Parte 2 di 3 – Il Libro “La Verità sui Cerchi nel Grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile”. EclisseForum.it intervista l’autore, Dott. Leonardo Dragoni

Vi presentiamo la seconda parte della grandiosa intervista rilasciata ad EclisseForum.it dal Dott. Leonardo Dragoni autore del libro “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.” (Acquistabile qui  ). La prima parte dell’intervista la troverete seguendo questo LINK.

Dopo averci spiegato cos’è un Cerchio nel grano e quali sono alcune dinamiche sulla loro creazione, ci addentreremo in maniera sostanziale nel mistero (o meglio nella leggenda) sulla “genesi” dei Crop Circles; vedremo insieme le posizioni del CICAP a riguardo e verremo accompagnati,  grazie alle risposte ricevute, nelle dinamiche storiche che diedero inizio all’associazione tra Ufo e Cerchi nel Grano. Ringraziamo nuovamente il Dott.Leonardo Dragoni per l’enorme disponibilità dimostrataci e per aver consentito ad EclisseForum.it di produrre un testo di ammirevole qualità. (Discussione sul forum: Link)

 

7) Quanti e quali sono i casi accertati di crop circles che non trovano spiegazione con la scienza ufficiale?

Non ho analizzato o studiato tutta la casistica esistente, sarebbe impossibile. Nella mia esperienza ho preso in esame molti casi, soprattutto tra quelli ritenuti, a torto o ragione, di natura o matrice non convenzionale. Posso solo ipotizzare che estendendo la mia ricerca ad un campione più ampio, o per assurdo totale, gli elementi di “inspiegabilità” aumentarebbero. Ad ogni modo, Le risponderei che  c’è sicuramente qualche caso (o meglio qualche aspetto particolare di qualche caso) realmente complesso da spiegare.
Tanto per fare un esempio, i cosiddetti “q-rings” (deformazione a forma di anello del peduncolo immediatamente sotto i semi)  osservati su alcune spighe di una formazione a Mayville/Kekoskee, nel Wisconsin (2003), e in altre due formazioni rinvenute  rispettivamente in Arizona e in Canada. Non è ancora chiaro a cosa siano esattamente dovuti. Si può solo presumere ad una qualche difficoltà della spiga a fuoriuscire dalla botticella, a causa di stress biotici o fisiologici. Oppure, per citare un altro caso curioso, le piante (una di camomilla capitò a Sabaudia nel 2003) ritrovate integre ed erette all’interno di una zona di grano appiattita. Anche in questo caso è possibile avanzare delle ipotesi plausibili, affatto misteriose, ma sarebbe azzardato pontificare una spiegazione scientifica inconfutabile. Del resto la scienza progredisce a piccoli passi, e quella agronomica è relativamente giovane. Inoltre stiamo parlando di dettagli particolari, riscontrati in via eccezionale in rare occasioni, e per lo più documentati in modo discutibile.
La parziale incertezza scientifica su singoli dettagli ritengo comunque non sia un buon motivo, di per sé,  per concludere che debba farsi ricorso alla casistica ufologica (sarebbe troppo semplice).  Infatti girerei la sua domanda in questo modo: quanti e quali sono i casi accertati di crop circles che non trovano spiegazione con l’ufologia? O con una qualsiasi delle tesi non convenzionali proposte in questi anni dai vari ricercatori? In questo caso avrei risposto non qualcuno, ma probabilmente tutti.

