Il mio primo telescopio: parte V – Accessori

Il Mio Primo Telescopio

Leggi la parte prima: Il Presupposto

Leggi la parte seconda: La Montatura

Leggi la parte Terza: Motorizzazioni

Leggi la parte Quarta: Ottiche

Avete letto le precedenti parti? Avete approfondito tramite i numerosi documenti online tutto quanto accennato fin’ora?

Bene, è arrivato il momento di valutare quanti accessori vengono forniti con l’acquisto del primo telescopio.

Direi che in prima analisi si renda necessario stabilire quali sono gli accessori piu “sensibili”, che possono aiutare ad optare per un prodotto o meno. Prima di addentrarci però in questo semplice articoletto, ritengo obbligatorio stabilire che quanto viene esposto qua deve essere un “corollario” delle valutazioni che avete fatto fin’ora; nel senso che è abbastanza scontato che se dovete scegliere tra un telescopio iper accessoriato ma qualitativamente scadente e un telescopio non molto accessoriato ma con ottiche eccezzionali, è abbastanza banale optare per la seconda configurazione.

Dunque, gli accessori importanti che possono aiutarci a prendere una scelta sono grosso modo due:

1) la disponibilità di raccordi fotografici al focheggiatore

2) la disponibilità del tanto utile cannocchiale polare

Raccordi Fotografici

Per quel che riguarda la disponibilità di raccordi fotografici, è bene capire al momento dell’acquisto se il telescopio viene fornito con filettature adatte all’utilizzo fotografico. Normalmente si intendono due tipi di fotografia:

1) In parallelo:  questa prevede il montaggio della macchina fotografica sugli anelli di tenuta del telescopio. In pratica, il telescopio fa solo da “supporto” alla macchina fotografica, la quale scatta foto con il proprio obbiettivo e in maniera totalmente indipendente. Il vantaggio di questo tipo di fotografia risiede nella possibilità di sfruttare il movimento della montatura motorizzata e quindi scattare foto con pose piu lunghe (fino a diverse decine di secondi o qualche minuto se l’allineamento polare è corretto). E’ utile ad esempio qualora si voglia fare una splendida foto alla via lattea o per fotografare oggetti del cielo particolarmente estesi, come la nebulosa nord-america o alcuni frammenti di via lattea in cui sono presenti oggetti interessanti (come le nebulose oscure). Ovviamente, sarà poi possibile aumentare la performance fotografica inserendo obbiettivi dedicati ma questo entra poi in discorsi fotografici piu complessi. Questo tipo di predisposizione consiste in una semplice “vite” posta sopra ad uno dei due anelli di tenuta e su cui va avvitata la macchina fotografica come in foto (credits: astrotrezzi.it ):

parallelo

2) al fuoco diretto:  in questo caso, invece, si intende la disponibilità di un raccordo a vite posto sul focheggiatore con una filettatura apposita. Normalmente si trova con il nome di “filettato 42mm” o piu comodamente “filetto T2”. La foto si scatta posizionando la macchina reflex direttamente sul focheggiatore, mediante un anello T2 a baionetta che va a “sostituire” l’obbiettivo. L’anello ovviamente deve essere acquistato a parte in un negozio specifico e non viene mai fornito col telescopio in quanto ogni reflex monta una baionetta propria. Una volta acquistato l’anello, si toglie l’obbiettivo dalla macchina reflex, si applica l’anello a baionetta. Questo anello termina con una filettatura T2 e questo quindi va avvitato al raccordo T2 presente nel focheggiatore. Tutto l’insieme permette quindi di “assegnare” al telescopio il ruolo di obbiettivo della fotocamera, e quindi gli ingrandimenti e le caratteristiche dell’obbiettivo sono quelle del vostro telescopio (apertura, focale e rapporto f/ ). Un esempio, nella foto seguente (credits: astrotrezzi.it)

fuoco_diretto

Inutile dire che il mondo fotografico è ampissimo, e ci sono un sacco di altre tecniche da valutare (ad esempio proiezione dell’oculare) ma non è il caso di anticipare altre tecniche: diciamo che nelle condizioni di vendita di un telescopio entry level, quando si legge “adatto all’astrofotografia”, bene o male sono presenti queste due predisposizioni: fuoco diretto (filettatura T2 al focheggiatore) e in parallelo (raccordo fotografico nell’anello di supporto del telescopio)

 

Il Cannocchiale Polare

Se state preferendo l’acquisto di una montatura equatoriale, è molto plausibile che tra gli accessori inseriti nelle condizioni di vendita, troviate il cannocchiale polare.

Il cannocchiale polare è un vero e proprio cannocchiale (monoculare) che si inserisce all’interno della montatura in un apposito foro che la attraversa completamente. Il cannocchiale polare va puntato sempre verso Nord, ovviamente verso la stella polare.

E’ importante che sia presente perchè grazie a questo si può migliorare di molto l’allineamento della montatura alla stella polare e quindi garantirsi un inseguimento efficace senza operare elaborate regolazioni. Sia chiaro che l’allineamento polare, facendo parte delle procedure di stazionamento di una montatura, rappresenta forse la parte piu importante di una serata di visualizzazione, specie se poi si vogliono scattare foto. Vi sono diversi tipi di allineamento possibili, alcuni si possono ottenere anche senza cannocchiale e forse sono anche piu precisi (ad esempio il complicato metodo “Bigourdan”) ma debbo ammettere che di primo acchito un buon cannocchiale polare permette una prossimità di allineamento accettabile e semplifica di molto il lavoro.

Quindi, siate molto felici se nel telescopio con montatura equatoriale che state acquistando è presente questo tipo di accessorio perchè quando lo saprete usare riuscirete a stazionare la vostra montatura in breve tempo e con sufficiente allineamento alla stella polare.

