Nibiru, Demontis e la Scienza: Parte II. Storia di un divorzio.

Alessandro Demontis è un tipo a cui piace avere l’ultima parola.
Poco male, l’illusione che essere gli ultimi a parlare significhi che l’avversario non ha argomenti per ribattere è una concessione che sono disposto a fare al suo ego.
Ma se così deve essere, lo sarà al prossimo turno, poichè la risposta che ci ha inviato, con una delle sue entrate ad effetto, merita un ultimo tentativo di salvataggio. O rianimazione.

Andiamo con ordine.
Tempo fa abbiamo pubblicato un articolo che parlava di lui e dei suoi studi, in particolare una sua conferenza sul tema Nibiru e sulle teorie di Sitchin. Nell’articolo mi sono concentrato sull’aspetto astronomico delle sue asserzioni.

Trovate tutto qui.

Qualche giorno fa, il buon Alessandro ci ha onorato della sua presenza per segnalarci che la sua “feconda inventiva” aveva prodotto un documento di risposta, come ama definire i suoi pdf.

Trovate l’intervento qui e il documento qui.

Premetto due cose. La prima che per quanto riguarda la parte linguistica non ho le competenze per rispondere alle sue domande, per cui, se trova il coraggio, può contattare personalmente il Prof. Verderame ed inviargli il suo materiale. Oppure scrivere un articolo per qualche rivista specializzata, sottoposta a peer review, dove pubblica il suo materiale e le sue traduzioni. Lo so che dirà “figurati se lo pubblicano, gli archeologi sono una casta e fanno cover up”, però se ci provasse, potrebbe usarlo come attestato da appiccicare sulla quarta copertina dei suoi libri “Questo libro è stato censurato dalla Scienza. Scomode verità e elisir di lunga vita, accorrete numerosi!” La seconda cosa è che gli insulti e le battutine che dovrebbero farmi innervosire, con cui Demontis farcisce ogni suo dibattito con chiunque, anche con il Professor Verderame (che era nostro graditissimo ospite e ci stava facendo una grossa cortesia e vorrei vedere ognuno di noi come reagirebbe di fronte ad un estraneo che entra in casa vostra ad insultare un vostro ospite… ), questi “artifizi” fanciulleschi, dicevo, non attaccano perché c’ho un callo grosso così e mi scivolano addosso senza alcun nocumento. In compenso, i reali argomenti, pochi per la verità, con cui Demontis ha cercato di difendere le sue elucubrazioni, hanno sortito l’effetto opposto, cioè quello di mettermi di buon umore, tanto che, come dicevo ieri a Creedence, sto scrivendo questa replica per svagarmi dallo stress quotidiano. Per cui alla fine, quasi quasi, caro Alex, finisce che debbo ringraziarti!  😀

Adesso passiamo ai fatti, punto per punto. Consiglio di prendersi 10 minuti di tempo per leggere, con calma e concentrazione, quanto segue.

Mi riallaccerò al suo pdf e alle sue risposte ad alcuni passaggi del mio articolo precedente, seguendo la sua numerazione.

Innanzitutto mi ha fatto piacere non trovare nel suo pdf di risposta un cenno alla storia delle ellissi con due fuochi occupati e delle orbite ellittiche che non possono chiudersi se non ci sono corpi in ogni fuoco, segno che la sua iniziale confusione si è diradata e che finalmente ha capito come funzionano le orbite e le leggi di Keplero. I dibattiti servono anche a colmare le lacune e siamo tutti felici quando ciò avviene.

Controrisposta 1

Scopriamo quindi che Sitchin ha definito tutt’altro che chiaramente l’orbita di Nibiru, con dati approssimativi e incompleti. Nessuna colpa per Demontis, che si limita a riportare il lavoro del defunto luminare, ma un punto a sfavore di Sitchin.

Per usare il suo esempio però, se io dico “questa macchina ha 300 cv” non sto dando una CARATTERISTICA ma un dato tecnico, così come se dico “nibiru ha un’orbita di 3600 anni” sto dando un DATO TECNICO. Stesso discorso per l’inclinazione e il perielio. Sulla ellitticità ha ragione Demontis, dicendo “orbita estremamente ellittica” sta dando una caratteristica, ma vedremo in seguito che il numero è implicito e possiamo metterlo noi al posto di Sitchin che evidentemente non era avvezzo a maneggiare le formule necessarie.

Sul discorso dell’inclinazione e del non-sense di scrivere sotto l’eclittica, la spiegazione mi pregio di poterla dare sia ai miei lettori sia a lui, che probabilmente ne beneficerà maggiormente.

