Parte 3 di 3 – Il Libro “La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile”. EclisseForum.it intervista l’autore, Dott. Leonardo Dragoni

Vi presentiamo la terza e, purtroppo, ultima parte dell’intervista rilasciata ad EclisseForum.it dal Dott. Leonardo Dragoni autore del libro “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.” (Acquistabile qui  ). Le altre parti dell’intervista le troverete seguendo questo LINK (per la parte I) e questo LINK (per la parte II). Essendo l’ultimo appuntamento di questa fantastica e completissima intervista, Vi comunichiamo che verrà pubblicata in versione integrale nell’account SCRIBD di EclisseForum.it. Grazie a tutti per l’attenzione e ringraziamenti al Dott.Leonardo Dragoni.

11) Se una forma di vita riuscisse a venire fin qui, per quale motivo dovrebbe utilizzare i crop circles come metodo di comunicazione? Dal momento che non viene compreso dagli uomini, non avrebbe fallito il suo scopo?Personalmente ritengo che una forma di vita intelligente comunicherebbe in modo diverso, meno criptico.

Oltre ad alcuni indiani nativi d’America (secondo i quali il simbolismo contenuto nei crop circles significa che la Madre Terra è stanca, e ci sta invitando a rispettarla), ci sono studiosi e ricercatori pronti a giurare di comprenderlo questo metodo di comunicazione.  I cerchi nel grano sarebbero allora degli archetipi, che servirebbero per comunicare con noi, simbolicamente. Avrebbero anche l’ulteriore scopo, o capacità, di suscitare nell’animo umano dei sentimenti rigeneranti per l’uomo, capaci di innalzarlo ad un grado di spiritualità e sensibilità superiori. Questa meta-comunicazione non potrebbe che avvenire tra noi (alcuni di noi) e gli alieni.
Se invece vuole sapere il mio personale punto di vista, pur essendo d’obbligo il condizionale, mi trova sostanzialmente d’accordo con Lei. Se si ritiene che i cerchi nel grano siano prestazioni aliene, atte a comunicarci qualcosa di significativo, è lecito chiedersi come mai utilizzino questo metodo, piuttosto curioso (magari chiaro per qualche indiano Hopi o per qualche “archetipista”, ma non per la massa). La quantità e la qualità delle informazioni che possono essere contenute in un fazzoletto di spighe, è enormemente inferiore a quelle che potrebbe produrre, in modo più semplice, una qualsiasi comunicazione a onde radio. Inoltre il grano non cresce ovunque, non cresce sempre, è soggetto alle intemperie. E ancora: perché solo di notte? Perché – come dice Lei – così criptica? O meglio ancora eterogenea. Non esiste un filo conduttore o un’unica chiave di lettura per le migliaia di raffigurazioni riprodotte dai crop circles. Dunque, se si sta comunicando qualcosa, di che si tratta? Sono tutte considerazioni elementari, che nondimeno mi portano a dubitare fortemente che si tratti di una qualche comunicazione di questo genere.  Vero è che qualcosa che non comprendiamo possa apparirci insignificante o insensata solo finchè non venga compresa. Ma onestamente non mi sembra questo il caso.

12) Nel presupposto che i crop circles fossero eseguiti da alieni, si potrebbero associare a semplici forme d’arte “universale”? senza necessariamente attribuirgli empirici tentativi di comunicazione?
“Everything is possible”, oppure come lo spot dell’adidas: “Impossible is nothing”. Da come però avrà ormai dedotto dalle precedenti risposte, non sono propenso a ritenere che gli alieni siano coinvolti in alcun modo. A maggior ragione, direi, se lo stessero facendo per mostrarci una “mera” forma d’arte (che oltretutto,  a ben vedere,  sappiamo fare – o almeno riprodurre –  anche da soli).

13) Spesso si vedono video e foto di luci nei campi di grano, ai quali si presuppone che segua la comparsa di un crop circle. Esiste un caso in cui è indiscutibile l’attribuzione di cerchi nel grano a queste sfere luminose?
L’unico caso che dimostrerebbe una relazione di causa-effetto tra queste sfere di luce e la comparsa di un pittogramma è il caso di Oliver Castle dell’agosto del 1996. Questo crop circle venne filmato mentre si materializzava, apparentemente sotto l’azione di misteriose sfere di luce – un filmato potete vederlo anche qui:

Nello stesso flmato troverà anche la maggior parte delle spiegazioni in base alle quali il filmato si deve ritenere un falso.
In molti altri casi si hanno testimonianze o avvistamenti di queste sfere di luce, spesso anche filmate in prossimità di alcuni cerchi nel grano. Tuttavia si tratta di oggetti luminosi che passavano su un crop circle già creato (magari giorni prima), disinteressandone. Inoltre non è mai stato possibile escludere che queste evidenze luminose potessero essere, di volta in volta, difetti della pellicola, volatili, lucciole, effetti ottici. Di queste c.d. BOL sappiamo in realtà poco o niente. Sfere analoghe, plasmatiche, sono state recentemente riprodotte in laboratorio da scienziati israeliani, tedeschi e brasiliani. In natura invece, la cosa più simile che somiglia a questi oggetti luminosi sono le “luci di Hessadalen”, anch’esse da lungo tempo sottoposte ad osservazioni e studi. Una recente pubblicazione intitolata “Transcranial stimulability of phosphenes by long lightning electromagnetic pulses” fornisce una spiegazione razionale agli avvistamenti di queste sfere, che sarebbero sostanzialmente delle allucinazioni dovute a campi magnetici fluttuanti.
In conclusione a me pare che siamo anora lontani dal capire questa bizzarria. Nondimeno non esiste un singolo caso di cerchio nel grano che sia inconfutabilmente imputabile a queste sfere.