L’utilizzo è molto semplice, e farà parte di un articolo apposito quando parleremo di stazionamento della montatura. Intanto è giusto sapere innanzitutto come si prenseta il cannocchiale polare (credits image: AstroAlex – astrofoto.altervista.org):

montatura6

Come vedete da voi, è un cannocchiale con alcuni riferimenti:

1) Big Dipper – sarebbe il grande carro

2) CAssiopea – sarebbe la costellazione di cassiopea

3) Polaris: è quel circolino all’interno del crocicchio.

Si utilizza cosi: si osserva a che punto si trova il grande carro nel cielo (fingiamo che si trovi nei pressi dell’orizzonte), e si osserva la corrispondenza con cassiopea. E’ necessario posizionare il “big dipper” esattamente come lo vedete nel cielo, nello stesso modo.

FAtto questo e verificata la corrispondenza piu o meno esatta tra le posizioni delle due costellazioni nel cielo e nel cannocchiale, dovreste spostare i registri della montatura fino a “inserire” la stella polare all’interno del circolino nel crocicchio. In questo modo avrete fatto un allineamento polare e siete pronti per inseguire gli oggetti.

Ora…racconterò le mie debàcle in tal senso, perchè ho cominciato senza avere una guida di riferimento e mi sono incartocciato spesso con questo benedetto allineamento..ma ad oggi posso dire che è molto semplice da effettuare e fornisce risultati di tutto rispetto.

Concludo questa serie di articoli con un piccolo sunto:

1) verificate che montatura vi viene offerta

2) verificate che ottica viene fornita di serie

3) considerate o meglio preferite montature che abbiano già una motorizzazione

4) valutate la presenza di cannocchiale polare e di eventuali raccordi fotografici.

A breve posterò come “appendice” a questo lavoro, la recensione del mio telescopio e le “oscure avventure” che mi ha regalato (nel bene e nel male)

Buon acquisto.

 

 

Saturno in primo piano

Saturno e i suoi anelli in tutto il loro splendore: questo straordinario ritratto è frutto di un collage di 12 immagini realizzate nelle frequenzze del rosso, del verde e del blu dalle fotocamere della sonda Cassini, assemblate poi digitalmente da Gordan Ugarkovic.
Le geometrie dell’immagine non sono perfettamente fedeli alla realtà a causa di alcune aberrazioni ottiche delle lenti utilizzate.
Partita 16 anni fa, il 15 ottobre del 1997, la missione Cassini-Huygens nasce dagli sforzi congiunti della NASA, dell’ESO e dell’Agenzia Spaziale Italiana. La sonda è una vera ultramaratoneta del cosmo: dal momento del lancio ha infatti percorso più di 4 miliardi di km.

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Fonte: FOCUS.IT

Il mio primo telescopio: parte IV – Le Ottiche

Il Mio Primo Telescopio

Leggi la parte prima: Il Presupposto

Leggi la parte seconda: La Montatura

Leggi la parte Terza: Motorizzazioni

Dopo aver capito cosa osservare con un telescopio ed aver approfondito un pò la conoscenza superficiale di montature e motorizzazioni, veniamo ad un discorso ben piu complesso, le ottiche. Per scarsa preparazione e per incompletezza di informazione, consiglio di leggere in maniera superficiale ciò che sto dicendo e di affidarsi piuttosto all’ampia documentazione che si trova online o, meglio ancora, affidarsi ad un gruppo astrofili.

Nonostante questo, è mio desiderio parlare di questo aspetto in quanto di primaria importanza per la scelta del proprio primo strumento.

Punto subito al dunque: nell’ambito dei telescopi ci sono tantissime configurazioni e innumerevoli “schemi ottici”. Pensate che solo nella configurazione “telescopio riflettore” sono presenti almeno sei tipi di schemi ottici diversi e con sistemi di correzione delle immagini diversi e con performance diverse:  Newton, Cassegrain, Maksutov, Schmidt etc. e via discorrendo.E’ mia intenzione trattarne solo due, che sono quelli piu in voga nell’immaginario collettivo di ogni Astrofilo Neofita. I due schemi ottici di cui parlerò sono

1) Telescopio Riflettore Newtoniano

2) Telescopio Rifrattore.

Le differenze tra i due telescopi sono sostanziali, sia in termini di ottiche che di risultati visivi.I valori piu sensibili di cui tenere conto durante la scelta sono

a) Diametro di Apertura

b) Lunghezza Focale

c) Rapporto Focale

RIFRATTORE

Vediamo prima il funzionamento di un telescopio Rifrattore, questo è lo schema di base:

rifratt

..l’oggetto si presenta grosso modo come in questa immagine:

7b12fac96d41bb75c8988969aa736556_bigDiciamo che questo rappresenta nell’idea comune “il telescopio”.

Come vediamo dallo schema presentato sopra, la luce entra all’interno del tubo attraversando delle lenti poste come “obiettivo”, un pò come gli obbiettivi delle macchine fotografiche per intenderci. Una volta che la luce è passata attraverso queste lenti (che possono essere piu di una, anzi…SONO piu di una Smile), viene scomposta (o rifratta) e ricomposta in un punto fino a raggiungere il focheggiatore posto in fondo allo strumento ed attraverso delle manopole che ne allungano o diminuiscono l’escursione permettono di regolarne la messa a fuoco.

I “pro” di questo tipo di ottica sono

– Ampi dettagli sugli oggetti (ad esempio sui pianeti)

– Immagini piu luminose e contrastate.

