Il veleno dello Scorpione azzurro come antitumorale: A che punto siamo?

Qualche giorno fa ci siamo imbattuti in un articolo dell’ottimo sito di informazione scientifica “Galileo.it”. L’articolo aveva lo scopo di parlare di un prodotto, chiamato Vitadox, estratto dal veleno dello scorpione azzurro. Navigando su internet non è cosa rara imbattersi in svariati rumors, i quali fanno capire che la questione è particolarmente “vissuta” e “delicata”…alcuni sono a favore e vedono attribuire al veleno di scorpione delle particolari doti antinfiammatorie, e cosa ancora piu eclatante, delle proprietà curative per quanto riguarda il cancro. Altri invece sono totalmente contrari all’utilizzo di prodotti del genere, facendo “pagare” al ritrovato il duro prezzo dovuto dalla mancata sperimentazione. Per cercare di capire meglio i punti di questo spinoso argomento, abbiamo cercato di raccogliere un pò di informazioni a riguardo e nel costituire le basi di questo articolo, ci teniamo a precisare due cose fondamentali: la prima è che non siamo medici. Questo aspetto è particolarmente importante e vi chiediamo di tenerlo in considerazione, in quanto l’articolo non essendo scritto da medici non può (e non vuole) trovare assolutamente il consenso o il diniego da parte del lettore, tantomeno costituire un criterio di scelta per determinati casi di cura. Anzi, inoltrando il secondo aspetto fondamentale riguardo a questa lettura, consigliamo una certa neutralità nell’approcciarsi all’articolo e consigliamo sempre e comunque di informarsi e rivolgersi a degli specialisti qualora si decida di intraprendere questa strada per la cura. Anche perchè, come al solito, non sono rari i casi di truffa che vengono scoperti quando si ha a che fare con prodotti le cui caratteristiche “presunte” vanno oltre ogni aspettativa comune. Si ringraziano per il contributo: Il Dottor Carlo Pastore, L’Aiom, l’utente Equal1zer per i contributi e la perseveranza nel raggiungere questo obbiettivo e tutti gli utenti che ci hanno aiutato e sostenuto in questo progetto, e che continuano a sostenere con orgoglio, impegno e fedeltà il difficile lavoro di questo forum. Detto questo, prima raccomandazione:

 

OCCHIO ALLE TRUFFE

E’ il caso per esempio di quanto accaduto a Padova il 25 Ottobre 2011: Il gazzettino.it ha riportato questo titolo, proprio mentre nel nostro forum stavamo cercando alcune risposte: “Voleva vendere per 700 euro estratto di scorpione azzurro a malata di tumore”. L’articolo prosegue: “ Un 52enne, residente a Brescia, è stato fermato al casello di Padova ovest e trovato in possesso di 47 fialette del prodotto realizzato a Cuba e in vendita nell’isola caraibica a tre dollari a fiala. Stava per consegnarne venti ad una padovana di 40 anni, malata di tumore, per 700 euro.L’uomo, con precedenti di polizia per truffa, è stato denunciato per importazione abusiva di farmaci e truffa.” (http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=166104&sez=NORDEST)

 

IL SONDAGGIO DI ECLISSEFORUM.IT

 

Al fine di cercare di quantificare un pò le percezioni a riguardo, come prima analisi abbiamo chiesto ai nostri utenti cosa percepissero in merito a questi ritrovati (due in particolar modo: Escozul e Vitadox) e ci siamo domandati: “Il veleno dello scorpione azzurro è secondo te utile per la lotta al tumore?” Il responso ha ricalcato in maniera quasi sorprendente, quelle che sono le percezioni di un pò tutti gli utenti di internet: infatti i risultati sono stati praticamente di parità. Sostanzialmente, comunque, il risultato rappresenta ciò che effettivamente si legge in giro, dove vi sono forti posizioni discordanti a riguardo, sia tra utenti che tra editori di articoli.