Demontis infatti cita wikipedia che nel dare le caratteristiche orbitali scrive “inclinazione TOT sull’eclittica”. Vuol dire sotto? Vuol dire sopra?. No. Vuol dire solo “Rispetto a”, cioè l’inclinazione è definita come l’angolo tra il piano orbitale del corpo e il piano dell’eclittica, cioè il piano orbitale terrestre (Speriamo solo che nelle sue traduzioni dal sumero non faccia errori di questo tipo.).

In questo volume, a pagina 160, a proposito dell’inclinazione orbitale si dice “Recall  that i must lie between 0°<i<=180°, so there is no quadrant ambiguity”, cioè l’inclinazione può assumere valori che vanno da 0 a 180. Assolutamente non ci possono essere valori negativi, ecco perché è un non-sense fisico, e mi meraviglio che Demontis non lo sappia.

Controrisposta 2

Purtroppo per Demontis, ha scordato di dire quello che avevo segnalato nella sua conferenza, che trovate qui ( da 4.15 a 5.45).

Cioè non ha specificato che il perielio dei due corpi è molto oltre quello di Nettuno, limitandosi a dire “all’interno e all’esterno del sistema solare” e che le masse in gioco sono enormemente diverse. Inoltre:

 “Il fatto che i pianeti siano ‘piccoli e lontani’ non implica che non costituiscano un precedente per cui altri corpi, in uguali o diverse condizioni di massa e distanza, possano esistere.”

è esattamente il contrario, cioè il fatto che esistano corpi piccoli e lontani non giustifica l’esistenza di un corpo enorme e con perielio interno all’orbita di Giove. Demontis non capisce che non può usare l’esistenza della Luna e del Formaggio per ipotizzare che esistano lune di formaggio. È un suo tipico modo di fare: prendere spezzoni di teorie, frasi smozzicate, parti di articoli, tre frasi da un paper di 40 anni fa, un vocabolario del 1890, il tipo francese che dice due parole, metterle tutte insieme, dare una bella mescolata, un pizzico di sale, una carota, code di lucertola, ali di pipistrello ed ecco che Sitchin aveva ragione. Chi vuole vederci chiaro, deve andarsi a cercare 50 documenti in tre lingue diverse, ricollegare tutto quello che lui ha estrapolato ed ecco che vengono fuori le magagne che lui spera di nascondere dietro miliardi di parole.

“Indipendentemente dagli effetti e dalle interazioni” è un altro pallido tentativo di sviare il discorso dal punto fondamentale: perchè Demontis confronta due corpi con caratteristiche orbitali e fisiche completamente diverse, che hanno in comune solo un’eccentricità vagamente simile e, uno dei due, il periodo? Perchè Demontis trascura gli effetti gravitazionali che un corpo con la massa di Nettuno avrebbe sul resto del sistema solare? Lo scopriremo più avanti.

Sulla cometa di Halley, visto che mi chiede direttamente spiegazioni, dico semplicemente che la “forma” di un orbita, come la chiama Demontis, non è un parametro di confronto che può essere usato da solo. Si devono tenere conto di innumerevoli fattori e, nel caso della cometa di Halley, essa può entrare nel sistema solare senza causare sconquassi semplicemente perché ha un diametro di 11 km ed una massa irrisoria rispetto agli altri pianeti. Mentre Nibiru, che avrebbe, secondo Sitchin e Demontis, una massa paragonabile a Nettuno/Urano, non può farlo. L’esistenza di Nibiru con queste caratteristiche e l’esistenza del sistema solare come lo conosciamo, sono due cose inconciliabili. E anche questo vedremo meglio dopo.

Controrisposta 3

Ha ragione Demontis, non sapevo cosa dire la prima volta, tanto mi sembrava surreale quella slide e quell’accostamento. L’unica spiegazione ulteriore che riesco a trovare per questa replica e che Demontis creda che le orbite retrograde siano state scoperte nel 2009.

Spero non sia così, dato che Nettuno possiede un satellite molto grande, in moto retrogrado attorno ad esso, chiamato Tritone. Tritone è stato scoperto nel 1846 ed è stato visitato dalla Voyager 2 nel 1989. E’ presumibile che già prima di allora l’orbita retrograda fosse conosciuta, cercando online rapidamente ho trovato questo riferimento datato 1989: http://www.newscientist.com/article/mg12316742.600-science-neptunes-new-moon-baffles-the-astronomers.html che pur parlando di un’altra luna, ci conferma che Tritone con il suo moto retrogrado erano ben conosciuti da tempo.

