia e sono stati effettuati numerosi tentativi per un utilizzo più diretto. Si è puntato sul fatto che per motivi metabolici le cellule neoplastiche proliferano in ambiente acido, utilizzando così una sostanza basica si poteva tentare di rendere l’ambiente sfavorevole alla crescita neoplastica. Si è provato di tutto (i farmaci “inibitori della pompa protronica, quelli utilizzati nell’ulcera  gastrica ad esempio ma anche uno stato provocato ma controllato di “alcalosi metabolica“, patologica in situazioni normali) con l’obiettivo di innalzare il pH del sangue (rendendolo ancora più basico di quanto sia nell’uomo in condizioni normali) anche il bicarbonato. I risultati sono stati molto discordanti: di fronte a diversi insuccessi (con addirittura un aumento della crescita tumorale) i successi sono stati minimi e spesso ricchi di effetti collaterali, in ogni caso non vi è mai stato nessun effetto diretto sul tumore maligno. Se qualche risultato sembra esserci è di potenziamento dell’azione dei chemioterapici. Vedremo gli studi più avanti. Da notare che Simoncini afferma che non vi è alcun ruolo del pH nella sua cura ma un effetto diretto (antimicotico, cioè che distruggerebbe le colonie di candida) della sostanza nelle masse tumorali.

In ogni caso affermare che il bicarbonato possa guarire tutti i tumori (o molti di essi) è, fino a prova contraria, assolutamente falso. Il bicarbonato viene usato addirittura per favorire la crescita di cellule tumorali in laboratorio come aggiunta nei terreni di coltura.

IL COMPLOTTO

Tullio Simoncini dichiara che la scienza conosce la correttezza della sua idea economicamente vantaggiosa ma non la applica per uncomplotto che punterebbe a non far perdere alle attuali cure il primato nelle vendite.  La teoria non sta in piedi: basterebbe ricordare il premio Nobel assegnato allo scopritore del batterio che causa l’ulcera gastrica (ed il cancro gastrico) che, andando contro tutte le conoscenze della sua epoca, con i fatti e gli studi ha dimostrato di avere ragione. Oltre a non aver mai provato questo presunto complotto (che risulta oltremodo stupido in quanto gli stessi “complottanti” preferirebbero morire di tumore piuttosto che salvare la gente e soprattutto tutti i medici del mondo si lascerebbero sfuggire l’occasione di annunciare finalmente la causa e la cura del cancro lasciandola alla mercè di un guaritore anonimo) Simoncini si contraddice ripetutamente. Afferma che la scienza non studia il ruolo del bicarbonato nei tumori e poi cita dei lavori scientifici a sostegno delle sue teorie. Afferma che la cura è alla portata di tutti, economica e semplice ma poi dichiara chenessuno è autorizzato ad effettuarla senza la sua supervisione. Dichiara che la sua cura è priva di rischi ma afferma che è necessario inserire dei cateteri direttamente nell’organo da colpire con il bicarbonato, cervello, seno e così via, procedura invasiva,rischiosa e da effettuare in ospedale.

Tullio Simoncini si descrive come un medico che ha abbandonato glorie e successi passati come oncologo per ritrovarsi boicottato ed escluso dalla comunità scientifica per le sue idee.

In realtà Tullio Simoncini (come si evince dal suo curriculum) non èmai stato assunto in un ospedale come oncologo ma lavorava come medico della commissione invalidi dell’INPS. Non certo una posizione da luminare dell’oncologia e forse proprio il suo fallimento professionale e successivamente economico lo ha portato sulla pericolosa strada dell’attività di guaritore.

Anche l’affermazione ricorrente che l’ex medico venga invitato in conferenze mediche in giro per il mondo è fuorviante. In realtà Simoncini partecipa solo ad incontri di medicina alternativa e confronti con profeti, ufologi, complottisti e simili che di scientifico non hanno assolutamente nulla.

Il libro venduto da Tullio Simoncini è edito dalla Lampis edizioniche ha in catalogo esclusivamente testi dedicati all’occultismo, allo spiritismo, ai guaritori filippini e l’ufologia. Recentemente Tullio Simoncini ha rilasciato un’intervista a Jaime Maussan, un ufologo che effettua riprese di cavalli volanti, astronavi aliene ed apparizioni mistiche. Non ci sono tracce di relazioni scientifiche serie o presentate in sedi adeguate. Un altro incontro si è svolto ad ottobre 2010 con David Icke, l’uomo che afferma che la razza umana sia un incrocio tra rettili ed uomini (detti rettiliani) e che questa “elite” ci governa.