Essendo un sistema “a lenti” è però soggetto ad un effetto chiamato “aberrazione cromatica”. Cioè, ha la tendenza a mostrare caratteristiche di luce non corrette nel momento in cui avviene la ricomposizione dell’immagine. Per evitare questo problema, si è reso quindi necessario elaborare delle lenti in modo migliore, con tecniche e materiali nuove e calcolandone il posizionamento perfetto all’interno del gruppo “obbiettivo”. I telescopi rifrattori quindi traggono una parte del nome da questo tipo di correzione, diventando “apocromatici”, “semi-apocromatici” o “acromatico”.

Va da se quindi che i contro sono

– Maggior spesa rispetto ad un riflettore newtoniano, a parità di prestazione.

– Maggior delicatezza nell’uso (se ti cade son dolori)

Quindi se la vostra idea è quella di comprare un telescopio rifrattore con 3/400 euro compreso di motorini, montatura etc.etc, va da se che il rischio di trovare ottiche non corrette è abbastanza alto. Purtroppo, da quel poco che so, per acquistare un rifrattore buono bisogna affrontare un investimento che ritengo eccessivo per un neofita che nemmeno sa quanto utilizzerà il telescopio. Ovviamente esistono le eccezioni e su questo dobbiamo sempre essere chiari.

Non posso comunque non citare alcuni rifrattori a 89 euro o a 130 euro spedizione inclusa…e li cito in silenzio. Undecided

Altra musica invece se si parla di rifrattori “fatti a dovere”, non posso negare che siano quelli che forniscono maggiori dettagli e in un certo senso preferibili al newtoniano in ambiti fotografici (si parla di cifre oltre i 3.000 euro…)

RIFLETTORE NEWTONIANO

Il telescopio Riflettore Newtoniano presenta invece un’ottica completamente diversa:

5Newton..mentre questa è l’immagine del telescopio per come comunemente si presenta:

 

newton

Come si intuisce dallo schema dell’ottica, la luce entra, arriva in fondo al tubo dove vi è posto uno specchio primario generalmente quasi parabolico (non una lente, ndr!) viene riflessa (riflettore!!) e convogliata verso un altro specchio (secondario) il quale ha il compito di raccogliere il cuneo di luce in arrivo dal primario e convogliarla verso il focheggiatore.

Questa configurazione è tra quelle piu utilizzate, trovando forte consenso nel mercato che ne ha fatto diminuire sensibilmente i costi. Inoltre è un pò meno “delicato” rispetto ad un rifrattore, anche meno pesante e questo lo rende facilmente trasportabile.

I pro sono:

1) facilità di impiego e collimazione

2) vasta gamma di possibilità e configurazioni

3) rapporto qualità/prezzo spesso vincente soprattutto sulle fasce economiche

4) adatto a oggetti del profondo cielo

I contro sono:

1) minor definizione e minor contrasto rispetto ad un rifrattore, perde molto sul planetario

2) può mostrare un’ombreggiatura al centro dell’immagine dovuta alla presenza dello specchio secondario (ahimè)

3) a lungo andare può rendersi necessario rialluminare gli specchi.

Nonostante questo, ritengo a livello personale che il telescopio newtoniano rappresenti per chi inizia un ottimo punto di partenza, risultando valido per effettuare la visualizzazione della maggior parte degli oggetti nonchè tentare i primi approcci fotografici con una spesa contenuta. Io ho scelto questo.

DIAMETRI, FOCALI, RAPPORTI

Da bravo neofita, mi rivolgo ai neofiti…quando si viene a contatto per le prime volte con questo affascinante mondo, si viene letteralmente investiti da una serie di parametri che sembra non voler dire molto..apertura, diametri, capacità di raccogliere luce, luminosità e chi piu ne ha piu ne metta. Essendo neofiti, non penso sia il caso di affondare la propria intenzione nella ricerca della prestazione tout court…però possiamo buttare uno sguardo ad alcuni parametri fondamentali che possono darci l’idea di ciò che stiamo comprando.

Primo aspetto da non sottovalutare è che il telescopio funziona finchè raccoglie luce. Piu luce raccoglie e maggiore sarà la luminosità e la possibilità di ottenere alcuni dettagli. Questi valori si misurano con tre parametri fondamentali che sono: diametro dell’apertura, lunghezza focale, rapporto focale.

Il diametro d’apertura è molto semplice da individuare. Si misura in millimetri (mm) e varia normalmente dai  70mm ai 300/400 mm. Va da se che un 150mm raccoglie meno luce di un 200mm, ma contestualmente ne raccoglie molta di piu di un 130mm o di un 114mm.

Per dare un’idea dell’importanza di questo valore, si tenga presente che se confrontiamo un telescopio con apertura da 150mm con uno di apertura 200mm, abbiamo 5 centimetri in piu di apertura. Questi cinque centimetri sembrerebbero una banalità trascurabile..niente di piu sbagliato. Pensate ad un disco. Se lo ingrandite di 5 cinque centrimetri, la superficie di materiale che dovrete integrare è notevole. Quindi anche se un’apertura di 5 centimetri in piu può sembrarvi una bazzecola, non lo è: anzi.

Abbiamo poi la lunghezza focale: questa è la misurazione del percorso che la luce deve compiere all’interno del tubo. L’aumentare o il diminuire di questo parametro favorisce o meno la possibilità di dettaglio del telescopio. Ad esempio, un telescopio come il mio ha una focale da 750mm e con questa focale riesco a scorgere come dettaglio di riferimento lo “spazio nero” che c’è tra Saturno e i suoi anelli. Un telescopio con una focale minore, probabilmente non riesce ad arrivare a questa definizione. Mentre un telescopio con una focale maggiore (ad esempio 1000mm) permetterebbe di osservare dettagli maggiori del pianeta. Bisogna considerare che una focale piu lunga aumenta anche “le dimensioni” dell’oggetto, quindi in certi ammassi stellari o con oggetti di grandi dimensioni (come andromeda) può rivelarsi controproducente perchè si rischia di non poterli gustare nella loro interezza. Diversamente, una focale corta ha come “contro” il fatto di non poter scorgere dettagli degli oggetti piu piccoli e lontani. Anche qua..questione di compromessi.

