Piramidi in Bosnia – L’inchiesta di Eclisseforum.it – I Protagonisti: Il Gruppo SBRG

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1. Introduzione – LINK

1.1 Lettera aperta al direttore del SBRG – LINK

2. I Protagonisti: la Fondazione – LINK

2.1. I Protagonisti: Semir Osmanagic: l’Indiana Jones bosniaco – LINK

 

2.2  I Protagonisti: Il gruppo SBRG

Cos’è il gruppo SBRG? Come ci è stato riferito dal Dr. Debertolis, uno dei suoi principali componenti, SB Research Group è un gruppo di ricerca multidisciplinare internazionale Italo-Croato-Finlandese, che pone l’obiettivo di studiare i siti archeologici su cui lavora da prospettive non-ortodosse, poiché (secondo loro) gli archeologici tradizionali trascurerebbero importanti aspetti tecnologico-costruttivi, non avendo le conoscenze per comprenderli.

Il gruppo nasce a fine 2010, occupandosi proprio delle “Piramidi” bosniache, ma si estende ben presto in altri siti, quali alcuni templi neolitici in Gran Bretagna e altrove, specializzandosi in ricerche di archeo-acustica, e si ispira al Gruppo PEAR dell’università di Princeton, nato negli anni 90.

Il nome del gruppo deriva dalla parola bosniaca SB, che dovrebbe significare fantasmi, per cui il gruppo dovrebbe essere “gruppo di ricerca sui fantasmi”.

I componenti del SBRG, una decina, essendo appunto un gruppo multidisciplinare, sono diversi per professionalità e competenze spaziando dall’antropologo medico, all’architetto, passando per geologi e tecnici del suono. Il sito sul quale vengono rese pubbliche le notizie e le parziali conclusioni è questo, disponibile in 4 lingue, anche se non tutto il materiale è stato tradotto.

Il gruppo opera in un apparentemente encomiabile spirito di condivisione e trasparenza, pubblicando ogni evoluzione sul proprio sito, “Ciò ovviamente sottopone il gruppo a critiche feroci nel caso di errori durante il cammino, ma esprime anche la volontà dei membri del gruppo di non nascondere nulla” dice Debertolis.

Personalmente non sono d’accordo con questa politica, poiché la scienza e la ricerca hanno bisogno di basi solide a supporto delle proprie affermazioni, e rilasciare in rete dichiarazioni avventate e basate più sulla sensazione personale che sull’evidenza oggettiva, rischia di trarre in inganno il lettore magari interessato all’argomento, ma non abbastanza ferrato in materia da poter discernere l’ipotesi dall’affermazione o dalla teoria. Se nella stesura delle proprie dichiarazioni l’autore non specifica se le sue affermazioni sono ipotesi di lavoro o conclusioni, quindi fatti presumibilmente accertati, si rischia di far fare confusione al lettore, lasciando alla fine il dubbio sul fatto che quella che viene presentata come “evidenza” non si tratti in realtà di una sola sensazione o intuizione. Probabilmente questo è il motivo principale, al di là dei contenuti, da cui derivano le “feroci critiche” che sono state mosse negli anni da chi ha qualcosa da dire in merito, poiché è raro vedere dei ricercatori che nel giro di un anno o due arrivano a sostenere con la stessa forza  una tesi e il suo esatto contrario. Quando questo avviene ci si chiede se tra un anno magari non si sarà giunti ad una diversa conclusione, rendendo di fatto difficile abbandonare un sano scetticismo nei confronti di conclusioni cosi volatili.

Debertolis aggiunge ancora che “Le stesse critiche che giungono da un serbatoio di utenti molto ampio permettono di correggere il tiro in un tipo di ricerca sicuramente di punta”. In realtà durante il nostro scambio di mail, non abbiamo visto alcuna disponibilità ad accettare critiche, così come non l’abbiamo vista in nessuno dei forum che il Debertolis ha frequentato, nella maggior parte dei casi. Ma del Dr. Debertolis parleremo prossimamente.