In Italia Tullio Simoncini è stato pubblicizzato da Massimo Mazzucco (che è anche il suo referente e contatto americano), proprietario di un sito internet che tratta temi come i complotti planetari e che ha realizzato video ed articoli sulle medicine alternative, sugli attentati alle torri gemelle, sui cerchi nel grano, sulla conquista della Luna (che secondo lui sarebbe stata una finzione), sugli UFO. Mazzucco, avvertito delle manipolazioni delle testimonianze contenute nei video da lui realizzati sui casi di Simoncini non ha mai eliminato, modificato o corretto le parti dimostrate false.

GLI STUDI

 

L’uso del bicarbonato di sodio nei tumori è stato studiatoripetutamente negli anni. Si intendeva soprattutto sfruttare il suo debole potere alcalinizzante per sfavorire la crescita dei tumori ma i risultati non sono stati per nulla esaltanti. Per lo stesso principio si sperimentano anche alcuni farmaci “antiacido” (inibitori di pompa protronica).
Qualche risultato (come detto prima) lo si è avuto nel potenziamento dell’azione di alcuni chemioterapici. Oggi il bicarbonato è utilizzato per diminuire alcuni effetti collaterali della chemioterapia.

Esistono però studi che mostrano l’aumento della crescita di un tumore gastrico (in cavie) con una dieta a base di bicarbonato o che l’alcalinizzazione delle urine causa progressione del tumore vescicale. Il bicarbonato ha inoltre aumentato l’effetto carcinogenico (=che provoca tumori) di alcune sostanze come ipolifenoli e l’acido ascorbico o in associazione ad altre sostanzecausa crescita delle cellule tumorali.

Uno studio recente ha evidenziato che una dieta a base di bicarbonato di sodio (su cavie) ha mostrato di diminuire le dimensioni e la sopravvivenza di cellule metastatiche (in alcuni tumori) proprio agendo sul pH di (quindi non discute di candida o altre azioni del bicarbonato) ma non ha avuto nessun effetto sul tumore primario in nessun tipo di tumore. Lo stesso centro (è ilCancer Center di Tampa in Arizona) sta continuando lasperimentazione che è sovvenzionata dal National Cancer Institute. Come si vede l’uso del bicarbonato è provato e da enti ufficiali e pubblici. Anche chi conduce studi sul pH tumorale comunque, ha sottolineato che il bicarbonato non è in ogni caso da considerare un sostituto delle attuali terapie.
Lo studioso che ha effettuato questi esperimenti con il bicarbonato li ha ripetuti recentemente ed anche in queste nuove ricerche si è evidenziato che il trattamento delle cavie con il bicarbonato non ha fermato la crescita tumorale che si è mostrata uguale quando non superiore a quella che avviene senza alcun trattamento.

Crescita tumorale con i vari trattamenti dello studio (la linea blu mostra la crescita dei tumori in cavie trattate con bicarbonato di sodio). Il tumore (mammario) continua a crescere in maniera sovrapponibile (quando non maggiore) al "non trattamento" Da: Robey IF: Bicarbonate and dichloroacetate: Evaluating pH altering therapies in a mouse model for metastatic breast cancer.

 

Le evidenze sono quindi queste: il bicarbonato di sodio ad oggi non ha mai mostrato particolare attività antitumorale diretta. Evito di sottolineare i potenziali rischi della somministrazione di bicarbonato in individui con un organismo indebolito da una grave malattia, prima tra tutte l’alcalosi metabolica che è una tipicacomplicanza diretta delle iniezioni di bicarbonato. Proprio gli studi effettuati evidenziano che l’attività del bicarbonato è poco evidente di fronte ad un chiaro rischio di alcalosi metabolica. Nei topi da esperimento ad esempio la dose massima di bicarbonato somministrabile in sicurezza (oltre la quale si arrivava a procurare la letale alcalosi) riusciva a “saturare” una massa tumorale di soli 15 milligrammi.
Attualmente quindi l’uso del bicarbonato nella cura dei tumori è inutile e potenzialmente pericolosa.
Nessun altro medico al mondo e nessuno studioso è riuscito ad ottenere effetti antitumorali del bicarbonato in soggetti umani.

IL BREVETTO IMPOSSIBILE

Secondo Simoncini la sua idea sarebbe scomoda per le industrie farmaceutiche poichè il bicarbonato è una sostanza naturale e quindi non brevettabile, cosa che ridurrebbe drasticamente i guadagni delle aziende multinazionali.

E’ falso.

E’ vero infatti che non è brevettabile una sostanza esistente in natura ma lo è il suo “uso” particolare. Non si può brevettare il salice ma il suo uso come antifebbrile sì (vedi Aspirina), non si può brevettare il profumo di un fiore ma il suo uso come deodorante per ambienti sì.