8 ) Per quel che riguarda i casi che non trovano spiegazione con la Scienza Ufficiale, quali sono le teorie piu accreditate che spiegano la creazione dei crop circles?
Come ho detto prima, ci sono dei rari dettagli curiosi, sui quali ritengo imprudente che la scienza pontifichi. Questo però non significa che esista una vera e propria casistica che non trova spiegazione scierntifica. A mio avviso è sempre bene essere cauti, e lasciare uno spiraglio al dubbio; ma in questo ambito quasi tutto ciò che viene acclamato come mistero insondabile, si rivela poi spiegabilissimo se solo andiamo ad approfondire.
Ciò detto, le teorie sulla scaturigine dei cerchi nel grano sono molteplici. Anche soltanto quelle più accreditate, non è facile riassumerle in poche voci, poiché tutte quelle non convenzionali tendono a mischiarsi tra loro, riverberando l’una con l’altra, inglobando degli elementi vicendevolmente (forse anche nella convinzione che l’unione faccia la forza, e tanti indizi facciano una prova?) Ad esempio tra le ipotesi più blasonate c’è sicuramente quella che nella creazione di questi pittogrammi vuole coinvolta una fonte di calore, quasi certamente tramite emissione di microonde (c.d. “teoria dell’irraggiamento”). Questa teoria non ha mai preso le dovute distanze da quella precedente professata dal dott. Meaden, relativa ai vortici plasmatici, poiché si ritiene con essa compatibile (una recente conversazione che ho avuto con Nancy Talbott – del BLT – mi ha confermato questo dato di fatto). Sul come questo irraggiamento venga poi profuso, è nata una nuova teoria semi-autonoma, che è quella delle BOL (“Balls of Light”, cioè sfere di luce), che a sua volta è accettabile per i fautori dell’irraggiamento, ed è stata ampiamente inglobata nelle tesi ufologiche, le quali non disdegnano di far ricorso anche ad altre teorie come quella delle Leylines, a sua volta accettata dai fautori delle tesi care ai naturalisti (vedi ipotesi “Gaia”), che volendo potrebbero perfino ricollegarsi ai vortici plasmatici di Meaden, chiudendo i cerchio.
Volendo necessariamente scegliere l’ipotesi non convenzionale ad oggi più accreditata, credo sia quella secondo la quale i pittogrammi vengono creati da misteriose sfere di luce (che si vogliono presumere aliene) attraverso l’imposizione di energie altrettanto misteriose (che si vogliono presumere termiche, sonore e magnetiche) sulle spighe di grano.
8bis) Il cicap pare che abbia trovato un “modus operandi” che, nella creazione di un crop circle, permetterebbe di soddisfare sia le particolarità creative (complessità del glifo)  che temporali (realizzazione nell’arco di una notte). Ritiene la soluzione proposta una realtà o l’argomento è stato trattato con troppa sufficienza dagli esperti del Cicap?
Pur non definendomi un “cicappiano”, mi sembra di poter dire che il Cicap non abbia mai trattato nulla con “sufficienza”, semmai forse con troppo rigore.  In realtà poi, il modus operandi di cui Lei parla, è noto ai circlemakers da diverso tempo. Come ho già detto, venti anni fa, la rivista “Science” definì impressionanti gli agroglifi realizzati dagli artisti che parteciparono al “Circle Hoax Contest”. Che fu vinto da tre ingegneri di una compagnia di elicotteri inglese, che per appiattire il grano (ben inteso di notte, in poche ore, e vigilati) usarono un rullo formato da tubazioni di plastica e pvc, unite da una corda. Per non lasciare tracce e muoversi in tutti i settori del campo usarono due scale leggere di alluminio collegate tra loro in asse, a guisa di ponte.  Al secondo posto si attestò un americano, Jim Schnabel, che ritroveremo coinvolto (insieme a Robert Irving) nella losca storia riguardante il crop circle dell’agosto 1993 a Cherill. Quello cioè della pubblicazione scientifica del blt dal titolo “Semi-Molten Meteoric Iron Associated with a Crop Formation”. Parlare di questa storia sarebbe bello, ma ci porterebbe lontano, e fuori tema.
Tornando invece alla Sua domanda, e concludendo, anche il Cicap “vanta” la paternità di alcuni crop circles nostrani, come quello di Bra, in Piemonte, del giugno 2005, che fu realizzato in una notte e non è niente male (foto sotto)