LE ORIGINI

Le particolarità antiinfiammatorie del veleno dello scorpione azzurro sono state scoperte a metà degli anni 80, quando il dottore cubano Misrael Bordier scopre che il veleno sembra possedere delle propriet’ anticancro. Ma bisogna aspettare fino al 2003 prima di avere notizie a riguardo. A parlare è una giovane ragazzina di 11 anni alla quale hanno diagnosticato un cancro al pancreas nel 1992 e dopo le classiche terapie chemioterapiche ha cominciato ad assumere l’ Escozul all’ età di 15 anni. Suo padre conobbe il biologo succitato, Misrael Bordier, che all’ epoca sperimentava il veleno dello scorpione nei cani e nei topi affetti da tumore. La giovane ragazzina, nel 2003 aveva 28 anni, oggi dovrebbe averne 36, ed afferma di aver sconfitto il carcinoma. (Fonte:  http://edition.cnn.com/2003/HEALTH/10/23/cancer.scorpion.venom/ )

 

Nel 2003 L’ Istituto di Oncologia cubano si dimostrò scettico di fronte a questo evento, affermando sempre lo stesso concetto, e cioè che bisognerebbe effettuare molti più test per capire se il farmaco funziona o meno. Esistono evidenze documentali relativo a questo aspetto fino all’anno 2006:

Attestato Cubano di Illegalità Escozul prima del suo riconoscimento.

E’ importante sottolineare come una volta accettato dalla comunità medica Cubana, tanti pazienti hanno cominciato a procurarsi l’ Escozul, il quale purnon promettendo miracoli, perlomeno accende qualche lume di speranza oltre ad essere considerato un coadiuvante limitare per gli effetti destabilizzanti della chemioterapia. Da prendere in particolare attenzione è l’aspetto economico relativamente all’acquisto del prodotto: fino a poco tempo fa, L’Escozul era distribuito gratuitamente. Poi i cubani hanno deciso di cambiare. Chi lo vuole deve recarsi in una delle farmacie internazionali sull’isola. Costo: 160 euro circa (in valuta locale) accompagnati dalla documentazione medica. (Fonte: http://www.napolipuntoacapo.it/npc/articolo_del_giorno.asp?id=4526&title=Lo+scorpione+azzurro+della+speranza+o+dell%26%238217%3Billusione%3F….boom+di+richieste+per+il+farmaco+antitumorale+cubano)

LA SPERIMENTAZIONE MANCANTE: ECCO PERCHE' IL RITROVATO E' ILLEGALE

Allo stato attuale manca una “sperimentazione clinica riconosciuta“ sui ritrovati, per questo motivo vengono ritenuti illegali. A differenza da quello che si può pensare, gli oneri della sperimentazione grosso modo spettano a chi ha intenzione di commercializzare il prodotto oggetto di vendita, in quanto è la prima “figura” ad ottenere il vantaggio economico dato dal riconoscimento dello stato di “farmaco”. In seguito alle sperimentazioni, una volta che il ritrovato viene considerato conforme, passa allo stato di “farmaco” e ne è autorizzata la vendita in quanto tale. Dal sito polesine.com si apprende infatti che:

“Prima di poter essere messi in commercio tutti i nuovi farmaci devono superare una lunga fase di sperimentazione. In generale si parla di sperimentazione clinica di un farmaco quando si vuole valutare l’efficacia e/o la tollerabilità e/o la sicurezza di un trattamento farmacologico sull’uomo.La sperimentazione clinica comporta un iter lungo e costoso, le cui diverse fasi sono descritte e stabilite dalla legge in modo da garantire procedure in grado di minimizzare i rischi per i pazienti. Per indicare le sperimentazioni cliniche si usa spesso il termine inglese clinical trials, o quello più “italianizzato” trials clinici.”

e prosegue poi con la questione piu “spicciola” relativamente ai costi di sperimentazione:

“Le Sperimentazioni cliniche vengono in genere effettuate nelle strutture ospedaliere/ universitarie pubbliche o private autorizzate.L’azienda o l’istituzione che finanzia lo studio è detta sponsor.Gli sponsor degli studi clinici sono quasi sempre le industrie farmaceutiche, interessate a sviluppare nuovi farmaci in vista della loro commercializzazione. Per questo investono somme ingenti, dato che gli studi clinici sono sempre lunghi e costosi.”