Il bicarbonato come anticancro (se realmente funzionante) si potrebbe brevettare senza problemi. Proviamo ad immaginare i guadagni stratosferici dell’azienda che, brevettando la cura per il cancro, venderebbe miliardi e miliardi di confezioni di bicarbonato, anche ad un prezzo bassissimo.

Ulteriore prova della falsità di questa informazione è che vi sono anche dei farmaci chemioterapici che derivano direttamente dalla “natura”, come la Vinblastina e la Vincristina (dalla pervinca, un fiore) o il Taxolo che deriva dal tasso (un arbusto). Brevettati, venduti, usati, anche se “naturali”.

LE MANIPOLAZIONI SCIENTIFICHE

Spesso Tullio Simoncini per sostenere le sue teorie, cita degli studi scientifici che contengono i termini “candida e cancro“.

Andando a studiare questi studi però, si evidenzia una pesantemanipolazione delle conclusioni di Simoncini. In realtà gli studi che lui cita non gli danno ragione in nessun modo e spesso addirittura gli danno torto.

Questo lascia pensare a due possibilità: o Tullio Simoncini non ha nemmeno letto le ricerche che cita o ha falsamente riportato quegli studi come a suo favore nonostante sapesse che non lo fossero confidando nella disattenzione o nell’ignoranza del lettore. Sembra quasi che l’ex medico abbia inserito i termini cancro e candida in un motore di ricerca ed abbia premuto invio, copiandone i risultati. Quello che cita lui a favore della sua teoria infatti, non ha nulla a che vedere con essa e spesso afferma proprio il contrario di quello che vorrebbe il guaritore.

Un esempio grottesco è quello dello studio di Hopfer. Simoncini lo cita quando sostiene che la candida è presente nella maggioranzadei tumori, nel 79% dei casi addirittura.

Leggendo lo studio si capisce invece che la candida è presente nelmeno dell’1% dei casi: su 19457 prelievi di tessuti neoplastici, 193 tessuti (di 76 pazienti) presentavano funghi, il 79% dei quali era rappresentato da candida (il 79% dell’1% del totale).

Un altro studio citato da Simoncini (quello di Hughes) come prova di coesistenza di cancro e candida nel 91% dei casi non diceesattemente questo. Lo studio afferma che in 109 casi fatali di micosi da candida (non esiste solo la albicans infatti ma anche altre specie) il 91% era rappresentato da candida albicans (quindi la candida albicans era presente NON nel 91% dei malati di cancro ma nel 91% di chi era morto per candida di vario tipo). La stessa cosa succede in quasi tutti gli studi citati da Simoncini per dar credito alle proprie teorie, in alcuni casi Simoncini cita addirittura studi che non hanno nulla a che vedere sull’argomento candida/tumori comequello che analizza le colonie di candida che si formano nei cateteri vescicali utilizzati in ospedale. In realtà, come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, la presenza di candida nei tessuti cancerosi è possibile ma non frequente e la capacità di questo fungo di colonizzare tessuti con immunità compromessa (come quelli tumorali) spiega senza particolari complicazioni logiche la sua presenza in tessuti neoplastici. Simoncini, oltre alla letteratura citata ha manipolato pure le presunte testimonianze video, come vedremo successivamente e non ha effettuato l’operazione più semplice per verificare l’esattezza della sua teoria: esaminare dei pezzi anatomici (biopsie di tumori) alla ricerca della candida: perchè non lo ha mai fatto?

LE EVIDENZE

Come abbiamo visto non esistono prove o evidenze che la candida possa essere l’agente causale dei tumori. Eppure basterebbe da parte di Simoncini la preparazione di una statistica con dati nei quali si evidenzia la presenza di candida all’interno di tumori in maniera significativa. Simoncini non ha mai effettuato una cosa del genere. Non ha nemmeno mai spiegato perchè nessuno scienziato si sia mai accorto della presunta presenza di candida nelle sedi di un tumore. L’evidenza quindi gioca assolutamente a sfavore della teoria di Simoncini. Perchè per esempio in migliaia di laboratori nel mondo si coltivano cellule tumorali senza l’utilizzo di candida (che per Simoncini è necessaria)?
Non esiste nessuna evidenza di effetto benefico delle cure di Simoncini. Non vi sono dati scientifici nè statistici, non vi sonodocumentazioni, dati controllati, studi, catalogazioni disponibili. Non vi è nessuna pubblicazione scientifica da parte dell’ex medico romano. Non esiste nemmeno un dato esatto del numero dei pazienti trattati, non vi sono dati di follow up. Simoncini afferma di praticare da 25 anni questo tipo di cura, afferma di aver curato centinaia di pazienti in Italia e nel mondo. Ha pubblicato circa 35 casi su internet la maggioranza dei quali mostrano inesattezze, lacune, manipolazioni ed errori grossolani. Se in 25 anni fosse riuscito a “curare” 35 pazienti (su quanti trattati?) si potrebbe già parlare di “insuccesso” ma considerato che già i casi che ho analizzato io e rivelatisi falsi sono circa 20, vi sarebbe un tasso di successi praticamente nullo.