Infine abbiamo il rapporto focale, e sarebbe quel numero che c’è dopo il valore “f/” che si trova in tutte le schede tecniche dei telescopi. AQuesto da un’indicazione di luminosità e si calcola dividendo il diametro dell’apertura/lunghezza focale. A valori di F piu alti corrisponde minor luminosità.

Esempio: Un telescopio 150mm di apertura con focale da 750mm ha un rapporto focale pari a : 750/150=5 quindi F/5

Da qui possiamo fare alcuni esempi di circostanza..se io avessi lo stesso telescopio con una focale piu lunga, scende la luminosità ma aumenta il dettaglio. (1000/150 = F/6.6). Quindi è vero che avrei piu dettaglio, ma avrei anche minor luminosità. Viceversa, se io accorciassi la lunghezza focale del telescopio a 500, avrei: 500/150=F/3.3. Quindi maggior luminosità ma minor possiblità di scorgere dettagli.

Di seguito alcune configurazioni standard:

Telescopio 150/750 = F/5

Telescopio 200/1000 = F/5

Telescopio 200/1200 = F/6

etc.etc.etc.

Per concludere, considerate che la focale insieme al diametro saranno poi importanti per quel che riguarda l’aspetto “peso”, quindi è necessario cercare un buon compromesso tra montatura e ottiche.

Il Fuocheggiatore

Infine, non si può non parlare del fuocheggiatore. Il focheggiatore è quel dispositivo che può essere posizionato in fondo al tubo ottico (nel caso di telescopi rifrattori o alcuni riflettori) oppure a qualche decina di centimetri dall’apertura anteriore (newtoniano)

E’ un dispositivo creato piu o meno in questo modo:

Skywatcher_Fuocheggiatore_Crayford_per Newton_400x400

e solitamente attraverso delle viti è fissato al tubo ottico.

Il fuocheggitore è quell’elemento verso cui converge tutta la luce del telescopio e permette attraverso il movimento delle rotelle poste alla base, di allungare o accorciare il punto di messa a fuoco in modo da ottenere immagini nitide. Nel fuocheggiatore devono poi essere inseriti gli oculari che sono gruppetti di lenti che forniscono gli ingrandimenti necessari per la visualizzazione degli oggetti. Gli oculari, a loro volta, sono intercambiabili..se avrete intenzione di passare molto tempo a godervi la semplice visualizzazione astronomica, conviene mettere da parte qualche centinaio di euro per acquistarne diversi e farsi una riserva ben fornita. Quello che deve essere chiaro però è che maggiori saranno le performance degli oculari e piu precisione servirà al fuocheggiatore in quanto spesso il punto di messa a fuoco “verte” nello spazio di pochi millimetri.

Purtroppo, essendo Astrofili Neofiti non abbiamo possibilità di scegliere in maniera precisa il tipo di focheggiatore fornito nel nostro tubo ottico. Va detto però che spesso nei telescopi di fascia economica molto bassa, questo rappresenta un limite non indifferente. Purtroppo nella maggior parte dei casi è opportuno convivere con quello fornito e magari prendere in considerazione una sostituzione futura con focheggiatori piu performanti, ma senz’ombra di dubbio per iniziare è sufficiente quello montato di serie. I difetti piu comuni di cui soffrono i  fuocheggiatori economici sono relativi alla precisione e al carico sopportato. Diciamo che se l’obbiettivo è quello di fare semplice visualizzazione, difficilmente potreste incappare nell’esigenza assoluta di dover cambiare il fuocheggiatore. Mentre, qualora abbiate voglia di scattare foto, è probabile che nasca l’esigenza di aver maggior precisione e quindi dotarvi di un fuocheggiatore piu performante.

 

Prossimo articolo, conclusivo di questa parte, parleremo di alcuni accessori dopodichè per capire meglio una piccola recensione del mio strumento. Buone valutazioni e cieli sereni a tutti.

 

 

 

Impossibile trovare vita su Marte: una scusa o un problema serio? (da Astronomia.com)

Interessante punto di vista di Stefano Simoni (Astronomia.com) in tema di Marte e vita.

Buona lettura

FONTE: LINK

Un recente articolo scientifico dice testualmente che nel suolo di Marte è stato trovato un composto chimico che interferisce con i test svolti da Curiosity per la ricerca dei mattoni base della vita biologica. In parole povere, un composto che “distrugge” eventuali composti organici, molto complessi, del carbonio.

Marte

Perfino i sali perclorati si coalizzano per vietarci la scoperta della vita sul pianeta rosso. I marziani ne sanno una più del diavolo! Fonte della foto: Michael Rosskothen / Fotolia.

La scoperta è avvenuta intorno a Rocknest, la duna di sabbia  nel cratere Gale. Il maligno composto si chiama perclorato. Esso ha la pessima abitudine di reagire con i composti organici. Vediamo più attentamente quello che succede. Il sistema SAM (Sample Analysis on Mars) analizza il suolo all’interno di uno strumento che contiene uno spettrometro di massa. Il materiale viene “spezzato” nei suoi elementi chimici e si determinano le loro abbondanze. Purtroppo, qualsiasi sale perclorato contenuto nel campione si decompone quando la temperatura sale sopra i 200 gradi e rilascia ossigeno puro. Le molecole organiche esposte all’ossigeno si trasformano in CO2 e la loro struttura originaria viene distrutta. Solo molecole profondamente “incastrate” in materiali molto resistenti al calore possono sopravvivere. Insomma, il sistema di rivelazione, in presenza di sali perclorati, distrugge proprio ciò che vorrebbe rivelare. Una bella sfortuna, anche perché sembra che i sali perclorati siano un po’ dappertutto sul pianeta rosso.