L’unica cosa quindi che mi sento di aggiungere è: embè?

Controrisposta 4

Intanto informiamo subito Demontis che conoscevo la pubblicazione sulla rivista in questione (nel mio articolo ho scritto:  Rappresenta un disegno fatto dall’astrofisico Alessandro Morbidelli per un articolo ad una rivista francese nel 2003 😉 ). Quello che non ho potuto verificare è se effettivamente Morbidelli ha detto una cosa del genere, non avendo trovato copia dell’articolo originale, che forse non ha nemmeno Demontis. Speriamo di trovare ulteriori conferme a breve.

Per il resto, prendiamo atto che tanto il disegno quanto, quindi, l’articolo che lo contiene: “Non é un trattato di astronomia o astrofisica, infatti Morbidelli disegna questo ipotetico pianeta con una grandezza che, paragonata al sistema solare, é paragonabile aquella del nostro Sole, il chè ovviamente, trattandosi di uno dei più rinomati astrofisici del mondo, é una ‘licenza’ artistica”

A parte che io vedo il pianeta di Morbidelli più piccolo di Giove:

In ogni caso, trattandosi di un testo non specialistico, ma di un articolo di una rivista, l’interesse verso l’intervista stessa e i suoi contenuti decade, poiché il gioco consiste nel dire che “non è un trattato” quando i contenuti contrastano con il Demontis-Pensiero, salvo usare lo stesso articolo come la Bibbia, non appena un passaggio (presunto!) apre uno spiraglio alle sue idee. Sitchin Style?

 Controrisposta 5

Rigirando la frase di apertura, solo Demontis può ritenere che i due sketch siano paragonabili. Una mostra un presunto pianeta con orbita allungata e perielio vicino l’orbita di Nettuno, l’altro mostra un altro presunto pianeta con orbita più allungata e perielio tra Marte e Giove. Ho riprodotto con un software le orbite dei due pianeti nella stessa immagine, per un confronto più diretto.

Confronto tra l'orbita di Nibiru e l'orbita del presunto pianeta disegnata da Morbidelli

Si vede chiaramente che  Nibiru attraversa mezzo Sistema Solare mentre il pianeta di morbidelli ha un’orbita più circolare e si limita ad avvicinarsi a Nettuno. La differenza sta qui. L’orbita in pianta non vuol dire un bel nulla, in un sistema complesso bisogna tenere conto del DOVE quell’orbita porta il corpo, perchè avvicinarsi ai giganti gassosi e al sole o starne lontani miliardi di km fa un’enorme differenza! E la differenza la apprezzeremo più avanti, quando mostrerò una simulazione dell’interazione tra Nibiru e il Sistema Solare, per capire perchè parlo di orbita instabile.

Faccio notare che nella precedente immagine, nibiru ha un’inclinazione di 150°, quindi un moto retrogrado, che nella trasposizione 2D porta l’orbita ad apparire più corta di quanto non sia. Per chiarire, ho rifatto l’immagine con le orbite sullo stesso piano, ed il risultato del reale confronto tra le orbite in pianta è mostrato di seguito.

confrontto 2D tra l'orbita di Nibiru e l'orbita del presunto pianeta di Morbidelli

Adesso la differenza si fa ancora più marcata. Vi sembrano ancora “simili”?

Un ulteriore colpo al criterio della similitudine proposto da Demontis viene dalla comparazione numerica dei dati fisici e orbitali dei due presunti pianeti. La tabella seguente ci mostra alcuni dati essenziali che mettono in risalto una sola cosa: il pianeta Nibiru e il Pianeta Morbidelli, non si assomigliano per nulla!

Parametro Morbidellic Sitchin (Dati basati sulle indicazioni di Demontis)
Perielio UA 30 2.8
Afelio UA 206 467.2
Semiasse maggiore UA 118 235
Eccentricità 0.745 0.988
Periodo anni 1281 3600
Inclinazione ° 150°
Raggio km 3500 18150 a
Massa kg 6*1023 1*1026 b
a = il raggio è stato calcolato assumendo che il pianeta abbia una massa compresa tra quella di Nettuno e Urano e una densità paragonabile a quella di Marte.
b = la massa è stata assunta simile a quella di Nettuno, su indicazioni di Demontis.
c = i parametri orbitali sono stati estrapolati dal disegno a questo link: Immagine. I dati fisici sono basati sul pianeta Marte.