Anche le evidenze procurate da Simoncini quindi dimostrano l’assoluta inconsistenza delle sue idee.

Nè Simoncini nè i suo staff hanno mai confutato o smentito uno solo dei casi rivelatisi falsi alla mia analisi e che ancora sono annoverati come casi “risolti”. Nonostante ripetuti tentativi non ho mai ricevuto la completa documentazione relativa ad un solo caso di presunta guarigione tramite le cure di Simoncini.

LE TESTIMONIANZE

Esistono in rete diversi video e pagine internet che riporterebbero la testimonianza di varie persone che testimonierebbero una guarigione da un loro problema neoplastico da riferire alla cura di Simoncini.

In questi mesi ho studiato per quanto possibile queste testimonianze. Ho scartato quelle che non hanno nessuna documentazione per ovvi motivi.

Con i dati (quando disponibili) ho analizzato i casi, letto i referti, ascoltato le conclusioni e posso affermare che non vi è un solo caso tra quelli presentati in video o nelle pagine del sito di Simoncini che faccia sospettare un effetto positivo sull’andamento della malattia da parte del bicarbonato di sodio.

In particolare in alcuni video ed in alcune testimonianze presenti sul sito del guaritore romano, ho evidenziato numerose manipolazioni, omissioni, trasformazioni della storia clinica del paziente che fanno sospettare una malafede nella preparazione di queste testimonianze. Alcuni casi dimostrano che il bicarbonato non ha avuto nessun ruolo nella guarigione del paziente, dai referti e dai documenti emergono particolari che parlano di precedenti interventi chirurgici o completa rimozione del tumore e così via. Il bicarbonato è stato fatto alla fine delle cure tradizionali e Simoncini gli ha dato un ruolo che in realtà non ha. I casi giudicati falsi sono quelli dove la storia del paziente è stata totalmente stravolta o manipolata: non c’era più o non c’era mai stato un tumore, i referti parlano di malattie non tumorali, sono state scambiate TAC o lastre o referti istologici o i pazienti erano già guariti prima di sottoporsi alle cure di Simoncini, dei veri e propri falsi costruiti ad arte (da Simoncini o da chi ne ha realizzato i video, questo non posso dirlo).

Ho analizzato questi casi:

Come si può vedere nei casi analizzati, non si tratta di complicate sottigliezze mediche o risultati dubbiosi, si tratta di vere e proprie falsificazioni, sostituzioni di lastre, referti, piccole furberie video, addirittura immagini modificate con programmi di ritocco immagine, tutti in pratica infantili trucchi da baraccone. Quest’uomo, definito “genio incompreso” o “luminare”, non solo propone una teoria errata (e non la dimostra) ma utilizza banali artifici utili a spiazzare chi non comprende le immagini di una TAC, i termini medici o i referti. Il “trucco” dell’immagine TAC sostituitanel caso del tumore epatico ad esempio, è utilizzato anche in un altro caso, quello di un tumore cerebrale. Per mostrare il “miglioramento” delle lesioni, Simoncini utilizza un’immagine TACdiversa da quella iniziale. In pratica mostra la TAC cerebrale ad un livello differente da quello dove si vedevano le lesioni cerebrali in modo da farle apparire diminuite. E’ facilmente intuibile guardando le strutture che si vedono nella presunta immagine del miglioramento, sono diverse (poichè appartengono ad una sezione diversa) da quelle dell’immagine di partenza (anche questo caso quindi è falso).
Stesso trucco in un altro caso falso, quello del “cancro cervicale“: qui addirittura basta guardare le strutture ossee visibili nelle due lastre TAC per capire che si tratta di livelli differenti.

 

Nella prima sono evidenti le ossa del bacino (sono quelle strutture bianche in basso) nella seconda non si vedono più e sono visibili le cosiddette “ali ischiatiche“, strutture molto più in alto rispetto alle prime.