Ora, io mi domando: “Possibile che non fosse stata prevista o rivelata la presenza di questo composto chimico? Non è certo la prima volta che si analizza il suolo marziano”.

I ricercatori concludono dicendo che Curiosity avrebbe un altro sistema (mai usato finora) per cercare le molecole organiche, senza subire l’attacco deleterio del perclorato, ma esso utilizza liquidi ed è molto più complicato. Inoltre, abbisogna di ulteriori test che si spera di poter compiere nel prossimo futuro. “Magari nella prossima missione”, aggiungo io…

Che dirvi, cari amici, tutto ciò mi sembra un poco strano. Non vorrei che fosse una scusa per spiegare come mai non si sia trovato niente finora e, nel contempo, far continuare a sperare nelle future missioni.

Quando ci sono tanti soldi in ballo, tutto è possibile, anche manipolare “lievemente” la scienza. Il riscaldamento globale insegna…

Comunque, spero proprio tanto di sbagliarmi!

Purtroppo, per scaricare il lavoro originario, bisogna avere un permesso speciale che viene dato solo a giornalisti e a istituzioni ufficiali. Pazienza.

Ironia Meteorologica

 

Martedì, 6 Novembre 2013

In ufficio…fresco si, non freddo ancora, nonostante siamo a novembre e ci avviamo verso un autunno inoltrato. Uno sguardo al cielo mattutino..nuvole. Eh..che rottura, sempre ste nuvole. Certo, la stagione suggerisce una certa statistica infausta per gli astrofili, ma il bel tempo è sempre in agguato. Inoltre il cielo cambia quasi tutte le sere, quindi ogni momento è sempre buono.

Interessante la vita di un astrofilo neofita…c’è tutto il panorama del catalogo Messier e una parte di oggetti NGC da poter visualizzare e fotografare, quindi ogni giorno è buono. E perchè mai perdersi un giorno di sereno? Non si può…quindi..occhi al cielo, sempre!

H.14.30: sul monitor del mio pc, fa capolino un piccolo raggio di sole. Un pò timido a dire il vero, ma quanto basta per solleticare un’idea…uno sguardo alle previsioni meteo su internet. Internet…ellapeppa…tre siti, tre situazioni diverse: piove, piove un pò, anzi no c’è il sole, anzi no c’è nebbia. Ma dico io, che ci stanno a fare 1000 siti meteo se ognuno dà una propria previsione? Meteo personalizzato…”che tempo farà? Beh…quello che piu ti interessa…”. Amen.

H.17.30: cala il sole..si scorge Venere, luminosa, scintillante…perfetta. Uno sguardo allo zenith e direi che ci siamo…fanno capolino le prime stelline, a nord sereno, a est sereno a sud sereno. Un nuovo sguardo a internet per capire il meteo della serata: tra tutti i siti proposti scelgo quello che dice “sereno” Big Smile As usual.

 

H.18.20: Uno sguardo alle condizioni della luna: luna al 5%, fuori continua il sereno. Serata propizia!! Me lo sento addosso…è ora di organizzarsi, di scegliere gli oggetti per una serata in terrazza. Why not?  Via..comincia la ricerca…avanti con Stellarium e Cartes dou Ciel. Pezzo di carta e penna…si va verso Est, dove l’inquinamento luminoso della mia città è meno presente perchè c’è il mare…Ic348 in Perseo, M1 tra Auriga e Toro, M36, M38 in auriga..Quattro oggetti, sono sufficienti. Telefonata a casa, dall’ufficio: “Cara? Si…ecco stasera..si…esatto..è sereno…”. Lei ormai lo sa..se c’è sereno non c’è marito. O meglio, c’è ma è in mansarda e ogni tanto una tazza di the la condividiamo guardando le stelle. Romanticismi noiosi a parte, frega niente…voglio fotografare!

 

H.19.20: Si cena. Con la finestra al fianco…osservazione del meteo: sereno. Uno sguardo al pad, che riporta aggiornamenti meteo….sereno. E’ la mia serata, ci siamo…da parecchi giorni ci sono le nuvole, stasera è limpido.

H.20.00: via..si monta. Stacco il telescopio dal supporto della montatura e lo appoggio fuori, per far acclimatare le ottiche. Nel frattempo, porto la montatura fuori. “E’ la mia serata!”…Messa in bolla..un pò tiro su qua..un pò tiro su la..perfetto. La bolla è in centro..ora allineamento polare. Vediamo un pò, il carro non si vede perchè è sotto gli alberi che ho di fronte, quindi posizioniamoci considerando CAssiopea..Eccola li, un pò di registrazioni e la stellina tanto amata e tanto odiata è in centro, nel suo crocicchio. Bisogna sbrigarsi…Rimonto il telescopio sopra la montatura, monto tutti gli accessori come mi è stato insegnato: bilanciamento del tutto, sposto un pò i pesi verso il fondo della barra di supporto e inizio a bilanciare..tende un pò verso l’alto, ma considerando che devo vedere a Est non mi da problemi.