A questo punto è necessario precisare che Demontis nel suo articolo scrive:

“Nulla possiamo dire riguardo alla massa, se non che Sitchin può anche sbagliare riguardo ad essa. D’altronde, come ho spiegato più volte, nessun dato é disponibile dalle fonti di Sitchin riguardo alla massa di questo pianeta”

Adesso ci si potrebbe chiedere: ma Sitchin come avrebbe potuto sbagliare sulla massa se non ha mai fornito alcun dato?

Purtroppo non potendo rispondere a questo dilemma, ci dobbiamo accontentare di citare un altro studioso di Sitchin, casualmente un omonimo del nostro Demontis, che in un dibattito che trovate nel precedente articolo e che riporto a questo link, ci ha gentilmente detto che:

Non ho a disposizione la massa precisa di Nibiru, dovrebbe essere (stando a ciò che dice sitchin) all’incirca quella di Nettuno o Urano

Evidentemente Sitchin dice questo da qualche parte che sarà sfuggita al nostro Demontis, ma che invece il Demontis della precedente discussione conosceva. Consiglio al nostro Demontis di contattare l’altro, magari scoprono che sono parenti.

Successivamente, pur con le mie competenze astronomiche degne di un bambino delle scuole medie, ho seguito il consiglio di un altro Blogger e ho installato un software di simulazione orbitale, inserendo i dati di Nibiru, per vedere cosa succede alla sua orbita nel tempo.

Prima di far vedere il risultato però, desidero raccontare a Demontis come si calcola l’eccentricità di un corpo in orbita. La cosa non mi ruberà molto tempo perchè ho già mostrato il procedimento al presunto cugino di Demontis, trovate tutto sempre nel pdf di prima, quindi mi basterà incollare il pezzo di discussione, con qualche modifica minore.

Il periodo sembra certo, circa 3600 anni.
il perielio lo ha fornito Demontis. rp=2.8 UA

 

Seconda legge di keplero per orbite ellittiche:

 

T=[2*pi/(rad(mu))]*a^(3/2)

 

A parole: il periodo T è uguale a 2 per pigreco diviso la radice di mu (parametro gravitazionale del sole) il tutto moltiplicato per il semiasse maggiore dell’orbita (a) elevato a 3/2.

 

Quindi possiamo tirare fuori a, perchè abbiamo sia T che mu.

 

T=3600*365*24*60*60=1.35*10^11 secondi

 

mu=132712000000 km cubi al secondo quadrato

 

quindi a=rad3[(T^2*mu)/4pi^2] che è l’inversa di quella di prima esplicitata per a.
Risultato=circa 235 UA.

 

Calcoliamo l’eccentricità e.
Sappiamo che:
Rp=a(1-e) con Rp = perielio = 2.8UA = 418880000km per eccesso.
Quindi e=(a-Rp)/a che da 0.988.

Se poi “secondo Demontis” esistono altre formule e presumibilmente altre leggi fisiche che gli consentono di dire che l’eccentricità dovrebbe essere minore, le mostri.

La stabilità vera e propria di un’orbita si ha quando “non precipita sul Sole a causa dell’attrazione di questo, né viene lanciato lontano dalla forza centrifuga che si esercita sull’orbita”. In altri termini un’orbita è stabile quando il suo perielio è sufficientemente lontano da sole e quando la sua eccentricità è inferiore ad 1.

Questo vuol dire che un pianeta con bassa eccentricità per schizzare via  o precipitare sul sole deve subire forti influenze gravitazionali, per portare la sua eccentricità oltre 1 o per rallentarlo tanto da farlo precipitare sul sole. Un pianeta con eccentricità 0.99, viceversa, si trova nella condizione in cui basta veramente poco per fargli raggiungere e superare 1, e quindi immetterlo in un’orbita aperta. Inoltre i parametri orbitali variano ad ogni passaggio al perielio!

Questo perchè attraversare l’orbita dei più massicci pianeti del sistema solare, genera delle forze sul povero nibiru tali per cui la sua orbita non sara mai tranquilla e stazionaria, ma molto movimentata. L’inclinazione inoltre, avrebbe anche un effetto risultante sugli altri pianeti, in pratica tirerebbe o spingerebbe gli altri pianeti su orbite più o meno inclinate, con effetti evidenti e misurabili, tali per cui oggi noi non saremmo in grado di spiegare le inclinazioni dei pianeti senza ipotizzare questo pianeta in più. Invece le orbite dei pianeti conosciuti del sistema solare sono allineate su un piano con relativamente poco scostamento, per cui non vi è alcuna necessità di aggiungere un pianeta per far quadrare i conti.

Ho preparato alcune simulazioni sotto forma di video e tabelle , che trovate di seguito.