Il Cerchio nel Grano ad opera del CICAP

Il Cerchio nel Grano ad opera del CICAP

9) Perchè e come è nata la “leggenda” secondo la quale i crop circles  siano messaggi alieni, o comunque da attribuirsi alla mano di esseri alieni?
La domanda andrebbe posta a coloro che ritengono che lo siano. In ogni caso, credo sia nata in modo piuttosto “umanamente” spontaneo. Immagini di trovarsi (magari ripetutamente) di fronte a qualcosa che non ha mai visto, che non sa spiegare, e che apparentemente somigli a una (f)orma impressa dall’alto. Immagini poi di trovare nella suggestione popolare e nella divulgazione mediatica terreno fertile nell’alimentare questa bizzarria, che diviene mistero. Onestamente, finchè non mi sono documentato a fondo su questa tematica, anche io avevo l’impressione che potesse trattarsi di qualcosa di trascendentale, anche perché era (ed è) avvalorata da fonti ritenute autorevoli.  Infatti, per rispondere alla Sua domanda facendo una brevissima cronistoria, va detto che inizialmente si riteneva che questi cerchi (inzialmente apparivano solo forme circolari) potessero essere cagionati da vortici di plasma discendente. Lo sosteneva, con argomenti molto seri e convincenti (per quanto oggi possano sembrare modesti)  il fisico e metereologo George Terence Meaden (e prima di lui, già a fine Ottocento, l’eclettico John Randal Capron). L’ipotesi dei vortici cadde poi in disgrazia negli anni novanta del novecento, allorchè alle semplici forme circolari inziarono a sostituirsi delle geometrie più complesse, che evidentemente non potevano essere attribuibili ad un tornado o a un vortice. Fu allora che a Meaden si sostituì una folta schiera di appassionati e ricercatori i quali cominciarono a documentare l’ampia diffusione del fenomeno (fino ad allora limitato a esigui esemplari), sospettando e poi avvalorando ipotesi non convenzionali o ufologiche (senza però abbandonare l’ipotesi “vorticistica”). Tra di loro Colin Andrews e Pat Delgado, che già nel 1989 avevano pubblicato il libro “circular evidence”, in cui venivano raccontati dei casi di crop circles associati ad avvistamenti ufologici, e con “evidenze” (appunto) di un intervento non umano sulle spighe appiattite (di uno di questi casi, “Headbourne Worthy, 1978”, si parla anche nel mio libro). Se queste considerazioni si basavano principalmente sulla constatazione che fosse impossibile, per l’uomo, realizzare simili manufatti, la smentita non sarebbe tardata ad arrivare. Prima nel 1991 Doug Bower e Dave Chorley realizzarono dei cerchi di fronte a degli osservatori del giornale “Today”, che tirarono un’imboscata a Delgado, il quale  (inconsapevole) dichiarò che il crop circle relizzato da Bower e Chorley era verosimilmente non umano. Poi, soprattutto, nel 1992 si tenne il “circle hoax contest”, una sorta di concorso per circlemakers. Questi ultimi, armati di strumenti rudimentali, di notte, realizzarono in poche ore diversi cerchi nel grano di eccellente fattura, ben oltre le aspettative (si veda “Science 257, July 24, 1992: 481”).
Ovviamente Delgado, Andrews & Company non ritenevano che questo dimostrasse l’autenticità dei pittogrammi genuini, che – a loro dire – presentavano caratteristiche irriproducibili.
Più recentemente sono però stati gli studi di Levengood e del BLT Research Team (vedi già “Anatomical anomalies in crop formation plants” del 1994) ad avvalorare una ipotesi non convenzionale, attraverso una nutritissima documentazione scientifica (o meglio pseudoscientifica, il discorso sarebbe complesso) avente ad oggetto delle anomalie riscontrate all’interno dei cerchi nel grano. Anomalie – ancora una volta – non imputabili all’uomo. Al loro fianco una serie di ricercatori ed entusiasti che, giorno dopo giorno, cerchio dopo cerchio, registravano nuove incredibili anomalie e indicavano possibili e sensazionali risvolti, inconsapevolmente (o no) coadiuvati dall’eco mediatica. Aggiungiamoci una serie di avvistamenti di cosiddette BOL, o sfere di luce (su cui il fisico Haselhoff pubblicò nel 2001 un documento su una rivista scientifica che le accreditava di essere le presunte responsabili di questi cerchi nel grano), numerose testimonianze di persone che avrebbero avvistato luci, udito suoni, avuto malori ecc, ed ecco che – senza dilungarci troppo – abbiamo una panormamica abbastanza completa.
In realtà la documentazione prodotta da Andrews e Degado prima, da Levengood, dal BLT e dal Haselhoff poi, e successivamente da vari ricercatori contemporanei,  andrebbe approfondita nei particolari prima di saltare a conclusioni azzardate.

10) Esiste almeno un caso di crop circle creato da esseri viventi o macchinari provenienti da altri mondi?
Le risponderei così: personalmente credo che esistano altri mondi, popolati da altre forme di vita intelligenti, che magari – faccio per dire – sono in grado di materializzare un meraviglioso crop circle con uno schiocco di dita, o chiudendo gli occhi per un istante. Non credo però che tra “loro” e noi ci sia mai stato un contatto.

Tenga presente che la nascita dell’Universo è stimata circa 15 miliardi di anni fa, rispetto ai quali la nostra civiltà è estremamente giovane. Sarebbe come a dire che c’è una probabilità dello 0,0…% che una qualche forma di comunicazione-contatto sia avvenuta all’interno di questa singola finestra temporale. Percentuale che oltretutto si riduce in modo consistente se consideriamo che solo recentissimamente saremmo (forse!) in grado di recepire una eventuale comunicazione aliena, e se consideriamo che la nostra galassia si trova, con ogni probabilità, nella estrema periferia dell’Universo (dove è presumibilmente più difficile che possa esserci una interazione tra forme di vita).
Ammettendo anche che mi sbagliassi, non credo comunque che la vita extraterrestre abbia a che fare con i crop circles. Per essere ancor più possibilista: questa eventualità non è mai stata dimostrata. Possiamo crederci, esattamente come crediamo nei miracoli, nelle superstizioni, nelle leggende metropolitane ecc. Ma razionalmente e scientificamete credo questa non sia, ad oggi, un’ipotesi degna di credito.

Fine Seconda Parte

 

Il Libro: “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile.”

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By Creedence

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