PREVEDERE I TERREMOTI: II Parte dell’intervista al Dott. Giovanni P. Gregori membro del centro per la previsione dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche IEVPC

Qui di seguito la seconda parte dell’intervista a Giovanni Gregori Fisico e membro del centro per la previsione di eventi sismici e vulcanici IEVPC.

SECONDA PARTE

 

 

 

7) La Luna esercita una forza di attrazione sulla Terra che mostra gli effetti più evidenti sulla massa liquida. Esiste la possibilità che le forze di marea siano in grado di intervenire nel “sottosuolo”, alimentando dunque l’attività sismica?  La posizione della Luna, quindi, può influenzare i terremoti?

Sicuramente sì, ma solo saltuariamente, ed al più come “innesco” ….. Ma non si pensi che misurando la posizione della Luna si possa prevedere un sisma od un’eruzione vulcanica!

La marea luna (assieme alla marea solare) è una delle concause, certamente molto accessoria e secondaria.

La luna con il suo trascinamento mareale, differenziato con la profondità all’interno della Terra, è il primo motore della dinamo terrestre che si manifesta in piccolissima misura come campo magnetico della Terra (un po’ come avviene nella dinamo di un’automobile), ed in larghissima misura come calore rilasciato dalle correnti elettriche di profondità che sono l’origine primaria del calore endogeno della Terra, e delle sue variazioni temporali. L’energia disponibile in gioco è enorme e tale da giustificare anche soltanto da sola, tutti i fenomeni di origine endogena, incluse la variazioni climatiche.

La dilatazione termica degli strati terrestri profondi é responsabile dei fenomeni geodinamici, sismi, eruzioni vulcaniche, deriva dei continenti, fenomeni orogenetici, etc.

 er onestà devo dire che tale spiegazione (dinamo a trascinamento mareale) è mia originale, pubblicata nel 2002 in un volume pubblicato da una prestigiosa associazione scientifica tedesca. Ed

è stata appunto l’originalità di questa mia spiegazione di numerosi fenomeni terrestri che ha contribuito a determinare, come concausa, l’invito ad essere consulente dell’IEVPC.

 

8)Da uno studio recente del vostro collaboratore il Dr. Zhonghao Shou, si legge che il sisma Giapponese del 2011 era in procinto di avvenire, ma le emissioni di CME dal sole hanno agito da trigger,  “decidendo”, di fatto, il momento in cui il terremoto si è verificato. Lei è d’accordo? Come può il vento solare e l’attività del sole agire sul meccanismo di generazione dei terremoti?

I fenomeni elettromagnetici connessi al vento solare ed alle sue variazioni influenzano chiaramente la dinamo terrestre e la generazione di calore endogeno. Dunque certamente questi legami esistono, anche se un medesimo fenomeno solare può essere determinante o meno. È come una goccia d’acqua che cade in un bicchiere. L’acqua deborderà dal bicchiere solo se il bicchiere era già colmo!

Noi dobbiamo appunto monitorare con nuove reti di misura se, dove e quando il “bicchiere” è più o meno colmo. Poi viene tutto il resto ….

Però  in ogni caso un singolo fenomeno, pur monitorato con grande precisione, non potrà mai essere l’informazione “magica” per “prevedere” un evento catastrofico.

Tutto è importante. Ogni fenomeno va osservato ed attentamente valutato, caso per caso. Nulla è “magicamente” risolutivo!

Dunque sono importantissime queste ricerche, che forniscono elementi diagnostici molto interessanti, ma non bisogna pensare che possano fornire quanto non possono essere.

 

9)Quali sono i segnali precursori di un imminente terremoto? La posizione dei pianeti del sistema solare, gli eventuali allineamenti o il passaggio di comete, possono in qualche modo influenzare l’attività sismica?