H.20.30: smonto buona parte degli accessori per effettuare il puntamento. Accendo il portatile, e comincio a fare un pò di star hopping per trovare il mio oggetto. Voglio cominciare con IC348, so che non è facile, è la prima volta che provo questo oggetto e quindi un pò di tempo per trovarlo mi ci vuole. Fortunatamente ho un cielo che è una meraviglia. Posiziono il telescopio, stringo le frizioni, accendo i motorini di inseguimento. Ottimo, ci siamo!! Monto il cercatore guida, collego la camera di guida, cerco di ottenere una buona messa a fuoco. Dopodichè collego l’anello T2 della canon e metto il blocco sul focheggiatore: messa a fuoco della macchina. Perfetta.

H.20.45: tutto è pronto. Avvio PHD, collego la porta ST4 alla camera di guida e inizio a calibrare l’inseguimento. Nel frattempo, mentre si calibra, attivo il software Canon per lo scatto remoto da Pc, creo le cartelle dove dovranno essere salvate le foto in automatico. Intanto inizia l’autoguida

H.21.00 Non sto guardando il cielo da quaranta minuti. Sguardo sul monitor (eh si, a fare foto si perde un pò di poesia..ma fregauncà!), primo scatto..mmm..non sono centratissimo, ma si vede un gruppetto di stelle. Aumento iso, e voglio spingere le pose…tre minuti. Scatto…tre minuti dopo, ecco la prima foto, non è bellissima. “Polverosa”…umidità? Riprovo…

BLINK….(?)

BLINK..(?)

..che diamine è? Eh..brutto suono..è l’allarme di PHD, il software di guida…quando c’è qualcosa che non gli torna, si lamenta. E quando si lamenta troppo, arrivano le foto mosse. Ma per due BLINK ancora non mi spavento, ho un piccolo difetto di montatura e ogni tanto sforza un pò…di solito, dopo un paio di blink smette…

BLINK (eh ma allora è un vizio!!)

BLINK (eccavolo!!!)

Arriva la foto..mossa…e intanto BLINK…BLINK..BLINK…

Con tutti sti BLINK i casi sono due: o sono stato puntato da un Mig Russo e mi sta tirando un missile aria aria, oppure il sistema non sta seguendo. Essendo in un periodo di pace, intuisco che c’è qualcosa che non va. Metto in primo piano il software di guida, che continua a fare “BLINK BLINK BLINK” ( eccheddiamine..e sta zitto!! )…ma…nel monitor non compaiono piu stelle guida. Due secondi per capire…alzo lo sguardo verso il cielo.

NUVOLE. Furious

Ma non poche eh…In pratica tutto il cielo è completamente coperto, rimane solo un pò aperto verso est nei pressi di ciò che volevo fotografare, ma comunque visione annebbiata. Nuvole, ovunque. AAAAAARGH!!!! Ahh!

Ora, non per dire….ma era sereno cribbio!!! Una piccola raccomandazione con il signore che ha il terzo occhio che sta al piano di sopra, con il quale ho un rapporto fantasioso di rispetto reciproco, ma senza esagerare. Un paio di pensieri penso gli facciano capire che non ha fatto una cosa gradita, insomma..ci sono rimasto male. Non si fa cosi..non si illude la gente…e piano piano, con una certa tristezza, scollego l’autoguida. Almeno non continua a lamentarsi con BLINK BLINK BLINK che mi ricorda tanto l’elettrocardiogramma di un morto.

La serata è andata…smonto tutto, riporto tutto in casa finisco alle 22.00, mentre chiudo la portafinestra del terrazzo do un nuovo sguardo in alto.. il cielo è completamente oscurato. mavaffa…

L’Epilogo

H.23.00: un’ora dopo, in pigiama sul letto…mia moglie a stendere i panni in terrazzo…“Hai visto quante stelle? Perchè non sei rimasto di fuori?”

….What?!

Il Gruppo Astrofili Vega

Luglio 2013.

Telefono.

“tuuu…..tuuuu…”

“Pronto?”

“Si buongiorno, sono un astrofilo neofita di rimini. Ho trovato il suo numero su internet sotto consiglio di un signore proprietario di un terreno a Sogliano al Rubicone. Mi ha detto che lei fa parte del Gruppo Astrofili Soglianesi – Vega, e siccome sono in procinto di fare una delle prime uscite in solitaria con il mio telescopio e vorrei recarmi in alta montagna, vorrei chiederle:  Che lei sappia, corro il rischio di incontrare cinghiali?

Ommioddio…l’ho chiesto? si…l’ho chiesto..ok, capisco..non si possono fare telefonate del genere e probabilmente ve la state ridendo, ma uno dei motivi che mi ha spinto a contattare il gruppo astrofili è stato il “pericolo cinghiale”. Perchè sapete…il dubbio di trovarsi da solo, in alta montagna nella totale oscurità correndo il rischio di trovarsi un bel cinghialone alle spalle con sicuro spirito di vendetta per i suoi simili impiattati con ottimo ragù,  mi ha fatto spesso desistere dall’affrontare da solo un certo tipo di uscite. Ma interessante fu la risposta:

Beh, solitamente non capita. I cinghiali sono spesso spaventati e non ho mai avuto incontri ravvicinati nonostante io sia andato spesso da solo in montagna per fare foto al cielo. Normalmente è tutto tranquillo, è per questo motivo che  porto sempre con me un fucile. “

Gli animalisti non me ne vogliano.