Bisogna assolutamente tenere in considerazione questo argomento in quanto il processo di attribuzione legale di un farmaco è su base sperimentale e non su presunzione d’efficacia. Tradotto: a livello legale, non è la qualità paventata di un ritrovato a farne di questo un farmaco, ma è la base sperimentale a permetterne l’attribuzione del titolo. Questo è il caso proprio dei ritrovati contenenti il veleno dello scorpione azzurro. Non è dimostrata scientificamente nè la loro efficacia in qualità di anti-tumorali, nè tantomeno ne è stata valutata scientificamente la sua tossicità a livelli pericolosi tali da far temere per lo stato di salute del paziente. Al momento attuale, in Italia, non c’è nessuno che sta effettuando ricerche in merito volte all’ottenere il riconoscimento di tale ritrovato come farmaco.

LA SITUAZIONE SPERIMENTALE NEL SUD AMERICA

Il farmaco viene venduto regolarmente a Cuba e a Santo Domingo e a quanto pare sono stati effettuati studi in tali paesi.. Come da paragrafo sopraccitato, lo studio viene effettuato da chi produce e commercializza il ritrovato. Leggendo nel sito http://www.medolife.com/en/research/dataCharts, vengono riportati alcuni dati relativi alla sperimentazione effettuata da un produttore del farmaco. Da quanto emerge, viene asserito come il ritrovato abbia delle proprietà antiinfiammatorie (a loro detta, viene fatto il confronto col paracetamolo), mentre per quanto riguarda le proprietà curative per il cancro viene presa a riferimento una sperimentazione in vitro. Citando Testualmente:

“Il siero dello scorpione blu inibisce la crescita di cellule tumorali IN VITRO.”

E’ importante sottolineare “in vitro” in quanto le condizioni poi sperimentali sugli esseri umani non son certo riproducibili (nella loro complessità e sopratuttto nella loro singolarità) agli esseri umani. Riportiamo comunque per dovere di cronaca che nel 2006 il prodotto, a cuba, era considerato fraudolento. Deve essere però chiaro che il prodotto, nella Repubblica Dominicana ed anche a Cuba, abbia acquisito lo status di farmaco approvato come sostitutivo di terapie oncologiche.

Attestato di Validita Rep.Dominicana

Attestato di Validita Escozul Rep.Dominicana

IL CASO MEDIATICO

E’ senza ombra di dubbio importante segnalare come ciò che sarebbe da valutare come una possibilità tutta da dimostrare, divenga su internet una voce certa e senza ombre. Questo costituisce un pericolo e non v’è dubbio, soprattutto quando è rivestito di una certa vena populista nei riguardi delle aziende farmaceutiche. Che non vi sia fraintendimento in merito a questa affermazione..ovviamente, non sarebbe corretto evitare di criticare gli strani affari che molte aziende farmaceutiche combinano riguardo alla commercializzazione di prodotti obsoleti ed in qualche caso addirittura dannosi e non è fatto raro pizzicare qualche “oscuro movimento” riguardo alcuni medicinali non propriamente curativi. Ma quando si parla di medicinali non è né consigliabile né propedeutico pensare ad un fai da te, tanto piu per patologie complesse come quelle oncologiche. Inoltre è importantissimo sottolineare che quella dello scorpione azzurro non è la sola cura a venir “considerata” alternativa e naturale..anzi: ci sono altri casi di cure alternative e di questi ne abbiamo avuta evidenza contattando l’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) della cui risposta pubblichiamo un estratto:

“Sono molte le sostanze naturali che vengono utilizzate per la cura dei tumori. In generale si tratta di estratti naturali che poi vengono prodotti in modo sintetico. Un esempio è l’uso dei taxani in vari tipi di tumore. Sono stati estratti originariamente dal tasso (albero)e poi prodotti industrialmente. Questi farmaci sono stati sottoposti ad accurati studi, prima di essere commercializzati, sia per verificarne l’efficacia, ma anche per valutare gli effetti collaterali che possono essere anche molto importanti ed a volte imprevisti.