 

In questo modo il presunto tumore “sembra” più piccolo o migliorato, quando in realtà è soltanto visualizzato in una zona differente (più alta). Per capire ancora meglio il trucco posso utilizzare l’esempio fatto in altre occasioni. Se taglio un limone a metà vedo i semi. Se lo taglio più in alto, otterrò una sezione nella quale i semi non si vedranno. Questo non vuol dire che quel limone non ha semi ma che semplicemente bisognava tagliarlo nella zona adatta. Questo è quello che ha fatto Simoncini con le TAC mostrate nei casi descritti.
In un altro caso Simoncini utilizza un banale fotomontaggio (con un programma di grafica sostituisce la parte della lastra che dovrebbe mostrare la zona con il tumore):

 

Lastra "prima della cura", con il tumore.

Lastra "dopo la cura" senza tumore. La parte destra della lastra è identica a quella "prima della cura", fenomeno impossibile fisicamente e tecnicamente, è un fotomontaggio

In un altro caso recente si lascia passare l’idea che una donna sia guarita da un tumore grazie alle cure di Simoncini. Lo dice lei stessa nel suo sito. La donna che si dichiara “documentarista di miracoli” e che realizza film di guarigioni miracolose, appare nell’ennesima testimonianza video nella quale non si hanno tracce di referti, cartelle, documenti o dati di fatto relativi al presunto tumore che l’avrebbe colpita. Dopo la lunga intervista si assiste ad un intervento chirurgico di rimozione del tumore e l’unico intervento del bicarbonato consisterebbe (è quello che si vede nel video) in un lavaggio del campo operatorio alla fine dell’operazione. Non si capisce quindi cosa vorrebbe dire la donna quando afferma che:

Quando ho scoperto la cura del cancro con il bicarbonato di soda del dottor Simoncini, sono passata a questo ed ho curato il mio cancro in poche settimane

Eppure nel video si mostra un’intervento chirurgico che asporta il presunto tumore. Mi pare perciò che si vada oltre ogni minima forma di credibilità.


Impressionante quindi come l’ex medico utilizzi scadenti trucchi da illusionista pur di mostrare dei dati falsi.
E’ questo il livello e la credibilità delle “decine di testimonianze di guarigione” che i sostenitori di Simoncini riferiscono in difesa del loro guru.

Sono stati analizzati altri casi di Simoncini, presenti sul suo sito o presentati da siti che lo sostengono, ma la maggiorparte non offrono spunti particolari o hanno documenti illeggibili e non chiari o non presentano nulla su cui basare un’analisi minima. Inutile “discutere” casi che non offrono un minimo di documentazione (piuttosto bisognerebbe chiedersi perchè non la offrano) come nel caso di un Adenocarcinoma intestinale curato con bicarbonato:NESSUNA EVIDENZA DI EFFETTO. E’ mostrata una colonscopia ma non sono dimostrati i tempi di intervento e non vi sono documenti che corredano la testimonianza, nemmeno un referto della colonscopia o un esame istologico. E’ impossibile stabilire l’esatta sequenza dei fatti. Non esistono altri documenti che attestino un miglioramento delle condizioni del paziente del quale non si conoscono nemmeno quelle iniziali. Nella maggioranza dei casi le “testimonianze” riguardanti cure di Simoncini sono del tutto prive di documentazione minima o di elementi che possano far giudicare obiettivamente i fatti.

In alcuni casi l’unica “prova” di guarigione è la testimonianza del paziente  o un’affermazione di Simoncini non supportata da referti nè da altri documenti. Un esempio può essere questo caso di “carcinoma uterino” che sarebbe migliorato con le “cure” di Simoncini. Nelle pagine del sito si mostrano documenti che nulla hanno a che vedere con una presunta guarigione o con un miglioramento. C’è una pagina copiata (non una scannerizzazione) della dimissione della paziente, c’è una scheda di dimissione dove è scritto che si dimette una paziente con tumore uterino e la copia di esami del sangue (emocromo ed elettroliti) che nulla hanno a che vedere con il tumore in oggetto. Il presunto miglioramento è poi dichiarato da Simoncini alla fine della pagina senza alcun documento in supporto dell’affermazione. E’ chiaro che sulla base di questa documentazione, non è possibile esprimere un giudizio, anzi, sarebbe possibile chiedersi il perchè Simoncini non riporta la documentazione necessaria. La nasconde? L’ha dimenticata? Non sa come si prepara un caso clinico?E’ da sottolineare a questo proposito, una “singolare coincidenza“: prima dell’esistenza di questo blog, tutti i casi di Simoncini presentavano referti e documenti, seppur manipolati, ma almeno forniti per un’analisi. Da quando ho deciso di studiare i casi di presunta guarigione, le testimonianze si sono limitate a video senza il supporto di alcun documento, referto, esame. Quando richiesti, questi documenti sono stati riferiti come “smarriti”, “introvabili” o in preparazione. Curioso come lo “scopritore della causa e della cura di tutti i cancri” sia ridotto a falsificare i centinaia di casi di guarigione dovuti alla sua cura. Il sospetto di un grande bluff è immediato.
Simoncini mantiene ancora nel suo sito e riporta nei suoi video i casi che io ho analizzato.