Il gruppo, stando sempre alle parole del suo direttore, pare non riceva finanziamenti e, per raccogliere fondi, si avvale anche delle donazioni dei componenti. Non ci è stato possibile verificare questo aspetto né smentirlo.

Una cosa interessante è che, sempre secondo il dr. Debertolis e come riportato sul sito, il gruppo SBRG nasce su base universitaria(università di Trieste, Politecnico di Milano, Università di Venezia)

Noi abbiamo cercato di verificare alcune informazioni, prima e dopo aver contattato il dott. Debertolis.

In particolare abbiamo chiesto alle università citate di confermare o meno il loro coinvolgimento nel gruppo, ricevendo risposta solo dal Politecnico di Milano, che molto cortesemente e molto celermente ci ha scritto:

“vi comunico che non esiste alcun legame scientifico o partnership con il gruppo di ricerca SBRG. Abbiamo chiesto immediata rimozione del logo e link al sito ufficiale del Politecnico di Milano.”

L’università di Trieste, invece, ripetutamente contattata, non ha mai fornito una risposta. L’università di Venezia non è stata contattata.

Abbiamo fatto lo screenshot del sito SBRG in data 6 giungo 2012, e la home era la seguente:

 

Home del sito SBRG – data 06-06-2012

 

In data 8 Agosto, il sito si presentava così:

Home del sito SBRG al 08-08-2012

 

Con il logo del Politecnico rimosso.

Nel tempo, lo stesso Debertolis si è vantato più volte di avere rapporti o addirittura il patrocinio delle università citate, con frasi del tipo:

“Quindi un sito che parla della Civiltà di Visoko c’è ed è quello del nostro progetto di ricerca (http://www.sbresearchgroup.eu ).
Sia per me che per la mia collega del Politecnico di Milano esiste il patrocinio delle nostre rispettive università. Come gruppo di ricerca proveniente dall’accordo tra ricercatori di due istituzioni sicuramente libere da influenze economiche (Università di Trieste e Politecnico di Milano) cerchiamo di svolgere delle ricerche con assoluto rigore scientifico.”

Non si capisce quindi per quale motivo il politecnico abbia negato ogni coinvolgimento con il Gruppo SBRG e perché è stato rimosso il logo del Politecnico di Milano se questa collaborazione esiste.

L’unico contatto accertato tra SBRG e il Polimi è la dottoressa Lucia Krasovec Lucas, professoressa al Politecnico di Milano nella facoltà di architettura e un altro dei principali componenti del gruppo SBRG.

Più volte contattata, non ha mai risposto alle nostre email.

Sollecitato, il dott. Debertolis, non ha voluto rispondere alla nostra domanda sulla questione, ma ha provveduto a modificare la seguente frase che si poteva leggere nella home del sito SBRG:

In particolare, hanno manifestato preciso interesse in tal senso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, sezione di Archeologia Odontoiatrica, Università degli Studi di Trieste, e il Dipartimento di Architettura e Pianificazione della Facoltà di Architettura e Società, Politecnico di Milano.

 

In questo modo:

In particolare, ha manifestato preciso interesse in tal senso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, sezione di Archeologia Odontoiatrica, Università degli Studi di Trieste, che ha assunto definitivamente la direzione del progetto.

Rimuovendo la parte relativa al politecnico di Milano, ma solo dopo la nostre domande, adducendo come motivazione il cambio di direzione del dipartimento di architettura del suddetto istituto.

 

Il rapporto tra il gruppo SBRG e la Fondazione Piramidi Bosniache sembra essere di collaborazione subordinata, nel senso che SBRG ha stipulato una convenzione per avere libero accesso ai siti archeologici, non ha alcuna dipendenza economica od organica con la fondazione ma ha l’obbligo di condividere con la stessa ogni risultato a cui perviene, un modo come un altro per dire che i risultati di SBRG sono in parte anche della fondazione, che può vagliarli, approvarli o rigettarli.

