Crisi Economica: Il Legame tra Grecia Italia e la situazione europea futura

Mentre la tempesta della crisi economica si abbatte vigorosa sulle nostre povere tasche, lo staff di EclisseForum.it propone un’articolo gentilmente creato  e donato dal consulente G.P.P. per il nostro sito, con lo  scopo di aiutare i nostri lettori a districarsi tra la marea di notizie che in questi giorni continuano a gettare nell’incertezza il futuro di tutta la popolazione. Ciò che ne scaturisce è un articolo di straordinaria completezza che abbiamo il piacere di farvi leggere e che divulghiamo dedicandolo a tutti coloro che sono giustamente storditi da questo tam tam quotidiano di notizie accavallate, confuse e di cui non se ne riescono ad intuire le varie implicazioni. Con un grande ringraziamento volto al Dott. G.P.P. che ci regala ancora una volta un fantastico momento di ConoScienza Condivisa.

LA SITUAZIONE ATTUALE EUROPEA - SETTEMBRE 2011

“Negli ultimi giorni l’assoluta incapacità della Grecia anche ad avvicinarsi ai parametri richiesti dalla Ue ha messo in difficoltà l’euro. I mercati temono molto il contagio che potrebbe propagarsi in caso di fallimento dello stato greco e nelle ultime due settimane in particolare hanno colpito le tre grandi banche francesi, cioé Societé Genérale, Bnp Paribas e Credit Agricole. Questi istituti hanno perduto in poche sedute il 25/30% della loro capitalizzazione in borsa, annoverando nel proprio stato patrimoniale qualcosa come 56 miliardi di bond greci, con una potenziale insussistenza patrimoniale assolutamente insostenibile in caso di default greco.

LA GRECIA E IL DEBITO ITALIANO

Il salvataggio anche temporaneo della Grecia non è una scelta per l’Europa, ma una necessità imprescindibile. Non c’è altra via d’uscita oggi. Purtroppo la Germania, ad onta delle continue, reiterate e stucchevoli dichiarazioni, continua a prorogare le azioni concrete atte a salvare la Grecia e ad evitare il disastroso contagio che ne conseguirebbe. Il risultato di questa mancanza d’azione ha fatto finire l’Italia in una specie di girarrosto in cui sta cuocendo a fuoco neanche tanto lento. Infatti questa situazione di attesa prolungata crea nervosismo sui mercati: i Btp decennali hanno a tratti superato i 400 basis point di spread sui Bund tedeschi, con tassi che hanno avvicinato di nuovo il 6%. In queste condizioni l’Italia può resistere qualche mese, ma non certo anni: questi numeri portano la nostra finanza pubblica dritta verso il fallimento. Il nostro è un paese che ormai destina la quasi totalità delle proprie risorse agli interessi sul debito. Occorrono tagli importanti alle pensioni: chi sostiene il contrario si fa beffe (per opportunismo politico) del più semplice raziocinio economico. Entro fine mese la Grecia deve ricevere 8 miliardi di euro o sarà fallimento. Inoltre il 29 settembre il parlamento tedesco dovrà far propria la decisione di aumentare la dotazione del “fondo salvastati”: le date importanti sono ormai dietro l’angolo.

L'EUROPA DOVRA' INTERVENIRE PER SALVARE ITALIA E SPAGNA?

Le difficoltà di Italia e Spagna dipendono moltissimo da questo intervento: per l’Italia è vitale un calo dei tassi generalizzato (a qualsiasi scadenza), per la Spagna è importante cominciare a destinare risorse per rilanciare l’economia e guadagnare posti lavoro. Per entrambe queste nazioni (attualmente sulla graticola della finanza) non c’è bisogno di alcun salvataggio se riescono a normalizzare questa crisi sistemica. Tremonti ha recentemente affermato che “siamo tutti sul Titanic”: come dargli torto? Oggi paradossalmente rischiano, a lung’andare, anche nazioni come Germania e Cina se non s’interviene….

LA CRISI NEL RESTO DEL MONDO Europa, Usa e Paesi Emergenti

La crisi europea s’innesta in un quadro di sempre maggior debolezza economica, molti sono infatti i dati che cominciano a parlarci di recessione. In Europa la produzione industriale è in netto calo, Francia e Germania comprese. Negli Usa la Fed cerca di rilanciare un’economia sempre più asfittica, ma i mezzi per il rilancio ora scarseggiano. Anche nei paesi emergenti si nota un certo rallentamento, che in questo caso è tuttavia positivo, perchè contribuisce a diminuire la forte inflazione. Le stesse commodities, il cui calo marcato annuncia l’arrivo della recessione stanno dando segnali inequivocabili: basta osservare il grafico di rame, nickel e crude oil (petrolio) per capire la situazione. Siamo di fronte ad un bivio: da una parte c’è una recessione preoccupante, dall’altra solo un forte rallentamento. Ciò dipende da come le istituzioni economiche internazionali interverranno e pure dalla tempestività dell’intervento. L’Europa ha estremamente bisogno di liquidità, perchè ormai l’economia dei vari paesi rallenta e il sistema bancario drena liquidità in continuazione.

LA DOMANDA DEL POPOLO: SI PUO USCRIE DA QUESTA CRISI?

E’ talmente difficile il momento economico che qualcuno potrebbe chiedersi se esista una via d’uscita. Risposta positiva: ma evitiamo di farci illusioni! Il deleverage a cui si deve sottoporre la nostra economia sarà lungo e purtroppo doloroso. La montagna di debiti che attanaglia ormai tanti stati, verrà lentamente metabolizzata e trasferita sui privati svalutando i debiti stessi, semplicemente remunerando il denaro a tassi nettamente più bassi rispetto al tasso d’inflazione (come sta già avvenendo negli Usa in particolare). . Serve tempo. E tanta pazienza condita con parecchie finanziarie importanti e tagli alla spesa pubblica. In questo caso maggiore sarà il coraggio e la determinazione politica, minore sarà il numero degli anni di limbo economico da trascorrere.

Edited & Write By Creedence

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