Non c’è nessuna evidenza che i testimoni che compaiono nei video di Simoncini siano “attori” o fingano di essere stati malati, con tutta probabilità si tratta di ulteriori vittime inconsapevoli del guaritore. Qualcuno comunque ha fiutato il trucco (a caro prezzo) ed appaiono sempre più testimonianze che divulgano i veri scopi del guaritore, come quella di Rosa Garçia Miranda (originale in spagnolo, tradotto in italiano):

Il Dr. Tullio mente quando dice di curare il cancro anche nei malati terminali. Mio marito ha fatto un ciclo di trattamento, gli disse che era guarito e un mese dopo era pieno di metastasi. Le parole esatte del Dott. Tullio furono: “questo tipo di tumore è troppo avanzato per il mio trattamento”, è l’unica cosa che ha detto. Si tratta di un dottore freddo e con scarsa sensibilità nel trattare i pazienti. Sono molto arrabbiata e ferita per non aver ricevuto una parola di gentilezza da parte sua. Dr. Tullio lei è un arrogante ed anche se elimina le mie opinioni e la mia esperienza non si possono mai cancellare verità grandi come questa. Avete abbandonato un paziente che si fidava di voi fino alla morte stessa. Resterà per sempre nella sua coscienza…

o come quella della sorella di una donna ammalata di cancro (che si firma Char):

(traduzione)

Mia sorella ha il cancro e la nostra esperienza con il dottor Simoncini (se è un medico) è stata orribile. Ha preso i soldi, non le ha mostrato assolutamente come effettuare il trattamento, non vi è alcuna traccia della sua presenza in ospedale ed ha chiesto che il trasferimento di denaro per la sua prestazione sarebbe dovuto avvenire tramite una donazione a suo favore. Non sarebbe nemmeno venuto quando gli ho chiesto di venire a controllarla quando stava molto male…poi ha dimenticato l’ultimo appuntamento, abbiamo dovuto chiamarlo […] sta morendo perché ha sprecato tempo prezioso…ci ha mentito più volte…il mio suggerimento sarebbe quello di informarsi prima di provare il suo trattamento…

Ho contattato personalmente individui che in diverse occasioni annunciavano di essere guariti da tumori grazie alle cure di Simoncini: alla mia richiesta di documentazione si sono sempre rifiutati, con varie motivazioni, di inviarmela.

UNA CURA ECONOMICA E SENZA PERICOLI?