14) Rispetto ad altri paesi, l’Italia a che punto si trova come quantità di ritrovamenti di questi glifi? E come qualità degli stessi? E’ possibile stilare una classifica?
Non saprei stilare una vera e propria classifica. Posso però dirle che, senza dubbio, al primo posto si piazza la Gran Bretagna, sia come quantità che come qualità degli agroglifi. Altri paesi fortemente interessati da questo fenomeno sono gli Stati Uniti,il Canada, la Germania, l’Olanda e, da dieci anni a questa parte, l’Italia: con quindici-venti casi ogni anno (una casistica pressoché completa di tutti i glifi nostrani, dalle origini ad oggi, è raccolta e documentata nel mio sito web). Poi via via tutti gli altri. Dobbiamo però tener conto che questa graduatoria si fa sui ritrovamenti (e non sul numero effettivo di pittogrammi, che nessuno conosce); e che il ritrovamento a sua volta dipende anche dall’attenzione mediatica che c’è attorno a questo tema.
Anche per quanto riguarda la qualità (intesa come bellezza estetica) di queste formazioni, al primo posto si trova sicuramente il Regno Unito, seguito da tutti gli altri. In Italia, il primo glifo degno di nota dal punto di vista qualitativo credo possa considerarsi quello di Montegranaro, del giugno 2003. Da allora in avanti sono stati ritrovati pittogrammi di ottima fattura (per fare alcuni nomi: Desio, Borello e Sabaudia nel 2004, Monteu da Po e Montegranaro nel 2005, Poirino-Chieri nel 2006, Ancona e Monteu da Po nel 2007, Ancona, Villanova d’Asti, Pontecurone e Riesi nel 2008, Cascina Martina e Monteisasi nel 2009, Poirino-Chieri e Basiano nel 2010, ancora Poirino- Chieri nel 2011).  Come detto non saprei stilare una classifica, ma credo che – esclusa l’Inghilterra – possiamo ormai ritenerci competitivi con tutti gli altri paesi (sia quantitativamente che qualitativamente).

15) Il testo cerca di dare uno sguardo oggettivo che non penda nè dalla parte dei Believers, nè da quella dei debunkers. Lo studio di queste oggettività verso quale conclusione la porta? Osservando il fenomeno nel suo complesso, con un’ottica generalista, a quale effetto possiamo ricondurre (o a quale causa possiamo imputare) la creazione dei crop cirlcles?
Vorrei intanto cogliere l’occasione per dire che “believers” e “debunkers” non sono due insulti, come invece sembra di percepire leggendo le diatribe che spesso si ingenerano tra opposte “fazioni”. Stante questa premessa, non fatico a definirmi un “debunker”, nella misura in cui questa parola identifica semplicemente colui che tenti di appurare la validità di affermazioni insolite, dubbie, anomale (non vedo nessun connotato negativo in ciò).  Questo non mi preclude di essere “open mind”, di accogliere  senza preconcetti alcune opinioni dei “croppie” (altro sinonimo di believer), di cercare un ragionevole ambito di discussione.
Lo “studio delle oggettività”, come Lei giustamente dice, mi ha portato verso la conclusione che l’unica teoria, del tutto autonoma e chiara, è quella che vuole i pittogrammi quali opere di land-art, o comunque dell’ingegno umano. Indubbiamente questa ipotesi è l’unica a vantare delle dimostrazioni empiriche, ed anche a livello teorico e concettuale è sicuramente meno claudicante delle altre (sulle quali qui non mi dilungo perché sarebbe impossibile farlo in modo sintetico).


16) In qualità di autore del libro “La Verità sui Cerchi nel Grano”, qual è  l’evento che più l’ha appassionata e che ritiene assolutamente interessante? E per quale motivo?

Generalmente fatico a rispondere a questo genere di domande (“quale è la cosa più…quale quella meno..”). In realtà non c’è una singola cosa, o evento, in particolare. Nello scrivere questo libro ho avuto la presunzione di voler affrontare l’argomento del crop circling a tutto tondo, con austerità e onestà intellettuale. Di questioni affascinanti, complesse e interessanti, ne ho incontrate e dovute affrontare qualche dozzina. In effetti il soggetto presenta mille diramazioni e tentacoli, e sconfina facilmente in altre branchie del mistero, e del sapere.
Ciò che in realtà mi appassiona è andare ad approfondire questa tematica nel suo recondito, allontanandomi dalle approssimazioni e dai luoghi comuni, e avvicinandomi alla sana ricerca della verità. Un simile approccio tende a far piazza pulita delle mistificazioni e delle speculazioni sensazionalistiche, privilegiando viceversa la ricerca, sempre supportata da fonti e riscontri puntuali e attendibili.

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

 

Vi ringraziamo tutti per la lettura. Il Libro? Assolutamente Consigliato 😉

Articolo Riproducibile Previa Citazione della Fonte

By Creedence

Annunci