E’ cominciato cosi il mio vero rapporto con l’astrofilia. Grazie a un cinghiale ipotetico. Anche dal punto di vista personale capisco che è abbastanza imbarazzante e ben poco romantico affermare che le porte per lo studio e lo sviluppo della passione astronomica mi siano state aperte da un cinghiale. Soprattutto se penso che so..a Galileo con il suo cannocchiale o agli spensierati pensatori romantici moderni che trovano nel cielo un ponte di contatto con l’affascinante mondo dell’infanzia. Nel mio caso, posso dire che se sono venuto a contatto con questo formidabile mondo, lo devo (anche) ad un..cinghiale. Bah…sarà per il fatto che noi romagnoli amiamo tanto questi animali a 4 zampe, soprattutto quando prendono la fisionomia cilindrica tipica dell’insaccato, ma debbo dire che è il tutto ha assunto forme fantozziane non di poco conto. Sealed

Mettiamo da parte lo scherzo…La narrazione di queste esperienze servono per far comprendere come nel mio percorso di astrofilo neofita vi siano due situazioni ben definite: il “prima di aver incontrato gli astrofili dell’associazione Vega” e il “dopo aver incontrato gli astrofli del gruppo Vega”. In un certo senso, venire a contatto con queste persone ha rappresentato il mio “anno zero”, la svolta.

Vedete, quando si affrontano i primi rudimenti di questa incredibile passione, le domande che girano per la testa sono davvero tante. Nel mio piccolo, piu e piu volte ho tentato di risolvere alcuni dubbi affidandomi a forum di settore e il piu delle volte non ho compreso bene le risposte. Altre volte ancora non sono proprio arrivate e i post giacciono nel silenzio. In parte è comprensibile, perchè normalmente chi ha già avuto a che fare con determinate difficoltà raramente ha tempo di spiegare da zero come sono state risolte. Se poi ci mettiamo che spesso gli astrofili hanno anni di esperienza alle spalle e che certe casistiche le hanno vissute innumerevoli volte ecco che spunta una sorta di “dogma della conoscenza”, ove le domande vengono vissute banalmente e si relega la spiegazione dell’ovvio ad atti di schernimento a volte deludenti.

E cosi, grazie al mio timore verso i cinghiali, avvenne il primo incontro con tre dei membri di questo gruppo astrofili. Ci si incontrò alle 17.30, era l’inizio di agosto e mi apprestavo al mio primo vero star party.

Yes, We Can

Quello che piu  mi ha colpito quando sono venuto a contatto con queste persone è stata la naturale predisposizione ad avvalorare lo strumento che posseggo. Chi l’avrebbe mai detto che un “telescopietto” come il mio avrebbe potuto fotografare il cielo? Mi ricordo ancora il primo incontro, mi son trovato in perfetta sintonia con Roberto, Costantino e Filippo che mi hanno aiutato sin da subito a focalizzare concetti basilari. In poco tempo sono riuscito ad imparare un allineamento corretto della mia montatura con innumerevoli suggerimenti sia per quanto concerne il bilanciamento che lo stazionamento.
Altro aspetto che mi ha conquistato letteralmente è stata la competenza e l’umiltà di tutti, in grado di valutare correttamente ogni pregio e difetto di ciò che avevo a disposizione, aiutandomi a fare “di necessità virtù”, ed aprendomi delle possibilità che prima ritenevo vietate.

Per non parlare poi delle numerose uscite con loro che da Agosto ad oggi sono entrate a far parte del mio “diario di bordo”, chilometri e chilometri di chiacchierate, consigli, pareri. E al ritorno, dopo le notti di osservazione, parlare di focali e tabelline per tenersi svegli, per non cedere al sonno. E ogni volta capire qualcosa in piu, fare un passettino piu in la e riorganizzare la propria conoscenza.

Quindi, da astrofilo neofita, ciò che posso affermare in totale certezza è che ci sono incontri che ti cambiano la prospettiva con cui consideri le tue potenzialità: e quando ti ritrovi ad aver a che fare con persone che sono felici di poter scambiare pareri e consigli anche con chi non ha una conoscenza sufficiente della materia, il tutto assume un significato propedeutico di primaria importanza.

Per questo esorto tutti gli astrofili neofiti che mi stanno seguendo a coltivare i rapporti con astrofili esperti, con una raccomandazione: sceglieteli. E se capitate in emilia-romagna, sappiate che dalle parti di Sogliano sul Rubicone c’è un gruppo di persone che, senza bandiere e stendardi altisonanti e lontano dal frastuono dell’ego, è in grado di rendere naturale l’approccio ad uno dei misteri piu entusiasmanti che l’uomo conosca: il cielo

Grazie Ragazzi!

 ..e lasciarsi trasportare verso le stelle…

Condivsione!

 

Star Party

 

Gruppo Astrofili VEGA – Sogliano

Il Cielo del mese di Novembre – Astronomia.com

Prelevo e ripubblico questo articolo da Astronomia.com, per chi volesse programmarsi delle uscite astronomiche. Cool

 

Sole

Sole
Si trova nella costellazione della Bilancia fino al giorno 23, quando entra nello Scorpione.

  • 1 novembre: sorge alle 06:43, tramonta alle 17:04
  • 15 novembre: sorge alle 07:00, tramonta alle 16:49
  • 30 novembre: sorge alle 07:17, tramonta alle 16:40
  • effemeridi complete

la durata del giorno diminuisce di circa un’ora dall’inizio del mese.

3 novembre: ECLISSI TOTALE DI SOLE IN AFRICA E OCEANO ATLANTICO
Si tratta di una eclisse ibrida: inizia come anulare nell’oceano Atlantico occidentale e diventa totale nell’Atlantico centrale. Purtroppo la geometria dell’evento non favorisce molto l’Italia ed in particolare solo la parte meridionale della penisola potrà godere di uno spettacolo parziale. Tutti i dettagli nell’articolo di Pierluigi Panunzi

Luna

Luna
Il giorno 6 alle ore 09:40 la Luna raggiunge il perigeo (365.361 Km di distanza), mentre il giorno 22 alle ore 09:34 si troverà nel punto più lontano dalla Terra nel corso della sua orbita, l’apogeo (405.446 km).