Evidenziamo questo aspetto anche in seguito ai diversi problemi che il gruppo SBRG ha avuto con la fondazione, essendosi visto criticare risultati non in linea con le aspettative della stessa, fino agli ultimi sviluppi del settembre 2012, ovvero la vicenda Mike Tate che racconteremo in seguito in dettaglio, dopo la quale pare che SBRG si stia ritirando in buon ordine dalla bosnia.

Concludiamo la presentazione del SBRG elencando le attività di questo gruppo di ricerca negli anni, le quali sono lo scavo dei tunnel di Ravne, le operazioni di scavo su alcune cosiddette “sonde” sui versanti delle colline, le indagini di misteriosi suoni e radiazioni elettromagnetiche provenienti dalla cima della piramide del sole e altre attività minori.

Nonostante le pressioni che ci sono state fatte per spingerci ad evitare di commentare dettagliatamente alcuni aspetti, pena la chiamata in causa di avvocati, e nonostante questo abbia causato il taglio di alcuni fatti che sarebbe stato interessante discutere in questo paragrafo, la nostra ricerca ha evidenziato la filosofia e il modus operandi del SBRG, alcune avventate dichiarazioni e rivendicazioni nonché il rapporto di dipendenza di SBRG verso la fondazione, che ha portato il gruppo ad allontanarsi dalle vicende bosniache a causa dei contrasti con la stessa. Anche qui, come con la fondazione, è emersa la ricerca del sensazionalismo e della pubblicità attraverso annunci più o meno circostanziati. E’ emblematica in questo senso questa frase: “Più avanti abbiamo anche trovato dei segni di unghie sul muro, come di chi è rimasto intrappolato dentro ed è stato preso dallo sconforto. Ma i segni di unghie avevano solo tre dita.” rilasciata in un forum dal dr. Debertolis, corredata semplicemente da un’immagine che ci è stato vietato di mostrare, ma che trovate sul sito SBRG, e nulla più. Sensazioni e impressioni sembrano avere la prevalenza su argomenti più oggettivi, per cui non ci si può lamentare se alla fine arrivano le critiche. Non commentiamo invece ulteriormente la vicenda legata al Politecnico di Milano.

Approfondimenti:

Interessante discussione su un forum straniero. (Pablito è il dr. Debertolis)

(Segnaliamo questa frase del dr Debertolis, datata 11-09-2012: “It is not possible to have the logo of University on our research without authorization and before this authorization they examined very well our project of research.” (pag. 4) E il logo del politecnico?)

The Dentist, the Architect, their Foreman and the Customer Service Manager

SB Research Group

http://irna.lautre.net/Abacus-tries-again.html

Simplicio

 

AGGIORNAMENTO 23/12/2012

Ci sono delle novità riguardanti i rapporti tra SBRG e le università menzionate nell’articolo.

Abbiamo contattato il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, Università degli Studi di Trieste, nella persona del Direttore, il Dott. Roberto Di Lenarda, il quale ha risposto alle nostra richiesta di chiarimenti con un atteggiamento guardingo e poco collaborativo, chiedendoci prima di mostrargli un documento di identità, manco fossimo in questura, e in seguito, dopo il nostro rifiuto ad identificarci,  troncando la nostra corrispondenza con parole che ci fanno ritenere che il il DSM di Trieste appoggi e approvi tutte le ricerche condotte dal gruppo SBRG.

Ulteriore conferma la si ha leggendo questo paper di dubbio valore scientifico, pubblicato da SBRG ad un “congresso online” sconosciuto, alla sua prima edizione:

http://www.sbresearchgroup.eu/Immagini/Debertolis%20&%20Savolainen%202012.pdf

dove alla fine troviamo:

We are grateful to Department of Medical Sciences of the
University of Trieste (Italy) for supporting in our research and
in particular to the Director, professor Roberto Di Lenarda.

il che, invero, lascia pochi dubbi sulla questione, anche se sul sito dell’Università di Trieste o del DSM non riusciamo a trovare un solo documento ufficiale che parli di questa collaborazione.

Cambiando capitolo, passiamo al Politecnico di Milano.

Il dr. Debertolis ha pubblicato sul sito catastrofista Nibiru2012.it una serie di documenti che chiariscono quanto accaduto con l’università suddetta.