Le posizioni dei pianeti determinano, come azione-reazione, una marea sul Sole. Il tema è stato ampiamente studiato. Spesso persone “molto fantasiose” utilizzano questi “allineamenti” planetari  per suscitare timori catastrofistici, che fanno sempre notizia. Ma questa è la pseudo-divulgazione scientifica di cui ho detto sopra.

In realtà, il fenomeno è totalmente irrilevante, una curiosità e nulla più.

Quanto al ruolo delle comete (ed oggi con i telescopi orbitali se ne vedono a migliaia!), è questa un’eredità di un buio passato, pieno di superstizioni e fantasie che ricordano gli incubi di infanzie poco serene …. Ma di scientifico proprio NON vi è alcuna base, nemmeno lontanamente ipotizzabile.

 

10) Con che precisione di tempi, luoghi e intensità riuscite a stimare l’avvento di un CGE? Quanto tempo pensa che dovrà passare affinché si possa considerare questo metodo come “attendibile”? Avete già svolto delle sperimentazioni?

 

Veda quanto ho detto sopra. Dipende dal tipo di CGE.

Ferme restando le fondamentali ed importantissime riserve relative alla carenza legislativa, il caso del controllo di fenomeni franosi, o di rischio vulcanico, é ben più facilmente gestibile come monitoraggio di fenomeni precursori.

Ben diversa e più difficile è la gestione del rischio sismico (per il quale peraltro tutto sarebbe più facile con l’informazione della propagazione su scala planetaria di tempeste crostali).

Quanto all’uso della metodologia AE per evidenziare fenomeni che precedono periodi sismicamente critici, abbiamo fatto e pubblicato numerosi studi relativi all’area italiana e circostante, e poi anche al vulcano Peteroa nelle Ande, al confine fra Argentina e Cile.

Grazie a questi studi è stato possibile ipotizzare le applicazioni tecnologiche ai problemi di sicurezza che ho sopra menzionato, ed anche questi studi hanno determinato l’invito ad essere parte dell’IEVPC.

 

11) Nel caso le vostre previsioni non dovessero verificarsi, cosa succederà? Non temete di perdere credibilità internazionale qualora diffondiate previsioni sbagliate?

Veda quanto ho detto sopra, soprattutto a proposito delle carenza legislativa.

Quanto al problema generale, consideri che ogni professionista serio di norma trova molto scetticismo, ben comprensibile considerando l’enorme numero di millantatori che inquinano la società.

Ed é proprio per questo che una irresponsabile divulgazione scientifica risulta poi estremamente dannosa per la società, un vero atto di “terrorismo culturale”.

 

12) Lei o qualche suo collega avete riscontrato una qualche ciclicità negli eventi che colpiscono il nostro pianeta?

La risposta dovrebbe essere molto lunga e non è proprio possibile spiegarla in questa sede.

Le ricordo soltanto quello che sembra essere un ciclo molto marcato, da noi scoperto studiando la portata di magma dei vulcani Hawaiani durante gli ultimi 70 milioni di anni.

La Terra ha un “elettrocardiogramma” con un battito ogni 27,4 milioni di anni. Ogni “battito” corrisponde ad un picco di produzione di magma, e dura alcuni milioni di anni. In generale, corrisponde al rilascio di una enorme quantità di calore endogeno. Durante tale periodo avviene anche che, in qualche posto della Terra, si manifesta una vera e propria “alluvione di magma” – quasi una sorta di “valvola di sfogo” – che avviene in un breve arco di tempo (dell’ordine di alcuni milioni di anni).

L’umanità (poche decine di migliaia di anni) si è sviluppata in corrispondenza di un massimo di uno di questi battiti, ed il riscaldamento climatico globale in atto è presumibilmente determinato in larga misura da questo fenomeno (pur non escludendo peraltro un ruolo dell’uomo, che non è altro che una componente del “sistema Terra”). L’alluvione di magma del nostro battito è stata la nascita dell’Islanda (che solo due milioni di anni fa non esisteva).