Una breve descrizione delle tabelle.

Ho avviato delle simulazioni con Astrograv, per confrontare i parametri orbitali di tutti i pianeti con o senza nibiru, dopo un periodo considerevole in termini umani ma ben poca cosa su scala astronomica, per cui tutti gli effetti che si ottengono sono da considerarsi infinitamente piccoli rispetto a quelli reali ottenuti in miliardi di anni.

Innanzitutto ho misurato i seguenti parametri orbitali: eccentricità, inclinazione, periodo e semiasse.

Le condizioni iniziali sono i valori al 2012. Ho quindi eseguito 3 diverse simulazioni, partendo dalle medesime condizioni iniziali, tranne che per la presenza di Nibiru. La prima, i cui risultati sono nella colonna “500000”, riguarda una simulazione del sistema solare senza Nibiru, in un arco di 500000 anni nel futuro, partendo da adesso. Cioè tra 500000 anni, i parametri, senza altre influenze se non quelle note, dovrebbero essere quelli li. La terza colonna mostra la stessa simulazione, con incluso Nibiru1, cioè Nibiru con la massa di Nettuno. Nella quarta colonna (la colonna Nome non conta 😀 ) vi è la solita simulazione, stavolta con Nibiru2, cioè un Nibiru con la massa di Marte (Nibiru1 e Nibiru2 si muovono sulla stessa orbita, quella suggerita da Demontis). Nella quinta colonna trovate le variazioni percentuali dei parametri senza nibiru, nella sesta con Nibiru1 e nella settima con Nibiru2. Per evidenziare ancora di più li effetti di Nibiru, ogni parametro ha un’altra tabellina, che nelle prime 3 colonne riprende le variazioni descritte sopra, mentre nelle ultime due misura le variazioni percentuali dei parametri non sulla condizione attuale ma sulla simulazione “500000” cioè quella indisturbata. Questo ci da l’effetto “netto” delle perturbazioni introdotte da Nibiru sul sistema solare.

NB: non discuterò i dati come se dovessi farne un’analisi, perchè altrimenti, se siete ancora vigili, vi accascereste al suolo, ma mi limiterò ad evidenziare l’effetto netto di Nibiru.

Eccentricità:

Il Nibiru di Sitchin crea variazioni che vanno dal 3% per Giove al 1800% di Urano. Evidentissime! Notate l’eccentricità finale di Nibiru1: 0.995.

Il Nibiru-Marte, produce variazioni minori ma si arriva a punte di 64% per Urano, che è un bel numero!

Effetto sull'eccentricità

Semiasse:

Ancora variazione evidentissime per Nibiru1 e molto evidenti anche per Nibiru2, con punte, rispettivamente del 700% e del 82%.

Da notare la variazione del semiasse per Nibiru 1 e 2 (ultima riga tra i dati in rosso): 140% e 21%.

Effetto sul Semiasse

Periodo Orbitale:

Strettamente collegato al Semiasse, le variazioni sono molto simili. Il periodo di Nibiru1 passa da 3600 anni a 13330 anni!

Effetto sul Periodo

Inclinazione:

Ancora una volta gli effetti di Nibiru1 sono consistenti, mentre per Nibiru2 abbiamo variazioni modeste, per via della sua massa ridotta, ma comunque ancora apprezzabili e in alcuni casi (Saturno) vicine al 4%.

Effetto sull'inclinazione

Di seguito un video che mostra una simulazione molto simile alle precedenti, su un arco di tempo più breve, dove si vuole fare notare come l’orbita di Nibiru (in questo caso 1) cambia praticamente ad ogni passaggio al perielio.


Controrisposta 6

Come dicevo prima, la conferenza di Demontis l’ho ascoltata anche prima di scrivere l’articolo precedente, non l’ho inserita perchè l’articolo era molto lungo e forse tedioso e non volevo introdurre un ulteriore elemento di sonnolenza, in quanto Demontis si limita quasi esclusivamente  a leggere le slide che mostra, con pochi commenti aggiuntivi.

Il suo tentativo di spostare la questione era prevedibile quanto banale, perchè dire “non parlavo di nibiru ma della lettura astronomica dell’enuma elish” quando la lettura astronomica dell’enuma elish, alla fine della fiera, parla di Nibiru, non cambia praticamente nulla.

La realtà dei fatti è riassunta in questi due articoli:

http://www.washington.edu/news/archive/id/23093

Dove si parla della Wild, cometa che presenta tracce di olivina, minerale che si forma ad alte temperature.