Pare che SBRG abbia mandato una richiesta di collaborazione, articolata in due pagine, che riportiamo di seguito:

Richiesta Collaborazione pag 1

Richiesta Collaborazione pag 2

Debertolis sostiene che questi documenti siano disponibili online da tempo, e ci accusa di averli ignorati volutamente. Noi ci permettiamo rispettosamente di dubitare delle sue parole e vogliamo rassicurarlo sul fatto che, se li avessimo visti, li avremmo pubblicati per tempo.

In ogni caso, da settimane ormai ci è stato negato l’accesso all’area utenti registrati del sito SBRG, con il nostro account bloccato insieme con quelli di tutti coloro i quali hanno formulato critiche alla ricerca del gruppo SBRG. Questo ci impedisce di fare delle verifiche serie su queste affermazioni.

Nei documenti notiamo subito delle cose interessanti. Innanzitutto, al politecnico è stata paventata una collaborazione per uno studio architettonico-urbanistico che non cita mai la presunta età delle strutture, i fenomeni definiti “fantasmini” o la presenza di suoni provenienti dal sottosuolo. All’epoca, febbraio 2011, non si conosceva ancora la storia del macchinario sepolto a km di profondità, che avrebbe di certo aiutato il PoliMi a decidere sulla questione.

L’altra cosa interessante è l’elenco delle richieste.

Due su tutte sono da riportare:

È in quest’ottica che si chiede al DiAP la disponibilità a partecipare al progetto, secondo un agreement che verrà delineato assieme in seguito come segue:


1) dichiarare di essere interessato alle attività di progetto e alla collaborazione con gli Enti che hanno già espresso interesse al progetto ed altri che si potranno aggiungere in seguito, e di essere lead partner eleggibile a richiedere un finanziamento a valere sui programmi nazionali, internazionali, comunitari che verranno definiti in seguito;”

[…]

5) di autorizzare l’utilizzo del logo del Politecnico di Milano e Dipartimento sul sito di sbresearchgroup.eu e sugli articoli, pubblicazioni, altro materiale divulgativo afferente il progetto stesso”

Sostanzialmente si chiede la disponibilità del PoliMi a reperire fondi e di autorizzare SBRG ad utilizzare il logo del PoliMi, ma pare che la richiesta non specifichi tutto ciò che ruota attorno al progetto.

Perchè non parlare, ad esempio, del fatto che in quel luogo potrebbe esserci la più grande piramide del mondo, vecchia di 14000 anni, segno tangibile di una civiltà avanzatissima che ha popolato l’europa quando gli egizi non esistevano neppure?

Fin qui abbiamo letto la richiesta.

Ma il Poli ha risposto?

Si: Risposta Politecnico di Milano

Una risposta cortese e molto interessante.

Si manifesta interesse verso il progetto e si impegna a valutare le ipotesi di collaborazione con gli enti citati nella richiesta, nonché la “disponibilità, fatta salva la valutazione di cui sopra, ad assumere la posizione di Lead Partner…”

Cosa manca? Manca tutto.

Non c’è alcuna conferma attestante un’effettiva collaborazione tra DiAP ed SBRG o tra PoliMi ed SBRG.

Non c’è e non può esserci alcuna autorizzazione ad utilizzare il logo del Polimi o del DiAP.

Il capo dipartimento di Architettura, come tutti i capi dipartimento del Politecnico di Milano, non può autorizzare nessuno all’uso del logo del Polimi. Può farlo solo l’ufficio preposto. Il CD può solo autorizzare l’uso del logo del dipartimento, e in questo caso non lo ha fatto.

In ogni caso, forse in seguito alle valutazioni di cui sopra o per il cambio di interessi nei vertici del DiAP, questa collaborazione non ha avuto luogo e il Politecnico di Milano non ha alcun rapporto, di nessun tipo, con il Gruppo SBRG.

Resta però una domanda: chi ha autorizzato SBRG a fregiarsi del logo del politecnico sulla loro home page?

Simplicio

Prossimamente: I protagonisti: Paolo Debertolis

 

 

 

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