Le “cure” di Tullio Simoncini NON SONO GRATUITE, nonostante il guaritore sottolinei l’economicità della sua “cura”, esistono testimonianze di persone che hanno pagato migliaia di euro per sottoporsi ad una terapia con bicarbonato, con vari escamotages, queste cure alla fine costano tantissimo a chi le intraprende. L’ex dottor Simoncini non può effettuare visite mediche ma lo fa lo stesso. Nelle sue “visite” si fa pagare attorno ai 150 euro per il solo consulto, per eventuali “prestazioni” sono richieste cifre astronomiche che lui giustifica con spese di clinica e strumentazione. Aprirà a dicembre una sorta di clinica che applica le cure di Simoncini in Giappone (autorizzata dallo stesso guaritore romano) che per un trattamento standard di due iniezioni di bicarbonato chiede quasi 40.000 euro. Un semplice consulto via mail costa attorno ai 2000 euro.
Davvero singolare l’affermazione che il bicarbonato in vendita nei negozi non sarebbe efficace come quello venduto dal centro giapponese dell’ex medico che propone prodotti a base di bicarbonato tra i quali un dentifricio per “proteggersi” dal cancro.Esistono altresì diverse testimonianze di persone che si sono affidate alle cure con il bicarbonato e sono decedute. Oltre alle tre coinvolte nel processo all’ex medico si conoscono casi in varie parti del mondo. Chi non c’è più non può raccontare la propria storia, ma chi resta può dirci cosa è successo, alcune testimonianze, che naturalmente Simoncini non riporterà mai, ci raccontano storie drammatiche:Anonimo statunitense con glioblastoma che ha pagato 28000 euro per la sua cura con bicarbonato. E’ morto durante la cura Simoncini.Silvia. Donna olandese di 58 anni, ha pagato 18000 euro per curare per sua precisa volontà con il bicarbonato il suo tumore mammario, è morta dopo aver ricevuto decine di iniezioni di bicarbonato sul seno.Marjolein Bouwman: olandese, 25 anni. Tumore ovarico. Si fida di Simoncini e si sottopone alle sue cure. Dichiarata guarita dall’ex medico, diventa una sua fervente sostenitrice, partecipando anche a trasmissioni TV. Il tumore invece avanza. La donna si accorge di essere stata truffata e tenta di raccontare la sua storia pubblicamente per mettere in guardia altri da questa cura truffa ma il tumore la uccide pochi mesi dopo.Aysha: italiana, colpita da una recidiva di tumore mammario, si affida alle cure di Tullio Simoncini tramite i consigli di un forum italiano scovato su internet, incontra Simoncini che le arriva a consigliare anche bagni termali per curare il suo cancro. Quando la situazione diventa irreversibile, Simoncini ed i suoi sostenitori del forum abbandonano in maniera cinica la povera ragazza al suo destino negandole anche un semplice aiuto morale. Tullio Simoncini le aveva proposto ricoveri a pagamento per interventi sul tumore. La donna, madre di una bambina, è deceduta.Beth: Donna americana colpita da tumore mammario, si affida a vari “naturopati” ed a Simoncini che la sottopone alla sua cura. Il tumore naturalmente progredisce e non mostra nessuna regressione; il guaritore a quel punto le consiglia l’intervento chirurgico che avviene in un ospedale a Milano, in Italia. Nonostante il fallimento della cura di Simoncini ed il ricorso alla medicina, la donna continua ad essere una sua sostenitrice, fino ad oggi.Per pagare le sue cure è stata lanciata una raccolta fondi su internet che fino ad adesso ha raggiunto quota 28.000 dollari.Anonimo: Francia. Una testimonianza terribile da un pronto soccorso francese. Una persona, con tumore vescicale ha sempre rifiutato le cure tradizionali per sottoporsi da solo alla cura di Simoncini. Si autosomministra bicarbonato di sodio tramite un catetere. All’arrivo al pronto soccorso le condizioni dell’uomo sonodisperate, ha bisogno pure di diversi cicli di dialisi in quanto il suo rene è ormai in una situazione disastrosa, invaso dal tumore.

Robert Fyvie: scozzese affetto da tumore intestinale, operato, dopo 4 anni presenta una recidiva al fegato. Raccolte con l’aiuto della famiglia e dei concittadini 10.000 sterline (circa 12.000 euro) si reca a Roma per sottoporsi alle cure di Simoncini. Muore dopo pochi giorni dall’intervento. Ancora oggi la moglie si dice grata a Simoncini per tutto l’aiuto ricevuto.

Massimo Civetta: romano, nel 2002 a 34 anni fu “curato” da Simoncini con un’iniezione intraperitoneale di bicarbonato che causò la lacerazione di parte dell’intestino. Morì il giorno dopo per emorragia interna. Questo caso diede inizio al processo che terminò con la condanna per omicidio colposo dell’ex medico romano. Simoncini chiese un compenso di 400 euro per effettuare l’iniezione.

Maria Grazia Canegratideceduta a marzo 2002 dopo inutili tentativi di cura con il bicarbonato di sodio.Grazia Cicciari, di Milazzo, novembre 2002, Simoncini ricevette il figlio di questa donna e dopo pagamento la sottopose inutilmente alle cure con il bicarbonato. La donna morì per tumore polmonare. Per questo caso Simoncini fu condannato per truffa aggravata.

Brian Haw: affetto da una forma terminale di tumore polmonare, segue i consigli di David Icke, “guru” complottista che sostiene le cure di Simoncini e raccoglie fondi con beneficienza. Si reca in Germania per sottoporsi a flebo di bicarbonato e vitamina C.Muore dopo pochi mesi.

Gina Calmute: americana, si reca a Roma da Simoncini. Diventa quindi una sostenitrice della cura al bicarbonato apparendo in trasmissioni televisive come “testimonial”. Particolarmente significativa la sua testimonianza alla TV del febbraio 2009: “Tutto quello che diceva Simoncini mi sembrava sensato, l’ho chiamato una cinquantina di volte e quando l’ho rintracciato gli ho detto “devi vedermi, verrò fino a Roma. Ho fatto la sua cura ed ora mi sento sempre meglio“. Muore alla fine dello stesso anno.
Questi sono solo i casi noti alla cronaca.
Simoncini insiste sul fatto che la sua cura non sia per nulla pericolosa e non abbia effetti collaterali. Curioso però come nel sito della sua clinica giapponese sottolinei che se la terapia non è somministrata dai “suoi” collaboratori, il bicarbonato può diventare molto pericoloso.
In realtà in piccole dosi il bicarbonato di sodio non crea particolari pericoli. A dosi elevate i pericoli invece esistono soprattutto in organismi indeboliti dalla malattia o con problemi secondari (per esempio renali) che possono rendere addirittura letale, l’uso di bicarbonato di sodio.