E questo: link

dove si parla della possibile presenza di oggetti formatisi nelle aree transnettuniane, nella fascia degli asteroidi.

Il ragionamento di Sitchin-Demontis è il seguente “un pianeta arriva dall’ esterno del sistema solare, porta con se materiale esterno al sistema, urta un pianeta interno al sistema, e produce 2 tipi dicorpi celesti: i residui nella fascia che presentano materiale esterno al sistema, e comete che orbitano all’ esterno che presentano materiale generato all’ interno. ”

Se leggete i documenti di cui sopra, nessuno ipotizza una cosa simile e questa è la prima forzatura o “conclusione affrettata”. La storiella di Demontis invece, non spiega nulla se non un particolare di minor conto. Come si sono formati questi pianeti? Dove sono? Se ipotizziamo la loro esistenza, che fine fanno i modelli attuali? Quest’ultima domanda è interessante, perchè se l’esistenza di questi due pianeti fosse stata presa in considerazione, il modello su cui si basa il secondo documento che ho linkato prima, non sarebbe valido.

In pratica Demontis compie un errore comune quanto imperdonabile: prende un aspetto marginale della sua ipotesi, cerca dei riferimenti nelle pubblicazioni ufficiali e appena li trova li fa propri, estendendoli a supporto della sua teoria completa, senza rendersi conto che la sua teoria invalida le sue stesse prove.

Controrisposta 7

Tutta la risposta di Demontis è una scalata sugli specchi, tanto che basta completare una sua frase per smentirla in toto.

“Ciò che io ho sempre detto e che sostengo tuttora (ma non si deve dare retta a me, si deve andare a vedere lo studio tecnico) é che Morbidelli, Levison e altri studiosi hanno effetuato delle simulazioni le quali hanno permesso di stabilire uno scenario nel quale 3.9miliardi di anni fa ci fu nel sistema solare un evento che ne causò il riarrangiamento globale” e, questo è il completamento MIO, in nessuna delle loro simulazioni questo riarrangiamento è causato da un pianeta in più. 

Per cui, di cosa stiamo parlando? Gli studiosi che cita Demontis hanno fatto delle  simulazioni partendo da delle ipotesi, tra le quali non è presente Nibiru o qualunque altra cosa affermata da Sitchin, ed hanno visto che potrebbe esserci stato un riarrangiamento orbitale dei pianeti esterni 3.9 mld di anni fa. Quello che fa Demontis è infilare nel modello serio l’ipotesi farlocca di Nibiru e far passare il tutto per un’unico modello, quando invece non lo è, ma nella maniera più assoluta! E la malafede si esplica chiaramente con la frase che trovate appena dopo l’affermazione che ho riportato: “La descrizione di questo evento va legata alla affermazione di Morbidelli che abbiamo già menzionato: “Ci fu una collisione ‘celeste’ che coinvolse un pianeta supplementare situato dove ora giace la fascia degli asteroidi. Tutto ciò successe circa 3.9 miliardi di anni fa.” 

Va legata? E chi lo dice? Ammesso e non concesso che Morbidelli abbia detto che “Ci fu una collisione ‘celeste’ che coinvolse un pianeta supplementare” in questa intervista, perchè nei suoi studi non prende in considerazione questa ipotesi? Perchè nel Modello Nizza non si parla di pianeti supplementari?

Insomma, ancora una volta, Demontis prende un pezzo di un modello serio e scientificamente valido, ne cambia le ipotesi per riadattarlo ai suoi scopi (a breve dovrebbe uscire il suo nuovo libro, se non è già uscito) e non si accorge che il quel modo invalida la stessa “prova” che cita.

Controrisposta 8

Ancora con la storia che Nibiru regola il sistema solare? Non avevo voglia di lanciarmi in una serie di spiegazioni e calcoli o “esempi ridicoli” (Ad affermazioni assurde, corrispondono esempi ridicoli), per cui ho fatto un video.

Una simulazione astrograv del moto dei pianeti esterni con salti di 3600 anni, partendo dal 2900DC (cioè l’anno in cui, secondo Demontis, passerà Nibiru), che sarebbe il ciclo sul quale sono regolate le orbite secondo Demontis.

Demontis ha scritto: Io mostro che lo fa in una certa maniera: al suo passaggio i pianeti indicati si trovano tutti allineati.

Vi sembra che ci sia un allineamento dei pianeti ogni 3600 anni?

Controrisposta 9

Se mai qualcuno di voi volesse la conferma che Demontis non legge le fonti che cita, di seguito l’avrete.