  • Luna Nuova il 3 (ore 12:52)
  • Primo Quarto il 10 (ore 05:59)
  • Luna Piena il 17 (ore 15:18)
  • Ultimo Quarto il 25 (ore 19:30)

sorgere e tramontare:

  • 1 novembre: sorge alle 04:16, tramonta alle 15:48
  • 15 novembre: tramonta alle 04:37 , sorge alle 15:38
  • 30 novembre: sorge alle 04:07, tramonta alle 14:54
  • effemeridi complete

Come ruota la Luna? – di Vincenzo Zappalà

Posizione dei pianeti

Mercurio

Mercurio

Mercurio

Il pianeta inizia il mese in congiunzione con il Sole, pertanto per alcuni giorni è inosservabile. Mercurio tuttavia si allontana velocemente dal Sole avviandosi verso il proprio periodo di miglior visibilità nel cielo del mattino. La massima elongazione (con distanza angolare di 19° 29’ dal Sole) viene raggiunta il 18 novembre. Quel giorno Mercurio sorge 1 ora e 43 minuti prima del Sole. A fine mese questo intervallo di tempo si riduce a poco più di un’ora.

ATTENZIONE: se si usa uno strumento ottico per osservare il pianeta, NON inquadrare MAI il Sole se non si è dotati di apposito filtro. Ciò comporterebbe danni irreparabili alla vista! [Per saperne di più]

Venere

Venere

Venere

Il pianeta più luminoso raggiunge le migliori condizioni di osservabilità serale per l’anno in corso. Il 1° novembre si trova alla massima elongazione dal Sole (alla distanza angolare di 47° 04’). La data non coincide però con il giorno in cui si verifica il massimo ritardo nell’orario del tramonto del pianeta rispetto al Sole, prolungando così il tempo a disposizione per osservarlo ad occidente nelle prime ore della sera. Questo si verifica a fine mese, quando Venere, la sera del 30 novembre, tramonta 2 ore e 51 minuti dopo il Sole. Venere lascia la costellazione dell’Ofiuco e dal 2 novembre lo osserviamo nel Sagittario, dove rimane per tutto il resto del mese. [Per saperne di più]

Marte

Marte

Marte

Prosegue il trend degli ultimi mesi. Gradualmente Marte continua ad anticipare il proprio sorgere, ma il tempo utile per osservarlo cresce lentamente e anche a fine mese lo possiamo riconoscere sull’orizzonte a Est solo intorno alle 2 del mattino. Nelle ultime ore della notte lo si può osservare man mano più alto in cielo in direzione Sud-Est. Marte attraversa la parte finale della costellazione del Leone e il 25 novembre entra nella Vergine. [Per saperne di più]

Giove

Giove

Giove

Con il progressivo anticipo dell’orario in cui sorge Giove, alla fine del mese si giunge ad una sorta di staffetta tra i due pianeti più luminosi. Pochi minuti dopo il tramonto di Venere, Giove sorge ad oriente, sostituendosi al primo nel ruolo di astro più luminoso della volta celeste. E’ quindi possibile osservare Giove per gran parte della notte, inizialmente ad Est, poi culminanate a Sud nelle ultime ore della notte. Il 7 novembre Giove inverte la direzione e inizia a spostarsi di moto retrogrado nella costellazione dei Gemelli, dove rimane per tutto il mese.

Sempre degni di nota i 4 satelliti galileiani (Io, Europa, Ganimede e Callisto), che si mostrano come piccoli puntini bianchi che danzano da un lato all’altro del pianeta sulla linea dell’equatore creando spettacolari configurazioni. [Per saperne di più]

Saturno

Saturno

Saturno

Il 6 novembre si trova in congiunzione con il Sole, pertanto per alcune settimane è del tutto inosservabile. A fine mese ricompare molto basso sull’orizzonte orientale, dove torna ad essere visibile poco prima del sorgere del Sole, vicino a Mercurio, con cui si trova in congiunzione il giorno 26. Saturno si trova ancora nella costellazione della Bilancia. [Per saperne di più]

Urano

Urano

Urano

Dopo l’opposizione del mese scorso, le condizioni di osservabilità del pianeta sono ancora molto favorevoli. Nel corso delle prime ore della notte lo si può individuare mentre culmina alla massima altezza in direzione Sud. In seguito lo si può seguire mentre si abbassa gradualmente verso Sud-Ovest. La luminosità di Urano è al limite della visibilità occhio nudo e per poterlo osservare è necessario l’uso di un telescopio. Il pianeta rimane ancora nella costellazione dai Pesci. [Per saperne di più]

Nettuno

Nettuno

Nettuno

Le ore a disposizione per tentarne l’osservazione si riducono progressivamente. Nella prima parte della notte lo si può ancora individuare a Sud-Ovest, ma avvicinandosi alla mezzanotte si trova ormai troppo basso sull’orizzonte per poterlo inquadrare. E’ infatti indispensabile l’uso del telescopio per poter osservare Nettuno, la cui luminosità è inferiore ai limiti accessibili all’osservazione ad occhio nudo. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo, fino all’anno 2022. [Per saperne di più]

Plutone

Plutone

Plutone

Preso atto della riclassificazione di Plutone a plutoide da parte della IAU (Parigi, Giugno 2008), la nostra rubrica includerà comunque l’osservabilità dell’astro.

L’osservazione del pianeta è sempre più difficoltosa. Plutone è ormai basso sull’orizzonte occidentale, nella costellazione del Sagittario, la stessa in cui troviamo Venere, ed è destinato a rimanerci ancora quasi 10 anni, fino al 2023.

Con la sua magnitudine 14 sono necessari un cielo scuro, una buona carta stellare e almeno un telescopio da 8″ di apertura (200mm). [Per saperne di più]

 

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