E’ piena la storia di sostanze che vengono utilizzate per combattere i tumori solo sulla base del fatto che siano “naturali” senza che siano sottoposte a verifiche di alcun genere. Il fatto che siano naturali non garantisce né l’efficacia né tantomeno la sicurezza (mancanza di effetti tossici). “

L'INTERVENTO DEL DOTT.CARLO PASTORE PER ECLISSEFORUM.IT

Essendoci quindi molta confusione a riguardo delle effettive proprietà dei prodotti derivanti dal veleno dello scorpione azzurro, abbiamo posto alcune domande su diversi aspetti della questione al Dottor Carlo Pastore, Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2001 presso l’Università Di Roma, iscritto all’Ordine dei Medici di Latina, e specializzato in Oncologia Medica, il quale è a sua volta venuto in contatto con pazienti che hanno assunto in maniera autonoma il prodotto (Come da intervista al tg1).

Dalle analisi svolte dal laboratorio cubano, Labiofam, risulta che oltre alle proprietà anti-infiammatorie, in alcuni casi ci sono stati dei blocchi di crescita di forme tumorali e addirittura anche la scomparsa. I medici che hanno effettuato le analisi sono quasi tutti laureati con il più alto titolo accademico riconosciuto nella maggiorparte delle nazioni. Per quale motivo l’ Italia non riconosce i titoli accademici conseguiti all’ estero e di conseguenza nel nostro caso non si considerano le analisi svolte dai medici cubani?

Per quanto riguarda il riconoscimento dei risultati conseguiti in altre nazioni del mondo dal punto di vista medico-scientifico non si valutano i titoli accademici dei ricercatori ma semplicemente la ripetibilità dell’esperienza in vitro od in vivo. Se l’esperienza e riproducibile acquisisce validità.

Quali sono le differenze tra una sperimentazione in vitro e quella svolta invece sugli animali o sull’ uomo? Esistono considerevoli differenze per quanto concerne i risultati?

La differenza tra una esperienza in vitro ed una in vivo è enorme. In vivo le variabili in gioco sono numerose; basti pensare alla complessità delle reazioni chimiche che modificano od alterano qualunque sostanza immessa dall’esterno rendendola più, meno, per nulla attiva. Quelle in vitro sono condizioni di ricerca eseguite in un ambiente teorico, ideale non corrispondente al vivo. Peraltro anche tra animale ed essere umano la risposta può variare.

Qualche giorno fa ansa ha pubblicato in una notizia la seguente frase: “Si studia l’azione di una proteina posta sulla superficie dei macrofagi che, se bloccata, interrompe il sostegno di queste cellule a quelle tumorali.”. Essendo che i prodotti estratti dal veleno dello scorpione azzurro sono proteici, potrebbe essere plausibile pensare che questi prodotti coadiuvino in qualche caso un processo similare?

Il fatto che l’estratto del veleno dello scorpione sia proteico non vuol dire assolutamente nulla. Per miglioramento della sintomatologia in alcuni pazienti si intende una diminuzione del dolore ed un miglioramento dell’appetito. Occorrerebbe verificare se questo sia in relazione alle caratteristiche del preparato (qualunque esso sia) od a effetto placebo. Una sperimentazione adeguata è possibile in ogni momento; occorre solo definire i tempi e modi in ambito di ricerca medica e farmacologica.

Può essere consigliabile l’utilizzo di prodotti derivati dallo scorpione azzurro per alleviare gli effetti indesiderati della chemioterapia?

Non sappiamo al momento se gli estratti del veleno dello scorpione abbiano l’effetto di limitare la tossicità od i disturbi derivanti da altri trattamenti oncologici.

E’ plausibile pensare che i ritrovati di cui stiamo parlando, alleviando alcune sofferenze, predispongano il paziente ad uno status psicologico che può aiutare ad allungare aspettative di vita o combattere meglio il problema?

Gli aspetti psichici nel paziente oncologico ed in generale nel portatore di patologia grave hanno un loro peso. Non a caso esiste un ramo di ricerca che si occupa di psiconeuroimmunologia e su come energie psichiche mobilitate in maniera positiva possano avere un impatto favorevole nella reazione di contrasto alle patologie.

Ringraziamo nuovamente il Dottor Carlo Pastore per la sua disponibilità e tutti coloro che ci hanno aiutato a fornire questo contributo.

Edited & Write By Creedence & Equal1zer
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