I documenti citati da Demontis sono:

Questo articolo e questo paper.

Il primo è una versione giornalistica del secondo, infatti in basso nella pagina trovate questo:

 

I riferimenti dell'articolo citato da Demontis

Quindi le fonti di Demontis, che mi accusa di aver preso un granchio, si riducono ad una sola fonte.

Inoltre lui specifica chiaramente: “Il mio materiale non é preso dagli studi del Modello Nizza, ma da un articolo intitolato: “The Contamination of the Asteroid Belt by Primordial Trans-Neptunian Objects”

Però appena apriamo il link di cui sopra (paper) leggiamo queste parole:

“Here we show that the violent dynamical evolution of the giant-planet orbits required by the socalled Nice model 2–4 leads to the insertion of primitive transNeptunian objects into the outer belt”

Oh oh.

E ancora:

“Our result that a significant fraction of objects in the main asteroid belt are captured primordial trans-Neptunian objects (hereafter termed ‘comets’ or ‘comet-like’ to reflect their primitive, icy natures) comes from a series of numerical calculations of the trajectories of small bodies during dynamical events proposed in the Nice model2,4

Un pò più avanti:

“Our current simulations follow the dynamical evolution of objects that originally formed in the Nice model’s primordial comet disk as the giant planets’ orbits evolved”

Ma vediamo cosa sono questi riferimenti “2-4”:

Riferimenti 2-4

Che casualmente sono esattamente gli stessi 3 che hanno dato origine al modello Nizza e che avevo citato nel mio precedente articolo:

Se Demontis avesse letto le fonti che cita lo saprebbe, per cui è lecito sospettare che non lo abbia fatto, il che mette un grosso punto interrogativo su tutto il suo lavoro, perchè se questo è il suo modus operandi, non c’è da fidarsi.

Se invece le ha lette ma si è limitato a citare solo le parti che fanno comodo a lui, cercando di far passare gli altri per ignoranti o gente che prende “fischi per fischi”, la malafede del suo modo di dibattere riceve un’ulteriore conferma.

Controrisposta 10

Utilizziamo la sua stessa suddivisione:

1) Ringrazio Demontis per aver ammesso che in nessuno studio serio e scientificamente valido, si è mai parlato, discusso o ipotizzato di Nibiru.

2) Tutti gli studi che lui ha citato, sono sottoprodotti del Modello Nizza, come abbiamo dimostrato prima, e nel Modello Nizza non si fa mai riferimento a collisioni tra pianeti supplementari e non si ipotizza mai l’esistenza di un pianeta con le caratteristiche di Nibiru. Il resto sono elucubrazioni di Demontis.

3) Questo articolo è stato scritto dal 18 al 23 Marzo 2012. La sera del 22 marzo l’articolo era praticamente finito, fatto salvo un link da inserire e una generale revisione. Intorno alle 21, il nostro autore Lugalbanda, curatore della parte linguistico-archeologica di questo sito, gestore del blog Archeologia e persona preziosissima e disponibilissima, mi ha contattato dicendomi che aveva ricevuto la rivista francese “Science et vie”, precisamente il numero di febbraio 2003, contenente la famosa intervista, dove, a detta di Demontis, Morbidelli avrebbe dichiarato che “Il sistema solare era caotico alle origini. Ci fu una collisione ‘celeste’ che coinvolse un pianeta supplementare situato dove ora giace la fascia degli asteroidi. Tutto ciò successe circa 3.9 miliardi di anni fa; e quegli eventi spiegano l’ orbita stranamente lunga e ellittica di questo pianeta fantasma. […] Mi aspetto che un giorno verrà scoperto un pianeta delle dimensioni di marte, un pianeta la cui orbita potrebbe essere di varie migliaia di anni“.

Dopodiché ha fatto una scansione dell’articolo e me lo ha inviato.

Bene, i puntini (grassettati) mi hanno sempre incuriosito, poiché spesso nascondono qualcosa di importante. Questo caso non fa eccezione, anche se devo dire che la colpa non è solo di Demontis, ma direttamente di Sitchin in persona. Demontis ha la colpa di non aver verificato quanto detto da Sitchin, fidandosi ciecamente del suo maestro. Una colpa imperdonabile per chi vuole divulgare e sostenere le sue ipotesi e si permette di sfidare gente che le fonti le controlla!

Il risultato della traduzione dal francese che ho fatto la sera del 22, è che dovrei modificare alcune parti di questo articolo, in un senso ancora più avverso a quelle che sono le affermazioni di Demontis. In particolare, la controrisposta 4 andrebbe modificata e sostituita da una sola frase “Morbidelli non ha mai detto quello che Sitchin vuole fargli dire”.

