Stella mangiata da un buco nero produce il piu grande Gamma Ray Burst mai osservato.

Il 28 marzo 2011 forse gli astronomi hanno osservato per la prima volta la piu grande esplosione del cosmo.
Quando l’osservatorio spaziale Swift della nasa ha avvistato l’evento il 27 marzo 2011, gli astronomi hanno subito pensato a un’esplosine di una stella massiccia in supernova,
hanno aspettato che l’energia sprigionata si dissolvesse in poche ore o minuti ma si sono accorti che la fonte di radiazioni ad’alta energia non mostrava alcun segno di cedimento,questo ha fatto pensare agli astronomi, che sicuramente erano riusciti a catturare una stella che era stata letteralmente fatta a brandelli da un buco nero.

L’esplosione della stella in realtà è una serie di “scoppi”, è come una serie di petardi che esplodono uno dopo l’altro.
“Sappiamo di oggetti nella nostra galassia che possono produrre esplosioni ripetute, ma sono migliaia e milioni di volte meno potenti di queste “raffiche” che stiamo osservando”, spiega Andrew Fruchter dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, nel Maryland.”Questo è veramente straordinario.”
Ecco come si sono svolti i fatti: L’allert(sensori) dello SWIFT Telescope Burst ha individuato lo scoppio il 28 marzo scorso, poi il telescopio Hubble ha preso l’immagine della sorgente, il 4 aprile ha scoperto che le esplosioni provenivano dal centro di una galassia che ospita il lampo GRB 110328A ,  che dista 3,8 miliardi di anni luce, lo stesso giorno il Chandra X-ray Observatory della nasa ha scattato una foto hai raggi x della sorgente e ha confermato che la fonte delle esplosioni era avvenuta al centro della galassia ripresa da Hubble.
Quello che ha dato l’indizio che si potesse trattare di un buco nero che stava cannibalizzando una stella, sono la posizione delle’evento al centro della galassia e il tipo di “raffiche”, infatti quasi tutte le galassie hanno un buco nero al centro.Ecco cosa dice l’astrofisico Neil Gehrels,lo scienziato di punta del progetto SWIFT della NASA al Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland:”Pensiamo che ci sia un buco nero dormiente lì e che deve aver iniziato a catturare
parti di materia, probabilmente una stella che è caduta nel buco nero.”

Sicuramente una stella si è avvicinata troppo al buco nero, che con la sua fortissima attrazione gravitazionale l’ha catturata, ora i gas della stella hanno iniziato a cadere dentro il buco nero producendo enormi quantità di energia che poi viene rilasciata sottoforma di particelle ad alta energia, che a loro volta producono dei veri e propri getti di particelle che vengono sparati fuori dal buco nero.
Ora anche se non è la prima volta che gli astronomi osservano un buco nero che inghiotte una stella, la cosa che ha sbalordito gli scienziati, è inanzi tutto lo”scoppio”ma anche l’energia emessa che è di gran lunga superiore a tutti gli altri eventi osservati fino a quel momento, la luminosità estrema osservata fà supporre agli astronomi che il getto di particelle sparate fuori dal buco nero è puntato dritto verso il nostro pianeta(che non ha nulla da temere dato l’enorme distanza dall’evento).

Immagini provenienti dagli rilevatori Ottico/Ultravioletto (bianco e viola) e a Raggi X (giallo e rosso) sono state combinate per creare questa vista della GRB 110328A. L’esplosione è stata rilevata soltanto in raggi X, che sono statti raccolti lungo un periodo di 3-4 ore il 28 Marzo. Credit: NASA/Swift/ Stefan Immler

Questa è un immagine in luce visibile della galassia che ospita il lampo GRB 110328A scattata il 4 Aprile da Hubble. La galassia è distante 3.8 miliardi di anni luce da noi. Credit: NASA/ESA/A. Fruchter.

Immagine del telescopio spaziale a raggi X Chandra che mostra il lampo GRB 110328A il 4 Aprile. Il centro della fonte a raggi X corrisponde con quello della galassia fotografata da Hubble (croce rossa). Credit: NASA/CXC/Warwick/A. Levan.

 

Gli astronomi di tutto il mondo stanno lavorando senza sosta per raccogliere più dati possibili dell’evento, il telesopio Hubble ha scattato svariate immagini della fonte su piu spettri, infatti l’astrofisico Neil Gehrels afferma: “Alcuni spettri sono stati aquisiti, c’è molto lavoro da fare sui cambiamenti dello spettro nel tempo” e continua ” noi ci aspettiamo che svanisca nei prossimi giorni, Se l’evento rimane brillante per diverse settimane o un mese vuol dire che è qualcosa di diverso.Sinceramente non so che cosa potrebbe essere”.

Questo è quello che è successo 2 mesi e mezzo fà ecco gli ultimi aggiornamenti:

Il 28 marzo scorso i sensori del satellite Swift della NASA hanno registrato un lampo di raggi gamma(Gamma ray burst) nella Costellazione del Drago mai osservato prima, ben presto diviene evidente che che l’evento non era un tipico scoppio di raggi gamma,una emissione di radiazione ad alta energia che spesso accompagna l’esplosione di una supernova, perchè?
perchè il flash non è scomparso dopo alcune ore o minuti ma è rimasto per settimane, e anche se adesso è svanito per intensità, dopo due mesi e mezzo il segnale che arriva dalla sorgente è ancora molto forte.

 

Credit: (left, galaxy) ASA/Swift/Stefan Immler; (right, diagram) NASA/Swift/Penn State/J. Kennea

 

Ecco la conferma di quello che è successo dopo la publicazione del secondo articolo su Science. Il gamma-ray flash Sw 1644+57  è un getto di radiazioni ad alta energia prodotto da una stella,caduta dentro un buco nero che si trova al centro di una galassia distante 3,8 miliardi di anni luce da noi, il motivo percui il gamma-ray flash Sw 1644+57  è cosi brillante è che il getto è puntato dritto verso la terra, e la causa di questo è da attribuire a un buco nero che sta consumando poco a poco la stella,questo accade perchè il buco nero strappa parti della stella e cosi facendo si creano dei veri e propri vortici di massa intorno, un po come accade all’acqua che scende attraverso uno scarico e questo processo vorticoso rilascia immani quantità di energia.
I dati raccolti in un secondo tempo dall’ Hubble Space Telescope e dall’osservatorio spaziale per raggi X Chandra hanno infatti rafforzato l’ipotesi, già suggerita dall’astrofisico di Berkeley Joshua Bloom ad appena tre giorni dalla prima rilevazione del flare, che non si trattava d’un classico GRB, bensì d’una porzione (circa il 10%) della massa d’una stella trasformata in energia da un buco nero, e irradiata in banda X dal suo disco d’accrescimento, o sotto forma di jet relativistico X e gamma allineato con il suo asse di rotazione. «Un evento esplosivo completamente diverso da tutti quelli visti prima»

 

Duellum71.

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