Ho ricevuto diverse testimonianze (sei che si sono identificate personalmente, dodici che non mi hanno comunicato i loro dati reali) in privato di insuccessi della cura Simoncini che non pubblico perchè non autorizzato. In alcuni di questi casi è descritto un rapido decadimento delle condizioni generali di salute (che a volte ha richiesto il ricovero d’urgenza) subito dopo alcune flebo di bicarbonato. Simoncini, avvertito delle complicazioni ha “evitato” ogni ulteriore contatto con il paziente abbandonandolo al proprio destino.Tutta questa serie di casi, unita al fatto che Simoncini garantisce successi ed efficacia, dimostra inoltre che questa persona effettua una sperimentazione di una terapia senza fondamenti (la sua) su cavie umane non informate correttamente. E si fa pure pagare. Le manipolazioni della letteratura scientifica e dei casi presentati in video inoltre dimostra la malafede e la disonestà intellettuale di questo personaggio.Del guaritore romano si sono occupati raccontandone le imprese anche mezzi di comunicazione italiani come il programma televisivoStriscia la Notizia e Mi Manda Raitre (con la testimonianza del figlio di una delle donne morte dopo il trattamento Simoncini), giornali come il Corriere della Sera e La Stampa, una tv olandeseche ha raccontato il caso drammatico di Sylvia ed anche lo spagnoloEl Mundo che definisce Simoncini “uno di quei ciarlatani che di tanto in tanto saltano fuori con una sciocchezza incredibile in cerca di fama“.

CONCLUSIONI

Per tutto questo posso concludere che:
La teoria di Simoncini non ha nessuna validità scientifica, medica o pratica.
La “cura” di Simoncini non ha mai guarito nessuno dei casi da lui pubblicizzati.
La “cura” di Simoncini non è mai stata dimostrata.Non sono noti casi di guarigione o miglioramento da malattie grazie alle cure di Simoncini.

Sono evidenti manipolazioni delle testimonianze dei presunti casi risolti da Simoncini

Ogni pratica medica, prima di essere definita efficace deve passare per una serie di studi, esperimenti e verifiche. Può accadere che ciò che sembra efficace in vitro (in provetta) non lo sia negli animali o ciò che pare efficace negli animali poi non ottiene gli stessi risultati nell’uomo. Per questo sono necessari degli studi non solo di efficacia ma anche di sicurezza. Una pratica come quella di Simoncini, attualmente, non ha nulla di scientifico, non è mai stata provata e può distogliere i malati da cure serie ed efficaci.

Nota bene: Tullio Simoncini non è un medico ma un guaritore.

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Attenzione: esiste una fitta rete di procacciatori d’affari per l’ex medico romano, costoro si camuffano da benefattori presentandosi in siti, forum e social network (Facebook ad esempio) interpretando la parte di coloro che vogliono divulgare disinteressatamente una grande scoperta, lanciano invece un’esca crudele, fanno i finti pazienti, si presentano come disinteressati appassionati, sono invece solo un tramite tra la vittima ed il guaritore, cercano semplicemente clienti.
Non fatevi convincere, sanno usare le parole adatte, sono lì per quello. Il trucco più utilizzato è quello di partecipare a discussioni su Simoncini affermando che questo o l’altro loro parente è guarito da un tumore grazie al bicarbonato con tutte le prove (che io ho chiesto e non mi hanno mai fornito) ed aspettano contatti per poi dare i recapiti (con finto disinteresse) del guaritore romano. Si lanciano in feroci attacchi contro la medicina (come se demolire la medicina e la scienza dimostrasse qualcosa a vantaggio di Simoncini).
Esiste la libertà di scegliere cosa utilizzare per problemi della propria salute. Si possono scegliere i metodi della medicina, altri metodi non riconosciuti e persino nulla. L’importante è essere coscienti, informati e convinti. Farsi convincere nonostante gli avvertimenti poi è da ingenui. Se esistesse un solo caso di malato di tumore guarito dalla cura di Tullio Simoncini, sono ancora qui ad aspettarne la testimonianza.
State in guardia.

Coloro che possono farvi credere alle assurdità, possono farvi commettere cose atroci
Voltaire