In corrispondenza di tali massimi sono avvenute brusche accelerazioni della deriva dei continenti, e talvolta anche bruschi  cambiamenti climatici, talvolta provocando grandi estinzioni fra gli esseri viventi degli oceani (senza influenzare quelli su terra ferma, etc.).

Ma sarebbe troppo lungo entrare in tanti dettagli ed anche spiegare tanti altri cicli meno evidenti e meno drammatici.

Il ridurre tutto pensando che ogni anno è identico, e tutti i cambiamenti sono dovuti all’uomo, è puerile, semplicistico, sciocco, irresponsabile!

 

13) Cosa può dirci dell’Italia? Abbiamo qualcosa da temere per il futuro?

L’Italia non è peggio di tanti altri paesi, anzi! Ma ogni paese ha i suoi rischi naturali. È necessario avere umiltà francescana, mettere in opera delle reti di misura adeguate, e non semplicemente basate su tecniche ormai rivelatesi insufficienti ….

I rischi per il nostro territorio sono quelli idrogeologici, quelli vulcanici (il Vesuvio soprattutto, mentre gli altri vulcani sono prevedibilmente ben meno pericolosi, anche se non bisogna mai sbandierare certezze), ed infine anche quelli sismici.

È ben noto che il rischio Vesuvio è enorme. Preferisco non entrare in dettagli che sono molto ben noti in Protezione Civile. Si dice che il vulcano è attualmente molto monitorato (anche se sembra solo con le metodologie tradizionali e classiche). Comunque è presumibile che queste potrebbero ben essere sufficienti per monitorare eventuali precursori sufficientemente chiari ed espliciti, e con congruo anticipo.

Ma il vero problema non è dei geofisici. Il problema sta nella carenza legislativa, nella cecità del potere legislativo che preferisce affidarsi allo “Stellone d’Italia” e sperare che nulla avvenga, salvo poi imprecare contro la fatalità!

Ogni paese deve imparare a convivere con i propri rischi naturali. È necessario imparare a rispettare gli eventi naturali, ed evitare di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato! Nulla avviene per caso e senza preavviso! Basta solo saper leggere i messaggi che ci manda la natura, e sapere come gestirli senza ipocrisie del tipo “lo dico alla maestra”.

Leonardo ha ripetutamente scritto (le parole sono diverse ma il concetto è molto fedele)  che “bisogna leggere prima il libro scritto da madre Natura, poi leggere i libri scritti dagli uomini”.

Io aggiungerei che questo “libro” è forse la più alta espressione di “poesia” che noi conosciamo. Basta solo che noi sappiamo comprendere e decifrare il  linguaggio …. Poi impareremo anche a mitigare rischi, lutti, sofferenze, danni, ….

 

PS – Penso che vi possa interessare conoscere quanto segue.

 

1)  Il volume pubblicato nel 2002 cui ho accennato è:

*Gregori, Giovanni P., 2002. Galaxy – Sun – Earth relations. The origin of the magnetic field and of the endogenous energy of the Earth, with implications for volcanism, geodynamics and climate control, and related items of concern for stars, planets, satellites, and other planetary objects. A discussion in a prologue and two parts. Beiträge zur Geschichte der Geophysik und Kosmischen Physik, Band 3, Heft 3, 471 pp.

 

1)      La società cui ho accennato è la SME srl (Security, Materials, Environment).

2)      Nel 2005 ho iniziato la stesura di un’opera in 8 volumi (circa 6.000 pagine) sull’accoppiamento elettromagnetico fra Sole e Terra (dai fenomeni endogeni a quelli climatici). La prima stesura è stata ultimata ala fine di settembre 2011, ed è ora in fase di rilettura e rifinitura.

 

Voglio ancora una volta ringraziare pubblicamente il Professor Giovanni P. Gregori per questo splendido pezzo di ConoScienza condivisa.

 

Duellum71.

 

 



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