Invece per una precisa scelta personale, lascio l’articolo nella forma che avete letto e badate bene che tutte le volte che ho scritto “presunto pianeta di Morbidelli” l’ho fatto senza ancora aver letto l’articolo, mosso da un sano (molto sano direi!) scetticismo.

Controllando in internet, mi sono accorto che nessuno, almeno in Italia non so all’estero, ha mai trattato “Il caso dell’astronomo francese” articolo scritto da Sitchin in persona, verificando le sue affermazioni.

Credendo quindi che EclisseForum.it abbia l’esclusiva di questa “scoperta”, lascio l’articolo inalterato e a questa obiezione del Demontis rispondo: “Morbidelli non ha mai detto quello che Sitchin vuole fargli dire”.

Queste sono quindi le ultime righe di questo articolo ad essere state scritte, per cui risulteranno un pò fuori contesto e disomogenee rispetto al resto, ma solo perché il contesto stesso e le informazioni a mia disposizione sono cambiate. Tutto quello che c’è da dire sulla faccenda, lo troverete in un articolo che presenteremo a breve, dove tratteremo nel dettaglio questo singolo aspetto, troppo importante per venire nascosto in un documento come questo.

4) Il modello Nizza non c’entra niente con le sue analisi? E questo il livello delle conoscenze di Demontis delle sue stesse fonti? Tutti i documenti di Morbidelli che egli stesso cita sono inquadrati nel Modello Nizza, altroché!! Gli consiglio di andarsi a rileggere le sue fonti, perché per uno che si autoproclama il più grande esperto italiano delle teorie di Sitchin, certe lacune e certe brutte figure sono un duro colpo alla propria credibilità, già per’altro ai minimi termini tra i suoi stessi sodali.

 

In conclusione, crediamo che Alessandro Demontis, da buon autodidatta, dovrebbe tornare a studiare gli argomenti che intende dibattere con persone più preparate di lui. Inoltre, questo è un mio personale consiglio, dovrebbe leggere le fonti che cita, perchè citare nomi altisonanti e articoli accademici a casaccio, può andare bene se si ha a che fare con gonzi che si bevono qualsiasi cosa (tipo che un’astronave abbia  fatto rifornimento sul sole e sia ripartita appena qualche giorno fa) ma non va bene quando si incontrano persone competenti. Qua nessuno sta sbandierando titoli, ma mi sono accorto che anche se fossi completamente digiuno di meccanica orbitale e astronomia, mi basterebbe leggere le stesse fonti che Demontis cita per smentirlo.

Cosa mi aspetto adesso? Mi aspetto una piccatissima e veemente replica, con tanto di pdf, entrata ad effetto sul nostro forum, accuse di ignoranza e imprecazioni, oltre che i soliti insulti ben distribuiti su web, di solito in posti dove noi non possiamo replicare.

Cosa mi aspetterei da una persona dotata di onestà intellettuale? Che ammetta di aver sbagliato, chieda scusa, non a me o a questo sito,  ma ai suoi lettori, fuorviati dai suoi documenti, e ritiri questi documenti dal web, quantomeno per revisionarli alla luce di quello che gli abbiamo mostrato.

Cosa mi aspetto da una persona dotata di un briciolo di dignità? Un dignitoso silenzio e un altrettanto dignitoso ritiro dalle scene.

Cosa farò io? Per me la questione è chiusa. Ogni altro intervento di Demontis nel segno della rissa o delle repliche senza costrutto, cadrà nel vuoto dell’indifferenza, poiché ai miei occhi è ormai definitivamente screditato e inattendibile.

Se siete arrivati fin qui, sia che abbiate letto tutto sia che abbiate letto un rigo si e uno no, vi ringrazio per la fiducia che ci avete accordato e vi invito a riflettere su un aspetto: noi non abbiamo nulla da guadagnare, il sito è no-profit e io finirò pure per litigare con la mia ragazza se continuo a scrive cose così lunghe e dispendiose in termini di tempo. Inoltre valutate attentamente chi è che porta documenti, citazioni, link e fonti autorevoli, complete e verificabili da chiunque in questo dibattito. Noi non abbiamo nulla da nascondere e la verità è sotto gli occhi di tutti, basta volerla vedere.

 Simplicio

Ps. Segnalo questo articolo, se non altro per ringraziare l’autore di avermi fatto riscoprire Astrograv.

E tutto lo staff di Eclisseforum.it per il supporto e la preziosa collaborazione.

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